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Eroica Fenice

Scultori famosi. Dal Rinascimento all’età contemporanea

Scultori famosi. Dal Rinascimento all’età contemporanea

Scultori famosi. Quali e quanti talenti e personalità poliedriche si sono succeduti nella storia fino ai nostri giorni? L’arte esiste sin dai tempi preistorici, in forme rudimentali, ma sempre atta ad esprimere ciò che l’artista nella fattispecie provasse o intendesse comunicare. Ma è dal periodo rinascimentale che l’arte assume forme sempre più compiute ed armoniche, espresse attraverso mani e cuori di geni, che hanno segnato un’epoca fondamentale della storia dell’arte, non solo italiana, ma mondiale. Si pensi a Firenze, patria artistica rinascimentale per eccellenza, così come Roma ed altre città che incarnano da sempre il gusto della raffinatezza, attraverso le splendide architetture religiose, i meravigliosi dipinti commissionati e le incredibili sculture dei più celebri artisti.

Ebbene, dal Rinascimento fino all’età contemporanea, molti sono i nomi che hanno lasciato un’impronta indelebile nel panorama dell’arte. Analizziamo ora il lavoro e la passione di alcuni dei più famosi scultori, italiani e internazionali, proprio partendo dall’epoca rinascimentale, fino a giungere ai talenti figli della contemporaneità.

Scultori famosi. Dal Rinascimento al Neoclassicismo

Tra gli scultori famosi, cominciamo la rassegna con colui che vien considerato il padre della scultura rinascimentale, Donatello. Nato a Firenze nel 1386, battezzato come Donato di Niccolò di Betto Bardi, l’artista fiorentino era di famiglia modesta e dotato di un temperamento passionale, carattere che riuscì ad esprimere mirabilmente nelle sue opere, in cui era solito imprimere vigore, drammaticità e umanità quali forze trattenute in quelle forme armoniose da lui create e scolpite. Donatello fu allievo di Brunelleschi, cominciando i suoi lavori a Firenze agli inizi del ‘400. Tra i capolavori vanno menzionati San Giovanni Evangelista, oggi presente al Museo dell’Opera del Duomo, San Marco e San Giorgio, nella chiesa di Orsanmichele e i Profeti per il Campanile di Giotto a Santa Maria del Fiore. Gli anni della maturità vedono Donatello concentrarsi sui bassorilievi, mettendo a punto la nuova tecnica dello “stiacciato” (rilievo con variazioni minime rispetto al fondo), con la quale decorò battisteri e pulpiti in Toscana. Tra i suoi capolavori si ricorda sicuramente il David (1440) bronzeo, conservato al Museo Nazionale del Bargello a Firenze, e da cui ha tratto ispirazione la statuetta-premio cinematografico italiano assegnato ai vincitori durante l’annuale cerimonia di premiazione. Un altro David, ma marmoreo, fu prodotto invece da Donatello nella fase giovanile, nel 1408-1409.

E parlando di scultori rinascimentali non si può evitare di analizzare il talento di Michelangelo Buonarroti, tra i più famosi scultori non solo italiani, ma di tutto il mondo. Nato nel 1475 da una famiglia fiorentina patrizia, era destinato ad una carriera ecclesiastica o militare. Eppure l’arte entrò a far parte della sua vita sin dalla più tenera età. Crescendo, fu notato da Lorenzo il Magnifico, che lo ospitò e avvicinò ai più importanti intellettuali dell’epoca. Dopo la sua morte, si spostò a Roma, assorbendo le influenze della cultura classica e delle varie forme rinascimentali, che gli permisero di maturare e sviluppare il suo talento. Il suo primo capolavoro fu La Pietà (1498-1499), scolpita inizialmente per la cappella di Santa Petronilla e oggi conservata nella Basilica di San Pietro in Vaticano. Michelangelo completò la sua opera poco più che ventenne, utilizzando il marmo di Carrara. Successivamente ultimò un altro suo capolavoro, il David (1501-1504), che, ritenuto troppo bello per essere posto in una posizione defilata, fu esposto in Piazza della Signoria a Firenze.

Quasi contemporaneo di Michelangelo fu Benvenuto Cellini, nato a Firenze nel 1500 e considerato il più grande erede del maestro, oltre che tra i fondatori del Manierismo. Nato da una famiglia di artigiani di strumenti musicali, fu inizialmente avviato al canto e al suono. Ma il talento come scultore, in particolare come orafo, emerse presto in lui. Tra i suoi lavori di oreficeria va sicuramente menzionata la Saliera di Francesco I (1540-1543), realizzata durante il suo soggiorno in Francia per il re, considerata uno degli oggetti più significativi del Manierismo europeo e custodita al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Tra le sue altre grandi opere si annoverano il Perseo con la testa di Medusa (1545-1554), sita in Piazza della Signoria a Firenze, Il Crocifisso (1556-1562), conservato al Monastero di San Lorenzo di El Escorial, e Apollo e Giacinto (1548), conservata al Museo Nazionale del Bargello a Firenze.

Circa un secolo più tardi vengono abbandonate le forme rinascimentali con Gian Lorenzo Bernini, il grande scultore napoletano nato nel 1598, che promuove i nuovi dettami del Barocco. Fu attivo soprattutto a Roma con capolavori di fascino e particolarità. Va a tal proposito menzionata la Fontana della Barcaccia in Piazza di Spagna (1629), realizzata con il padre Pietro. Dopo lo studio della scultura ellenistica e michelangiolesca, mise a punto il nuovo stile barocco. Tra i suoi capolavori spiccano Il Ratto di Proserpina (1621-1622), il David (1623-1624) e Apollo e Dafne (1622-1625), tutte commissionate dal cardinale Scipione Caffarelli-Borghese e conservate proprio nella Galleria Borghese di Roma. La caratteristica del suo talento consisteva nel rappresentare i soggetti scultorei in un forte naturalismo e realismo. Lavorò sotto il pontefice Urbano VIII e successivamente sotto Innocenzo X, realizzando tra l’altro la celebre Fontana dei Quattro Fiumi (1648-1651) sita a Piazza Navona.

Dopo lo stile barocco del Bernini, si giunge con Antonio Canova alla definizione di Neoclassicismo. Nato a Possagno nel 1757, fu in età giovanile un ammiratore dello stile barocco seicentesco, superandolo poi per abbracciare l’equilibrio incarnato dallo stile neoclassico. Dopo un esordio a Venezia, si trasferì a Roma, dove studiò le sculture classiche, accostandosi all’idea di “quieta grandezza”. Proprio nella capitale produsse i suoi capolavori, tra cui la celeberrima Amore e Psiche (1787-1793), conservata presso il Louvre di Parigi. Tratta da L’asino d’oro di Lucio Apuleio del II sec. d.C., l’opera raffigura con un erotismo sottile e raffinato Amore e Psiche nell’attimo intenso che precede il bacio. Vanno menzionate inoltre Teseo e il Minotauro (1781-1783), esposta nel Victoria and Albert Museum di Londra, e Le Tre Grazie (1812-1817), la cui prima versione è conservata al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, e una sua replica invece nel Museo londinese già menzionato. Nelle sue opere Canova utilizzava una levigatura raffinatissima, atta a conferire un effetto di lucentezza alle sculture.

Scultori famosi. I talenti in età contemporanea

Se in epoca rinascimentale e neoclassica la scultura promuoveva la limpidezza delle forme, insieme all’armonia e al vigore, si giunge in età contemporanea alla necessità sempre più urgente ed attuale di imprimere nelle opere scultoree emozione, immediatezza, espressione autentica in tutta la genuinità di cui è possibile fruire.

Gli scultori contemporanei riescono a trarre da un pezzo di legno, argilla o marmo l’essenzialità e la forza della verità.

Uno degli scultori famosi contemporanei italiani più apprezzati al mondo è senz’altro Arnaldo Pomodoro. Nato a Morciano – in Emilia Romagna – nel 1926, è conosciuto nel mondo per il suo straordinario talento. In ognuna delle principali città e nazioni è possibile fruire dei suoi capolavori: da Copenaghen a Dublino, da Los Angeles a New York, così come in Italia, tra Milano, Roma, Pietrasanta e Pesaro. Lo spirito geometrico domina nelle sue sculture e tra le più famose ci sono sicuramente le sfere, Sfera con sfera in bronzo. La loro particolarità consiste nell’aprirsi allo spettatore, mostrando la loro complessità interna, che contrasta con la perfezione e levigatezza esterna. Ciò ad indicare metaforicamente i lati oscuri celati nella vita da un’apparente perfezione, inconsapevolmente precaria. Ve ne sono diverse nel mondo, ma tra le più affascinanti c’è quella di Pesaro, realizzata nel 1998 e collocata in una fontana sul lungomare della città. Qui il riflesso dell’opera nell’acqua rende la scultura ancor più suggestiva.

Tra i più famosi scultori d’epoca contemporanea, e tra i più giovani, si annovera Jacopo Cardillo, meglio conosciuto con lo pseudonimo Jago. Classe 1987, l’artista nato a Frosinone è amatissimo sui social, dove espone le sue opere, guadagnandosi l’appellativo di “social artist”. Jago riesce a lavorare pietra e marmo in maniera sorprendente: le mani e i volti che scolpisce sembrano vivere, dotati d’anima, dando l’impressione di osservare in profondità chi sta ad ammirarli. A tratti possono apparire un po’ inquietanti, ma per chi le osserva è quasi impossibile staccarvi gli occhi. Tra i suoi capolavori, Il busto di Papa Benedetto XVI – Habemus Hominem (2016). Realizzata in marmo, tale scultura reca una notevole particolarità: il pontefice è nudo, ed è tale perché l’artista decide di mostrarne l’umanità, tutto se stesso, modificando pertanto la formula “Habemus Papam”. Tra le altre opere ritroviamo Venere (2017), la scultura che rappresenta una donna scolpita nei tratti della vecchiaia, dimostrando come l’autentica bellezza femminile non sfiorisca mai davvero, nonostante la tirannia del tempo che scorre.

L’artista degli opposti, Marcello Morandini nasce a Mantova nel 1940. Le sue opere sono caratterizzate da una precisione geometrica e una fruizione immediata, complesse ma leggere insieme. Nelle sue sculture Morandini predilige il bianco e nero, valorizzando la sola presenza/assenza di luce, così da rivelare le forme e ciò che celano e mostrano, senza soffermarsi sull’estetica del colore. Ma ciò che più di ogni altra caratteristica adorna i suoi capolavori è il contrasto tra gli opposti: il bianco e il nero appunto, così come il pieno e il vuoto geometrico, la staticità e il movimento. Tra le più significative, Ombra Latina, esposta al Wilhelm Hack Museum di Ludwingshafen am Rhein, e La porta della vita, esposta a Hattingen.

Il genio di vari artisti italiani e internazionali confluisce in alcune città, in particolare Pietrasanta, in Versilia. Patria di scultori e pittori che creano ed hanno creato nel tempo un legame simbiotico con la città in cui ornatisti, artigiani e scultori mettono a frutto il proprio talento. Tra questi, Fernando Botero è probabilmente colui che ha instaurato un rapporto più stretto con la città patria d’artisti. Nato a Medellín, in Colombia, nel 1932, ha negli anni alimentato il suo amore per questa particolarissima e artistica città, tanto da decidere di acquistare una casa e creare uno studio. Nel 1951 realizza la prima mostra personale alla Galleria Leo Matiz di Bogotà, e le sue opere sono state presentate in tutti i più importanti musei del mondo, da Rotterdam a Caracas, dagli Stati Uniti al Giappone, dall’Italia a Buenos Aires… Nel 2001 ottiene finalmente la cittadinanza onoraria di Pietrasanta. Botero, passando dalla pittura alla scultura, sostituisce il colore con la plasticità, espandendo il metallo armoniosamente nello spazio. Tra le opere dello scultore colombiano si annovera Il Guerriero (1992), scultura bronzea che segna l’ingresso nel centro storico di Pietrasanta.

Ma Botero non è sicuramente l’unico ad aver scelto Pietrasanta come patria della sua arte. Si menziona a riguardo anche Igor Mitoraj, nato in Germania nel 1944. Di origini polacche, il noto scultore studia pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Cracovia. Negli anni ’70 trascorre un lungo periodo in Messico, approfondendo le culture sudamericane e azteche e manifestando il suo principale interesse per la scultura. Ottiene prima un grande successo a Parigi, con la prima mostra personale presso la Galleria La Hune, e dopo numerosi viaggi tra Grecia e New York nel 1979 giunge in Toscana, a Pietrasanta, trasferendosi poi come Botero definitivamente nel 1983. Le sue opere sono fruibili al British Museum di Londra, alla Galleria degli Uffizi e Giardino di Boboli a Firenze, fino al Teatro alla Scala di Milano. Nel 1992 viene insignito del “Premio Pietrasanta e la Versilia nel mondo” e nel 1995 la sua scultura Il Centauro, esposta nella piazza del centro, rientra nel Parco Internazionale della Scultura Contemporanea della città. Nelle sue sculture si legge la contrapposizione dei pieni e dei vuoti, studiati e realizzati per esaltare la perfezione e la sensualità dei suoi personaggi, che si materializzano attraverso volti privati di occhi, come finestre proiettate ad un passato contrapposto al presente incerto. Un artista che cerca la monumentalità, lasciando il segno attraverso il fascino e la grandiosità.

 

Foto di: Pixabay

Fonte: https://pixabay.com/it/photos/louvre-parigi-statua-museo-francia-2775451/

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