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Eroica Fenice

La Tag: eventi napoli e dintorni contiene 254 articoli

Teatro

Controvento, gli eroi eretici di Gennaro Esposito

Con “Controvento – Quattro pezzi eretici” si chiude la rassegna Storie al Verde un progetto di Teatro TRAM e compagnia Teatro dell’Osso che ha coniugato la magia del teatro con l’incanto dei più iconici giardini di Napoli. Lo spettacolo inedito, scritto e diretto da Gennaro Esposito, è andato in scena il 27 e 28 Luglio all’Orto Botanico di Napoli, ospite dell’ormai consueta rassegna Brividi d’Estate organizzata da Il Pozzo e il Pendolo. “Controvento”, attraverso la formula dei monologhi già sperimentata nelle precedenti storie della rassegna Storie al Verde, mette a nudo l’anima e le vicende di quattro personaggi che hanno rinunciato a tutto per inseguire il loro sogno di libertà e giustizia. Protagonisti di “Controvento” sono quattro anime perdute nella coraggiosa quanto disperata difesa di un ideale, quattro eroi ed eroine che hanno consacrato la loro vita alla scienza, alla libertà e all’affermazione di principi di uguaglianza ma che hanno visto i loro ideali infrangersi sotto i colpi del pregiudizio e dell’intolleranza. La prima scena rivela la solitaria prigionia di una presunta Janara, interpretata da Angela Bertamino, che ignara del proprio destino rivolge le sue parole ad uno sconosciuto ospite. Il dialogo con il silenzioso interlocutore darà alla giovane la possibilità di ripercorrere la sua storia, rimettendo insieme i pezzi che l’hanno portata lontana dalla strada tracciata dalla tradizione e vicina alla sua vera e indomita natura. La scena si sposta all’interno dello studio di Giambattista Della Porta (Antonio D’Avino) dove il filosofo rimugina sul senso dell’estrema rinuncia a cui è stato costretto dalla Santa Inquisizione, cancellare con l’abiura tutto quello in cui ha creduto e a cui ha dedicato i suoi studi e la sua passione. Ma andiamo avanti ancora di quasi due secoli per ritrovarci a spiare Eleonora Pimentel Fonseca (Federica Flibotto) alle prese con la stesura di un nuovo articolo in cui si interroga sul senso della parola libertà. La concitata e appassionata scrittura riporta a galla tutti i dubbi che attanagliano lo spirito di Eleonora, si dipana attraverso le sue parole il conflitto tra la convinzione della necessità di un nuovo mondo e di nuove forme di potere per ristabilire i principi di uguaglianza e fratellanza e il senso di disapprovazione verso la violenza e l’arbitrarietà che sembra dominare anche le scelte dei suoi alleati. E’ infine un giovane Giordano Bruno, interpretato da Giuseppe Di Gennaro, a chiudere il viaggio di “Controvento”; seppur ancora acerbi i dubbi e le sue curiosità scuotono l’animo del filosofo che rivolgendo direttamente a Dio le sue perplessità sembra già preannunciare il destino che lo attende. Al culmine delle loro vicende, ad un passo dalla loro estrema ora o perduti ormai nell’oblio cui sono stati costretti dall’ordine costituito, i protagonisti di “Controvento” si rivelano in tutta la loro umanità condividendo con lo spettatore passioni e ideali che hanno guidato le loro azioni, ma anche delusioni e sconfitte che hanno spezzato i loro passi. Ma seppur vinti dalla storia che ha in riservo per tutti loro destini di solitudine e sofferenza, gli […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Un’Estate da BelvedeRe, presentato il cartellone 2021

Un’Estate da BelvedeRe 2021, kermesse estiva che vede artisti di caratura nazionale e internazionale, è stata appena presentata al Comune di Caserta.  È stata presentata venerdì 2 luglio, nella Sala Giunta del Comune di Caserta, l’edizione 2021 di Un’Estate da BelvedeRe. All’incontro hanno partecipato il sindaco Carlo Marino, gli assessori con delega agli Eventi Emiliano Casale e con delega alla Cultura Lucia Monaco e il direttore artistico Massimiliano Vecchione. La kermesse estiva – organizzata tra le storiche mura del Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio – prevede ben otto eventi in cartellone, a cui presto potrebbero aggiungersene altri. Si parte lunedì 5 luglio con lo spettacolo «Che coppia noi tre», che vedrà in scena l’impareggiabile trio composto da Stefano De Martino, Biagio Izzo e Francesco Paolantoni; si prosegue, poi, il 22 luglio con i The Paradox feat. Jeff Mills e J Phi Dary. Il 23 luglio è Massimo Ranieri il protagonista del palco di Un’Estate da BelvedeRe. Concludono il ciclo di eventi Niccolò Fabi il 26 luglio e Gigi D’Alessio il 27 luglio. A settembre, la grande musica ritorna al Belvedere con tre attesissimi ospiti: Apparat il 2, Guè Pequeno il 5 e, a chiusura del festival, lo show di Peppe Iodice. La caratura nazionale e internazionale di questi artisti è la conferma di come, attraverso il festival, si sia raggiunto l’ambizioso e importante risultato di rilanciare il territorio di Caserta facendolo in maniera intelligente e in sinergia con il territorio. «Sono molto orgoglioso – ha commentato Massimo Vecchione – di quanto abbiamo realizzato. Lo dico senza giri di parole: il nostro è un cartellone di eventi che non ha nulla da invidiare a nessuno. Anzi, il nostro lavoro è iniziato in un periodo ancora buio per il nostro Paese, quando tutti erano fermi in attesa di sapere il destino degli eventi in base all’andamento epidemiologico del coronavirus. Io e il mio staff abbiamo creduto sin dal primo momento nella possibilità di un ritorno alla normalità e, forse proprio grazie al nostro cauto ottimismo e alla nostra coinvolgente passionalità, siamo riusciti a chiudere le serate con ospiti apprezzati da tutti, non solo in Italia ma anche all’estero». Entusiasta anche il sindaco Carlo Marino: «È evidente che in un momento così tanto difficile per tutti il nostro compito come amministrazione è quella di promuovere il più possibile iniziative come queste. Abbiamo in programma diverse iniziative parallele e complementari rispetto a quelle organizzate con Un’Estate da BelvedeRe, perché oggi più che mai è importante fare sistema con il territorio. Avere qui a Caserta artisti così importanti ci consente di crescere sulla scena degli eventi regionali e non solo». È possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli di Un’estate da BelvedeRe presso i rivenditori autorizzati ticketone.it e go2.it.

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Eventi/Mostre/Convegni

Jago: la sua arte arriva al Complesso Monumentale di Sant’Anna

Brividi e smarrimento. Ecco le prime reazioni alla vista delle opere di Jago presenti nel suggestivo Complesso di Sant’Anna dei Lombardi. Dal 20 giugno Muscolo minerale e Reliquia hanno cambiato infatti residenza, trasferendosi per un anno a Piazza Monteoliveto. Lo annunciano con entusiasmo il Presidente del Comitato di Gestione delle Arciconfraternite Commissariate, il Sac. Salvatore Fratellanza, e Ambra Giglio, vicepresidente della Cooperativa sociale ParteNeapolis. Ambra Giglio, presente all’inaugurazione, ci spiega l’obiettivo della cooperativa: rendere la cultura un’opportunità accessibile a tutti. Perché l’arte è di tutti. E, dunque, di tutti dev’essere la possibilità di meravigliarsi di fronte a un’opera. Impegnata nel sociale, ParteNeapolis offre poi un’opportunità anche a tutti quei giovani che hanno deciso di intraprendere gli studi artistici, facendoli immergere, da un punto di vista pratico e concreto, in questo meraviglioso mondo. Si capisce, dunque, l’elevato grado di affinità della cooperativa con Jago. Affinità sfociata poi in questa collaborazione annuale che vedrà le due opere dell’artista come valore aggiunto del Complesso di Sant’Anna, in vista della ripartenza culturale della città. Colpisce particolarmente la storia di Muscolo minerale, nato da un blocco prelevato direttamente da un fiume e lavorato sul posto in poche settimane. Con quest’opera, dunque, Jago ci mostra come sia possibile creare un valore pur non avendo nulla. Ma non finisce qui: durante l’incontro si mostra sin da subito disponibile e umano. Tenete ben in mente questa parola, la ritroveremo tra poco e capirete la scelta di usarla ora come aggettivo. Gli poniamo, infatti, due domande a forte trazione interiore e intima, le cui risposte ci aiutano a comprendere meglio l’uomo che c’è dietro l’artista. Chiacchierata con Jago Qual è stato, se c’è stato, il momento in cui hai capito di voler fare questo -tutto questo- nella tua vita? Sì, c’è stato un momento e risale alla mia infanzia. Ero un bambino e ricordo che mi mostrarono le opere dei grandi di questo mondo (la scultura) e qualcosa dentro di me si illuminò, proprio come una lampadina. E più mi raccontavano della difficoltà che si celasse dietro la realizzazione di quelle opere e più questo qualcosa dentro di me si alimentava, cresceva. Osservando le tue opere non si può far altro che notare come emerga spesso il tema dell’umanità. Un valore che forse oggi viene un po’ troppo sottovalutato. Se potessi, dunque, lasciare un solo insegnamento, pensiero o gesto che educhi all’umanità quale sarebbe? Come si alimenta l’umanità? Semplicemente non dimenticando di essere umani, espressione che già di per sé nasconde una potenza unica. Tutto questo perché tra essere ed essere umano passa un’infinità di dettagli che non possiamo trascurare. Umanità, dunque, che da queste parole si trasferisce poi alle sue opere. Due di queste saranno visibili al Complesso Monumentale di Sant’Anna a Napoli e noi vi consigliamo di non perdervele. Perché l’arte suscita emozioni. E l’essere umano, senza emozioni, muore.     Fonte immagine in evidenza: https://jago.art/it/opere/muscolo-minerale/

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Napoli e Dintorni

Nasce Tumità, associazione che promuove e valorizza la cultura

Rilanciare il proprio territorio da un punto di vista sociale, culturale e turistico: è ciò che si propone di fare la neonata Associazione Culturale Tumità Ets Ricominciare, ma anche reinventarsi, dopo più di un anno di incertezze non è stato facile per quei settori così a lungo straziati dalla pandemia e messi ai margini di un possibile quanto necessario piano di ripresa. Soprattutto per l’obbligo di doversi adattare ad un nuovo stile di vita, anche lavorativo. Lo sanno bene i tre fondatori del progetto napoletano Tumità, tutti e tre provenienti dal mondo dello spettacolo – Andrea Canetti, presidente dell’Associazione e referente Musica e Gaming, Ugo Fonti, tesoriere dell’Associazione e referente Teatro e Gaming, e Luca Autiero, segretario dell’Associazione e referente Coreutica e Benessere Psicologico. Un progetto nato non solo dall’impulso sempre più forte di dare finalmente alla cultura il meritato spazio in questo caos calmo sotto gli occhi di un nuovo futuro sociale, ma fondato anche per rilanciare e “dare valore all’arte” nel senso più puro del termine. Tumità, infatti, si propone di promuovere, sviluppare e perseguire finalità culturali inerenti al campo artistico e alla cultura mediante attività di : – scouting, management e tour di artisti impegnati in tutte le sfere culturali; – organizzazione di eventi culturali; – organizzazione di attività coreutiche; – promozione di attività per favorire il benessere psicologico. L’associazione, inoltre, si prefigge di valorizzare il territorio e favorire il benessere psicologico delle persone attraverso eventi ed iniziative culturali e artistiche in tutte le sue forme. In tal senso, è già attiva una call per artisti, i quali, qualora ne avessero intenzione, possono inviare una mail contenente i loro progetti all’indirizzo [email protected] Per sostenere invece il progetto, è possibile farlo seguendo le pagine social di Tumità:  Facebook: https://www.facebook.com/officialtumita Instagram: www.instagram.com/ass.tumita Oppure date un’occhiata al sito www.associazionetumita.com 

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Claude Monet: the Immersive Experience arriva a Napoli

A partire dal 20 maggio, nella Chiesa di San Potito in via Tommasi 1, a Napoli, arriva la grande mostra internazionale “Claude Monet: the Immersive Experience”. Prodotta da Hamza El Azhar con la sua società di Bruxelles Exhibition Hub, specializzata nella progettazione e produzione di mostre immersive, si ha la possibilità di viaggiare tra i capolavori del maestro dell’Impressionismo. Con un connubio avvincente tra cultura e tecnologia, si consente ai visitatori di immergersi nello spirito creativo dell’artista insieme alle visite guidate, su richiesta, a cura dell’Associazione “L’Arte nel Tempo”. Filo conduttore di questo viaggio immersivo è il lavoro sulla luce, che tanto ha ossessionato l’artista. Con la ricreazione nella Galleria Immersiva del Giardino dei fiori di Giverny, si può percorrere la magnifica proprietà, attraversando i ponti protagonisti di numerosi quadri di Claude Monet. L’esperienza si arricchisce con le proiezioni a 360 gradi delle straordinarie pennellate (grazie a Dirty Monitor, specialista in mappatura e produzioni audiovisive, vari squarci artistici prendono vita sulle pareti e sul pavimento) e la realtà virtuale (VR), in cui ci si profonda nelle otto regioni geografiche che sono state d’ispirazione per l’artista. Ma c’è di più: un’area interattiva permette anche ai più piccoli di essere per un momento Monet e ricreare alcune sue opere da proiettare e portare a casa come ricordo. Qualche ora fatta di colori e sogni tra capolavori eterni e la riproduzione di alcuni luoghi iconici sono l’ingrediente segreto di un commovente momento di condivisione ed infatti «lungi dal voler sostituire i musei, il cui ruolo di trasportatori di storia e di cultura rimane essenziale, questa mostra intende riunire un pubblico più ampio, non necessariamente avvezzo a questi luoghi, e offrire così un metodo nuovo e complementare per avvicinare chiunque all’arte» così spiega Mario Iacampo, creatore dell’evento. La mostra di Claude Monet arriva a Napoli La mostra ha anche lo scopo di sostenere il restauro della Chiesa, la cui costruzione risale al XVII secolo, nonché quello di ricreare attività sociali rivolte principalmente ai giovani: «l’allestimento ha una valenza sociale significativa, in quanto consente alla mia associazione non solo di fronteggiare il robusto impegno di restauro della monumentale Chiesa di San Potito, ma nel contempo di riprendere le attività di carattere sociale con i giovani che vivono il degrado e l’abbrutimento delle periferie» sostiene Carlo Morelli, presidente di “Ad Alta Voce”. Infatti, contemporaneamente a questo coinvolgimento nell’Impressionismo, i visitatori possono ammirare anche le meraviglie della Chiesa, con altrettante opere di grandi artisti. Insomma, una full immersion nella cultura, che arricchisce l’anima ed amplia la mente, mantenendo viva la curiosità con la scelta di un linguaggio comunicativo moderno e vicino agli interessi attuali, perciò consigliata a tutte le fasce d’età: grandi, piccini e ragazzi.   Francesca Hasson

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Eventi/Mostre/Convegni

Troisi poeta Massimo : apre la mostra al Castel dell’Ovo

Ricomincia da tre, anche questa volta, Massimo Troisi. Troisi poeta Massimo, la mostra dedicata al grande attore e regista, scomparso il 4 giugno 1994, dopo due rinvii a causa delle restrizioni imposte dai Dpcm per il Covid, è stata inaugurata finalmente venerdì al Castel dell’Ovo e sarà visitabile fino al 25 giugno. Dopo un primo taglio di nastro, slittato il 30 ottobre scorso a causa della seconda ondata, e dopo il secondo cancellato a fine febbraio, questa volta, dopo il grande successo dell’esposizione romana, la grande mostra multimediale dedicata alla carriera e all’anima di uno dei più amati artisti della nostra storia, Massimo Troisi, arriva finalmente nella ‘sua’ Napoli con un nuovo percorso e un leitmotiv interamente dedicato al rapporto con la città. Una mostra fotografica e multimediale, ricca di oggetti, immagini e filmati, “Troisi poeta Massimo” è stata presentata a Castel dell’Ovo dal Direttore dell’Archivio storico Luce Enrico Bufalini, da Marco Dionisi, curatore dell’iniziativa con Nevio De Pascalis, e dal supervisore Stefano Veneruso, regista e nipote di Massimo Troisi, alla presenza del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, dell’Assessore all’Istruzione, alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli Annamaria Palmieri e di numerosi protagonisti del mondo della cultura napoletana, come Gino Rivieccio, Alessandro Siani e tanti altri amici e amanti di Massimo. Nell’anima di Massimo Troisi “Troisi poeta Massimo” è un percorso tra fotografie private, immagini d’archivio, locandine, filmati e carteggi personali inediti che condurranno il pubblico nell’animo umano di Troisi. Una mostra sensoriale che unisce due simboli di Napoli: il Castel dell’Ovo e Massimo Troisi. Racconta il percorso umano e artistico di Troisi in sequenza cronologica: dall’infanzia a San Giorgio a Cremano agli esordi in teatro con La Smorfia, insieme a Enzo Decaro e Lello Arena, alle tante trasmissioni “cult” degli anni Settanta come Non Stop, una trasmissioni-laboratorio della RAI di Bruno Voglino, fino ai grandi film, da Ricomincio da tre del 1981, dove c’erano – come scrisse Gianni Minà – tutti i dubbi e le disillusioni della sua generazione ma anche tutto il suo senso della vita, la sua filosofia basata sull’arte di accontentarsi, forse anche un po’ della sua famosa pigrizia, a Non ci resta che piangere, girato con il fraterno amico Roberto Benigni nel 1984. Filo conduttore è il lato più sensibile e intellettuale di Massimo che, poeta senza definirsi tale, ha scritto poesie già in tenera età per ritagliarsi spazi d’intimità negati da una famiglia numerosissima e ha chiuso il cerchio con Il Postino, film del 1994 girato a Procida, in cui la poesia non è solo testo, ma anche e soprattutto un modo di vivere, di vivere “poeticamente”.  Ed infine la morte quando un uomo si definisce ancora giovane, a causa di quel suo «cuore malato, di cui non parlava mai, al massimo ci scherzava sopra facendo il verso alle parole di una immortale canzone che talvolta intonava cercando di imitare Sergio Bruni». Una mostra che, attraverso una carrellata di ricordi, musica e immagini, mette in risalto la poetica, le tematiche, le passioni […]

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Napoli e Dintorni

Il tour solidale di Cenando sotto un cielo diverso

Giunge alla seconda edizione il tour solidale di “Cenando sotto umn cielo diverso”, organizzato dall’associazione Tra cielo e mare in collaborazione con il circuito delle mense sociali della provincia partenopea. L’idea nasce in un momento delicato in cui è più forte la necessità di trovare nuove sinergie per la solidarietà e punta a canalizzare le energie di chef ed imprenditori locali verso il mondo delle mense sociali, accendendo i riflettori sul silenzioso ma incessante lavoro di volontari e associazioni. Il tour solidale si svolgerà nei giorni 26, 28 e 30 aprile rispettivamente a Torre del Greco (mensa della parrocchia di S. Antonio di Padova), Ercolano (centro Don Orione) e Napoli (centro polifunzionale Binario della solidarietà). All’iniziativa parteciperanno gli chef Domenico Iavarone, Michele De Leo e Peppe Aversa e il pasticcere Vincenzo Mennella. Ad introdurci nello spirito dell’iniziativa l’ideatrice Alfonsina Longobardi, che ha condiviso con noi opinioni e curiosità sull’evento. Il tour solidale di “Cenando sotto un cielo diverso” è alla sua seconda edizione ma come nasce l’idea? Il Tour di Cenando sotto un cielo diverso si rifà all’omonima manifestazione, ormai giunta alla 13° edizione e in programma per il prossimo settembre. L’idea è nata lo scorso anno durante il lockdown: stanca di stare a casa e vedere tante situazioni di indigenza, ho deciso di attivarmi per le persone in difficoltà. Cosi ho fatto un giro di telefonate a chef, produttori e vip, ai quali va il mio ringraziamento per la disponibilità dimostrata ed ecco creato il TOUR. Quali realtà associative partecipano all’organizzazione dell’iniziativa “Cenando sotto un cielo diverso”? L’associazione che organizza il tour solidale è “Tra cielo e Mare “ e ci colleghiamo alle realtà parrocchiali e alle mense sociali. L’iniziativa di quest’anno coinvolgerà gli chef Iavarone, De Leo e Aversa e prevede la collaborazione di Vincenzo Mennella. Come si articolerà il tour e come si svolgerà la serata? Gli chef, persone eccezionali e di gran cuore, andranno a sostituire i volontari che tutti i giorni collaborano in queste realtà; il pranzo ovviamente sarà d’asporto. La distribuzione dei pasti verrà svolta da 2 vincitori di Mister Italia, Ciro Torlo e Giuseppe Moscarella, due ragazzi gentili e disponibili ad aiutare. In un momento complesso come quello che stiamo vivendo dove ogni iniziativa solidale deve rispettare rigorosi protocolli sanitari, quanto è stato difficile organizzare l’evento affinchè tutto si svolga in sicurezza? Volere è potere, rispettare il protocollo sanitario ad oggi non è cosi difficile. Lo abbiamo già fatto lo scorso anno quindi siamo preparati a rispettare tutte le norme perché le conosciamo bene. Quale è il messaggio che questa iniziativa vuole trasmettere e che riscontro sta trovando nelle comunità vicine ai luoghi dove si è svolto e si svolgerà il tour? Il messaggio che vogliamo trasmettere è l’aiuto comune, chi può deve aiutare chi è meno fortunato; sono convinta che siano necessari molti gesti di solidarietà, perché il 2021 è un anno ancora più difficile di quello appena trascorso. Infine un pensiero al difficile momento che stiamo vivendo: quanto sono importanti iniziative […]

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Napoli e Dintorni

La Tomba di Agrippina torna ad accogliere i visitatori

La Tomba di Agrippina, da sempre meta dei viaggiatori del Grand Tour In un primo momento pensò al veleno, ma dopo l’avvelenamento di Britannico la sua morte non sarebbe apparsa accidentale […] Gli offrì un’idea ingegnosa il liberto Aniceto, capo della flotta di stanza al capo Miseno e precettore di Nerone fanciullo, odioso ad Agrippina, che era da lui ricambiata di pari odio. Costui informò il principe che si poteva costruire una nave, una parte della quale, in alto mare, si sarebbe aperta per un apposito congegno ed avrebbe fatto affogare Agrippina, colta di sorpresa. Nulla più del mare offriva possibilità di disgrazie accidentali e se Agrippina fosse stata portata via da un naufragio, chi sarebbe mai stato tanto iniquo da attribuire ad un delitto ciò che i venti e le onde avevano compiuto? […] Nerone, sulla spiaggia mosse incontro a lei che veniva dalla sua villa di Anzio ed avendola presa per mano l’abbracciò e la condusse a Bauli. Questo è il nome di una villa che è lambita dal mare, nell’arco del lido tra il promontorio Miseno e l’insenatura di Baia. […] In attesa della notizia che il delitto era stato consumato, apprese, invece, che Agrippina si era salvata con una lieve ferita. […] I sicari circondarono il letto e primo il triarca la colpì con un bastone sul capo. Al centurione che brandiva il pugnale per ferirla, protendendo il grembo gridò: <<Colpisci al ventre>> e cadde trafitta da molte ferite.  Con queste parole Tacito, storico di età imperiale, negli Annales (14, 2-10), racconta le dinamiche con cui si consumò l’uccisione della persona a Nerone più vicina: sua madre Agrippina.  Da un’erronea lettura e interpretazioni delle fonti, il luogo di sepoltura di cui parla lo scrittore è stato identificato con un teatro-ninfeo che affaccia sul mare di Bacoli. Si tratta, in realtà, della parte di una villa di epoca romana quasi completamente distrutta e costretta, dalla mancanza di fondi, ad uno stato di abbandono da più di vent’anni. Qualunque sia la reale locazione della Tomba di Agrippina, grazie al finanziamento di un privato, Antonio Del Prete, imprenditore di Frattamaggiore, sarà finalmente riaperta al pubblico.  Una notizia bellissima data dal sindaco Josi Gerardo della Ragione che parla di un atto di mecenatismo, frutto della sinergia tra il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, il Comune di Bacoli ed il gruppo Mecdab, dei fratelli Rocco, Antonio, Carmela e Benito Del Prete. Presto, quindi, i resti presenti nella Marina Grande di Bacoli, saranno sottoposti a un lavoro di riqualifica e illumineranno anche di notte il piccolo borgo, accrescendo il fascino che da sempre caratterizza l’area flegrea tutta, in cui labile è il confine tra storia e mito. Un’iniziativa che lascia ben sperare in un, seppure lento, recupero dei tanti echi di antichità di cui porta traccia ogni pietra della cittadina flegrea. Un’iniziativa che si spera sia solo, appunto, un inizio. Se ne sente davvero il bisogno.  Fonte foto: Napoli-turistica.com  

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Attualità

La Mostra d’Oltremare compie 81 anni

La Mostra d’Oltremare, il più grande centro congressi e di espansioni di Napoli, compie 81 anni. La prima realizzazione risale al 1939 secondo la planimetria dell’ architetto Chiaromonte. Il Padiglione fu danneggiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1952 fu denominato il Padiglione della Marina Mercantile. Fino agli anni 2000 è stato la sede dell’ Istituto Superiore di Eduzione Fisica. La Mostra d’ Oltremare al suo interno possiede 54 edifici ed un’altissima Torre del Partito di circa 40 metri. Durante le riprese dell’ inaugurazione nel 1940 dalla torre del Partito era possibile vedere l’attuale teatro Mediterraneo, le fontane, la piscina ed anche elementi che oggi non sono presenti come la statua della Vittoria e la riproduzione a grandezza naturale di una nave della battaglia di Lepanto.  Dal 2012 la Mostra d’Oltremare ha ristrutturato l’intera struttura per adibirla ad attività congressuali. Il Palacongressi è articolato su una superficie complessiva calpestabile di circa 6000 mq e vanta 9 sale convegni e numerosi espositori per le aree sponsor. La Mostra d’Oltremare è il più grande spazio espositivo di Napoli, in cui cittadini e turisti possono fruire di una struttura del ‘900, del parco naturale e di spazi espositivi per il tempo libero, la cultura e lo sport. La Mostra d’Oltremare compie 81 anni – Importanti fiere e manifestazioni  Numerose e molto celebri sono le fiere che la Mostra d’Oltremare ha ospitato con successo di ingressi. Presentiamo le più importanti: NauticSud Si tratta del Salone Internazionale della Nautica da diporto ospitato dalla Mostra d’ Oltremare in cui yacht, gommoni, motori marini, accessori per la nautica, vela, canoe, moto d’acqua sono esposti. Nel 2003 il Presidente della Mostra d’Oltremare Cercola decise di aggiungere un’ulteriore area espositiva situata presso il “Molo di Sopraflutto Sannazzaro” con un sistema temporaneo di pontili galleggianti. Grande innovazione é rappresentata dalla possibilità di provare in acqua le imbarcazioni esposte. Non esiste un unico obiettivo a questa iniziativa: oltre alla compravendita vi é anche il continuo tentativo di sviluppare la portualità turistica. Questo Salone espositivo risulta essere un punto di riferimento per la nautica del Centro e del Sud dell’Italia. Fiera della Casa Una tra le fiere della Mostra d’ Oltremare più apprezzate é la Fiera della Casa. Accoglie numerosissimi stand di arredamento, arredo giardino, antiquariato, casalinghi, oggettistica, prodotti tipici, sapori, tempo libero. enogastronomia, prodotto tipici locali. Viene considerata una fiera-evento consumer, rivolta al grande pubblico, che rappresenta un appuntamento di particolare aggregazione per i napoletani da oltre 60 anni ed é una delle Fiere più longeve del Sud Italia. Dieci giorni da vivere intensamente per campani e turisti che possono partecipare a questa festa della città, tutti i giorni ad ingresso gratuito. Napoli Bike Festival Questo festival è stato ospitato dall’ enorme spazio e parco verde della Mostra D’Oltremare. Appuntamento di rilevanza nazionale dedicato alla promozione della cultura della bicicletta con numerose aree expo, permette ai partecipanti del concorso Bike Designers di godere di svariati spettacoli musicali, prevede un’ area kids e soprattutto diverse tipologie di Bike Tours per 10 […]

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Food

La zuppa di cozze di ‘A Figlia d’o Marenaro: la ricetta

Giovedì santo a Napoli vuol dire zuppa di cozze e zuppa di cozze, per molti ormai, vuol dire ‘A Figlia d’o Marenaro, il ristorante che da anni si è affermato come eccellenza nella ristorazione napoletana per la qualità dei propri prodotti di mare. Abbiamo intervistato per voi Giuseppe Scicchitano, il giovane proprietario del ristorante Innovative di ‘a Figlia d’o Marenaro. Il motto del tuo locale è offrire un’unione tra tradizione e innovazione: partiamo dalla tradizione. Tu sei ‘o nipote d’o marenaro: qual è la storia di tuo nonno? Mio nonno Raffaele, detto ‘o marenaro, negli anni ’40 era solito “dare la voce” nei quartieri popolari, conducendo il carretto del brodo di polpo che, essendo bollente, si riteneva avesse proprietà curative contro la tosse e l’influenza. Fu nel 1955 che infine mio nonno aprì il suo chalet, i cui piatti forti erano zuppa di cozze e caponata, riscontrando un forte successo. La tradizione culinaria è stata poi portata avanti da tua madre, Assunta Pacifico, volto del ristorante ‘A Figlia d’o Marenaro: quale pensi che sia l’insegnamento più importante della “scuola” di Assunta? È proprio da lei che ho appreso lo spirito che guida i nostri ristoranti: nel 1990 mia madre Assunta ha aperto il ristorante ‘A Figlia d’o Marenaro portando avanti la tradizione di famiglia, ma innovandola al contempo arricchendo il menù con piatti tipici della tradizione napoletana di mare. Ed è anche quello che tu hai fatto con il tuo nuovo ristorante Innovative, sito al piano superiore del locale storico in Via Foria 180-182: in che modo la cucina del tuo locale aggiunge qualcosa in più alla tradizione di famiglia? Sono molto legato alle tradizioni della nostra terra e agli insegnamenti della mia famiglia, che ci hanno portato ad essere un nome importante nella ristorazione napoletana e campana. Sono tradizioni che non abbandonerò mai, ma a cui ho voluto apportare un pizzico di innovazione, come espressione di una nuova generazione di ristoratori che vuole esprimersi e portare un contributo alla tradizione. Il menù di Innovative, il mio locale inaugurato il 27 Novembre 2019, offre una vasta gamma di piatti, che spazia tra il classico spaghetto alle vongole e piatti sperimentali come la nostra cheesecake salata con base di fresella, ricotta e tartare di gamberi (di cui noi di Eroica abbiamo parlato qui), che sta riscuotendo un particolare successo tra i nostri clienti. Oggi è un giorno particolarmente importante per le vostre attività, grazie alla vostra famosa zuppa di cozze che, da tradizione napoletana, viene servita il giovedì santo. Qual è il vostro segreto per battere la concorrenza? Anche la nostra zuppa di cozze è stata rivisitata nel tempo: se al principio mio nonno preparava la zuppa di cozze napoletana tradizionale, ovvero solo con polpo, cozze e maruzze, noi l’abbiamo arricchita nel corso degli anni aggiungendo scampi, fasolari e vongole, raggiungendo quello che secondo noi è un connubio perfetto di sapori del mare. Sappiamo di chiedere troppo, ma condivideresti con noi la vostra ricetta? Certamente. Il procedimento è piuttosto semplice: si […]

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