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Eroica Fenice

Lyrical Ballads: la nascita del romanticismo inglese

Lyrical Ballads e Romanticismo inglese

Le Ballate Liriche, meglio conosciute come “Lyrical Ballads” sono una raccolta di poesie pubblicate in Inghilterra da William Wordsworth e Samuel T. Coleridge nel 1798. In seguito Wordsworth pubblicò nel 1800 una prefazione che è divenuta il manifesto per antonomasia del Romanticismo inglese, e segna una vera e propria rivoluzione nel panorama poetico precedente, coniugando due visioni differenti di una poetica comune.

La poesia per William Wordsworth

Al centro della poetica di Wordsworth vi è sicuramente una visione panteistica della natura, e una necessità di ritorno all’innocenza primordiale, talvolta al periodo dell’infanzia, quando le emozioni erano più vive e sincere, in contrapposizione all’attuale società corrotta dalla civiltà; Wordsworth nella prefazione delle Lyrical ballads afferma che i sentimenti umani, riportati ad uno stato rurale, e dunque alla loro originaria natura, possano esprimersi con maggiore semplicità ed essere dunque enfatizzati perché analizzati più da vicino, perché soggetti a minori costrizioni, quelle che invece troviamo nella cosiddetta civiltà. Al poeta spetta dunque il compito di mettere in luce le affinità che riscontra tra natura e uomo.

Le Lyrical Ballads rappresenteranno il caposaldo del romanticismo inglese per un ulteriore aspetto rivoluzionario; è messo in discussione il precedente ruolo del poeta all’interno della società. Wordsworth afferma infatti di essere un uomo come gli altri, che parla piuttosto che scrivere; le capacità di espressione del poeta sono dovute a una sensibilità spiccata che gli permette di vedere al di là delle cose; egli vuole però parlare a tutti gli uomini, e per questo il soggetto è l’uomo comune. Non la sola nobiltà prende la parola all’interno delle poesie, e questa è la più grande rivoluzione; per arrivare a tutti, il poeta parla come la gente comune, perché ognuno è in grado di sentire e percepire a suo modo. Il linguaggio utilizzato dal poeta sarà dunque quello comune, lontano da quello settecentesco, stereotipato per l’eccessiva ricercatezza. Ciò non sarà facile da mettere in pratica, né tantomeno facilmente accettato.

Una ulteriore rivoluzione all’interno del panorama poetico è segnato dal concetto di poesia come “libero fluire di sentimenti” filtrati dal ricordo, dunque come espressione di ciò che l’uomo prova dentro, degli stati d’animo; ciò rivoluzionerà il concetto classico di poesia, e l’avvicinerà a ciò che essa rappresenta oggi. La poesia, secondo Wordsworth, non nasce nel momento in cui si prova l’emozione, bensì quando essa è rivissuta nel ricordo, quando tale forma è filtrata e dunque purificata. Compito del poeta è dunque quello di rendere evidente questa purificazione, affinché l’uomo comune ne tragga giovamento per una personale ascesa morale e spirituale.

La poesia per Samuel Taylor Coleridge

Samuel T. Coleridge ha contribuito alla raccolta delle Lyrical Ballads con un numero inferiore di componimenti, che si distanziano dalla poetica di Wordsworth. Se quest’ultimo infatti può essere considerato il poeta dell’ordinario, Coleridge al contrario è il poeta del sovrannaturale. Poema emblematico di tale concezione è “La ballata del vecchio marinaio”, tra i testi più famosi delle Lyrical Ballads, nel quale è evidente la teoria poetica sviluppata dall’autore, il quale divide l’immaginazione in due tipi differenti: quella spontanea e presente in ogni uomo, data dalle caratteristiche concrete delle cose, e quella volontaria, ricercata dal poeta che indaga il sovrannaturale; immaginario pre-esistente il primo, immaginifico creato il secondo. Il primo risente dei miti e delle tradizioni tramandate da una collettività, dai valori collettivi. Il secondo appartiene invece al singolo e lo spinge ad andare oltre i limiti della realtà, verso il sovrannaturale appunto. Esemplare “La ballata del vecchio marinaio” per comprendere tale teoria: alla barca che si spinge oltre l’equatore si affianca il simbolico albatros, ucciso dal marinaio, che dovrà subirne le conseguenti fantasmagoriche maledizioni, come l’apparizione di una barca fantasma abitata da passeggeri inverosimili, quali la Morte. L’autore è il tramite tra il mondo reale e quello immaginativo e fantasmatico della sua mente, che si fa reale nella poesia, unico terreno di incontro tra l’immaginario pre-esistente e l’immaginifico creativo.

Se Wordsworth si è occupato dell’aspetto naturale, dunque, Coleridge si occupò di quello sovrannaturale e delle immagini che possono essere create dalla mente del poeta, al di là della realtà concreta e visibile a tutti; due aspetti caratteristici del romanticismo, non solo inglese. Spetta nondimeno ai due autori il merito di aver dato lustro all’Inghilterra nel panorama europeo dell’epoca.


Foto di Quidec Pacheco da Pixabay

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