Che cos’è l’Islam?
L’Islam è una religione monoteista abramitica fondata nel VII secolo d.C. nella penisola arabica dal profeta Maometto. I fedeli, chiamati musulmani, credono in un unico Dio (Allah) e seguono i precetti rivelati nel testo sacro, il Corano. Con circa 1,9 miliardi di fedeli, è la seconda religione più diffusa al mondo.
Per comprendere l’Islam è fondamentale separare la dottrina religiosa millenaria dai pregiudizi culturali moderni. La concentrazione maggiore dei seguaci di Maometto si trova nei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, ma comunità musulmane popolano ogni area del pianeta, Italia inclusa, formando una rete globale unita da principi spirituali incrollabili.
🎯 L’essenza della fede islamica in sintesi
- In poche parole: l’islam si basa sull’abbandono fiducioso all’unico Dio e sugli insegnamenti rivelati a Maometto, considerato il sigillo finale dei profeti.
- I punti di riferimento: si fonda sul Corano e si struttura su cinque pilastri fondamentali che regolano in modo pratico la preghiera, la carità, il digiuno e il pellegrinaggio.
- Un dettaglio che fa riflettere: storicamente l’islam non è stato solo una fede teologica, ma ha generato una grande civiltà (l’Età dell’Oro islamica) che ha preservato e sviluppato la matematica, l’astronomia e la medicina, gettando le basi della scienza moderna in Europa.
| Domanda chiave | Risposta sintetica per la ricerca |
|---|---|
| Significato di Islam | deriva dalla radice semitica s-l-m, indicando la sottomissione attiva e cosciente e l’abbandono fiducioso a Dio, un concetto strettamente correlato a pace e sicurezza. |
| Principi fondamentali | monoteismo assoluto (Tawhid), preghiera rituale (Salat), elemosina (Zakat), digiuno (Sawm) e pellegrinaggio alla Mecca (Hajj). |
| Testo sacro e guida | il Corano, considerato parola divina rivelata, affiancato dalla figura esemplare del profeta Maometto. |
Indice dei contenuti
- Qual è la differenza tra arabi e musulmani?
- L’etimologia e il reale significato del termine Islam
- Scheda essenziale e principi dell’Islam (Tawhid)
- Quali sono i 5 pilastri della fede islamica?
- Come avviene la conversione: la Shahada e la Umma
- Chi è Maometto? La storia del profeta
- Cos’è il Corano e quali sono i suoi precetti?
- Cos’è la Kaʿba (Pietra Nera) alla Mecca?
- L’architettura sacra: come è fatta una moschea?
- L’aniconismo e il ruolo della calligrafia
- La Shari’a e il vero significato del Jihad
- Il ruolo della donna e l’uso del velo (Hijab)
- Qual è la differenza tra sunniti e sciiti?
- L’Età dell’Oro islamica e la via dell’Ihsan
- Quali sono le feste islamiche principali?
- Regole alimentari: cos’è il cibo halal?
- Differenze tra Cristianesimo e Islam
- Curiosità, tradizioni nuziali e animali (gatti e cani)
- L’Islam in Italia e la Grande Moschea di Roma
1. Qual è la differenza tra arabi e musulmani?
La differenza principale risiede nel fatto che “arabo” indica un’appartenenza etnica e linguistica, mentre “musulmano” indica esclusivamente l’appartenenza religiosa alla fede islamica. La maggioranza dei musulmani nel mondo vive infatti in paesi non arabi (come l’Indonesia, il Pakistan o la Turchia), ed esistono parallelamente milioni di arabi di religione cristiana o di orientamento laico. Per capire a fondo questa distinzione cruciale, leggi la nostra guida completa sulla differenza tra arabi e musulmani. Per comprendere invece il contesto storico in cui questa fede è nata, scopri le radici della Mezzaluna Fertile studiando le civiltà di Assiri e Babilonesi.
2. L’etimologia e il reale significato del termine Islam
La parola islam deriva dalla radice trilittera semitica s-l-m (aslama), che esprime l’idea primordiale di “sicurezza”, “salvaguardia” e “abbandono totale”. Dal punto di vista prettamente teologico e linguistico, il termine si traduce come “abbandono fiducioso e sottomissione attiva alla volontà di Dio”. Chi compie questo atto di sottomissione consapevole e volontaria è definito musulmano (dall’arabo muslim).
La radice consonantica s-l-m è la medesima da cui si genera il termine salam, che in arabo significa “pace”. Di conseguenza, per i credenti, la vera pace interiore ed esteriore si ottiene esclusivamente ponendosi in uno stato di armonia, fiducia e obbedienza rispetto alla legge divina. Questo profondo nesso linguistico spiega perché l’islam si autodefinisca teologicamente come una via di pace spirituale e di fratellanza mondiale.
3. Scheda essenziale e principi dell’Islam (Tawhid)
Il concetto teologico cardine della religione islamica è il Tawhid, che afferma in modo assoluto e categorico l’unicità, l’invisibilità e l’indivisibilità di Dio. Ecco gli elementi essenziali che definiscono la struttura della fede:
| Elemento identificativo | Dettaglio |
|---|---|
| Dio unico | Allah |
| Testo sacro | Corano (rivelato unicamente in lingua araba) |
| Profeta fondatore | Maometto (Muhammad) |
| Luogo sacro principale | La Mecca (Arabia Saudita) |
| Giorno di preghiera | venerdì (Jumu’a) |
| Luogo di culto | moschea |
💡 Chi è il Dio dell’Islam e in cosa credono i musulmani?
I musulmani credono nello stesso Dio unico di ebrei e cristiani, chiamandolo semplicemente Allah (che in arabo significa “L’Iddio”). Credono che sia il creatore onnipotente e invisibile dell’universo, che non abbia forma fisica, non sia stato generato e non abbia figli. Rifiutano dunque il concetto cristiano di Trinità, basando la loro intera teologia sul dogma dell’assoluta e indivisibile unicità divina.
4. Quali sono i 5 pilastri della fede islamica?
I 5 pilastri dell’Islam (Arkān al-Islām) sono i cinque doveri religiosi assolutamente obbligatori per ogni musulmano praticante. Essi scandiscono la vita quotidiana, la solidarietà economica e la dimensione spirituale del credente:
| Pilastro | Significato e descrizione |
|---|---|
| Shahada (Testimonianza) | la dichiarazione di fede interiore ed esteriore: “Non c’è dio all’infuori di Dio e Maometto è il suo messaggero”. |
| Salat (Preghiera) | la preghiera rituale da effettuare 5 volte al giorno (alba, mezzogiorno, pomeriggio, tramonto, notte) rivolgendosi fisicamente verso La Mecca. |
| Zakat (Elemosina) | il versamento annuale (spesso fissato al 2,5% del patrimonio accumulato) per purificare la propria ricchezza e sostenere i bisognosi e le vedove. |
| Sawm (Digiuno) | il digiuno completo dall’alba al tramonto durante il mese sacro del Ramadan. Prevede regole rigide su cosa non fare durante il Ramadan per non invalidare il rito e la devozione. |
| Hajj (Pellegrinaggio) | il pellegrinaggio alla città santa de La Mecca da compiere almeno una volta nella vita, se le possibilità fisiche ed economiche lo permettono. |
💡 Cosa succede durante il mese di Ramadan?
Durante i 29 o 30 giorni del Ramadan, il nono mese del calendario lunare islamico, i musulmani sani e adulti si astengono dal bere, dal mangiare, dal fumare e dai rapporti sessuali dall’alba al tramonto. Non è solo una privazione fisica, ma un periodo di intensa spiritualità, preghiera, purificazione interiore ed empatia verso coloro che soffrono la fame tutto l’anno.
5. Come avviene la conversione: la Shahada e la Umma
A differenza di altre confessioni che prevedono percorsi sacramentali strutturati e prolungati, l’accesso formale alla fede islamica avviene attraverso un rito estremamente lineare ma spiritualmente denso. Per convertirsi all’Islam, il credente deve pronunciare con assoluta convinzione e sincerità la Shahada (la professione di fede): “Ashhadu an la ilaha illa Allah, wa ashhadu anna Muhammadan rasulu Allah” (ossia: “Attesto che non vi è alcun dio all’infuori di Dio, e attesto che Maometto è il Suo messaggero”).
La formula va pronunciata alla presenza di almeno due testimoni musulmani adulti, preferibilmente presso una moschea o un centro culturale riconosciuto. Attraverso questo atto solenne, il neofita entra a far parte della Umma, ovvero la comunità globale dei credenti. Questo concetto trascende ogni barriera geografica, linguistica, di classe sociale ed etnica, stabilendo un forte vincolo di uguaglianza e solidarietà fraterna tra tutti i fedeli sparsi per il mondo.
6. Chi è Maometto? La storia del profeta
Maometto (in arabo Muhammad) è il fondatore storico dell’Islam, considerato dai musulmani “il sigillo dei profeti”, ovvero l’ultimo inviato di Dio incaricato di portare il messaggio definitivo all’umanità. Nasce a La Mecca intorno al 570 d.C. e cresce in una famiglia di carovanieri e commercianti. A 40 anni, durante un periodo di profonda meditazione nella caverna di Hira, riceve la prima rivelazione divina attraverso l’arcangelo Gabriele.
Maometto inizia a predicare la sottomissione al Dio unico, ma incontra la feroce opposizione delle élite locali politeiste. Nel 622 d.C., compie l’Egira (la migrazione) verso la città di Medina, fondando la prima comunità islamica civile e religiosa (Umma). Questo evento storico è così cruciale da segnare l’anno zero del calendario islamico. Nel 630 d.C. ritorna a La Mecca conquistandola in modo pacifico e purificando la Ka’ba dagli idoli pagani, prima di morire nel 632 d.C. a Medina.
7. Cos’è il Corano e quali sono i suoi precetti?

Il Corano è il testo sacro definitivo dell’Islam, che contiene le rivelazioni dettate letteralmente da Dio a Maometto nell’arco di 23 anni. I suoi precetti fondamentali sanciscono l’unicità di Dio (Tawhid), il dovere della preghiera, l’obbligo morale della carità verso i poveri e l’importanza di costruire una società basata su legami solidi e rispetto reciproco, distinguendo nettamente le azioni lecite da quelle proibite.
” O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Dio, il più nobile di voi è colui che più Lo teme. ”
— Corano, Sura Al-Hujurat (Le Stanze Intime) 49:13
8. Cos’è la Kaʿba (Pietra Nera) alla Mecca?
La Kaʿba è un’antica costruzione cubica in muratura, costantemente avvolta in un drappo di seta nera (la Kiswa), situata al centro del cortile della Grande Moschea di La Mecca. È il luogo geografico e spirituale più sacro dell’intero islam. Verso la Kaʿba si orientano quotidianamente le preghiere (qibla) dei musulmani in tutto il mondo. Secondo la tradizione coranica, la sua base è stata costruita dal profeta Abramo e da suo figlio Ismaele. Nell’angolo orientale della struttura è incastonata la celebre Pietra Nera, considerata un frammento di meteorite donato direttamente da Dio, venerata da milioni di fedeli durante le faticose fasi del pellegrinaggio (Hajj).
Approfondimento: la nostra guida al Mondo Arabo
Ogni elemento della cultura araba è il frammento di una civiltà millenaria. Per unire tutti i tasselli e scoprire l’eredità storica, architettonica, linguistica e di stile di vita che l’Oriente ci ha lasciato, approfondisci con il nostro speciale completo:
👉 Mondo arabo: la guida completa a cultura, storia, lingua e tradizioni
9. L’architettura sacra: come è fatta una moschea?
La moschea (dall’arabo masjid, ossia “luogo in cui ci si prostra”) non è semplicemente un tempio religioso, ma rappresenta il fulcro sociale, educativo e spirituale di un’intera comunità musulmana. Sebbene le forme estetiche varino grandemente da nazione a nazione, vi sono alcuni elementi strutturali funzionali e immancabili:
- Il minareto (al-manara): la torre da cui il muezzin intona ad alta voce l’Adhan, ovvero il richiamo rituale alla preghiera rivolto all’intera città.
- Il mihrab: una nicchia finemente decorata, posta sulla parete interna chiamata qibla, che indica ai fedeli la direzione esatta de La Mecca verso cui orientarsi fisicamente durante il rito.
- Il minbar: un pulpito sopraelevato di legno o marmo situato a destra del mihrab, dal quale l’Imam pronuncia il sermone morale (khutba) durante l’assemblea solenne del venerdì.
- L’area delle abluzioni (wudu): un cortile porticato o una sala dotata di fontane in cui i fedeli effettuano il lavaggio rituale di viso, mani, bocca, naso, braccia e piedi, fondamentale per purificarsi prima di accedere alla sala di preghiera.
10. L’aniconismo e il ruolo della calligrafia
Chi accede per la prima volta in una moschea nota subito la totale assenza di dipinti, statue, icone o raffigurazioni antropomorfe e zoomorfe di Dio o del profeta Maometto. Questa netta scelta dottrinale risponde alla rigida regola dell’aniconismo, volta a scongiurare qualunque forma di idolatria (shirk) o di assimilazione del Divino illimitato alla finitezza dell’aspetto materiale e umano.
Per sopperire all’assenza di immagini religiose figurative, l’arte islamica ha sviluppato nel corso dei secoli una straordinaria perizia decorativa geometrica e floreale (gli arabeschi) e, soprattutto, l’arte della calligrafia araba. I versetti del Corano, scritti con inchiostri dorati o scolpiti nei mosaici delle cupole, decorano le pareti delle moschee, trasformando la parola divina rivelata nella forma d’arte visiva più elevata della fede.
11. La Shari’a e il vero significato del Jihad
Due dei concetti più dibattuti e spesso fraintesi in Occidente sono la Shari’a e il Jihad. La Shari’a (letteralmente “la strada da percorrere verso la fonte d’acqua”) non è un semplice codice penale repressivo, ma l’ampio insieme dei principi morali, spirituali e giuridici dedotti dal Corano e dalla Sunna (i detti e i comportamenti del Profeta), che guidano la vita quotidiana del credente in ogni suo aspetto, dalla famiglia all’economia.
Il termine Jihad, invece, viene frequentemente tradotto dai media in modo errato come “guerra santa”. In lingua araba, la radice indica semplicemente “lo sforzo” o “l’impegno attivo”. Il “Jihad maggiore” (al-Jihad al-Akbar) rappresenta la lotta interiore e spirituale del credente contro le proprie passioni distruttive, l’ego e i propri difetti; il “Jihad minore” (al-Jihad al-Asghar) riguarda lo sforzo fisico, e la difesa anche militare, della comunità islamica qualora questa venga ingiustamente oppressa o attaccata.
12. Il ruolo della donna e l’uso del velo (Hijab)
Il tema dell’abbigliamento femminile è centrale nelle odierne discussioni sociali sull’Islam. Il Corano prescrive la modestia nel vestiario e nel comportamento pubblico sia per gli uomini che per le donne. Il termine generico Hijab indica il velo classico che copre i capelli e il collo, lasciando però completamente scoperto e visibile il viso. L’interpretazione dei diritti e delle libertà delle donne varia tuttavia enormemente a seconda delle leggi civili, della demografia e del livello di fondamentalismo politico dei vari Stati a maggioranza islamica, distaccandosi spesso dai principi religiosi puri.
💡 Qual è la differenza tra hijab, burqa e niqab?
Queste declinazioni dell’abbigliamento femminile sono legate alle tradizioni culturali locali più che al testo sacro in senso stretto. L’hijab è il velo standard che copre i capelli ma lascia il volto scoperto. Il niqab, diffuso nella penisola arabica, è un velo integrale che copre il volto lasciando solo una fessura per gli occhi. Il burqa, tipico dell’Afghanistan, è invece una veste azzurra che copre l’intero corpo e nasconde anche gli occhi dietro una retina di tessuto.
13. Qual è la differenza tra sunniti e sciiti?
La grande divisione politica e teologica all’interno dell’Islam nacque immediatamente dopo la morte di Maometto nel 632 d.C., in merito a chi dovesse succedergli legittimamente come Califfo (guida temporale e spirituale):
- I Sunniti (circa l’85-90% dei fedeli mondiali): ritengono che la guida spettasse a un leader saggio scelto per consenso dalla comunità, seguendo fedelmente la Sunna (gli insegnamenti consolidati del Profeta). Non credono in un clero gerarchicamente organizzato.
- Gli Sciiti (circa il 10-15%, concentrati soprattutto in Iran, Iraq e Libano): credono che la leadership della Umma spettasse per diritto divino esclusivamente al cugino e genero di Maometto, Ali ibn Abi Talib, e ai suoi discendenti diretti per linea di sangue. Possiedono una rigida gerarchia clericale (composta dagli Ayatollah).
14. L’Età dell’Oro islamica e la via dell’Ihsan
L’immagine di una religione legata unicamente all’osservanza di rigidi dogmi ignora il fatto che la spinta teologica verso la conoscenza ha scatenato la colossale Età dell’Oro islamica (dall’VIII al XIII secolo). Partendo da metropoli come Baghdad o la Cordoba andalusa, gli scienziati e i filosofi musulmani (come Avicenna e Averroè) hanno tradotto le opere greche antiche, inventato l’algebra moderna, introdotto in Europa i numeri arabi (di origine indiana) e gettato le basi del metodo clinico negli ospedali medievali.
Questa ricerca scientifica si sposava con il concetto spirituale di Ihsan. Se l’Islam rappresenta la sottomissione esteriore (le regole, i pilastri) e l’Iman rappresenta la fede interiore, l’Ihsan è la ricerca dell’eccellenza e della bellezza: l’atteggiamento di chi agisce in ogni ambito della vita, dalla medicina all’arte, come se stesse guardando Dio, consapevole che Dio lo sta guardando.
15. Quali sono le feste islamiche principali?
Il giorno sacro settimanale per l’Islam è il venerdì, dedicato alla preghiera comunitaria obbligatoria per gli uomini in moschea. Le festività annuali principali per tutti i credenti sono due: l’Eid al-Fitr (la gioiosa festa che segna la fine e la rottura del digiuno del Ramadan) e l’Eid al-Adha (la grande festa del sacrificio che commemora la prova di fede di Abramo, pronto a sacrificare il figlio per obbedienza a Dio). Il Natale non rientra affatto nel calendario liturgico islamico, e il Capodanno islamico (l’Hijri) è vissuto come un giorno di seria riflessione spirituale sull’Egira del Profeta, e non come un momento di grandi festeggiamenti laici.
16. Regole alimentari: cos’è il cibo halal?
Il termine Halal indica nella giurisprudenza islamica tutto ciò che è consentito e “lecito”. Applicato al cibo, indica carni e prodotti derivanti da animali macellati in modo rapido secondo lo specifico rito islamico purificatorio (dhabihah), pronunciando il nome di Dio. I cibi severamente vietati (indicati con il termine Haram) includono il sangue, la carne di animali trovati già morti e la carne di predatori.
💡 Perché i musulmani non mangiano il maiale e non bevono alcol?
Il divieto di mangiare carne di maiale è esplicitamente sancito dal Corano, che definisce l’animale come impuro, un divieto alimentare storicamente condiviso con la tradizione ebraica. L’alcol e ogni tipo di intossicante sono ugualmente vietati in modo assoluto perché alterano le capacità mentali del credente, ostacolando il raziocinio, il decoro sociale e il costante ricordo di Dio durante le fasi della preghiera.
17. Differenze tra Cristianesimo e Islam
Sebbene entrambe siano religioni monoteiste abramitiche con radici parzialmente comuni, presentano divergenze teologiche insormontabili, soprattutto riguardo alla concezione della divinità e del perdono:
| Concetto | Cristianesimo vs Islam |
|---|---|
| Natura di Dio | i cristiani credono nel Dio Trinitario (Padre, Figlio, Spirito Santo). L’Islam crede in un Dio assolutamente indivisibile, senza associati o figli (Tawhid). |
| Figura di Gesù | per i cristiani è il Figlio di Dio. Per i musulmani è un Profeta veneratissimo (Isa), nato dalla Vergine Maria, ma non è divino né è mai morto sulla croce. |
| Testo Sacro | la Bibbia, che contiene il libro sulla Creazione, per i cristiani. Il Corano per l’Islam, che lo considera l’ultima rivelazione inalterata. |
| Peccato Originale | il cristianesimo riconosce la colpa ereditata da Adamo. Nell’Islam, l’essere umano nasce puro e innocente, responsabile solo delle proprie azioni individuali. |
Leggi lo speciale sulla cristianità
L’Islam riconosce Gesù come uno dei più grandi profeti inviati, ma diverge profondamente dal Cristianesimo sulla sua natura salvifica. Se desideri comprendere meglio le radici dottrinali, le correnti storiche (Cattolici, Ortodossi, Protestanti) e i dogmi della fede cristiana, leggi la nostra guida principale dedicata:
👉 Differenza tra cristiani: la guida a Cattolici, Ortodossi, Protestanti e altre fedi
Leggi anche lo speciale sull’Ebraismo
Essendo un culto strettamente abramitico, l’Islam condivide gran parte delle sue antiche radici profetiche con l’Ebraismo (es. il patriarca Abramo). Se desideri ampliare la tua conoscenza storica per un confronto globale tra le tre grandi religioni, ti consigliamo il nostro approfondimento dedicato:
👉 L’Ebraismo: la guida completa tra storia, religione, festività e testi sacri
18. Curiosità, tradizioni nuziali e animali (gatti e cani)
La legislazione islamica influenza profondamente i riti di passaggio della società civile. Le usanze nuziali, ad esempio, fondono il rito contrattuale islamico con le affascinanti culture preesistenti locali, come si nota nelle spettacolari tradizioni del matrimonio indiano all’interno delle comunità musulmane dell’Asia meridionale. Altre curiosità riguardano le rigide direttive funebri: la cremazione non è ammessa (il defunto va lavato e sepolto avvolto in teli bianchi, rivolto alla Mecca), e agli uomini è caldamente sconsigliato indossare ornamenti di seta e oro per mantenere la sobrietà materiale.
Riguardo agli animali domestici, il cane è tradizionalmente considerato impuro (in particolar modo la sua saliva) e un ostacolo per il mantenimento della purezza rituale necessaria alla preghiera domestica. Al contrario, il gatto è estremamente rispettato in tutto il mondo arabo. I felini hanno persino il libero accesso alle moschee per ripararsi o riposare, poiché la tradizione riporta ampiamente che lo stesso profeta Maometto amasse e rispettasse profondamente la sua gattina di nome Muezza.
19. L’Islam in Italia e la Grande Moschea di Roma
In Italia, la presenza dell’Islam conta oggi numerose comunità radicate sul territorio. Il fulcro di questa rete spirituale è il Centro Islamico Culturale d’Italia, che gestisce le attività della Grande Moschea di Roma. Questo capolavoro ingegneristico è la più grande struttura di culto islamico dell’intera Europa, progettata e realizzata magistralmente dall’architetto Paolo Portoghesi per favorire l’incontro pacifico tra culture.
- Indirizzo: Viale della Moschea, 85, 00197 Roma RM
- Telefono: 06 808 2165
- Sito web: Grande Moschea di Roma
- Costo ingresso: l’accesso per la preghiera è sempre gratuito. Le visite guidate per i turisti necessitano di un abbigliamento consono (spalle coperte, gambe coperte e velo per le signore).
Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2026

