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Eroica Fenice

Culturalmente

Narghilè. Origine, diffusione, effetti

Il fumo, arma grigia per eccellenza diffusa e radicata, mostra un altro volto dai toni orientali nella figura del narghilè. Frequentemente chiamato anche šīša (pronunciato “sciscia”), termine d’origine turca che significa “bottiglia”, è uno strumento adottato in gran parte dei Paesi arabi. Narghilè. Composizione Il narghilè si compone di un contenitore d’acqua che funge da base, spesso in vetro, al cui interno viene fatta passare una spirale che consente al fumo di raffreddarsi prima di giungere alla bocca del fumatore attraverso un tubicino flessibile. Il fumo può avere due matrici. Generalmente è prodotto da un tipo di tabacco, noto come Virginia, impregnato di melassa, tenuto sotto carta stagnola bucherellata, posta alla sommità del collo del narghilè, sulla quale viene poggiato del carbone acceso. Ma esistono in commercio anche nuovi tipi di melassa, molto meno dannosi, carenti di tabacco e nicotina. Il fumo aspirato risulta più leggero al consumatore, anche perché addolcito dalle fresche essenze degli aromi di svariati gusti, dalla fragola al limone, dall’anguria al mango, dal miele al mirtillo, ecc. Narghilè. Origine e diffusione Il narghilè ha origine egiziana. La sua antica composizione prevedeva una noce di cocco che fungeva da ampolla base e come tubicini delle canne di bambù. Ma la maggior flessibilità dell’attuale narghilè ne ha decretato il successo e la più ampia diffusione. In Nord Africa, Turchia e nei Paesi Mediorientali fumare il narghilè è una specie di rituale simboleggiante unione, amicizia e fratellanza. L’avvento della globalizzazione sperimenta la diffusione di narghilè anche in Occidente. In Italia non è certamente usato come le sigarette, ma è possibile trovarlo in alcuni locali o acquistarne uno da tenere in casa, creando un nuovo strumento di socializzazione e compagnia con amici e conoscenti nelle calde sere d’estate. La “water pipe” guadagna una sorprendente popolarità soprattutto tra i giovani della fascia generazionale compresa tra i diciotto e i ventiquattro anni. Low cost e socializing sono i principali motori che spingono i young consumers a prediligere il narghilè come valida alternativa alle normali sigarette. Il boom, come spiegato dagli esperti, va ricercato nella percezione, diffusa tra i giovani, secondo cui il narghilè esporrebbe a degli effetti più salubri e meno devastanti della classica sigaretta. Narghilè, fa male? Ma il narghilè può davvero essere considerato un modo di fumare più “sano” rispetto alle sigarette? Il narghilè fa male o no? Alcune ricerche legano il narghilè ai medesimi rischi apportati dalle sigarette (tumore ai polmoni, bronchite cronica, disturbi cardiovascolari) con aggiunto il rischio di trasmissione di herpes ed epatite C dovuti alla condivisione del bocchino dello sciscia. In realtà il dottor Kamal Chaouachi, socio-antropologo e tabaccologo dell’Université Paris-Sud, sfata con i suoi studi alcuni falsi miti, giungendo alla conclusione che fumare un narghilè con del tabamel (tabacco con melassa) è sì dannoso, ma non ai livelli delle sigarette. Quando si fuma il tabamel, le sostanze sprigionate risultano essere decisamente inferiori a quelle contenute in una sigaretta (meno di 200 contro le 5000 individuate). Inoltre il fumo di narghilè non viene bruciato, bensì solo riscaldato. […]

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Viaggi e Miraggi

Sharm el Sheikh… non solo mare! Attrazioni e tour consigliati

Vacanze all’insegna del relax unito allo spirito d’avventura e alle meraviglie naturali? Sharm el Sheikh, in Egitto, è il luogo giusto! Situata tra il deserto della penisola del Sinai e il Mar Rosso, è rinomata per i paesaggi mozzafiato dipinti del marrone delle rocce e del deserto e del turchese delle acque cristalline. Ma Sharm è anche brivido, cultura e vita notturna. La vacanza adatta ad uno spirito poliedrico. Sharm el Sheikh. L’incantevole barriera corallina Tra i gioielli di cui vanta  Sharm el Sheikh si pone senza dubbio sul podio la fantastica barriera corallina, iridata da caleidoscopiche forme di flora e fauna uniche in territorio egizio. Il sito per eccellenza dov’è possibile ammirarla praticando del sano snorkeling è il Parco Nazionale di Ras Mohamed. Situato tra il Golfo di Suez e il Golfo di Aqaba, all’estremo sud della Penisola del Sinai, a circa 20 Km a sud di Sharm el Sheik. Una riserva naturale di 480 Km, in cui terra arida e mare limpido si fondono. Qui la vita sottomarina è un’esplosione di incanto e splendore tra le circa duecento specie di coralli, mille di pesci, quarantacinque di stelle marine, venti di ricci e ancora molluschi e crostacei. Ma prima di raggiungere via terra questo straordinario spettacolo naturale è necessario passare attraverso la suggestiva Porta di Allah. Una costruzione di cemento eretta come simbolo di armistizio tra Israeliani ed Egiziani. La sua particolarità consiste nella mastodontica scritta che la costituisce “Allah”, leggibile sia da sinistra verso destra (in ebraico) sia da destra verso sinistra (in arabo). Una volta oltrepassata la Porta si raggiunge la costa del Golfo di Suez. Lì, munendosi di pinne, maschera e boccaglio, ci si immerge tra le meraviglie del fondale osservando la vita marina che si muove sotto i nostri corpi. Spostandosi all’interno del Parco è possibile raggiungere il Lago Magico, che incanterà gli sguardi con le sue sfumature tra il turchese e lo smeraldo. Si tratta di una piscina naturale di acqua salata oggetto di leggende sulla fertilità e la realizzazione di desideri espressi attraverso piccoli rituali, come il compiere sette passi per entrare in acqua. Attrazioni, deserto e folklore Se le escursioni sottomarine scuotono le emozioni più recondite, la vista di Sharm el Sheikh dall’alto di un paracadute è un’esperienza sensazionale, che dipinge l’animo dei colori della spensieratezza in un’esplosione di gaia fanciullezza. La Sharm delle acque cristalline e della colorata barriera corallina incontra la vivacità delle attrazioni nel deserto. Tra queste emerge la Motorata, escursione a bordo di quad, abbigliandosi con kefieh e occhiali da sole, su piste battute nel deserto e tra le rocce, con sosta nella Valle dell’Eco per divertirsi con foto bizzarre e giochi di voce. Segue la sosta in tenda beduina, con la possibilità di gustare il caldo tè preparato dai beduini, utilizzando erbe come la Marmarìa e la Samoa utili per curare mal di pancia e diabete. Particolarissimi i monili, essenze e gioielli artigianali da loro preparati con cura. Un’esperienza incredibile in una realtà distante anni luce dal […]

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Cinema & Serie tv

“Resta con me” di Baltasar Kormákur, Il survival movie tratto da una storia vera

«Ho girato mezzo mondo per trovarti. Adesso non ti lascio andare». La frase emblema del travolgente ed appassionante Resta con me. Il nuovo avventuroso lavoro di Baltasar Kormákur, distribuito nelle sale cinematografiche il 29 agosto 2018 e prodotto da STX Entertainment. Protagonisti la bravissima e determinata Shailene Woodley (già famosa con Colpa delle stelle e la trilogia Divergent) e l’affascinante Sam Clafin (già conosciuto con Scrivimi ancora e Io prima di te). Resta con me. Trama Tami Oldham Ashcraft e Richard Sharp. Lei americana originaria di San Diego in California, ventiquattrenne impegnata in lavori occasionali che le consentono di spostarsi per il mondo senza fissa dimora. Lui inglese e trentatreenne skipper esperto, che ha girato il mondo in barca a vela rigorosamente solo. Due spiriti liberi con in comune l’irrefrenabile desiderio di libertà e voglia di esperienze indimenticabili cucite sulla pelle. Il loro incontro a Tahiti, nella Polinesia francese, risulterà fatale, scoprendosi anime gemelle e travolti da un amore incommensurabile. Quando a Richard viene offerta la possibilità di un importante incarico, consistente nel riportare la lussuosa barca a vela Hazana di una coppia di amici facoltosi a San Diego per diecimila dollari e un biglietto di ritorno in prima classe, chiede a Tami di seguirlo nell’avventura, per poi proseguire insieme il loro tour per il mondo con la barca a vela da lui costruita. Inizialmente restia per il ritorno a casa che rinviava da tempo, Tami accetta la proposta, allettata dall’idea di una spericolata e sensazionale avventura attraverso l’Oceano Pacifico. Ma la traversata si trasformerà in un incubo quando il potente uragano Raymond si scaglierà con tutta la sua furia devastante su Hazana travolgendola e lasciando la giovane coppia innamorata alla deriva. Di lì l’inizio della lotta alla sopravvivenza che svela Tami come autentica eroina, dotata di coraggio, intelligenza e determinazione, ma sopra ogni cosa incitata dalla voce interiore dell’amore per Richard, àncora di salvezza e motore per sopravvivere alle paure ed incertezze. La destinazione finale sarà la spiaggia di Hilo, nelle Hawaii, dopo 41 giorni di navigazione alla deriva, con viveri insufficienti, ferite, trauma cranico e barca priva di vela e motore. Aiutata dai soli venti e correnti, Tami supererà brillantemente una prova che cambierà la sua vita, ma che non eclisserà la sua passione. Resta con me. Storia e ambientazione Ciò che rende questo survival movie così coinvolgente è la biografia che lo sottende. Resta con me è infatti interamente tratto dalla vera storia di Tami e Richard accaduta nel lontano 1983 nei medesimi luoghi narrati nella pellicola cinematografica. Quasi vent’anni dopo i drammatici eventi infatti la Oldham decide di raccontare la sua storia in un libro intitolato Red Sky in Mourning: A True Story of Love, Loss and Survival at Sea, pubblicato nel 2002. Ed ecco che il disaster movie, legato al survival movie, trova compiutezza con la narrazione della love story dei protagonisti, vera ed autentica proprio come la racconta Tami attingendo ai ricordi di quei momenti terribili così come a quelli dell’amore profondo vissuto con […]

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Culturalmente

Modi di dire e frasi in napoletano: origine delle più famose

Frasi in napoletano, scopriamo insieme quelle più famose e che hanno reso celebre il dialetto napoletano.  Il dialetto napoletano vanta una viscerale tradizione di gestualità, proverbi e modi di dire, dotati di tale bellezza e musicalità da acquisire una propria identità nazionale ed internazionale, oltre che propriamente partenopea. Lingua, si ricordi, e non più mero dialetto, come affermato dall’Unesco, grazie alla sua innata e storica capacità di diffusione e conservazione di modi di vita, arte e genuinità. E insieme alla spiccata arte del gesto, che accompagna la parola e la completa, la lingua partenopea offre un vasto repertorio di tipici modi di dire napoletani che, nel corso del tempo, hanno contribuito a renderla sempre più unica e preziosa. Tali modi di dire napoletani affondano le loro radici nella storia, grazie anche all’influsso delle dominazioni straniere, ma anche nella tradizione religiosa, artistica, etimologica e folcloristico-onomatopeica. Il risultato è una ricca e colorita gamma di frasi napoletane, spesso anche intraducibili per l’efficacia del messaggio originale che intendono trasmettere. Andiamo ad elencare alcuni delle più famose frasi in napoletano, ormai radicate nella quotidianità partenopea e non. Frasi in napoletano. Origini storico-religiose Alcuni termini come buatta (barattolo) o sciantosa (cantante esibizionista) derivano dalla pronuncia dei termini francesi “boit” e “chanteuse”; o ancora ammuìna (confusione) e ‘ngarrà (indovinare), che derivano dai verbi spagnoli “amohinar” e “engarràr”. Ma uno tra i più diffusi modi di dire in napoletano, che affonda le sue radici nella storia, anche dal punto di vista religioso, è A Santa Lucia nu passe ‘e gallina, a Sant’Aniello nu passe ‘e pecuriello. Il chiaro riferimento è ai due santi, l’una siciliana e l’altro campano, vissuti a circa due secoli di distanza, eppure così vicini nell’immaginario della tradizione linguistica napoletana. Il 13 dicembre, in cui si festeggia Santa Lucia, indica il giorno più breve dell’anno, che dunque si allunga di poco come poca è la distanza tra i passi di una gallina. Il 14 dicembre, in cui si commemora Sant’Aniello, indica invece il giorno in cui cominciano a seguire giornate più lunghe come maggiore è il passo compiuto da un agnellino. Cerchi la perfetta frase napoletana d’amore? Leggi “10 frasi d’amore in napoletano“ Origini storico-etimologiche con traduzione italiano – napoletano Nella lingua napoletana si è soliti definire una persona sveglia e spiccatamente astuta ed intelligente con l’espressione Figlio ‘e ‘ntrocchia. In tutto il mondo viene recepita come offesa, mentre in terra napoletana assume quasi le tinte di un complimento. ‘Ntrocchia è una parola napoletana che indica una “prostituta”, ma nel senso positivo del termine. Un figlio di prostituta è colui che ha dovuto imparare a vivere per strada e cavarsela senza poter contare su aiuti altrui. Inoltre, la prostituzione è il mestiere più antico del mondo e già praticato nell’antica Roma, dove le prostitute, scendendo la notte in strada, utilizzavano per riscaldarsi piccole torce chiamate “antorcule”. Di qui la frase napoletana sopra indicata che si traduce con “figlio di lucciola”. Altre due citazioni napoletane che trovano spiegazione nell’etimologia dei termini utilizzati sono Chillo tene l’arteteca e E’ fernuta ‘a […]

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Voli Pindarici

Se il tempo fosse denaro: un patrimonio da conservare

La clessidra verde scandisce il tempo e i suoi inesorabili istanti. Le ore costituiscono ricchezza. I giorni, un patrimonio da preservare con parsimonia. Un ghetto. L’élite. Due facce della stessa medaglia. Figli di un cuore che divorzia dalla mente. Esigenza comune, ma capricciosa priorità. La vita. Esistenza improntata al terrore e alla speranza. Esistenza inscritta in un destino disegnato sulle tracce della sicurezza e della corruttibilità. Lui, Will, operaio in una fabbrica che produce apparecchi in cui viene immagazzinato il tempo, e lei, Sylvia, giovane privilegiata residente nella zona più ricca della città. Will con la sua sete di giustizia e Sylvia cristallizzata nella sua gabbia dorata. Due mondi apparentemente opposti, distanti anni luce in termini di possibilità guadagnate e concesse. Il tempo ha il colore del denaro, perché è denaro. Nel ghetto c’è chi giunge a derubare ed ingannare, perché ogni ora vissuta può essere l’ultima. L’élite sembra destinata all’eternità, vivendo un tempo eccessivo per sé e vitale per loro. Ma quell’incontro avrebbe segnato finalmente una nuova era. L’era della mortalità comune, che segue la morte dell’eternità. L’era in cui la ragione e la giustizia cominciano a percorrere lo stesso sentiero. Qualcosa stava cambiando e lei era pronta a barattare il suo tempo infinito, lottando con lui, nel tentativo di sovvertire il sistema, e provando per la prima volta l’adrenalina e l’eccitazione di un condannato a morte. Will, con l’obiettivo di vendicare sua madre, le mostrerà il brivido della lotta alla sopravvivenza in un’esistenza in cui la ricchezza è la vita stessa. Sylvia, con l’intento di impartire una lezione morale a suo padre, si guarderà dentro scoprendo di avere un coraggio fino a quel momento assopito. Gli amici nel ghetto continuavano a morire, mentre l’élite sorrideva egoista e sarcastica della fine altrui. Determinazione e coraggio unirono le proprie forze per concedere nuove chance di serenità, arginando il terrore di non riuscire a contemplare nuove albe. Non occorreva più sacrificare il tempo di molti per soddisfare i capricci di pochi. Perché di tempo ce n’era a sufficienza per tutti. E con tempo sufficiente era possibile sfamare i bambini e gli adulti con la gioia di poter vedere il domani e riuscire ad amare ed abbracciare le persone amate. La vita acquisiva un nuovo significato, un senso di tranquillità e gratitudine contro la corsa forsennata alla sopravvivenza. Ma sopra ogni cosa, il tempo sufficiente per tutti insegnava ora, a quell’élite viziata e dispotica, l’importanza del vederlo scorrere inesorabile, comprendendo e scoprendo un tesoro prima sottovalutato. Una ricchezza incommensurabile, divina e mortale insieme. Perché non esiste denaro senza tempo sufficiente. Un tempo da vivere senza rimpianti e senza remore. Perché un giorno volgerà al termine e il cuore dovrà provare soddisfazione nell’averlo impiegato rettamente e completamente. Via dunque le bende dall’anima e dalla mente. Perché il tempo è denaro e la vita stessa.

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Viaggi e Miraggi

Parigi. Ville Lumière, amore, arte e spirito bohémien

Cosa visitare a Parigi? Consigli e indicazioni per un fine settimana nella città dell’amore Parigi. Cité d’amour. Terra d’incanto, curiosità, cultura, arte e joie de vivre. È una meta che sicuramente non può mancare nella lista dei viaggi e weekend fuori porta di un buon viaggiatore. Spesso, e non a torto, considerata “la città dell’amore” per i suoi panorami mozzafiato dall’alto della Tour Eiffel, dell’Arc de Triomphe, della Torre della Cattedrale di Notre Dame e lungo la splendida Senna. Ma Parigi è una metropoli moderna e cosmopolita, romantica e anche misteriosa, con uno spirito gaio e bohémien che la rendono unica nel vasto panorama delle capitali europee. Parigi e il romanticismo Nella magnifica città, patria di artisti, successi cinematografici e musicali, è impossibile annoiarsi; ma soprattutto è impossibile non innamorarsi. Il profumo dei croissants appena sfornati, il brulicare di artisti di strada e il fascino notturno della città illuminata rendono irresistibile la “Ville Lumière”. La magia nasce dal cuore della città, l’Île de la Cité, una delle due isole fluviali della Senna. Questa ospita la Cattedrale di Notre Dame, maestosa architettura gotica costruita a partire dal 1163 e completata nel 1344. Entrata nell’immaginario collettivo grazie all’omonimo romanzo di Victor Hugo (1831) prima e dopo con il successo del musical Notre Dame de Paris di David e Clemente Zard, con al centro la tormentata storia d’amore tra Quasimodo ed Esmeralda. La bellezza delle vetrate interne rapisce l’occhio dell’osservatore, ma ciò che desta stupore è il pazzesco panorama visto dall’alto della torre, a cui si accede attraverso 378 gradini a chiocciola che inibiranno le forze ma, una volta giunti in cima, la meraviglia spodesterà la fatica. Lì tra le guglie e i misteriosi demoni in pietra cominceranno a risuonare nella testa le straordinarie musiche di Riccardo Cocciante scritte per il musical. Uno spettacolo indimenticabile! Tra una passeggiata e l’altra attraverso boulevards e bistrot, assaggiando prelibatezze quali omelette e i coloratissimi macarons, ci si sposta nella città trafficata ed affollata con la metropolitana, che con le sedici linee permette di raggiungere quasi ogni destinazione a Parigi e dintorni. Ma per i sognatori ed i romantici non può certamente mancare il tour parigino effettuato sui bateaux-mouches. I famosi traghetti utilizzati un tempo esclusivamente per il trasporto merci e divenuti una delle principali attrazioni turistiche a partire dal 1867 in occasione dell’Esposizione Universale. Le architetture e i colori della città visti dalla Senna non hanno prezzo. Da ogni angolo di Parigi in cui ci si trovi, dal basso o dall’alto, di giorno o di notte, è impossibile non ammirare la splendente bellezza della Tour Eiffel. Salire in cima, attraverso i 1665 scalini o in ascensore, è un’esperienza irrinunciabile. Luogo per eccellenza di viste mozzafiato, sguardi innamorati, promesse scambiate e fascino sublime! Il gioiello in ferro del progettista Gustave Eiffel, destinato ad una precoce demolizione, dopo la sua costruzione in occasione dell’Esposizione Universale del 1889, sembra osservare e proteggere l’intera città come una madre elegante e premurosa. Lì sulla sua cima ci si carica di eccitazione […]

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Notizie curiose

Bambole voodoo. Origini, culto e rituali

Bambole voodoo. Origini, culto e rituali Il culto voodoo (o vudù) ha origine tradizionalmente dalla diaspora africana avvenuta nel XVI° e trova attuale collocazione nel voodoo di Haiti e New Orleans. Si tratta di un culto sincretistico, in quanto combina elementi ancestrali dell’animismo della tradizione africana, praticato nel Benin prima del colonialismo, con concetti ed elementi del Cattolicesimo. Bambole voodoo. Origini e culto I riti voodoo in realtà venivano compiuti già nell’antichità romana, quando l’elemento simbolico per eccellenza, ossia la bambola, era chiamata kolossai e realizzata con componenti di metallo malleabili. Il culto voodoo nella sua versione moderna sorge invece intorno al XVIII° ad Haiti, durante la colonizzazione dell’isola da parte dei Francesi. Qui vennero condotti numerosi schiavi importati dall’Africa di cui appunto le pratiche religiose e le credenze si fusero nel tempo con la religione cattolica praticata dagli indigeni. Da tale integrazione trae dunque origine il voodoo, dal quale si sviluppano le pratiche di magia bianca o nera con le bambole, le dagide, che da tale culto traggono il nome di “bambole voodoo”. Il culto originale prevede però sacrifici animali (come galli, maiali, tori ecc.), nei quali alle vittime si chiede il consenso tramite l’accettazione del cibo loro offerto. Scopo del culto voodoo è comunque quello di chiedere alla divinità o spiriti di intercedere per arrecare effetti benefici o malvagi alla persona destinataria delle proprie intenzioni o desideri. Pertanto le figure determinanti per la pratica del culto sono le divinità voodoo di origine africana, i Loa, spesso assimilate a figure religiose del cristianesimo, come i santi. Una funzione preminente è quella del Papa Legba, intermediario tra mondo divino e mondo terreno. Nessuna magia di per sé è buona o cattiva; la finalità che si intende conseguire colorerà il rituale “magico”. Il colore nero indica la “magia cattiva”, in quanto richiama l’oscurità; il bianco di contro è tradizionalmente legato alla luce, dunque alla “magia buona”. La magia nera affonda le sue radici nella Hỳbris, un evento tipico della tragedia e della letteratura greca. Il termine significa letteralmente “tracotanza”, “superbia”. La Hỳbris è dunque un evento accaduto nel passato e destinato ad avere ripercussioni drammatiche nel tempo presente. Si tratta di una “colpa” di cui il personaggio si macchia, perché con superbia ha violato le leggi divine immutabili, in quanto aspira a conoscenze superiori alle quali un semplice umano non potrebbe accedere. La magia e i rituali voodoo connessi hanno carattere positivo in origine. La brama di potere che coglie chi prende ad eseguire rituali di questo tipo può facilmente corromperne l’animo. La magia bianca è tipicamente benevola, di protezione, di guarigione ed è quella in cui si cerca riparo al di là del proprio credo religioso. Contrariamente a quella nera, che mira appunto a creare disagi, ferite psichiche, paura e danni al prossimo, oltre che a se stessi. La convinzione erroneamente diffusa consiste nel credere che le bambole voodoo e il culto ad esse associato siano puro strumento di magia nera. L’origine di questa sorta di religione ci ricorda invece […]

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Cinema & Serie tv

Michael Sucsy ritorna con “Ogni giorno” (Recensione)

Il 14 giugno 2018 giunge nelle sale cinematografiche a deliziare il pubblico con la sua dolcezza e sensibilità Ogni giorno, il nuovo film di Michael Sucsy. Ogni giorno, il cui titolo originale è Every Day, viene distribuito da Eagle Pictures e tratto dall’omonimo romanzo di David Levithan, con protagonista Rhiannon (Angourie Rice). Ogni giorno di Michael Sucsy . Trama Rhiannon è una teenager sedicenne che si innamora di un’anima o personalità misteriosa chiamata “A”, che ogni giorno abita un corpo diverso, sempre della stessa età, mai della stessa persona. Attratta da Rhiannon, una brava ragazza semplice e matura per la sua età, “A” si palesa a lei ogni giorno con sembianze diverse, così da rapirle il cuore grazie alla sua personalità delicata e al suo cuore gentile. Rhiannon vive con la sua famiglia, non esente da problemi, ed è fidanzata con Justin (Justice Smith), il tipico ragazzo egocentrico che presta poca attenzione al loro rapporto, non riuscendo a valorizzarlo come meriterebbe. Un giorno Rhiannon coglie una diversità nel suo ragazzo che la avvicina ancor più facendola sentire più amata del solito. Ma il giorno seguente Justin torna quello di sempre. Una situazione analoga si paleserà a Rhiannon nei giorni successivi con altri coetanei, ragazzi e ragazze, finché si troverà a dover fare i conti con una bizzarra ma straordinaria verità, che la porrà di fronte a scelte mature ed estremamente complicate. Ogni giorno. Dal romanzo al film Ogni giorno è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo fantasy sentimentale di David Levithan. Pubblicato nel 2012, entra nella classifica dei best seller nel New York Times ed elogiato per la delicatezza e l’empatia che lo caratterizzano, disegnando un ritratto deciso dell’amore che prescinde da limiti fisici ed etnici. Il film riprende fedelmente tale tematica, insistendo sul concetto dell’amore profondo e disinteressato, senza maschere e pregiudizi. Un monito ad amare le persone per chi sono e non per ciò che sono. A differenza del romanzo, Sucsy ha focalizzato il punto di vista della storia su Rhiannon e non su “A”, su questa ragazza ancora adolescente ma già alle prese con una storia complicata ed inverosimile. La bravura del regista risiede nella scelta consapevole dei protagonisti che a turno vestono i panni di “A”. Gli attori selezionati infatti sono sì giovani, ma emotivamente adulti, così da carpire l’importanza del ruolo affidato e riuscire ad interpretarlo con una grande profondità d’animo. Anche stavolta Sucsy è riuscito a toccare i cuori del pubblico, proprio come era già riuscito con La memoria del cuore nel 2012. Michael Sucsy. Polimorfismo d’intenti La determinazione di Rhiannon è il motore della straordinaria vicenda, in quanto la sua mente aperta le consente di approcciarsi alla verità, pur tra perplessità e sofferenze. Qui risiede la concezione del vero amore, pronto ad abbattere le barriere dell’ipocrisia e dell’egoismo, a trascendere i limiti estetici ed assumere il rischio di essere tacciato di promiscuità dalla comunità. Ma in realtà, proprio come il polimorfismo di “A”, anche la natura di Ogni giorno sembra un po’ ingannevole. Infatti sotto […]

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Musica

Andrea Sannino presenta Andrè, un nuovo album dalla forte identità partenopea

Andrea Sannino ritorna con  il nuovo album André, scopriamolo insieme Continua l’energico e coinvolgente percorso artistico di Andrea Sannino, il giovane cantautore partenopeo che, dopo i precedenti successi, lancia il nuovo album André. Prodotto e distribuito dalla Zeus Record, con la produzione artistica di Mauro Spenillo e Pippo Seno, Sannino ha presentato il suo nuovo orgoglio il primo giugno 2018 a Napoli, presso lo spazio eventi della Feltrinelli in Piazza dei Martiri. Ad anticipare l’uscita del disco è Lassame cu’ tte, una ballata romantica già oggetto di oltre 100 mila views in meno di 24 ore a partire dal 18 maggio 2018, insieme al videoclip targato Francesco e Sergio Morra. André. Figlio del percorso di crescita umana e artistica di  Sannino “Mr Abbracciame”- il cantante campano è soprannominato così in seguito al forte successo di Abbracciame – è diventato ormai un’icona nel panorama del repertorio dei brani melodici napoletani e italiani. È un giovane di talento con un immenso e contagioso desiderio di emergere e parlare al cuore della gente attraverso la musica. Artista poliedrico, nonostante la giovane età, esordisce nel 2010 scrivendo e componendo Senza Accordi insieme al musicista Emanuele Nerino. Giunge poi nel medesimo anno il suo successo con il musical C’era una volta… Scugnizzi, dove vestei panni del coraggioso prete Don Saverio. Da qui comincia a farsi strada con il suo talento, non solo come cantante, ma anche come attore e ballerino. Un vero showman, con il palcoscenico al suo servizio ed un pubblico che ne acclama il carisma e l’energia. Dal 2014 al 2015 è ancora tra i protagonisti di un musical scritto e diretto da Alessandro Siani, Stelle a metà, al fianco di Sal da Vinci. Nel 2015 pubblica Abbracciame, brano da milioni di visualizzazioni e ormai stabilmente ai vertici delle classifiche di Spotify dedicate alla musica napoletana. Abbracciame anticipa il suo primo album uscito il primo Dicembre 2015, Uanema, composto da 15 brani inediti che scaldano i cuori del pubblico ormai innamorato della sua schietta simpatia e del suo carismatico talento. André: il nuovo album che urla identità partenopea A tre anni di distanza dall’esordio discografico, Andrea Sannino torna con André, un lavoro ancor più personale dei precedenti, proprio a partire dal titolo! L’album raccoglie 14 brani che ripercorrono il suo personale stile, frutto di un lungo lavoro di ricerca, scrittura e produzione. Un lavoro importante, perché rappresenta una crescita umana e artistica. Tutto parte già dal titolo André, in risposta a chi voleva cambiargli gli orizzonti già dal primo disco, oggetto di enorme successo forse proprio per la viscerale peculiarità partenopea. Una vera dichiarazione d’identità, e così lui presenta questa scelta consapevole alla rubrica Music&TheCity: «Una sorta di ripicca ironica verso chi.. quando qualcosa parte da Napoli ti fa sempre la classica affermazione: “Però adesso ci vuole un brano in italiano!“; cioè quasi a dire che se lo fai in napoletano è qualcosa di serie B. Allora io per ripicca, non solo i 14 brani sono tutti in napoletano, ma mi sono tradotto anche il nome: da […]

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Fun & Tech

Iliad Italia: il nuovo operaore mobile low cost

Iliad Italia è il nuovo gestore telefonico pronto ad imporsi nel nostro Paese. Ci riuscirà?   Iliad Italia è qui! Nell’era della dittatura tecnologico-informatica, con la connessione Internet inesorabilmente in tasca e il mondo a portata di clic, gli operatori della telefonia mobile scendono in campo armati di offerte aggressive per accaparrarsi una sempre crescente utenza. E nel momento in cui la concorrenza diviene quasi spietata Iliad fa capolino lanciando in Italia offerte appetibili urlando low cost. Iliad debutta a Milano lo scorso 29 maggio come quarto operatore telefonico italiano, occupando il posto lasciato libero dopo la fusione tra Wind e Tre, promettendo un cambiamento radicale nelle offerte della telefonia mobile in Italia, mirando alla trasparenza e alla semplicità. Cos’è Iliad Italia? Iliad Italia nasce come filiale di Iliad S.A., società francese fondata dall’imprenditore Xavier Niel nel 1990 per emergere nel panorama francese delle tariffe ad alto costo, soprattutto per Internet. La madre italiana è la Iliad Holding S.p.A. nata nel 2016, che controlla al 100% Iliad Italia S.p.A. E da gennaio 2018 viene designato Benedetto Levi quale amministratore delegato di Iliad Italia, allo scopo di guidare la giovane filiale italiana di Iliad. Il gemellaggio Francia-Italia avviene tramite investimenti di cospicua somma da parte della società francese comprendenti i costi di acquisizione delle frequenze radio da Wind-Tre e dallo Stato Italiano. È anche attivo il servizio clienti Iliad, che risponde al numero 177. Iliad. Offerte e costi Iliad mira innanzitutto ad una copertura in 4G+ di qualità, sbaragliando i limiti economici e la bassa trasparenza delle offerte propinate dagli altri operatori. In Italia la prima offerta presentata segue l’impronta francese. Ma cosa offre Iliad di così speciale da sedurre l’utenza italiana? Ebbene la tariffa presentata comprende chiamate illimitate in Italia e all’estero, SMS illimitati e 30 GB di traffico Internet in 4G+, con l’aggiunta di 2 GB per chi viaggia in Europa (specifici per l’estero e non cumulabili ai 30 GB). Il tutto al solo costo di 5,99 € mensili (per il primo milione di utenti aderenti) più 9,99 € di attivazione SIM. Un neo può essere considerato il fatto che esauriti i 2 GB (validi per navigazione all’estero) si pagano 0,00732 € ogni MB, ovvero 7,32 € a GB. Il solo costo basta a far venire l’acquolina. Ma l’offerta non si esaurisce alla sola cifra allettante. Iliad include opzioni che con altri operatori prevedono costi aggiuntivi: segreteria telefonica, hotspot e altri servizi. L’impegno che Iliad si propone è quello della durata della tariffa, che sembra non avere scadenza per gli stessi abbonati. Una differenza interessante che contraddistingue Iliad dagli altri operatori, i quali, come evidente, si riservano sempre più frequentemente di cambiare unilateralmente le loro offerte già attive verso i clienti, lasciando agli stessi esiguo margine decisionale. Iliad. Acquisto e abbonamento Le SIM di Iliad possono essere acquistate online sul sito dell’azienda oppure tramite le “simbox”, distributori automatici che la società dovrà installare in diverse città italiane. Per ora presenti in numero esiguo, come la sola città di Torino […]

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Viaggi e Miraggi

Palazzo Te: fascino pittorico e architettonico nell’amena cornice di Mantova

Mantova, già Capitale italiana della Cultura nel 2016, ospita tra i suoi gioielli alcune meraviglie architettonico-pittoriche. Tra queste è doveroso annoverare l’affascinante Palazzo Te. Costruito tra il 1524 e il 1534, su commissione di Federico II Gonzaga, ad opera del celebre architetto italiano Giulio Romano. Una doppia ipotesi riconduce il nome del Palazzo al termine teieto (giardino di tigli) oppure a tegia (dal latino attegia, capanna). Palazzo Te. Struttura e composizione Palazzo Te si erge all’interno di un vasto parco, caratterizzato da zone soleggiate e zone d’ombra, ideale per rilassarsi leggendo un buon libro o ascoltando musica distesi su una delle panchine in pietra, o per passeggiare e donare ai bambini la possibilità di divertirsi e ristorarsi. Attraversando il parco si raggiunge l’ingresso laterale di Palazzo Te. Un edificio a pianta quadrata con al centro un grande cortile quadrato, un tempo decorato con un labirinto, antistante un ulteriore sfondo architettonico composto da un emiciclo colonnato d’esedra. L’intero edificio sorgeva in origine in una zona paludosa e lacustre (peculiarità della città lombarda). Bonificata poi dai Gonzaga, la stessa giunse ad offrire lo splendore del raffinato Palazzo, decorato alternando elementi architettonici a quelli naturali in stanze e facciate. Palazzo Te. Museo Civico Dopo le occupazioni spagnole, francesi e austriache, passando per la proprietà dei Gonzaga, l’edificio nel 1876 diviene proprietà del Comune di Mantova. Oltre ai restauri apportati alle sale e ai giardini, lo scopo delle istituzioni cittadine prevedeva la realizzazione di un museo che ospitasse una parte delle collezioni civiche. A tal proposito si annoverano la “Sezione Gonzaghesca”, costituita da materiali legati alla storia mantovana di età gonzaghesca, raccolti nella Collezione Numismatica e costituita da 595 monete prodotte dalla zecca di Mantova. Altresì interessante la “Raccolta Egizia” di Giuseppe Acerbi. Console Generale d’Austria in Egitto, raccolse 500 pezzi tra i materiali della spedizione archeologica donandoli alla città di Mantova. La collezione è interamente esposta in Palazzo Te, ricordando in parte quella presente nel Museo Egizio di Torino, seppur in quantità esigua. Palazzo Te. Le Sale Ma l’autentico splendore e fascino di Palazzo Te viene offerto senza dubbio dalla ricca pinacoteca, con l’esposizione di mirabili affreschi sulle pareti interne delle sale, ciascuna dotata di identificazione simbolica. All’inizio ci si imbatte nella Sala grande dei cavalli, con i ritratti in grandezza naturale dei sei destrieri preferiti dei Gonzaga e adibita a sala destinata al ballo. La peculiarità della camera si riscontra nello sguardo di uno dei sei cavalli, che sembra seguire il visitatore nei suoi spostamenti. Attraversando Palazzo Te si giunge alla sontuosa Sala di Amore e Psiche, adibita un tempo a sala da pranzo del duca. Interamente affrescata, deriva il proprio nome dalla favola di Amore e Psiche tratta dalle Metamorfosi di Apuleio. Difficile cogliere ad una prima occhiata l’intero complesso pittorico, che si sviluppa in più raffigurazioni e soggetti. Una delle sale che necessita dunque di una fruizione approfondita e più attenta. Ben in vista risulta essere senza dubbio il riquadro al centro del soffitto, raffigurante Giove in atto di unire […]

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Cinema & Serie tv

Loro 2. Il tracollo italiano riflesso della crisi di Berlusconi

Continuano le vicende di Lui. Uomo e politico oggetto di critiche, scandali e polemiche. Irrompe così il 10 maggio 2018 nelle sale cinematografiche Loro 2. La seconda parte del racconto italiano di Paolo Sorrentino attraverso Silvio Berlusconi, con la medesima distribuzione Universal Pictures. Loro 2. Trama Se in Loro 1 il regista partenopeo aveva presentato Berlusconi/Servillo al pubblico dopo circa un’ora dall’inizio del film, in Loro 2 il suo viso e il suo operato diventano onnipresenti. Un Berlusconi con il desiderio di rimonta politica dopo l’opposizione. Un Berlusconi intento a riconquistare la moglie Veronica Lario, ormai stanca e delusa del matrimonio. Un Berlusconi ancora superficie riflettente (come il font cromatico del titolo sulle locandine) per Loro, coloro che ruotano intorno al suo sole. Qualcuno, come Morra/Scamarcio, riesce ad entrare nelle sue grazie, conquistando la sua simpatia; altri mine vaganti in un universo improntato a collusione e desiderio di rivalsa. E così, sfoderando le sue vecchie doti di venditore di sogni, Berlusconi riesce a ritornare al potere. Ma la sua sfrontata propensione al divertimento, donne, persuasione e raggiri sembra destinare al baratro la gloria riconquistata. Loro 2. Dalla farsa alla tragedia Personaggio complesso. Proprio questo ha attratto l’attenzione di Sorrentino. E, come già anticipato in Loro 1, la sua complessità è tale perché prima del politico egoista e carismatico c’è l’uomo. Un uomo sicuro di sé nel suo operato, ma con dubbi e perplessità nel prendere atto della sua decadenza. Ed ecco che, se in Loro 1 la trama ruotava intorno alla farsesca rappresentazione della sua vita e di quella di coloro che lo attorniavano, in Loro 2 è la tristezza a prevalere. Berlusconi è triste perché non si rassegna al voltafaccia degli italiani e della moglie. Non riesce a spiegarsi perché gli stessi che lo hanno tanto amato ora son pronti a puntargli contro il dito, perdendo fiducia. Si assiste ad una sorta di parabola discendente. La luce con la quale prima attirava i “loro-pianeti” comincia ad affievolirsi. Due saranno invece i soli che avranno un ruolo determinante in Loro 2: due donne, la moglie Veronica e una delle ragazze di Morra, Stella. Entrambe con intelligenza e consapevolezza lo porranno di fronte all’evidente realtà. E Lui non potrà che cominciare a prenderne atto. Si assiste così in Loro 2 ad un terremoto, reale e metaforico. Il terremoto che colpì l’Aquila nel 2009, tragica cicatrice sul volto dell’Italia e quello del tracollo sociale, politico e morale del Paese nel momento in cui Berlusconi riacquista la carica di Presidente del Consiglio nel 2008, ma soprattutto quello successivo alla sua caduta. Con Lui cadono Loro. Cadono gli italiani e il Paese. Il Bel Paese che fonda i suoi onori su cibo, turismo e compromessi. Ma se il terremoto è emblema di decadenza, la statua del Cristo estratta intatta dalle macerie del terremoto può divenire il simbolo della speranza di una rinascita, pur se ardua a realizzarsi. Unico raggio di sole sulle rovine italiche. Paolo Sorrentino ha presentato in definitiva il Berlusconi aperto alla […]

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Viaggi e Miraggi

Parco giardino Sigurtà: tesoro verde nel veronese

Sigurtà, uno splendido polmone verde Nella lista delle località turistiche e d’interesse italiane non può mancare per gli appassionati d’arte e natura l’incantevole Parco giardino Sigurtà. Un parco naturalistico di 60 ettari situato a Valeggio sul Mincio, nella splendida Verona, a pochi chilometri dalla ridente Peschiere del Garda. Un tuffo nella storia e nella bellezza di un’autentica opera d’arte, che ha sperimentato una successione di diverse proprietà nell’arco di cinque secoli. Il Parco giardino Sigurtà ospita innumerevoli attrazioni naturalistiche e storiche, prima tra tutte la straordinaria fioritura, che rende il parco un prezioso smeraldo nel panorama del territorio italiano, conquistando il secondo premio di “Parco più Bello d’Europa” nel 2015 e di “Parco più Bello d’Italia” nel 2013. Parco giardino Sigurtà. Fioriture Le colorate fioriture si susseguono con caleidoscopiche varietà nei periodi primaverile, estivo ed autunnale. Agli albori primaverili fioriscono le bulbacee tra cui giacinti, narcisi e soprattutto tulipani. Tale fioritura è la seconda più ricca d’Europa dopo quella olandese e la più importante in Italia. L’ingente afflusso di visitatori attratti da tale evento naturale dona a questa stagione l’epiteto di Tulipanomania. Nel mese di maggio prosegue la fioritura di iris e rose, che colorano il celebre “Viale delle Rose” (lungo circa 1 chilometro), icona del parco nel mondo. Sullo sfondo del Viale delle Rose si erge maestoso il Castello Scaligero di Valeggio sul Mincio, che sembra sorgere all’interno del parco, grazie all’effetto scenografico della costruzione del viale, creando un magico effetto visivo. Nella stagione estiva è possibile ammirare, oltre alle fioriture di dalie e canna indica, piante acquatiche quali ninfee, fiori di loto, giacinti d’acqua all’interno dei 18 laghetti incastonati tra immensi prati verdi. Nella stagione autunnale infine è possibile ammirare la fioritura di aster e begonie. Parco giardino Sigurtà. Storia e trasformazione Un brolo cinto de mura. Questa l’origine del parco veronese. Il Parco giardino Sigurtà conosce il suo primo proprietario il 14 maggio 1407 nel patrizio Gerolamo Nicolò Contarini, che acquista l’intera proprietà costituita da terre coltivate con foraggi all’interno di un’alta muraglia e da un piccolo e geometrico giardino adiacente alla casa principale dedicato all’ozio dei nobili. Nel 1417 Contarini fece erigere un’ulteriore struttura, “Domus Magna”, caratterizzata da uno stabile principale per la famiglia e da abitazioni minori destinate ai loro servitori. Nel 1436 la tenuta segue alla famiglia Guarienti per ben 190 anni, fino al 1626. In questo periodo la struttura mantenne le sue funzioni agricole, finché Guarienti cominciò ad apprezzare l’amenità del giardino fino ad ampliarne la superficie. Sarà però con la stirps Maffea (1626 – 1836) che il giardino della tenuta acquisirà sempre maggiore bellezza, grazie anche all’opera di irrigazione che permise di attingere acqua dal vicino fiume Mincio, garantendo un periodo florido alla vegetazione presente. Influenzato anche dal poeta Ippolito Pindemonte, suo ospite, il Marchese Antonio Maffei trasformò la proprietà in un giardino romantico all’inglese, accostando elementi naturali e artificiali. A tal proposito si ricordano nel parco un bosco in cui venne inserito un tempietto neo-gotico, l’”Eremo”, un Castelletto del medesimo stile e […]

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Cinema & Serie tv

Loro 1. Paolo Sorrentino racconta l’Italia attraverso il Berlusconi di Toni Servillo

La primavera 2018 presenta uno dei film più attesi della stagione: Loro. La nuova opera cinematografica del regista partenopeo Paolo Sorrentino  è incentrata sulla figura di uno dei politici italiani più discussi di sempre: Silvio Berlusconi. Il film si compone di due parti: Loro 1, in uscita nelle sale cinematografiche il 24 aprile 2018, e Loro 2 nella successiva data del 10 maggio 2018. Una coproduzione Italia-Francia che vede Indigo Film per l’Italia e Pathé e France 2 Cinéma per la Francia. In Italia sarà distribuito dalla Universal Pictures. Loro 1. Trama del nuovo film di Sorrentino Attenzione contiene spoiler! Loro 1 ha un’ulteriore suddivisione interna di racconto, vicende e stile. È ambientato tra la Roma dei Fori e la Sardegna di Villa Certosa (la residenza estiva del Cavaliere). Il periodo storico si concentra negli anni della decadenza del terzo Governo Berlusconi e gli inizi della crisi del quarto (2006-2010). Emblematica la scena d’esordio in cui una pecorella, nell’idilliaco paesaggio sardo che circonda Villa Certosa a Porto Rotondo, attratta dalla frescura entra nella villa rinfrescata da condizionatori. Tre schermi nella stanza trasmettono senza volume una trasmissione quiz di Mike Bongiorno. Quando il condizionatore giunge a 0° per la pecorella non c’è speranza, muore assiderata. Tipico di Sorrentino servirsi di immagini e sviluppi a effetto, scevri di percorsi lineari, puntando sulla sorpresa, l’esuberanza e il grottesco. Si entra dunque nel vivo del racconto. Una prima parte, svolta interamente a Roma, in cui si assiste alla scalata al successo di Gianpaolo Tarantini (presentato nel film col nome di Sergio Morra), un imprenditore barese, interpretato da Riccardo Scamarcio, che organizza i celebri festini a base di escort e cocaina famosi in tutto il mondo. All’inizio del film Morra presenta a un politico locale, che deve fargli vincere un appalto per una mensa scolastica, una delle sue ragazze, una escort ginnasta acrobatica come merce di scambio. In seguito, mentre lui stesso si approfitta di lei, colpito dal tatuaggio sul suo fondoschiena che ritrae il volto di Berlusconi, viene folgorato dalla geniale idea di arrivare a Lui (l’ex premier è chiamato così da “loro”, quelli che contano, coloro che lo venerano e lo circondano), per fare fortuna, sperando di conquistare le sue simpatie procurandogli un plotone di ragazze in vetrina che arruola rifornendole di coca. Morra ha una compagna, Tamara (Euridice Axen), che lo aiuta nella gestione delle ragazze. Intanto conosce una delle donne più vicine a Lui, Kira (Kasia Smutniak), l’ape regina che guiderà le sue ragazze aiutando Morra nelle sue mire di successo. È una prima parte molto vicina, seppur non completamente aderente al consueto stile contorto ed ermetico di Sorrentino, che si concentra sugli effetti esplosivi, nevrotici e appariscenti che hanno caratterizzato altri suoi lavori come La Grande Bellezza. Un susseguirsi di personaggi, reali e non, si presenta al pubblico districandosi tra festini, prostituzione, collusione, interessi politici e personali, ambizioni e sniffate di cocaina. La prima frazione si conclude con un colpo di scena che prepara lo spettatore alla seconda metà. Un ratto che attraversa […]

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Attualità

Aurora Station: il primo hotel di lusso tra le stelle

Vacanze pluristellari e turismo spaziale? Ormai sembra non essere più un sogno ad occhi aperti. Il futuro sensazionale hotel nello spazio ha già una firma: Aurora Station. Un modulo spaziale con un diametro di 4 metri e 20 centimetri e una lunghezza di 10 metri, che dovrebbe appunto rappresentare il primo hotel di lusso nello spazio a 320 Km di distanza dalla Terra. Dietro al progetto la Orion Span di Houston, una società texana fondata da Frank Bunger che dichiara di voler investire sul turismo spaziale, in quanto lo spazio rappresenterebbe l’ultima frontiera della civiltà umana. Il primo soggiorno rigorosamente stellare dovrebbe essere offerto tra pochissimo tempo, entro il biennio 2021/2022. Prima di Aurora Station: il progetto del MIT premiato dalla NASA Ma l’Aurora Station non è certo il primo progetto diretto verso le stelle. Un’idea simile, ancora irrealizzata, è stata partorita da giovani studenti laureati del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ipotizzando Marina (Managed reconfigurable in-space nodal assembly). Un porticciolo spaziale per far attraccare moduli privati ospitante stanze con vista mozzafiato sul nostro pianeta. Questa spaziale e fantasmagorica idea è stata premiata dalla NASA come miglior progetto in concorso tra le università, culle di nuove idee nel campo dei sistemi aerospaziali. Marina prevedeva otto stanze con bar, ristorante e palestra. Niente di nuovo per un’offerta standard di un comune hotel terrestre. Ma a rendere speciale ed irrinunciabile il progetto era senz’altro l’incredibile emozione di sorvolare il nostro amato pianeta soggiornando tra le stelle; privilegio finora di astronauti e pionieri spaziali. Ma gli studenti del MIT hanno anche immaginato di andare oltre, presentando Marina come approdo e punto di partenza per altri viaggi verso Marte. Insomma, se con l’avvento di Internet le interconnessioni informatico-digitali viaggiano ormai alla velocità della luce, il futuro sembra non incontrare barriere nemmeno in campo fisico-aerospaziale. Aurora Station: organizzazione e addestramento Il geniale progetto della Orion Span prevede la possibilità di soggiornare su Aurora Station per dodici giorni, per un costo pari a 9,5 milioni di dollari a persona, per quasi 800.000 dollari a notte. Frank Bunger apre le prenotazioni, con possibilità di versare un acconto di 80.000 dollari, per quanti intendano sperimentare una vacanza elitaria, all’insegna di emozioni mozzafiato mai vissute prima. Il modulo sarà in grado di ospitare sei persone, di cui due membri dell’equipaggio. Ma i futuri turisti spaziali potranno immergersi in questa sensazionale avventura non prima di essersi sottoposti ad un addestramento, ridotto alla durata di tre mesi, contro i ventiquattro di norma necessari, così da contenere ulteriormente le spese. È fondamentalmente prioritario infatti acquisire alcune nozioni di meccanica orbitale, volo spaziale e soprattutto di microgravità, trovandosi in ambienti pressurizzati. Costi stellari e lavoro d’addestramento. Ne varrà davvero la pena? Per una delle esperienze più incredibili per l’esistenza umana assolutamente sì. Se finora era inimmaginabile poter tenere la mano del nostro partner fluttuando tra le stelle, al cospetto del panorama più spettacolare di cui l’uomo abbia mai fatto esperienza, adesso ciò non è più fantascienza. La vacanza dei sogni diviene realtà, salvo […]

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Cinema & Serie tv

Quanto basta. Il film elogio alla semplicità di Francesco Falaschi

Il 5 aprile 2018 irrompe nelle sale cinematografiche in tutta la sua genuinità Quanto basta, il nuovo film di Francesco Falaschi, distribuito da Notorious Pictures. Quanto basta. Trama Protagonista una coppia portentosa, definita nei ruoli di tutor e apprendista. Un uomo e un ragazzo, le cui vite sembrano viaggiare su lunghezze d’onda differenti, ma uniti dalla medesima intensa passione per la cucina e dalla difficoltà di conformarsi ai canoni che la società impone. Arturo, interpretato da un vivace Vinicio Marchioni, è uno chef stellato precipitato dalla cresta dell’onda in seguito al suo temperamento collerico e all’assente controllo dell’aggressività, che gli fruttano una condanna per percosse e lesioni aggravate. Ma la pena alternativa che gli viene concessa è la possibilità di tenere un corso di cucina per ragazzi autistici seguiti dai servizi sociali. Qui incontra Guido, interpretato magistralmente da Luigi Fedele, un ragazzo affetto dalla sindrome di Asperger, come i suoi compagni, ma che da subito cattura l’attenzione di Arturo, spiccando tra gli altri per la sua preparazione e viscerale passione per l’arte culinaria. Lo chef “aggressivo” non risparmia i toni severi di fronte alla neurodiversità di Guido, che non è mai inferiorità, scansando pietismo ed agendo con iniziale impulsività. Sarà in occasione della partecipazione ad un talent culinario, fortemente desiderata da Guido ed odiata da Arturo per la barocca creatività che profana la genuinità della buona cucina, che la coppia fenomenale vedrà mutare il proprio destino. Quanto basta. Panoramica del film Dopo l’esordio con Emma sono io (2002), che già affrontava il tema della disabilità mentale, il lavoro di Falaschi prosegue con due lungometraggi Last Minute Marocco (2007) e Questo mondo è per te (2011), fino a giungere al suo quarto prodotto che già dona commozione e sorrisi ad un pubblico che ancora spesso ignora l’entità di una sindrome, come l’Asperger, molto affine all’autismo. La straordinaria interpretazione della coppia Marchioni-Fedele rende poi ancor più interessante l’argomento trattato. Il film si inserisce anche in quel vibrante filone del “road movie”, che ha conclamato il successo de La pazza gioia (2016) e del più datato Rain Man (1988), in cui il viaggio è metafora di un percorso di crescita e consapevolezza di sé. Arturo e Guido sperimentano imprevisti ed emozioni inedite nella bella Toscana, terra di sapori autentici. Il giovane Luigi Fedele, già promessa del cinema da bambino, offre il meglio della sua professionalità, vestendo un ruolo complesso, determinato e commovente “quanto basta” e dimostrando un talento incommensurato. Quanto basta. Semplicità anticonvenzionale nella vicinanza delle diversità Si sa, la ricetta per un ottimo spaghetto al pomodoro è la genuinità degli ingredienti e del loro accostamento. Pertanto il segreto per eccellenza è la semplicità. Una semplicità che affiora nelle pietanze, ma nelle emozioni dei protagonisti, condite da grazia e delicatezza non spesso presenti sui grandi e piccoli schermi. La semplicità è la parola d’ordine per Falaschi, scelta come arma contro gli eccessi e le convenzioni sociali, contro la ricercatezza esasperata della perfezione che finisce per privarsi poi del vero ed autentico condimento che […]

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Cinema & Serie tv

Il sole a mezzanotte. Quando l’alba mina il corpo, ma rigenera il cuore

Il 22 marzo 2018 il filone cinematografico “amore e malattia” ritorna a far brillare gli occhi con Il sole a mezzanotte. Diretto da Scott Speer e distribuito da Eagle Pictures, dispensa forte emozione grazie alla tenera e genuina interpretazione dei protagonisti Bella Thorne, nel ruolo di Katie Price, e Patrick Schwarzenegger, nel ruolo di Charlie. Il sole a mezzanotte. Trama La diciassettenne Katie conduce una vita diversa dalle sue coetanee. È, infatti, costretta sin da piccola a vivere come un vampiro a causa dello Xeroderma Pigmentoso, rara patologia genetica causante ipersensibilità alla luce del sole. Anche la minima esposizione può risultarle fatale; così la sua routine è scandita da studio privato, vita appartata e oscurata dietro vetri speciali che la riparano dal sole, ma anche dalle esperienze di ogni normale teenager. Ma Katie reca in sé la luce dell’ottimismo e del talento come musicista e cantante. E intorno alla sua orbita gravitano i soli del padre, genitore ed amico, e di Morgan, amica del cuore di sempre. Sotto la sua finestra osserva sin da bambina Charlie, il ragazzo che le ruba il cuore e che, ora adolescente, le mostrerà la bellezza splendente dell’amore, dal quale risulterà impossibile scappare e proteggersi, proprio come dal sole. Lo incontrerà per caso una notte alla stazione, dove a volte si reca a suonare la sua chitarra incantando i passanti con la sua voce melodiosa. Il sole a mezzanotte. Panoramica sul film Il sole a mezzanotte, il cui titolo originale è Midnight Sun o Song to the Sun è un remake del film giapponese Taiyō no uta (2006), riprendendone il filone cinematografico sempre più in voga dei film “love and disease”. Basti pensare ai fortunatissimi e commoventi Autumn in New York, Sweet November, fino ai recenti A walk to remember (I passi dell’amore), Colpa delle stelle, Me Before You (Io prima di te), per citarne alcuni. L’interpretazione dei protagonisti risulta molto convincente. Da un lato Bella Thorne, già amatissima dalle fan per il personaggio di Cece Jones nella serie tv di Disney Channel A tutto ritmo e di Belle nell’horror Amityville – Il risveglio. Il suo partner non è da meno. Già figlio d’arte dell’ex governatore della California ed impeccabile protagonista della pellicola Terminator Arnold Schwarzenegger, il modello e attore sfodera le armi di bellezza e dolcezza, facendo sognare le teenager, oltre la sua Bella. Il sole a mezzanotte porta la firma di Scott Speer, esordiente con Step Up Revolution (2012), ed anche scrittore di romanzi e regista di diversi video musicali. Ma Speer ama le favole, per sua stessa ammissione, e adora subito la sceneggiatura de Il sole a mezzanotte inviatagli da John Rickard, uno dei produttori. Appena letta, la percepisce come versione reale di Cenerentola e Rapunzel, le principesse Disney costrette a vivere da recluse e all’ombra delle malvagie streghe. Ma per Katie il male è rappresentato dalla stella madre del Sistema Solare: il Sole. Il sole a mezzanotte. La luce come condizione ossimorica di morte e vita È dal sole che Katie […]

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