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Aforismi filosofici

Aforismi filosofici: 10 da conoscere

L’esistenza umana tende continuamente a nutrirsi di filosofia. Quanto spesso capita di interrogarsi sul senso del tempo, dell’amore, della vita! Persino nelle cose più semplici e quotidiane, la filosofia interviene saggia e sinuosa a risolvere interrogativi o porne di altri. E così ogni azione, pensiero, decisione trova riscontro nella miriade di aforismi filosofici, autentiche massime di vita per far luce sull’esistenza e infondere attenzione e serenità.

Di seguito verranno descritte e analizzate dieci tra le massime più conosciute.

Aforismi filosofici. Dieci tra i più saggi ed attuali

« Per vivere con onore bisogna lottare, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttare via tutto, e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente. La calma è una vigliaccheria dell’anima »

(Lev Tolstoj)

Il noto filosofo e scrittore russo del XIX° secolo esprime un concetto tanto saggio quanto attuale. Non abbiamo mistero della viltà dell’animo. Quanto poco coraggio si impiega per vivere, per vivere davvero! Si è così impegnati a gestire e sopravvivere. Impegnati a lottare per non soccombere, per non fallire. Ma è questa la vera lotta? È qui che fiorisce la vitalità che scaccia l’inerzia? Ebbene no. Si è così poco abituati a perdere, riscoprendosi più fragili di quel che si crede. Sì. Perché la vera forza non risiede nel camminare senza inciampare mai, bensì nella capacità inedita di rialzarsi ad ogni caduta, di riprendere il volo dopo essere scivolati nel precipizio. Non è affatto semplice “mutare pelle, cuore e mente ad ogni stagionema è parte essenziale dell’essere umani. Non è onorevole resistere di fronte all’errore e ai sentieri impervi. È onorevole perdersi per ritrovarsi migliori di prima, più completi e consapevoli. È saggio ricominciare a sorridere, soprattutto quando la vita non sembra offrire la possibilità di farlo con gusto e voluttà. Ma se ci si abbandona alla pigrizia dell’anima, la viltà prenderà il sopravvento sul coraggio. Pertanto, occorre non smettere mai di mettersi in gioco e alla prova. E ad ogni gradino scalato e ad ogni ruscello saltato, il cuore sarà più vicino alla maturità e un punto sempre più prossimo alla felicità. 

« Non cercare di sapere, interrogando le stelle, che cosa Dio ha in mente di fare: quello che decide su di te, lo decide sempre senza di te »

(Lucio Anneo Seneca)

Lo stoico filosofo romano del I° secolo esprime in uno dei nostri aforismi filosofici il connubio tra filosofia e fede. Spesso la nostra quotidianità è pervasa da detti che ben sostengono il concetto di Seneca, come ad esempio “Lascia fare a Dio”, che richiamano il fatalismo o la divina provvidenza, secondo la morale manzoniana. Ma quanto saggia e rassicurante è questa fede! Certo, gli agnostici storcerebbero il naso, ma per chi ha fede e crede in un “macro progetto” – che molto probabilmente non combacerà con la miriade di “micro progetti” che l’uomo testardamente costruisce – sarà giusto abbandonarsi al volere superiore, a quell’Àgape che è l’amore assoluto e incondizionato. Un amore che ha a cuore il nostro vero bene, quello che umanamente spesso sfugge alla nostra comprensione e capacità di cogliere.

« Non vale la pena di avere la libertà se questo non implica avere la libertà di sbagliare »

(Mahatma Gandhi)

Il filosofo e pacifista indiano del XIX° e del XX° secolo esprime un concetto semplice e allo stesso tempo molto forte. Si è erroneamente portati a credere che sbagliare sia catastrofico, disonorevole. Da uno sbaglio possono derivare gravi conseguenze, destabilizzanti, tali da minare le basi solide poste alla propria vita. Crollano certezze così come palazzi. Eppure senza quel temporale non si sarebbe notato con gioia il caleidoscopico arcobaleno. Dunque sbagliare è cosa giusta, oltre che umana, e bisogna difendere la libertà di farlo, di rischiare e cadere, di sbattere la testa e precipitare. Non si ha libertà se manca quella di poter e dover sbagliare, per poi maturare e volare.

« Non puoi attraversare il mare semplicemente stando fermo e fissando le onde »

(Rabindranath Tagore)

La filosofia indiana è capace di immensa saggezza, espressa con semplici e profonde parole. Ebbene il filosofo e poeta del XIX° e XX° secolo Tagore sottolinea il valore del rischio, dell’azione, perché la mera propensione ed inerzia non cambiano il mondo, non si vestono di coraggio, non liberano la mente dalle catene della paura e della pigrizia. E la metafora del mare è incantevole ed assoluta, come la sua bellezza e il suo splendore: è impossibile osare attraversarlo soltanto pensando di poterlo o doverlo fare. L’inerzia non risolta nei dilemmi contempla la vita, non basta se non c’è volontà di darle un senso. L’agire è la strada. Tuffarsi e nuotare, correre per andare ad afferrare la felicità.

« La bellezza non è una qualità delle cose stesse: essa esiste esclusivamente nella mente che le contempla e ogni mente percepisce una diversa bellezza »

(David Hume)

Il noto filosofo scozzese settecentesco, in uno degli aforismi filosofici che abbiamo scelto, focalizza l’attenzione sul concetto di bellezza. Una qualità che da sempre scatena le più controverse e contrastanti opinioni. Esiste la bellezza oggettiva e ciò è indubbio. Ma la vera bellezza è quella che disarma gli occhi e il cuore, perché la si percepisce con l’anima. È qualcosa di essenziale, invisibile per molti, ma prepotentemente splendente per altri. L’autentica bellezza è quella destinata a salvare il mondo. Essa si manifesta in uno sguardo, nel colore della pelle, in un’opera d’arte, nella musica e soprattutto nell’amore. Ma non è possibile coglierne l’essenza se non con il cuore. Essa è qualcosa di tangibilmente soggettivo, non impostata né pilotata. Ed ogni cuore percepisce una miriade di autentiche bellezze, ciascuna diversa dall’altra e per questo preziosa e rara.

Aforismi filosofici. La rassegna continua …

« Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie »

(Georg Hegel)

Il noto filosofo, rappresentante dell’idealismo tedesco nel XVIII° secolo, esprime in poche parole un concetto non immediatamente fruibile. Così raramente ci si ferma a riflettere su ciò che conta davvero nella vita. Così difficilmente si riesce a vedere, perché persuasi che basti il ​​solo guardare. Ma chi guarda si ferma in superficie, non riesce a contemplare l’essenza di ciò che si osserva: si percepisce qualcosa ma non la si comprende a fondo. Eppure, se si riflette, guidati da pazienza e serenità, ci si accorge di come spesso l’essenza, la bellezza, l’amore siano a portata di sguardo. Spesso ciò che si desidera, cercando, scavando e trivellando l’anima, è proprio lì davanti agli occhi. Basta vedere, con interesse e passione, e ci si accorgerà che la superficie spesso può mostrare tutta la profondità. Fermiamoci.

« Ciò che non ti uccide ti rende più forte »

(Friedrich Nietzche)

Il noto filosofo tedesco ottocentesco si sofferma sul concetto di forza. Si tratta di una forza miracolosa, morale e non fisica, una forza che consente di superare difficoltà impervie, rinascendo dalle proprie ceneri come le incantevoli fenici. Questa forza straordinaria ha un nome: resilienza. È la capacità inedita e coraggiosa di non sprofondare negli abissi quando correnti oscure e gravitazionali si mostrano irrimediabilmente ostinate a risucchiarci. È il miracolo insito nell’animo e ancor più nella mente. Tutto parte da questa forza, dal coraggio di rialzarsi, di non soccombere alle ferite e alle gelide delusioni. Perché si può imparare a non morire, scegliere davanti a un burrone di non lasciarsi vincere dalla paura di cadere, bensì di lasciarsi guidare dal desiderio di riprendere il volo.

« Sii gentile, perché ogni persona che incontra sta già combattendo una dura battaglia »

(Platone)

L’antico filosofo greco, vissuto prima della nascita di Cristo, esprime un concetto quanto mai attuale. Quanto riusciamo davvero a capire le azioni degli altri, accarezzandole prima di essere rapiti dall’incontenibile villania di giudicarle? Quanto poco rispetto e insensibilità coinvolgono quanti si credono in diritto di calpestare la dignità e la difficoltà di chi reputano inferiori e di cattivo esempio! Nessuno in questa vita è immune dal commettere errori. Nessuno può ergersi a giudice di condanne e sentenze avventati, perché nessuno può conoscere le autentiche sofferenze altrui, le battaglie che ogni giorno devono essere combattute, i demoni che si fatica ad esorcizzare. Occorre camminare in punta di piedi nell’accostarsi alla vita di una persona. Occorre diventare piume leggere in grado di sorvolare sulle azioni compiute dagli altri, per includerne la sofferenza che le ha mosse, il disagio. Bisogna imparare a non puntare il dito contro chi silenziosamente chiede una mano per migliorarsi, per risalire dal baratro e vincere le battaglie quotidiane.

« Chi vive senza follia non è poi così saggio come crede »

(François de La Rochefoucauld)

Tra gli aforismi filosofici più conosciuti ricordiamo questo del filosofo francese del XVII° secolo, che esprime una verità essenziale per un’esistenza che non è improntata alla sopravvivenza. Si è portati a credere che la razionalità sia aprirsi alle porte della saggezza. Quanto superficiale, apatica e pigra è tale considerazione! Le cose più meravigliose, le conquiste più vittoriose, le azioni più audaci sono mosse da un ingrediente troppo spesso bistrattato: la follia. È l’anello mancante, quel dono che apre le porte del cuore ad una vita che merita d’essere sviscerata, leccata e divorata fino in fondo. Senza quel pizzico di sana follia si è destinati alla mediocrità, ad una vita turbata da perenni “se poi”, “ma se”, “se invece”. Sì, perché la follia è un’amica del rischio e nemica dell’inerzia e dell’ipocrisia.

« Chi conosce tutte le risposte non si è fatto tutte le domande »

(Confucio)

Il noto filosofo cinese del VI° e V° secolo a.C. offre una tra le massime più ricche su cui riflettere e confrontarsi. Ciò che emerge è la presunzione che spesso sottende pensieri e commenti avventati. Quella presunzione che spinge a credere di conoscere tutte le cose, almeno la maggior parte, e riuscire di conseguenza ad esprimere opinioni definitive senza la possibilità di vagliare altre soluzioni ed opzioni. Ma ciò che spesso viene sottovalutata è l’imprevedibilità che si mostra in un avvenimento, un evento inimmaginabile, eppure concretizzatosi. Come recita la canzone di Claudio Baglioni Gli anni più belli : “il destino aspetta dietro un muro“. Proprio così. Ciò che si reputa distante anni luce dal proprio stile di vita e dalle proprie convinzioni fortificate è lì ad attenderci, negli istanti di vita più inaspettati. Ecco che le certezze vacillano, così come la presunzione della conoscenza. Il vento d’improvviso spazza via fedi e convinzioni apparentemente salde, per lasciare il posto all’inedito, allo sconvolgente imprevisto, alla nuova constatazione di non conoscere davvero tutte le risposte di fronte agli eventi. Se non si conosce è semplicemente perché non ci si è posti tutte le domande. E se non ci si è posti tutte le domande è perché il destino primeggia sui progetti, in modo imprevedibile. Lasciamo dunque, con l’ultimo dei nostri aforismi filosofici preferiti, aperta la strada a qualunque verità sorprendente, la stessa che può rivoluzionare la vita senza aver posto prima alcun interrogativo.

 

Foto in evidenza: https://www.pinterest.it/pin/650629477391037648/

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