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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 710 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

Innamorati di Napoli con gli Innamorati di Napoli

Arrivato alla quarta edizione, Innamorati di Napoli è un’iniziativa che permette di visitare luoghi storici della città accompagnati da guide turistiche e personaggi famosi, arricchendo con i propri racconti personali le visite ai monumenti e luoghi d’interesse storico ed artistico. Innamorati di Napoli – l’iniziativa Promosso dall’Assessorato di Napoli, l’iniziativa Innamorati di Napoli è un ottima occasione per andare alla scoperta di luoghi famosi e meno famosi, che assumono grazie ai racconti degli “illustri ciceroni” una nuova veste, più intima e personale. L’iniziativa, che si terrà domenica 17 febbraio, è nata da un’idea dello scrittore Maurizio De Giovanni, e avrà quest’anno come madrina l’attrice Luisa Amatucci, protagonista di Caina (2016), pellicola pregna di attualità e dramma. L’attrice presenzierà alla visita a Palazzo San Giacomo, evento quest’anno arricchito dalla presenza della compagnia La fabbrica di Wojtyla che inscenerà un’imperdibile visita teatralizzata in costumi d’epoca. In linea con la politica d’inclusione adottata dal sindaco Luigi De Magistris, l’evento è stato realizzato in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi, permettendo anche ai non udenti di seguire la visita che sarà tradotta nella lingua dei segni. Anche il Museo di Capodimonte dimostra attenzione verso ogni tipologia di visitatore, con l’evento “Capodimonte tra le mani” un itinerario di tipo tattile – narrativo alla scoperta della Galleria delle Arti e degli Appartamenti Reali; l’iniziativa è parte della rete “Napoli tra le mani”, realizzata in collaborazione con il SAAD (Servizio di Ateneo per Attività di Studenti con Disabilità) dell’Università Suor Orsola Benincasa. I percorsi tattili del Museo e Real Bosco di Capodimonte si inseriscono nelle attività di promozione dell’accessibilità alla cultura e al patrimonio storico e artistico del territorio napoletano, mirando così a migliorare la fruizione e la conoscenza dei luoghi d’arte. I percorsi sono una realtà concreta già da 6 anni. Tra i numerosi personaggi famosi che aderiranno all’iniziativa, fiore all’occhiello è costituito dagli attori “eduardiani” Marisa Laurito, Marina Confalone e Nello Mascia che si occuperanno di visite speciali alla mostra “I De Filippo – il mestiere in scena” , raccontando le esperienze che li legano al Maestro Edoardo De Filippo. A garantire l’ottimo livello della visita è l’Associazione di categoria Guide Turistiche Campania, che affiancherà i ciceroni illustri secondo il calendario pubblicato sul sito del comune di Napoli e sul sito dell’associazione Guide turistiche in Campania dove sarà possibile trovare tutte le info (non solo gli orari ma anche sconti ed entrate gratuite) ed effettuare la prenotazione online ai vari eventi, necessari per la partecipazione. Innamorati di Napoli – il programma Sono più di 40 i diversi eventi legati all’iniziativa che avranno luogo il 17 febbraio 2019 in diverse zone della città. Fra le numerose proposte ve ne sono però alcuni speciali: Mostra “I De Filippo – Il mestiere in scena”  Nella mattina di sabato 16 febbraio, Marisa Laurito farà da guida alla mostra raccontando la sua esperienza personale e di lavoro con Edoardo De Filippo. In seguito saranno Marina Confalone e Nello Mascia a parlare dei loro personali ricordi legati al Maestro. Per l’occasione il prezzo della mostra è di […]

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“Chiacchiere, sanguinaccio e solidarietà” allo Chalet Ciro

Parte dallo storico Chalet Ciro sul lungomare di Mergellina una delle prime iniziative solidali in vista del Carnevale, presentata nel pomeriggio di martedì 5 febbraio. Con il pretesto di gustare le deliziose chiacchiere e il sanguinaccio ( a cui si sono poi aggiunti assaggi di graffe), Antonio di Martino, da oltre quarant’anni a capo dell’esercizio commerciale, lancia un appello ai napoletani, promuovendo una raccolta fondi a favore di Oikos comunità familiare con l’hashtag #accompagniamoli (supportata dalla piattaforma di crowdfunding sociale Meridonare) per l’acquisto di un mini-van per il trasporto a scuola. Chiacchiere sì, ma anche fatti All’evento, curato da GCpress Comunicazione in collaborazione con i responsabili della comunicazione della campagna di #accompagniamoli, sono stati presenti, oltre ad Antonio De Martino, Michela Peluso, coordinatrice di Oikos comunità familiare e Giuseppe Cerbone di Meridonare. Oikos più che una casa famiglia, è una comunità educativa che, situata nel cuore della periferia ovest di Napoli, dal 1998 ospita bambini di età compresa tra i 4 e i 13 anni che provengono da contesti e situazioni difficili per offrire loro un tetto e le cure necessarie per ritrovare il sorriso. Oggi Oikos chiede aiuto al cuore di Napoli per acquistare un’auto 7 posti che consenta di accompagnare a scuola e alle visite mediche i ragazzini ospiti della struttura. “I bambini che sono sotto la nostra tutela – spiega Michela Peluso – sono allontanati dai genitori dalle autorità competenti per motivi di abuso e maltrattamenti. Per bambini che non possono muoversi senza di noi la macchina è un bene primario, non  un bene di lusso.” In occasione di una degustazione riservata alla stampa, Antonio di Martino, venuto a conoscenza della realtà difficile di Oikos , decide di dare maggiore rilievo alla raccolta fondi supportata dalla piattaforma crowdfunding Meridonare che,  a differenza di altre, si occupa solo di sociale e di Meridione. “Siamo stati più che felici di ospitare Oikos sulla nostra piattaforma .– dice Giuseppe Cerbone – È una realtà che ci ha colpito, siamo stati sul posto, abbiamo conosciuto i bambini e toccato con mano il loro progetto”. È possibile sostenere la campagna collegandosi al sito www.meridonare.it/progetto/accompagniamoli. Michela Peluso parla con il cuore in mano e si vede. “Dopo un mese di raccolta fondi siamo stati invasi dall’amore di tantissimi napoletani e abbiamo già raggiunto buoni risultati. Ma c’è ancora tanto da fare e attraverso quest’occasione vogliamo dare nuovo vigore all’appello”, ci dice. Il messaggio lo sapete già e lo avrete sentito tante volte. La vita continua ad insegnarci che ogni pelo fa il pennello, che sentirsi parte  di un progetto è una forte responsabilità. “Nessuno può pensare che le cose non possano cambiare, perché una macchina, ad esempio cambia la vita, mentre la donazione di 5 euro in un bilancio familiare certamente no”. Lo chalet Ciro: odore di tradizione Durante l’incontro ci viene servito  un gustoso piatto formato da una doppia crema al cioccolato fondente aromatizzata alla cannella  con cubetti di scorze di arancia candita e gocce di cioccolato e croccanti chiacchiere spolverate di zucchero […]

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Creme alla nocciola: oggi è il Nutella Day

Creme alla nocciola: zuccherose, amare, in barattolo di vetro oppure di plastica, profumate alla vaniglia oppure con un bouquet di profumi più legnoso e di “bosco”: le varianti sono pressocché infinite. Ma oggi, 5 febbraio, è il giorno dedicato alla più famosa: ricorre infatti il Nutella Day, il giorno dedicato alla crema alla nocciola più famosa del mondo, nonché simbolo del made in Italy da più di 50 anni. Nutella Day: il giorno delle creme alla nocciola. Nascita della ricorrenza È un fatto serio, questa ricorrenza della Queen delle creme alla nocciola: la pagina Facebook, ad oggi, conta più di 55mila fan, e migliaia di eventi dedicati nella sola giornata del 5 febbraio, sparsi in giro per il mondo. In realtà, l’idea di celebrare le creme alla nocciola non fu dell’azienda Ferrero, bensì di una blogger americana che risponde al nome di Sara Rosso. Undici anni fa, Sara ebbe l’idea di festeggiare quello che nel giro di mezzo secolo è diventato un simbolo di golosità. Ferrero, azienda produttrice della Nutella, continuando nel solco del successo ha più volte incentivato i fan a “proseguire questa tradizione”, moltiplicando le pubblicità e le iniziative a favore. Ad esempio, sul sito ufficiale del #WorldNutellaDay (hashtag ai primissimi posti di Instagram in questo momento, con 38mila utilizzi), c’è un vero e proprio decalogo per “celebrare” la ricorrenza: 1. Inventare una nuova ricetta. 2. Dedicarle una canzone o una poesia. 3. Mangiarla in un posto “interessante” o inusuale. 4. Creare una piccola opera d’arte ispirata alla Nutella 5. Scattare un selfie 6. Provare nuovi abbinamenti – anche azzardati 7. Raccontare a qualcuno il primo assaggio della nostra vita 8. Regalare un barattolo a qualcuno che amiamo 9. Farla assaggiare a qualcuno per la prima volta 10. Organizzare una vera e propria festa di compleanno Nutella Day: nascita e diffusione della più famosa crema alle nocciole al mondo. La più amata delle creme alla nocciola, inventata da Pietro Ferrero nel 1964, capitò quasi “per caso”, come tutte le invenzioni geniali. Infatti, il pasticciere di Alba (Cuneo); cercava un modo per rendere spalmabile su fette di pane sottile il blocco di “Giandujot”, cioè il blocco di gianduiotto piemontese. Già nel nome, la più famosa crema alle nocciole sbandierava la sua voglia di arrivare nel mondo: la radice “Nut” è, appunto, “nocciola” in lingua inglese; “ella”, un suffisso molto orecchiabile in lingua italiana e facile da pronunciare all’estero. Spesso sotto inchiesta a causa del suo profilo nutrizionale (molti zuccheri, molti oli vegetali, poche nocciole), la Nutella continua a restare la più famosa crema alle nocciole. In realtà, la sua fama si slega anche da questo concetto gastronomico, per diventare un fatto di costume molto più consistente: è simbolo della globalizzazione, anche in senso positivo. Le pubblicità più famosa in tal senso, creata dal gruppo Ferrero, riguarda proprio 12 bambini che, in diverse parti del mondo, dicono nelle rispettive lingue “Nutella è buona”: infatti, al di là di “qualche” vincolo alimentare dato da religioni oppure necessità mediche, la Nutella è […]

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“Storia con Gusto”: il passato e il presente a tavola al Pompeo Magno

Piatti antichi rivisitati per andare incontro al gusto contemporaneo: è l’idea di fondo da cui ha avuto origine l’evento gastronomico “Storia con Gusto”, organizzato al Ristorante Pompeo Magno di Pompei (Na) Il cibo visto nella sua evoluzione, attraverso un excursus temporale che va dalla Pompei antica fino ad oggi, un’ampia panoramica che arriva fino alle conservazioni degli alimenti, un viaggio nella storia dal punto di vista gastronomico: la serata “Storia con Gusto” dello scorso 1° febbraio, al Ristorante Pompeo Magno, ha rappresentato un’occasione molto interessante per discutere e confrontarsi su un argomento oggi così gettonato come è il cibo. La scelta del luogo non poteva essere stata più oculata: non va dimenticata, infatti l’importanza di Pompei sotto il profilo archeologico, e che proprio qui sono state create tecniche di conservazione e sviluppati sapori che ancora oggi fanno parte della nostra cucina tradizionale e di cui inevitabilmente risentono gli stili culinari dei grandi chef. “Con questo evento – spiegano Gerardo Esposito e Michela Del Sorbo, proprietari e fondatori del ventennale locale – vogliamo porre i riflettori sulla storia del nostro cibo viaggiando in varie epoche e attraverso le tradizioni di diversi popoli che hanno contaminato la nostra cucina“. A condurre l’incontro, la nota giornalista Santa Di Salvo che ha intervistato il gastronomo storico e autore tv Martino Ragusa: “Condivisibile o no, questa ‘moda’ del cibo, che ormai coinvolge sempre più persone anche con le sue continue incursioni in tv, il vantaggio è che si sta prendendo sempre più coscienza dell’importanza dell’alimentazione. Stasera vogliamo affrontare il tema del cibo dal punto di vista culturale: esso ha un valore identitario, attraverso di esso si ricostruiscono i valori e l’evoluzione della società. Tutti possono parlare di cibo, e questo lo rende condivisibile, anche se non è stato sempre così: fino all’Ottocento, e fino alla Seconda Guerra mondiale, c’era un’alimentazione di sopravvivenza e di sussistenza nelle classi contadine; con la Rivoluzione Industriale e quindi con il boom economico, con la comunicazione amplificata dalla televisione, la cultura gastronomica si è diffusa, diventando sempre più democratica e popolare”, spiega Ragusa. “Storia con Gusto”: la cucina dell’antica Roma in chiave moderna al Pompeo Magno Da più parti si sostiene che la sobrietà della tavola greca fosse legata maggiormente alla conoscenza di sé stessi e al rapporto con l’altro, mentre la tavola romana fosse soprattutto una rappresentazione in sé del cibo stesso, una descrizione addirittura letteraria di ciò che riempiva la tavola. Eppure, come osservato da Santa Di Salvo, è proprio dal connubio di queste due forme diverse di convivialità che è poi nata quella che chiamiamo cucina mediterranea, un perfetto mix tra le due culture gastronomiche che unisce tra loro tutti questi elementi: la descrizione del cibo, la competenza del piatto, la convivialità e, quindi, la conoscenza dell’altro. Quello che sappiamo sulla cucina dell’antica Roma deriva dalle numerose fonti archeologiche e letterarie (Catone, Marco Terenzio Varrone, Lucio Giunio Moderato Columella, Rutilio Tauro Emiliano Palladio, Plinio il Vecchio, Marziale, Seneca) grazie alle quali possiamo anche individuare interessanti punti in […]

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Olio Colline Salernitane DOP: le strategie del futuro

Un olio extravergine d’oliva DOP di origini antichissime, quello DOP “Colline Salernitane”, derivante da varie tipologie di ulivi caratteristici del territorio in questione, particolarmente variegato da questo punto di vista Lo scorso giovedì 31 gennaio, è stato presentato dal Consorzio di tutela Colline Salernitane DOP, presso il Salone Bottiglieri della Provincia di Salerno, il “Programma di informazione e promozione dell’Olio Colline Salernitane Dop: le strategie del futuro”. L’argomento è stato trattato da Giuseppe Gorga, responsabile UOD servizio territoriale provinciale di Salerno; Sabato Esposito, responsabile della misura 321 – Regione Campania e dallo chef Giuseppe Daddio, direttore della Scuola di cucina “Dolce & Salato”. L’intervento del presidente del Consorzio, Gerardo Alfani, ha concluso il dibattito. In chiusura, nella Sala Giunta della Provincia, si è svolto uno show cooking a cura dello chef Giuseppe Daddio. Sicuramente diffuso dagli antichi Focesi nella Piana dell’Alento e nelle zone circostanti, fu grazie ai Romani che l’olivicoltura si estese in tutta l’area della provincia salernitana. Olivi millenari di grandi dimensioni, presenti tuttora in quel territorio dalla bellezza unica, hanno rappresentato per secoli una fonte sicura di sostentamento per le popolazioni locali. L’olio extravergine di oliva DOP Colline Salernitane viene prodotto e lavorato in 86 comuni della provincia di Salerno appartenenti ad una vasta area comprendente la Costiera Amalfitana, la Valle del Calore, i Picentini, gli Alburni, l’Alto e Medio Sele, le colline del Tanagro e parte del Vallo di Diano. Questa varietà di olio mostra un colore che va dal verde al giallo paglierino, è limpido, talvolta velato. Ha un aroma decisamente fruttato di oliva pulita, con sfumature di foglia verde, di erba e di pomodoro acerbo, un sapore deciso, leggermente amaro e piccante, consistente al punto giusto, un retrogusto di carciofo, cardo e vegetali amari, un’acidità sempre inferiore allo 0,70%. L’elevata presenza di aromi, rende quest’olio particolarmente indicato su piatti di una certa consistenza, come minestre a base di legumi, pastasciutte e grigliate di pesce. La raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio DOP Colline Salernitane avviene esclusivamente a mano, entro il 31 Dicembre di ogni anno. La conservazione ed il trasporto avvengono in cassette forate dalla capacità massima di 25 Kg. entro e non oltre il secondo giorno dalla raccolta. È consentito l’ausilio di mezzi meccanici, come scuotitori e pettini vibranti. Il limite massimo di olive prodotte è di 120 quintali ad ettaro e non può essere ricavato oltre il 20% di olio. Olio DOP Colline Salernitane: un grande investimento per la valorizzazione del territorio “Abbiamo davanti mesi di intensa attività per la promozione del nostro olio DOP”, ha detto il presidente Alfani “impegneremo una cifra importante per la valorizzazione del nostro prodotto grazie ai fondi del PSR 2014-2020 della Regione Campania – misura 3.2.1. L’intero investimento è pari a 212.781,73 euro, con un contributo del 70%. Vogliamo promuovere, insieme con l’Olio Dop Colline Salernitane, un intero territorio con l’obiettivo di stimolare gli operatori della filiera ad aderire al sistema di certificazione così da identificare il loro prodotto e renderlo riconoscibile al consumatore”. Il […]

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La pizza gourmet declinata in “Famiglia” da cinque chef campani

Da un po’ di anni anche la pizza è diventata sempre più gourmet: un alimento farcito o guarnito, a seconda delle occasioni, da prodotti d’eccellenza e di qualità ampiamente riconosciuta, che un tempo sarebbero apparsi fuori luogo come “topping” per il piatto più semplice e popolare al mondo. Complice la riscoperta del territorio e di alcuni importanti presìdi slow food, pizzaioli e chef condiscono gli impasti lievitati non più solo con mozzarella e pomodoro, origano e basilico, come la tradizione primigenia impone. La sfida di portare in pizzeria gli ingredienti più esclusivi e gli abbinamenti più insoliti è stata infatti alla base della serata “5 Chef”, organizzata da Angela Merolla, che lunedì 28 gennaio al locale “La Famiglia” di Casapulla ha permesso di degustare 5 idee di pizze declinate da 5 professionisti del settore. Accompagnate da un vivace e frizzante Gragnano Rosso DOC del 2018, proveniente dalle cantine “Ottouve” di Salvatore Martusciello, e da un Aglianico “Immenso” annata 2013 dei Fratelli Follo, la speciale cinquina di pizze è stata però preceduta da un antipasto di fritti, serviti con simpatica creatività all’interno di piccoli colapasta: crocchè, frittatine di bucatini e piselli e straccetti di pasta fritta. Il primo sale del noto caseificio Latte & Sale di Vietri sul Mare – partner dell’evento tra i tanti e fornitore di tutti i latticini utilizzati per le pizze -, si è rivelato molto piacevole all’assaggio: un formaggio fresco aromatizzato con zest di limone e alice salata, connubio delicato e deciso tra le pendici dei limoneti in Costiera, il latte di montagna e i gioielli del pescato locale. La prima pizza, realizzata dallo chef Fabio Ometo, prosegue in questo sentiero che collega i monti e la costa con un Battilocchio (pizza fritta della tradizione napoletana) di ricotta di bufala, gamberi rossi e limone grattuggiato, lo Sfusato Amalfitano per la precisione, su una salsina alla puttanesca. Sapori mediterranei a tutto tondo, amplificati dalla nota decisa del pomodorino del piennolo saltato in padella e poi passato con l’aggiunta di olive e capperi essiccati. Giochi di consistenze e sapidità minerali di varie tipologie di pomodoro quelle riscontrate invece nella pizza Oro Rosso dello chef Albeto Amatruda, una margherita rivisitata con San Marzano “Solania”, pomodoro ramato, pomodoro ciliegino, pomodoro secco, mozzarella, un ricciolo di burrata e gel al basilico. Lo chef Tommaso Di Palma ha proposto successivamente una “Chicchinese” condita con provola di Agerola, pesto di scarole, spuma di ricotta di bufala, acciughe, pomodorini gialli e polvere di olive nere di Gaeta. Note marinare cui fanno da contraltare quelle di bosco, più autunnali dello chef Ciro Campanile, ideatore dell’ultima pizza salata, la “Miss Elisabetta”: crema di zucca, lamelle di porcino, guanciale croccante, scaglie di provolone del Monaco e germogli di porro. Anche il dessert è stato rigorosamente rappresentato da una pizza, la quinta e ultima che la giovanissima chef Giusy Di Castiglia ha preparato con crema di cioccolato bianco, chips croccante di patate, ricotta zuccherata all’arancia, brunoise di mela al rhum e cannella e germogli di basilico. Nel finale […]

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Palazzo Zevallos Stigliano: “La collezione di un principe”

Il Palazzo Zevallos Stigliano (via Toledo, Napoli) rivive della sua antica collezione artistica grazie alla mostra Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un principe (6 dicembre 2018 / 7 aprile 2019). Attraverso le parole cariche di suggestione di Maria Girardo, Presidente Megaride Art (Agenzia Servizi Culturali), le opere hanno ripreso vita, riallacciando la loro storia e le loro storie. La Collezione del Palazzo Zevallos Stigliano Come ha precisato Maria Girardo, nel periodo a ridosso del Seicento grande rilievo per la circolazione delle opere pittoriche ha gradualmente assunto la figura del mercante d’arte. Egli non contribuiva, attraverso compravendite, soltanto allo sviluppo delle scuole pittoriche, ma favoriva la circolazione di opere d’arte fra gli stessi artisti, i quali si arricchivano di esperienze creative lontane nello spazio. Nel caso di Napoli, e in particolare quello legato al Palazzo Zevallos Stigliano, va tenuto presente l’operato dei collezionisti di Anversa (ma di stanza a Napoli) Gaspar de Roomer (1595-1674) e Jan Vandeneynden (1590-1671), i quali raccolsero numerose opere che andarono a costituire una variegata collezione. Alla scomparsa di Roomer, le sue opere andarono ad arricchire, sotto forma di lascito testamentario, la collezione di Ferdinando Vandeneynden (1626-1674), serbata nel suo palazzo di via Toledo, ovvero il Palazzo Zevallos Stigliano. Alla successiva scomparsa di Vandeneynden, il patrimonio passò alle sue tre figlie, due delle quali, Giovanna ed Elisabetta, sposarono rispettivamente Giuliano Colonna (principe di Stigliano dal 1716) e Carlo Carafa di Belvedere. A tal proposito, Maria Girardo ha segnalato l’importanza del lavoro di Luca Giordano, incaricato nel 1688 di redigere un inventario delle opere della quadreria di Ferdinando Vandeneynden, e grazie a tale documento è stato possibile ricostruire, sul Piano Nobile del Palazzo Zevallos Stigliano, l’intero inestimabile patrimonio dell’antica Collezione. Da Rubens a Caravaggio: i Maestri del Palazzo Zevallos Numerosi sono i Mestri in esposizione, e Maria Girardo vi si è soffermata con grande completezza di particolari storico-artistici, al fine di far comprendere a pieno ogni singolo aspetto dell’opera. In particolare, Il banchetto di Erode di Rubens costituisce l’archetipo di una lunga tradizione artistica napoletana, che riprende diversi elementi dalla pittura del Maestro fiammingo. L’opera narra la storia di Erode ed Erodiade, concentrandosi sul momento dell’offerta del capo mozzato di Giovanni Battista. Colpiscono, come ha osservato Maria Girardo tra i vari elementi, la morbida pennellata che caratterizza l’abito rosso di Salomè, che rende perfettamente la delicatezza del velluto; il candore della pelle femminile e la sua sensualità “carnosa”; l’atterrirsi di Erode alla vista del capo mozzato, il cui disgusto va a cozzare, con grande effetto di viva dinamicità, con le espressioni sorridenti delle donne e la curiosità degli altri astanti. Sempre sul tema di Erode sono i dipinti Giovanni Battista ammonisce Erode e il Banchetto di Erode di Mattia Preti, che già risentono dell’influsso dell’arte di Rubens, nonché del chiaroscuro tipico di Caravaggio. Circa il Martirio di Sant’Orsola di Caravaggio, pur non facente parte della collezione, ma acquistato nel 1973 dall’allora Banca Commerciale Italiana, Maria Girardo ha sottolineato la contemporaneità delle azioni di ogni singolo personaggio. Tra i […]

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Eventi/Mostre/Convegni

My Selection 2019 al McDonald’s di Salerno

Tre ricette tutte da gustare, con ingredienti di prima qualità, scelti dall’imprenditore italo-americano Joe Bastianich: è quanto propone My Selection 2019, nuova linea di hamburger premium di McDonald’s Presentato in via Trento a Salerno, nel locale della catena di fast-food più famosa al mondo, questo particolare menù, che si annuncia come un vero successo, si compone di tre varianti. Le prime due delizie prevedono hamburger da 180 grammi di carne 100% bovina, bacon croccante, scamorza affumicata prodotta con latte italiano, pomodoro, cipolla croccante e senape delicata per il My Selection Smoky; salsa a base di cipolla rossa di Tropea Calabria IGP e aceto balsamico di Modena IGP con formaggio gouda stagionato, salsa coleslaw, bacon croccante e insalata per il My Selection BBQ. La terza ricetta, il My Selection Chicken, è invece a base di petto di pollo di allevamenti italiani con speck Alto Adige IGP, Fontina DOP della Valle d’Aosta, insalata, pomodoro, salsa ai funghi porcini e pane con semi di sesamo e papavero. Tra i partecipanti all’evento, l’assessore comunale al commercio Dario Loffredo e Luigi Snichelotto, licenziatario Salerno e Potenza. “Mi auguro che McDonald’s investa sempre più a Salerno e mi piacerebbe rivederla anche nel centro città. Molto presto, a Piazza della Libertà, avremo ulteriori 750 posti auto e ci saranno zone della city ripavimentate. La presenza di un marchio importante in città ha il gusto e il sapore d’Europa. È una moda evergreen”, spiega Loffredo. Inoltre, novità importanti in cantiere per il territorio, che andrebbero a creare nuovi posti di lavoro, come annunciato da Snichelotto: “In Campania ci sono 30 nostri ristoranti e abbiamo presentato un piano di sviluppo sul prossimo anno per ulteriori 16 ristoranti. A conti fatti, si tratta di 900 dipendenti, più altre 600 risorse in arrivo. Ci sono molte donne nel nostro organico ma soprattutto ci sono sviluppo e prospettiva”. Un piano di sviluppo glocal, cioè locale e globale insieme – spiega il consigliere regionale Enzo Maraio nel corso dell’incontro – che attraverso il cibo valorizzi le risorse del territorio ma in maniera esponenziale, dunque attraverso un circuito e ricadute internazionali”. My Selection 2019: materie prime di qualità e rigorosamente italiane “Da alcuni anni, abbiamo già esperienza con il Ministero della Salute e con i circuiti di valorizzazione dei prodotti italiani – commenta Snichelotto – La lista è lunghissima ma cito, a titolo esemplificativo, lo speck dell’Alto Adige ed i formaggi. L’insalata viene da Battipaglia; l’olio che si versa sull’insalata arriva dalla Calabria; abbiamo contratti di fornitura con tanti giovani del posto. Ci sarà, infine, un servizio al tavolo, quindi altre risorse, per l’accompagnamento del cliente”. McDonald’s e la città di Salerno: collaborazione ed impegno Impossibile non citare il valore dell’impegno dell’azienda all’interno del Comune campano: “Sono abituati – dice il consigliere regionale Franco Picarone, presidente della Commissione Bilancio – a restituire al territorio parte del successo che ricevono, reinvestendo tutto anche in termini di valorizzazione. Hanno ad esempio finanziato i lavori di ristrutturazione dell’aula multimediale didattica ai Giardini della Minerva”.

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Napoli & Dintorni

La Fiera dell’Est, un tour esperienziale a San Giovanni a Teduccio

La Fiera dell’Est, visita ai luoghi simobolo di San Giovanni a Teduccio   Sabato 26 Gennaio, organizzato dall’Onlus Maestri di Strada, si è tenuta La Fiera dell’Est, un tour esperienziale per le strade di San Giovanni a Teduccio, quartiere nella periferia ad Est di Napoli. La Fiera dell’Est, il tour Accompagnati da Piazza Garibaldi da una navetta fornita da I Maestri di strada, arriviamo alle 10 a San Giovanni a Teduccio, in piazza San Giovanni Battista, davanti l’omonima chiesa. Ad accoglierci ci sono i ragazzi del progetto teatrale Trerrote e il “Maestro scalzo”, il fondatore di Maestri di Strada Cesare Moreno. La storia di Cesare, originario di San Giovanni a Teduccio, è una storia ricca, intensa, fatta di impegno e resistenza civile. Una storia fatta di tantissimi bocconi amari ingoiati ma anche di straordinari traguardi raggiunti, attestati e riconosciuti da importanti onorificenze come il titolo di Cavaliere della Repubblica, conseguito nel 2001 per le sue attività dedicate alla lotta alla dispersione scolastica e al recupero degli adolescenti in situazioni difficili. Tali lustri, però, non sembrano importare a Cesare che continua ad avere i suoi sandali ben piantati sul terreno, dedito all’attività quotidiana della sua Onlus. I sandali li ha iniziati a indossare, come segno di protesta, più di venti anni fa. Era il 1998, partì, con l’appoggio del ministro Livia Turco, il progetto della scuola alternativa Chance, contro la dispersione scolastica nelle difficili zone di San Giovanni a Teduccio, Quartieri Spagnoli e Soccavo. I fondi erano stati ricevuti ma non arrivavano i banchi e quindi Cesare, per protesta per l’appunto, iniziò a indossare i sandali. «Chance aveva ricevuto i vestiti, (i fondi della Legge 285), ma le istituzioni erano carenti nelle attività ordinarie e di base: le scarpe» Il progetto terminò nel 2009, per mancanza di fondi, ma la missione educativa di inclusione fu proseguita sempre da Cesare con la sua Onlus Maestri di Strada, fondata nel 2006 e interamente sostenuta da fondi privati, alla quale poi si sono affiancate negli anni altre associazioni come Trerrote (Teatro, Ricerca, Educazione) e le Mamme Sociali, che aderirono fin dall’inizio al progetto Chance. Davanti alla statua di San Giovanni Battista, Cesare, coadiuvato dal regista di Trerrote Nicola Laieta, ci illustra la storia di San Giovanni a Teduccio. Comune autonomo fino al 1925, prima di diventare una municipalità della città di Napoli, San Giovanni può vantare diversi primati fin dall’antichità, da quando ospitava la villa di Teodosia, figlia dell’imperatore romani Teodosio, dalla quale trae il nome l’intera zona (Ad Theodosiam, con l’evoluzione della lingua e del dialetto divenne, a Teduccio). L’attuale stazione, inoltre, sorge sugli antichi binari della prima ferrovia italiana, la Napoli-Portici, ed è stata sede della prima industria conserviera del Mediterraneo, la Cirio, e della prima industria ferroviaria italiana, le Officine di Pietrarsa. Primati spesso obliati nella memoria e divenuti dei meri feticci da quando, tra gli anni ’60 e ’70, ci fu la chiusura delle fabbriche che comportò un lento e logorante processo di desertificazione industriale e impoverimento sociale. Lo sviluppo […]

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Open mic con Daniele Fabbri al Kestè

Sabato 26 gennaio si è tenuto al Kestè L’Open mic con Daniele Fabbri, terzo e ultimo spettacolo di stand up comedy del mese. Ad aprire la serata e a fare da presentatore è stato Mauro Kelevra, comico romano che ha portato con sé la vivacità del vernacolo interagendo e scherzando con il pubblico nel pieno spirito della comicità stand up. Nel mezzo della serata Kelevera ha interpretato un monologo riguardante il rapporto con la madre, concentrandosi in particolare sul periodo in cui ella ha sofferto di un tumore che però ha affrontato con una certa ironia. «A mì madre erano stati dati tre mesi de’ vita per via del tumore e io, senza parlare, ho pensato – “mo’ divento ricco!”. Allora mia madre mi fissa e fa: – Te piacerebbe! Mo lo pigli ner c**o!». Open mic con Daniele Fabbri, la serata Ampio spazio è stato dato anche agli altri quattro comici che sono saliti sul palco. Il primo è stato Dylan Selina, il quale si è lanciato in un monologo infarcito di satira politica che spazia dalla marcia contro la camorra ad Afragola alle teorie del complotto. Giunge poi il turno di Adriano Sacchettini, che invece si è concentrato su un tema di estrema importanza e complessità: «la pucchiacca», termine napoletano che sta ad indicare gli organi femminili. Un monologo incentrato ampiamente sul sesso e sui rapporti d’amore nell’epoca dei social e qui Sacchettini, attingendo dalla propria esperienza personale, narra delle sue esperienze su Tinder e su come sul suddetto sito riceva sempre le attenzioni dei transessuali. Gina Luongo, uno dei nomi più presenti agli open mic organizzati dal Kesté (è stata presente anche allo spettacolo del 12 gennaio), ha raccontato una storia di stalking di cui è stata protagonista. L’ottica della stand up comedy mescolata all’ironia tipicamente napoletana le ha permesso di analizzare un tema delicato come questo, tanto da arrivare addirittura a “sfruttare” il proprio tormentatore affidandogli delle faccende da sbrigare (da salire le buste della spesa fino al quarto piano a scendere dei mobili con la scusa di andare a vedere Gomorra a casa di lei). Uno dei monologhi più divertenti della serata, dove Gina ha dichiarato di ammirare gli uomini muscolosi perché «Uà, sai quante buste ‘rà spesa putesse purtà!» L’open mic è poi proseguito con Flavio Verdino, il cui monologo è iniziato con un’analisi sul problema delle emorroidi per poi sconfinare in quello della tossicodipendenza. Il tutto è stato trattato con la dovuta scanzonatura e l’immancabile leggerezza, complice anche il fatto che la sua ragazza e suo fratello erano presenti tra il pubblico. L’ultimo a esibirisi è stato Daniele Fabbri, che già abbiamo avuto modo di intervistare in occasione dello spettacolo Fascisti su Tinder che si terrà questa sera al Teatro nuovo di Napoli. Il comico romano ha ricordato il suo passato da chierichetto, ha parlato dell’educazione rigidamente cattolica ricevuta in famiglia e di come si sia allontanato da quel mondo mettendone in discussione in dogmi. In particolare ha discusso (e fatto discutere il pubblico) molto sul […]

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