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Eroica Fenice

La storia si ripete. Corsi e ricorsi

La storia si ripete. Corsi e ricorsi

La storia si ripete”. Quanto spesso viene pronunciato questo mantra, riferendosi ad un evento storico che ritorna quanto mai contemporaneo, ad avvenimenti eclatanti, ad errori puntualmente ricommessi o a incontri ed esperienze che sorprendentemente si ripresentano, come esami ulteriori da superare!

Il filosofo, storico e giurista Giambattista Vico del XVII secolo sviluppa a tal riguardo la teoria dei corsi e ricorsi storici, secondo cui appunto determinati eventi e avvenimenti vengono ciclicamente riproposti da madre storia, anche se ciascun ricorso comprende sempre il corso precedente, inglobandolo e superandolo, fino a completarlo, e magari peggiorarlo o migliorarlo.

A tal proposito la storia diviene una sorta di madrina per l’uomo, dal momento che il suo studio e la sua conoscenza approfondita possono aiutarlo a comprendere meglio il proprio tempo e a fronteggiare con maggiore consapevolezza e audacia le problematiche che ritornano da epoche lontane, ripresentandosi con nuovo vigore e talvolta nuova ferocia.

«Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre!» (da I sommersi e i salvati di Primo Levi)

Quali parole più vere e consapevoli! Perché a ritornare non sono soltanto le cose belle, le sorprese gioiose, gli amori e le speranze. A ritornare spesso sono proprio quegli eventi storici che il passato ha combattuto strenuamente, senza però riuscire a debellarli davvero. Ma l’età moderna ha qualcosa in più, qualcosa su cui il passato non poteva contare: la conoscenza, appunto! Quella che può dare dignità a chi in passato è stato travolto da quegli eventi repentini e devastanti, a chi non ha avuto il privilegio di poter guardare dietro sé e trovare gli esempi edificanti sui quali oggi si può contare. Ecco perché la memoria è così preziosa. Ed è tale solo se impregnata di impegno, e libera dall’apparenza e dalla superficialità. È tale solo se si capisce fino in fondo il ricordo ereditato.

La conoscenza induce alla consapevolezza di ciò che accade o potrebbe accadere o ancora ripresentarsi come uno tsunami. Ma per quanto uno tsunami possa essere imprevedibile, conoscerne l’esistenza e comprendere le probabilità con cui possa presentarsi a scompigliare e distruggere, aiuta notevolmente a cercare soluzioni concrete per arginare quanto più possibile il disastro.

Conoscere la storia può dunque aiutare a capire che può talvolta ritornare con un sorriso o con un violento ceffone!

La storia si ripete. Eventi bellici e schiavitù

Sono diversi gli eventi che ciclicamente ritornano. La storia si ripete attraverso le mode, gli stili, i gusti, così come drasticamente attraverso le guerre, le condizioni climatiche, le forme di schiavitù, carestie ed epidemie.

Gli eventi bellici sono tra quelli più diffusi e ricorrenti nella storia. L’uomo, come afferma Thomas Hobbes, è “un lupo per un altro uomo” (Homo homini lupus), disposto a perdere se stesso, la propria coscienza e la propria dignità in nome di interessi economici, politici e in nome della religione. Quanto sangue è stato versato in nome di Dio! Dalle Crociate combattute tra l’XI e il XIII secolo, fino all’odierno terrorismo religioso promosso dall’ISIS! Oppure le guerre per accaparrarsi i territori, da quelle combattute nel periodo preistorico tra tribù alle più moderne colonizzazioni di imperi su ampi territori nazionali e internazionali. Le battaglie esistono da sempre. Dunque cosa impariamo davvero dalla storia, se invece di evitarle si fa di tutto per perpetrarle?

E che dire della schiavitù! Anni di lotte per le liberazioni e per la salvaguardia dei diritti umani. Eppure, nonostante sotto diversi aspetti, la schiavitù non può ritenersi del tutto abolita. Magari non si assiste più alla compravendita degli uomini africani, ma non risultano forse ancora schiavizzati per lo sfruttamento da parte delle grandi potenze mondiali dei loro preziosi sottosuoli? Non esiste forse la schiavitù nell’aspirazione di un futuro migliore da parte di coloro che attraversano il mare con barche fatiscenti per poi morire o essere costretti a pagare ingenti somme agli scafisti neo-negrieri? Oppure, non è forse una forma di schiavitù l’odierno asservimento volontario alla tecnologia, ai mass media, ai brand e marchi pubblicitari, che ormai manipolano le coscienze senza esclusione di colpi? E noi, completamente inermi a sorridere in faccia ai nostri stessi carnefici! A tal proposito, cosa impariamo dalla storia?

La storia si ripete. Epidemie

E il problema epidemie e pestilenze? Niente di più attuale nel drammatico periodo pandemico di Covid-19! Come non paragonarlo alla peste di Atene del lontano 430 a.C.: epidemia ignota, morte del personale sanitario e distanza adottata come soluzione per superarla! E la peste nera del XIV secolo che portò a un drastico crollo demografico con la perdita di circa un terzo della popolazione europea? E ancora le epidemie che si sono succedute e ripetute nel corso della storia, dal vaiolo alla difterite, dalla poliomielite al morbillo, dalla rosolia all’ebola, fino all’influenza spagnola e all’ultimo SARS-CoV-2, che hanno falcidiato la popolazione a livello mondiale.

Tutto ciò dimostra che non siamo invincibili, né più forti grazie alle portentose innovazioni scientifico-tecnologiche. Basta un minuscolissimo invisibile nemico per metterci KO ma oggi, a differenza del passato, possediamo un ottimo strumento, quello della conoscenza, che può infonderci maggiori certezze, non certo per prevenire eventi di tale portata, imprevedibili e colossali, ma quanto meno per affrontare il problema evitando il più possibile errori grossolani di valutazione e organizzazione per la sicurezza collettiva.

Da questo punto di vista, la tecnologia dovrebbe essere nostra alleata e non aguzzina. Ma il problema fondamentale risiede nella mente umana e nella possibilità di utilizzare al meglio capacità e competenze, per porle al servizio di tutti, ricordando il lato umano del nostro essere e lasciando un po’ da parte quello egoistico, robotico e deleterio.

Detto ciò, nella ricorrenza degli eventi, la storia può insegnare sul serio che gli eventi stessi e le loro conseguenze possono essere migliorati, e non necessariamente peggiorati. Che dipende da che parte scegliamo di stare, ma sul serio: dalla parte della vita o della morte e del male. Perché i veri limiti non sussistono nella natura né tantomeno negli stessi accadimenti. Gli unici veri limiti sussistono nella natura umana, che purtroppo spesso non è benigna, ma distruttrice di se stessa.

La storia si ripete, è vero. Ma ciò che si dovrebbe accuratamente evitare è la reiterazione maldestra o consapevole degli errori commessi e subìti.

 

Foto di: Pixabay

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