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Eroica Fenice

La Tag: eventi napoli e dintorni contiene 171 articoli

Musica

“Je sto vicino a te” 64: l’amore senza fine

Martedì 19 Marzo, giorno in cui Pino Daniele avrebbe compiuto 64 anni, si è tenuto al Palapartenope la quinta edizione di “Je sto vicino a te”, l’evento in omaggio dell’immenso cantante partenopeo. Fortemente voluto dal sindaco Luigi De Magistris, ancora una volta regalato a cittadini e turisti dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Nino Daniele, il memorial è stato realizzato da Nello Daniele con la direzione artistica di Federico Vacalebre, giornalista musicale e amante della musica di Pino. In un’unica grande organizzazione confluiscono tante energie e tanti artisti pronti a celebrarlo in un omaggio sincero per forma e contenuto. Come Pino, inizialmente rifiutato dai signori della musica napoletana “perché sporco, brutto, coi capelli lunghi e di sinistra”, scommetteva su giovani talenti, così anche al Palapartenope artisti emergenti rileggono emozionati le canzoni del Nero a metà come in un rito laico, davanti ad un pubblico-famiglia. Anche quest’anno un cast di alto livello: artisti napoletani e del resto d’Italia che hanno lavorato o che semplicemente amano la musica di Pino Daniele si sono alternati sul palco intorno alla figura centrale dell’evento, il fratello dell’uomo in blues, Nello Daniele, che arriva sul palco vestito in nero e visibilmente emozionato. Je sto vicino a te,  la serata Apre la serata la figura del Pazzariello, simbolo di un forte legame con la tradizione napoletana, interpretato da Angelo Picone, che aveva aperto l’ultimo concerto di Pino Daniele. Sul palco Nello Daniele con la sua Band inizia a suonare, più che cantare, “Je so pazzo” e “Je sto vicino a te”. Dopo l’esibizione di Sara Tramma, carismatica cantautrice che aveva debuttato come voce solista nei Musicanova,  sul palco arriva una delle più grandi artiste poliedriche viventi, Lina Sastri. Una donna che non ha bisogno di presentazioni, un’ attrice che ha lavorato da giovanissima con Eduardo De Filippo e Peppino Patroni Griffi, una grande voce che portato in tutta Italia le canzoni della sua terra d’origine, vittima anche lei, come la sua città, di numerosi cliché. Canta infatti la canzone “Sud scavame ‘a fossa”, con un potente carico drammatico e “Assaje”, il brano scritto da Pino Daniele e affidato alla voce di Lina Sastri per la colonna sonora del film di Nanni Loy “Mi manda Picone”. Importante la presenza di un altro Uomo in Blues, Antonio Annona e di un rapper americano di Napoli nel segno della linea rossa che porta da Carosone a Liberato, passando per zio Pino: Speaker Cenzou con Il Nucleo, che portano sul palco un movimentato remake di “A testa in Giù” e tutta la riconoscenza della nuove generazione ad un idolo che ha toccato il cuore e steso la mano anche ai più giovani. E poi il trio Suonno d’Ajere, risultato di un progetto di tre giovani ragazzi nato dall’esigenza di conoscere e approfondire ciò che la città di Napoli ha prodotto nella sua storia musicale; Manuela Zero, in arte La Zero, protagonista di Sanremo Giovani 2019, canta tremante sul palco “Anna Verrà”. Problemi di audio, trascinati per tutta la serata, disturbano […]

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Teatro

Saverio Raimondo, incontro del terzo tipo al Kestè

Come anticipato nella precedente intervista, Saverio Raimondo si è esibito al Kestè, domenica sera 17 marzo. L’umanità è sommersa da miriadi di dubbi e, probabilmente, molti di questi non li risolveremo mai. Allora ci armiamo di pazienza e facciamo filosofia e ci serviamo del potere dell’immaginazione e ricorriamo alla scienza o alla religione, ma molti sono i quesiti a cui non siamo riusciti a dare ancora una risposta: da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Esistono gli extraterrestri? Sapete, con l’approdo di Saverio Raimondo a Napoli, alla luce di quanto assistito domenica al Kestè, sono pronta a fornirvi le prove di vita aliena nel cosmo. Agli scettici mi sento di dire:«Vi tengono nascosta una verità indicibile, le testimonianze dell’esistenza aliena sono inopinabili e dovreste seguire Saverio Raimondo per convincervene». Non ho ben capito da quali viaggi interstellari provenga questo straniero, ma certo è che lui non appartiene al pianeta Terra. Non è verde e non è dotato di navicella spaziale. Possiede ben tre occhi, di cui uno grandissimo, che è quello comico. È lungo di poco, ha una voce buffa ed è alquanto indisciplinato, ma la sociologia aliena è materia ancora tutta da esplorare e non sono riuscita a redigere una tesi psicosociale in merito per spiegare la genialità che si cela nella sua irriverente comicità. Saverio Raimondo e il suo spettacolo Ad aprire lo spettacolo del 17 marzo ci pensano Maristella Losacco, con la sua irriverente comicità al femminile e un’adolescenza travagliata alle spalle, e Vincenzo Comunale, un giovanissimo talento partenopeo della comicità che, con sguardo vigile nei confronti della realtà, riesce con maestria a scaldare il pubblico di Saverio Raimondo. Quella di Vincenzo è una personalità artistica luminosa, dall’anima zen e il senso dell’umorismo trascinante. La sua positività è contagiosa. A breve, tra l’altro, sarà in scena il suo primo spettacolo al Kestè. Saverio Raimondo si è presentato al pubblico coniugando i congiuntivi, a causa del suo timore di essere scambiato per Di Maio, considerata l’innegabile somiglianza. Stiamo parlando di un’eccellenza della satira odierna, ma prima ancora Saverio Raimondo è un ansioso, sin dalla nascita, grazie a una madre apprensiva. L’ansia è, praticamente, la sua forza. Saverio ha scritto un libro su di essa (dal titolo Stiamo calmi. Come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare l’ansia) perché ritiene che l’ansia meriti di trionfare su una civiltà che vive un’epoca di deresponsabilizzazione collettiva. Così ha imparato a convivere e a scherzare su questo sentimento, che per lui rappresenta ormai la forza motrice che lo spinge a migliorarsi. Nel suo tipico stile americano e senza mai prendersi sul serio, in un cocktail di humour surreale, comicità demenziale e paradossi, il nostro satiro offre il suo punto di vista politicamente scorretto sulle contraddizioni più profonde della società. Ci parla di disabilità, di Chiesa, di donne, di sesso, di perversioni feticiste (e di cunningulus!) con uno spirito estremamente romantico e sentimentale, ma a questo punto mi limiterei a mostrarvi una foto, perché ogni mia parola non sarebbe abbastanza. La satira di […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Comic(ON)OFF 2019 una ricca rassegna di eventi

Il Salone Internazionale del Fumetto Comicon ha annunciato il programma di Comic(ON)OFF 2019, una ricca rassegna di eventi dedicati al fumetto che si svolgeranno in diversi luoghi napoletani di cultura come Goethe-Institut, Institut-Français Grenoble, Instituto Cervantes, il Museo Archeologico Nazionale MANN e il Museo Villa Pignatelli a partire dal mese di Aprile. Il primo avrà come protagonista il maestro del Fumetto Lorenzo Mattotti con la mostra “Seguendo le tracce“, ospitata dal Museo Villa Pignatelli, che si terrà a Napoli dal 6 aprile al 27 maggio. Il Salone Internazionale del Fumetto Comicon quest’anno compie vent’anni e festeggia proprio con il maestro Mattotti questo significativo anniversario. Comic(ON)OFF 2019 una ricca rassegna di eventi All’interno del programma Comic(ON)OFF 2019 troviamo una ricca rassegna di eventi e di partnership, come quella con l‘Institut Francais Grenoble, che darà vita ad una retrospettiva di Serge Clerc, fumettista definito come colui che ha uno “stile atomico” che sa unire sapientemente la linea chiara e il design con echi del modernismo degli anni Cinquanta. L‘Instituto Cervantes in collaborazione con l’Istituto Orientale di Napoli ospiterà la mostra dedicata all’opera dell’autore argentino Jorge Gonzàlez, tra i più sofisticati artisti e illustratori ispanofoni viventi. Più volte premiato per Fueye- Il suono del tango, vincitore del Premio internazionale “FNAC-Sinsentido” è celebre per le sue peculiari graphic novels.  Si ricorda inoltre che ci saranno interessanti mostre fumettistiche come quella di Riccardo Marassi ospitata dal 13 Marzo presso l’Ordine dei Giornalisti di Napoli e quella della Metro Art Tour presso le stazioni di Toledo e Museo con la figura centrale di Corto Maltese. La conferenza stampa Ottavio Lucarelli, presidente dell’ Ordine dei Giornalisti Campania, ha introdotto la conferenza stampa presentando il progetto Comicon come un evento culturale importante per la città di Napoli ed ha lasciato poi la parola al presidente del Salone Internazionale del Fumetto Comicon Claudio Curcio.  C. Curcio: “Il Comicon da 20 anni è diventato un appuntamento culturale della città. Le tante novità del programma Comic(ON)OFF 2019 arricchiscono la città di Napoli di eventi per un mese e mezzo precedenti il Comicon (25-29 Aprile). L’intenzione è quella di invadere la città con idee fumettistiche che coinvolgeranno gli istituti Grenoble e Cervantes, in modo che la cultura si possa unire ai fumetti. Molto importante è l’incontro con l’Institut Français Grenoble che ospiterà la mostra di Serge Clerc e il Goethe Institut che ospiterà l’importante mostra introdotta dalla referente culturale del Goethe Institut Johanna Wand qui presente”. J. Wand: “Siamo in collaborazione con il Comicon da oltre 10 anni il Goethe Institut ha deciso di realizzare ed ospita una mostra fumettistica intitolata Redrawing from the Past (8Aprile-6 Luglio), perché crediamo fortemente nel dialogo interculturale. Quest’anno si dà spazio ad un progetto-spettacolo di 5 disegnatrici europee che tramite le loro graphic novels raccontano storie di tutti coloro che sono sopravvissuti all’Olocausto. Le disegnatrici hanno reperito materiali dai racconti di testimoni veri ed hanno saputo unire la storia all’arte grafica.” C. Curcio: “Dopo la presentazione della mostra tedesca, ricordo che il programma del Comic(ON)OFF 2019 prevede l’evento […]

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Cinema e Serie tv

Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio, il cast al cinema Pierrot

Al cinema Pierrot il cast de “Un giorno all’improvviso” Un giorno all’improvviso, l’acclamato film vincitore nella sezione Orizzonti al recente Festival di Venezia, è stato presentato al pubblico di Arci Movie. La proiezione, avvenuta ieri sera nel Cinema Pierrot, è avvenuta alla presenza del regista Ciro D’Emilio e degli attori Giampiero De Concilio, Giuseppe Cirillo e Lorenzo Sarcinelli. Il film, che racconta storia di Antonio e del suo sogno di diventare un calciatore per una squadra importante, si è aggiudicato i premi Nuovo Imaie Talent Award (Giampiero De Concilio) e il Premio di Critica Sociale “Sorriso Diverso Venezia”. Anna Foglietta, altra grande protagonista della pellicola, per la sua prova è stata invece candidata come miglior protagonista ai David di Donatello 2019. Antonio ha diciassette anni e un sogno: essere un calciatore in una grande squadra. Vive in una piccola cittadina di una provincia campana. Con lui vive Miriam, una madre dolce ma fortemente problematica che ama più di ogni altra persona al mondo. Carlo, il padre di Antonio, li ha abbandonati quando lui era molto piccolo e Miriam è ossessionata dall’idea di ricostruire la sua famiglia. All’improvviso la vita sembra regalare ad Antonio e Miriam una vera occasione: un talent scout, Michele Astarita, sta cercando delle giovani promesse da portare nella Primavera del Parma e sta puntando sul ragazzo. Un giorno all’improvviso, di Ciro D’Emilio: continua il Cineforum dell’ArciMovie La storia, apparentemente semplice, si inserisce perfettamente in un momento storico particolare per il cinema italiano. Riaffiorano infatti a più riprese gli elementi tipici del neorealismo, un genere che ha dato grandi risultati e soddisfazioni al nostro panorama cinematografico. Sempre più registi, attori e sceneggiatori scelgono infatti di occuparsi di storie di vita quotidiana, in particolare di occuparsi dell’infanzia o, in questo caso dell’adolescenza. Di racconti di formazione è pieno il cinema internazionale ed italiano. Basti pensare al recente La Paranza dei Bambini, solo per rimanere nel panorama regionale nostrano.  Un genere ormai consolidato e spesso indigesto per retorica e luoghi comuni. Perché i Bildungsroman, specialmente di quella fase così delicata che è l’adolescenza, non bisogna darli per scontati, ma saperli condurre. Il regista Ciro D’Emilio applica alla perfezione queste regole apparentemente elementari. Viene fuori a mano a mano il racconto della crescita del giovane Antonio, posto di fronte ad un percorso e ad una serie di scelte importanti, al punto da sfidare il volere della figura più importante della sua esistenza, la mamma Miriam. Un giorno all’improvviso è uno splendido film, perché capace di intrattenere e far riflettere nella sua superficiale semplicità. Giampiero De Concilio, il protagonista all’esordio cinematografico, è eccezionale nella sua prova attoriale. Va dato atto del merito anche al regista Ciro D’Emilio, altro esordiente, alla sua prima opera personale. – Foto tratta da: MyMovies

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Eventi/Mostre/Convegni

Arash Radpour: Ten Thousand Names alla DAFNA Gallery

Dal 14 marzo al 14 maggio, Ten Thousand Names dell’artista iraniano Arash Radpour ospite alla DAFNA Gallery L’artista vive nel contatto con la materia un’esperienza di creazione. La trasfigurazione dell’idea dall’iperuranio al mondo fisico è veicolata dal tocco ora delicato ora deciso delle sue mani. Arash Radpour, deviando (ma non completamente) dal percorso artistico all’insegna della bidimensionalità che lo aveva visto fotografo di rilievo, tocca oggi cocci di vetro, cera e smalto, una pittura di vivo rosso. Ciò che l’artista crea rappresenta il compimento del desiderio, l’appagamento di un’aspettativa, alla pari di quella materna nei confronti del figlio che riposa nel suo grembo, palpitante di quella vita dalla quale è però ancora misteriosamente escluso. La figura della donna-madre è centrale nell’esposizione Ten Thousand Names alla DAFNA Gallery. Arash Radpour tematizza il concetto di ispirazione creatrice, soffermandosi sull’essenza generatrice per eccellenza, su quell’origine del mondo che silenziosamente avviene ogni giorno. Da uomo persegue un esercizio di empatia nei confronti dell’universo femminile, non assumendo le veci di portavoce delle istanze del sesso opposto, bensì indagandone le viscere. L’Universo Utero di Arash Radpour L’immagine dell’utero richiama nell’immediato la potenza vivificante della donna, tappa prima della vita dell’uomo. Ten Thousand Names è una installazione in sospensione di cocci di vetro rosso. Pensata inizialmente da Arash Radpour come una cascata informe, l’opera ha assunte le sembianze di un imponente utero rosso. La scelta del vetro rosso come materia prima dell’opera non è casuale. «L’ispirazione prima» afferma Arash Radpour «è la pellicola di Ingmar Bergman Sussurri e grida, un film interamente sul dolore femminile. Il primo film a colori in cui Bergman ha studiato tutto il linguaggio del colore. Quattro storie di donne all’interno di una casa rossa. Bergman stesso disse: “questa casa è per me la metafora dell’anima”». Il colore rosso macula gli ambienti della DAFNA Gallery nella sua simbologia positiva di trionfo del calore vitale, della fiamma creatrice. Ten Thousand Names, l’opera cardine che dà il nome al percorso, è la macchia più distesa. Da essa deriva un discorso sulla creazione che si declina nelle fattezze più svariate. L’utero immenso porta con sé il senso della passione mensile vissuta dalla donna, immagine di potenza creatrice così come di fragilità e sofferenza che si erge nella sala come un Christus patiens, o, per meglio dire, come il suo stesso antesignano. Arash Radpour pone l’accento sul lento momento della gestazione della vita nella rappresentazione delle nove fasi della gravidanza, dalla pienezza al definitivo svuotamento del grembo materno. Le serie di illustrazioni di uteri, da lui stesso considerate le opere più socialmente impegnate, recano quella nota di colore come ferita, lacerazione, simbologia fallica o fuoco purificatore, tentativo di oltraggio a una femminilità inestinguibile. Così l’illustrazione da manuale di anatomia dell’utero diventa oggetto di lapidazione, ma persiste e si erge nelle sue fattezze, mai offuscando la sua inalienabile natura benefica. Dal film di Bergman Sussurri e grida però, anche la suggestione del vetro. Una delle protagoniste, incastrata in un matrimonio infelice, «si ferisce tra le gambe con un […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Divismo 3.0, Ugo Di Tullio riflette sull’evoluzione del divo

Pubblicato da Felici Editore, Divismo 3.0 è il libro curato da Ugo Di Tullio e presentato martedì 12 marzo presso la Libreria Berisio con un’interessante conversazione a cui hanno preso parte Luigi Barletta, Generoso Paolella e Beatrice Schiaffino. Moderata da Paola Silvestro, la presentazione del libro Divismo 3.0 è iniziata con l’intervento di Luigi Barletta, docente di cinema presso l’Università Suor Orsola Benincasa,  che ha evidenziato la trasformazione della figura del divo. C’erano una volta Ruan Lingyu, Florence Lawrence e Asta Nielsen, prime grandi dive degli anni venti che venivano dal mondo del cinema e che portavano milioni di spettatori nelle sale. Sebbene con qualche anno di ritardo, pensando alla realtà cinematografica italiana si possono invece citare come dive Gina Lollobrigida, Sophia Loren o Bartolomeo Pagano, l’interprete di Maciste. Si trattava di attori o attrici capaci di lavorare in film che si sarebbero poi rivelati dei successi sia per gli importanti incassi, sia per la capacità di entrare nell’immaginario collettivo. Basti pensare all’importanza che hanno avuto i film di Federico Fellini, pellicole che sono riuscite ad avere un impatto sulla società al punto tale da arricchirne il linguaggio. “La dolce vita” o “Paparazzi” sono due tra i tanti famosi capolavori di Fellini che hanno la peculiarità di essere anche dei neologismi. Film rappresentativi ed emblematici di un’epoca storica che fu per certi aspetti straordinaria e che ricordiamo come tale anche grazie a quelle scene indimenticabili. L’attore, quindi, come divo assoluto, conosciuto da milioni di persone e ambito. Non a caso per un produttore cinematografico come Nicola Giuliano, intervistato da Beatrice Schiaffino, una delle autrici del volume, oggi è possibile considerare Checco Zalone un grande divo italiano perché porta milioni di spettatori nelle sale. Ma è ancora lecito considerare solo gli attori come “veri” divi? Come spiegato dalla Schiaffino dipende dalla concezione che si ha del divo e non è un caso se dalle diverse interviste emergono varie idee. Se per Nicola Giuliano si deve evidenziare l’aspetto economico, per Corsi si devono considerare anche aspetti valoriali come la bellezza, l’ammirazione, il talento e la capacità di essere icona. Luigi Barletta ha ricordato come la diretta Instagram di Mario Balotelli per celebrare un gol durante la partita Marsiglia – St. Etienne abbia raggiunto milioni di visualizzazioni e come i post di star dei social come Chiara Ferragni e Kim Kardashian riescano ad ottenere numeri nell’ordine dei milioni. Possono essere considerati come dei divi? Due tra i tanti film in corsa per gli ultimi Oscar toccavano indirettamente il tema celebrità. Sia in A star is Born che in Bohemian Rhapsody si raccontano, seppur in modo diverso, storie di divi. A star is Born (È nata una stella), in particolare, è un remake di un film del 1937, una storia -non a caso- di un’attrice che approda ad Hollywood per trovare il successo. Nel remake di Bradley Cooper la protagonista non è un’attrice ma una cantante. L’esempio in questione dimostra come la percezione del divo sia profondamente mutata nei decenni e come oggi sia […]

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Ernest Pignon-Ernest torna a Napoli con la mostra Extases

Dal 2 marzo al 28 aprile, la mostra Extases al Complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco è il segno del grande ritorno a Napoli dell’artista francese Ernest Pignon-Ernest Con lo spirito, mai Ernest Pignon-Ernest aveva abbandonato questa città palinsesto. Andrea Viliani, direttore del Museo Madre, parlando della città partenopea non fa mai a meno di ricordare l’etimo stesso del suo nome. Neapolis, perché per quanto antica, la città è continuamente rinnovata negli occhi degli artisti, e restituita in forme nuove dalle loro voci. La dimensione in cui si muovono infatti è quella di un Grand Tour permanente, a partire da François-René de Chateaubriand e Alphonse de Lamartine fino ad artisti contemporanei come Anne Goyer e lo stesso Ernest Pignon-Ernest. Il primo viaggio a Napoli lo aveva compiuto nel 1988, travolto dalla compresenza di contrari, decidendo di tornarvi periodicamente fino al 1995. Ispirato dalla pittura caravaggesca e dalle sinuose curve del Sanmartino, l’artista nizzardo sparge per la città il frutto delle calde suggestioni napoletane. La strada diventa lo studio dell’artista: Ernest Pignon-Ernest dissemina disegni e serigrafie nei luoghi simbolici della città. In quelle installazioni, grazie alle quali l’artista francese si era dimostrato degno precursore dello street art, confluivano le due istanze di spazio e tempo. Opera e luogo si fondono, lo spettatore passa dal mondo dell’apparenza a quello dell’essenza. I disegni di Ernest Pignon-Ernest sono manifesto di un’arte figurativa volta alla rappresentazione della tragedia del reale. La seconda dimensione, quella temporale, è oggi palesata dalla scomparsa di quelle installazioni. Le uniche testimonianze della loro esistenza sono le fotografie di quegli anni memorabili, scattate per la maggior parte da Alain Volut. L’intento dell’opera non era quello di permanere, piuttosto quello di esemplificare la stessa identità napoletana, in costante mutamento. Un progetto che era il trionfo dell’effimero. Il ritorno di Ernest Pignon-Ernest a Napoli «Il tempo fa parte della mia paletta, rappresento la fragilità stessa» ha affermato Ernest Pignon-Ernest al rendez-vous tenuto presso l’Institut Français di Napoli. Sulla fragile carta ha rappresentato una possanza marmorea, tra i protagonisti dei dipinti di Caravaggio e altri uomini eterni. Famosa la Pietà di Pier Paolo Pasolini incastonata tra le vele di Scampia. Proprio l’Institut Français rende omaggio alla storia d’amore iniziata nel 1988 con la mostra Ernest Pignon-Ernest a Napoli, in occasione del suo ritorno con Extases presso il Complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. Il ricordo delle anime pezzentelle aleggia ancora negli ambienti della chiesa di Via dei Tribunali, un luogo di culto che chiede all’uomo terreno di compiere con la preghiera un percorso di astrazione dalle sue spoglie mortali. Lo sguardo si eleva: dall’immagine mortifera del teschio sdentato con le ali spiegate, inquietante memento mori, all’imponente quadro di Massimo Stanzione raffigurante le anime del Purgatorio, fino alla volta celeste, con la rappresentazione del trionfo della Madonna, grazie alla quale saranno aperte le porte del Paradiso. Questa ascensione graduale vive però di un primo momento tutto fisico, quello di un’anima che scalpita nel suo carcere […]

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Eventi/Mostre/Convegni

WhyNot e Poseidone, De Magistris al Modernissimo

WhyNot e Poseidone, 10 anni dopo Si è svolta nella mattina di sabato 9 marzo l’incontro pubblico al Cinema Modernissimo con Luigi De Magistris, Marco Lillo e Marco Travaglio. Il dibattito tra tre personalità estremamente influenti nel campo amministrativo e giornalistico che ha avuto come tema centrale le inchieste “WhyNot” e “Poseidone”. La discussione, moderata dalla giornalista Fabiola Conson, è stato moderato da numerose video e testimonianze dirette. Luigi De Magistris racconta così il suo passato professionale, forte anche dei recenti sviluppi giudiziari relativi alla vicenda. L’inchiesta, come dimostrato dalla Corte d’Appello di Salerno, fu infatti illegittimamente revocata all’allora PM della Procura di Catanzaro. Oggi attuale sindaco di Napoli. Alla base dell’indagine vi fu l’ipotetica esistenza di un gruppo di potere trasversale tenuto insieme da una loggia massonica coperta, giornalisticamente nota come “La Loggia di San Marino”. La vicenda, particolarmente controversa, viene raccontata nei minimi particolari nel corso della mattinata. Emerge così una storia incrinata fatta di rapporti tra stato e criminalità organizzata. Una vicenda, che nonostante gli interessanti sviluppi giudiziari, ha vissuto numerosi arresti. Come quando il 21 gennaio 2012 il GUP di Roma Barbara Callari rinviò a giudizio Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi con l’accusa di aver acquisito nel 2009 e in modo illegittimo, i tabulati telefonici di alcuni parlamentari.  Inoltre, nel 2014 lo stesso De Magistris, già sindaco di Napoli,  fu condannato, insieme a Gioacchino Genchi, dal Tribunale di Roma a un anno e tre mesi per abuso d’ufficio non patrimoniale. “WhyNot e Poseidone” e De Magistris. Storia di una toga strappata Marco Lillo e Marco Travaglio incalzano poi la questione sull’inchiesta Poseidone. La vicenda riguarda un’indagine iniziata presso la procura di Catanzaro nel maggio 2005 e avente come oggetto un presunto uso illecito di 200 milioni di euro di denaro pubblico. Soldi allora provenienti da aiuti comunitari destinati al finanziamento di opere di depurazione. L’iniziativa viene frequentemente moderata dagli interventi dei giornalisti de Il Fatto Quotidiano. L’esperienza di Lillo e Travaglio permette di scavare a fondo nel passato professionale dell’attuale sindaco di Napoli. Le inchieste “WhyNot” e “Poseidone” non sono vicende relative ad episodi singolari. Esse permettono di comprendere quel complesso rapporto tra Stato e criminalità che spesso riempe i vuoti di potere nel nostro paese. Il dibattito viene integrato inoltre dalle letture delle sentenze delle attrici Rosaria De Cicco e Pina Turco. Parole profondo che ricostruiscono le vicende di quei giorni. Numerosi anche i contributi video, in particolare di Sandro Ruotolo, giornalista da sempre in prima linea sul fronte criminalità organizzata.

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Food

Borgo Castello: Pan di Jonna e birra artigianale per ripartire

La castagna del Partenio, nota anche come Jonna del Partenio, è la regina incontrastata di Borgo Castello, un piccolo paese dell’avellinese che conta poco più di cento abitanti. Sabato 2 marzo tre giovani ragazzi ci hanno accolto nel paese in cui sono nati e a cui sono legati da un profondo sentimento di gratitudine e ci hanno mostrato il loro progetto, che al giorno d’oggi vede una Pasticceria e una Birreria artigianale, ma tra qualche hanno vedrà sorgere un piccolo complesso turistico che porterà il visitatore alla scoperta dei sapori e odori più veraci della Campania. La Jonna del Partenio si dimostrerà presto l’elemento centrale di questo progetto di recupero e valorizzazione di Borgo Castello, che nel 1999 fu devastata da una violenta alluvione e abbandonata da gran parte della popolazione. Mani in pasta alla pasticceria di Borgo Castello Il primo ad accoglierci è il mastro dolciere Angelantonio Perrotta, che dopo aver lavorato per tanti anni a Roma, ha deciso coraggiosamente di portare la sua arte nel suo paese di origine, fondando la pasticceria “Castello” nel 2013. La pasticceria “Castello” aggiunge ai già apprezzati panettoni e colombe alle castagne proposti da qualche anno con successo il Pan di Jonna, un pan bauletto artigianale con castagne del Partenio candite e glassa di cioccolato a latte, senza conservanti e con aromi naturali. Con Angelantonio ci cimentiamo nella pirlatura dell’impasto e nella glassatura, notando la grande attenzione dello staff alla temperatura di conservazione, alla delicatezza della lavorazione e alla freschezza delle materie prime. La birreria “DonJon” A pochi metri dalla pasticceria Raffaele Carofano, cugino di Perrotta, enologo di formazione ma forte di un master in Tecnologie Birrarie presso l’Università di Perugia, decide di recuperare l’antico mulino del borgo creando nel 2014 il birrificio artigianale “DonJon”, il cui nome deriva dal Dongione, la torre centrale di Borgo Castello di Cervinara, l’unica ancora visibile. Anche Raffaele ci apre le porte del suo laboratorio coinvolgendoci nell’aggiunta dei luppoli al mosto nel tino e spiegandoci la provenienza delle materie prime, come, ad esempio, l’acqua del Partenio. «Fino all’anno scorso – precisa – utilizzavamo orzo italiano maltato in Germania, ma da quest’anno abbiamo fatto un contratto di fornitura con un’azienda che produce Cereali a Lacedonia». Diverse le birre prodotte da Carofano, ma senza dubbio la più caratteristica è proprio la Jonna, una birra dal sapore intenso ammostata con le castagne del Partenio, nata dal desiderio di rivalorizzare il loro meraviglioso territorio di origine. Inoltrandoci nei sentieri di montagna e respirando aria quasi incontaminata, dopo la visita al birrificio arriviamo in quella che nel progetto ci si augura diventerà una country house, dove uno staff gentile e cordiale ci coccola con piatti a base di castagna, accompagnati, a seconda dell’intensità dei sapori, da una birra diversa. Per poi terminare con dei dolci alla Jonna e la rottura di un meraviglioso uovo artigianale di cioccolato fondente e, ovviamente, castagne. Il progetto Con l’aggiunta del birrificio alla pasticceria, nasceva nel 2014 il primo esempio di azienda diffusa in un borgo medievale. […]

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Eventi nazionali

Nutri-RARE: mostra che ci sei a fianco di chi è raro

Giovedì 28 febbraio è stata celebrata la 12° giornata mondiale dedicata alle malattie rare, organizzata da Eurordis Rare Diseases Europe, un’associazione no profit che raggruppa più di 800 alleanze di pazienti di 70 paesi affetti da malattie di questo tipo. Per questa occasione, nel museo interattivo Corporea di Città della Scienza si è svolto un incontro scientifico e divulgativo “Nutri-RARE: il cibo come medicina, ovvero uno sguardo nel passato remoto per immaginare il futuro prossimo”, con la finalità di aumentare la consapevolezza e dunque la sensibilità sulle malattie rare e il loro impatto nelle vite di chi ne è affetto e dei loro familiari. In Italia l’impegno delle Associazioni dei pazienti e delle loro organizzazioni nazionali e internazionali, come Uniamo Federazione italiana Malattie Rare ed EURORDIS Rare Deseases Europe, è di portare avanti proposte ed iniziative per lo sviluppo e l’implementazione di politiche di assistenza sociale ed economica, oltre che di sanità pubblica, per il supporto delle particolari esigenze di questa comunità. Le loro attività sono incentrate a stimolare decisori istituzionali e operatori del sistema ad attuare politiche e avviare servizi che rispondano ai bisogni trasversali dei pazienti affetti da patologie rare attraverso costanti azioni di sensibilizzazione e informazione. Nutri-RARE: un occhio alla scienza… Una malattia è definita rara in Europa quando colpisce meno di 1 ogni 2000 persone, ma la definizione cambia in altre parti del mondo. Si stima che nell’Unione Europea più di 30 milioni di persone potrebbero essere colpite da una delle oltre 6000 malattie rare oggi conosciute. Numeri che ci sottolineano l’importanza della divulgazione e della lotta per l’integrazione delle cure sanitarie e l’assistenza sociale delle famiglie colpite da queste problematiche. Il tema della Giornata 2019 è l’importanza del cibo come medicina e come fattore di integrazione, affinché curi il corpo e la mente del paziente ad allontanare il profondo senso di solitudine e il forte impatto emotivo che la malattia provoca. Durante l’incontro Nutri-RARE le voci del mondo accademico, della scienza e della ricerca sono state quelle di Marina Melone e Simone Sampaolo del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Avanzate & Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze, Università degli Studi della Campania e di Giuseppe Sorrentino del Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAFOM CNR). «C’è stata un’esplosione di interesse dei consumatori – spiega Marina Melone – per il ruolo di specifici alimenti o componenti alimentari fisiologicamente attivi, nel migliorare lo stato di salute, i cosiddetti alimenti funzionali. Chiaramente, tutti gli alimenti sono funzionali, in quanto sono dotati di gusto, aroma o forniscono valore nutritivo. Nell’ultimo decennio, tuttavia, il termine funzionale così come si applica agli alimenti, ha adottato una connotazione diversa: quella di fornire un beneficio fisiologico aggiuntivo oltre a quello di soddisfare i bisogni nutrizionali di base, e/o di entrare in una dieta con alimenti su misura per i pazienti con malattie rare». La professoressa Marina Melone dialoga con gli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per L’enogastronomia e L’Ospitalità Alberghiera “G.Rossini” spiegando loro l’importanza di una giusta alimentazione per […]

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