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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 395 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

BaccalàRe, la cultura Michelin approda tra i piatti del popolo

BaccalàRe, torna l’evento food al lungomare Caracciolo Dal 3 al 6 ottobre ritorna  BaccalàRe, l’attesa kermesse culinaria, al lungomare Caracciolo tutta dedicata al baccalà. Nel corso della conferenza stampa, tenutasi mercoledì 25 settembre, si è discusso lungamente su questo singolare evento, ideato da Vincenzo Varriale e che ha siglato la sua terza edizione, sulla tradizione di questa pietanza, dall’uso estremamente popolare e sull’idea, assolutamente avveniristica, di miscelare tradizione e cultura popolare con l’eleganza, la raffinatezza e la qualità della cucina gourmet. Hanno preso parte alla conferenza stampa il giornalista e  noto gastronomo campano, Luciano Pignataro, il presidente della Bcc di Napoli, Amedeo Manzo e il vicesindaco di Napoli, Ernesto Panini. A moderare la conferenza stampa è stato l’ideatore di questo evento, Vincenzo Varriale, la mente di una kermesse culinaria che ha saputo unire la tradizione popolare all’impresa e alla cultura Michelin. Alla conferenza si è posto l’accento sulla straordinaria eclettismo di questo piatto, contravvenendo in particolare sul modo superficiale e asettico di trattare il cibo nel mondo odierno, in un mondo in cui  è andata via via smarrendo la sana abitudine e la conoscenza a saper riconoscere la freschezza dei cibi, attraverso quella manualità e praticità necessaria al popolo che rientra in un’ampia categoria che potremmo definire la cultura della conservazione del cibo; in particolare quella di sapere, in assenza della tecnologia di oggi, dei congelatori, dei frigoriferi, le pratiche necessarie per mantenere in maniera naturale più a lungo possibile la freschezza e la qualità degli alimenti. Ecco che sembra quasi scomparire la pratica dei sottolio oppure l’uso assolutamente vitale che aveva il sale nella conservazione. BaccalàRe, dunque, è un evento che si pone proprio in questa direzione. La kermesse ripristina un modo di concepire la cucina basato esclusivamente sulla qualità, accostando la cucina di alta qualità odierna ad un recupero originale di un piatto che ha lambito del tavole del popolo per più di 500 anni ( apparso in Europa negli anni della Controriforma), considerato da sempre un piatto povero. L’evento food costituisce una kermesse totalmente ecocompatibile e, allestito sul favoloso lungomare Caracciolo, inebrierà l’animo dei visitatori con i sapori unici del filetto del miglior baccalà in circolazione, il Gadus Morhua proveniente dai mari del Nord. Ecco che con gli originali “aperibaccalà” ( aperitivi di baccalà e champagne ) la tradizione trova uno sbocco nel quale poter rifulgere in tutta la sua vividezza, vestendo i panni moderni dei nuovi modi di intendere la cucina sotto il luccichio delle stelle e avvolto dal profumo eterno del mare di Napoli. 11 stelle Michelin: un evento che unisce tradizione e innovazione Ben 11 stelle Michelin allieteranno i palati dei visitatori a partire da Peppe Aversa del buco di Sorrento, Francesco Franzese di Casa del Nonno 13 Mercato San Severino, Paolo Gramaglia del President Pompei, Domenico Iavarone del Josè Restaurant della tenuta di Villa Guerra a Torre del Greco, Giuseppe Misuriello della Locanda Severino Caggiano, Gianluca D’Agostino di Veritas Napoli, Fabio Pesticcio de Il Papavero di Eboli, Pasquale Palamaro di Indaco Regina Isabella […]

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La stanza del tempo, la mostra di Fiona Annis presso Intragallery

Venerdì, 27 settembre 2019, la galleria per le arti contemporanee Intragallery, ha inaugurato la stagione espositiva 2019/2020 con la mostra personale La stanza del tempo dell’artista canadese Fiona Annis. La mostra, visitabile fino al 6 novembre, è accompagnata da un testo critico di Alessandra Troncone. Nel greco antico, il verbo sapere è derivato dalla radice del verbo vedere (ὁράω) nella sua forma dell’aoristo, quindi al passato. Dunque “ho visto” (οἶδα) corrisponde a “io so“, un’equivalenza che si basa su una consecutio temporale: “so” come conseguenza del fatto che “ho visto”, a dimostrazione del fatto che la conoscenza richiede un imprescindibile momento empirico, e che rende serrata la relazione tra il sapere e il vedere. Non è un caso che gran parte delle innovazioni inventate dall’uomo si siano fondate proprio su strategia di potenziamento della vista con l’obiettivo di poter sapere di più, in particolare guardando all’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, che altrimenti sarebbero rimaste entità sconosciute. Fiona Annis, nel suo precedente soggiorno a Napoli, ha lavorato alla collezione del MuSA – Museo degli Strumenti Astronomici di Capodimonte, raccolta di strumenti che documentano la ricerca astronomica svolta presso l’Osservatorio di Napoli. Una raccolta di oggetti, stampe e disegni che accompagnano il visitatore alla scoperta delle più straordinarie intuizioni e invenzioni, mosse dal desiderio di abbracciare l’universo con lo sguardo e di trovare, proprio lì dove lo sguardo si perde, le risposte a ciò che accade nel nostro piccolo quotidiano. Fiona Annis si è avvicinata a questi preziosi dispositivi interrogandosi sul contesto mussale, quale luogo di preservazione della storia materiale, e sulla relazione tra il sapere e l’infinito, due concetti in apparente tensione laddove “conoscere” vuol appunto dire, definire, circoscrivere, incasellare e misurare, dotandosi dei giusti strumenti. Un’ambizione profondamente umana che si traduce in parametri di convenzione, a partire dalla scansione del tempo. Ed è proprio La stanza del tempo il titolo della mostra di Annis ospitata da Intragallery, in riferimento a quella stanza speciale presente in passato in molti osservatori astronomici, dove gli orologi sono accuratamente calibrati per mantenere il tempo e conservare uno standard condivisibile. “Ricorrendo a un uno inaspettato – e per certi versi improprio- della fotografia, Fiona Annis ha sottoposto gli oggetti della collezione mussale, quali telescopi celestiali, cannocchiali, globi, specchi, pendoli, a un rovesciamento di prospettiva, trasformandoli da strumenti di ricerca in oggetti di studio. Lo ha fatto puntando l’obiettivo su di loro, per ottenerne un’immagine. Ma ha importato la messa a fuoco scegliendo l’opzione “infinito”, con il risultato di perdere completamente i contorni dell’immagine, cercando il fuoco lontano, ben al di là degli oggetti stessi, e quindi in un luogo non visibile. Proiettando idealmente quegli stessi oggetti nelle galassie di cui dovrebbero restituirci la visione“. Fonte fotografia: https://www.rivistasegno.eu/events/fiona-annis-la-stanza-del-tempo/

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Joan Miró a Napoli, un surrealista al PAN

Napoli apre le porte a una delle figure più affascinanti dell’arte moderna. Protagonista dell’arte del XX secolo, artefice di un linguaggio anticipatore, Joan Miró, colpisce per l’originalità creativa che scardina i dettami della pittura convenzionale. Mosso dal desiderio di “assassinare la pittura”, sente la necessità di individuare un nuovo modo di agire sulla figura. La sua curiosità, la sua fervida immaginazione, la sua personalità lo portano a codificare un nuovo linguaggio. Ed è proprio questo linguaggio – il linguaggio dei segni – che abbiamo modo di esplorare nella rassegna allestita al Palazzo delle Arti, attraverso le straordinarie opere della collezione dello Stato Portoghese, conservate al Museo di Serralves di Porto. Joan Miró: la mostra al PAN di Napoli Il mondo fantastico, onirico, febbrilmente creativo di Joan Miró arriva per la prima volta a Napoli. La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, con il supporto del Ministero della Cultura Portoghese e il patrocinio dell’Ambasciata del Portogallo in Italia, è organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto, si terrà fino al 23 febbraio 2020 al PAN Palazzo delle Arti di Napoli. Tutte le 80 opere oggetto dell’esposizione sono sbalorditive, così come la storia che le ha condotte fino a Porto. Questo insieme di capolavori, appartenuti a uno dei più autorevoli e raffinati mercanti d’arte moderna, Pierre Matisse – figlio del più noto pittore Henri – rimane sconosciuta ai più per molti anni, finché il collezionista giapponese, che le aveva gelosamente custodite fino al 2005, decide di venderle al Banco Português deNegociós. Un semplice investimento per la banca portoghese che preferisce non esporle e tenerle al sicuro all’interno di un caveau. Quando il Banco Português, in forti difficoltà economiche, stabilisce di mettere sul mercato l’eccezionale acquisizione, si solleva una protesta su scala nazionale, tanto da far intervenire lo Stato Portoghese, che sospende la vendita e incarica il Museo di Arte Contemporanea di Serralves di conservarle. Oggi, grazie al generoso prestito del Museo di Serralves, possiamo scoprire il fascino di una personalità multiforme, capace di ribellarsi alla pittura convenzionale dando  prova di essere uno dei più completi artisti del XX secolo. Miró però, con i suoi tratti fanciulleschi, con i suoi colori fondamentali e i suoi tocchi di incompiutezza, è un artista solo apparentemente semplice. Joan Miró esplora il linguaggio dei segni riducendo gli oggetti a elementi essenziali e in questo processo di riduzione e semplificazione ci invita a porre l’attenzione al dettaglio, ad esplorare gli elementi della costruzione del significato. Nel XXI secolo siamo ormai abituati a guardare immagini sempre più definite che si susseguono a grande velocità, mentre Miró ci impone di fermarci e osservare, cercare di capire il significato di una semplice linea. Un segno può delineare lo spazio e il carattere fisico del proprio supporto, allo stesso modo in cui può definire un oggetto o configurare una forma di scrittura. La svolta artistica di Miró: il linguaggio dei segni Le 80 opere esposte coprono il lungo arco della produzione artistica di Miró, dal 1924 al 1981; più di sei decenni […]

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ZùNapoli, cinema e teatro nel Chiostro di San Domenico

Continua la rassegna ZùNapoli, nata per festeggiare i dieci anni dell’associazione culturale InBilico. Nella splendida cornice del Chiostro di San Domenico Maggiore, le cui celle hanno ospitato tra gli altri Giordano Bruno, la manifestazione giunge alla sua seconda serata. Dopo il brillante avvio, con la rappresentazione de I Guardiani, di Maurizio De Giovanni, è stato il turno di un interessante connubio tra cinema, musica e teatro. Il documentario Il corridoio delle farfalle e il concerto spettacolo Promenade a Sud sono stati i protagonisti della serata del centro storico. Il corridoio delle farfalle, breve documentario di 20’ vincitore del Bando Ministeriale Cineperiferie 2018, codiretto da Andrea Canova e Claudia Brignone, ha aperto la seconda serata di ZùNapoli. Protagonisti di questo emozionante corto – un ritratto urbano estremamente poetico e struggente – sono Aldo Bifulco e gli amici del “Giardino delle farfalle”, uno spazio verde in prossimità del Tan (Teatro Area Nord), a Piscinola, periferia nord di Napoli. Aldo, il simpatico protagonista del documentario, dal sorriso scaltro e contagioso, ha un sogno, quello di riportare le farfalle a volare sopra i palazzi grigi del quartiere più degradato della città. Un vero e proprio ghetto, che in realtà nasconde la più alta densità di verde pubblico tra tutti quartieri di Napoli. La missione speciale di Aldo è così quella di riqualificare orti e giardini didattici, parchi e aiuole dimenticate della periferia partenopea. Una visione insomma, che, nonostante la brevità, non può che lasciare sgomenti, specie di fronte a tanto degrado, a tanta emarginazione. Canova e Brignone gettano comunque un barlume di speranza, aggrappata all’opera missionaria del simpatico sognatore Aldo. La sua forza di volontà e la sua poetica testardaggine, hanno infatti coinvolto decine di volontari, come abitanti del quartiere, maestre di scuola e studenti, nella realizzazione di numerosi progetti di bonifica ambientale. Tra cui il “Giardino delle farfalle”, da cui è nata una vera e propria rete per la salvaguardia del territorio e da cui è partito il progetto condiviso, o la missione segreta, del “Corridoio delle farfalle”, che poi dà il nome all’opera. Professore di scienze alle superiori, appassionato di botanica, da quando è andato in pensione, Aldo e i suoi amici trasformano gradualmente gli spazi pubblici di Scampia in luoghi diversi, in habitat naturali aperti a tutti, dove anche le farfalle possano tornar libere di volare. Dopo il breve intermezzo cinematografico, ZùNapoli è proseguita con un’interessante mescolanza di generi ed arti. Musica e teatro si sono infatti impossessate del proscenio grazie al concerto-spettacolo Promenade a Sud, con la partecipazione di Marianita Canfora e Matteo Mauriello. Nel cortile del Chiostro di San Domenico ha preso così il via un vero e proprio riassunto della storia musicale del Meridione italiano, con tutte le atmosfere e le musiche che da sempre sono radicate nel più profondo Sud. I suoni e le melodie di strumenti secolari e folcloristici, quali chitarra e mandolino, hanno donato al pubblico ricordi ed emozioni senza tempo. In Promenade a Sud lo spettatore ha potuto ritrovare la Tarantella, la Canzone Classica Napoletana […]

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Mediterraneo: conclusa la mostra temporanea al MANN

«Il Mediterraneo è un immenso archivio e un profondo sepolcro» (Predrag Matvejević) Si è conclusa il 12 settembre la mostra temporanea “Mediterraneo”, nata in sinergia con la casa editrice ilfilodipartenope lo scorso 29 luglio. Svoltasi nel Salone della Meridiana e organizzata dalla Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, l’esposizione si è incentrata sul ruolo del Mediterraneo: «La riflessione – come si legge nei pannelli-guida del percorso – sulle antiche civiltà, sui luoghi, sugli uomini che lo attraversano da secoli, sostanzia la mostra che unisce gli antichi libri della Biblioteca d’Istituto e i moderni libri d’artista de ilfilodipartenope – piccola casa editrice artigiana nata a Napoli nel 2003. Il mare si respira nelle gemme di sale, nel dolore delle migrazioni, nei libri che hanno le copertine impastate con le sabbie dei paesi, vicini o remoti, di cui narrano». Il percorso espositivo si snoda attraverso due fili tematici: il concetto di Magna Grecia, in armonia con la recente riapertura della preziosa collezione del Museo, e il concetto di Mare nostrum, coerentemente con il legame speciale del Museo con il Mediterraneo, non solo per la ricchezza di reperti da esso provenienti nelle sue collezioni, ma anche per la centralità che il MANN sta assumendo nel panorama delle mostre internazionali, che ospita e alle quali aderisce con i suoi prestiti, come la recentissima mostra sugli Assiri. Mediterraneo e Magna Grecia Il percorso “Magna Grecia: anticipazioni e sviluppo di un’idea”, ha inteso valorizzare il patrimonio librario del MANN. «Magna Grecia è il percorso – così si legge percorrendone le tappe – tracciato attraverso i preziosi volumi della Biblioteca d’Istituto. Pubblicate tra Cinquecento e Ottocento, per l’autorevolezza e la fama dei loro autori, le opere in mostra segnano delle tappe miliari nella storia degli studi e delle esplorazioni archeologiche in Magna Grecia. L’esposizione nasce con l’intento di evocare nel visitatore la costruzione dell’idea di Magna Grecia, a partire dalla fortuna editoriale di alcuni classici, come Strabone – storico di I sec. a.C., autore della Geographia, in cui descrive tutte le regioni del mondo abitato toccate nei suoi numerosi viaggi, includendo l’Italia e le colonie di Magna Grecia – nei secoli delle grandi esplorazioni, per continuare con gli studi di autori e geografi eruditi del Rinascimento e del Barocco, con la documentazione degli scavi settecenteschi fino agli scritti dei grandi viaggiatori del Grand Tour. Le opere, dall’innegabile valore documentale, sono state scelte anche per la rarità, la pregevolezza dell’edizione e per lo straordinario apparato iconografico che le correda: acqueforti e tavole realizzate dai più grandi disegnatori e incisori del tempo». Ed hanno senza dubbio incantato i visitatori le splendide carte geografiche e tavole topografiche dell’esposizione: tra di esse, la prima edizione, datata al 1592, del volume Rariora Magnae Greciae Numismata di Prospero Parisio, in cui figura una delle prime rappresentazioni cartografiche della Magna Grecia; le Dissertationes de Campania Felice di Camillo Pellegrino, che rappresentano, per accuratezza delle fonti bibliografiche e della ricerca storica, una delle opere principali della prima metà del XVII sec. sulla Campania antica, […]

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Dell’Orrore e di altri Demoni, la narrazione a tema dark al Napoli Horror Festival

In occasione di un’altra edizione del Napoli Horror Festival, domenica 15 settembre all’Ex Base Nato di Bagnoli a Napoli si terrà un nuovo incontro del format “Birdland: Suggestioni, suoni e sapori dalla parola scritta”, Dell’Orrore e di altri Demoni. Perché ci piace tanto avere paura? Quale suggestione suscita nel nostro inconscio il mondo pieno di rimembranze horror e tematiche dark? È ciò che ha spinto, attraverso performance di cosplay, spettacoli e mostre dedicate al tema, il Napoli Horror Festival (qui la nostra photogallery alla conferenza stampa) a organizzare una rassegna che ogni anno diverte i fan e terrorizza i passanti, nella città più solare ma anche più esoterica del mondo. Dell’Orrore e di altri Demoni, domenica 15 al Napoli Horror Festival E ha spinto anche il nuovo incontro letterario organizzato e presieduto da Massimo Piccolo proprio durante il Napoli Horror Festival: Dell’Orrore e di altri Demoni navigherà all’interno della narrazione scritta e parlata dedicato all’universo del terrore e a tutti i demoni che concorrono nella stesura di un genere costellato da personaggi immaginari e mostruosi, situazioni macabre e irrazionali. Tra letture di brani originali e analisi metaletterarie insieme a Sara Piccolo, Adriana Cardinale e Franco Piccinno, Massimo Piccolo racconterà i brani internazionali più famosi a tema horror, analizzandone i meccanismi letterari che hanno ispirato autori come Stephen King o Johnatan Lethem a destinare il loro fulcro narrativo ai lati più oscuri dell’animo. Non possono mancare rimembranze cinematografiche, senza citare registi che hanno fatto la storia del cinema thriller, come il “maestro del brivido” Alfred Hitchcock o George A. Romero, che ha fatto suo il genere horror dirigendo film diventati cult al cinema. Infine, anche la narrazione cantata influisce a creare nell’immaginario collettivo ombre e mistero: a suon di brividi saranno ricordati brani musicali come Twinkle twinkle little star o Earth Angel – Will You Be Mine. Appuntamento domenica alle 19.30. Ilaria Casertano   Fonte immagine: Moon Over Produzioni

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Ibiza e il Flower Power in esclusiva al Nabilah

Il Flower Power è un evento ispirato al movimento hippie degli anni ’60 che da quasi 40 anni si svolge presso la discoteca più famosa di Ibiza. L’8 settembre, a partire dalle 11 del mattino fino a tarda notte, il party ha fatto tappa al Nabilah, una delle location più cool della movida campana, per festeggiare il suo 39° compleanno in anteprima esclusiva. La direzione artistica è di “Made in Italy Ibiza”, l’agenzia di eventi musicali italiana più famosa dell’isola spagnola, nota a livello internazionale per le feste che organizza. Il Flower Power: potere ai fiori! L’espressione “potere ai fiori” fu coniata nel 1965 dal poeta Allen Ginsberg, diventando lo slogan del movimento hippie, nato come rivoluzione pacifica contro la guerra in Vietnam, promossa dal governo USA. I giovani attivisti erano soliti mettere fiori nei fucili, protestare contro l’uso delle armi e promuovere l’amore come forma di dialogo per evitare guerre e conflitti, nella prospettiva di un mondo migliore in cui vivere. Le vere e proprie “capitali” di questa corrente socio – culturale furono San Francisco, Goa e Ibiza, dove il primo Flower Power del Pacha ebbe luogo nell’estate del 1980, grazie ad un’idea del DJ Piti. Il suo obiettivo era quello di “contrabbandare” dischi, portando negli altoparlanti del club un ampio repertorio di musica d’avanguardia che in quel periodo era raro ascoltare. In questi 39 anni, il Flower Power ha portato in pista al Pacha di Ibiza diverse generazioni unite dall’amore per la musica e dallo spirito di pace e gioia degli anni ’60. Una festa unica che si rinnova ogni estate e che continua a trasmettere la sua energia positiva, per celebrare la pace e l’amore! Festa e dress code da Ibiza Il Flower Power, nato come appuntamento estivo, grazie al suo successo è diventato un appuntamento settimanale al Pacha dove, a partire dal mattino, si vedono gruppi di hippie sfilare lungo le spiagge con chitarre e tamburi, rendendo l’atmosfera allegra e suggestiva. Per l’occasione, il Nabilah ha organizzato un evento esclusivo, allestendo la terrazza con drappeggi colorati, simboli della pace, il tipico yellow submarine dei Beatles e il logo con le ciliegie che contraddistingue il Pacha. Non potevano inoltre mancare il cosiddetto Hippie bus della Wolksvagen e gli stand con accessori e abiti vintage, tra cui giubbotti della Harley Davidson, camicie con colori sgargianti, stivali da cowboy in pelle e maglie con stampe di gruppi heavy metal. Il dress code era, infatti, quello tipico degli anni ’60 e ’70: stampe floreali, abiti bianchi, gonne ampie e lunghissime, pantaloni a zampa, maxi dress, sandali, occhialoni da sole, camicie in denim e ghirlande tra i capelli. Assolutamente vietato il nero! Oltre all’area bar c’erano anche punti ristoro, come lo stand di Panamar, dove era possibile gustare il panino Santantonno a base di tartare di tonno rosso, friarielli saltati alla napoletana, maionese alle acciughe e rucola croccante, e quello di Isabella De Cham, vincitrice dei premi “Miglior pizza dell’anno 2019” del Mattino e “Migliore proposta di fritti 2018” secondo la classifica di […]

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Zito e Bevi, il plastic free di Snap che sbarca a Bagnoli

L’organizzazione Snap torna con le sue iniziative plastic free Domenica 28 luglio alle ore 19:00 è in programma, al lido Fortuna di Bagnoli, l’evento plastic free “Zito&Bevi” dell’associazione Snap. Un’iniziativa che mira non solo ad aggregare le centinaia di giovani che hanno già aderito ma anche a sensibilizzare sul tema della plastica, in una delle aree napoletane più sensibili all’inquinamento dei mari. “Zito&Bevi” è totalmente libero dall’utilizzo di materie plastiche. L’iniziativa, messa in atto da Snap, mira a sostituire numerosi oggetti, solitamente utilizzati durante eventi del genere, con materiali totalmente riciclabili e con un impatto ambientale prossimo allo zero. E così, via libera agli ziti che per l’occasione diventano delle cannucce e alle barchette di cartoncino, che diventano piatti per consumare le vivande. L’evento, totalmente all’insegna della sostenibilità, concerne anche tematiche più artistiche. Sono numerosi i giovani napoletani, specialmente cantautori, chitarristi e deejay, che affollerranno le fila del settore artistico dell’aperitivio firmati Snap. In occasione della serata conclusiva della stagione estiva di aperitivi domenicali le performance musicali vedranno susseguirsi le performance acustiche di Alessandra Nazzaro e Alessandro Bove, mentre i Dj Mario Labroca e Giorgio Bracci accompagneranno l’evento fino a tarda notte. “Zito&Bevi”, un’occasione con per sensibilizzare sul tema della plastica Flavio Verdino, comico del progetto Stand Up Comedy Napoli presenterà gli artisti che suoneranno  durante l’evento, per poi esibirsi con il suo cabaret a base di temi politici e sociali. La serata, che vede anche Roberto Bonanno e Andrea Sarni tra i co-organizzatori, conclude un percorso iniziato questa estate e che ha portato l’associazione Snap, ormai punto di riferimento per i giovani napoletani, ad allargare i propri orizzonti toccando tappe prima sconosciute. L’evento, curato tra gli altri dal giovane Pierluigi Fusco, segue un appuntamento analogo tenutosi poche settimane prima a Marechiaro, in un’altra perla napoletana che tanto soffre l’inquinamento marino. “Zito&Bevi” è l’occasione per scoprire, in un clima gioviale e di festa, come anche oggetti di uso comune, apparentemente poco adatti, possano in realtà sopperire all’utilizzo della plastica. Bottiglie, cannucce e bicchieri ormai inondano le acque di tutto il mondo e solo sensibilizzando le nuove generazioni è possibile intervenire concretamente, prima che sia davvero troppo tardi.

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Il Nabilah ospita l’XI edizione di «Te le do io le bollicine»

NAPOLI – Il suggestivo beach club sito in via Spiaggia Romana 15 (Bacoli) denominato Nabilah, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli, al tramonto di uno splendido sole color arancio del giorno 22 luglio 2019, ha ospitato un evento che ormai giunge alla sua XI edizione, e viene organizzato ogni anno per festeggiare in grande stile la chiusura dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier) con calici di vino, spumanti pregiati e pietanze gourmet dagli straordinari sapori e variazioni di gusto. L’evento “Te le do io le bollicine” brinda ai nuovi sommelier della delegazione partenopea e spiana il campo al mese di settembre, per un nuovo anno di corsi, eventi e progetti speciali. Bollicine e Gastronomia al Nabilah Il format al Nabilah ha previsto banchetti d’assaggio, le cui file, alla scomparsa del sole, sono aumentate in abbondante misura – si denota qui la popolarità che circonda l’evento. Tra gli assaggi gourmet spiccano nomi “stellati” quali: Acquapetra con le sue linguine ai frutti di bosco dello chef Luciano Villani; il ristorante stellato Palazzo Petrucci con la presentazione del suo piatto di candele spezzate, con cipollotto fresco, limone salato, taccole e tonno affumicato, firmato dallo chef Lino Scarallo; il Caracol Gourmet  ristorante che alberga in un autentico paradiso, con vista mozzafiato e piatti gustosi, raffinati ed eleganti, rappresentato dallo chef Angelo Carannante; ed infine Sud Ristorante di Marianna Varriale. Tante infine le postazioni food con le migliori firme del panorama gastronomico campano e italiano (antipasti, primi, secondi, pizze, panini, ostriche, formaggi e salumi). Come da titolo, non sono affatto mancate le “bollicine”. Oltre ad essere forniti dell’immancabile Spritz comune ad ogni aperitivo, gli ospiti sono stati accolti da nomi quali: Bellaria, Bellenda, Braida, Ca del Bosco, Cantina Mori, Cantine Federicane, Contratto, Debrusco Cives, Dogliotti la Selvatica, Firriato, Fontanavecchia, Foss Marai, Masseria Campito, Orneta, Puiatti, Valle Belbo. Inoltre una selezione di champagne quali: Bruno Paillard, Paul Goerg, Demiere Ansiot, Lagille&Fils, J.Rousseaux. “C’è sempre una ragione per brindare” Il testo di Luciano Ligabue parla chiaro e la sua teoria è confermata anche dalla ricerca scientifica condotta dalla Reading University in Inghilterra, la quale conclude che bere fino a tre flute di bollicine a settimana fa bene al cuore, riduce l’ipertensione e protegge il sistema cardiovascolare. Inoltre contrasta il calo fisiologico della memoria dovuto all’invecchiamento: tutto merito dei composti fenolici derivanti dall’uva utilizzata per la produzione di champagne e spumanti, dalla quale proviene una funzione antiossidante e agisce sui segnali che controllano l’apprendimento. Quindi quale miglior modo di brindare alla vita se non con un party del genere? Il tutto reso ancor più frizzante dall’intrattenimento musicale in puro stile Nabilah.

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Città del Gusto Napoli presenta “I Drink Pink 2019” alla Terrazza Angiò

Città del Gusto Napoli e Gambero Rosso organizzano un evento imperdibile nel capoluogo campano. L’appuntamento è fissato per giovedì 18 luglio alle 20 nella location super esclusiva della Terrazza Angiò, all’undicesimo piano dell’Hotel Mediterraneo in via Ponte di Tappia, con vista mozzafiato sulla città e sul golfo di Napoli. L’unica accortezza richiesta riguarda il dress code: si invitano i partecipanti ad indossare qualcosa di rosa per richiamare il colore frizzante della bevanda, leitmotiv della serata a tema, curata nei minimi dettagli. « I DRINK PINK »: si legge in ogni angolo del rooftop partenopeo, dove tutto – ma davvero tutto – è addobbato per fare pendant con l’attesissima festa rosata. La partecipazione sulla Terrazza Angò è calorosa e i vini rosé da tutta Italia fanno sfoggio di sé sui tavoli arricchiti da deliziosi bouquet, accompagnati dalla meticolosa attenzione dei perfetti sommelier. I drink pink sulla Terrazza Angiò Il Piemonte presenta un Majoli 2018 Cascina Pastori delle Tenute Sella: fresco e interessante come il territorio da cui proviene. La Lombardia ha ben cinque proposte da offrire, tra cui spicca un Franciacorta Brut DOCG 2015 Ferghettina, a nostro giudizio eccellente. Il Veneto vanta tre prodotti di rilievo: un Filanda Rosé brut millesimato Riserva Pinot nero e due Bardolino, un Classico Chiaretto 2018 ed un omonimo spumante della stessa annata. Il Trentino Alto Adige fa faville con un Perlé Rosé Riserva 2014 Ferrari, mentre Emilia Romagna ed Abruzzo sono presenti con due cantine ciascuna, ognuna delle due con uno spumante rosato extra dry. Lazio e Molise fanno assaggiare due buoni prodotti del 2018, ma è giocoforza la Campania a fare bella mostra di sé e a dare il meglio del rosé in tutte le sue forme e mescolanze, con ben ventinove proposte diverse. E ancora sulla Terrazza Angiò la Cantina di Solopaca offre un Aglianico Rosato Sannio dop 2018 ed un Rosato Beneventano IGP. De’ Gaeta un IGT Campania Rosato 2018, mentre Ettore Sammarco un ottimo Terre Saracene DOC Costa d’Amalfi Rosato 2018. Fontanavecchia propone un Aglianico del Taburno DOCG 2018 di tutto rispetto e La Guardiense un gradevolissimo Ambra Rosa Aglianico Sannio DOP, sempre 2018. La Pietra di Tommasone è in lizza con un Epomeo Rosato Rosamonti IGP 2018, mentre Macchie S. Maria sfoggia due DOC molto pregevoli: un Costa d’Amalfi ed un Ophelia Irpinia Rosato. Marisa Cuomo presenta anch’essa un Costa d’Amalfi Rosato DOC, mentre Masseria Frattasi un Orchis Purpurea Aglianico del Taburno Rosato 2017. Caso analogo per Pietrefitte, anch’esse con un Aglianico del Taburno Rosato 2017 e 2018. Le cantine Rossovermiglio propongono uno spumante Rosato Sannio Aglianico DOC extra dry denominato Animanera, nonché un Sannio Aglianico DOC 2017 detto Incantesimo Rosa. La Cantina Raffaele Palma offre invece varie annate di Salicerchi DOC Costa d’Amalfi (2013, 2017 e 2018) ed un Costa di Salerno 2015. La Tenuta Scuotto un Malgré, Torelle un omonimo Torelle, mentre Vinicola del Sannio un Sannio Aglianico Rosato DOC 2018 Effluvio e Tenuta Cavalier Pepe un effervescente Rosato del Varo. Due ulteriori Aglianico – Vetere Rosato 2018 e Gioi Spumante […]

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