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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 378 articoli

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Ludovico Lieto a Palazzo Caracciolo: Le stelle della moda

Nella splendida cornice del chiostro cinquecentesco di Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel, ha avuto luogo domenica 9 giugno la sesta edizione de Le stelle della moda, un evento di Ludovico Lieto che coniuga moda e cibo gourmet e che vede scendere in passerella le più importanti griffe del panorama napoletano. Ancora una volta la location da sogno si è rivelata la giusta dimora per accogliere la festa sfarzosa, ponendosi come fulcro fondamentale nella vita culturale della città. Ad accogliere gli invitati un ricco cocktail party offerto dalla Chef Sabrina Russo, che ha realizzato dei deliziosi e fantasiosi finger food accompagnati dalle bollicine Sorrentino, azienda vinicola che produce sulle pendici del Vesuvio. Inoltre, la degustazione di dolci era offerta dalla pasticceria Capriccio. Le stelle della moda, una serata indimenticabile a cura di Ludovico Lieto Ludovico Lieto ha realizzato l’evento in maniera unica, riunendo le eccellenze del glamour campano. La sfilata, che presenta le novità di tendenza nella stagione estiva 2019/2020, è iniziata con i capi da sogno di Fabrizia Dea, i quali in un colpo d’occhio ci hanno portato a Capri, a Cannes, a Parigi, per le loro fantasie colorate e al tempo stesso chic. Ed è proprio l’enorme raffinatezza a farla da padrone, racchiusa in look senza tempo e adatto ad ogni età: la graziosità del pizzo mescolato a tonalità glicine, salmone, panna e arancio caldo, fanno pensare alla molteplicità di occasioni ed eventi che solo la calda stagione è in grado di promettere. L’ottica Emerson, inoltre, ha fornito gli occhiali che sono stati indossati durante la sfilata dalle modelle, dettando così la prossima tendenza moda. Ad animare la serata ideata da Ludovico Lieto il presentatore Gaetano Gaudiero, che ha posto l’accento sul valore inestimabile del lavoro che queste famiglie artigiane apportano all’economia e al prestigio napoletano. Trovare chi investe nel Made in Italy, come coloro che hanno preso parte all’evento, è davvero difficile al giorno d’oggi, ma permette di sperare ancora in un ritorno alle origini, in cui la manifattura e la sartoria genuina e autentica riescano a distruggere la spada di Damocle della moda di importazione. Si prosegue poi con Raffaele Silvestro, per quanto riguarda la sartoria maschile. Qui è tutto un gioco di forme e proporzioni: luci e ombre scandiscono look più casual, caratterizzati da colori tenui come il sabbia e il fango, e quelli da sera, eleganti ma al tempo stesso resi informali da dettagli sbarazzini come le pieghe dei pantaloni più corte sulla caviglia o bottoni estrosi. Questa versatilità dell’outfit si indirizza soprattutto ad un uomo che ama sentirsi sempre alla moda, in qualsiasi occasione. A chiudere la sfilata i gioielli di Raffaele Massarelli, del brand Gioielli Ramas. Lo stesso creator ha tenuto a precisare che questi accessori non vogliono ostentare sfarzo, ma tentano un connubio armonico tra l’estrosità del design e la preziosità delle pietre che vengono incastonate in orecchini, collane e bracciali sinuosi dall’aria orientale. Tra gli altri sponsor più importanti, inoltre, ricordiamo l’Accademia di Trucco di Liliana Paduano, CSF Formazione, lo Jemming Club […]

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La Musica può fare, il festival promosso dal Club 33 Giri | Intervista

Club 33 Giri promuove l’ottava edizione de La Musica può fare | Intervista Il 16 giugno, giunge alla sua ottava edizione La Musica può fare, il festival musicale promosso dall’associazione culturale no-profit Club 33 Giri. La kermesse musicale, che attraverso la musica vuole offrire un’esperienza a 360 gradi come quella dei grandi festival, ritorna per il secondo anno nella suggestiva cornice dell’Arena Ferdinando II di San Nicola la Strada (Caserta). Il tema caratterizzante di quest’edizione sarà lo spazio, in occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna di Neil Armstrong. Uno spazio inteso come assenza di confini e agevole condivisione. Ispirandosi alle celebri parole del primo uomo sulla Luna, il Club 33 Giri vuole compiere un piccolo passo nel mondo dei festival che sia però un grande passo in quella che vuole essere un’idea diversa di condivisione e aggregazione: valorizzare il territorio attraverso attività musicali, artistiche e ludiche per tutti. Del programma e delle attività del festival abbiamo parlato con Roberta Cacciapuoti, direttrice artistica del Club 33 Giri. Intervista Roberta Cacciapuoti, direttrice artistica del Club 33 Giri La musica può fare giunge quest’anno alla sua ottava edizione, puoi parlarmi del percorso che vi ha portato fino a qui? Nel 2012 siamo stati invitati (Club 33 Giri, nda) dall’associazione Play for Africa che opera in Senegal insieme a un’altra associazione che si chiama I bambini di Ornella, ad organizzare un evento che supportasse le loro iniziative. Sulla spinta di questa proposta organizzammo la prima edizione del festival dove invitammo degli ospiti che erano “amici”, nel senso che li conoscevamo e che erano già stati all’associazione Club 33 Giri. Erano Riccardo Sinigallia, Ballads quindi Ciccio di Bella e Alfonso Bruno, e Sandro Joyeux. Poi il percorso è continuato perché la prima edizione andò molto bene, più di quanto ci aspettassimo. Ci sembrò dunque naturale continuare ad organizzare l’appuntamento, per cercare di farlo diventare un appuntamento fisso, ecco. Sia per i nostri soci che seguono le nostre attività durante tutto l’anno, ma anche per coinvolgere tante altre persone. Dal 2012 ad oggi il festival è cresciuto, ha cercato di allargare i suoi orizzonti, ha cercato di portare in Campania artisti che non riuscivano ad arrivare. Ad esempio, nel 2014 abbiamo ospitato gli Ex-Otago, i Joe Victor, i Fitness Forever… Tutte band che noi reputiamo fortissime ma che non avevano l’opportunità di suonare spesso nelle nostre zone. Oltre alla musica, il festival si arricchisce di mostre, mercatini ed altri tipi di attività per cercare di creare un’esperienza che non sia soltanto musicale ma un’esperienza “festival”, così come è concepita nelle manifestazioni più grandi e importanti. Un’esperienza a 360 gradi, dunque, che possa essere vissuta durante tutto l’arco della giornata e che sia quanto mai coinvolgente. Quest’anno il tema del festival è lo spazio, perché questa scelta? Ogni anno ci divertiamo a scegliere un tema che poi sarà il filo conduttore dei nostri allestimenti, delle nostre grafiche e chiaramente della promozione. Quest’anno, visto che ricorre il cinquantesimo anniversario del primo sbarco sulla luna di Armstrong, […]

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Pier Paolo Calzolari al Museo Madre: una mostra che non fa rumore

Pier Paolo Calzolari al Museo Madre dall’8 giugno al 30 settembre: Painting as a butterfly, una mostra che non fa rumore Se dovessimo pensare al mondo di Pier Paolo Calzolari trasposto al Madre, ci verrebbe in mente un viaggio: un viaggio serpentino che ha in sé le scaglie di un rettile e la polvere delle ali di una farfalla, quella che è presente nel titolo della retrospettiva dedicata esclusivamente alla produzione pittorica e disegnativa di Calzolari, Painting as a butterfly, presente al Museo Madre (Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee) dall’8 giugno al 30 settembre 2019. Calzolari, uno dei più importanti artisti italiani contemporanei, ed esponente a partire dagli anni Sessanta delle ricerche afferenti all’Arte Povera, ha accolto la stampa il 7 giugno al Madre, all’anteprima stampa della sua retrospettiva, e guardarlo negli occhi è stato come penetrare il mistero di uomo che sa di aver scritto la storia dell’arte italiana, ma che rimane arroccato in una semplicità disarmante e quasi scandalosa, poiché si tende a incensare gli artisti, a farne icone e quasi a stuprarli, ma Calzolari è lì, rassicurante e disadorno, e ti affida una massima che sembra una sententia ciceroniana: non bisogna guardare le sue opere tentando di operare chissà quale masturbazione mentale o intellettuale, ma bisogna polverizzare il momento, goderselo cercando di lasciarsi alle spalle il proprio bagaglio culturale e il proprio vissuto. Approcciarsi all’opera di Calzolari, nume dell’arte povera, richiede un ritorno alla verginità mentale, all’occhio primigenio e scevro da contaminazioni. Una mostra che non fa rumore, spazio dell’armistizio e arte dell’attesa: nelle viscere del mondo di Pier Paolo Calzolari L’approccio all’arte di Calzolari richiede una tabula rasa autoimposta silenziosamente e faticosamente, con un sacrificio che ricorda quello della Passione di Cristo. Le uniche guide ammesse in questo viaggio di ritorno ad un’Itaca fatta di ghiaccio e piombo, sono soltanto Andrea Viliani e Achille Bonito Oliva, nocchieri della Ναῦς di Pier Paolo Calzolari. Il suo mondo di muschio, legno, foglie di tabacco e colori miscelati con il sapore robusto della natura, lascia sulle papille gustative una sensazione di materiale organico e radici. Le parole di Achille Bonito Oliva parlano di un artista erotico, erratico ed eretico, da pronunciare tutto d’un fiato, e ciò illumina i chiaroscuri dell’opera di Calzolari, che allestisce una vera e propria pittura dell’attesa, un movimento fisico di nomadismo e avvicinamento. Il ghiaccio conferisce una luce bianca purissima e difficile da trovare in natura, e il fuoco è il suo opposto e il suo lato complementare: il fuoco è parte attiva di una delle opere principali di Calzolari, una tela dal rosso quasi pompeiano, annerita e consunta dallo sbuffo di un mangiafuoco. Quell’annerimento, quella bruciatura, è parte principe dell’opera, è quella farfalla dalle ali bruciate che mostra all’uomo la corrosione e la consunzione, un erotismo della vanitas. L’erotismo è sublimato anche nella donna-fiore, in cui la carne vibrante del corpo femminile sembra raggiungere la solidità delle figure marmoree: la moda veste l’umanità, ma l’arte, l’arte di Calzolari, la mette a nudo. Un caleidoscopio di figure e colori a volte […]

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Wafer: ostia e vittima, la mostra di Paola De Rosa

Wafer: ostia e vittima è il titolo della recentissima esposizione artistica di Paola De Rosa, pittrice e architetto dall’intensa sensibilità; la mostra, allestita e coordinata da Giorgio Flamini e curata da Anna Cochetti, Donatella Scortecci ed Elisa Costantini, è stata realizzata in collaborazione con gli enti e le istituzioni del Polo Museale dell’Umbria, del Museo Nazionale del Ducato, del Sistema Museo, della Casa di Reclusione di Maiano, dell’Ufficio di Sorveglianza, dell’Istituto di Istruzione Superiore Sansi-Leonardi-Volta, del CESP (Centro Studi per la Scuola Pubblica) e della FUA (Fondazione Umbra per l’Architettura “Galeazzo Assisi”), nelle persone di Marco Pierini (Direttore del Polo Museale dell’Umbria); Paola Mercurelli Salari (Direttrice del Museo Nazionale del Ducato); Giuseppe Mazzini (Direttore della Casa di Reclusione di Spoleto); Marco Piersigilli (Comandante della Casa di Reclusione di Spoleto); Grazia Manganaro (Magistrato dell’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto); Roberta Galassi (Dirigente Scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore Sansi-Leonardi-Volta); Anna Grazia Stammati (Direttrice del Centro studi per la scuola pubblica); Maria Carmela Frate (Presidentessa della Fondazione Umbra per l’Architettura “Galeazzo Assisi”) e con il supporto della Fondazione “Francesca, Valentina e Luigi Antonini”, dell’Associazione Teodelapio e dell’azienda Publi 2M (di Marcello Moroni). Wafer: ostia e vittima, la mostra L’esposizione (inserita all’interno del programma di attività artistico-culturali della LXII edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto e all’interno del progetto Con lo sguardo di dentro, Matera 2019 Capitale europea della cultura. Diritto di accesso e partecipazione dei detenuti alla vita culturale della comunità) è visitabile dal 5 giugno al 18 luglio e, allestita fra la Rocca Albornoziana di Spoleto e la Casa di Reclusione di Maiano a Spoleto, sarà inaugurata il 5 giugno presso la sala “Eugenio IV” della stessa Rocca Albornoziana. Attraverso la propria esposizione artistica Wafer: ostia e vittima, Paola De Rosa proporrà ai visitatori alcune sue opere – realizzate ad olio su tela e a tempera vinilica su cartone a tripla onda – facenti parte di vari cicli pittorici (Wafer, Le tentazioni della pittura (Vizi capitali), Via Crucis d’Invenzione, Rose) che costruiranno attraverso il silenzio eloquentissimo dell’arte visiva, un percorso fra ombra e luce, Sacrificio e Rinascita, peccato e redenzione; insieme a tali dipinti, saranno esposti, inoltre, vari ritratti realizzati ad acquerello raffiguranti detenuti e sorveglianti della Casa di Reclusione di Maiano.  Riprendendo le parole di Giorgio Flamini (in riferimento alla mostra allestita nella Casa di Reclusione), si palesano, intersecandosi, «[…] incontri a sorpresa, spiazzanti: in alcuni momenti, si tratta di visioni veloci installate in spazi di passaggio, mentre, in altri ambienti, i dipinti, non palesandosi, diventano essi stessi osservatori e sorveglianti silenti dei ritmi ripetitivi della pena». Dalla fisicità della materia alla leggerezza dello spirito: l’arte di Paola De Rosa I materiali utilizzati come supporto pittorico alle opere esposte in Wafer: ostia e vittima creano un percorso lungo cui sembra rivivere il sacrificio della Resurrezione: tele, cartoni ondulati, carte per acquerello – non a caso tre materiali che simbolicamente sembrano rievocare il trino del mistero divino – accompagnano i visitatori in un percorso dalla fisicità della materia solida e compatta verso la pura e assoluta […]

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Sunset [email protected]: Sollo&Gnut in apertura

Sollo&Gnut in trio e L’orso ‘nnammurato sono i protagonisti della prima serata del Sunset [email protected], tenutasi domenica 2 giugno. Alessio Sollo. Napoletano nato nel quartiere di Bagnoli ai tempi dell’Italsider. Musicista e cantante di estrazione punk da sempre, scopre da qualche anno la vocazione alla poesia, sia in vernacolo che in italiano. Claudio Domestico (in arte, Gnut). Cantautore napoletano, chitarrista, produttore e compositore di colonne sonore. Spazia dal folk inglese al blues, dalla musica napoletana alle melodie africane del Mali. Insieme formano i SolDo, e si tratta del nome di una vera e propria fratellanza umana e artistica. Ad accompagnarli Michele Signore al violino, mandolino e mandoloncello. Sunset [email protected], il via alla IV Edizione La Salita Pontecorvo. Una passeggiata tra vicoli, chiese, palazzi e meravigliosi scorci. Un cielo che si colora di tonalità pastello. Il Museo Nitsch. Buona musica. È di questi elementi che qualcuno ha deciso di arricchire il momento più evocativo della giornata del 2 giugno, quello del tramonto. Una volta giunti sul terrazzo del Museo, lo sguardo è portato ad addentrarsi tra i palazzi e le stradine di un panorama napoletano spettacolare. Si riesce quasi a immaginare di sentire il vociare dei bambini che giocano nei quartieri, di captare l’odore del caffè dei bar del centro storico o il profumo del ragù fatto in casa, e di gustare la poesia di un “cuoppo” fritto, il cui profumo esala da botteghe, taverne e piccole bancarelle. Se a tutto questo ci aggiungiamo i suggestivi accordi di “Ciaccarella” (è questo il nome che Claudio Domestico ha detto di aver dato alla sua chitarra!) uniti alle voci dei due musicisti e a un po’ di vino, la sensazione che si prova è quella di diventare un tutt’uno con la folle armonia di sapori, voci, mare, palazzi antichi e chiese, che rende questa città magica e pazza di energia. Dopo la prima pioggerella, l’impasto di emozioni culmina presto in sette colori disposti in cielo, ad arco luminoso. È in quest’atmosfera incredibile che, inizialmente, Sollo e Gnut hanno modo di suonare le prime tre canzoni della scaletta. Illuminati da ben sette colori. Il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, il blu, il violetto, l’indaco. Sette colori in piena coerenza con le sette note della loro musica suggestiva, espansa dal terrazzo. Sollo&Gnut in trio: uno spettacolo di musica e parole Riprende a piovere e la magia si trasferisce, per forza di cose, all’interno del Museo. Un laboratorio aperto, affascinante tanto quanto inquietante, in perfetta coerenza con la misterica identità della città di Napoli, intrisa di peccato, speranza e redenzione. Ci si lascia nuovamente trasportare dalle note de L’orso ‘nnammurato di Sollo&Gnut, accennate poco prima fuori sul terrazzo, e dal ping-pong di canzoni di un artista prima e dell’altro dopo. Tutti a gambe incrociate, seduti sul pavimento ad ascoltarli. Tutti al cospetto delle opere di Nitsch, il messaggero di un pensiero che traduce il dramma umano in gioia di vivere ed esultanza, concetto strettamente connesso al volto labirintico della città di Napoli e alla sua esuberanza. […]

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Energy of city, il prezioso format espositivo di Lucio Salzano all’Intra Moenia

Seduto tra i tavolini di un caffè letterario, volteggiano parole, sguardi, movimenti, abitudini, comportamenti. Tra densi sbuffi del vapore di un caffè fumante, tra le scoppiettanti bollicine di una bevanda gassata, tra gli aromi lancinanti del rum galleggiano pezzi indivisibili di energia pura che si raggomitolano in grumi di abbacinanti forze primigenie tra i baci, le liti, gli scherzi,  le vanità e vaneggiamenti di una combriccola di persone; e ancora si muovono tra le piante dei tavoli tra il viavai continuo, cambiando forma e intensità. E proprio tra le note del chiacchiericcio di gente di qualsiasi tipo, in mezzo agli sguardi casuali e fugaci di consumatori, che l’artista Lucio Salzano ha deciso di ambientare il suo Format espositivo “Energy of city”, in un vernissage più che originale che si è tenuto il 21 maggio alle ore 19 allo storico caffè letterario di piazza Bellini “Intra Moenia”. L’artista ha deciso di collocare i suoi quadri tra le stentoree pareti di due locali di due città che non a caso sono pregne di una grondante forza atavica. Infatti, oltre che alle pareti dell’ “Intra Moenia”, caffè letterario napoletano, Lucio Salzano ha esposto  la sua arte anche sulle mura del ristorante “Spaccanapoli” di Roma nel quartiere San Giovanni, tentando una commistione di energia che ha le cromature abbacinanti della storia e la materia solida e indistruttibile propria della stratificazione, dei vissuti di ogni genere, delle mura consunta dalle urla del passato. Il formati espositivo “Energy of city” è composto da una serie di opere che ha come scopo di catturare e restituire allo stesso memento una sensazione immediata di energia, nascosta in uno sguardo casuale che ha appena accarezzato una sfumatura di blu intenso. Ha lo scopo di raccogliere a sua volta, tra il volteggiare di una pennellata, quell’energia che è intarsiata nel  profumo del rossetto di una giovane, la quale ha per caso posato il chiarore concupiscente del suo sguardo su un rosso intenso della coda di una monade. La mostra, dunque, è da considerare fatta propriamente per la città. Fatta per le svariate forze primigenie che vi si fluiscono al loro interno. La mostra di Lucio Salzano è per la città, ma propriamente quella viva, quella che partecipa al gioco atomistico della disgregazione e dell’aggregazione, quella in divenire, una città in tutta la sua truculente forza brutale che di certo non può esprimersi nei salotti delle gallerie d’arte, in cui ciò che secondo l’autore avviene è solo una mera mercificazione dell’opera d’arte; un luogo al contrario mortifero dove la polvere putrida dei soldi riesce a spegnere la sacra vibrazione dell’animo artistico, riesce ad annichilire il riverbero ardente della fiamma dell’arte con l’algido e materialistico vento annichilente della moneta. Lucio Salzano, le opere in esposizione al caffè letterario “Intra Moenia” Le opere dell’artista Lucio Salzano esposte al caffè letterario “Intra Moenia” brillano di energia primigenia, catturano e tentano di trasportarti nella voragine dell’immaterialità, in una frattura tra il reale e uno spazio sognante, in cui trapelano lembi e stralci di figure multiformi […]

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Museo Nitsch: Sollo&Gnut in trio per il Sunset [email protected]

Il 2 giugno alle ore 19.00, a Napoli, in Vico Lungo Pontecorvo n. 29/d, sarà possibile visitare la collezione museale di Nitsch, si avrà modo di assaggiare del vino offerto dal Consorzio e Tutela Vini del Vesuvio e, sull’incantevole terrazza del Museo Nitsch, si darà il via alla Quinta Edizione di Sunset [email protected], la rassegna di musica al tramonto, organizzata dalla Associazione Culturale Brodo, con la direzione artistica di Viola Bufano. A partire dalla prossima domenica, ascolteremo la musica di vari cantautori napoletani: da Sollo & Gnut a Giovanni Block, passando per Alessio Arena, a seguire Fabiana Martone, per concludere, a metà settembre, con il concerto di Scapestro. Dunque, in una cornice unica qual è, appunto, la terrazza del Museo, si partirà con il concerto di una delle coppie più affascinanti e vulcaniche del panorama attuale, Alessio Sollo e Claudio Domestico, in arte Gnut. Ad accompagnarli ci sarà Michele Signore al violino, mandolino e mandoloncello. L’orso ‘nammurato Il sodalizio artistico di Alessio Sollo e Claudio Domestico, che prende il nome di “SolDo”, domenica 2 giugno, presenterà “L’orso ‘nnammurato” (pubblicato da “ad est dell’equatore”), disco nato da alcune poesie di Sollo, messe successivamente in musica da Gnut. “L’orso ‘nnammurato” è anche un meraviglioso libro, costituito da sessantaquattro poesie di Sollo e da alcune loro partiture musicali, create da Gnut. Si tratta di un grande progetto artistico che si nutre di parole di speranza, dignità, forza, coraggio, solitudine, malinconia, amore e di una musica che ha il loro stesso identico sapore. Inoltre, si affacciano qua e là bellissimi spaccati napoletani. Il Museo Nitsch di Napoli Non tutti conoscono il Museo Hermann Nitsch– Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee di Napoli. Un luogo artistico multifunzionale, accolto dalla Fondazione Morra–Istituto di Scienze delle Comunicazioni Visive, che promuove e organizza la ricerca, la realizzazione e la divulgazione della cultura delle comunicazioni visive. Il museo possiede esteriormente una terrazza che affaccia sul “Cavone” e da cui è possibile vedere un panorama mozzafiato della città. Quest’istituzione singolare si trova quasi nascosta tra i vicoletti napoletani. D’altronde, come dice la canzone di Niccolò Fabi, raro è trovare una cosa speciale nelle vetrine di una strada centrale. Di fronte all’arte sanguinolenta di Hermann Nitsch non si può restare indifferenti. I più ne restano inorriditi. C’è chi dice di provare schifo per le sue opere perverse, cruente, brutali, e chi ha messo l’artista più volte in guai giudiziari. Ma la sua arte ha come unico scopo l’accettazione, perché l’accettazione rende liberi. È per questo che Nitsch rovista nell’istinto violento e perverso dell’uomo, perché nell’uomo è insita un’energia assassina che va, in qualche modo, liberata. L’artista afferma: «È solo passando attraverso i più bassi istinti dell’uomo che può avvenire la catarsi. Quando squartiamo un animale, sentiamo le sue viscere calde, beviamo il suo sangue, ritorniamo in contatto con qualcosa di primitivo che ci appartiene. È in questi momenti che esce fuori la nostra natura, che non è né buona né cattiva, è semplicemente il nostro istinto. Può essere anche violento, ma […]

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Violante Bentivoglio Malatesta arriva a Telese Terme

Violante Bentivoglio Malatesta e il Palazzo Pretorio di Cittadella arriva a Telese Terme |  “Violante Bentivoglio Malatesta e il Palazzo Pretorio di Cittadella” è il docufilm incentrato sulla figura affascinante ma poco nota di Violante Bentivoglio Malatesta, signora di Cittadella, proiettato a Telese Terme, presso il Cinema Teatro Modernissimo, in occasione della serata-evento “Conosci Violante?”, che ha previsto anche la consegna del “Premio Modi Nuovi per la cultura”, in collaborazione con la società “Modi Nuovi” di San Martino di Lupari (PD) e con Confindustra- Benevento. Il film documentario, presentato in anteprima nazionale alla 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha riscosso grande successo di pubblico e critica, è stato proiettato nella città termale alle ore 10.00, con l’incontro-dibattito riservato agli studenti dell’IIS [email protected], ed alle 20.00, all’interno di una serata che ha visto, oltre alla proiezione, la consegna del prestigioso “Premio Modi Nuovi per la Cultura”, riconoscimento sostenuto dall’azienda Modi Nuovi, alla presenza delle massime autorità cittadine e imprenditoriali del territorio. “Violante Bentivoglio Malatesta e il Palazzo Pretorio di Cittadella”, ideato e realizzato dal regista ed attore Rocco Cosentino, presidente dell’associazione culturale “Officina delle idee”, è stato prodotto dalla Goldwing Films, sostenuto dal Comune di Cittadella (PD), in collaborazione con il Premio “Modi Nuovi per la Cultura”, si è avvalso del contributo della Regione del Veneto ed ha registrato l’accoglienza ed il patrocinio del Comune di Telese Terme (BN), la collaborazione della Pro Loco Telesia e di Confindustria Benevento, coinvolta nella tappa sannita del premio. Quella di Telese Terme rappresenta la prima data della tournée nazionale per divulgare l’ambizioso ma sicuramente innovativo progetto  “Conosci Violante?”. Come la giornalista Maria Grazia Porceddu, ufficio stampa e moderatrice della serata insieme a Rocco Cosentino, ha specificato, si tratta di un lavoro di squadra, arricchito dalla sinergia creata sul territorio sannita, che ha sostenuto l’iniziativa. Dopo i saluti del sindaco di Cittadella, Luca Pierobon, che ha sottolineato il gemellaggio virtuale originatosi tra Cittadella e Telese Terme ed ha invitato le autorità presenti ed il nutrito pubblico in sala a visitare la città murata veneta, la serata ha previsto i saluti del primo cittadino della città termale, Pasquale Carofano, il quale ha evidenziato quanto anche l’accoglienza sia stata una modalità di valorizzazione del territorio e quanto poco un’amministrazione possa fare senza stimoli da parte di associazioni e cittadini. La serata, per il sindaco Carofano, ha rappresentato un’iniziativa importante perché ha unito cultura, cinema, territorio ed imprese, mix di importanti ingredienti che può essere solo positiva per le comunità. In un momento in cui la frenesia del mondo virtuale fagocita tutta la componente umana, è importante fermarsi e godere appieno di progetti come quello di “Conosci Violante?”, che permettono di entrare in contatto con la bellezza di luoghi straordinari. Filomena Di Mezza, assessore alle Pari Opportunità di Telese Terme, ha lodato il progetto che, oltre ad avere un risvolto culturale, si sofferma sul ruolo di una donna, Violante Bentivoglio Malatesta, signora di Cittadella, riscoperta dopo molti anni ed all’avanguardia rispetto agli anni in cui […]

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Il Flower Power del Pacha di Ibiza in esclusiva al Nabilah

Il Flower Power è un evento ispirato al movimento hippie degli anni ’60 che da quasi 40 anni si svolge presso la discoteca più famosa di Ibiza. Il 2 giugno, a partire dalle 11 del mattino fino a sera, il party farà tappa al Nabilah, una delle location più cool della movida campana, per festeggiare il suo 39° compleanno in anteprima esclusiva. La direzione artistica è di “Made in Italy Ibiza”, l’agenzia di eventi musicali italiana più famosa dell’isola spagnola, nota a livello internazionale per le feste che organizza. Il Flower Power: potere ai fiori! L’espressione “potere ai fiori” fu coniata nel 1965 dal poeta Allen Ginsberg, diventando lo slogan del movimento hippie, nato come rivoluzione pacifica contro la guerra in Vietnam, promossa dal governo USA. I giovani attivisti erano soliti mettere fiori nei fucili, protestare contro l’uso delle armi e promuovere l’amore come forma di dialogo per evitare guerre e conflitti, nella prospettiva di un mondo migliore in cui vivere. Le vere e proprie “capitali” di questa corrente socio – culturale furono San Francisco, Goa e Ibiza, dove il primo Flower Power del Pacha ebbe luogo nell’estate del 1980, grazie ad un’idea del DJ Piti. Il suo obiettivo era quello di “contrabbandare” dischi, portando negli altoparlanti del club un ampio repertorio di musica d’avanguardia che in quel periodo era raro ascoltare. In questi 39 anni, il Flower Power ha portato in pista al Pacha di Ibiza diverse generazioni unite dall’amore per la musica e dallo spirito di pace e gioia degli anni ’60. Una festa unica che si rinnova ogni estate e che continua a trasmettere la sua energia positiva, per celebrare la pace e l’amore! Festa e dress code Il Flower Power, nato come appuntamento estivo, grazie al suo successo è diventato un appuntamento settimanale al Pacha dove, a partire dal mattino, si vedono gruppi di hippie sfilare lungo le spiagge con chitarre e tamburi, rendendo l’atmosfera allegra e suggestiva. Il dress code è quello tipico degli anni ’60 e ’70: stampe floreali, abiti bianchi, gonne ampie e lunghissime, pantaloni a zampa, maxi dress, sandali, occhialoni da sole, camicie in denim e ghirlande tra i capelli. Assolutamente vietato il nero! Per ulteriori info consultare il sito www.nabilah.it o la pagina Fb del Nabilah Beach Club

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Napoli Fashion Kids, al via la seconda edizione

Si terrà il 31 Maggio 2019, presso la corte di Palazzo FONDI in Via Medina 24, nel cuore della città di Napoli, la seconda edizione della Napoli Fashion Kids. Il progetto è patrocinato dal Comune di Napoli e dall’Assessorato alle Politiche Giovanili, Alessandra Clemente. Madrina dell’evento sarà la splendida presentatrice Veronica Maya, che indosserà un’elegante creazione del famoso stilista Nino Lettieri. Il tessuto utilizzato per confezionare l’abito è un’innovativa Texture Design di Viviana Falace, elaborata dai disegni dei bambini di Veronica. Protagonisti saranno ancora una volta più di 100 bambini del laboratorio di sperimentazione creativa Fashion and Factory Design dell’Associazione ViGroup, International Social Art Association. Le straordinarie Texture Design, tessuti pregiati e prodotti dall’Associazione ViGroup, in collaborazione con il direttore creativo e ideatore dell’evento Viviana Falace, diventeranno insieme ai bambini della Factory Design una vera e propria linea di moda. Sotto indicazione del direttore creativo le mamme insieme ai bambini hanno creato una collezione limited edition, abiti unici ed originali che saranno presentati ed indossati in passerella dai piccoli talent creator il 31 Maggio presso la corte di Palazzo FONDI. La Factory Design inoltre realizzerà una speciale Texture Design dedicata al maestro Renato Balestra ed al suo mondo Blu. La Texture Design verrà presentata durante l’evento Celeblueation che si terrà il 30 Maggio presso la Certosa di San Martino. Lo stilista Renato Balestra è stato già ospite lo scorso novembre nella prima edizione della Napoli Fashion Kids, presso Palazzo Caracciolo con una preview della sua mostra. Testimonial del laboratorio di sperimentazione creativa di Viviana Falace: Alviero Martini, Egon Von Frustenberg, Sovrano Tricot. Partner dell’evento sarà invece l’accademia di trucco Liliana Paduano. Napoli Fashion Kid, intervista a Viviana Falace Viviana, come nasce l’idea l’idea di Napoli Fashion Kids? Napoli Fashion Kids è il contenitore che ospita la Factory Design, progetto di sperimentazione creativa dell’Associazione ViGroup International Social Art Association. Il laboratorio di disegno creativo della Factory Design è un viaggio emozionale che trasporta i bambini, insieme ai grandi professionisti della moda e del design, alla conquista dei sogni. Un percorso di sviluppo creativo che si concretizza materialmente con la produzione Limited Edition di Texture Design: tessuti innovativi per la realizzazione di abiti, accessori, cuscini, poltrone e tanto altro. Renato Balestra e Napoli Fashion Kids. Tu e i bambini a cosa avete lavorato? Abbiamo lavorato con i bambini al suo colore Blu e dal laboratorio creativo sono nate le magnifiche Texture Design che verranno presentate durante il suo evento del 30 Maggio Celeblueation che si terrà alla Certosa di San Martino. Subito dopo il 31 Maggio saremo a Palazzo Fondi per la presentazione della collezione realizzata dai piccoli Talent creator del laboratorio. Non c’è due senza tre! Progetti futuri che ci puoi anticipare? Stiamo già lavorando ma soprattutto perfezionando questa innovativa forma di collaborazione tra i bambini, i grandi nomi della moda e la mia capacità creativa di convertire tutto questo in un grande spettacolo.

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