Tiresia: il mito dell’indovino cieco che si trasformò in donna

Tiresia

Tiresia è una delle figure più enigmatiche e affascinanti della mitologia greca, un indovino cieco della città di Tebe. Il suo mito è caratterizzato da eventi straordinari, tra cui una temporanea trasformazione in donna e l’acquisizione del dono profetico come diretta conseguenza di un’interazione con gli dèi. La sua ombra, evocata da Ulisse nell’Odissea, e le sue rivelazioni a Edipo lo rendono un personaggio fondamentale per comprendere il rapporto tra uomo, destino e divinità nel mondo antico.

Chi era Tiresia? il ruolo del veggente nel mito greco

Tiresia era figlio del pastore Everete e della ninfa Cariclo, discendente degli “Sparti”, gli uomini nati dai denti del drago seminati da Cadmo. La sua figura di veggente è centrale in molti dei più importanti miti tebani. A differenza di altri profeti, Tiresia mantenne le sue facoltà divinatorie anche dopo la morte, come narra Omero nel decimo libro dell’Odissea, dove Ulisse, su consiglio della maga Circe, lo evoca dal regno dei morti per conoscere il suo futuro.

Il mito della trasformazione: perché Tiresia diventa donna?

L’episodio più singolare del suo mito è senza dubbio la trasformazione in donna. La versione più celebre, narrata anche da Ovidio nelle Metamorfosi, racconta che Tiresia, passeggiando sul monte Citerone, si imbatté in due serpenti intenti ad accoppiarsi. Infastidito, colpì la femmina con il suo bastone e fu immediatamente trasformato in una donna. Visse in queste vesti per sette anni, sperimentando pienamente la vita femminile. Al termine di questo periodo, si ritrovò nella stessa situazione: vedendo nuovamente i due serpenti, questa volta colpì il maschio, tornando così a essere uomo.

La cecità e il dono della profezia: la disputa tra gli dèi

La sua esperienza unica in entrambi i generi divenne nota persino sull’Olimpo. Un giorno, Zeus ed Era stavano discutendo su chi, tra uomo e donna, provasse più piacere nell’atto sessuale. Non trovando un accordo, decisero di consultare l’unico essere vivente che potesse rispondere con cognizione di causa: Tiresia. Convocato, l’indovino non esitò: se il piacere fosse diviso in dieci parti, nove spetterebbero alla donna e solo una all’uomo. La risposta mandò Era su tutte le furie, poiché riteneva che Tiresia avesse svelato un segreto femminile. Per punirlo, lo accecò. Zeus, non potendo annullare l’atto di un’altra divinità, decise di compensarlo: gli concesse il dono della profezia e una vita straordinariamente lunga, pari a sette generazioni umane.

Le due versioni del mito: perché Tiresia divenne cieco?

Oltre alla versione legata a Zeus ed Era, ne esiste un’altra, altrettanto famosa, riportata da autori come Pseudo-Apollodoro nella sua Biblioteca. Questa versione attribuisce la cecità a un incontro con la dea Atena.

Versione del mito Causa della cecità e compensazione
Il giudizio su Zeus ed Era Causa: aver svelato un segreto femminile nel giudicare il piacere sessuale.
Compensazione: Zeus gli dona la profezia e una lunga vita.
L’incontro con Atena Causa: aver visto involontariamente la dea Atena nuda mentre faceva il bagno.
Compensazione: Atena, impietosita, gli dona la capacità di “vedere” il futuro per compensare la vista persa.

Le profezie più famose: da Ulisse a Edipo

Divenuto il più grande indovino di Grecia, Tiresia è protagonista di numerose vicende. Le sue profezie, spesso oscure e terribili, si avverano sempre. Tra le più note ricordiamo:

  • La profezia a Ulisse: nell’Odissea, Tiresia rivela a Ulisse che il suo ritorno a Itaca sarà ostacolato dall’ira di Poseidone e che, una volta a casa, dovrà sterminare i Proci, per poi intraprendere un ultimo viaggio verso una terra lontana dal mare.
  • La rivelazione a Edipo: nel capolavoro di Sofocle, Edipo Re, è Tiresia a svelare al re di Tebe la terribile verità: è lui l’assassino inconsapevole di suo padre Laio e sposo di sua madre Giocasta.
  • L’avvertimento a Penteo: ne Le Baccanti di Euripide, Tiresia ammonisce il re Penteo di non ostacolare il culto del dio Dioniso, predicendogli una fine orribile. Penteo ignora l’avvertimento e viene fatto a pezzi dalle Menadi, tra cui sua stessa madre.

Tiresia ebbe anche una figlia, Manto, che ereditò le sue doti profetiche e che, secondo il mito ripreso da Virgilio, è legata alla fondazione della città di Mantova.

Un precursore della fluidità di genere?

La vicenda di Tiresia dimostra come temi quali l’identità di genere e la transizione fossero già presenti, in forma mitica, nel mondo antico. Non fu l’unico: altri miti, come quello di Ifi o di Ermafrodito, narrano di trasformazioni e fusioni tra i generi. Il mito classico, se letto al di là delle convenzioni sociali dell’epoca, mostra una profonda curiosità per l’esperienza dell’ “altro”. Il desiderio di comprendere cosa si provi “nei panni altrui” è antico come il mondo, e la storia di Tiresia ne è una delle testimonianze più potenti e complesse.

L’eredità di Tiresia: da Dante a Camilleri

La complessità di Tiresia ha ispirato innumerevoli autori nel corso dei secoli, consolidando il suo posto nella cultura occidentale.

Tiresia nell’inferno di Dante

Nel Canto XX dell’Inferno, Dante Alighieri colloca Tiresia nella quarta bolgia dell’ottavo cerchio, tra maghi e indovini. La sua pena è quella di avere la testa torta all’indietro, costretto a guardare solo ciò che è alle sue spalle, come contrappasso per aver preteso di vedere il futuro. Dante menziona esplicitamente la sua trasformazione, descrivendo come “Tiresia, che mutò sembiante quando di maschio femmina divenne”.

Nel ‘900: da Apollinaire a Camilleri

Nel Novecento, la figura di Tiresia viene riletta in chiave moderna. Guillaume Apollinaire la usa nel suo dramma surrealista Le mammelle di Tiresia (1917). In tempi più recenti, Andrea Camilleri ha portato in scena il monologo Conversazione su Tiresia (2018), intrecciando il mito dell’indovino con la propria esperienza personale di cecità. Anche la musica ha omaggiato la sua storia, come nel brano The Cinema Show dei Genesis, dove il suo mito viene evocato in un contesto moderno. Per approfondire la figura mitologica, l’enciclopedia Treccani offre una sintesi autorevole.

La vicenda di Tiresia, con i suoi suoni che rimbombano in una grotta ampia e buia, continua a risuonare nel nostro mondo a distanza di secoli, ponendo domande eterne sull’identità, la conoscenza e il destino.

Articolo aggiornato il: 15/10/2025

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A proposito di Ciro Gianluigi Barbato

Classe 1991, diploma di liceo classico, laurea triennale in lettere moderne e magistrale in filologia moderna. Ha scritto per "Il Ritaglio" e "La Cooltura" e da cinque anni scrive per "Eroica". Ama la letteratura, il cinema, l'arte, la musica, il teatro, i fumetti e le serie tv in ogni loro forma, accademica e nerd/pop. Si dice che preferisca dire ciò che pensa con la scrittura in luogo della voce, ma non si hanno prove a riguardo.

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