Superstizioni napoletane: le 10 credenze più famose (e il loro significato)

Le 4 superstizioni napoletane più famose

La tradizione napoletana è ricca di riti scaramantici e credenze popolari a cui prestare attenzione in ogni momento. Queste superstizioni napoletane hanno a che fare con gesti della vita quotidiana che chiunque potrebbe compiere senza pensarci, ma che a Napoli assumono un significato preciso, legato alla fortuna e alla sfortuna. Radicate in una storia millenaria, queste pratiche continuano a permeare la vita di tutti i giorni, conferendo una dimensione magica alla realtà, elemento fondante della scaramanzia napoletana.

Le superstizioni napoletane più comuni e i loro rimedi

Superstizione Significato e rimedio
Cappello sul letto Presagio di morte (va rimosso subito)
Caduta di sale o olio Sfortuna e miseria (lanciare sale dietro la spalla)
Rompere uno specchio 7 anni di sfortuna (gettare i cocci in acqua)
Aprire ombrello in casa Attira la malasorte
Gatto nero che attraversa Ostacolo demoniaco (aspettare che passi un altro)

1. Oggetti portafortuna e contro la iella

Il corno portafortuna (“o’ curniciello”)

Il corno napoletano è l’amuleto per eccellenza. Per portare fortuna deve essere regalato, mai comprato per sé. La sua forma non è quella di un peperoncino, ma è un simbolo fallico che risale al Neolitico, associato alla fertilità e all’abbondanza. Serve a proteggere la famiglia e la casa dal malocchio. Tuttavia, se si teme che l’influsso negativo sia già presente, la tradizione offre specifici rituali su come togliere il malocchio. Per “attivare” il corno, invece, chi lo riceve deve farsi pungere il palmo della mano sinistra con la sua punta.

Il gobbo (“o’ scartellato”)

Tra le superstizioni partenopee, incontrare un uomo con la gobba (‘o scartellato, numero 57 della Smorfia Napoletana) è un segno di buon auspicio. La tradizione vuole che si accarezzi la sua gobba per attirare la fortuna. Attenzione però: la credenza vale solo per gli uomini; incontrare una donna gobba è considerato presagio di sventura.

2. Azioni e presagi di sfortuna (e come rimediare)

Il cappello sul letto e il letto rivolto alla porta

Non si deve mai appoggiare un cappello sul letto. Questa superstizione napoletana è legata al rito funebre: quando un medico o un prete visitavano un malato grave, appoggiavano il loro cappello sul letto, che diventava così un presagio di morte. Per lo stesso motivo, non si dorme mai con i piedi del letto rivolti verso la porta della stanza, perché quella è la posizione in cui si sistema la bara durante la veglia funebre.

Far cadere il sale o l’olio

Far cadere il sale è considerato un segno di grande sventura. Per annullare il maleficio, bisogna raccoglierne un pizzico e lanciarlo dietro la spalla sinistra. L’origine della credenza è antica: il sale era un bene preziosissimo (da cui la parola “salario”) e sprecarlo era un vero dramma. Lo stesso vale per l’olio, altro bene costoso del passato. Versarlo è un presagio di miseria.

Passare la scopa sui piedi

È severamente vietato passare la scopa sui piedi di una persona nubile, perché si crede che questo gesto le “spazzi via” la possibilità di sposarsi. È un’antica credenza legata al focolare domestico e al destino delle giovani donne.

Aprire un ombrello in casa

Aprire un ombrello al chiuso è considerato un gesto che attira la sfortuna. L’origine potrebbe essere pratica (un tempo gli ombrelli erano grandi e potevano rompere oggetti) o simbolica: aprire in casa un oggetto fatto per riparare dalla pioggia era visto come un’offesa agli spiriti protettori della casa.

Rompere uno specchio

Questa è una delle superstizioni più universali. Rompere uno specchio porterebbe sette anni di sfortuna. Gli antichi romani credevano che lo specchio riflettesse l’anima e che romperlo significasse danneggiarla. I sette anni corrisponderebbero al tempo necessario all’anima per rigenerarsi.

Il gatto nero che attraversa la strada

Questa credenza risale al Medioevo, quando i gatti neri erano associati alle streghe e alla magia nera. L’attraversamento della strada simboleggiava un ostacolo demoniaco sul proprio cammino. Per scongiurare la sfortuna, bisogna fermarsi e aspettare che passi qualcun altro, oppure fare tre passi indietro.

3. I regali “sfortunati”

Regalare un orologio

Regalare un orologio è considerato di cattivo auspicio perché simboleggia lo scorrere del tempo e, quindi, l’avvicinarsi della fine di un rapporto o della vita stessa. Per neutralizzare la sfortuna, chi riceve il regalo deve “pagarlo” con una moneta simbolica.

Regalare fazzoletti o spille

I fazzoletti si associano alle lacrime e al dolore, mentre le spille e gli oggetti appuntiti simboleggiano qualcosa che “punge” e ferisce i rapporti. Anche in questi casi, è usanza “pagare” il regalo con una monetina per trasformarlo in una compravendita.

4. I riti scaramantici per neutralizzare la sfortuna

Le superstizioni napoletane sono sempre accompagnate da riti scaramantici per neutralizzare le influenze negative. Questi gesti, come toccare ferro, fare le corna o lanciare il sale, non sono solo un retaggio del passato, ma continuano a permeare la vita di tutti i giorni, conferendo una dimensione magica ai gesti quotidiani e offrendo un senso di controllo sul destino.

Fonte immagine: Pixabay

Articolo aggiornato il: 29/12/2025

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