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Anatidaephobia e le 10 fobie più strane al mondo

Anatidaephobia e le 10 fobie più strane al mondo

Anatidaephobia: il solo nome basta a suggerire qualcosa di insolito. In effetti questa fobia è alquanto bizzarra: si tratta della paura che un’oca o un’anatra, in un qualche punto imprecisato, ci stia fissando. È una sensazione che può sopraggiungere in qualsiasi momento e in qualsiasi posto: mentre siamo al parco ma anche mentre lavoriamo, mentre siamo in metro oppure a casa nostra. In un climax di assurdità, l’anatidaephobia è di certo tra le paure più strane che esistano al mondo, ma non è la sola.

Anatidaephobia: esiste davvero?

No! In realtà questo non è un termine psichiatrico ufficiale, perché si tratta di una paura fittizia creata da un fumettista con scopo ironico.

Dopo la sua invenzione si è comunque parlato di qualche episodio reale legato alla paura verso questi animali. Ipotizzando l’esistenza della anatidaephobia, si tratterebbe di una paura rarissima che colpisce soggetti che hanno vissuto esperienze traumatiche con qualche esemplare della famiglia delle anatre. Ad esempio, esistono degli episodi di “geese attack” in cui stormi di oche attaccano dei malcapitati umani che si trovano nei pressi di qualche parco. È possibile che episodi così spiacevoli rimangano impressi nella mente dei soggetti colpiti e che si trasformino effettivamente in paure. In tal caso sarebbe, tuttavia, una paura legata all’anatra di per sé, non alla paura di essere fissati, che sottintende anche la sensazione di sentirsi costantemente sotto pressione. In questo caso siamo più vicini al disturbo di ansia sociale, uno stato ansioso clinicamente affermato e chiamato anche “sociofobia”, ossia la paura di trovarsi in una situazione sociale o eseguire un tipo di prestazione in cui si sente di subire il giudizio altrui.

Come è nata dunque questa strana paura?

Il fumettista Gary Larson è il suo inventore, il famoso creatore del fumetto “The Far Side”, pubblicato in Italia su Linus fino al 1995 e di cui oggi troviamo qualche vignetta sulla Settimana Enigmistica. Egli ha fatto leva proprio sulle paure più strane dell’essere umano per trattare del delicato tema della psiche e dei suoi inspiegabili comportamenti. Siccome il tema delle fobie è qualcosa di psicologicamente paralizzante egli ha scelto di ironizzare la tematica in una vignetta in cui ha rappresentato un uomo nel suo ufficio, terrorizzato dalla sensazione che un’oca – proprio da una finestra di un palazzo alle sue spalle – lo stesse guardando. E da qui è nata l’anatidaephobia.

Le 10 fobie più strane al mondo

In effetti creare una classifica in termini di stranezza sarebbe impossibile, perché le paure della psiche umana sono davvero bizzarre e, spesso, risultano davvero difficili da spiegare. Ogni essere umano ha delle persistenti sensazioni di repulsione nei confronti di determinati oggetti, persone, situazioni. La fobia può essere in effetti qualcosa di insensato che, pur non rappresentando effettivamente una minaccia, scatena dei comportamenti del tutto irrazionali nell’uomo. Nonostante spesso non si riesca a trovare una apparente ragione per il fenomeno, la maggior parte delle volte esso ha natura in episodi che hanno segnato la vita del soggetto e che, inconsciamente, lo perseguitano.

Claustrofobia, paura del buio, paura dei ragni, paura delle altezze sono alquanto solite e banali. Ecco invece quali sono le paure più strane, irragionevoli, irrazionali al mondo:

  • Tripofobia: la paura dei buchi, piccoli o grandi che siano. Chi ne è affetto prova repulsione verso gli oggetti bucati, dal formaggio alle celle dell’alveare.
  • Somnifobia: la paura di addormentarsi. Nonostante possa sembrare alquanto strano, questo è un timore più profondo e legato alla paura di morire non svegliandosi più o alla paura di fare degli incubi.
  • Cromatofobia: chi ne soffre vorrebbe vedere il mondo in bianco e nero, perché ha paura dei colori. Nonostante il colore sia anche usato come cura, per alcuni è fonte di sofferenza. La cromatofobia può interessare un solo colore oppure una più vasta scala cromatica.
  • Pagonofobia: la paura delle barbe. Questo termine è usato fin dal 1800 ed è legato alla paura di una mancanza di igiene personale. Allo stesso tempo esiste però anche la peladofobia: la paura delle persone calve.
  • Ombrofobia: la paura di bagnarsi con le gocce della pioggia. Gli ombrofobici possono arrivare ad un livello di ossessione tale da idolatrare gli oggetti che proteggono dalla pioggia: ombrelli, impermeabili e così via.
  • Chrometofobia: è la paura irrazionale nei confronti del denaro. Chi ne soffre avverte qualsiasi forma di pagamento come una minaccia e ne è terrorizzato. È diversa dalla comune misofobia, la paura di toccare il denaro – e qualsiasi altra cosa – a causa dei germi.
  • Barofobia: la paura della gravità. Chi ne soffre pensa che la forza di gravità lo schiaccerà fino ad ucciderlo, oppure, al contrario, crede che a un certo punto la forza di gravità sparirà e fluttueremo tutti nell’aria.
  • Omfalobia: la paura dell’ombelico. Chi soffre di questa paura tende a sviluppare una repulsione per il proprio ombelico, psicologicamente legato all’utero e al cordone ombelicale. Nei casi più gravi il soggetto ha paura che i propri organi interni possano uscire proprio dall’ombelico.
  • Arachibutrirofobia: la paura del burro di arachidi attaccato al palato e la conseguente paura di morire soffocati. Molte persone sviluppano questa paura dopo aver assistito a episodi di reazioni allergiche molto gravi.
  • Hipopotomonstrosesquipedaliofobia: la paura delle parole lunghe. Se questa fosse una classifica, essa potrebbe essere la vincitrice. La parola viene da “hipopoto” (grande), “mostro” (mostruoso), “sesquipedali” (espressione mutuata dal latino per indicare “parola grande”) e “phobos” (paura). Si tratta della paura di pronunciare scorrettamente parole lunghe in una frase mettendosi a ridicolo.

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/mikkosaari/5825135614

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