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Eroica Fenice

Cosa vedere a Barcellona

Cosa vedere a Barcellona: mès que una ciutat

Piccola guida su cosa vedere a Barcellona.

La fortuna di avere i miei due fratelli in giro per l’Europa, mi permette, con la scusa di trascorrere qualche giorno con loro, di viaggiare almeno un po’. Questa volta è toccato a Barcellona.
È in Spagna, ma non si parla (quasi per niente) spagnolo: è divisa dalla Francia solo dalla catena montuosa dei Pirenei ma dello stile francese non ha nulla. Barcellona è un mondo a parte. Non per niente, infatti, è la capitale della Catalogna, una comunità autonoma dello stato spagnolo che esprime forti rivendicazioni nazionalistiche, autonomistiche e anche indipendentistiche derivanti dalle proprie peculiarità linguistiche e culturali. Lingua ufficiale è proprio il catalano, una “strana” lingua caratterizzata da molti accenti che la rendono, all’orecchio italiano, quasi incomprensibile.
La vita a Barcellona scorre frenetica e caotica, ma tutto questo in sella ad una bicicletta o con i roller ai piedi; non c’è strada della città, infatti, che non sia dotata di pista ciclabile. Per i meno sportivi invece, c’è un’efficentissima metropolitana, che con ben 11 linee collega tutte le zone della città, con treni moderni e puntuali, che transitano a meno di 5 minuti l’uno dall’altro e che, nel fine settimana, offrono il servizio anche di notte.
Ed è in metro che si arriva alla Sagrada Familia; Barcellona è la città dove ha vissuto e lavorato l’architetto Antoni Gaudí, le cui opere attraggono nella città catalana ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo. La più nota è appunto la chiesa della Sagrada Família, il cui nome completo in catalano è Temple Expiatori de la Sagrada Família (Tempio espiatorio della Sacra Famiglia), maestosa costruzione che l’architetto lasciò largamente incompiuta, a cui tuttora si sta lavorando (i lavori sono iniziati nel 1882 e non saranno completati prima del 2020!). 
Per godere di uno splendido panorama di tutta la città abbiamo scelto di risalire, con un pullman, Montjuïc, il piccolo monte situato vicino al porto, sulla cima del quale si trova il Castillo de Montjuïc, un’antica fortezza militare che servì per vigilare l’entrata a Barcellona dal mare. La mia “guida”, un’ amica barcellonese di mio fratello, ricorda però questo luogo perché nel 1940 vi fu fucilato dalla polizia franchista Lluís Companys presidente della Generalitat de Catalunya, oggi considerato eroe nazionale catalano. Io però sono rimasta completamente soggiogata dalla natura e dalla veduta, particolarmente suggestiva, che ti fa sentire come se fossi il padrone della città, posta lì ai tuoi piedi, magnifica ed imponente.

Proprio per non perdere neanche un’angolazione del panorama, abbiamo percorso la strada a scendere a piedi, arrivando alla Rambla de Catalunya, lì dove è situata la statua di Cristoforo Colombo, per poi proseguire verso il “Barri Gotic”, il quartiere gotico che con i sui vicoli stretti, come quelli del quartiere di ” El Born”, ricorda non a caso i Quartieri Spagnoli di Napoli.
Dopo aver asseggiato le tapas, tipico aperitivo spagnolo, accompagnandole con una rinfrescante clara (sorta di birra al limone), abbiamo passeggiato per le strade dello shopping: oltre alla Rambla de Catalunya ci sono Passeig de Gràcia e Avinguda Diagonal, dove perdendoci ci siamo trovati per caso a Barceloneta: un quartiere nuovo, nato per le Olimpiadi tenutesi in città nel 1992, caratterizzato da lunghe e affollate spiagge bianche e dove si può assaggiare la fantastica paella de pescado (paella di pesce) famosa in tutto il mondo.

Le analogie della città catalana con la nostra Napoli sono tantissime, come il calore della gente e il favore del clima, che caratterizzano entrambi i luoghi, ma le differenze sono altrettanto profonde: a Barcellona non manca alcun servizio ed i cittadini sono profondamente rispettosi nei confronti della propria terra, ed è forse questo ciò che manca alla città partenopea per avviarsi sulla strada della “perfezione” europea.

– Barcellona: mès que una ciutat –

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