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Eroica Fenice

poesie barocche

Poesie barocche da ricordare, da Marino a Góngora

Il movimento barocco, sviluppatosi tra il Cinquecento e il Seicento, viene contraddistinto con le caratteristiche di bizzarro e anticlassicista, e così anche la letteratura che nacque in quei secoli. Quali sono le poesie barocche più rappresentative?

Termini come estroso e ampolloso spesso tuttora vengono utilizzati per definire il Barocco, che a sua volta ha assunto simile accezione; già la parola “barocco” etimologicamente sembra derivi da qualcosa di irregolare e strano, e andò a racchiudere un vero e proprio movimento culturale che si estese dall’architettura alla filosofia. In letteratura racchiude in sé generi specifici, uno stile e tematiche che sono solite ripetersi, come l’esaltazione della donna (ma non da idolatrare come figura divina), l’amore, l’amore per le arti figurative e temi legati anche alle nuove scoperte scientifiche, verso il nuovo secolo illuminista.

In Italia: le poesie barocche di Giambattista Marino

In Italia il poeta barocco che godette di maggiore fama fu Giambattista Marino, che dette vita alla corrente letteraria del marinismo, scrivendo poesie barocche tra le più imitate in Europa. La lirica assurge a genere preferito, e le figure retoriche (come le metafore) abbondano. Una delle poesie barocche tratte dalla sua raccolta più nota, “Lira” (1614), è il Sonetto dedicato ai biondi capelli della sua donna in cui Marino, con arguzia barocca, gioca sui versi petrarcheschi dei “capei d’oro a l’aura sparsi”:

A l’aura il crin ch’a l’auro il pregio ha tolto,

sorgendo il mio bel sol del suo oriente,

per doppiar forse luce al dì nascente,

da’ suoi biondi volumi avea disciolto.

Parte, scherzando in ricco nembo e folto,

piovea sovra i begli omeri cadente,

parte con globi d’or seri gìa serpente

tra’ fiori, or del bel seno or del bel volto.

Amor vid’io, che fra’ lucenti rami

de l’aurea selva sua, pur come sòle,

tendea mille al mio cor lacciuoli ed ami;

e, nel sol de le luci uniche e sole,

intento, e preso dagli aurati stami,

volgersi quasi un girasole il sole.

Il Barocco in Italia: Tommaso Stigliani

Uno dei precursori del marinismo fu il materano Tommaso Stigliani; tra le poesie barocche del suo “Canzoniere”, ricordiamo Felice chi ti vede!, un componimento rinvenuto e apprezzato nella sua antologia da Benedetto Croce in cui immaginazione e gioco si fondono, un estro che segue le fila della corrente barocca:

Felice chi ti vede!

Più felice a cui è dato di parlarti!

Felicissimo quel che può toccarti!

Semidio che ti bacia il bel sembiante!

Dio chi ti fa il restante!

Góngora e Quevedo: la lirica spagnola

Certezze ed ideali stavano mettendo in crisi anche il resto dell’Europa, e il Barocco prende strada anche in Spagna, dove la lirica fiorisce nel cosiddetto “Siglo de oro” e si sviluppa nel gongorismo (o culturanesimo) e in Luis de Góngora. Le poesie barocche di quest’ultimo, nonostante i suoi primi componimenti si avvicinino al concettismo barocco, si mostrano estranee a qualsiasi regola che domina la poesia. Tra i suoi componimenti, ricordiamo questa dedica alla sua città natale, A Córdoba:

Oh mura eccelse, oh torri incoronate di onore, di maestà, di gagliardia!

Oh grande fiume, re di Andalusia, dalle sabbie nobili, quando non dorate!

Oh fertile pianura, montagne elevate che il cielo predilige e il giorno indora!

Oh sempre gloriosa patria mia, tanto per le penne, come per le spade!

Accanto a Góngora non può non essere nominato Francisco de Quevedo, il cui intellettualismo fu espresso maggiormente nelle sue poesie barocche, di cui ricordiamo la più famosa dai “Sonetti amorosi e morali”, Amore costante al di là della morte, in cui si può dire professa in maniera estrema il detto amor vincit omnia:

Gli occhi miei potrà chiudere l’estrema ombra che a me verrà col bianco giorno,

e l’anima slegar dal suo soggiorno un’ora, dei miei affanni più sollecita,

ma non da questa parte della sponda lascerà la memoria dove ardeva:

nuotare sa la mia fiamma in gelida onda, e andar contro la legge più severa.

Un’anima che ha avuto un dio per carcere, vene che a tanto fuoco han dato umore,

midollo che è gloriosamente arso, il corpo lasceranno, non l’ardore;

anche in cenere avranno un sentimento; saranno terra, ma terra innamorata.

Luís de Camões e la poesia tradizionale portoghese

In Portogallo, una delle poesie barocche che ne preannuncia la corrente proprio per lo stile e l’intento è Amor é fogo que arde sem se ver di Luís de Camões, poeta molto celebrato nel suo Paese, oggi sepolto nel Monastero dos Jerónimos a Lisbona, proprio accanto a Vasco da Gama:

È un foco Amor, che ascoso tien l’ardore; | è ferita, che punge, e non si sente; | è un piacer, che tien l’alme discontente; | è acerbo duol, di cui non si ha dolore: || è un non voler, chè cio che vuole Amore; | è un andar solitario tra la gente; | è un godere con voglie non mai spente; | è un credersi felice ove si more: || è un suggettarsi i vincitori a i vinti; | è uno stare in prigion, perché si vuole; | è un esser fidi a chi ci brama estinti. || Come mai de l’Amor si grande amico | è il core uman, chè senza lui si duole, | se Amore de gli amanti è si nemico?

La poesia metafisica inglese con le poesie barocche di John Donne

Punta di questa corrente letteraria in Inghilterra furono le poesie barocche del “poeta metafisico” John Donne; contrasti, ancora figure retoriche e problematiche del suo tempo danno una luce diversa al Barocco inglese, e soprattutto si pone come una novità in quella che era la prolungata standardizzazione della poesia elisabettiana. Tra le sue poesie barocche Sfascia il mio cuore:

Sfascia il mio cuore, Dio in tre persone!

Per ora tu solo bussi, aliti, risplendi

e tenti di emendare. Ma perché io sorga e regga,

tu rovesciami e tendi la tua forza

a spezzarmi, ad esplodermi, bruciarmi e farmi nuovo.

Usurpata città, dovuta ad altri, io mi provo

a farti entrare, ma ahi! senza fortuna.

La ragione, in me tuo viceré,

mi dovrebbe difendere ma è

prigioniera e si mostra molle o infida.

Pure teneramente io t’amo e vorrei essere

riamato. Ma fui promesso al tuo nemico.

Divorziami, disciogli, spezza il nodo,

rapiscimi, imprigionami: se tu

non m’incateni non sarò mai libero,

casto mai se tu non mi violenti.

La letteratura barocca nasce soprattutto per contrastare la ferrea razionalità rinascimentale, e per quella ricerca del bello, del fantastico e del “diverso” anche nelle arti, alla ricerca della meraviglia: come disse Marino “È del poeta il fin la meraviglia/chi non sa far stupir, vada alla striglia!“.

Ilaria Casertano

Fonte immagine: Pixabay.com

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