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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 775 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

BaccalàRe, la cultura Michelin approda tra i piatti del popolo

BaccalàRe, torna l’evento food al lungomare Caracciolo Dal 3 al 6 ottobre ritorna  BaccalàRe, l’attesa kermesse culinaria, al lungomare Caracciolo tutta dedicata al baccalà. Nel corso della conferenza stampa, tenutasi mercoledì 25 settembre, si è discusso lungamente su questo singolare evento, ideato da Vincenzo Varriale e che ha siglato la sua terza edizione, sulla tradizione di questa pietanza, dall’uso estremamente popolare e sull’idea, assolutamente avveniristica, di miscelare tradizione e cultura popolare con l’eleganza, la raffinatezza e la qualità della cucina gourmet. Hanno preso parte alla conferenza stampa il giornalista e  noto gastronomo campano, Luciano Pignataro, il presidente della Bcc di Napoli, Amedeo Manzo e il vicesindaco di Napoli, Ernesto Panini. A moderare la conferenza stampa è stato l’ideatore di questo evento, Vincenzo Varriale, la mente di una kermesse culinaria che ha saputo unire la tradizione popolare all’impresa e alla cultura Michelin. Alla conferenza si è posto l’accento sulla straordinaria eclettismo di questo piatto, contravvenendo in particolare sul modo superficiale e asettico di trattare il cibo nel mondo odierno, in un mondo in cui  è andata via via smarrendo la sana abitudine e la conoscenza a saper riconoscere la freschezza dei cibi, attraverso quella manualità e praticità necessaria al popolo che rientra in un’ampia categoria che potremmo definire la cultura della conservazione del cibo; in particolare quella di sapere, in assenza della tecnologia di oggi, dei congelatori, dei frigoriferi, le pratiche necessarie per mantenere in maniera naturale più a lungo possibile la freschezza e la qualità degli alimenti. Ecco che sembra quasi scomparire la pratica dei sottolio oppure l’uso assolutamente vitale che aveva il sale nella conservazione. BaccalàRe, dunque, è un evento che si pone proprio in questa direzione. La kermesse ripristina un modo di concepire la cucina basato esclusivamente sulla qualità, accostando la cucina di alta qualità odierna ad un recupero originale di un piatto che ha lambito del tavole del popolo per più di 500 anni ( apparso in Europa negli anni della Controriforma), considerato da sempre un piatto povero. L’evento food costituisce una kermesse totalmente ecocompatibile e, allestito sul favoloso lungomare Caracciolo, inebrierà l’animo dei visitatori con i sapori unici del filetto del miglior baccalà in circolazione, il Gadus Morhua proveniente dai mari del Nord. Ecco che con gli originali “aperibaccalà” ( aperitivi di baccalà e champagne ) la tradizione trova uno sbocco nel quale poter rifulgere in tutta la sua vividezza, vestendo i panni moderni dei nuovi modi di intendere la cucina sotto il luccichio delle stelle e avvolto dal profumo eterno del mare di Napoli. 11 stelle Michelin: un evento che unisce tradizione e innovazione Ben 11 stelle Michelin allieteranno i palati dei visitatori a partire da Peppe Aversa del buco di Sorrento, Francesco Franzese di Casa del Nonno 13 Mercato San Severino, Paolo Gramaglia del President Pompei, Domenico Iavarone del Josè Restaurant della tenuta di Villa Guerra a Torre del Greco, Giuseppe Misuriello della Locanda Severino Caggiano, Gianluca D’Agostino di Veritas Napoli, Fabio Pesticcio de Il Papavero di Eboli, Pasquale Palamaro di Indaco Regina Isabella […]

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La stanza del tempo, la mostra di Fiona Annis presso Intragallery

Venerdì, 27 settembre 2019, la galleria per le arti contemporanee Intragallery, ha inaugurato la stagione espositiva 2019/2020 con la mostra personale La stanza del tempo dell’artista canadese Fiona Annis. La mostra, visitabile fino al 6 novembre, è accompagnata da un testo critico di Alessandra Troncone. Nel greco antico, il verbo sapere è derivato dalla radice del verbo vedere (ὁράω) nella sua forma dell’aoristo, quindi al passato. Dunque “ho visto” (οἶδα) corrisponde a “io so“, un’equivalenza che si basa su una consecutio temporale: “so” come conseguenza del fatto che “ho visto”, a dimostrazione del fatto che la conoscenza richiede un imprescindibile momento empirico, e che rende serrata la relazione tra il sapere e il vedere. Non è un caso che gran parte delle innovazioni inventate dall’uomo si siano fondate proprio su strategia di potenziamento della vista con l’obiettivo di poter sapere di più, in particolare guardando all’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, che altrimenti sarebbero rimaste entità sconosciute. Fiona Annis, nel suo precedente soggiorno a Napoli, ha lavorato alla collezione del MuSA – Museo degli Strumenti Astronomici di Capodimonte, raccolta di strumenti che documentano la ricerca astronomica svolta presso l’Osservatorio di Napoli. Una raccolta di oggetti, stampe e disegni che accompagnano il visitatore alla scoperta delle più straordinarie intuizioni e invenzioni, mosse dal desiderio di abbracciare l’universo con lo sguardo e di trovare, proprio lì dove lo sguardo si perde, le risposte a ciò che accade nel nostro piccolo quotidiano. Fiona Annis si è avvicinata a questi preziosi dispositivi interrogandosi sul contesto mussale, quale luogo di preservazione della storia materiale, e sulla relazione tra il sapere e l’infinito, due concetti in apparente tensione laddove “conoscere” vuol appunto dire, definire, circoscrivere, incasellare e misurare, dotandosi dei giusti strumenti. Un’ambizione profondamente umana che si traduce in parametri di convenzione, a partire dalla scansione del tempo. Ed è proprio La stanza del tempo il titolo della mostra di Annis ospitata da Intragallery, in riferimento a quella stanza speciale presente in passato in molti osservatori astronomici, dove gli orologi sono accuratamente calibrati per mantenere il tempo e conservare uno standard condivisibile. “Ricorrendo a un uno inaspettato – e per certi versi improprio- della fotografia, Fiona Annis ha sottoposto gli oggetti della collezione mussale, quali telescopi celestiali, cannocchiali, globi, specchi, pendoli, a un rovesciamento di prospettiva, trasformandoli da strumenti di ricerca in oggetti di studio. Lo ha fatto puntando l’obiettivo su di loro, per ottenerne un’immagine. Ma ha importato la messa a fuoco scegliendo l’opzione “infinito”, con il risultato di perdere completamente i contorni dell’immagine, cercando il fuoco lontano, ben al di là degli oggetti stessi, e quindi in un luogo non visibile. Proiettando idealmente quegli stessi oggetti nelle galassie di cui dovrebbero restituirci la visione“. Fonte fotografia: https://www.rivistasegno.eu/events/fiona-annis-la-stanza-del-tempo/

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Joan Miró a Napoli, un surrealista al PAN

Napoli apre le porte a una delle figure più affascinanti dell’arte moderna. Protagonista dell’arte del XX secolo, artefice di un linguaggio anticipatore, Joan Miró, colpisce per l’originalità creativa che scardina i dettami della pittura convenzionale. Mosso dal desiderio di “assassinare la pittura”, sente la necessità di individuare un nuovo modo di agire sulla figura. La sua curiosità, la sua fervida immaginazione, la sua personalità lo portano a codificare un nuovo linguaggio. Ed è proprio questo linguaggio – il linguaggio dei segni – che abbiamo modo di esplorare nella rassegna allestita al Palazzo delle Arti, attraverso le straordinarie opere della collezione dello Stato Portoghese, conservate al Museo di Serralves di Porto. Joan Miró: la mostra al PAN di Napoli Il mondo fantastico, onirico, febbrilmente creativo di Joan Miró arriva per la prima volta a Napoli. La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, con il supporto del Ministero della Cultura Portoghese e il patrocinio dell’Ambasciata del Portogallo in Italia, è organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto, si terrà fino al 23 febbraio 2020 al PAN Palazzo delle Arti di Napoli. Tutte le 80 opere oggetto dell’esposizione sono sbalorditive, così come la storia che le ha condotte fino a Porto. Questo insieme di capolavori, appartenuti a uno dei più autorevoli e raffinati mercanti d’arte moderna, Pierre Matisse – figlio del più noto pittore Henri – rimane sconosciuta ai più per molti anni, finché il collezionista giapponese, che le aveva gelosamente custodite fino al 2005, decide di venderle al Banco Português deNegociós. Un semplice investimento per la banca portoghese che preferisce non esporle e tenerle al sicuro all’interno di un caveau. Quando il Banco Português, in forti difficoltà economiche, stabilisce di mettere sul mercato l’eccezionale acquisizione, si solleva una protesta su scala nazionale, tanto da far intervenire lo Stato Portoghese, che sospende la vendita e incarica il Museo di Arte Contemporanea di Serralves di conservarle. Oggi, grazie al generoso prestito del Museo di Serralves, possiamo scoprire il fascino di una personalità multiforme, capace di ribellarsi alla pittura convenzionale dando  prova di essere uno dei più completi artisti del XX secolo. Miró però, con i suoi tratti fanciulleschi, con i suoi colori fondamentali e i suoi tocchi di incompiutezza, è un artista solo apparentemente semplice. Joan Miró esplora il linguaggio dei segni riducendo gli oggetti a elementi essenziali e in questo processo di riduzione e semplificazione ci invita a porre l’attenzione al dettaglio, ad esplorare gli elementi della costruzione del significato. Nel XXI secolo siamo ormai abituati a guardare immagini sempre più definite che si susseguono a grande velocità, mentre Miró ci impone di fermarci e osservare, cercare di capire il significato di una semplice linea. Un segno può delineare lo spazio e il carattere fisico del proprio supporto, allo stesso modo in cui può definire un oggetto o configurare una forma di scrittura. La svolta artistica di Miró: il linguaggio dei segni Le 80 opere esposte coprono il lungo arco della produzione artistica di Miró, dal 1924 al 1981; più di sei decenni […]

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ZùNapoli, cinema e teatro nel Chiostro di San Domenico

Continua la rassegna ZùNapoli, nata per festeggiare i dieci anni dell’associazione culturale InBilico. Nella splendida cornice del Chiostro di San Domenico Maggiore, le cui celle hanno ospitato tra gli altri Giordano Bruno, la manifestazione giunge alla sua seconda serata. Dopo il brillante avvio, con la rappresentazione de I Guardiani, di Maurizio De Giovanni, è stato il turno di un interessante connubio tra cinema, musica e teatro. Il documentario Il corridoio delle farfalle e il concerto spettacolo Promenade a Sud sono stati i protagonisti della serata del centro storico. Il corridoio delle farfalle, breve documentario di 20’ vincitore del Bando Ministeriale Cineperiferie 2018, codiretto da Andrea Canova e Claudia Brignone, ha aperto la seconda serata di ZùNapoli. Protagonisti di questo emozionante corto – un ritratto urbano estremamente poetico e struggente – sono Aldo Bifulco e gli amici del “Giardino delle farfalle”, uno spazio verde in prossimità del Tan (Teatro Area Nord), a Piscinola, periferia nord di Napoli. Aldo, il simpatico protagonista del documentario, dal sorriso scaltro e contagioso, ha un sogno, quello di riportare le farfalle a volare sopra i palazzi grigi del quartiere più degradato della città. Un vero e proprio ghetto, che in realtà nasconde la più alta densità di verde pubblico tra tutti quartieri di Napoli. La missione speciale di Aldo è così quella di riqualificare orti e giardini didattici, parchi e aiuole dimenticate della periferia partenopea. Una visione insomma, che, nonostante la brevità, non può che lasciare sgomenti, specie di fronte a tanto degrado, a tanta emarginazione. Canova e Brignone gettano comunque un barlume di speranza, aggrappata all’opera missionaria del simpatico sognatore Aldo. La sua forza di volontà e la sua poetica testardaggine, hanno infatti coinvolto decine di volontari, come abitanti del quartiere, maestre di scuola e studenti, nella realizzazione di numerosi progetti di bonifica ambientale. Tra cui il “Giardino delle farfalle”, da cui è nata una vera e propria rete per la salvaguardia del territorio e da cui è partito il progetto condiviso, o la missione segreta, del “Corridoio delle farfalle”, che poi dà il nome all’opera. Professore di scienze alle superiori, appassionato di botanica, da quando è andato in pensione, Aldo e i suoi amici trasformano gradualmente gli spazi pubblici di Scampia in luoghi diversi, in habitat naturali aperti a tutti, dove anche le farfalle possano tornar libere di volare. Dopo il breve intermezzo cinematografico, ZùNapoli è proseguita con un’interessante mescolanza di generi ed arti. Musica e teatro si sono infatti impossessate del proscenio grazie al concerto-spettacolo Promenade a Sud, con la partecipazione di Marianita Canfora e Matteo Mauriello. Nel cortile del Chiostro di San Domenico ha preso così il via un vero e proprio riassunto della storia musicale del Meridione italiano, con tutte le atmosfere e le musiche che da sempre sono radicate nel più profondo Sud. I suoni e le melodie di strumenti secolari e folcloristici, quali chitarra e mandolino, hanno donato al pubblico ricordi ed emozioni senza tempo. In Promenade a Sud lo spettatore ha potuto ritrovare la Tarantella, la Canzone Classica Napoletana […]

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Food

Tenuta di Bacco, dove la mitologia incontra il gusto

Venerdì 20 settembre si è tenuta la presentazione alla stampa delle novità in carta previste per l’appuntamento con “Vendemmia con gusto”, evento che si terrà sabato 28 settembre presso la Tenuta di Bacco, azienda agricola e ristorante al confine tra Monte di Procida e Bacoli. Tenuta di Bacco: piatti di mare e vini selezionati Ingredienti di prima scelta, ottimo vino, atmosfera di rara eleganza, il tutto incorniciato da una location esclusiva: questi sono gli elementi che hanno contribuito al successo dell’anteprima di “Vendemmia con Gusto”, evento organizzato dal patron Vincenzo Guardascione e dalla direttrice della Tenuta Mena D’Alessio, in collaborazione con Laura Gambacorta, per presentare il menu a base di pesce dello chef Roberto Mazzocchi. Prima di cominciare con la degustazione, il patron ha illustrato le caratteristiche della vigna a terrazzamento, con un agrumeto biologico non trattato, nel rispetto della natura. La tenuta è anche socia e fondatrice dell’Associazione del mandarino dei campi flegrei, che ha dato vita ad una partnership con Mennella per la produzione di gelati e panettoni a base di mandarino. Per quanto riguarda il vigneto, è stata adottata una tecnica di pacciamatura naturale su terreno di consistenza sabbiosa volta a favorire l’irrigazione ottimale della vigna. Il ristorante ha inaugurato ufficialmente ad aprile ed è aperto tutti i giorni a cena, fatta eccezione del mercoledì, mentre il sabato e la domenica è possibile anche pranzare. I clienti possono inoltre usufruire della piscina, che contribuisce a creare l’atmosfera suggestiva tipica di un luogo ricco di storia e di tradizione enogastronomica. Un perfetto connubio di terra e mare Un eccellente Piedirosso della casa servito freddo ha accompagnato un buffet composto da gorgonzola, cacio e pere e da una selezione di salumi pregiati dell’Enoprosciutteria Scamardella dal 1907, tra cui la pancetta salamata, la bresaola, il cotto Rosa e il crudo San Giacomo abbinati a pane caldo e grissini all’acqua di mare del panificio Malafronte. Al tavolo sono stati serviti un antipasto di polpo arrosto su base di vellutata di faglioli cannellini al timo e cipolla marinata, un soffritto di mare leggermente piccante, scommessa del menu autunnale, seguiti da un primo di riso carnaroli cavolo bianco, gamberi e polvere di alghe e una genovese di mare, vero e proprio cavallo di battaglia dello chef. Dopo la deliziosa ricciola scottata servita su crema di zucca e rosti di patate, la cena si è chiusa con uno squisito cannolo scomposto, il tutto accompagnato da una Falanghina, rigorosamente di produzione propria. Chi volesse provare il piacere di gustare piatti di ottima qualità, godendo di un’atmosfera raffinata e ospitale, nella cornice dei campi flegrei, di certo apprezzerà le delizie enogastronomiche della Tenuta.

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Food

L’olio d’oliva, un’eccellenza mediterranea

Olio d’oliva, una ricca disamina L’estate è finita e con l’arrivo di settembre, l’autunno è alle porte. L’arrivo di questa stagione non comporta soltanto il ritorno dalle vacanze e la ripresa delle consuete attività quotidiane, ma porta con sé anche importanti tradizioni agro-alimentari. Tra queste, la raccolta delle olive che generalmente avviene tra ottobre e gli inizi di dicembre. Dalle olive si ricava il famoso olio, uno dei prodotti più emblematici della cucina e della dieta mediterranee. Grazie a portali come portavolantino.it è possibile confrontare i volantini e, di conseguenza, le offerte di catene commerciali come quelle che si possono trovare sull’anteprima del volantino Penny Market, MD e Supermercati Gecop , per trovare l’olio di oliva che più ci soddisfa al prezzo che riteniamo più vantaggioso. Una storia di antica data L’utilizzo delle olive per la produzione dell’olio è attestato fin dall’antichità. Le prime testimonianze provengono da Creta, dove veniva prodotto fin dall’età minoica (2000-1450 a.C). A capo del primo importante impero marittimo della civiltà occidentale, i minoici diedero il via alla diffusione della pianta di ulivo nel bacino orientale del Mediterraneo: Egitto, Libano e Turchia meridionale. Saranno poi i coloni greci e fenici a diffondere la pianta nel bacino occidentale: in Italia Meridionale (la Magna Grecia) e in Spagna. L’olio non era usato soltanto come condimento per i cibi ma aveva svariati usi. Veniva usato come unguento per massaggiare gli atleti, per lenire il dolore di ferite, pruriti e morsi d’insetto, ma anche per fabbricare balsami e prodotti profumati. I diversi tipi di olio d’oliva Oggi, esistono diversi tipi di olio d’oliva, essi vengono distinti in base al tasso di acidità contenuto e alle tecniche usate per estrarlo. Abbiamo l’olio extra-vergine di oliva (EVO) ottenuto tramite estrazione con soli metodi meccanici, contenente una percentuale di acidità inferiore o uguale alle 0,8%. Ottenuto anch’esso con estrazione effettuata tramite soli metodi meccanici l’olio vergine di oliva, che presenta però un tasso di acidità superiore, inferiore o uguale al 2%. Abbiamo poi l’olio di oliva lampante che presenta un’acidità maggiore del 2% e non può essere utilizzato per il consumo alimentare. Esso veniva infatti utilizzato come combustibile per le lampade. Tramite processi chimici di raffinazione dell’olio di oliva lampante è possibile ottenere l’olio di oliva raffinato, questo è utilizzato nella preparazione di dolci ed è ideale per friggere. Dall’estrazione dell’olio di oliva, si ottiene l’olio di sansa di olive, un sottoprodotto composto dai residui di polpa, buccette e frammenti dei noccioli. Tramite dei processi di raffinazione è possibile trasformarlo in un olio alimentare, ma dati i costi elevati è utilizzato per lo più come combustibile di caldaie a biomassa o nei processi di fermentazione per la produzione di biogas. Maggiori produttori e consumatori di olio d’oliva I paesi europei del bacino mediterraneo la fanno da padrone sia nelle classifiche di produzione che in quelle dei consumi. Solo l’Unione Europea è responsabile del 71% del consumo mondiale di olio d’oliva. In cima alla classifica dei produttori mondiali troviamo la Spagna, responsabile del 45,5% […]

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Napoli e Dintorni

Sanità United, il Rione ha di nuovo la sua squadra di calcio

Sanità United è la nuova associazione sportiva dilettantistica del Rione Sanità, a Napoli. Con l’obiettivo di riprendere e tenere viva una tradizione sportiva che parte da lontano e di avviare un lavoro ambizioso che attinge allo sport come volano di crescita e rigenerazione culturale e sociale. Il riscatto di un quartiere, infatti, parte dalla cultura, dallo sviluppo, dal turismo, ma anche dallo sport. E di questo ne sono convinti i fondatori della neonata squadra di calcio che rappresenterà uno dei Rioni più importanti della città. La Sanità United è stata presentata nel chiostro della Basilica di Santa Maria della Sanità, con il patrocinio della Fondazione di Comunità San Gennaro Onlus di padre Antonio Loffredo e dalla Terza Municipalità del Comune di Napoli. Una Municipalità impegnata quotidianamente nella riqualificazione e infrastrutturazione sociale del quartiere. Alla presentazione, moderata da Gianni Simioli, hanno partecipato i Presidenti della squadra Cesare Poli e Michele Zagarola, il Presidente della Terza Municipalità Ivo Poggiani e don Antonio Loffredo che, insieme a tutta la comunità della Basilica, ha donato alla squadra un pallone autografato dai giocatori del Napoli come segno di incoraggiamento. Cesare Poli e Michele Zagarola, artigiani barbieri e figli del Rioni Sanità, con l’aiuto del direttore sportivo Francesco Dell’Aquila e del team manager Luca Zagarola, hanno da sempre sognato di restituire al proprio luogo d’infanzia una realtà calcistica solida. La costruzione della nuova squadra è, dunque, nata nel segno dell’aggregazione e della solidarietà, e ha visto la partecipazione e il sostegno di numerose realtà imprenditoriali del territorio. “Quando abbiamo presentato il nostro progetto” – raccontano i Presidenti – “imprenditori e commercianti del quartiere, e con loro le istituzioni e le associazioni, ci hanno subito sostenuti. Per questo abbiamo scelto di chiamarci Sanità United, perché vogliamo rappresentare la Sanità Unita”. Il Rione Sanità si è immediatamente stretto attorno a questa iniziativa che colma un vuoto durato tre anni. Nel 2017, infatti, l’allora “Sanità Calcio”, che militava in Prima categoria, chiuse i battenti per l’impraticabilità del campo San Gennaro. Per il quartiere fu un durissimo colpo. Per questo, uno stimolo importantissimo per la creazione della squadra è stato proprio l’avvio alla ristrutturazione del campo storico San Gennaro e la riqualificazione di tutta la struttura come centro polisportivo, con il finanziamento di un milione di euro da parte della Società Spaccanapoli Calcio. La nuova realtà nasce anche con il supporto dell’Afro Napoli United, realtà calcistica regionale conosciuta e consolidata e che ha voluto aiutare i giovani della Sanità donando i kit gioco e allenamento. I protagonisti indiscussi saranno i giovani del quartiere che per il loro Rione vogliono impegnarsi e creare connessioni. Primo gesto concreto sarà la donazione di materiale scolastico per i bambini dell’associazione “la Casa dei Cristallini”, centro educativo che da anni opera alla Sanità. La Sanità United, già al suo avvio, vanta tra le sue presenze alcuni giovani promesse del calcio locale. “Siamo da sempre convinti che le operazioni sportive – dichiara Ivo Poggiani, Presidente della terza Municipalità del Comune di Napoli – siano il miglior […]

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Food

Pastars apre nel cuore di Napoli: al via nel giorno di S. Gennaro

Nel giorno di S. Gennaro, anche Pastars ci regala un piccolo miracolo: pasta gratis per tutti! Nel giorno di S. Gennaro, l’inaugurazione di Pastars in via Benedetto Croce, 48, un format di fast food innovativo che sceglie di puntare su un piatto della nostra tradizione, la pasta, e fin dal suo esordio promette di essere tappa fissa degli avventori -turisti, ma anche studenti e lavoratori- che percorrono quotidianamente le vie del centro storico, ci regala un piccolo miracolo: pasta gratis a pranzo ai primi 100 visitatori, che dovranno successivamente lasciare una recensione e/o un selfie sui canali social di Pastars. Non c’è niente che gli italiani amino di più della pasta: piatto ricco e tradizionale della nostra cucina, che unisce nord e sud, non manca mai a mezzogiorno nelle case degli italiani e la nostra fantasia ha saputo inventare mille diverse ricette, dalle più semplici ma gustose alle più complesse ed elaborate, per soddisfare i palati più esigenti. Menù tradizionale, format innovativo: Pastars propone una vasta scelta di piatti tipici della tradizione culinaria napoletana, dal ragù alla genovese, dalla pasta e patate fino al classico scarpariello, passando per un pesto arricchito con mandorle e un ottimo pomodorino giallo con ceci, dando al cliente la possibilità di scegliere non soltanto la propria ricetta preferita ma finanche il formato di pasta che preferisce tra una decina di opzioni differenti, scelta che spazia dai rigatoni alle penne e dai paccheri fino ai fusilli freschi, con una particolare attenzione alla qualità delle materie prime, 100% made in Italy: la pasta utilizzata è infatti quella prodotta a Gragnano, dallo storico pastificio “Antiche Tradizioni di Gragnano“, luogo rinomato e conosciuto fin dal XVI secolo proprio per la qualità dei propri pastifici. Pastars, un progetto nato da imprenditori campani legati alle proprie origini, alla propria terra e a ciò che essa può offrire, offre un servizio eco-solidale e sostenibile ad un prezzo contenuto e popolare, che guarda alla qualità, alla tasca e all’ambiente: lì potrete trovare un ricco menù da asporto servito (entro soli 120 secondi dall’ordinazione!) con posate biodegradabili, vassoio, bicchieri e piatto in cartone, pronto per essere consumato in loco o altrove, trasportabile comodamente con un pratico vassoio in cartone con due cavità per inserire il piatto di pasta e la bibita scelta. L’attività è del tutto plastic free e si propone di utilizzare soltanto materiali riciclabili: finanche l’acqua è servita in lattina o in vetro. Nella stessa direzione va anche la scelta di variare il menù in base alla disponibilità stagionale delle materie prime, in modo da favorire la scelta di prodotti naturali a km 0, con un ridotto impatto ambientale e la possibilità di privilegiare i prodotti del territorio campano nelle diverse stagioni.  

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Napoli e Dintorni

Discesa degli Inferi con Visit Campi Flegrei

Domenica 15 settembre, Visit Campi Flegrei (qui) ha accompagnato Eroica Fenice in uno dei sentieri di trekking più affascinanti nei Campi Flegrei, conosciuto da molti come la “Discesa degli Inferi”. L’escursione è partita dalle pendici del Monte Nuovo, nato con l’ultima eruzione dei Campi Flegrei, risalente al 1538, per arrivare in cima, attraversando la pineta e la macchia mediterranea che circonda la zona delle fumarole, per scendere poi alle sponde del Lago d’Averno, situato all’interno di un cratere vulcanico di 4000 anni fa. Il Lago d’Averno è considerato da Dante come l’ingresso agli Inferi perché si racconta che in passato le sue acque esalassero acido carbonico e gas che non permettevano la vita agli uccelli. Da qui il nome “Avernus”, dal greco “Aornon”, luogo senza uccelli. Discesa degli Inferi, l’escursione naturalistica tra incanto e mistero con Visit Campi Flegrei La terra campana è un palcoscenico naturale tutto da scoprire, incastonato in un’atmosfera suggestiva che è baciata quasi sempre dal sole. Gli scorci panoramici che offre sono solenni e di grande impatto per il cuore di chi ha voglia di mettersi in cammino e lasciarsi sedurre dalla loro immensa bellezza. Domenica è bastato qualche passo attraverso il bosco di querce dei Campi Flegrei per irrobustire le nostre radici e sentirci più saldi, più forti, e per avere il nutrimento necessario ad avanzare in stretta connessione con Madre Terra. Ci siamo cibati di un entusiasmo, un fervore e un’energia tale che hanno scandito il ritmo della nostra passeggiata sollecitando ogni nostro senso tra il profumo degli eucalipti, la freschezza e la purezza dell’aria e tutto il buono da toccare e assaporare che la natura ci ha offerto. La Discesa degli Inferi appare come un luogo stregato in cui meraviglia, natura e cultura si sposano in un turbinio di emozioni innescate da uno scenario d’incontestabile bellezza puntellato da lecci, salici bianchi, cannucce, salicornie, ginestre, pini marittimi, pesci, gabbiani, molluschi e antiche rovine, come il “Tempio di Apollo”, una grandiosa sala termale sita lungo la sponda orientale del lago. È al calar della sera che si è giunti sul Lago d’Averno, quando il sole ha infuocato violentemente le sue acque torbide, quasi arrabbiato per la prepotenza della luna che, alla stessa ora, ogni giorno, vuole impadronirsi del suo cielo. Ammirare il lago è stato come assistere a un’allucinazione dalle tinte oniriche. Si è trasceso il reale. Mossa da non so quali fili invisibili, ho preso istintivamente le cuffie dallo zaino per lasciarmi cullare da quel famoso leggero arpeggio orientaleggiante di Ghigo che apre la canzone “Fata Morgana” dei Litfiba. La voce di Piero Pelù mi ha trascinata negli angoli più reconditi della mente generando immagini casuali, confuse, costellate di labili illusioni. La potenza della batteria e dei riff di Ghigo mi hanno fatto trovare l’uscita d’emergenza che mi ha ricondotta alla realtà, ancor più assetata di vita e con uno sguardo più profondo spalancato sul meraviglioso paesaggio. Fata Morgana ha già cambiato ogni profilo Aspetto a parlare prima che l’illusione si sia mossa Ogni […]

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Mediterraneo: conclusa la mostra temporanea al MANN

«Il Mediterraneo è un immenso archivio e un profondo sepolcro» (Predrag Matvejević) Si è conclusa il 12 settembre la mostra temporanea “Mediterraneo”, nata in sinergia con la casa editrice ilfilodipartenope lo scorso 29 luglio. Svoltasi nel Salone della Meridiana e organizzata dalla Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, l’esposizione si è incentrata sul ruolo del Mediterraneo: «La riflessione – come si legge nei pannelli-guida del percorso – sulle antiche civiltà, sui luoghi, sugli uomini che lo attraversano da secoli, sostanzia la mostra che unisce gli antichi libri della Biblioteca d’Istituto e i moderni libri d’artista de ilfilodipartenope – piccola casa editrice artigiana nata a Napoli nel 2003. Il mare si respira nelle gemme di sale, nel dolore delle migrazioni, nei libri che hanno le copertine impastate con le sabbie dei paesi, vicini o remoti, di cui narrano». Il percorso espositivo si snoda attraverso due fili tematici: il concetto di Magna Grecia, in armonia con la recente riapertura della preziosa collezione del Museo, e il concetto di Mare nostrum, coerentemente con il legame speciale del Museo con il Mediterraneo, non solo per la ricchezza di reperti da esso provenienti nelle sue collezioni, ma anche per la centralità che il MANN sta assumendo nel panorama delle mostre internazionali, che ospita e alle quali aderisce con i suoi prestiti, come la recentissima mostra sugli Assiri. Mediterraneo e Magna Grecia Il percorso “Magna Grecia: anticipazioni e sviluppo di un’idea”, ha inteso valorizzare il patrimonio librario del MANN. «Magna Grecia è il percorso – così si legge percorrendone le tappe – tracciato attraverso i preziosi volumi della Biblioteca d’Istituto. Pubblicate tra Cinquecento e Ottocento, per l’autorevolezza e la fama dei loro autori, le opere in mostra segnano delle tappe miliari nella storia degli studi e delle esplorazioni archeologiche in Magna Grecia. L’esposizione nasce con l’intento di evocare nel visitatore la costruzione dell’idea di Magna Grecia, a partire dalla fortuna editoriale di alcuni classici, come Strabone – storico di I sec. a.C., autore della Geographia, in cui descrive tutte le regioni del mondo abitato toccate nei suoi numerosi viaggi, includendo l’Italia e le colonie di Magna Grecia – nei secoli delle grandi esplorazioni, per continuare con gli studi di autori e geografi eruditi del Rinascimento e del Barocco, con la documentazione degli scavi settecenteschi fino agli scritti dei grandi viaggiatori del Grand Tour. Le opere, dall’innegabile valore documentale, sono state scelte anche per la rarità, la pregevolezza dell’edizione e per lo straordinario apparato iconografico che le correda: acqueforti e tavole realizzate dai più grandi disegnatori e incisori del tempo». Ed hanno senza dubbio incantato i visitatori le splendide carte geografiche e tavole topografiche dell’esposizione: tra di esse, la prima edizione, datata al 1592, del volume Rariora Magnae Greciae Numismata di Prospero Parisio, in cui figura una delle prime rappresentazioni cartografiche della Magna Grecia; le Dissertationes de Campania Felice di Camillo Pellegrino, che rappresentano, per accuratezza delle fonti bibliografiche e della ricerca storica, una delle opere principali della prima metà del XVII sec. sulla Campania antica, […]

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