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Nomi napoletani

Nomi napoletani, i dieci più famosi, da Gennaro a Carmela

I nomi napoletani sono numerosissimi, scelti in base alle diverse prospettive e punti di vista delle persone. In passato ad esempio, era tradizione, rinnovare il nome della madre della sposa, nel caso che nascesse una donna, e il nome del padre dello sposo, qualora il primogenito fosse un maschio. Tradizioni che col tempo sono andate perse, almeno in parte, perché a Napoli, è possibile stilare una lista, o meglio, una classifica con i dieci nomi più famosi e quindi di conseguenza quelli più diffusi.

I 10 nomi napoletani più diffusi

Al primo posto troviamo il nome Gennaro; esso deriva dal latino Ianuarius, che significa gennaio, mese che a sua volta prende il suo nome dal dio Giano. Il significato viene quindi interpretato come “nato a gennaio”, altre volte con “dedicato a Giano”. A Napoli, il nome Gennaro è collegato al Santo Patrono della città, appunto San Gennaro, veneratissimo e particolarmente amato e proprio questa impronta religiosa spiegherebbe perché in Campania, tale nome, al primo posto nella classifica dei dieci nomi più importanti, riveste il 65,4% delle presenze, ovvero delle persone così chiamate.
Ma Napoli in fondo è anche questo, un susseguirsi di tradizioni, cultuali, artistiche, religiose, sociali, enogastronomiche, folkloristiche, musicali, e quindi una tale varietà di nomi, non sorprende, anzi, attira sempre più curiosi, studiosi e linguisti.

Al secondo posto troviamo, Ciro; tale nome è legato alla devozione a San Ciro, patrono degli ammalati e della città di Portici. In Campania, circa il il 66,8% delle persone porta questo nome, anche se in questo caso, la regione partenopea è seguita dalla Puglia, dove si registra un’alta percentuale. Anche, in riferimento a questo nome, gran parte delle scelte relative ad esso, si ricollegano alla venerazione religiosa a San Ciro, un altro dei santi più venerati dal popolo napoletano, dopo San Gennaro. La sua etimologia è ignota ma sono stati ipotizzati diversi significati, fra i quali “lungimirante”, “giovane” o eroe.

Al terzo posto troviamo finalmente un nome femminile, Anna; tale nome deriva dall’ebraico e vuol dire, grazia. Si tratta di nome biblico presente sia nell’Antico Testamento, dove Anna è la madre del profeta Samuele, e anche nel Nuovo Testamento. Una curiosità relativa a questo nome, riporta all’antico gioco della Tombola napoletana, dove il numero 26, richiama proprio “Nanninella”, ossia il diminutivo di Anna. Inoltre, il numero 26, risulta essere uno dei più giocati al lotto, per i diversi significati che vi si possono attribuire. Anna è un nome spesso utilizzato, associato ad altri nomi, come Anna Maria. Un’altra curiosità relativa a tale nome, è che si tratta di un palindromo, cioè se viene letto normalmente o al contrario, è identico.

Il quarto nome più famoso ed usato ancora oggi, è Giuseppe; anch’esso è legato alla tradizione biblica. Ricordiamo però, che Giuseppe è stato il nome proprio maschile più diffuso in Italia nel ventesimo secolo, con una frequenza che man mano è andata calando, fino al 2017, quando in Italia è andato in disuso, mentre a Napoli continua ad avere una buona collocazione tra i nomi più scelti e in riferimento alle persone che si chiamano così. Ricordiamo inoltre, che a Napoli, San Giuseppe, il 19 marzo, è legato alla tradizione culinaria che vede protagoniste le famosissime “zeppole e San Giuseppe”, una sorta di bignè fritto, ripieno di crema pasticciera, tipicamente campano.

L’onomastica femminile e maschile napoletana rimanda al Medioevo, ed è ancora oggi studiata grazie a testimonianze scritte e documenti che ne riportano caratteri e peculiarità. In relazione all’identità storica campana, ricordiamo un altro nome il quinto della classifica, è Maria. Il nome in questione ha una diffusione storica importante, che affonda le radici nel XIII secolo, dovuta alla predicazione mariana tardo medioevale, ancora oggi molto diffusa a Napoli. In realtà, alcune fonti scritte napoletane, affermano che la forte diffusione storica del nome, possa derivare dalla presenza, soprattutto a Napoli, del monachesimo femminile. Oggi l’utilizzo di tale nome è leggermente inferiore rispetto al passato, ma comunque si attesta in una buona posizione.
Il sesto nome più famoso a Napoli è Pasquale, seguito da Gaetano e Domenico, rispettivamente all’ottavo e al nono posto.
Pasquale, più utilizzato in passato, è riferito alla Pasqua (‘Pascha’ dall’ebraico ‘pasah’ ‘pesach‘). Molto diffuso in passato a Napoli, in diverse aree della città, ma anche nel resto d’Italia, dove si classifica al dodicesimo posto tra quelli più diffusi. Si narra che San Pasquale Baylon sia stato l’inventore dello zabaione, un ricostituente a base di uova sbattute con vino o liquore.
Il nome Gaetano invece, significa ‘nativo di Gaeta’, la cittadina campana che secondo il poeta latino Virgilio prenderebbe il nome dalla nutrice di Enea. In Italia è molto utilizzato, non solo in passato, ma ancora oggi, sono molte le persone legate a questo nome. In Campania è al settimo posto nella classifica dei nomi più diffusi, seguita dalla Puglia e dalla Basilicata.
Domenico è un nome molto comune in Italia tanto che si contano circa 452.000 persone, è molto diffuso in Campania. Nel mondo delle arti si ricordano i pittori Domenico Veneziano, Domenico Beccafumi, Domenico Ghirlandaio, Domenico Antonio Vaccaro. Inoltre, dal punto di vista culturale, è opportuno ricordare che a  Napoli, riveste molta importanza Piazza San Domenico Maggiore, centro nevralgico di capolavori architettonici dei più disparati stili e periodi storici.
L’ultimo nome più diffuso è Carmela, uno dei più recenti e dei più utilizzati soprattutto nelle canzoni e nelle poesie di diversi artisti. Si tratta di un nome devozionale in onore della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, l’apparizione mariana del 1251 in Palestina. Il nome deriva dall’ebraico e significa “giardino”. Ne esiste anche una variante spagnola, ossia Cermen, forma medievale, influenzata dal latino carmen, ovvero canzone.

Il napoletano è una lingua vulnerabile, e di conseguenza anche i nomi che compongono la tradizione onomastica, sono tali. Non è, sempre possibile ricostruire la storia di ciascun vocabolo; la difficoltà dell’indagine linguistica nasce dai numerosi prestiti tipici dei dialetti e identità di una vera e propria stratificazione sociale.
Indipendentemente da ciò, la bellezza dei nomi napoletani, di cui abbiamo fatto menzione, è strettamente collegata alla loro musicalità, alla tradizione spirituale e religiosa che soprattutto in passato, era molto forte e radicata nel tessuto sociale, ma anche alla gioiosità che alcuni di essi esprimono.

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