Le più belle citazioni e frasi su Napoli, la nostra top 11

Frasi su Napoli

Abbiamo raccolto le più belle citazioni e frasi su Napoli per raccontare ed esaltare l’essenza unica di una città che è, a tutti gli effetti, un mondo a sé stante. Napoli è un luogo d’incanto, dominato da una dialettica passionale: è quella città dove, nel momento stesso in cui scorgi un difetto, l’istante successivo l’hai già dimenticato. Un intreccio di segreti e superstizione, di cibo e colori, dove convivono odio e amore, lacrime e baci. Sospesa tra favola e storia, tra mente e cuore, questa terra è la figlia leggendaria della Sirena Partenope e madre generosa di tramonti tinti di rosa che si specchiano in un mare azzurro e lucente.

Tutto a Napoli è vita e sogno, è intelligenza e speranza, è bellezza immensa ed eterna, come eterna è la sua filosofia del cuore.

Poeti, scrittori, cantautori hanno speso parole meravigliose per esaltare la magia di una terra unica, incastonata tra natura e canzoni, tra maschere e genuinità, tra gioia e sofferenza, tra pizza e spettacolo. Terra fertile di ingegno e talento, di sentimento ed abbondanza. E di fronte al detto «Vedi Napoli e poi muori», si potrebbe a rigore affermare «Vedi Napoli e vivi». Sì. Perché il sapore del sale si depone tra gusto e pelle, l’odore dello iodio inebria i sensi assopiti, la vista di Castel dell’Ovo dona linfa vitale all’animo sognatore.

Quali sono le più belle citazioni e frasi su Napoli?

Autore La citazione
Stendhal Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo
Pino Daniele Napule è mille culure. Napule è mille paure. Napule è a voce de’ criature che saglie chianu chianu e tu sai ca nun si sulo. Napule è nu sole amaro. Napule è addore ‘e mare. Napule è ‘na carta sporca e nisciuno se ne importa e ognuno aspetta a’ ciorta
Eduardo De Filippo Napule è ‘nu paese curioso: è ‘nu teatro antico, sempre apierto. Ce nasce gente ca’ senza cuncierto scenne p’ ‘e strate e sape recità
Totò Il napoletano lo si capisce subito da come si comporta, da come riesce a vivere senza una lira
Matilde Serao Questo ricco sangue napoletano si arroventa nell’odio, brucia nell’amore e si consuma nel sogno
Luciano De Crescenzo Dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un po’ di Napoli
Libero Bovio Tutto è azzurro a Napoli. Anche la malinconia è azzurra
Stanislao Nievo Se ci fosse una capitale dell’anima, a metà tra oriente e occidente, tra sensi e filosofia, tra onore e imbroglio, avrebbe sede qui. Nel mezzo della città si apre via Spaccanapoli, un rettilineo di più di un chilometro, stretto e vociante, che divide in due l’enorme agglomerato. È il cuore di questa babele della storia
Renato Zero Un linguaggio che ti tocca dentro, tu da sola e tutto il mondo contro, il rispetto che non c’è, tu la madre invece noi non ci preoccupiamo più se esisti veramente tu. Sei panni stesi e fantasia, l’assoluta garanzia che questi occhi hanno i colori tuoi, mai non potrei tradire mai le emozioni che mi dai, questo mare che ti meriti, vecchi e bambini gli stessi destini, la Napoli degli ultimi romantici
Claudio Mattone “Comm’è bella ‘a Io ca songo musicante e me sento furtunato, canto e sono sono e canto chesta bella serenata, e pecché so’ nnammurato, pecché forse ce so’ nato, ma vedite comm’ è bella ‘a città ‘e Pullecenella‘e Pullecenella”

La malinconia azzurra di Libero Bovio

«Tutto è azzurro a Napoli. Anche la malinconia è azzurra».

Così il poeta e giornalista italiano del primo Novecento Libero Bovio si esprime descrivendo Napoli attraverso uno dei particolari che da sempre la identifica e caratterizza: il colore azzurro. L’azzurro vivo del mare e del cielo che incorniciano la splendida città. A Napoli è azzurra anche la malinconia, la tristezza e la sofferenza. Perché l’azzurro non è un colore, ma condizione e identità.

La città più bella dell’universo secondo Stendhal

«Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo».

Così lo scrittore francese del XVIII secolo offre il suo contributo nel descrivere sensazioni inedite provate alla vista della città più bella dell’universo. Non la più bella d’Italia o dell’Europa o del mondo, ma dell’universo. Perché una bellezza genuina e incantevole come quella della città partenopea è semplicemente inimitabile e irrintracciabile altrove. Per approfondire la figura di questo autore, è possibile consultare la voce a lui dedicata sulla Treccani.

Il sangue napoletano di Matilde Serao

«Questo ricco sangue napoletano si arroventa nell’odio, brucia nell’amore e si consuma nel sogno».

Così la scrittrice e giornalista italiana dell’Ottocento Matilde Serao esprime considerazione e stima per la multiemozionale Napoli. Il mare costituisce il sangue che scorre nelle vene dell’essenza partenopea. Quel sangue che si accende di toni diversi: un attimo la fitta della sofferenza e del degrado, un attimo dopo i sentimenti di lotta e rivalsa guidati dall’amore bruciante che vince ogni cosa. Fino al nirvana del sogno, dell’abbandono, della libertà.

Il bisogno di Napoli per Luciano De Crescenzo

«Dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un po’ di Napoli».

Così lo scrittore, regista ed attore italiano del XX secolo Luciano De Crescenzo riflette sulla completezza di una città in grado di colmare vuoti. Perché Napoli è trionfo di calore e generosità, regno dell’ingegnosa arte dell’arrangiarsi, teatro quotidiano e bellezza sfavillante. Ovunque nel mondo si necessita di almeno un briciolo di cotanto calore, perché intriso di una genuinità disarmante e coinvolgente.

L’arte di arrangiarsi secondo Totò

«Il napoletano lo si capisce subito da come si comporta, da come riesce a vivere senza una lira».

Così il principe della risata ed attore partenopeo del Novecento Antonio De Curtis, in arte Totò, descrive l’incredibile spirito d’adattamento partenopeo. L’arte dell’arrangiarsi è una prerogativa, un modo d’essere, quasi una fede: questa consente di trovare una soluzione quando tutto sembra impossibile. E la soluzione a Napoli si tinge sempre del sorriso di cuori sinceri e un po’ folli.

Frasi su Napoli
Vesuvio visto dal lungomare

La capitale dell’anima di Stanislao Nievo

«Se ci fosse una capitale dell’anima, a metà tra oriente e occidente, tra sensi e filosofia, tra onore e imbroglio, avrebbe sede qui. Nel mezzo della città si apre via Spaccanapoli, un rettilineo di più di un chilometro, stretto e vociante, che divide in due l’enorme agglomerato. È il cuore di questa babele della storia».

Così lo scrittore, poeta e giornalista italiano del XX secolo Stanislao Nievo descrive la meravigliosa e dialettica Napoli. La sua terra, segnata simbolicamente a metà dal brulicante Spaccanapoli, è intrisa di opposti. Sensuale e spirituale, gioiosa e malinconica, solare e misteriosa. Terra d’ “odi et amo”, dove però, alla fine, a trionfare è sempre e comunque l’amore.

Il teatro a cielo aperto di Eduardo De Filippo

«Napule è ‘nu paese curioso: è ‘nu teatro antico, sempre apierto. Ce nasce gente ca’ senza cuncierto scenne p’ ‘e strate e sape recità».

Così l’attore, scrittore e drammaturgo partenopeo del Novecento Eduardo De Filippo descrive l’entusiasmo della splendida Napoli. Se l’arte d’arrangiarsi ne è una prerogativa, la teatralità quotidiana è l’essenza. La città di Napoli è un teatro a cielo aperto, ogni istante, ogni giorno. Il popolo partenopeo è incline all’arte e all’enfasi dei sentimenti e infatti tutto assume a Napoli i toni dell’abbondanza e dell’eccesso.

I mille colori e le mille paure di Pino Daniele

«Napule è mille culure. Napule è mille paure. Napule è a voce de’ criature che saglie chianu chianu e tu sai ca nun si sulo. Napule è nu sole amaro. Napule è addore ‘e mare. Napule è ‘na carta sporca e nisciuno se ne importa e ognuno aspetta a’ ciorta».

Così infatti il noto cantautore partenopeo Pino Daniele descrive la caleidoscopica città dell’amore, del sole, della musica. Ma Napoli è anche silenzi e colpe celate. E Pino la paragona ad una carta sporca, di quelle gettate per strada e che con omertà collettiva si evita di raccogliere, attendendo cambiamenti che forse non arriveranno mai.

La dichiarazione d’amore di Renato Zero

«Un linguaggio che ti tocca dentro, tu da sola e tutto il mondo contro, il rispetto che non c’è, tu la madre invece noi non ci preoccupiamo più se esisti veramente tu. Sei panni stesi e fantasia, l’assoluta garanzia che questi occhi hanno i colori tuoi, mai non potrei tradire mai le emozioni che mi dai, questo mare che ti meriti, vecchi e bambini gli stessi destini, la Napoli degli ultimi romantici».

La dichiarazione d’amore che il cantautore romano Renato Zero ha scritto per la città di Napoli, chiamata affettuosamente Nanà. Interpretata da Sal Da Vinci, Franco Ricciardi e Andrea Sannino, è un autentico inno d’amore. Napoli, così meravigliosamente caotica, ma sola contro un mondo ipocrita e meschino. Madre del suo popolo, di un popolo spesso distratto, ma mai dimentico dei sacrifici dell’amabile genitore.

‘A città ‘e Pulecenella di Claudio Mattone

«Io ca songo musicante e me sento furtunato, canto e sono sono e canto chesta bella serenata, e pecché so’ nnammurato, pecché forse ce so’ nato, ma vedite comm’ è bella ‘a città ‘e Pullecenella».

Si conclude la rassegna menzionando un estratto della nota canzone ‘A città ‘e Pullecenella del compositore e paroliere italiano Claudio Mattone. Euforia e sentimento identitario, forte ed indelebile per un figlio del Vesuvio, innamorato della bella Partenope. Si potrà mutare residenza, abitudini, ci si potrà allontanare, ma il napoletano nato nella terra di Pulcinella non scorderà mai l’affetto della gente, l’odore dello iodio, la bellezza dei tramonti, l’arte e la storia.

Fonte foto per il nostro articolo di citazioni e frasi su Napoli: Pixabay

Articolo aggiornato il: 26/12/2025

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