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Eroica Fenice

Il Bestiario di Sergio Toppi: un mondo animale ferino e affascinante

Bestiario di Sergio Toppi: un mondo animale ferino e affascinante

Bestiario di Sergio Toppi è un’opera a fumetti del compianto illustratore italiano, pubblicato – per la collana a lui dedicata – dalla Nicola Pesce Editore. È una raccolta a colori in cui il meraviglioso disegno di Toppi si esprime al meglio descrivendo il suo soggetto preferito: il mondo animale in correlazione con gli essere umani. Questo rapporto è infatti affrontato spesso nei suoi lavori, da Sheraz-De a Blues, ma questa volta in maniera più evidente e marcata, senza una storia a fare da cornice.

L’introduzione, tradotta come il resto dei testi da Stefano Andrea Cresti, è curata dallo stesso autore, che spiega i motivi della sua profonda fascinazione nei confronti della fauna e ci regala dettagli autobiografici.

Contrapposizione e associazione nel Bestiario di Sergio Toppi

L’eccezionalità di questo lavoro è la raffigurazione di esemplari maestosi e fieri intervallati da figure mitologiche che infestano l’immaginario umano o il mondo onirico, come l’incontro tra Teseo e il Minotauro o il disegno di un centauro illuminato da una Luna “personificata”. Sotto è evidente il profondo lavoro antropologico che relaziona indomite bestie con l’essere umano, entrambi colti in un momento di estrema contrapposizione o di associazione. Una delle figure più emblematiche è quella della donna che spicca il volo accompagnata da un uccellino che rappresenta perfettamente il concetto di somiglianza tra i soggetti, oltre a manifestare tutta la bravura artistica di Toppi.

Una delle principali caratteristiche e modalità d’espressione artistica del fumettista è quella di non rinchiudere i propri disegni nella canonica quadratura di una vignetta: sono infatti liberi di muoversi, vivere e invadere lo spazio, seguendo linee geometriche perfette come triangoli, quadrati e rettangoli.

Le tavole, alcune in bianco e nero, altre con i colori forti che contraddistinguono le scelte stilistiche del maestro Toppi, sono intervallate da brevi saggi che hanno valore introduttivo ed esemplificativo delle opere. Queste parlano della vita e della formazione dell’artista, dei suoi riconoscimenti, dei premi che ha conseguito nella sua carriera e dei debiti che ha la storia del fumetto nei suoi confronti. A dire la propria sono chiamati Marco D’Angelo e Sara Valle, Pierre Yves Lador (che ha anche creato le didascalie ai disegni), Gianni Brunoro e Michel Jans.

Nelle ultime pagine viene spiegato da dove ogni singolo disegno della raccolta è stato preso, sottolineando l’impegno profuso del maestro come illustratore: le commissioni sono giunte da riviste, testi, libri come Fantastici rapaci di Federico Cauli, «Archéo», Grogh, storia di un castoro, I tarocchi delle origini e molti altri.

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