Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Cucina e Salute

Torta di mele e frutta secca, una ricetta da provare

La mela è un frutto tipico della tradizione contadina, ma anche della cultura in generale, basti pensare alla mela avvelenata delle favole, alla mela che mangiò Eva o al pomo della discordia. E nei freddi pomeriggi invernali, cosa c’è di meglio del caldo profumo di una torta di mele che cuoce lentamente nel forno? La mela è un frutto molto versatile, che si presta sia a ricette dolci che salate. Tuttavia, se si vuole sperimentare qualcosa di nuovo, una delle opzioni più gustose da provare è quella di tramutare la mela in un dolce con della croccante frutta secca che vada a contrastare la sua consistenza morbida. Ricetta della torta di mele e nocciole Questa è una variante della classica torta di mele, l’ideale per fare colazione, per viziarsi con uno sfizioso dessert dopo i pasti, o per accompagnare tisane e succhi di frutta a merenda. Eventualmente, le nocciole possono essere sostituite o arricchite con altra frutta secca che potrete trovare sul sito di Madi Ventura. La torta con mele e nocciole ha un aspetto semplice che contrasta il suo gusto raffinato. È morbida e soffice grazie al cuore formato da sottili fette di mele avvolte da un impasto profumato e dalla frutta secca tritata. Un’esplosione di sapori che si contrappongono tra loro, così come la consistenza della mela e della nocciola, proprio come vogliono i grandi chef. Ecco cosa serve per preparare una torta di mele e nocciole per circa 6 persone: 160 grammi di nocciole 500 grammi di mele delicious 150 grammi di burro 150 grammi di farina 1 uovo 120 grammi di zucchero b. sale Preparazione della torta di mele e nocciole Per prima cosa bisognerà far ammorbidire il burro a temperatura ambiente per circa 15 minuti. Una volta ammorbidito, andrà lavorato con le fruste elettriche insieme a 60 grammi di zucchero fin quando non si formerà una crema soffice e dal colorito chiaro. Solo a questo punto andrà aggiunto l’uovo e si dovrà continuare a mescolare fino a che gli ingredienti non siano amalgamati. Tritare 150 grammi di nocciole (o mix di frutta secca come quelli di Madi Ventura) insieme a 60 grammi di zucchero. Mescolare il tutto alla farina aggiungendo un pizzico di sale ed aggiungere la crema di burro, un po’ per volta, continuando a mescolare. In uno stampo di almeno 20 centimetri di diametro andrà steso metà dell’impasto. Sopra lo stesso bisognerà mettere le mele lavate, sbucciate e tagliate in spicchi sottili. Le mele andranno coperte con l’impasto rimanente e decorate con le nocciole tritate messe da parte. Cuocere la torta in forno preriscaldato a 180° per 50 minuti. Verificare che sia cotta a puntino, sfornare e far intiepidire. Per verificare che la torta sia cotta, utilizzate uno stuzzicadenti. Infilatelo nella torta e se lo troverete ancora umido, vorrà dire che non è ancora cotta come dovrebbe. Una volta intiepidita si può procedere alla sua decorazione trasferendola su un piatto. A questo punto la si può spolverare con zucchero a velo, con cacao […]

... continua la lettura
Comunicati stampa

Al via la Mostra Internazionale del Presepe a Napoli

Mercoledì 4 dicembre 2019, alle 11.30, nella chiesa di Sant’Angelo a Segno, in via dei Tribunali 45, sarà inaugurata a Napoli la Mostra Internazionale del Presepe, alla presenza del Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli. L’esposizione darà il via a un progetto di respiro internazionale sul presepe napoletano.  Racconta una storia antica, ma sempre nuova. Traduce in scena valori di una religiosità profonda e intensa. Accoglie tutti: dagli angeli agli animali, dai ricchi ai poveri, dal popolo napoletano agli stranieri. Il presepe a Napoli è cultura, è tradizione, è arte, ma è soprattutto spiritualità. Un rituale imprescindibile che, non solo a Natale, ci invita alla contemplazione e alla riflessione, e lo fa attraverso l’ingegno e le mani dei più sapienti artigiani partenopei. Consapevoli del ruolo che il presepe napoletano riveste nel nostro patrimonio culturale e spirituale, l’imprenditore ed editore Rosario Bianco e il magistrato Catello Maresca, con l’Accademia delle Arti, Mestieri e Professioni e l’Associazione PartenArt, presentano il progetto di respiro internazionale “Il Presepe napoletano come strumento di evangelizzazione”, che vede tra i suoi maggiori ispiratori e promotori S.E. il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli. Il progetto, con il patrocinio del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e dell’Arcidiocesi di Napoli, si aprirà con una straordinaria mostra di presepi nel cuore del centro storico della città, la “Mostra Internazionale del Presepe”, che sarà inaugurata il 4 dicembre 2019, alle ore 11.30, nella chiesa di Sant’Angelo a Segno (in via dei Tribunali, 45), alla presenza di S.E. il Cardinale Crescenzio Sepe. Il percorso espositivo, che potrà essere ammirato fino al 14 gennaio 2020, permetterà ai visitatori di immergersi in un mondo denso di storia, artigianato che si fa arte, tradizioni e antichi mestieri che si tramandano di generazione in generazione, ma soprattutto di entrare in contatto con i significati spirituali che il presepe rappresenta. Sarà un vero e proprio inno al presepe napoletano di ispirazione settecentesca: in esposizione, prestigiosi presepi realizzati dai più grandi maestri presepisti partenopei, come Antonio Cantone, Alfredo Molli e i fratelli Sinno, accanto ai quali sarà possibile ammirare presepi, scogli e Natività provenienti dall’estero,grazie alla collaborazione con la Fundación Díaz Caballero del Museo Internacional de Arte Belenista di  Mollina (Málaga) e il Museo Salzillo di Murcia, custodi dell’arte presepiale nel mondo. Fiori all’occhiello della mostra, pezzi dalle collezioni private di Rosario Bianco, Catello Maresca e Lorenzo Mazzeo. Il progetto culminerà in un Convegno Internazionale sul Presepe, che si terrà il 10 gennaio 2020 presso l’Auditorium multimediale della Curia Arcivescovile (in Largo Donnaregina, 22), ponendosi come importante momento di approfondimento e di confronto tra i maggiori esperti del presepe a Napoli e nel mondo, a cinquant’anni dall’ultimo congresso sull’argomento.

... continua la lettura
Notizie curiose

Le 5 sneakers più famose del cinema

Da sempre moda e cinema hanno uno strettissimo legame, in quanto non solo si ispirano a vicenda, ma anche perché ci sono film che riescono a rendere iconici capi e accessori. E quando si parla di sneakers, questa regola sembra essere ancora più valida, dato che i set cinematografici di Hollywood hanno spesso visto protagoniste queste note calzature. Oggi, andremo quindi a scoprire le 5 sneakers più famose della storia del cinema, da Forrest Gump fino ad arrivare alle mitiche Air Mag di Ritorno al Futuro. Nike Cortez (Forrest Gump) Sicuramente tutti voi vi ricorderete le candide sneakers bianche, rosse e blu indossate da Forrest Gump, con i classicissimi colori della bandiera americana: ebbene, si tratta delle Nike Cortez, ovviamente disponibili già a quei tempi in moltissime colorazioni diverse. Ci troviamo dunque di fronte ad un modello autenticamente iconico, che ha avuto un successo enorme, anche e soprattutto per merito del ruolo interpretato da Tom Hanks. Adidas Stan Smith (Blade Runner) Probabilmente in pochi si saranno accorti delle Adidas Stan Smith indossate da Harrison Ford, durante l’epica caccia ai replicanti di Blade Runner. Il merito va alla sobrietà delle linee di una calzatura che può essere considerata fra le sneakers più storiche in circolazione. D’altronde, le Adidas Stan Smith da uomo sono le scarpe dei record per questo brand, in quanto di gran lunga le più prodotte e le più vendute. Infine, una piccola curiosità: sebbene non siano tornate nel sequel di questo iconico film, il buon Harrison ha indossato lo stesso modello anche sul set de Il Fuggitivo. Converse All Stars (Alien) Fra acidi corrosivi e fughe a perdifiato, solo un paio di sneakers come le Converse All Stars poteva resistere alle fatiche compiute dalla mitica Ripley in Alien. Anche qui ci troviamo di fronte ad un modello dai tratti epici, perché in fondo ha avuto l’onore di calcare i set di uno dei film di fantascienza più iconici dell’ultimo mezzo secolo. E di impreziosire i piedi di una delle attrici più strepitose di sempre, ovvero Sigourney Weaver. Onitsuka Tiger (Kill Bill) Spade, tradimenti, omicidi, arti marziali, killer e tanta, tantissima azione. Ecco a voi Kill Bill, il capolavoro di Quentin Tarantino, e le Onitsuka Tiger Mexico 66, ovvero le sneakers indossate da Uma Thurman. Si tratta di un vero e proprio omaggio di Tarantino alla pellicola “L’ultimo combattimento di Chen”, visto che il grande Bruce Lee indossava sia le Onitsuka, sia la tutina gialla con bande verticali nere. Nike Air Mag (Ritorno al Futuro 2) Si chiude con le mitiche Nike Air Mag indossate da Michael J. Fox in Ritorno al Futuro 2, targato 1989. E qui va sottolineato il particolarissimo design di questo futuristico modello, con lacci che si serrano da soli e con LED. Alla fine la Nike ha davvero realizzato quel modello, attualmente tra le scarpe più costose al mondo, rilasciandolo in edizione limitata nel 2016 e ottenendo un grandissimo successo. D’altronde, si tratta di un film che ha saputo davvero fare la storia del […]

... continua la lettura
Food

Pizzeria Fratelli Testa 1965, il sogno diventa realtà

Da qualche mese a Pianura, precisamente in Via Parroco Russolillo 40, ha aperto la pizzeria Fratelli Testa 1965. I fratelli Testa, Samuele e Gabriele, sono figli d’arte, i loro genitori sono panificatori da sempre. Sin da piccoli si sono appassionati all’arte bianca, cercando di imitarne le gesta così hanno iniziato a fare l’apprendistato nelle pizzerie più importanti di Napoli e poco dopo hanno deciso di emigrare a Milano, dove hanno fatto tantissima esperienza. Di ritorno dalla grande metropoli del Nord hanno deciso di compiere il grande passo, aprendo la pizzeria che purtroppo i loro genitori non avevano mai avuto. Grazie all’aiuto di Rosario Giustiniani, titolare con i suoi fratelli della pizzeria “Capa Tosta”, in provincia di Caserta, i due giovani Testa hanno avuto la possibilità di imparare tantissimo, dando vita ad una piccola realtà, che sicuramente porterà i suoi frutti. Durante la serata inaugurale, organizzata da Francesco Luongo e dall’attore e regista, “‘O Masto da Pizza”, Gennaro D’Aria, erano presenti numerose personalità di spicco, tra cui Rosario Lopa, portavoce della Consulta Nazionale per l’Agricoltura e Turismo, la modella del brand Mayu Myu & Anthony Kenji, Anna Pezone, e la campionessa Teresa Iorio, punta di diamante della pizza nel mondo. Pizzeria Fratelli Testa 1965 – Il menù Il menù degustazione offerto alla stampa prevedeva oltre alle “Classiche” (margherita rossa e bianca, e la cosacca) anche alcune proposte “A modo nostro”, due pizze d’eccezione chiamate con i nomi dei due fratelli Testa e che hanno sfruttato la qualità delle farine del Molino Caputo e dei pomodori de La Torrente, sponsor tecnico della serata. Unica ed inimitabile quella con crema di piselli, pancetta, fior di latte e scaglie di provolone. Una pizza saporita, ma allo stesso tempo delicata. Altre pizze che hanno suscitato forte interesse sono state quelle preparate in collaborazione con Luna Rossa 2, pizzeria di Casalnuovo di Nicola Nunziata (chef consulente Francesco Mennella): Cacio e Pepe, con fior di latte, panna, polpettine di carne, crocchè e basilico fritto, e la buonissima Fantasy, che presentava un cestino di pasta della pizza al centro con mortadella e fiocchi di ricotta. Un connubio di sapori, che ha lasciato gli addetti ai lavori, senza parole. Molto buona anche la margherita speciale, quella con pomodorini gialli e rossi. In conclusione non possiamo che promuovere La Pizzeria Fratelli Testa 1965, che è una sana dimostrazione di quanto il duro lavoro paghi ed avvicini all’eccellenza. Alessia Giannino

... continua la lettura
Comunicati stampa

Bolivar, divertimento e trasgressione con “I morti fanno paura?” di Salieri

Venerdì 6 e sabato 7 dicembre la commedia vietata ai minori di 18 anni scritta e diretta dal maestro dell’hard: nel cast tre pornostar internazionali Divertimento e trasgressione venerdì 6 e sabato 7 dicembre al teatro Bolivar di Napoli (via Bartolomeo Caracciolo, 30) con “I morti fanno paura?”, commedia in due atti scritta e diretta dal maestro dell’hard Mario Salieri (spettacolo alle ore 21, biglietto 25 euro, prevendite su www.go2.it).  Una farsa macabra, vietata ai minori di 18 anni, ispirata all’atto unico scritto da Eduardo De Filippo nel 1926 dal titolo “Requie a l’anema soja…”. E non è la prima volta che Salieri si misura con il drammaturgo napoletano. Negli ultimi anni infatti ha realizzato due opere audiovisive rispettivamente intitolate “Il cilindro di Mario Salieri” e “I morti non fanno paura”, entrambe ispirate alle omonime commedie eduardiane. Nel cast, oltre a consumati attori di teatro, quali Ciro Grano, Carlo Maratea e Alberto Pagliarulo, sono annoverati giovani talenti come Anika Russo, Fausto Bellone, Massimo Polito, Raffaele Calafiore e Bianca Maria Stella. Tra i protagonisti compare anche Franco Pinelli, che nella sua lunga carriera ha lavorato con Eduardo e Luca De Filippo, Pupella Maggio, Aldo Giuffrè e tanti altri mostri sacri del teatro italiano. Da segnalare anche la partecipazione di Rossella Visconti, Valeria Borghese e Monique Covet, tre pornostar di fama internazionale. La vicenda è ambientata a fine anni 60 nel quartiere di Montecalvario dove una coppia di sposi per arrotondare le esigue entrate economiche è costretta ad affittare uno spazio del proprio appartamento ad un commesso viaggiatore, un uomo che nella vita ha subito molte disgrazie e che è ossessionato dalla paura dei morti. Da questa premessa si sviluppa una storia divertente e al tempo stesso tragica, incentrata sulle superstizioni tipiche del popolo partenopeo. Ma in questa commedia nulla è come sembra e lo spettatore si troverà direttamente coinvolto in situazioni inattese, spesso dal sapore trasgressivo. L’obiettivo di Salieri è certamente quello di creare una crepa nella linea di demarcazione che storicamente divide il mondo del porno da quello dei puristi della settima arte. E lo ha fatto dedicandosi alla realizzazione di film ispirati alla drammaturgia eduardiana, candidandosi alla direzione artistica del teatro Trianon Viviani di Napoli, recentemente assegnata a Marisa Laurito, e mettendo in scena la commedia che sarà rappresentata al Teatro Bolivar di Napoli il 6 e 7 dicembre.

... continua la lettura
Fun e Tech

Come aumentare la velocità di un sito in WordPress

Aumentare la velocità di navigazione in WordPress è possibile, ecco come  È ormai dimostrato che quando l’utente che naviga su un sito web deve attendere più di 4 secondi per leggere un articolo interamente o per aprire una pagina di approfondimento su qualche prodotto a cui è interessato o ancora per completare un acquisto, abbandona il portale su cui si trova per passare ad un altro. Il piacere di muoversi online impone un altissimo grado di reattività da parte del sito web consultato e un tipo di navigazione rapida e senza interruzioni. Questo è il primo motivo per cui è essenziale rendere il proprio sito quanto più possibile veloce, fluido e fruibile al massimo. Si tratta di un aspetto che incide sulla conversione e gioca un ruolo chiave nel successo si un sito. Ridurre i tempi di caricamento delle pagine anche di pochi secondi è una strategia vincente che può portare a un aumento delle conversioni anche dell’1%. Come si “misura” la velocità di un sito Esiste un particolare acronimo “TTFB”, ossia Time To First Byte per misurare in modo standard il livello di responsività di un server web. Il TTFB misura per l’esattezza l’arco di tempo che separa una richiesta http dal primo byte della pagina che viene caricata. Si tratta di un parametro che può essere migliorato investendo in modo deciso sul potenziamento della capacità di calcolo dell’infrastruttura. Per ottimizzare la velocità con cui un sito carica le proprie pagine è fondamentale preparare nel miglior modo possibile base applicativa e infrastrutturale. Come migliorare il TTFG su WordPress Per migliorare la velocità di caricamento delle pagine di un sito web si può agire da un punto di vista applicativo, sfruttando con WordPress validissimi plugin di cache come ad esempio “W3 Total Cache” e dal un punto di vista lato server, grazie a Varnish e Redis, acceleratori web che rendono più veloci e leggeri i carichi dei siti trafficati. È sempre importante ricordare che potenziare l’hardware dell’infrastruttura perde di senso se il software non è ottimizzato. Uno dei requisiti essenziali per garantire velocità ai siti WordPress è assicurarsi di sfruttare al meglio l’hardware di riferimento e provvedere all’ottimizzazione dei contenuti statici. Scegliere architetture robuste e scalabili Un’infrastruttura ben ottimizzata garantisce potenza e flessibilità permettendo di esaltare le performance. Anche scegliere il giusto provider di servizi cloud può favorire il successo dell’infrastruttura realizzata con WordPress. È necessario rispondere alla crescita dei potenziali visitatori puntando su una scalabilità orizzontale che prevede l’aggiunta di altre macchine cloud all’infrastruttura di partenza ma anche verticale, che agisca potenziando la stessa istanza per tutto il tempo necessario. In questo senso è essenziale puntare a servizi che garantiscano la massima disponibilità di banda, soluzioni di cache avanzate, personale di riferimento esperto e competente e valido supporto tecnico disponibile in qualsiasi momento. Su www.seeweb.it trovi il meglio in termini di tecnologia e qualità e puoi contare su un investimento sicuro.

... continua la lettura
Cucina e Salute

Raffreddore e influenza in arrivo: qualche consiglio per prevenirli

Con l’autunno, arrivano puntuali i primi malanni di stagione: raffreddore, naso chiuso, fastidi alla respirazione e influenza. Per evitarli, però, è sufficiente prendere poche e semplici precauzioni che possono aiutare a mantenere forti le difese immunitarie e a non ammalarsi. Le piccole abitudini quotidiane diventano quindi fondamentali per riuscire a mantenersi sempre in forze: dagli abiti che indossiamo all’alimentazione, ecco qualche consiglio per riuscire a far fronte a questo inverno nella maniera migliore possibile. Lavarsi sempre le mani Tutti i giorni veniamo a contatto con decine di persone e tocchiamo ogni tipo di oggetto, per cui lavarsi bene le mani diventa uno strumento molto efficace contro le malattie da raffreddamento e non solo, dato che in alcuni casi potrebbe anche salvare la vita. I virus spesso si depositano proprio sulla pelle delle mani che poi vengono a contatto con altre parti del nostro corpo, trasmettendo i batteri. Per questo motivo, lavarsi regolarmente le mani è una delle regole base per evitare di ammalarsi. Copri bene naso, gola e spalle Indossare i vestiti giusti è un ulteriore strumento utile a difenderci dai virus che ci circondano. Lo scopo di coprire precise parti del nostro corpo, come naso, gola e spalle, è di riscaldare l’aria che respiriamo e di portare calore al sangue che circola nel nostro organismo e nelle stazioni immunitarie. Pertanto, una sciarpa sul collo che copre anche naso e bocca aiuta a respirare aria più calda, e la famosa strategia di vestirsi “a cipolla” permette di alleggerirci quando entriamo in locali dove la temperatura è più alta. Fai il pieno di vitamine e minerali Innumerevoli ricerche scientifiche hanno dimostrato che il benessere del nostro corpo passa anche per una corretta alimentazione, per cui è importante mangiare bene durante le stagioni più rigide. A tavola bisogna quindi non lesinare in frutta e verdura, ricche di vitamine e sali minerali. Tra questi, attenti ad assumere abbastanza beta-carotene, vitamina B insieme alla classicissima vitamina C e le vitamine D ed E. Quando però quelle assunte attraverso l’alimentazione non bastano si possono integrare ricorrendo a una serie di prodotti per il proprio benessere, online se ne trovano per ogni esigenza, in grado di aiutarci a rafforzare le difese immunitarie. Aumenta il calore del corpo Scegliere i vestiti giusti è essenziale per prevenire le malattie da raffreddamento, ma bisogna anche evitare gli sbalzi di temperatura. Pertanto, bisogna mantenere una temperatura stabile nel nostro corpo, mangiando minestre o brodi, ma anche tè o infusi e condendo le pietanze con un po’ di peperoncino, così da aumentare il calore interno e uccidere i virus e i batteri. Esercizio quotidiano e buon sonno Infine, poiché durante le stagioni più fredde il nostro organismo è sottoposto a stress, è necessario prendersene cura, mangiando bene, facendo esercizio e dormendo almeno sette o otto ore a notte per riuscire a essere adeguatamente riposati. Un fisico in forma infatti è più resistente alle malattie, come confermato anche dai medici che ritengono l’esercizio regolare e quotidiano una delle armi migliori contro le […]

... continua la lettura
Cucina e Salute

Le ceste di Natale per aziende, ottime per fidelizzare un cliente e gratificare un dipendente

Oramai il Natale è quasi alle porte, e di conseguenza tutti noi cerchiamo di prepararci in modo adeguato ad una delle feste più attese dell’anno, se non la più attesa. Questo vale sia a livello familiare, sia a livello imprenditoriale, perché anche le aziende aspettano con ansia questa festività. Il pacchetto di spese di rappresentanza, difatti, prevede un regalo da donare ai dipendenti e ai clienti, e le ceste di Natale per aziende si propongono come una delle migliori soluzioni in assoluto. I cesti natalizi, non a caso, possono diventare uno strepitoso veicolo promozionale per le imprese: possono fidelizzare un cliente importante o gratificare un dipendente, ma vanno sempre selezionati con cura. Il cesto di Natale per i clienti importanti Un cliente importante va sempre coccolato a dovere, per non correre il rischio di perderlo, e per non dargli l’opportunità di volare fra le braccia di un nostro competitor diretto. Ecco che il Natale si presenta come l’occasione migliore per fargli sentire tutto il nostro grande apprezzamento. E i cesti natalizi si propongono come un dono ideale, per riuscire a dargli una testimonianza di ciò. Questo presente, se scelto nel modo corretto, riuscirà a dire al cliente che noi gli siamo vicini, pure in un momento così caloroso come le festività natalizie. In pratica, busseremo alla sua porta – e a quella della famiglia – e trascorreremo con lui il Natale (anche se non fisicamente). Le ceste di Natale per aziende possono aiutarci a fidelizzare quel cliente, perché sono un mezzo ottimale per seguire i meccanismi della promozione tramite oggetto (PTO). Di fatto, si fa un regalo di rappresentanza per far contenti i clienti, ma anche per portare lustro al marchio della nostra azienda, che potrà godere di ulteriore visibilità. Ti abbiamo già anticipato, però, che serve selezionare con attenzione le confezioni natalizie, specialmente quando queste sono indirizzate ai clienti più importanti per noi. Da questo punto di vista, non conviene mai lesinare, quindi andare al risparmio. Il nostro suggerimento, dunque, è di contattare un fornitore come Bennati, che propone i cesti natalizi più costosi e più pregiati in Italia, così da non deludere mai il destinatario del nostro dono. Le ceste natalizie da regalare ai dipendenti Un business profittevole è un business che basa il suo successo su fondamenta solide come la roccia. E le fondamenta, quando si parla di aziende grandi o piccole, sono proprio loro: i dipendenti, che ogni giorno faticano e sudano per garantire all’impresa la vittoria nel proprio mercato o nicchia di riferimento. Deluderli è una delle mosse più azzardate che un imprenditore potrebbe mai fare, un errore che poi si pagherà a carissimo prezzo. Ecco perché i cesti diventano la strenna natalizia per eccellenza, perché non scontenteranno mai nessun lavoratore o impiegato. I motivi sono diversi: innanzitutto vanno incontro ad ogni desiderio perché, quando si parla di cibo e di bevande di qualità, nessuno è in grado di resistere. Inoltre, sono doni anche versatili, perché possono contenere delizie di ogni tipo: dal dolce al […]

... continua la lettura
Comunicati stampa

Infinitamente Mia di Shara è già un successo!

60.000 visualizzazioni su YouTube in sole due settimane e la partecipazione a Roma VideoClip 2019 Il brano “Infinitamente Mia”, scritto dalla cantautrice Shara, per l’immensa Mia Martini, in occasione del Premio intitolato a una delle voci femminili più belle ed espressive della musica leggera italiana di sempre, diventa un video, che, in sole due settimane, raggiunge 60.000 visualizzazioni su YouTube, e, per la sua forza proromepente, si aggiudica la partecipazione alla prestigiosa rassegna Roma VideoClip 2019, che si terrà nella capitale il prossimo 4 dicembre. “Infinitamente Mia”, curato nella regia da Gaetano Acunzo, è un ideologico dialogo interiore che la cantante scomparsa ha con se stessa, dove l’anima dell’artista diviene idealmente il centro di tutto “l’universo” Mia Martini. Il videoclip può essere percepito come un cortometraggio, ricco di momenti evocativi molto coinvolgenti ed emozionanti. Il video “Infinitamente Mia” è il modo in cui Shara sceglie di celebrare 15 anni di una carriera artistica, che inizia ufficialmente nel 2004 con “Pranava Rainbow” (“Arcobaleno del suono eterno”), interamente arrangiato dal musicista e produttore Luca Stendardo. È lo spirito dello “Shanti” (“La pace nel cuore, nel corpo e nella mente”) che accompagna la nascita di canzoni come “India”, il primo singolo ideato e scritto da Shara e composto insieme a Luca Stendardo; “Nothing on your mount” (È dal nulla che nasce tutto) e del pop-jungle di “Divine” (In ognuno di noi si cela il seme di ciò che è sopra di noi). Tre anni dopo, inizia l’avventura londinese di Shara, che durerà circa un anno e le darà la possibilità di collaborare con alcuni artisti e dj inglesi alla realizzazione di brani musicali. A Londra, Shara ha anche l’opportunità di partecipare alle riprese del videoclip “Ain’t the same” dell’artista Kris Baya e di lavorare al Dominion Theatre per il musical “We Will Rock You” scritto dai Queen e Ben Elton. Intanto Shara prosegue il suo costante percorso di ricerca e sperimentazione, proponendo, a gennaio 2019, una nuova versione di due canzoni contenute nell’EP portato sul mercato discografico nel 2016, “Vento del Sud” (che dà il titolo al lavoro), proposta in sonorità che si rifanno agli anni ’80 mixate con note più attuali dal tocco nord europeo; e “Il Bacio del Risveglio”, dove il jazz anni ’40 cede, in alcuni tratti, il passo ai suoni anni ’60; entrambe racchiuse in un nuovo Ep, che conserva il titolo originale. Nella sua versione 2016, l’Ep contiene quattro brani inediti (completa la rosa, “Giorno”, nella doppia versione italiano e spagnolo) e la cover di “Guardastelle”, omaggio a Bungaro, grande cantautore e “poeta” del Meridione italiano. Curato dal musicista e arrangiatore Pasquale Faggiano, l’Ep “Vento del Sud”, vede la partecipazione di molti musicisti noti del panorama italiano, tra cui Gigi De Rienzo, Carlo Fimiani, Gennaro Desiderio, Vittorio Riva, Aldo Vigorito, Flavio Gargano, Antonio De Luise.   VIDEOCLIP “Infinitamente Mia” >>>> https://www.youtube.com/watch?v=VCG_UtrSsAo

... continua la lettura
Comunicati stampa

Da Gio Evan ai Subsonica, al via il 30 novembre NOISY CLUB

Il Noisy Naples Fest quest’anno allarga la sua proposta e oltre ai concerti e agli spettacoli estivi in programma all’Arena Flegrea presenta una programmazione invernale in una location d’eccezione:  il club post-industriale Common Ground (via Scarfoglio 7 – Napoli). Nasce Noisy Club, rassegna OFF promossa dal festival musicale partenopeo, giunto alla quinta edizione, che intende offrire al pubblico campano il meglio della musica indie, emergente  e  underground durante tutto l’anno. Già annunciati 5 live, inaugurati sabato 30 novembre da Gio Evan – con oltre 700.000 follower è il poeta vivente più seguito in Italia, on stage presenta il nuovo doppio album “Natura Molta” – passando per l’atteso ritorno dei Subsonica (19 marzo), reduci dalla pubblicazione di “Microchip Temporale”, lavoro che celebra con remix e duetti i 20 anni del loro album cult “Microchip Emozionale”. Il cartellone del Noisy Club ospiterà anche le esibizioni del cantante/operaio Clavdio, ultima scoperta di Bomba Dischi (il 14 dicembre), del rapper Mezzosangue (23 gennaio) con “Sua Cuique persona (tour)” e del rapper e producer Ketama126 (il 5 marzo). A breve saranno annunciati altri nomi di questa prima edizione, in attesa della rassegna estiva in programma all’Arena Flegrea, la più grande struttura all’aperto del sud Italia che in questi anni ha ospitato artisti internazionali del calibro di Sting, Robert Plant, Skunk Anansie, Massive Attack, Noel Gallagher, Ludovico Einaudi, Diana Krall, Kamasi Washington, LP, Kasabian, Paul Kalkbrenner solo per citarne alcuni. Scrittore, poeta, filosofo, umorista, performer, cantautore, Gio Evan – al secolo Giovanni Giancaspro – è un artista poliedrico e imprevedibile. Tra il 2007 e il 2015 intraprende un viaggio con la bicicletta che lo porta in gran parte del mondo: India, Sudamerica, Europa. Il suo primo libro – “Il florilegio passato” – narra dei suoi viaggi, senza soldi né scarpe, così come il suo primo disco pubblicato da indipendente, “Cranioterapia”. Nel 2014 inizia due progetti per le strade francesi: “Gigantografie” e “Le poesie più piccole del mondo”. In seguito pubblica i libri “La bella maniera” (il suo primo romanzo, per Narcissuss), “Teorema di un salto, ragionatissime poesie metafisiche” (Narcissuss) e “Passa a sorprendermi” (Miraggi Edizioni), oltre a scrivere e dirigere l’opera “OH ISSA – Salvo per un cielo”. Nel 2017 esce il libro “Capita a volte che ti penso sempre” (per Fabbri) e segue un lungo tour in tutta Italia. Lanno successivo pubblica il nuovo singolo “Pane in cassetta” e da marzo è in vendita il nuovo libro per Fabbri “Ormai tra noi è tutto infinito”. Il 17 aprile esce “Biglietto di solo ritorno”, il doppio album d’esordio edito da MArteLabel e Giallo Ocra, seguito dal lancio in radio del singolo “A piedi il mondo” che registra più di tre milioni di ascolti su Spotify. Il 12 ottobre esce in radio il singolo “Joseph Beuys”, che accompagna un fortunato tour. Dopo un periodo di assenza torna sulle scene con il nuovo romanzo “Cento cuori dentro” (Fabbri Editori) e il singolo e video “Himalaya Cocktail”. Il brano, insieme ai nuovi singoli “Amazzonia” e “Scudo”, anticipano il doppio album “Natura Molta”, pubblicato il 25 ottobre del 2019 per Artist First. IL PROGRAMMA DI NOISY CLUB Via Eduardo […]

... continua la lettura
Comunicati stampa

Chitè Lingerie e Silvian Heach lanciano insieme una Xmas capsule collection natalizia

L’intimo rosso tradizionale di Capodanno può attendere… c’è qualcosa di più cool che bolle in pentola sul fronte lingerie, e la buona notizia è che sarà disponibile negli store molto prima! Chitè Lingerie e Silvian Heach lanciano insieme una Xmas capsule collection natalizia dalla quale è letteralmente impossibile non farsi sedurre! Ma ancora più seducenti sono loro, i protagonisti di questa collection… gli slip! Bordeaux, carta da zucchero e oro sono le nuances in cui sono declinati, realizzati in elegante e impalpabile raso su cui sono riportate frasi ricamate rigorosamente a mano dal taglio umoristico: “E adesso?”, “TryAgain!” e “Consomme-moi”. Ciascun modello è stato immaginato per rispondere allo stile di ogni genere di creatura femminile esprimendo il suo personale spirito libero attraverso un capo di lingerie, unico e speciale.  La cosa più difficile ora è scegliere quale tra questi slip più ci rappresenta. La capsule sarà disponibile nei negozi Silvian Heach e online su www.silvianheach.com e www.chite-lingerie.com ma c’è un modo più facile e decisamente più divertente per ammirarla dal vivo e nello stesso tempo partecipare ad un esclusivo Xmas Happening! Quando? Due appuntamenti:  il 26 novembre a Napoli dalle ore 17 in via Nisco 2, presso il Silvian Heach store, e il 27 novembre a Salerno presso lo store monomarca Silvian Heach in corso Vittorio Emanuele 29 ore 17.30. Non è finita: ci sarà solo per le ospiti degli eventi una preview del Black Friday con 50% off sulle collezioni!  

... continua la lettura
Comunicati stampa

Break Napoli: VII edizione della Notte d’arte

Sabato 14 dicembre 2019, a Napoli, si celebrerà la settima edizione della Notte d’Arte, un format ideato e promosso dalla Seconda Municipalità, dedicato alla valorizzazione culturale e sociale della città, attraverso un appuntamento unico nel suo genere.  La distruzione di tutti i muri è il tema scelto per il 2019: abbatterli per annullare le distanze, le differenze e le discriminazioni, per raggiungere una totale inclusione. “La settima edizione della Notte d’arte a Napoli rimanda a un tema ben preciso ovvero alla rottura dei muri, ai 30 anni dalla caduta di quello che divideva Berlino ma, soprattutto, alle separazioni che ancora persistono – spiega Francesco Chirico, presidente della Seconda Municipalità -. Da un’idea così forte, quasi un imperativo dell’attualità, è nato l’avviso pubblico dal titolo ‘Spaccanapoli, l’unico confine al mondo che unisce’. Napoli, da città di artisti, mette a disposizione i propri mezzi, in un momento storico non semplice, in cui il messaggio di inclusività non rappresenta solo un valore, ma un vero e proprio dovere”. L’organizzazione di Break Napoli, settima edizione della Notte d’arte, è a cura della Seconda Municipalità e di Marino D’Angelo, presidente dell’Associazione “Abili Oltre” e capofila della RTI con “First Social Life”, la direzione artistica è affidata all’attore, regista e autore napoletano Gianfranco Gallo. Tre anime e un progetto complesso che si uniscono per un obiettivo comune. “Abbiamo raccolto adesioni da parte di enti anche internazionali che hanno immediatamente sposato il nostro progetto – spiega Marino D’Angelo. – Poste Italiane è presente con uno speciale annullo filatelico dedicato alla manifestazione. Amref, l’UICI – Unione Italiana Ciechi, Migrarti, Ossigeno per l’informazione, Arcigay e Mygrants sono solo alcuni dei partner che hanno deciso di essere con noi, a testimoniare l’impegno per un mondo che riconosca nella diversità un valore, che metta allo stesso passo l’innovazione tecnologica e quella sociale, che assicuri la dignità della Persona”. “Da sempre la mia creatività di artista tende alla denuncia delle discriminazioni e all’aspirazione ad un’equità in campo sociale – spiega Gianfranco Gallo –. L’idea originale della Seconda Municipalità prevedeva un percorso che avrebbe interessato Spaccanapoli. Quando mi hanno coinvolto, per trovare una linea artistica che li rappresentasse, ho subito pensato al nome Break Napoli, ‘break’ come rottura, ma anche come pausa, momento di riflessione su quel che sta accadendo nel mondo. Alla richiesta di partecipazione che ho inoltrato a colleghi a me in qualche modo vicini, hanno già aderito personaggi di alto profilo”. Il 14 dicembre, dalle  ore 17, ci sarà dunque un momento importante per la città di Napoli, luogo d’arte e bellezza, che rinnoverà la sua apertura al mondo con musica, cinema, visite guidate, performance, open stage per nuove proposte e incontri. Tony Esposito, Maurizio De Giovanni, Maurizio Capone, Marco Zurzolo, Peppe Quintale e Maldestro sono solo alcuni dei nomi che hanno aderito alla filosofia di Break Napoli. L’artista Roxy in the Box, autrice del logo, ha deciso di rappresentare visivamente l’evento con l’immagine di un pugno, con cinque diverse colorazioni della pelle, che stringe una rosa rossa e rompe un muro. Il pugno multicolore simboleggia la forza derivante dall’unione delle varie etnie, mentre la rosa racconta amore e passione. La grafica è a cura di Creative AddMaker. Scopo di questa speciale notte napoletana è mettere sotto i riflettori i 44 muri che ancora […]

... continua la lettura
Comunicati stampa

In vetrina pret à manger, si cena in boutique

Un tavolo imperiale in boutique, tovaglia di fiandra e candelabri, un menu ricercato e grandi vini in abbinamento per un’insolita dinner experience. È In vetrina Pret à Manger il nuovo format che inaugura Wine&Thecity Winter e che nasce dall’incontro tra Match Eventi e Wine&Thecity: un percorso esclusivo che vuole unire per una sera moda, design, arte della tavola e il piacere della convivialità. Il 2 dicembre, dalle ore 20.30, dieci boutique tra le più eleganti di Chiaia – da piazza dei Martiri a via Filangieri – accoglieranno nei loro spazi una cena in grande stile per pochi ospiti e solo su invito. L’idea è quella di offrire un’esperienza unica e memorabile, una sola serata dove tutto sarà curato nei dettagli: dall’allestimento al menu, all’abbinamento cibo vino. Le griffe selezionate sono Dodo di Pomellato, Falconeri, Malìparmi, Mario Valentino, Michael Kors, Mont Blanc, Pedone Ottici, Russo Home, Tramontano, TwinSet. Per ogni location un tavolo imperiale – da dieci a sedici posti – fiori, candele, alzate di cristallo, specchi, velluti, un sommelier Ais Delegazione di Napoli e dietro le quinte una brigata di cucina. Altrettanto accurata la ricerca delle cantine, una per ogni boutique, con vere e proprie firme del vino italiano: la toscana Frescobaldi, la marchigiana Ciù Ciù, la siciliana Feudo Luparello, la laziale Casale del Giglio e, al suo debutto nella costellazione di Wine&Thecity, la salentina Schola Sarmenti di Nardò. Tra le campane saranno presenti Feudi di San Gregorio, Orneta, Fattoria Pagano, Quintodecimo, Villa Matilde Avallone, Salvatore Martusciello. In ogni boutique gli esperti mixologist di Bar In Movimento prepareranno, in bar station allestite per l’occasione, drink classici e rivisitazioni contemporanee a base di spirits e ingredienti selezionati da Velier, storico distributore di spirits, da anni leader nel settore. La cocktail list spazierà dai grandi classici come elit® Martini e  Gin (Hendrick’s)&Tonic a cocktail più innovativi che lasceranno spazio alla creatività dei bartender. In vetrina pret à manger è un’idea di Federica Marchetti e Claudia Catapano, un progetto realizzato da Match Eventi e Wine&Thecity in collaborazione con Publi&Rolando e Dipunto studio. Gli sponsor: Bar in Movimento e Velier, Fineco Bank, Optima Italia, Poerio 14, Galvanina, E. Formicola e Fish King   Informazioni e ufficio stampa: Dipunto studio 081 681505 Invetrina.pretamanger è su Instagram e facebook  

... continua la lettura
Comunicati stampa

“Villa Diamante”, palcoscenico napoletano della cucina salutare.

Giovedì 28 novembre alle ore 20.00 presso Villa Diamante a Napoli, si terrà la cena evento Villa Diamante Sapori&Salute. Dal restauro di un antico convento nasce a via Manzoni  “Villa Diamante”, una raffinata location per eventi con vista mozzafiato sul golfo di Napoli. Villa Diamante Sapori&Salute è un evento fortemente voluto e organizzato da Luigi Barone,  neo Presidente APCI provincia di Napoli e chef resident di Villa Diamante. Il team di cucina dell’elegante struttura sul crinale di Posillipo, unitamente a chef campani dell’APCI, realizzerà una cena il cui tema sarà proprio quello della cucina che porta  benessere. Cucina che emoziona per profumi e sapori, semplice, genuina e soprattutto salutare, che predilige materie prime italiane di alta qualità e non utilizza prodotti contenenti conservanti, additivi, coloranti, addensanti, miglioratori o altri prodotti chimici potenzialmente nocivi alla salute. Alla serata moderata da Angela Merolla, interverranno sul tema cucina e salute: -Dott. Carmine Fonderico (medico specialista gastroenterologia ed endoscopia digestiva) -Dottoressa Denise Orta (biologa nutrizionista) -Dottoressa Bianca Coppola (dottoressa in informazione scientifica sul farmaco e ambientale) Villa Diamante Sapori&Salute oltretutto è un evento finalizzato. a devolvere in beneficenza l’intero incasso della cena alla Fondazione Bambino Gesù Onlus. Menù Aperitivo Chef Rosario Dello Iacono -Ristorante Blue Marlin Club-Boscotrecase NA VINO IN ABBINAMENTO: Giannitessari -Spumante Alpone Durello extra dry Antipasto Baccalà rinforzato Chef Pasquale Masullo-Rosa Barone – Villa Diamante-Napoli VINO IN ABBINAMENTO: Giannitessari -Soave Classico Monte Tenda annata 2018   Primo Risotto con doppia consistenza di carciofi, seppie e crumble di olive nere Chef Giuseppe De Mare -Mirò Eventi Villa De Mare Castel Volturno CE Chef Salvatore Andretta -Villa Sabella Bacoli NA VINO IN ABBINAMENTO: Giannitessari -Rebellis da uve Solaris annata 2018 Secondo Lampuga in sous-vide, zucca e topinambur Chef Antonio Aniello -Tenuta Paino Sessa Aurunca CE Chef Antonio Grasso -Ristorante La Frescheria NA VINO IN ABBINAMENTO: Giannitessari -Pinot nero annata 2018 Dolce Passion Light Pasticciere Amedeo Carannante -Pasticceria  Grajales Monterusciello NA Chef Raffaele Satriano -White Pearl Casoria NA Liquore in abbinamento: -Antica Distilleria Petrone “Limoncello” Costo cena-vini inclusi euro 50 a persona PARTNER SPONSOR: Giannitessari – Roncà VR Ittica D’Isanto-Pozzuoli NA Cozzolino Frutta e Verdura-Napoli Gay Odin-Napoli AIS Associazione Italiana Sommelier Napoli Horeca Pascarella-Giugliano in Campania NA Antica Distilleria Petrone-Mondragone CE

... continua la lettura
Food

Opera Restaurant, una delizia per gli occhi e per il palato

Sospensione. Incanto. Favola. Cenare da Opera Restaurant Napoli è una esperienza difficile da raccontare. Un autunno non solo di pioggia, vento e allerte meteo quello napoletano ma anche di cucina d’eccellenza, vini delle migliori cantine, cocktail, bollicine, tè ricercati e live di altissimo profilo. Da Opera Restaurant, neonato locale vomerese, sono in partenza le degustazioni dedicate ai prodotti di stagione come la “Tartufo Experience” e le speciali “Cene con artisti”. In cucina, una giovane garanzia, il 33enne Chef Raffaele Campagnola, braccio destro dello stellato Gianluca D’Agostino, che ha ideato il nuovo menù, arricchito da un percorso tutto dedicato al tartufo, dall’antipasto al dolce. Troviamo, infatti, per antipasto uovo poché con fonduta di provola e tartufo, tra i primi, tagliolini di pasta fresca con burro di Normandia, tra i secondi, ribes di maiale con purè di patate, friarielli e tartufo e, infine, per dolce cheesecake al limone e frutti di bosco. I piatti sono studiati nelle cotture e nelle scelte delle materie prime e a gennaio Chef Campagnola guiderà ufficialmente la brigata di Opera. Spiccano le linguine all’astice con rucola e arancia, gli spaghetti al ragù di seppia, i mezzi paccheri con vongole veraci, lupini e broccoli baresi, la ventresca di pesce spada alla puttanesca con insalatina di scarola riccia. Non mancano, come da tradizione, i fuori menù con i prodotti del giorno acquistati al mercato, dedicati alla cucina tradizionale e previsti incontri con lo Chef a tavola e cene a quattro mani nel 2020. In programma anche speciali degustazioni con drink list a tema e tè ricercati. Il programma, in continuo aggiornamento, prevede al momento: Venerdì 22 novembre alle 20:30, il jazz e il gruppo The Caponi Brothers formato da Domenico Tammaro voce, Giuseppe Di Capua piano, Tommaso Scannapieco contrabbasso. Il 6 dicembre toccherà allo Swing… Swing… Trio. il 12 e il 13 dicembre ad Alfredo Di Martino reeds trio. il 20 dicembre sarà la volta di Angelica Parisi Trio. Il 27 dicembre saliranno invece sul palco i Mood Trio. Continua quindi con successo il progetto dei tre fondatori di “Opera Taste Factory” Guido Guida, Vincenzo D’Agosto, Ciro Zambardino a cui si è aggiunto l’imprenditore Marcello Frungillo che ha dato il via, oltre che ai due bar di grandissimi richiamo, anche a Opera Restaurant in Via Simone Martini, il primo ristorante di alta cucina a base di pesce e non solo, del Vomero. Opera Restaurant, cibo e non solo Appena si entra da Opera Restaurant, l’atmosfera si fa subito onirica. Al centro della sala si vieni accolti da una scultura di design: un albero della vita illuminato. La situazione non può che migliorare con la proposta di drink e di vini, la cui carta è frutto di un’attenta selezione del sommelier Steffen Wagner. Sono circa 60 cantine e 120 vini, tra bollicine, bianchi, rosati, rossi e vini da dessert. Tra le bollicine spiccano, oltre a quelle campane e italiane, anche alcune eccellenze francesi, dagli Champagne ai Crémant. «Le cantine – spiega Wagner – sono spesso chicche ricercate, molte sono biologiche e biodinamiche […]

... continua la lettura
Teatro

L’isola degli invertiti, l’olocausto bianco in scena al Tram

Recensione dello spettacolo L’isola degli invertiti di Antonio Mocciola, regia di Marco Prato. Hannah Arendt riguardo Eichman scrisse che il male è banale a differenza del bene perché viene perpetrato con incoscienza, in uno status nella di non ragione, componente e virtù cardine dell’essere umano. La storia però, a distanza di mezzo secolo, continua a darle torto. Tutti gli olocausti e i genocidi che fino ad ora hanno scandito la nostra presenza sulla Terra non sono che una sconcertante quanto sistematica applicazione della ragione. Una ragione talmente cieca da isolare ogni componente empatica e farsi sostenitrice dell’eliminazione totale del diverso. Che sia il colore della pelle, la religione o l’etnia non importa, tutto il dissimile è marcio e va estirpato. Questa barbara concezione ha trovato nel fascismo e nel nazismo terreno fertile. Un terreno grondo del sangue e delle ossa di milioni di anime innocenti, morti perché colpevoli di non essere ariani, cattolici, normodotati, bianchi, gay. Sí, gay, perché moltissimi omosessuali furono trucidati o rinchiusi in carcere in quegli anni. Di questa parentesi troppo a lungo dimenticata ce ne ha parlato la settimana scorsa L’isola degli invertiti, spettacolo di Antonio Mocciola, messo in scena da Marco Prato al Tram con Giovanni Esposito, Bruno Petrosino, Andrea Russo. L’isola degli invertiti, quando c’era lui… 1939 – 1945 L’omosessualità in questi anni è considerata una pericolosa malattia e chiunque ne sia portatore deve essere allontanato, messo in quarantena, lontano dalla vista altrui. Per questo, struttura come quella dell’Isola di San Domino delle Tremiti vengono convertite a carcere LGBT. E in due celle attigue troviamo Modesto e Vito, personalità e storie antitetiche le loro, accomunate dal triste destino di essere nati con quella “terribile malattia”, proprio “quando al comando c’era Lui”. A mandarli lì, lo spietato Molina, che ha una valenza simbolica molto profonda nell’economia della vicenda. Il commissario esegue con sadismo gli ordini del Duce, pur essendo egli stesso, alla fine, un “pedestre”. La sua incoscienza è spaventosa, così come la sofferenza e la vergogna a cui sottopone i suoi simili. Lo spettacolo, che prosegue il filone di una stagione in cui il Tram cerca di dare voce a che non ne ha avuta abbastanza (vedi recensione de “Il maestro più alto del mondo“), gode di una scrittura d’impatto. Mocciola non ha quindi solo il merito di aver riportato a galla, insieme al prof Magistris, una pagina che altrimenti sarebbe stata perduta per sempre ma ha saputo darle corpo, ha saputo raccontarla, coadiuvato da una regia pulita, perfettamente funzionale al testo e un cast in gran sintonia. L’isola degli invertiti è un ottimo esempio di teatro sociale, una recita che senza virtuosismi punta ai significati e ai significanti, con un pizzico di speranza che tanto male poi non fa. Nelle battute, finali, infatti si intravede la possibilità che l’amore possa sconfiggere, alla fine, il male, banale o ragionato che sia. È veramente così?

... continua la lettura
Comunicati stampa

Arriva a Napoli il corso degustazione distillati “Whisky & Dintorni”

Dagli anni ’60 ad oggi il Whisky è al centro dell’attenzione di amatori, appassionati e degustatori. Affascinante la sua storia che affonda le radici nel vecchio continente e che si allarga a macchia d’olio in tutto il mondo, portando risultati eccellenti da ogni dove: si può infatti affermare che nessun distillato al mondo ispira altrettanta curiosità. Del resto un vecchio detto irlandese sostiene: per tutto ciò che il whisky non può curare, non esiste una cura. L’Associazione Sud Food, che ha come obiettivo la diffusione di conoscenza e consapevolezza su ciò che mangiamo e beviamo, propone il corso “Whisky & Dintorni”, che nasce proprio per informare e rendere consapevoli principianti e bevitori appassionati, che vorrebbero conoscere meglio quello che hanno nel bicchiere, imparando a descriverne le caratteristiche nel modo più corretto. Un corso pratico ed essenziale che si propone di introdurre al mondo del Whisky fornendo gli strumenti giusti per comprendere come degustarlo ed abbinare al meglio uno dei distillati più bevuti al mondo. INFORMAZIONI Quando? 25 Novembre e 9-16 Dicembre 2019, il Lunedì dalle 20,30 alle 22,30 Dove? Hotel Piazza Bellini, via Santa Maria di Costantinopoli (NA) Il corso è composto di 3 lezioni concentrate sull’approfondimento di argomenti di teoria e di pratica. Il corso è a numero chiuso per un massimo di 25 partecipanti (il corso partirà se raggiunto il numero minimo di 15 partecipanti). Costo: € 100,00 ( + € 20,00 di iscrizione all’Associazione 2020)

... continua la lettura