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Eroica Fenice

La Tag: cinema contiene 109 articoli

Cinema & Serie tv

Emmy Awards 2018: tutti i premi dell’edizione

Volgono al termine gli Emmy Awards 2018, che nell’edizione di quest’anno hanno visto tornare con prepotenza, dopo un anno di assenza, la serie TV Game of Thrones, la quale ha guidato le nomination della serata, aggiungendo al suo curriculum ben 22 nomination. La serie è stata seguita immediatamente da Saturday Night Live e Westworld, con 21 nomination ciascuno. Mentre The Handmaid’s Tale, la distopica serie TV, ha ottenuto 20 candidature per la seconda stagione, tra cui quelle per Elisabeth Moss e Samira Willey. Tra le svariate novità e sorprese della cerimonia, vi è la supremazia di Netflix, che per la prima volta domina la scena degli Emmy Awards 2018 attraverso 112 nomination contro la stimata Hbo, che quest’anno concorre per 108; da qui è possibile comprendere la grande rivoluzione di Netflix che, con passo sempre più celere, spopola non solo come piattaforma digitale, ma anche come produzione e format. Per le Limited series, con 18 nomination c’è The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story; invece come serie comica, la più candidata è Atlanta.  Prodotta da Amazon, la iperpremiata La fantastica signora Maisel, ha sbaragliato davvero ogni concorrenza, vincendo cinque Emmy Awards: miglior serie brillante, miglior attrice con Rachel Brosnahan, miglior attrice non protagonista con Alex Borstein, miglior sceneggiatura e miglior regia con Amy-Sherman Palladino, già sceneggiatrice e creatrice di due serie cult come Pappe Ciccia e Una mamma per amica. Tra le candidature come miglior attrice comedy vi era anche Megan Mullally, per l’amatissimo Will and Grace, che anche stavolta resta all’oscuro e senza premi. Allo show targato HBO,  il già citato Game of Thrones, conosciuto dalla popolazione italiana come “Il trono di spade”, è stato riconosciuto uno dei premi più ambiti, ovvero Miglior serie drammatica ed ancora una volta il folletto, Peter Dinklage, in perenne nomination (la settima), ha ricevuto  per la terza volta il premio di Miglior attore non protagonista. Clairy Foy è la migliore attrice protagonista drammatica, un premio davvero meritato, anche perché dalla prossima stagione di The Crown, la Foy dovrà smettere di indossare le vesti della regina Elisabetta II. Prima nomination per un’attrice di origine asiatica, Sandra Oh, con Killing Eve, alla quale non arriva tra le mani nessun premio, nonostante la bravura eccezionale che da sempre la contraddistingue. Miglior attore protagonista in una serie drammatica è stato conferito a Matthew Rhys, per The Americans, avvincente racconto dell’America durante i tempi della Guerra Fredda. Nelle edizione 2018 degli Emmy Awards non poteva mancare un momento da ricordare e incorniciare nella storia della manifestazione: Glenn Weiss, regista dell’Ultima Notte degli Oscar, durante il suo discorso di ringraziamento ha sorpreso tutti i presenti, chiedendo alla fidanzata Jan Svandsen di sposarlo. Emmy Awards 2018: tutti i premi Miglior serie drammatica Game of Thrones Miglior film TV Black Mirror – USS Callister Miglior miniserie The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story Miglior serie comedy The Marvelous Mrs. Maisel Miglior programma animato Rick and Morty – Cetriolo Rick Miglior attore protagonista in una serie drammatica Matthew Rhys, The Americans Miglior attrice protagonista in una serie drammatica Claire Foy, The Crown Miglior attore […]

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Attualità

75° edizione della mostra del cinema di Venezia

Undici giorni che vedono protagonista il cinema. Da fine agosto agli inizi di settembre, un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di film, che aspettano con ansia e trepidazione la mostra cinematografica di Venezia, laguna multimediale, tinta dal rosso dei red carpet, infiammata dalle emozioni delle proiezioni scelte, colorita dai tanti volti che si avvicendano sul photo call. Quest’anno Venezia tiene bene banco nella prima settimana, in cui sono stati visionati i titoli già presentati a Toronto e Telluride, ma soffre della lentezza della manifestazione, allungando fin troppo i tempi per un festival del cinema. La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, abbreviata nel gergo e chiamata dai più, Festival di Venezia, si tiene al Lido di Venezia, con l’organizzazione della Biennale, una delle istituzioni culturali più acclarate al mondo. Nella sua 75° edizione, Venezia premia con il suo riconoscimento più importante, ovvero il Leone d’oro, la pellicola Roma, di Alfonso Cuarón. Roma non si riferisce alla capitale d’Italia: li suo nome deriva da un quartiere di Città del Messico. Il film è ambientato nel 1971, l’anno in cui i militari uccisero alcuni studenti che protestavano contro la privatizzazione delle università. Cuarón punta sempre in alto, infatti Roma esce dopo il successo di Gravity, per il quale vinse l’Oscar per la Miglior regia. Il tutto è incorniciato dalla preziosa notizia: il film è distribuito dalla rivoluzione del momento, Netflix. I fratelli Coen si aggiudicano il premio per la Miglior sceneggiatura, con La ballata di Buster Scruggs; la Coppa Volpi, assegnata per la miglior attrice, è nelle mani di Olivia Colman, per il film The Favourite. Mentre viene consegnato a Willem Dafoe, che recita in At Eternity’s Gate, il premio come miglior attore. A presiedere la giuria di quest’anno è Guillermo Del Toro, regista che l’anno scorso ebbe l’onore di ricevere il Leone d’Oro, e poi l’Oscar, per il film La forma dell’acqua. Ormai Venezia è divenuta una vera e propria rampa di lancio per gli Oscar. Sono numerose le pellicole presentate al Lido che sono poi state premiate come Miglior Film nella notte più lunga del cinema. Basti pensare alla già citata La forma dell’acqua, per proseguire con Birdman e con Spotlight. Ecco i premi principali del festival del cinema di Venezia: Leone d’oro per il miglior film: Roma di Alfonso Cuarón Pran premio della giuria: The Favourite di Yorgos Lanthimos Leone d’argento per la miglior regia: Jacques Audiard per The Sisters Brothers Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile: Olivia Colman per The Favourite Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile: Willem Dafoe per At Eternity’s Gate Miglior sceneggiatura: Joel Coen ed Ethan Coen per La ballata di Buster Scruggs Premio Marcello Mastroianni (a un attore emergente): Baykali Ganambarr per The Nightingale Premio speciale della giuria: The Nightingale di Jennifer Kent Miglior film della sezione Orizzonti: Manta Ray di Phuttiphong Aroonpheng Premio Leone del futuro per la miglior opera prima: The day I lost my shadowdi  Soudade Kaadan.

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Cinema & Serie tv

Downton Abbey prossimamente sul grande schermo

Negli ultimi anni le serie tv in costume hanno ottenuto sempre maggiore successo e visibilità, grazie anche a piattaforme come Netflix che attualmente sta lavorando alle nuove stagioni di The Crown. Molto prima però dell’ascesa della Regina Elisabetta II nel mondo dello streaming, Julian Fellowes aveva fatto conoscere questo genere ai telespettatori inglese con Downton Abbey. La serie, coprodotta da Carnival Films e Masterpiece per il network britannico ITV e per la televisione no profit americana PBS, è ambientata fra il 1912 e il 1926 durante il regno del re Giorgio V d’Inghilterra nella fittizia tenuta del Conte e della Contessa di Grantham nello Yorkshire. Le vicende della nobile famiglia Crawley si intrecciano con quelle della servitù, composta da valletti, maggiordomi e cameriere personali. Un mondo che oggi sembra essere davvero lontano dalla nostra realtà. La serie prende il via il 15 aprile del 1912, con la famiglia che riunita a colazione scopre dell’affondamento del Titanic. Lo shock per tutti è immenso. Si arriverà poi allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, che verrà raccontata magistralmente nella seconda stagione con diverse scene in trincea. Verso la metà della serie, si inizierà poi a parlare di Hitler e delle SS. Una serie tv davvero completa, a tutto tondo. Amore, storia, lotte di classe, aristocrazia, borghesia, costume, tutto si mescola al meglio offrendo agli spettatori uno show ben fatto come pochi. Downton Abbey conta ben 6 stagioni composte da 52 episodi, andati in onda dal 2010 al 2015. Nel cast spicca il nome di Maggie Smith, nei panni della sarcastica Contessa Madre di Grantham Violet Crawley. Al suo fianco anche Hugh Bonneville nei panni del capofamiglia Robert Crawley e sua moglie Cora, interpretata da Elizabeth McGovern. Nel corso degli anni la serie ha ottenuto grande successo sia da parte del pubblico che della critica, vincendo anche diversi premi come ben 15 Emmy. Nel 2011 inoltre Downton Abbey è ufficialmente entrata nel Guinness dei primati come show dell’anno più acclamato dalla critica, diventando la prima serie britannica a vincere tale riconoscimento. Downton Abbey: presto al cinema Seppur le vicende di Lady Mary (interpretata da Michelle Dockery), Lady Edith (interpretata da Laura Carmichael) e del resto della famiglia siano giunte al termine da qualche tempo il mito dei Crawley ha continuato però ad aleggiare nel mondo delle serie tv, tanto da spingere Julian Fellows a riprendere in mano le vite dei suoi aristocratici personaggi e scrivere questa volta una sceneggiatura per il grande schermo. Le riprese sembra che siano iniziate proprio quest’estate, con la regia di Brian Percival per la casa di produzione Focus Features. Fellows, oltre che sceneggiatore, sarà anche produttore insieme a Gareth Neame e Liz Trubridge. L’arrivo nelle sale è previsto per il 2019 e gli amanti di Downton Abbey non aspettano altro che scoprire come sia cambiata la vita all’interno della tenuta.

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Cinema & Serie tv

I film più belli del 2018: Godard, Garrone, Anderson e l’universo Marvel

Consigli cinematografici del 2018, film bellissimi da non perdere! I film più belli del 2018, quali sono? L’11 maggio 2018 è uscito l’ultimo film di Jean-Luc Godard, Le livre d’image, vincitore del premio “Special Palme d’Or”. “Il libro illustrato” contiene immagini, musica e gesti che si mischiano alle parole e si legano alle mani che appaiono sin dal principio. La particolarità del cinema godardiano è palese con le immagini ossessive, le foto, i colori intermittenti e la parola sempre confusa, come tagliata e sottomessa ai gesti, in questo caso delle mani. Si può dire uno dei migliori film del 2018 avente come protagonista le storture dell’Occidente al suo crepuscolo e il germe di un Oriente che avanza. Un film che ha tutto o niente, ma possiede ancora la forza dello sguardo di Gordard. L’artista italiano Matteo Garrone, invece, dopo il non longevo successo de Il racconto dei racconti (2015), è stato autore di un film molto forte e non banale, Dogman (2018), ispirato al delitto del Canaro della Magliana, il toelettatore di cani Pietro De Negri  che torturò e uccise l’ex pugile dilettante Giancarlo Ricci nel 1988. Certamente la pellicola si allontana dalla storia vera, per cui l’elemento di finzione sussiste, però Garrone riesce a mettere in scena un’Italia nella quale l’abbrutimento culturale e sociale è il protagonista dell’alienazione e degradazione suburbana (e non solo). L’intento di Garrone di assottigliare la spettacolarizzazione della vicenda, che fa parte dei casi di cronaca italiani più crudi, è riuscito e ha lasciato il posto a un personaggio pieno di risonanze come Marcello, un uomo che vive tra i demoni del suo tempo. Dogman, infatti, racconta una storia di rivalsa, lontana dall’interesse scenico che ha immobilizzato il vero Canaro. Inoltre il film è stato premiato al Festival di Cannes: ha ottenuto 9 candidature e vinto  ben 7 Nastri d’Argento. I film più belli del 2018: non può mancare Wes Anderson Il premio Orso d’argento per la miglior regia al Festival Internazionale del Cinema di Berlino è andato a Wes Anderson con il suo L’isola dei cani (2018), un film d’animazione in stop motion e geometrico ambientato in Giappone. La storia si svolge nel futuro 2038 nel quale, a causa di un’influenza canina, tutti i cani del Giappone sono esiliati su un’isola di rifiuti. Qui il giovane Atari Kobayashi giunge per trovare il suo cane Spots. L’isola dei cani, uno dei primi film distopici di Anderson, tocca un futuro che per la nostra società è fatalmente presente, o quantomeno un monito su ciò che potrebbe accadere se la situazione attuale peggiorasse. Basti pensare all’isola di rifiuti, all’importanza della scenografia che non rappresenta un mondo al contrario, bensì un universo isolato e distorto ben contenuto dalla grande fantasia del suo autore. Ancora un mondo distorto è stato rappresentato dagli ultimi due film targati Marvel: Avengers: Infinity Ware Deadpool 2. Due pellicole ben diverse tra loro sia come tematica, sia come impostazione. Certamente Deadpool 2, regia di David Leitch, si propone con maggiore ironia, anche se i vertici di complessità […]

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Cinema & Serie tv

Netflix: le serie televisive più belle da rivedere questa estate

Serie Netflix da non perdere, ecco le nostre preferite. Attenzione: qui trovi solo serie televisive bellissime! È sempre più difficile oggi orientarsi nella scelta di quale serie televisiva cominciare. Soprattutto da quando è arrivato Netflix, la migliore piattaforma per la fruizione di contenuti multimediali d’intrattenimento, che offre la visione di una vasta gamma di prodotti come film, show, documentari in streaming su internet, in modalità on demand. Si tratta di un servizio a pagamento sottoscrivibile con abbonamento mensile, ottimizzato per un utilizzo tramite browser desktop, ma usufruibile anche su dispositivi mobili Android e iOS, grazie all’applicazione dedicata, oltre che su Smart TV e console per videogiochi. Grazie a tali punti di forza, Netflix ha riscontrato un rapido incremento di popolarità, dopo aver reso accessibile il servizio di streaming in oltre 190 paesi dal gennaio 2016 ed essersi affermato come leader del settore on demand con i suoi 125 milioni di utenti abbonati in tutto il mondo nel 2018. Entrato nel settore della produzione nel 2013 con la sua prima serie, House of Cards, ha in seguito ampliato notevolmente l’offerta pubblicando circa 126 serie o film originali nel 2016, più di qualsiasi altro network o canale via cavo. Ebbene, complici le vacanze, il tempo libero e i ritmi meno serrati, i mesi caldi sono il periodo perfetto per rilassarsi, recuperando alcune serie tv belle arretrate: oltre a grandi nuove stagioni di serie già avviate e che hanno confermato il loro livello, ci sono, infatti, molti titoli inediti che hanno fatto il loro debutto, alzando l’asticella di un mondo seriale sempre più variegato e attento alla diversità. In questa piccola selezione sono presenti grandi cult, serie recenti e docu-serie più ibride, non propriamente fiction: insomma, moltissimi episodi da recuperare, in una stagione televisiva che ormai non si ferma più. Ecco la nostra lista delle serie tv Netflix più belle.  Serie Netflix, la nostra top 7 La casa di carta Cominciamo la nostra lista  con le serie tv migliori con un prodotto televisivo spagnolo, che rappresenta senza dubbio il cult del momento e racconta in due stagioni – Netflix ha recentemente confermato la terza – quella che viene considerata la più grande rapina della storia, commessa all’interno della Zecca di Stato di Madrid da otto malviventi, che indossano le maschere di Salvador Dalì, per stampare oltre due miliardi di euro in biglietti da 50. È «un’allegoria della ribellione», come ha scritto Le Monde, perché la banda tecnicamente non ruba, ma si appropria dei mezzi di produzione del capitalismo, sputando in faccia all’alta finanza che tutti prende per i fondelli: non a caso, si cita la rivolta popolare de la Puerta del Sol a Madrid, nel 2011, quando nacque il movimento degli Indignados; «un mix tra colpo hollywoodiano y mucho amor», come lo ha definito Vanity Fair, pieno di paradossali colpi di scena, da non perdere. Breaking bad Uscita nel 2008 si piazza, senza dubbio, nel podio delle serie tv più belle: un insegnante di chimica, con un cancro allo stadio terminale, comincia a produrre […]

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Cinema & Serie tv

Film tratti da libri: i 10 più belli di sempre

Il legame tra letteratura e cinema è profondo e trova una giustificazione radicata nell’animo umano, che da sempre ha la capacità di creare e ricreare nella propria mente, attraverso la fantasia, la memoria ed il racconto, non soltanto immagini di situazioni realistiche o possibili, ma anche di situazioni fantastiche ed irrealistiche, dando libero sfogo all’immaginazione, oppure lasciare che le immagini sorgano dalla parola scritta: è quello che fanno i registi che cercano di riportare sul grande schermo, secondo la propria immaginazione e sensibilità, le parole su carta dei libri più belli e di successo, in maniera più o meno fedele al testo letterario, a seconda dei casi. Se c’è un gruppo di lettori che affermerà sempre e comunque, a prescindere dal film in questione, che il libro è senz’altro “migliore”, spesso perché in realtà semplicemente il film non corrisponde all’immagine mentale che il lettore si era costruito da sé del libro al punto da vivere come un “tradimento” personale il tentativo altrui di creare un’immagine che, una volta giunta sullo schermo, diventa quella “canonica”, una schiera nutrita di lettori conta invece i giorni che li separano dall’uscita nelle sale cinematografiche del film tratto dal proprio libro preferito. Ecco dunque una rassegna dei 10 film tratti da libri più belli ed appassionanti, quelli che, a prescindere dall’aver letto il libro o meno, vale la pena guardare, e che forse potrebbero convincere anche i meno avvezzi alla lettura ad immergersi in un buon libro. Una rassegna (in ordine sparso) dei più appassionanti 10 film tratti da libri: da successi letterari a successi cinematografici Saga di Harry Potter (J. K. Rowling) Durante tutto il primo decennio del 2000 gli otto film tratti da libri della saga di Harry Potter, maghetto più famoso di tutti i tempi, hanno trascinato al cinema (e, in conseguenza, in libreria) ben più d’una generazione di bambini ed adolescenti: come resistere al fascino dell’eterna lotta fra bene e male, in chiave fantasy? Si tratta infatti della saga cinematografica col maggior numero di incassi. Quattro sono i registi che hanno lavorato ai film della saga: Chris Columbus ai primi due (senz’altro i più fedeli ai romanzi della Rowling), Alfonso Cuaròn al terzo, Mike Newell al quarto e David Yates dal quinto all’ottavo, tre i giovanissimi protagonisti che devono la loro fama al ruolo interpretato nella saga di Harry Potter: Daniel Radcliffe nel ruolo di Harry Potter e Rupert Grint e Emma Watson nei ruoli dei suoi amici, rispettivamente Ron Weasley e Hermione Granger. The Help (K. Stockett) Il film, uscito nel 2012 con la regia di Tate Taylor, è ambientato nel Mississipi degli anni ’60 e racconta le vicende della giovane aspirante scrittrice Skeeter (Emma Stone), interessata a documentare, con l’aiuto di alcune domestiche di colore, la dura vita delle nere nel suo paese, segnata dal pregiudizio, dal sopruso e dalla tirannia operata dalle signore bianche ai danni delle domestiche di colore. Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, come il premio Oscar a Octavia Spencer, nel ruolo della domestica Minny […]

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Libri

Appunti di cinema, riflessioni sulla Settima arte a cura di Francesco Grano | Ferrari editore

“Il cinema è un occhio aperto sul mondo”. E a dirlo è stato un filologo come Joseph Bédier, che mise in crisi il metodo Lachmann considerato strumento obbligatorio per lo studio di un testo; proprio come fu Bédier, anche il cinema è controcorrente e rivoluzionario talvolta, davvero uno spazio sconfinato tra verità ed invenzione. Il cinema è immaginazione, una delle poche cose che avvicina i nostri sogni più belli alla realtà, e lo sa bene Francesco Grano che per la Ferrari editore ha curato “Appunti di cinema”, una nuova raccolta, più che altro saggistica, sul mondo della Settima arte. A contribuire alla stesura del testo pubblicato dalla Ferrari editore – primo tomo di due – ci sono altrettanti cinefili ed appassionati, che senza nessun filtro propongono al lettore alcuni film considerati cult o entrati a far parte della loro personale top ten, sia per un attaccamento sentimentale sia perché valutati come i migliori della storia del cinema, per presa registica o attoriale, o perché hanno significato qualcosa proprio perché diventati emblema di una generazione o manifesto di una corrente di pensiero. “Appunti di cinema” a cura di Francesco Grano, un viaggio emozionante della Ferrari editore Così tra riflessioni e ricordi, Nicolò Barison, Susanna Camoli, Edoardo Graziani, Bruno Manfredi, Mariagiulia Miraglia e Francesco Spadafora (alias Freddy Xabaras) confessano i film ai quali sono più legati, dando senza riserve il loro personale punto di vista senza necessità di trovare un filo conduttore o talvolta una tematica comune tra i prescelti, ma sicuramente rispecchiando i gusti e le preferenze di molti altri cinefili al di fuori di queste pagine, come tutti i fan di Star Wars, il kolossal fantascientifico di George Lucas che sin dal primo episodio negli anni Settanta è entrato a far parte di un immaginario collettivo mondiale. C’è chi ovviamente non dimentica Blade Runner di Ridley Scott, che all’interno, sia nella trama che nella bravura degli attori, ha così tanto di profetico e spinge a migliaia di riflessioni e a tanto stupore. Altro film cult anni Ottanta è I Goonies di Richard Donner, un classico d’avventura per ragazzi che vede dei giovanissimi Sean Astin e Josh Brolin, ricavato da un soggetto scritto da Steven Spielberg. Molti appunto sono i riferimenti a questo grande regista americano in Appunti di cinema, milestone hollywoodiano insieme a Woody Allen, che ha precisamente delineato una vera e propria ideologia alleniana, se così si può dire. Con Io e Annie, Hannah e le sue sorelle o il meno conosciuto Stardust Memories (strano come nessuno abbia scelto Manhattan), Allen ha fatto della commedia americana moderna un cinema raffinato, sensibile, splendidamente nevrotico, mettendo in luce, con ironia, i lati più stridenti e contraddittori dell’animo umano. Gli autori ricordano anche Tim Burton, che con Edward mani di forbice o Ed Wood ha creato un nuovo modo di fare cinema, unico e inimitabile, trasponendo in maniera assoluta fantasia e creatività, che è quello che il cinema tutto dovrebbe insegnare. Oltre a percorrere la scia del ricordo, da non dimenticare sono […]

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Cinema & Serie tv

71° edizione del Festival di Cannes 2018: due premi all’Italia

Con la serata conclusiva di sabato 19 maggio, anche il Festival di Cannes volge al termine. La manifestazione cinematografica francese onora con il suo premio di riconoscimento, la Palma d’Oro, la pellicola Shoplifters del regista giapponese Hirokazu Kore-Eda; mentre a vincere il premio della giuria è la regista libanese Nadine Labaki. Quello di Hirokazu è un film coraggioso, che permetterà a un pubblico più vasto di conoscere la filmografia del regista giapponese, imperniata sulle relazioni famigliari. Un film profondo, con una prima parte più intensa e una seconda parte costituita di molte, troppe ripetizioni; per questo motivo non mantiene la stessa tensione iniziale fino alla fine. Non mancano sul red carpet del Festival di Cannes volti noti alla cinematografia italiana: svariati riconoscimenti sono stati attribuiti a pellicole nostrane. Il film Lazzaro felice vince il premio per la miglior sceneggiatura: con questo film Alice Rohrwacher realizza la sua opera più compiuta, riprende il mondo fiabesco cucito insieme ad una storia ideale, nel magico sfondo dell’Italia rurale. Il tema del non sapersi adattare è il perno su cui ruotano le vite raccontate dalla regista: un film “fuori dagli schermi” che ha conquistato la manifestazione francese. Premiato anche Marcello Fonte, attore protagonista di Dogman, l’ultimo film di Matteo Garrone; con la sua interpretazione basata sulla genuinità e sulla semplicità ha catturato tutta la giuria, ricevendo dalle mani di Roberto Benigni il premio come miglior attore. Fra gli altri premi consegnati durante la 71esima edizione spicca il riconoscimento speciale dato al regista 88enne Jean-Louis Godard, per il suo ultimo film Le livre d’image: un film in cinque parti, in cui si evoca in particolare la guerra e il mondo arabo, attraverso un collage di immagini, tra la fiction e il documento, con la presenza di citazioni e aforismi, spesso letti dallo stesso cineasta, padre della Nouvelle Vague. Non poteva mancare una parentesi di riflessione per le discriminazioni subite dalle donne in quest’ambito lavorativo; sulla scia delle altre manifestazioni cinematografiche, anche Cannes decide di affidare un monologo contro le molestie e gli abusi. Sale sul palco Asia Argento, riporta in vita i ricordi della violenza del caso Weinstein: «Nel 1997 sono stata stuprata da Harvey Weinstein qui a Cannes, avevo 21 anni». Presegue poi: «Perfino stasera, fra di voi, siedono coloro che devono rendere conto del loro comportamento nei confronti delle donne, che non può essere tollerato in questa o in nessun’altra industria. Sapete chi siete, ma soprattutto noi sappiamo chi siete e non vi permetteremo più di cavarvela così». Si chiude la stagione della manifestazioni cinematografiche, e si aspettano in sala i film vincitori di questa 71esima edizione.

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Cronaca locale

Pasqualino Esposito, da testimonial a Seiano a ospite alla mostra di Venezia

Pasqualino Esposito e le sue nuove avventure: testimonial al Grand Hotel Angiolieri di Seiano fino alla Mostra Cinematografica di Venezia Lui si chiama Pasqualino Esposito, vive a Casavatore vicino Napoli ed ha una simpatia travolgente ed una purezza d’animo, ed è appassionato di cinema, di arte, ama guardare film e incontrare i suoi idoli in carne ed ossa. Pasqualino è affetto da osteogenesi imperfetta, detta anche malattia delle ossa di vetro: la sua malattia gli porta grave fragilità alle ossa, malformazione degli arti, difficoltà respiratorie a causa della gabbia toracica malformata e gli è quindi essenziale l’aiuto della ventilazione meccanica. Il cinema è la stella polare della sua quotidianità, la sua scappatoia ed isola felice, e questa passione lo ha portato a divenire una stella del sorriso che ha incontrato stelle in carne ed ossa: i suoi idoli cinematografici. Pasqualino può infatti vantare tantissimi incontri con svariate stelle del cinema, attori di fiction e nomi di spicco della scena nostrana e internazionale, nonché la partecipazione a numerosi eventi e festival. Il suo festival preferito è La Festa del Cinema di Roma, a cui ha partecipato due volte: ha anche instaurato un forte legame con il direttore Antonia Monda e con Valeria Allegritti. La passione può salvare una vita e renderla degna di essere vissuta, può dare respiro e leggerezza alla sofferenza, e Pasqualino ci affida un grande messaggio: la realtà non è quella che si vede. Ci eravamo già occupati di Pasqualino, per narrare la sua storia e la sua travolgente passione per il cinema. Ci sono delle novità, perché Pasqualino ha dei nuovi progetti in cantiere e che si aggiungono al racconto della sua storia: è stato chiamato a fare da testimonial, col suo sorriso, al Grand Hotel Angiolieri di Seiano ed è stato invitato dal direttore Alberto Barbera in persona alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, per coronare ulteriormente la sua smodata passione per il cinema. Due chiacchiere con Pasqualino Esposito, tra cinema, nuovi progetti e desideri Ciao Pasqualino, ti andrebbe di raccontarci della tua esperienza come testimonial al Grand Hotel Angiolieri di Seiano? Come è iniziata quest’avventura e come sei diventato il volto di questo hotel? Quest’esperienza è nata tramite i social network. La proprietaria del Grand Hotel Angiolieri mi ha contattato su Facebook, abbiamo molti amici in comune. Abbiamo fatto una bellissima chiacchierata e lei mi ha chiesto se mi andasse di prendere parte a quest’esperienza, e quindi sono stato testimonial di questa bellissima location, che io consiglio a tutti di andare a visitare almeno una volta, anche per un week end. Ti andrebbe di raccontarci anche della tua prossima avventura a Venezia? Per quanto riguarda l’esperienza della Mostra d’arte Cinematografica di Venezia, è nata sempre tramite i social network, Qualche tempo ho pubblicato su Facebook un post, un amico ha letto il mio post e, notando la mia passione per il cinema e per i festival, mi ha chiesto se mi andasse di partecipare alla mostra di Venezia, dal momento che si occupa dell’organizzazione. Io […]

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Cinema & Serie tv

Napoli festeggia i suoi David al Maschio Angioino: ovazione per Renato Carpentieri

Renato Carpentieri e il resto della Napoli che ha trionfato ai David è stata degnamente festeggiata al Maschio Angioino Lunedì 9 aprile la città di Napoli ha festeggiato i propri talenti, premiati ai David di Donatello 2018, nella ieratica cornice della Sala dei Baroni del Maschio Angioino. La cerimonia, suggellata da una targa commemorativa destinata agli illustri ospiti, ha inteso donare un riconoscimento non solo agli artisti napoletani, ma ad una Napoli fucina, da sempre, di eccellenza. Il successo del cinema napoletano per l’assessore alla cultura Nino Daniele è spiegato attraverso la parola fondante «comune origine» che racchiude l’idea tutta partenopea di lavorare assieme, vivere in comune, ed essere un tutt’uno con la cultura, la vivacità e i fermenti di una terra unica. Il valore della cultura come arma per disperdere la violenza e la rabbia sono gli argomenti sottolineati dal sindaco De Magistris, presente alla cerimonia, che ha dichiarato: «Se noi riusciamo a dimostrare in questa città che con la cultura si può produrre; se si comprende che esiste un’alternativa al  prendere una pistola e fare una strage, e questa alternativa è la cultura, ci si può salvare e vivere con umanità. Sono convinto che grazie a questi esempi in tanti stanno scegliendo di fare spettacolo, in alternativa alla malavita. La cultura è l’arma di riscatto migliore per la nostra terra». I riconoscimenti ai vincitori dei David di Donatello Il sindaco  ha consegnato il riconoscimento al regista Antonio Manetti, vincitore del David di Donatello come miglior film con “Ammore e Malavita“ e a Daniela Salernitano, vincitrice per i migliori costumi per la stessa pellicola. Infine, Franco Ricciardi e Nelson hanno ricevuto la targa per la miglior canzone originale “Bang bang”. «È la prima volta che la  mia città mi riconosce qualcosa –  ha dichiarato un emozionato Nelson – è come andare a dormire con un bacio in fronte della mamma». Applausi scroscianti hanno accompagnato la crew di “Gatta Cenerentola“, che si è aggiudicata una statuetta ai David per i migliori effetti digitali, grazie al lavoro della Mad Entertainment: «Mad è una squadra –  ha affermato il vincitore come miglior produttore Luciano Stella – un gruppo che riesce a stare assieme a lungo, rende più forte quello che produce». Renato Carpentieri: miglior attore ai David di Donatello Dulcis in fundo è arrivato il riconoscimento a Renato Carpentieri, vincitore del David di Donatello 2018 come miglior attore protagonista, che per via della colossale standing ovation profusa dal pubblico e gli addetti ai lavori presenti nella Sala dei Baroni, non è riuscito a proferir parola per circa due minuti. Ironiche e ficcanti sono le parole dell’attore napoletano: «Ci ho messo un pò di tempo, però l’ho avuto» – ha commentato Carpentieri, poi  ha aggiunto – sono orgoglioso di questo riconoscimento, la mia formazione è avvenuta qui a Napoli, dove ho incontrato negli anni tante persone di valore. In parte questi David 2018 sono stati dati a persone di periferia o outsider, persone che per loro scelta o per scelta degli altri sono state tenute […]

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