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Eroica Fenice

La Tag: Cina contiene 3 articoli

Attualità

Campi di rieducazione in Cina: i lager del nuovo millennio

Che molte cose della Cina potessero essere sconosciute a noi occidentali è cosa risaputa, ma venire a conoscenza del fatto che nel nuovo millennio esistano ancora campi di “rieducazione” fa pensare che, dopotutto, non abbiamo ancora imparato la lezione. Il Paese delle grandi contraddizioni, infatti, pare abbia costruito nella regione dello Xinjiang poco meno di 400 “laogai“, ovvero veri e propri campi di rieducazione. Ufficialmente, l’obiettivo è combattere la povertà e l’estremismo religioso nella regione a maggioranza musulmana. Questa “rete” di campi, in realtà, è stata costruita per detenere uiguri e altre minoranze e, secondo le immagini satellitari ottenute dall’Australian Strategic Policy Institute, 14 istituti sono ancora in costruzione. Il dato inquietante è che molti di questi campi delle vere e proprie carceri di alta sicurezza. Il lavoro dell’ASPI sui campi di rieducazione in Cina È stato anche pubblicato online un database con le informazioni appena descritte: lo Xinjang Data Project. All’interno del file è possibile leggere anche le coordinate dei campi, ottenute grazie alle testimonianze dei sopravvissuti e ai progetti di monitoraggio dell’ASPI. “Le prove in questo database mostrano che, nonostante le affermazioni dei funzionari cinesi sui detenuti che si diplomano dai campi, sono proseguiti investimenti significativi nella costruzione di nuove strutture di detenzione per tutto il 2019 e il 2020″, ha detto il ricercatore dell’ASPI Nathan Ruser. Interessante porre l’accento sulle immagini notturne che sono risultate particolarmente efficaci perché questi istituti di detenzione risultavano essere zone anomalamente illuminate fuori dalle grandi città. Le immagini diurne, invece, permettevano una mappatura chiara delle costruzioni. Secondo alcune testimonianze, avallate dalla costruzione dei centri nei pressi di zone industriali, si è scoperto che molti detenuti sono stati messi a regime di lavori forzati, come suggerisce anche il rapporto dell’ASPI. “I campi sono spesso anche co-localizzati con complessi di fabbriche, il che può suggerire la natura di una struttura ed evidenziare la linea diretta tra la detenzione arbitraria nello Xinjiang e il lavoro forzato“, afferma il rapporto. Proprio il contributo dei sopravvissuti agli istituti di rieducazione è stato fondamentale non solo per l’individuazione delle strutture ma per avere ottenuto maggiori dettagli su cosa succedere all’interno. Grazie a questo, al lavoro dell’ASPI e ad alcuni documenti trapelati dal Governo è stato possibile avere una panoramica più dettagliata possibile. Le dichiarazioni di Pechino È pazzesco pensare che in uno stato del mondo civilizzato possano ancora avvenire queste cose. Ma ancora più assurdo immaginare i motivi per i quali gli uiguri e altre minoranze vengono incarcerate. Possedere un corano, esporre una bandierina indipendentista o astenersi dal mangiare carne di maiale nello Xinjiang possono costare la libertà o – nel peggiore dei casi – la vita. Dopo aver negato l’esistenza dei campi per poi descriverli come programmi di formazione professionale e rieducazione che mirano ad alleviare la povertà, Pechino non risulta più un interlocutore affidabile. Tuttavia, il Governo continua a dichiarare che nello stato dello Xinjiang non avvengano violazioni dei diritti umani. A sostegno di questa tesi il fatto che la maggior parte delle persone detenute sono tutte tornate […]

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Cucina e Salute

Tè matcha: la storia antica del verde in tazza

Tè matcha: storia e tradizioni antiche del tè verde giapponese Recentemente – o a causa della prolungata permanenza a casa o di una maggiore propensione per i cofanetti regalo di tè e tisane – si è riscoperto il piacere di gustare nel pomeriggio una fumante tazza di tè non delle “solite” e ormai note varietà (verde, earl grey, nero…): si preferisce, infatti, sperimentare nuovi gusti di provenienza orientale e che si usano, magari, anche in esotiche ricette. È il caso dello smeraldino tè matcha giapponese! Il tè matcha (o maccha, “tè sfregato”) è una varietà di tè verde la cui storia affonda le radici nella Cina imperiale della dinastia Sui nel VI- VII secolo (581-618) nota per aver riunificato la Cina dopo quasi quattro secoli di divisioni intestine e lotte dinastiche, quando le foglie, finemente lavorate, erano usate per le infusioni nella cerimonia del tè (anche il primo codice monastico buddhista ne regola il galateo). Per preparare le polveri, le foglie venivano cotte al vapore allo scopo di preservarne le proprietà nutritive, e dopo averle asciugate, erano ridotte finemente, mentre nella successiva dinastia Tang (618-907) erano pressate, cotte in modo da formare dei panetti da vendere che erano tagliati a fettine e immerse nell’acqua calda salata. Nel periodo in cui regnò la dinastia Song (960-1279) le foglie essiccate erano mescolate con una frusta nell’acqua bollente e mantenevano il brillante colore verde perché prima della raccolta erano coperte in modo da aumentare il contenuto di clorofilla e mantenere gli amminoacidi presenti. Nella preparazione del tè matcha, mescolando con il tradizionale frullino in bambù, il chasen, si nota una leggera schiuma: la polvere di tè ottenuta dalla macinatura (di 1 h per 40 gr) fra blocchi di granito delle foglie essiccate dette aracha (e poi tencha prive di steli e nervature), salendo e restando in superficie, è gustata con l’acqua perché non si crea infusione. Come la maggior parte dei tè questo, soprattutto perché realizzato con i germogli terminali delle piante, possiede proprietà eccitanti (al pari del caffè, quindi attenzione all’abuso!), ed è ricco di vitamine A e C, ferro e minerali, ma soprattutto ha proprietà antiossidanti- più del tè verde!-, create proprio dalla sospensione della polvere di un verde intenso. Per le sue proprietà antiossidanti una tazza di tè matcha corrisponde a 20 tazze di tè verde, quindi previene l’invecchiamento della pelle! Inoltre, ha proprietà dimagranti perché accelera il metabolismo, disintossicanti e drenanti, favorisce la concentrazione e la memoria, è un buon digestivo e, grazie al beta- carotene, previene la formazione di macchie solari e scottature. Oggi esistono due varietà di tè matcha usate nel rituale tradizionale: quella koicha (“tè denso”) con foglie giovani da piante di età superiore ai 30 anni, e l’usucha (“tè leggero”) con foglie vecchie da piante più giovani. Secondo la tradizione sarebbe stato un monaco buddhista, Saicho, a introdurre il tè matcha in Giappone ad inizio del IX secolo, dove oggi esso è usato anche come spezia o come colorante naturale nelle tradizionali sfere di mochi, nella pasta soba e nel […]

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Culturalmente

Medicina tradizionale cinese: tutto ciò che c’è da sapere

La medicina tradizionale cinese è una tipologia di medicina nata nel bacino del Fiume Giallo oltre 2500 anni fa: questa pratica comprende varie forme di fitoterapia, agopuntura, massaggio (tuina), esercizio (qigong) e terapia dietetica. Il principio fondamentale della medicina tradizionale cinese è che ”l’energia vitale del corpo (qi) circola attraverso dei canali chiamati meridiani che si ramificano collegandosi agli organi e alle funzioni corporee”. Questo tipo di medicina si basa su un’interpretazione della fisiologia e dell’anatomia che non ha nessun riscontro medico ed empirico, ma si basa principalmente su principi filosofici; proprio per questo motivo essa rientra nella classe della ”medicina alternativa”. Medicina tradizionale cinese: strumenti e fondamenti principali La medicina cinese è differente da quella occidentale per il suo approccio olistico, in base al quale le malattie e le disfunzioni fisiche sono correlate agli aspetti psichici e spirituali della persona che ne soffre. Ne deriva un preciso sistema di collegamenti che fa uso di termini come Qi, Yin e Yang, Meridiani, Cinque Fasi… La medicina cinese si basa su un approccio deduttivo che mette al principio del proprio sistema terapeutico il fondamento filosofico del Tao, ossia l’Uno primordiale, situato oltre il tempo e lo spazio, da cui tutto ha origine. Il Tao si esplica in una coppia di forze complementari, una passiva e l’altra attiva, che dividendosi a loro volta, sono giunte a permeare ogni singolo elemento del creato. L’armonia universale del macrocosmo, a cui nel microcosmo corrisponde la salute dell’organismo umano, consiste nell’equilibrio tra queste forze parziali. Rielaborata e aggiornata, la medicina tradizionale oggi viene insegnata nelle università cinesi e praticata negli ospedali accanto alla medicina convenzionale. Essa ricorre principalmente ai seguenti strumenti terapeutici: la diagnostica energetica che consiste in un sistema di esame del paziente che usa come punti diagnostici polsi, occhi, cute, lingua o chiedere al paziente come si sente e altri simili; la farmacologia cinese che utilizza piante, minerali e animali in diverso modo da quello della medicina convenzionale; l’agopuntura, ovvero l’introduzione di sottili aghi in particolari punti dei meridiani, dove scorre l’energia; il massaggio che può agire sul sistema tendino-muscolare, osteo-articolare, dei meridiani e dei singoli punti di agopuntura; la ginnastica medica: il paziente esegue esercizi, sia lenti che vigorosi, coordinati ad una corretta respirazione. Sono inoltre previste tecniche complementari tra cui: la moxibustione ottenuta stimolando i punti di agopuntura col calore di un cannello di erbe (generalmente artemisia) infiammato chiamato moxa; la coppettazione: sulla pelle del paziente vengono applicate delle ”coppette”, dopo che l’aria al loro interno è stata riscaldata, in questo modo si crea una pressione negativa che solleva la cute come una ventosa; la digitopressione che interviene sui punti dei meridiani da trattare con la semplice pressione delle dita. Al giorno d’oggi esistono molti nuovi approcci della medicina tradizionale cinese che vanno dalla stimolazione elettrica (o laser), all’integrazione con altre terapie alternative come fitoterapia, omeopatia, fiori di Bach, osteopatia, yoga e shiatsu. Vasta ed ampia è la medicina tradizionale come vasta ed ampia è la cultura cinese. Fonte immagine: https://best5.it/post/medicina-cinese-i-5-concetti-fondamentali-2/

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