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Prosimetro: prosa e versi un’alternanza che affascina

Il prosimetro, dal latino prosimetrum, è un genere letterario in cui prosa e versi vengono alternati in modo equilibrato.

È un genere molto raro nella letteratura, nato forse con intenti parodici verso la poetica e le liriche della tradizione greca: infatti i primi esempi sono delle satire menippee, genere satirico per eccellenza. È possibile collocare la sua nascita in età cesariana con le Saturae Menippeae di Marco Terenzio Varro.
Esempi di prosimetro in età contemporanea possono essere considerati la raccolta Canti Orfici di Dino Campana e Il Signore degli Anelli di John Ronald Reuel Tolkien.

Il prosimetro nella letteratura italiana

L’esempio più celebre di prosimetro della letteratura italiana è l’opera di Dante Alighieri intitolata Vita Nova, il componimento più celebre del Sommo Poeta. Si tratta appunto di un prosimetro, ovvero un’opera che alterna passi in prosa a componimenti poetici. Dante Alighieri ordina le proprie poesie grazie all’utilizzo della prosa, che funge da raccordo narrativo tra le varie poesie. In Dante Alighieri e nella poesia medievale, i versi in prosa rappresentano un modo per avvicinarsi gradualmente alla “verità”.

Grazie al prosimetro, le parole, e quindi i versi che contraddistinguono un’opera, si pongono su due piani temporali e linguistici, nettamente differenti, che dimostrano ed enfatizzano i valori intrinseci della tradizione letteraria di riferimento.

L’invenzione di una nuova struttura di prosimetro con rime di ugual metro va considerata una vera e propria innovazione, nell’ambito della quale, lo sperimentalismo, proprio soprattutto dei poeti cosiddetti stilnovisti, gettano le basi per la realizzazione di quelle che saranno poi definite egloghe volgari in terza rima della poesia italiana.

La tradizione letteraria italiana mostra quanto la forma del prosimetro si sia nel tempo diffusa, arrivando ai giorni nostri. Si può dire che, chiunque scelga la forma del prosimetro, crea una fusione molto forte, che solo la parola evocativa, suggestiva, simbolica, può cogliere e realizzare in pieno. L’alternanza tra prosa e versi crea un’unità che non distoglie l’attenzione del lettore, ma anzi, l’alimenta.

Prosimetro nella letteratura latina: il Satyricon

Altro esempio celebre di prosimetro, è il Satyricon, attribuito a Petronio Arbitro, forse identificabile con il cortigiano e scrittore Tito Petronio Nigro, meglio conosciuto, come tramanda Tacito, alla corte di Nerone come Petronius Arbiter (elegantiae) e morto suicida in seguito alla congiura dei Pisoni.

Il Satyricon è un’opera della letteratura latina; il testo pervenuto in età moderna è però frammentato e quindi ciò ha compromesso la comprensione dettagliata dell’opera. Il tempo della narrazione alterna un andamento lento, ad un andamento veloce e frenetico, nel quale vige l’alternanza tipica del prosimetro, che marca fortemente non solo l’opera nel suo complesso, ma anche il linguaggio della stessa.

Il vero significato

In questa visione così ampia, si inserisce il vero significato del prosimetro, definito come la forma informe per eccellenza, che si accorda benissimo, come se fosse la strofa di una sinfonia musicale, con le poesie basate su un corpus di versi prettamente brevi, inferiori all’endecasillabo, così da conferire all’andamento metrico quel carattere altalenante, tipico di una metricità intenzionalmente interrotta e spezzata.

Grazie al prosimetro è possibile dare un profondo senso di svolgimento e interiorità ad una vicenda personale, riaffermando con una situazione “intima” e dunque, spesso anche soggettiva, quotidiana, il vero valore della poesia.

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