Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La Tag: animali contiene 10 articoli

Attualità

Circo con animali: stop dalla Regione Campania

Circo senza animali. Questo l’obiettivo della mozione approvata lo scorso 7 ottobre dal Consiglio Regionale della Campania. Il testo della proposta è stato presentato dal consigliere regionale dei Verdi e membro della Commissione Sanità Francesco Emilio Borrelli, con la richiesta di accogliere sul territorio Campano soltanto gli eventi circensi che non vedano protagonisti tigri, leoni e altre specie animali. Nella mozione, presentata lo scorso gennaio, si chiedeva, inoltre, una “rapida approvazione dei decreti attuativi previsti dall’art. 2 della Legge 175/2018, che punta alla revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti finalizzata al superamento dell’utilizzo degli animali nel loro svolgimento”. “Da anni sto conducendo la battaglia per un circo senza animali, una battaglia di civiltà per sottrarre migliaia di animali ad un destino di schiavitù e infelicità.” – ha dichiarato Borrelli – “L’ho iniziata durante la mia esperienza di assessore a San Giorgio a Cremano quando, nel 2013, ottenni l’emanazione di un’ordinanza che vietava l’attendamento dei circhi che proponevano spettacoli con l’impiego di animali. L’approvazione della mozione in Campania è un passo importante, ma la battaglia deve essere traslata sul piano nazionale e coinvolgere tutto il Paese. Sono stato già contattato da alcuni consiglieri regionali di Calabria e Marche, spero che a breve possano muoversi anche le altre regioni. Vietare l’impiego degli animali nei circhi è un provvedimento di buon senso, che non ha colore politico”. La Giunta regionale inviterà ora il Governo a prevedere una ricollocazione, entro 2 anni, degli animali nei circhi presso strutture idonee. “La vita degli animali nel circo” – si legge nel testo della mozione – “è incompatibile con le loro caratteristiche etologiche. La detenzione, l’addestramento e l’esibizione in spettacoli circensi comporta il più delle volte sofferenze e maltrattamenti degli animali”. Un tema importante, a cui si è tentato di dare una risoluzione per molto tempo, ha finalmente avuto un riscontro positivo. Il circo con gli animali, infatti, è sempre stato un tema caldo non solo per le associazioni animaliste, ma per tutte le persone che hanno a cuore il rispetto degli animali, molto spesso incatenati e obbligati a vivere in spazi inadatti alla loro specie. In più, il loro addestramento è purtroppo più simile a una tortura. Negli ultimi mesi anche alcuni sindaci, come Josi Gerardo Della Ragione del Comune di Bacoli e Giorgio Zinno del Comune di San Giorgio a Cremano, avevano mostrato il loro sdegno nei confronti di queste attività. Nel resto del mondo, il circo senza animali esiste già da tempo ed è molto apprezzato grazie alla bravura di acrobati, trapezisti, illusionisti, clown e giocolieri. Nella maggioranza dei Paesi Europei esistono divieti parziali o totali sull’impiego degli animali nei circhi. In Grecia, a Cipro e a Malta, ad esempio, sono completamente vietati. Alcuni divieti parziali, relativi agli animali selvatici, sono da poco presenti nei Paesi Bassi, in Norvegia e in Belgio.

... continua la lettura
Notizie curiose

Animali stravaganti: i 5 più strani

Da piccoli tutti abbiamo sognato di possedere un animale domestico: dal cane al gatto, dal canarino al pesce rosso, non desideravamo altro che un animale con cui condividere i nostri pomeriggi di gioco o semplicemente da osservare con curiosità. I nostri desideri erano sicuramente condizionate da cartoni animati come i Digimon o i più famosi Pokemon, dove i bambini protagonisti vivevano emozionanti avventure accompagnati da creature con strane abilità. Ciò che più stupisce è che gran parte di queste creature immaginarie sono state costruite sulla base di animali realmente esistenti, ed hanno capacità così particolari da poter essere considerati al pari dei personaggi tanto popolari nella nostra infanzia. Eroica Fenice ha quindi stilato per voi una raccolta dei 5 animali più stravaganti: 1) Clamidoforo troncato Al primo posto della nostra classifica degli animali stravaganti c’è il clamidoforo troncato. Questa singolare creatura ha il suo habitat naturale in ambienti aridi e rocciosi, ed è originario dell’Argentina. Nonostante sembri un incrocio fra un criceto e un gambero rosso, fa parte della famiglia degli armadilli, ed è il più piccolo della famiglia. A causa della grandissima diffidenza che prova verso gli esseri umani, si sa pochissimo di questo mammifero, se non che usa i suoi lunghi e potenti artigli per creare dei passaggi sotterranei, dove si nasconde durante il giorno. (foto in galleria) 2) Il calamaro di vetro Negli abissi degli oceani si nascondono numerose specie di molluschi e crostacei che devono essere ancora scoperti dall’uomo, e la loro struttura fisica sorprenderebbe anche i più acculturati zoologi. Ma non dobbiamo farci influenzare dalla fantasia: oltre a creature dotate di mostruose zanne e spaventosi tentacoli  ve ne sono anche di innocue, ma non per questo facili da catturare. Stiamo parlando del calamaro di vetro, un mollusco dal corpo trasparente che vive in molti oceani e nello specifico, nelle acque di media profondità. La sua singolare struttura fisica è frutto della necessità di nascondersi dai predatori, ma la sua invisibilità non è l’unica caratteristica a rendere questo mollusco così particolare: tramite una cavità del suo corpo che riempie e svuota d’acqua a seconda della necessità, riesce a regolare la sua profondità di galleggiamento. (foto in galleria) 3) Axolotl Come si può evincere dal nome, quest’anfibio dal muso simpatico è originario del Messico. Fa parte della famiglia delle salamandre e trascorre la maggior parte della sua vita in acqua. Oltre al suo aspetto esotico, ciò che rende sorprendente questa specie animale è la loro capacità di rigenerare le parti del corpo che perdono, rendendoli oggetti di studio da parte degli scienziati. Purtroppo gli axolotl sono stati dichiarati una specie a rischio, minacciati sia dagli interventi di drenaggio dell’acqua effettuati nel loro habitat, sia per le loro prelibate carni, considerate una vera leccornia nella cultura messicana. (foto in galleria) 4) Insetto stecco Nella classifica degli animali più stravaganti non potevano mancare gli insetti, che con la loro enorme varietà si dividono in circa 900.000 specie diverse. Anche questi animali hanno sviluppato nel corso del tempo abilità di mimetizzazione per sopravvivere ai predatori, […]

... continua la lettura
Libri

Liz Climo con Un’aragosta al giorno (Recensione)

Recensione della raccolta di vignette umoristiche Un’aragosta al giorno di Liz Climo Liz Climo è una delle orgogliose “matite” dell’entourage di Matt Groening: è infatti illustratrice de I Simpson ma è famosa anche per l’infinita dolcezza delle sue tavole di disegni. Queste circolano sul web e sul suo sito internet riempiendo gli utenti di sentimenti d’affetto e commozione. Molte di queste vignette sono poi raccolte in vari piccoli volumi pubblicati in italia dalla casa editrice BeccoGiallo. Liz Climo: la dolcezza di Un’aragosta al giorno Proveniente dalla Silicon Valley, Liz Climo è costretta a spostarsi a Los Angeles per nuove opportunità lavorative. Questo l’ha quindi isolata, facendole percepire un senso di smarrimento non indifferente. Ad accoglierla è stata una sua amica, Andrea, che le ha dimostrato quanto l’amicizia non sia frutto solo di una presenza fisica costante ma anche di una mano tesa nel momento del bisogno. Questa vicenda è alla base delle tavole di disegni di Un’aragosta al giorno, una raccolta di piccole vignette umoristiche che vedono coinvolti animali (anche naturalmente predatori o prede) in rapporti di grande amicizia e sostegno reciproco. Storie di amicizie e umorismo Elizabeth Climo, in arte Liz, non è solo grande dolcezza ed eleganza, ma anche umorismo: ogni singola scena descrive situazioni divertenti e paradossali, in cui i protagonisti si trovano spesso in difficoltà e chiedono aiuto a qualcuno che non appartiene alla propria stessa specie. Ciò che però colpisce più di ogni altra cosa è vedere che i protagonisti riescono alla fine a rendere il proprio difetto o quello del proprio amico un’importante risorsa. Un dolce serpente è in grado di piegarsi su se stesso pur di offrire al proprio amico una spalla su cui piangere o, ancora, una piccola suricata compra cappellini per festa di unica misura anche per amici di taglia molto più grande, senza rendere la differenza di stazza un ostacolo al proprio divertimento. Un desiderio di affetto e consolazione Un’aragosta al giorno abbatte le differenze tra specie, avvicina prede e predatori naturali, lascia che il lettore possa trovare consolazione dalla lettura. È questo che la disegnatrice auspica, sperando di offrire un po’ di conforto a chiunque, nella vita, si senta anche un po’ solo e perso. Nella vita infatti può capitare di essere o sentirsi soli, di doversi allontanare da casa, di non poter portare subito con sé i propri affetti. È qui che entrano in gioco le tavole dai disegni morbidi e dai colori pastello di Liz Climo, senza fronzoli ma essenziali fino all’osso per arrivare subito al centro della questione. Altri libri di Liz: [amazon_link asins=’8833140067,8899016690,8804705795,8804657537′ template=’ProductCarousel’ store=’eroifenu-21′ marketplace=’IT’ link_id=’6af29d86-e0fe-11e8-8dac-1b56f77b48e8′]

... continua la lettura
Attualità

Animali in via di estinzione: come sarà il mondo tra dieci anni?

Provando a immaginare come potrebbe essere il mondo tra dieci anni, un pensiero particolare va agli animali in via di estinzione, che è nostro dovere tutelare. Il benessere di ogni specie, infatti, deriva dall‘equilibrio del Pianeta nella sua totalità. Di varia natura sono i fattori che minacciano la scomparsa di alcune famiglie animali, tra i quali la distruzione degli habitat, l’inquinamento, il commercio illegale e il bracconaggio, che interessa soprattutto le specie come gli elefanti e i rinoceronti, cacciati e uccisi alla ricerca di materiali preziosi. Un gravoso fattore di rischio è la deforestazione, operata nelle aree più sensibili del Pianeta, come l’Amazzonia o l’Indonesia, dove gli incendi mettono in pericolo gli orango e i gorilla per dare spazio alle coltivazioni intensive. L’orango di Sumatra, diventato un simbolo, è una delle specie più a rischio dal 2016. Ogni anno l’IUCN (International Union for Conservation of Nature) stila una Lista Rossa di animali in via di estinzione, denunciando che ad oggi è minacciato il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli. Il nobile progetto del WWF a difesa degli animali in via di estinzione L’associazione che si contraddistingue da sempre per la difesa del Pianeta è il WWF, fondata da Peter Scott in onore del panda ospite dello Zoo di Londra. Il WWF ha una forte convinzione: non si salvano le specie se non attraverso la tutela e la conservazione degli habitat naturali. L’indiscriminata attività umana arreca danni ad ogni parte della Terra, soprattutto nelle foreste tropicali, i cui effetti devastanti provengono dall’inquinamento da deposizioni di ossidi di azoto. Per ovviare al problema sono state adottate spesso strategie pericolose, come quella di introdurre specie “aliene” (non autoctone) in tutto il mondo, col risultato di sconvolgere un perfetto ecosistema. La perdita di alcune specie non va sottovalutata solo in termini biologici, ma anche economici e culturali: la tartaruga marina, il gorilla e la tigre veicolano un importante valore ecologico e simbolico. Molte specie, poi, sono fondamentali per il sostentamento di un popolo. L’obiettivo a lungo termine si propone di stimolare le istituzioni e i singoli enti locali ad avere cura del proprio territorio e del proprio patrimonio animale e vegetale, preservando gli habitat e le vite di milioni di animali. Un Pianeta da difendere: i fattori determinati dell’estinzione di alcune specie Il WWF indica una lista di venti animali in via di estinzione, tra cui lo squalo, la tigre, il rinoceronte, il tonno rosso, l’orso polare, la tartaruga e il panda gigante. La tigre, posizionata al primo posto, si è quasi estinta: quattro specie sono completamente scomparse e oggi ne restano 3000 esemplari. La minaccia maggiore proviene dai cacciatori, che prelevano ossa, organi e pelle per grossi guadagni economici. La tartaruga liuto, in grado di nuotare per lunghissime distanze, è diminuita drasticamente, da 150.000 a 20.000 esemplari, confondendo la plastica che galleggia nell’oceano col cibo da portare ai piccoli. Molta preoccupazione desta anche l’elefante indonesiano, a causa della deforestazione, della caccia incontrollata e dei maltrattamenti che subisce, ed è possibile che fra […]

... continua la lettura
Notizie curiose

Segni zodiacali cinesi, alla scoperta dell’oroscopo orientale

Segni zodiacali cinesi, quali sono e come è nato l’oroscopo made in China. Lo Sheng Xiao, cioè l’oroscopo cinese, è basato su 12 segni zodiacali, ognuno dei quali è rappresentato da un animale con specifiche caratteristiche ed un significato simbolico. Segni zodiacali cinesi Questi sono i segni zodiacali cinesi: Topo: primo dei segni cinesi, gran lavoratore, capace di attrarre facilmente chi ha intorno. È dotato di grande saggezza. Bue: paziente ma poco loquace, nonostante trasmetta grande fiducia. Tigre: la sua migliore qualità è il coraggio, oltre che una grande sensibilità a profondità di pensiero. Coniglio: ambizioso ma molto prudente. Drago: li contraddistingue forza, energia e buona salute. Il difetto prevalente è la testardaggine. Serpente: Di poche parole ma di grande agilità e generosità. Cavallo: gioiosi e simpatici, la loro dote è la lungimiranza. Capra: eleganza e spirito artistico li caratterizzano. Scimmia: fanno parte di loro imprevedibilità, flessibilità, agilità. Gallo: la loro dote è la costanza. Cane: amabili grazie alla loro fedeltà e lealtà. Maiale: gentili, coraggiosi e cavallereschi. Ad ogni anno corrisponde un animale, e passati 12 anni il ciclo si ripete. La differenza fondamentale tra l’oroscopo cinese (e i relativi segni zodiacali cinesi) e lo zodiaco occidentale è l’osservazione dei movimenti della Luna rispetto al globo terrestre, e non quelli del Sole. Il capodanno cinese, infatti, coincide con l’arrivo della prima luna nuova dell’anno, che non sempre si verifica il primo gennaio: la data infatti può variare tra i mesi di gennaio e febbraio. Oroscopo cinese, la leggenda Pare che all’origine della scelta di questi animali, che andranno a comporre lo zodiaco cinese, ci sia una leggenda buddista: «Il Buddha nel presentimento della sua fine terrena, chiamò a raccolta tutti gli animali della terra, ma di questi solo 12 andarono a offrire il loro saluto. Come premio dunque per la loro fedeltà il Buddha decise di chiamare ogni anno del ciclo lunare con il nome di ciascuno dei 12 animali accorsi. Il topo, furbo e veloce di natura, arrivò per primo. Il diligente bue arrivò secondo, seguito dall’intrepida tigre e dal pacifico coniglio. Il drago arrivò quinto seguito subito dal suo fratello minore, ovvero il serpente. L’atletico cavallo fu settimo e l’elegante pecora ottava, subito dopo arrivò l’astuta scimmia, e poi ancora il coloratissimo gallo, il fedele cane per poi finire con il fortunato maiale che arrivò appena in tempo per salutare anch’egli il Buddha.» In realtà la maggior parte degli animali vennero scelti probabilmente perché considerati animali domestici, parte della vita quotidiana del popolo cinese. Altri invece, come ad esempio il drago, erano addirittura venerati come simboli di fortuna e prosperità. Trova il tuo anno di nascita e scopri qual è il tuo segno zodiacale cinese: Topo: 2020, 2008, 1996, 1984, 1972, 1960, 1948 Bue: 2021, 2009, 1997, 1985, 1973, 1961, 1949 Tigre: 2022, 2010, 1998, 1986, 1974, 1962, 1950 Coniglio: 2023, 2011, 1999, 1987, 1975, 1963, 1951 Drago: 2024, 2012, 2000, 1988, 1976, 1964, 1952 Serpente: 2025 2013, 2001, 1989, 1977, 1965, 1953 Cavallo: 2026, 2014, 2002, […]

... continua la lettura
Napoli e Dintorni

Pet Pride, la prima edizione a Napoli

Con il patrocinio del Comune di Napoli, e molti sponsor tra i quali il Consorzio Centro commerciale naturale e Radio Marte, il 6, 7 ed 8 ottobre, si svolgerà, presso la Galleria Principe di Napoli, la prima edizione del Pet Pride Napoli, un evento imperdibile dedicato ai nostri amati animali ed ai loro padroni! Il Napoli Pet Pride ha aperto ufficialmente le proprie porte ieri venerdì 6 ottobre, dalle ore 11.00 alle ore 19.00. Ha avuto luogo la presentazione dell’iniziativa e a seguire l’apertura degli stand e dell’info-point, dove sarà possibile richiedere informazioni circa il programma della manifestazione ed in particolare circa la possibilità di iscrivere i propri animali alle sfilate dei giorni successivi. Oggi e domani 8 ottobre, a partire dalle ore 11.00 fino alle ore 20.00, sarà possibile assistere a dimostrazioni ed approfondimenti circa i più svariati temi relativi al mondo animale, tra i quali la pet therapy, l’utilizzo dei cani per combattere lo spaccio di sostanze stupefacenti, il rapporto tra animali e moda, le nuove tecniche di toelettatura e molto altro ancora. In particolare saranno presenti veterinari pronti a dare informazioni e chiarimenti su vaccini, profilassi e micromappatura. L’innovativa iniziativa merita attenzione non solo per l’interesse suscitato nei confronti degli amanti del mondo animale, ma anche e soprattutto per la sua capacità di valorizzare ed utilizzare in modo proficuo uno spazio cittadino di grandissima bellezza ed importanza storica, quale la Galleria Principe Di Napoli.  Al Napoli Pet Pride la sfilata sarà aperta a tutti A differenza delle solite sfilate canine, quelle che avranno luogo oggi e domani presso il pet pride, non riguarderanno solo i cani di specifiche razze: l’iniziativa è infatti volta a tutti i pelosi indipendentemente dalla razza di appartenenza. Finalmente, insomma, una sfilata per cani dove il pedigree lascerà spazio alla simpatia e alla capacità dei nostri amici a quattro zampe di accattivarsi le grazie dei giudici. Per partecipare alla sfilata sarà necessario pagare una quota di iscrizione di 10 euro, ed al termine della manifestazione gli animali proclamati vincitori riceveranno dei premi. Infine ma non meno importante, il ricavato derivato dalla sfilata sarà donato in beneficenza ad associazioni di volontariato che si occupano di prestare cure ed assistenza agli animali randagi presenti sul territorio campano. Il Pet Pride Napoli, sarà il luogo perfetto dove poter condividere la propria passione per gli animali, divertirsi e soprattutto aiutare i pelosi meno fortunati.  

... continua la lettura
Attualità

Mummie animali “a tu per tu” al Museo Egizio di Torino

Un team di ricercatori e restauratori del Museo Egizio di Torino, insieme con la Soprintendenza, ha avviato uno studio approfondito sulle 120 mummie di animali conservate nella celebre collezione, fiore all’occhiello della città. Tale lavoro è stato recentemente svelato agli occhi curiosi dei visitatori, essendo trasferito e reso fruibile all’interno della Sala 10, alla quale si accede percorrendo la galleria dei sarcofagi: uno spazio che normalmente ospita i reperti della regina Nefertari, in questo momento esposti all’Ermitage di San Pietroburgo nell’ambito della mostra “Nefertari e la Valle delle Regine”. Come spiega Marco Rossani, collection manager del Museo, «si è deciso di approfittare di quella sala temporaneamente vuota per mostrare ai visitatori il restauro delle mummie animali; pensiamo possa essere un modo per far capire che il Museo è una realtà viva, dinamica, in continuo movimento e trasformazione».  Il progetto sulle mummie animali, realizzato in collaborazione con l’Eurac di Bolzano e il Gruppo Horus Usa, ha avuto inizio nel 2015, quando tali reperti organici sono stati inventariati e sottoposti all’esame della Tac nonché a svariate analisi, quali radiografie e analisi al carbonio 14, finalizzate ad individuare la razza e l’età degli animali, la composizione delle resine e dei pigmenti, le tecniche di imbalsamazione e la disposizione delle bende. I risultati saranno pubblicati a cura dell’archeologa ed egittologa pakistana Salima Ikram, che collabora allo studio torinese e che è co-direttrice dell’Animal Mummy project al Museo Egizio del Cairo. Gli elementi chimici rilevati nei campioni di tessuto delle mummie animali hanno rivelato la presenza di grassi animali, oli, cera d’api, gomma di zucchero, bitume, e resine di pino, materiali di imbalsamazione usati per gli umani, il che denota la medesima sofisticazione e riverenza delle mummie umane per le mummie animali. La scoperta delle mummie animali nei siti egizi  Nel 1888, scavando nella sabbia vicino al villaggio di Istabl Antar, un contadino egiziano scoprì per caso una grande fossa comune, non contenente resti umani, bensì un numero strabiliante di corpi di felini, mummificati e sepolti da migliaia di anni; era l’epoca in cui le spedizioni archeologiche, in una sorta di “caccia al trofeo”, dragavano il deserto alla ricerca di monili provenienti da tombe regali, con cui poter abbellire ville e musei in Occidente. I migliaia reperti di animali mummificati scoperti nei siti sacri di tutto l’Egitto, dunque, erano ritenuti semplici scarti, d’importanza irrisoria. Oggi, tuttavia, gli addetti agli scavi si rendono conto di quanto essi che essi costituiscano un’espressione della vita quotidiana degli antichi Egizi; grazie al contributo della già citata Salima Ikram, egittologa specialista di archeologia zoologica, è stato avanzato un nuovo filone di ricerca a partire dalla collezione di mummie animali, che stava languendo nel Museo Egizio cairota, il quale rappresenta una sorta di ponte tra l’umanità odierna e quella antica: «Chi guarda questi animali può pensare: “però, il Faraone aveva un animale domestico come ce l’ho io”, e da figure lontane 5.000 anni e più, gli antichi Egizi diventano persone in carne e ossa». Alcuni di questi animali dovevano tenere compagnia al defunto […]

... continua la lettura
Cucina e Salute

Forasacchi, questi sconosciuti! Sintomi e conseguenze dell’attacco di un forasacco

Forasacchi e forasacco, un pericolo per i nostri amici a quattro zampe È una calda giornata di giugno, sala di attesa della clinica veterinaria. Numerosi quattro zampe, insieme ai loro padroni, passano davanti, chi per una semplice visita di controllo, chi per una vaccinazione, chi per una medicazione. D’un tratto, l’apparente stato di quiete che domina viene spezzato da uno schiamazzo proveniente dal parcheggio: è una donna sulla quarantina che cerca, affannosamente , di portare all’interno della clinica il proprio Cocker Spaniel, evidentemente impossibilitato a camminare ed a respirare. I medici veterinari accorrono immediatamente, e di lì, di corsa in sala operatoria. In tali circostanze si possono fare numerose ipotesi, ma la sorpresa si ha quando, a distanza di qualche frazione di ora, si vede comparire di nuovo la donna, questa volta col volto colmo di sollievo. La diagnosi è “Perforazione del polmone destro causata da penetrazione di forasacchi”. L’estrazione Cos’è un forasacco? Perché è così pericoloso? Sebbene il nome possa sembrare ironico, non stiamo trattando dei classici insetti che attaccano i nostri amici a quattro zampe, bensì di un nemico di gran lunga più subdolo. I Forasacchi si presentano come spighe di frumento che, fin tanto che sono freschi e verdi, crescono liberamente ed innocuamente nei prati o per le strade, ma che, una volta seccati ed assunto il tipico colore giallastro, diventano armi letali per il cane, in quanto sfruttano il manto dell’animale per depositare e far spargere i propri semi. Essi appaiono in concomitanza con i comuni insetti come zecche e zanzare, ovvero con l’arrivo del caldo, con picchi da giugno a settembre. Sebbene  non sempre l’attacco di un forasacco rappresenti un pericolo mortale, la nocività della loro presenza dipende strettamente dal luogo che colpiscono e, soprattutto, dalla tempestività dell’intervento post-aggressione. Difatti, data la loro singolare conformazione, essi possono insinuarsi in differenti siti, tra cui i più frequenti sono rappresentati dalle zampe, orecchie, occhi, gola e naso. Per quanto sia richiesta la rimozione subitanea anche nei primi tre casi (con particolare attenzione alle orecchie ed agli occhi, in quanto potrebbero provocare rottura del timpano e problemi alla vista), è negli ultimi due che la celerità dell’azione può rivelarsi fatale, come nel caso sopracitato. Tenendo in considerazione dunque cosa siano, quali conseguenze comportino e quali siano le zone di rischio – in sostanza qualsiasi zona in cui si possa portare il proprio cane a passeggio -, ci si domanda quali siano i sintomi e quali gli interventi richiesti da parte del proprietario che, inerme, si accorge del problema. Forasacchi: difesa, sintomi ed intervento È indubbio che, per quanto detto sopra, è pressoché impossibile difendere il proprio animale dall’attacco, in quanto i forasacchi non solo possono crescere nelle parti più disparate, ma si rivelano anche di difficile riconoscimento. Ragion per cui, le uniche armi di difesa sono rappresentate dal controllo dell’intero manto del cane una volta rientrati. Fondamentale importanza è tener presente che l’attacco porta con sé numerosi sintomi, quali possono essere lo starnuto (nel caso del naso), scuotimento della testa (orecchie), […]

... continua la lettura
Attualità

L’iniziativa di San Francisco: nei negozi di animali saranno venduti solo cani e gatti abbandonati

“Il cane è il miglior amico dell’uomo”, recita un proverbio d’immemorabili tempi, conosciuto in una piccola cittadina del sud Italia, quanto in una metropoli come San Francisco, nella California dei sogni. Dalla strada alla luce: San Francisco offre speranza e soccorso Tanti sono i provvedimenti che città grandi e piccole hanno messo in atto per limitare lo sfruttamento e il traffico illegale di animali. L’ultima iniziativa, che ha piacevolmente sorpreso gli amanti delle bestiole più affettuose che il mondo conosca, nasce dalla mente di Katy Tang e affonda le sue radici proprio a San Francisco, dov’è stata recentemente introdotta una nuova legge che prevede che nei negozi di animali siano venduti solo cani e gatti abbandonati o provenienti da canili cittadini. Vietata e punita con salatissime multe sarà anche la vendita di cuccioli di età inferiore alle otto settimane (come già previsto in altre città statunitensi come San Diego, Boston e Los Angeles tra le tante). Centinaia di animali di tutte le taglie e razze vengono ogni giorno accolti nelle case di chi li sceglie come membro jolly della famiglia: una compagnia per i più piccoli e non solo, una voce che riempie un appartamento troppo grande per una persona soltanto, una vita che dà gioia, di cui prendersi cura. Chi penserebbe mai, allora, di far del male (far violenza) ad un ”amico” così, per un proprio tornaconto? Trattare una creatura alla stregua di un oggetto di plastica, senza riguardi né attenzioni, maltrattandola, forzandola il più delle volte a restare per lunghi tragitti in gabbie sporche, dalle microscopiche dimensioni, nell’impossibilità di compiere anche il minimo movimento: criminale chi vive di questo orrore, criminale chi sa e non denuncia. Gli animali più deboli non sopravvivono a questa tratta di egoismo e noncuranza, i più forti, invece, non vincono niente. Che venga diffuso e seguito il buon esempio di San Francisco! Il comune di San Francisco ha scandito ad alta voce il suo NO a chi tratta gli animali come merci e oggetti senz’anima, ha offerto una seconda opportunità ai cuccioli domestici dal destino avverso, a quelli di cui ci si stanca, quelli che subiscono l’abbandono; a quelli che sono brutalmente trattati come macchine sforna-cuccioli, separati dai figli a loro volta venduti quando hanno perso ormai ogni valore; a quelli che meritano un bambino che giochi con loro, una persona che faccia loro da amico, non solo da padrone, mai da sfruttatore.

... continua la lettura
Attualità

Intervista a Il Rifugio di Camilla

Il Rifugio di Camilla ad Avellino è nato nel 2011 inizialmente per la comune passione animalista di un gruppo di amici e la disponibilità di un terreno privato offerto da uno di essi, nel quale fu ospitata temporaneamente una cucciolata di 11 cagnolini con le loro due mamme, che erano in pericolo su una strada a scorrimento veloce qui ad Avellino. L’arrivo nel rifugio di una splendida, allegra e determinata cagnolina, chiamata Camilla ha influenzato invece la scelta del nome, poiché il carattere della cagnolina rappresentava al meglio i volontari e la voglia di continuare questa missione. Intervista a Il Rifugio di Camilla  Quali sono le vostre principali attività? Ci dedichiamo alla salvaguardia, al salvataggio e all’adozione degli animali abbandonati e randagi nel nostro territorio. Quando è possibile ospitiamo gli animali nel nostro piccolo rifugio, con la speranza di farli adottare, qualora questo non fosse possibile li accudiamo e monitoriamo in strada. Quanto sono importanti i social network in un attività come la vostra? I social network in questi anni ci hanno aiutato a diffondere la nostra causa e ci hanno permesso di far adottare tanti animali. Abbiamo conosciuto anche diversi volontari in Italia con cui abbiamo scambiato idee, opinioni ed esperienze sul volontariato e sull’impegno che comporta. Grazie a queste collaborazioni, ormai in tutta Italia noi, dalla piccola cittadina di Avellino, facciamo raggiungere i nostri “pelosetti” nella loro nuova casa in tutto il CENTRO ITALIA; NORD ITALIA e TUTTA la CAMPANIA, assicurandoci l’idoneità della famiglia. Voi del Rifugio avete delle vere e proprie mascotte: Omero e Chicca. Si, la storia di Omero e Chicca ha segnato un po’ tutti noi del Rifugio. Abbiamo accolto Chicca nel 2012, era una cagnolina diffidente che, essendo stata chiusa in canile da quando aveva appena due mesi, non aveva mai conosciuto il contatto uomo-cane. Omero invece è stato ‘salvato’ dal canile lager di Domicella, in provincia di Avellino e due anni dopo il suo arrivo al Rifugio ha subito un intervento agli occhi. Due cani sofferenti, soli, scartati perché l’una era troppo paurosa, l’altro senza occhi. Tuttavia Chicca in Omero ha trovato il suo compagno fidato, il suo punto fermo. Fin quando lui non le stava accanto lei non si muoveva, non mangiava, tremava. Mangiavano dalla stessa ciotola, dormivano addossati nella stessa cuccia, facevano i bisogni insieme. Vivevano l’una per l’altro. Nel novembre 2015 una famiglia ha deciso di adottare entrambi e finalmente adesso vivono la vita che meritavano da sempre, l’uno accanto all’ altra. Come è avvenuto il salvataggio di Omero da quel canile lager? Dall’apertura de Il Rifugio di Camilla, l’intervento a Domicella è l’ episodio che ricordiamo con maggiore tristezza. Il canile è stato sequestrato e chiuso l’1 ottobre 2012. Arrivavano volontari da ogni parte… I cani non mangiavano da giorni e vivevano nei loro escrementi, molti di loro purtroppo erano addirittura morti. In quell’occasione ci fu una catena di solidarietà in tutta Italia e anche noi nel nostro piccolo demmo il nostro contributo accogliendo 13 cani che abbiamo fatto adottare […]

... continua la lettura