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Eroica Fenice

La Tag: Eroica Fenice contiene 7 articoli

Notizie curiose

Trivia Crack: tutti pazzi per la cultura!

Trivia crack è un’applicazione/gioco basato su domande e risposte e consente ai giocatori di sfidare i propri amici di Facebook. Iniziata la partita con un amico “social” oppure con un avversario aleatorio e scelta una modalità di gioco, verranno poste diverse domande con risposte multiple dove il giocatore dovrà individuare quella giusta. Inoltre Trivia Crack presenta diverse categorie di domande, scelte tramite una ruota virtuale (comprendente Spettacolo, Geografia, Arte, Tecnologia, Sport e Storia). Trivia Crack, ideato dai creatori di Aworded , è la versione virtuale più simile al buon vecchio trivial pursuit. Esso è formato da oltre 90000 domande che aumentano sempre di più perché, dopo essersi registrati, è possibile contribuire al gioco proponendo quiz con annesse risposte. Non crediate che le domande siano facili, perché in Trivia Crack interrogativi quali “Con che apparato o sistema del corpo umano si relaziona la malattia di Hirschprung?” sono all’ordine del giorno e  metteranno a dura prova la certezza di sapere tutto su ogni argomento. Lo scopo del gioco è riuscire ad indovinare più risposte del social avversario, a 3 risposte corrette ci sarà un interrogativo bonus  su un argomento a scelta del giocatore che sbloccherà un personaggio dell’annessa materia. Vincerà il giocatore che conquisterà per primo tutti i 6 personaggi. Trivia crack è un gioco  molto piacevole e soprattutto molto istruttivo poiché si imparano argomenti che affronteresti difficilmente a scuola. Trivia Crack oggi si trova ai primi posti dell’App store e di Google play ed in poche settimane è diventato virale. Ha un’interfaccia molto simpatica e colorata ed il gioco è disponibile in italiano,spagnolo, inglese, portoghese e francese.  Puoi anche contribuire al gioco, in aggiunta al proporre domande, traducendole nella lingua che preferisci.  La parte più importante e innovativa di questo gioco è forse però la parte “social”: infatti puoi condividere su Facebook il raggiungimento di un obiettivo oppure la vittoria di una partita, inoltre puoi anche entrare in chat istantanea con il tuo avversario. Insomma, questo Trivia Crack è pieno di sorprese, entusiasmante, divertente, ma soprattutto educativo. Così quando la mamma si lamenterà del fatto che state sempre davanti ad un cellulare potrete rispondere che in realtà state studiando! -Tutti pazzi per Trivia Crack!-

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Teatro

Romeo e Giulietta diventa una commedia!

Romeo e Giulietta è in scena -con la Compagnia Factory- al Teatro Nuovo fino al 21 febbraio (ore 18.00) in un adattamento di Francesco Niccolini per la regia di Tonio De Nitto. Il dramma shakespeariano diventa -senza perdere in alcun modo la sua fedeltà alla trama (come dimostra la scelta di recitare in versi)- una commedia corale in cui, soprattutto nella prima parte, le risate prendono il sopravvento sulla tragedia. I due innamorati, infatti, non vengono lasciati da soli in scena nemmeno per un istante: persino durante la celebre cena del balcone sono presenti tutti gli interpreti sul palco, in una sorta di coro che, sospirando, accompagna la celebre dichiarazione d’amore (fatta, questa volta, in prosa). La scelta di utilizzare praticamente sempre tutti gli attori contemporaneamente crea un effetto di partecipazione, anche per il pubblico, come nella scena della festa a casa Capuleti, in cui tutti ballano sulle note di Fiesta di Raffaella Carrà, creando una commistione tra tradizione e pop. La musica e le luci accompagnano lo spettacolo in tutto il suo svolgimento: al momento del saluto all’alba tra gli innamorati, risuonano le note di Creep dei Radiohead, perfettamente equilibrate con il gioco di luminarie sul palco. Non si tratta semplicemente della storia di un amore finito in maniera tragica: questa messa in scena è la rappresentazione di un’incomprensione generazionale, in cui le colpe dei padri ricadono sui figli, che muoiono uno ad uno. A partire dalle morti di Mercuzio e Tebaldo, infatti, il palco diventa il luogo in cui una generazione perisce per colpe che non le appartengono, in cui giovani vite vengono distrutte in un gioco che può concludersi solo nel modo peggiore possibile. Solo così la generazione più anziana -che dovrebbe essere saggia- comprende i suoi errori e cerca di porvi rimedio.  Romeo Fabio Tinella Giulietta Angela De Gaetano Padre Capuleti/Speziale Ippolito Chiarello Madre Capuleti/Padre Montecchi Lea Barletti Balia di Giulietta/Principe di Verona Dario Cadei Mercuzio/Paride Luca Pastore Tebaldo/Frate Lorenzo Filippo Paolasini Scenografie Roberta Dori Puddu Costumi Lapi Lou Luci Davide Arsenio -Romeo e Giulietta diventa una commedia-

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Interviste emergenti

Cechov: Se (D)io vuole di Maria Silvia Greco

“Perché dobbiamo portare ad ogni costo sulla scena uomini stupidi o uomini che fanno gli intelligenti, perché dobbiamo ad ogni costo dare dei quadri che suscitino riso o pianto, perché non portare sulla scena degli uomini semplicemente intelligenti che non suscitino né riso né lacrime, ma semplicemente facciano pensare?” Cechov. Nelle tre sorelle, commedia realizzata tre anni prima della sua morte, cogliamo il tema della speranza. Queste tre donne sognano il cambiamento, di ritornare a Mosca, luogo della loro infanzia spensierata.    Il 28 e il 29 Gennaio, al teatro Due di Roma alle 21:00 va in scena Se (D)io vuole tratto dalle Tre sorelle. Testo riscritto da Maria Silvia Greco che abbiamo intervistato. Di cosa parla Se (D)io vuole?  Parla di come siamo o come non dovremmo essere. È una lente di ingrandimento su di noi, è un atto di fede nell’uomo. Tre sorelle vogliono andare via, il loro desiderio viaggia attraverso il gioco e il sogno. Cosa le trattenga in una vita che le annoia, non è chiaro. Covano dentro le loro anime sofferenze e rancori una contro l’altra, ma tutto appare immobile e l’incapacità di cambiamento regna sovrana. Nei loro sogni ognuna di loro abbraccia vite meravigliose, paesaggi mai visti e uomini che hanno il coraggio di amare; i loro sogni sono così forti da portarle a correre da un desiderio all’altro senza sosta, senza senso, un affaccendarsi, ma per andare dove?  Perché hai scelto di riscrivere questo testo?   Abbiamo scelto le Tre sorelle di A. Cechov come punto di partenza, abbiamo scelto la tradizione come bacino universale dei nostri pensieri e desideri, ci siamo immerse e siamo riemerse con altre tre donne, figlie delle loro madri cechoviane. Il desiderio di fuga di queste tre donne ci appartiene; ci appartiene la paralisi dovuta alla paura di andarsene, alla mancanza di sufficiente coraggio, alla noia. Questo testo parla anche dell’enorme forza di volontà, della voglia che può spingere a fare molte cose senza senso, o che può spingere a dare la colpa all’altro, al destino o chissà a cosa. Per parlare di noi, chi può essere riferimento migliore di Cechov? Parlaci della compagnia. Un gruppo di tre ragazze neodiplomate, e un diplomato da 3 anni. Il desiderio di lavorare insieme è nato dalla necessità di non lasciarsi paralizzare dalla “situazione teatrale italiana”, affinché il luogo comune rimanga luogo comune e non schiacci il desiderio e la spinta a immaginare, a studiare, e semplicemente a provare a fare qualcosa che nasca da un’urgenza spontanea.  Tre ragazze appena diplomate e “le sorelle” di Cechov, ci sono temi comuni: speranza e sogno. Vi è tornato utile?   La voglia di metterci in gioco è nata da un’esigenza chiara: poter dire che, nonostante le difficoltà, i desideri si possono realizzare, se si sta insieme, uniti, e si lavora per essi. È una visione giovanilistica, che difendiamo strenuamente, ci dà la forza di affrontare il mondo del lavoro nel quale ci siamo appena immersi. I piedi per terra li abbiamo, non c’è bisogno di agganciarci ancora […]

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Eventi nazionali

Retake Roma: cittadini contro il degrado

Quando c’è qualcosa che non va nella propria città, c’è chi si lamenta e chi preferisce attivarsi. Fanno sicuramente parte di questo secondo caso i volontari che hanno pensato ad un movimento no profit, nato recentemente e il cui nome ne traduce chiaramente il programma: Retake Roma. “Riprendiamoci Roma” è infatti l’obiettivo di cittadini che, grazie a questa iniziativa, decidono di incontrarsi tutti insieme -o divisi per zone- per dare un contributo tangibile e immediato a favore della città. Si muniscono di raschietti, vernici, solventi e rimuovono scritte dai muri, adesivi dai pali e cassette postali e tutto ciò che di abusivo e sporco danneggia la città. L’iniziativa è stata accolta molto bene sia dalla città, vista la crescita esponenziale di volontari, ma anche dalle isituzioni che offrono loro appoggio. Per saperne di più ho incontrato Emanuele, uno dei primi volontari che oggi si occupa della gestione del progetto Retake. Retake Roma, la nostra intervista! Come nasce Retake? Retake nasce nel 2011 grazie a quattro donne americane, che vivono attualmente a Roma, e che, con l’ aiuto dei familiari, hanno avviato questo progetto partendo dalla pulizia  del proprio condominio. Successivamente è nata una coalizione che, grazie ad altre persone, ha portato alla creazione di piccoli eventi. Ho visionato su Facebook un evento a Ponte Milvio e ho deciso di aderire all’iniziativa. Da lì ho partecipato ad altri eventi come Monteverde. Nel tempo siamo cresciuti moltissimo! Qual è la filosofia di Retake? Retake è un progetto gestito da persone comuni: dall’impiegato allo spazzino, all’ingegnere o amministratore delegato. La ‘filosofia’ di Retake è quella di riappropriarsi di quello spazio che ci è stato negato, che in questo momento è degradato. Pensiamo che Roma debba  risollevarsi, perché al momento non siamo la capitale più bella del mondo. Cerchiamo di restituire bellezza alla città con i murales, rimuovendi gli adesivi, vedendoci e stimolando l’entusiasmo e l’ energia di chi vi prende parte. Com’è strutturata Retake? In questo momento ci stiamo organizzando e creeremo a breve un’associazione. Il “direttivo”, se vogliamo chiamarlo così, è composto da otto persone che sono quelle “più attive”. Esistono all’incirca 14 gruppi nella città di Roma. La creazione di questi gruppi è stata necessaria per gestire al meglio l’ attività. Operiamo indossando delle pettorine  che ci ha donato anni fa il Comune di Roma, recanti il nostro logo, nonchè il logo del comune, e la scritta “Decoro Urbano”. In questo modo le persone ci riconoscono e i gruppi crescono giorno per giorno, perché “Retake” sta diventando un vero fenomeno, una tendenza e inevitabilmente si sta diffondendo. Come si diventa Retaker? Basta volerlo! La filosofia è molto semplice. Basta darsi da fare, basta fare una piccola cosa al giorno come staccare un adesivo. Lanciammo una vera e propria campagna con questo obiettivo: “Liberiamo un palo al giorno.” Magari risulta impegnativo, ma se ci portiamo dietro un raschietto, o usiamo semplicemente le unghie, riusciamo a staccare un adesivo e già abbiamo fatto tanto per noi stessi. Tenere sotto controllo le parti comuni […]

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Fotostorie

Colosseo: un viaggio nel blu

Imponente. Maestoso. Possente. Si scaglia nel cielo cobalto il Colosseo. Riecheggiano nell’aria le urla degli spettatori. Si addolciscono nel blu i suoi forti contrasti smussati dal tempo. Un luogo che mai ha perso il suo fascino in un “adesso” che ancora rivive in ogni pietra. Risuonano le armi dei gladiatori. Aspetta con il fiato sospeso che prendano vita le antiche storie ascoltate, le leggende narrate, le parole inventate. Oggi le condizioni di salute del Colosseo appaiono preoccupanti. Di fatti, si sono evidenziate circa 3.000 lesioni con fessure estese su tutta la struttura. Si è scoperta anche un’inclinazione di 40 centimetri dell’opera probabilmente causato da un cedimento della platea di fondazione su cui poggia.  L’importanza della salvaguardia del nostro patrimonio artistico è stato rilevato dagli stessi dati. Solo nel 2013 il circuito Colosseo, Foro romano e Palatino è stato visitato da 5.625.219 persone confermandosi come il sito più visitato in Italia per un introito lordo totale di 39.657.672 euro. Clicca sull’immagine per ingrandirla. Foto: Colosseum and blue sky, Manuel Tempestilli Didascalia: Jundra Elce -Il Colosseo: un viaggio nel blu-

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Attualità

Esodati: chi sono e perché la manifestazione non risolve nulla

Immaginate di trovare finalmente un lavoro, il fatidico “posto fisso” e di cominciare così un nuovo cammino, lungo e faticoso, che prenderà una grande fetta del vostro tempo e della vostra vita. Ogni giorno, con fatica e dedizione, vi recherete sul posto di lavoro, per fare il vostro dovere e rendere reali i vostri progetti. Passano così giorni, mesi, anni, comprate una casa e mettete su famiglia. Trascorso tanto tempo in azienda, cominciate oramai a sentirvi stanchi, ma nessun problema, perché è arrivata l’età per andare in pensione! Ecco, questa è più o meno la storia di tutti i lavoratori….anzi, quasi tutti! Ci sono persone che nonostante gli anni di lavoro, nonostante la fatica e nonostante l’età, non sono riusciti ad andare in pensione e si trovano, da qualche anno, in grande difficoltà. Queste persone, invece di vivere una vita più tranquilla e serena, devono manifestare in piazza e indossare una maglietta con sopra scritto “esodato”. Chi sono gli esodati? Il termine esodato diventa conosciuto da tutti nel dicembre 2011, quando il governo tecnico presieduto da Mario Monti vara una serie di provvedimenti, tra cui la riforma Fornero, che alza l’età pensionabile. Tutto questo in un momento di crisi finanziaria. Gli esodati sono coloro che, dopo specifici accordi tra imprese e sindacati, hanno lasciato il lavoro per crisi aziendali, scelte volontarie, mobilità e altro, in vista di una pensione che doveva scattare nel 2012. Una volta esaurito il rapporto di lavoro, la modifica dei requisiti per ottenere le auspicate prestazioni previdenziali pensionistiche, ha lasciato questi lavoratori senza reddito. Si sono così ritrovati disoccupati e senza percepire la pensione dall’Inps. Tutto questo con alle spalle anni di lavoro e di contributi versati. La stessa Fornero, prima di mandare il decreto alla firma del presidente della Repubblica, aggiunge una salvaguardia per 65.000 lavoratori. Non bastano, e con il decreto spending review se ne aggiungono altri 50.000. La situazione diventa ancora più accesa quando il direttore generale dell’Inps dice in Parlamento che in realtà gli esodati sono 390.000. Il governo corre ai ripari per consentire la pensione con le regole in vigore prima della riforma, ma non si risolve la situazione di tutti e per ora gli esodati tutelati sono solo 162.130. Manifestazione 7 maggio 2014 a Roma degli esodati Dopo le proteste di aprile, la Rete Nazionale dei Comitati degli esodati ha promosso un nuovo presidio sotto la sede del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali in via Vittorio Veneto, in concomitanza con l’apertura del tavolo tecnico proposto dal Governo per la soluzione strutturale del problema esodati. Sono arrivati a Roma da tutta Italia per conoscere l’esito del primo tavolo tecnico convocato dal ministro del lavoro Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nel Governo Renzi. Gli esodati sono ai miei occhi manifestanti atipici. Uso questo termine non in senso diminutivo, ma per sottolineare quanto la loro più che una protesta sia una richiesta. Appena arrivato respiravo tutto tranne aria di tensione. Eppure le forze dell’ordine erano numerose e pronte come […]

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Teatro

Angelo Bernabucci, un vero romanaccio sul set

Angelo Bernabucci, un ricordo affettuoso È sera quando mi arriva un sms da alcuni amici, che mi informano sulla morte di uno dei miti del nostro gruppo. Nessuno ci voleva credere, tutti eravamo fortemente dispiaciuti. Il 26 aprile 2014 muore Angelo Bernabucci, classe ’44, attore e caratterista italiano unanimemente riconosciuto come il “vero romanaccio”. Nelle prime ore dopo la scomparsa il web è spoglio di notizie al riguardo. L’unica fonte aggiornata è Wikipedia che inserisce la data del decesso e Facebook dove tempestivamente gira la notizia. Tutto parte da Twitter dove il critico Marco Giusti scrive: “Se ne è andato uno dei più grandi caratteristi del cinema comico anni 90”. Muore all’età di 70 anni dopo aver passato gli ultimi tempi ricoverato all’ospedale Fatebenefratelli. L’incontro con Verdone Angelo Bernabucci, viveva nel centro storico, esattamente in Via Giulia, e frequentava da sempre un bar a Piazza di Santa Caterina della Rota, dove c’è un’officina meccanica di amici frequentata anche da Carlo Verdone. Diventano amici, giocano qualche schedina insieme (mettendo la Roma sempre vincente) e un giorno Verdone gli propone di fare un film con lui, un film che successivamente diventerà un cult degli anni ’90: Compagni di scuola. Bernabucci è un libraio e di cinema non ne sa proprio nulla, ma Verdone lo convince dicendogli che cerca in lui proprio la sua naturalezza. Sarà il suo timbro, il suo modo poco raffinato e molto materiale a forgiare il personaggio di Walter Finocchiaro, il macellaio arricchito, uno dei più caratteristici del cast. Ritrovatosi in un cast di 18 personaggi, tutti professionisti, riuscirà a superare le difficoltà grazie alla splendida regia di Verdone. Da allora è stata una carriera in continua ascesa, che gli ha permesso di essere conosciuto ed apprezzato per le sue caratteristiche di ruvido e verace personaggio romano. Ultimo saluto della sua gente ad Angelo Bernabucci Al funerale c’è la gente di Campo dei fiori, il meccanico, il barista e anche semplici conoscenti. Tutti lo descrivono come il vero romano e confermano il suo modo di fare autentico sia nel set che nella vita di tutti i giorni. Qualche amico, intervistato dai giornalisti, nel descriverlo si lascia andare a qualche risata seguita da: “Ridiamo anche al suo funerale. Sarebbe stato contento”. La città rimane orfana di un altro vero romano, quelli che si incontrano sempre più raramente nei vicoli, e che sanno davvero qualcosa della vita tra i sampietrini. Il cinema stesso non riesce più a portare sul set la realtà, le storie di tutti i giorni sottolineando atteggiamenti e tic di tutti noi. Lo salutiamo con la certezza che il ricordo sarà sempre presente in chi ha visto almeno una volta la personalità di questo attore sul set. Angelo Bernabucci, film

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