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Eroica Fenice

La Tag: eventi napoli e dintorni contiene 134 articoli

Food

KBirr Natavota Red: gusto e arte al Museum Shop di Napoli

Presentata nella storica cornice del Museum Shop Napoli la Natavota Red, nuova birra del birrificio KBirr Il luogo simbolo della Napoli del centro storico, il Museum Shop sito in Largo Corpo di Napoli, è una struttura quattrocentesca adibita da uno degli illustri esponenti della corte d’Aragona, umanista del napoletano, socio di Giovanni Pontano ai tempi della fondazione della nota Accademia. Attualmente sotto il livello stradale, quest’antro che echeggia di una Partenope lontana è oggi uno spazio dedicato alle più varie manifestazioni dell’arte, generando giochi sinestetici dalle stimolanti influenze. La Natavota Red è il nuovo capolavoro della casa della birra artigianale napoletana KBirr, sita a Torre del Greco, impegnata, dopo la Natavota Lager, in una Strong Ale rossa che ancora una volta «si lascia bere un’altra volta». Queste le parole di Fabio Ditto, l’ideatore del brand. Per quanto la gradazione si elevi, la Natavota Red gode di una facile bevibilità, con l’aggiunta di un retrogusto agrumato e dolce. La sua semplicità cela invece un tocco raffinato nella sua essenza speziata, con la ricercata scelta del coriandolo. La Natavota Red ha l’ambizioso obiettivo di rappresentare la napoletanità sul territorio nazionale e non. Non ci si stanca mai infatti di sollecitare l’ambiente del napoletano, continuamente sensibilizzato dalle iniziative della Casa KBirr, spesso tenute in luoghi pulsanti di vita ma infelicemente dimenticati, come nei veri vasci. Le iniziative sociali organizzate da Fabio Ditto e la sua “famiglia” continuano a generare un’emotiva e vivace partecipazione sul territorio, iniziando i cittadini non solo al gusto, con prodotti del calibro della Natavota Red, l’ultima rappresentante di una ricca serie di Casa KBirr, ma anche alle svariate forme d’arte figurativa e concettuale. Natavota Red di Casa KBirr e Alessandro Flaminio: una sinestesia di intenti Durante ogni evento, i prodotti KBirr sono associati a un’esposizione temporanea. Il Museum Shop accoglie il 12 dicembre ben due ospiti illustri: insieme alla Natavota Red, l’estro artistico di Alessandro Flaminio, una delle anime de Le Voci di Dentro, atelier d’arte che nasce a San Biagio dei Librai e che si ispira allo stesso valore di napoletanità salvaguardato e diffuso dalle iniziative KBirr. L’installazione di Flaminio ruota intorno all’immagine rappresentativa di San Gennaro, patrono della città e suo immortale salvatore. Spesso protagonista di mitizzazioni, il suo sangue si fa nella mostra al Museum Shop linfa vitale della città, e viene posto in analogia proprio con il siero beverino della Natavota Red. Le opere di Alessandro Flaminio si pongono in un crocevia tra tradizione e innovazione, storia e policroma arte minimalista. Una città in fermento Napoli, che vive proprio dei mille colori delle opere de Le Voci di Dentro e del nettare divino di casa KBirr, immortalati dall’iniziativa del cuore pulsante del Museum Shop.

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Attualità

Intervista al regista Enzo Liguori

Dopo aver assistito alla conferenza stampa al Teatro Totò di Napoli  Pugno vs Pugno – un verso contro il bullismo, ecco l’intervista al regista Enzo Liguori riguardo al musical Scuola vs Bulli, uno spettacolo musicale che ha l’obiettivo di sensibilizzare e prevenire i fenomeni di bullismo. Questo interessante musical ideato da Giovanna Pignieri e con la regia di Enzo Liguori, fa parte del progetto educativo che il Teatro Totò propone alle scuole e che mira a contrastare il dilagare del bullismo, fenomeno sociale di natura aggressiva, che si diffonde particolarmente in età adolescenziale nelle scuole. Il pubblico della conferenza stampa e del musical Scuola vs Bulli è formato soprattutto da teenagers, che hanno il vero potere di cambiare le cose. Scuola vs Bulli  – Intervista al regista Enzo Liguori  Questo musical è stato ideato per dare un importante contributo artistico-teatrale alla lotta contro il fenomeno sociale del bullismo che, purtroppo, è molto diffuso tra i teenagers soprattutto nelle scuole medie e superiori. Si tratta di un fenomeno aggressivo e complesso sia maschile che femminile, la cui causa principale è l’incomunicabilità tra i giovani, che sono diventati meno solidali e che si confrontano sempre di meno. I ragazzi e le ragazze parlano poco dei loro problemi (timidezza, obesità, scelte di abbigliamento differenti, problemi di deambulazione, insicurezze caratteriali) e questo sfocia in una forte aggressività. Il musical mette in evidenza quanto sia stupido compiere atti di bullismo e ci insegna a non colpevolizzare nessuno. Spesso sia il bullo che la vittima sono entrambi persone deboli e con scarsa autostima a causa dell’ ambiente sociale in cui si trovano a vivere.   Ecco le domande sottoposte all’ attenzione del regista napoletano Enzo Liguori: Da cosa nasce l’ idea di far recitare piccole scene di bullismo tratte dal musical Scuola vs Bulli nelle classi? L’idea nasce dalla voglia di coinvolgere attivamente gli alunni delle scuole, attraverso le incursioni teatralizzate, facendogli vivere una situazione che è al limite tra la finzione e la realtà, un’occasione che serva a scuoterli, a farli riflettere su un aspetto che spesso tendono a sottovalutare. Dall’ anteprima del musical si evince che il collaboratore scolastico ha un grande peso. Quale ruolo svolge e quanto è influente nell’ educazione dei ragazzi?  I collaboratori scolastici sono figure importanti per gli alunni, spesso veri e propri confidenti che accompagnano i giovani studenti durante tutto il periodo scolastico. I collaboratori scolastici sono figure di riferimento e supporto anche per il corpo docente che hanno un ruolo fondamentale nella formazione, non solo scolastica, ma soprattutto personale, degli alunni. I docenti saranno il ponte che collegherà gli alunni al teatro e a tutto ciò che il progetto “Pugno vs Pugno” prevede. Un ruolo delicato, quindi, che solo un docente è in grado di ricoprire. Durante il musical vi é un riferimento ai colori BIANCO E NERO. Cosa simboleggiano? “Bianco e Nero” è il brano più importante del Musical “Scuola vs Bulli” scritto da Giovanna Pignieri e musicato da Massimo D’Ambra con le coreografie di Ettore Squillace. Il Musical […]

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Libri

Pizza e bolle: abbinamento perfetto? Ce lo dice il libro di Tania Mauri e Luciana Squadrilli

Pizza e bolle di Tania Mauri e Luciana Squadrilli: c’era un tempo… C’era un tempo, nemmeno così remoto e lontano, dove il pairing pizza e bolle (intendiamo, bollicine di vino…) era assolutamente stigmatizzato, ostracizzato. Ma ci fu un tempo ancora più lontano dove il “pairing”, o per meglio dire, l’accoppiata di pizza e vino (soprattutto frizzante) era assolutamente normale: questo, poteva accadere per diversi motivi. Ad esempio, prima dell’arrivo del pomodoro e di ulteriori condimenti per il nostro disco di pasta preferito, una bella bevuta (magari di vino locale, giovane e frizzante) con un prodotto da forno caldo era l’ideale per rimettersi in forze ed affrontare un’intera giornata per strada, a lavorare. Con la diffusione della pizza all’estero (ricordiamolo, è tra i prodotti made in Italy… e vittima del conseguente Italian sounding, più famoso), soprattutto in terra anglo-americana, si è presa l’abitudine diffusa di bere birra in accompagnamento alla pizza, a discapito del vino. Negli ultimi anni, per fortuna, i due mondi di vino e birra si stanno ri-equilibrando accanto alla pizza. Ognuno sta trovando il proprio spazio e la propria fetta di adepti. In particolare, questo sembra proprio il momento di pizza e bolle (così come vengono chiamate le “bollicine” , i vini frizzanti, dagli amanti.) Ma cosa intendiamo, noi, con pizza e bolle? Con questo pairing, intendiamo la pizza – fritta o al forno, dalle varie farciture – accompagnata per quanto riguarda il beverage da vini frizzanti: tra questi, possiamo contare molti vini della Campania, primo fra tutti il Gragnano. Seguono a ruota – non inferiori in importanza, sia chiaro – Asprinio d’Aversa e Caprettone. Poi ci sono i vini piemontesi, veneti, gli champagne… Pizza e bolle: un libro che tutti aspettavamo Umilmente, mi pongo nella schiera di chi la pizza l’ha sempre accompagnata con il vino, preferibilmente frizzante. Quindi, attendevo con ansia un bignami di pizza e bollicine, e tutti noi enopizzofili (si perdoni, un neologismo)  siamo stati ben felici di accogliere Pizza e Bolle, l’ultimo lavoro saggistico di Tania Mauri e Luciana Squadrilli (fondatrici, insieme ad Alessandra Farinelli, dell’ottimo pizzaontheroad.eu). Insieme all’enologo Alfonso Isinelli, le autrici hanno intrapreso un viaggio viscerale nella cultura della pizza italiana, abbracciando più campi: il vino, come si può immaginare, è stato un ottimo e corposo “pretesto” per andare a recuperare la memoria di luoghi e le tradizioni di un tempo. Venti sono i pizzaioli che raccontano il loro modo di abbinare la pizza con le bolle, a loro volta “in abbinamento” a vignaioli e vini che, talvolta, li rispecchiano nel carattere. Pizza e bolle di Tania Mauri e Luciana Squadrilli: la presentazione a Napoli Il 6 dicembre, alle ore 17.00, presso la sede dell’Associazione Verace Pizza Napoletana di Via Capodimonte (Napoli), si è tenuta la presentazione napoletana di Pizza e bolle, con entrambe le autrici presenti, nonché una “folta” rappresentanza dei pizzaioli che sono protagonisti tra le pagine. A moderare l’evento, in maniera “frizzante”, tanto per restare in tema, la giornalista enogastronomica Laura Gambacorta, che non ha fatto mancare la sua in […]

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Food

Pizzeria Lombardi, riapre lo storico locale di Benedetto Croce

Lunedì 3 dicembre si è tenuta la riapertura ufficiale del locale Antica pizzeria ristorante Lombardi, una vera e propria istituzione per quanto riguarda la tradizione della pizza e testimonianza di una delle più importanti famiglie che hanno segnato un nome nella tradizione della cucina partenopea. Pizzeria Lombardi, storia del locale Tutto ha inizio nel 1892 quando Errico Lombardi si specializzò nella preparazione di pizze fritte che poi vendeva in vico del Limoncello. Giunge poi il 1902 ed Errico salì sulle navi che portavano i migranti italiani negli Stati Uniti d’America e, dopo averci lavorato, decide di trasferirsi negli USA. Ad Errico va quindi riconosciuto il merito di essere stato uno dei primi ad aver portato la conoscenza della pizza napoletana oltreoceano. Erede di Errico Lombardi fu il figlio Luigi, il quale, mentre proseguiva l’attività del padre vendendo pizze tra la ferrovia e Spaccanapoli, si imbatté in Benedetto Croce. Il filosofo e critico letterario si interessò alla storia di Luigi e della sua famiglia e aiutò economicamente il ragazzo affinché potesse affittare un locale nei pressi del monastero di Santa Chiara. Era il 1922, anno di nascita della storica pizzeria Lombardi. Qui Luigi trasmise la passione per gli impasti e i forni a legna ai figli Alfonso, Luigi ed Enrico. Tuttavia tra Luigi ed Enrico ci furono delle incomprensioni e quest’ultimo, nel 1947,  fondò una propria sede della pizzeria Lombardi nel locale acquistato dal padre Luigi nel primo dopoguerra in via Foria 12-14. Fatta eccezione per i danni causati dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, la sede di via Benedetto Croce 59 rimase sempre attiva fino al 2011 quando, per mancanza di eredi, Luigi Lombardi prese a malincuore la decisione di chiudere il locale. La riapertura e la rinascita Fortunatamente la storia ha preso una svolta diversa e, dopo due mesi di restaurazione dei locali, l’antica pizzeria ristorante Lombardi è rinata. Con una riapertura tenutasi il 3 dicembre scorso, il locale, di proprietà dell’ingegnere Gennaro Moio, ha mostrato un nuovo volto grazie alle cure dell’architetto Francesco Scivicco, accogliendo i visitatori in un luogo moderno che però non rinuncia al gusto per l’antico. Dal forno in bella vista appena si entra alle fotografie d’epoca della pizzeria e di piazza del Gesù, l’aura della tradizione è rimasta inalterata. Anche il menù richiama la tradizione puramente napoletana, come dimostrano anche le pizze servite durante l’evento: margherita, marinara e bufalina con pomodorino del piennolo. Tre specialità preparate da Lino Riccio con farina prodotta dal Mulino Caputo. Ma la famiglia Lombardi è nota anche per essere stata una delle prime ad aver coniugato lo stile della pizzeria a quello della trattoria, così assieme alle pizze vengono serviti anche piatti della tradizione. Lo dimostra la pasta e patate con provola preparata dallo chef Giancarlo Perna. Presente alla giornata anche Luigi Lombardi, patrimonio vivente della tradizione di famiglia che ha seguito i lavori di restauro della pizzeria. La riapertura della pizzeria Lombardi è di grande importanza, in quanto ridà lustro ad una delle più importanti famiglie di […]

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Food

Pasticceria Napolitano Poderico presenta i suoi panettoni

Grande festa a piazza Poderico. Sabato 1 dicembre dalle 17.30 in poi la pasticceria Napolitano Poderico ha dato il via ad un evento imperdibile: una degustazione di panettoni artigianali made in casa Napolitano, dai più classici con uvetta e canditi ai più innovativi come quello all’albicocca e quello pere e cioccolato. Un’occasione unica per assaggiare liberamente le ricette della Pasticceria che ha inventato il San Gennariello, ma anche per godere di un’atmosfera calda e accogliente, come se ci si ritrovasse tutti quanti in famiglia. Tra trampolieri e giocolieri, il pomeriggio è trascorso in maniera frizzante anche grazie al Pazzariello, personaggio folcloristico napoletano che insieme alla sua band scatenata ha regalato a tutti coloro che si trovavano in piazza uno spettacolo spassosissimo. Pasticceria Napolitano Poderico: panettoni e pasticceria tra tradizione e innovazione La Pasticceria Napolitano Poderico ha il merito di creare dolci con ingredienti genuini: non solo prodotti a km 0, ma anche tanta passione e nobiltà d’animo che spinge costantemente la famiglia Napolitano a regalare al quartiere Arenaccia un punto di attrazione che riesca a risollevarlo e riqualificarlo. Entrando in pasticceria l’odore che ci investe è quello di un impasto fatto di uova e fantasia dolciaria, che regala ai sensi un’esperienza che fa bene al cuore. Il primo dicembre è stato così un trampolino di lancio per i panettoni di casa Napolitano Poderico. Marco, uno dei due fratelli pasticcieri che si occupa dell’attività, ci ha confidato che la sperimentazione di questi gusti così insoliti per i panettoni nasce un po’ per caso: all’inizio lo scetticismo era alto, soprattutto perché la tradizione talvolta è più forte della novità. Tuttavia, sin da subito i consensi sono aumentati e così si è deciso di scommettere su tre gusti totalmente nuovi: all’albicocca, pere e cioccolato e tartufato, oltre che quello classico uvetta e canditi. Sono panettoni, questi, dai gusti ben equilibrati e che infondo al palato subito il gusto rassicurante delle cose buone fatte in casa. Il panettone all’albicocca, ad esempio, è un tripudio di equilibrismo tra la dolcezza intensa delle albicocche e quella invece più rotonda della pasta del panettone. Quello alle pere e cioccolato, invece, ricorda molto gli accostamenti utilizzati in alta pasticceria, mentre, infine, il tartufato regala un gusto deciso che fonde insieme l’amarezza del cioccolato fondente e lo spirito alcolico del rum aggiunto a filo nell’impasto. Marco è ben contento di definire la sua attività a metà strada tra la tradizione e l’innovazione. La base di partenza è costituita sempre dalle ricette di una volta, che si tramandano in famiglia di generazione in generazione. Poi si passa all’invenzione, alla creatività e agli accostamenti di gusti insoliti che non avresti mai pensato in un determinato contesto. Così si arriva al colpo di scena che attira il cliente affascinato dalla possibilità sempre rinnovata di gustare dolci pensati costantemente nella stessa forma e con gli stessi ingredienti. Di fatti, da questa unione nascono le varianti delle sfogliatelle: la Pastierella, con il ripieno della pastiera, la Cioccotella, con ripieno di cioccolata fondente, la Babatella, […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Robin Kennedy all’Intragallery: Snack Bar Olympia

Inaugurata il primo dicembre, Snack Bar Olympia di Robin Kennedy è la nuova esposizione temporanea della galleria d’arte contemporanea Intragallery Robin Kennedy, artista americana già nota sul territorio nazionale per mostre come Bride of Pluto e Shadow Boxing, si è lasciata intrigare dall’immortale capacità comunicativa del mito, conosciuto attraverso le sculture che ne recano perenne memoria. Fin dal mondo arcaico, il solenne atavismo dell’universo del forte sentire ha trovato piena incarnazione nelle sfumature chiaroscurali del racconto mitologico, incutendo timore o estrema devozione. Snack Bar Olympia è un tributo al cuore del mito, l’involucro che ha meglio saputo preservarlo e che echeggia ancora della vivacità delle sue storie: Napoli. Culla della civiltà greca, nata nel segno dell’amore esasperato di Partenope, ospita adesso le divinità in scultura di Robin Kennedy. L’artista le immagina in un pantheon irriverente, riunite come al bar e svincolate dalla celebrazione solenne che le ha viste più volte protagoniste. Di queste, Robin Kennedy restituisce solo le teste, in sculture in gesso patinato a calce. La sua è una chiara sfida con se stessa: realizzare la pianezza in un frantume, riportare la vita negli incavi della materia, lavorata con grande cura. In questo modo l’artista rende palpabile la nodosità della rampicante barba di Re Mida, maestose le acconciature delle muse Calliope e Pasithea, comunicativi gli sguardi di Eolo e Kronos. Questa dovizia si accompagna alla necessità della rappresentazione della complessità dell’umano, che solo il mito è da sempre in grado di insegnarci. Le sculture della Kennedy possono essere ruotate dal visitatore grazie a un sistema dinamico di sospensione realizzato con la collaborazione degli ingegneri di Spoleto, con i quali l’artista è in stretto contatto per progetti precedenti. La mostra assume toni più intimi nella seconda sala della galleria. Inscenata è la sequenza teatrale di Baubo, la divinità dell’osceno che si narra fosse priva di testa e comunicasse con la vagina. I suoi toni libidinosi servirono a rallegrare la dea Demetra, distrutta dalla perdita della figlia Persefone, oggetto del desiderio di Plutone, divinità infernale. I due personaggi trovano nella mostra di Robin Kennedy grazie alla figura chiave di Baubo un rinnovato dialogo. La figura di Persefone nell’immaginario dell’artista americana si rende manifesto stesso dell’atto creativo. Plutone si invaghisce di lei fra tutte le donne per quel colore che portava nell’incedere, per il suo tocco con il quale non solo conosceva la realtà, ma la creava. Pia Candinas, curatrice della mostra Snack Bar Olympia, parlando di Persefone ricorda il punto di vista dell’artista: «riflettendo sulle lunghe vicende che seguono la storia di Plutone e Persefone, Kennedy ipotizza che non vi fosse stato un legame carnale che univa la coppia, visto che da questo amore non sono stati generati figli, ma che, piuttosto, vissero in connubio e in serenità, legati solo dalla passione per la bellezza». «Ciò che chiedo al futuro è una macchina per il passato», le parole di Robin Kennedy Il contemporaneo è connotato dalla velocità, l’indifferenza. Il mito, che l’artista crede di aver appena graffiato in superficie, si fa […]

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Food

Antica Pizzeria da Gennaro (Bagnoli), che Degustì abbia inizio!

Degustì, sapori in circolo –  il tour degustativo enogastronomico in 18 tappe, promosso dalla Luigi Castaldi Group S.r.l. – ha dato inizio al suo percorso di ingredienti e sapori presso “Antica Pizzeria da Gennaro”. La Luigi Castaldi Group S.r.l., protagonista da oltre quarant’anni nella distribuzione Food&Beverage, azienda dagli alti standard qualitativi e promotrice dell’evento, ha il ruolo cardine di fornire ai locali partner alcuni tra i sui prodotti d’eccellenza, selezionati tra i migliori produttori e caratterizzati da genuinità, qualità e ricercatezza. Degustì è un percorso culinario che vede protagonisti chef e maestri pizzaioli di rinomati locali campani con l’intento di far scoprire, assaporare e valorizzare le eccellenze del territorio. Il regolamento è semplice: ogni locale fornisce ai partecipanti, professionisti ed appassionati del settore, un cavalierino da tavolo dotato di codice QR con rimando diretto alla pagina su cui votare l’immagine di riferimento dell’abbinamento proposto durante la serata. Il prodotto che, alla fine del tour, riceverà il maggior numero di like sarà il vincitore della prima edizione di Degustì. “Antica Pizzeria da Gennaro”, il locale di Fabio Cristiano che ha accolto il primo appuntamento di Degustì, ha radici risalenti al 1956 grazie all’operato del nonno Gennaro, friggitore ambulante a Secondigliano nel periodo precedente all’apertura del suo locale a Bagnoli, precisamente in Via Lucio Silla 32. La serata d’apertura del tour ha mantenuto fede alle aspettative di buon gusto e qualità. Il menù di Fabio Cristiano, che può vantare esperienze lavorative all’estero come Maestro Pizzaiolo, ha infatti legato il rispetto per la tradizione all’estro dell’innovazione. Tappa I di Degustì: menù d’avanguardia a km 0 all’Antica Pizzeria da Gennaro Il percorso di degustazione è iniziato con l’Entrée di fritto napoletano che ha lasciato tutti estasiati grazie alla presenza del Panzerotto senza panatura, totalmente privo di pane grattugiato e di uova: una proposta particolare che, come ha raccontato il patron Fabio Cristiano, richiede estrema dedizione e rispetta tradizione e storia del suo locale. A seguire le quattro proposte che hanno avuto come denominatore comune i pomodori DiMé, un prodotto che viene coltivato biologicamente nella Riserva Naturale del Sele e viene lavorato, con metodi tradizionali, nel rispetto assoluto della biodiversità. La prima proposta è stata Il Triangolo con passata di pomodorini gialli e pomodorini con il pizzo a pacchetelle DiMè, pomodori a filetto, fior di latte e il Maldon, sale gourmet per eccellenza. La Montanara, seconda proposta, ha deliziato i palati dei presenti con crema di zucca, pomodorini con il pizzo a pacchetelle DiMè, fior di latte e speck I.G.P. Non meno raffinata è stata la proposta che porta il nome de Il Regno di Napoli con pomodorini con il pizzo a pacchetelle DiMè, origano di montagna, olive nere di Gaeta, capperi di Pantelleria e aglio rosso di Nubia. La quarta e ultima proposta, che ha preceduto il Croccantino come dolce finale, La Norcina caratterizzata dalla presenza della salsiccia di Norcia, accompagnata naturalmente dalla crema di pomodorini gialli DiMè, fior di latte e funghi porcini freschi. Una menzione d’eccellenza è d’obbligo ai vini proposti (Vino Per Sempre, […]

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Food

La Dea Bendata di Ciro Coccia compie 5 anni

La Dea Bendata, rinomata pizzeria sita in Corso Umberto I a Pozzuoli, festeggia i suoi 5 anni di attività: e per celebrare l’occasione il maestro pizzaiolo Ciro Coccia introduce nel suo menù non solo una nuova ed innovativa ricetta, ma anche la possibilità di compiere una buona azione mentre si gustano le sue più famose specialità. La Dea Bendata, 5 anni dalla sua nascita Nell’autunno del 2013 apre sul lungomare di Pozzuoli la Dea Bendata, una pizzeria che si distingue fin da subito per l’elevata qualità delle materie prime impiegate nella preparazione dei suoi piatti. Ciò si riscontra nella leggerezza dei suoi impasti, che permettono al cliente di gustare elaborate pizze quali la Sogni di latte (ricetta a base di burrata pugliese, pecorino romano e capocollo martina franca) o le tradizionali montanarine fritte, senza che risultino pesanti e difficili da digerire. Il successo non tarda ad arrivare, e nel giro di un anno, la pizzeria ottiene i Due Spicchi nella guida Pizzerie d’Italia Gambero Rosso, certificando così l’alto livello del locale. Naturalmente ciò è possibile in primis grazie a Ciro Coccia, che essendo cresciuto fra lievito e farina nella pizzeria di famiglia “Fortuna” sita nel quartiere della Duchesca, ha affrontato nel corso degli anni una lunga gavetta, che l’ha portato a comprendere che non basta conoscere la tecnica, ma è necessaria passione e dedizione per padroneggiarla. Altro ingrediente indispensabile per la riuscita di una buona pizza è la collaborazione che deve nascere attorno al banco di cucina, ed è proprio a dimostrazione di ciò che viene introdotta nel menù la pizza Locanda del Testardo, realizzata con la collaborazione dello chef Luca Esposito. La pizza, che porta il nome del noto locale di Bacoli, ha come ingredienti una crema di broccoli, broccoli baresi, crudo di gamberi bianchi, provola e noci di Sorrento; dimostrando così come anche l’inventiva sia un ingrediente fondamentale, al pari della farina 00 o dell’olio. La Dea Bendata, il menù celebrativo Ma le gustose sorprese continuano: per celebrare il successo de La Dea Bendata dal 2013 ad oggi, Ciro Coccia ha elaborato un menù celebrativo di 5 portate, una per ogni anno di attività, scegliendo fra i piatti più rappresentativi ed apprezzati dal pubblico. Il menù celebrativo sarà disponibile dal 1 dicembre fino all’ultimo dell’anno, e ne faranno parte la Cornucopia (frittura completa all’italiana), le iconiche montanarine fritte, la pizza napoletana per eccellenza: la Margherita DOP, e  la già citata Sogni di Latte e la nuovissima Locanda del Testardo. Oltre a deliziare i clienti, il menù celebrativo è associato ad un iniziativa solidale in favore del territorio che ha regalato al noto pizzaiolo molte soddisfazioni. In associazione con la Congregazione della Presentazione di Maria Santissima al Tempio di Licola Mare, parte del ricavato del menù sarà destinato all’acquisto di calze della Befana e dolciumi per i bambini dell’oratorio, unico punto di aggregazione presente sul territorio.

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Food

VitignoItalia 2019: la preview all’Hotel Excelsior

Si è tenuta il 26 novembre la preview di VitignoItalia 2019 all’Hotel Excelsior, suggestiva ed elegante location di via Partenope Un evento unico per le 90 aziende e le 500 etichette dalle sedici delle più prolifere regioni d’Italia che hanno preso parte alla serata del 26 novembre. Al tepore delle luci natalizie, l’Anteprima VitignoItalia 2019 ha riscosso il suo consueto successo, coinvolgendo ristoratori, stampa, operatori del settore e palati di visitatori incuriositi. La sensibilizzazione al gusto ha visto professori ed esperti del settore impegnati, nella mattina del 26 novembre, nel convegno Vino e Ambiente, quale futuro?. Presenti Franco Alfieri (Capo della Segreteria del Presidente della Regione Campania), Raffaele Borriello (Direttore Generale ISMEA), Emilio Renato De Filippi (Vicepresidente Assoenologi), Carlos Santos (Amministratore Delegato Amorim Cork Italia), Michele Buonomo (Presidente Greener Italia), Valerio Calabrese (Direttore Museo Dieta Mediterranea), Luigi Frusciante (Professore di Genetica Agraria presso l’Università Federico II di Napoli) e Raffaele Papa (Presidente Associazione Spazio alla Responsabilità). Da nord a sud, come ogni anno la preview del Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani non si esime dall’ingaggiare quale protagonista assoluta la qualità. Quest’anno, una peculiare predominanza delle cantine campane, per spaziare poi in un meridione dai sapori siciliani, e procedere verso Marche, Abruzzo, Umbria, Lazio, Toscana, Piemonte, Veneto, fino alle botti del Trentino. VitignoItalia 2019: la preview della XV edizione Maurizio Teti, direttore di VitignoItalia, parla di «un’avventura che ci ha visti crescere di anno in anno, fino a diventare uno degli eventi a tema vino più significativi dell’intero Paese, sicuramente quello di rilevanza maggiore nel Mezzogiorno». Con VitignoItalia 2019 si è giunti alla quindicesima edizione, evento che si terrà dal 19 al 21 maggio. La rilevanza dell’evento ha sensibilizzato il mondo del business, che ormai partecipa attivamente a ogni sua edizione. Presenti all’Anteprima VitignoItalia 2019 anche le maggiori case di supporto alla ristorazione, come Horeca, nota per i suoi Menù personalizzabili che nascono dalla fitta collaborazione tra l’azienda e l’unità ristorante o albergo. I social giocano un ruolo essenziale nella vita del consumatore, così VitignoItalia 2019 vede tra i principali media partner Enosocial, un’App che permette di ordinare online il vino appena degustato. Anteprima VitignoItalia 2019 è stata anche occasione per degustare le delizie dei dolci della Pasticceria Di Costanzo; prodotti gourmet dell’Azienda Agricola Nonna Rosa di Francesco e Peppe Guida, chef stellato di Vico Equense; le Aziende Agricole Il Moera di Avella e Nonno Andrea di Villorba; gli affetti del Salumificio Cillo di Airola; l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP firmato Venturini Baldini; il salmone UpStream di Claudio Cerati, cresciuto in mare aperto, alimentato in modo naturale e lavorato artigianalmente; le praline di cioccolato fondente con gocce di vino di Calaf Dolci Misteri, cioccolatini differenti da abbinare a vini bianchi e rossi; i biscotti artigianali Pintaudi; il cioccolato del maestro partenopeo Mario Gallucci. Un preludio al gusto che ogni anno regala sempre nuove emozioni.

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Musica

Edoardo Bennato gira l’Italia con “Pinocchio & Company Tour 2018”

Il 20 novembre il “Pinocchio & Company Tour 2018” di Edoardo Bennato ha fatto tappa al Teatro Palapartenope di Napoli. Non serve raccontare dell’entusiasmo con cui il cantante napoletano originario dei Campi Flegrei è stato accolto dai suoi concittadini ai piedi del palco. “Pinocchio & Company Tour 2018” con gli arrangiamenti del “Quartetto Flegreo” Un concerto che ha racchiuso tutta una carriera ma con una marcia in più grazie alle collaborazioni degli altri musicisti che lo hanno accompagnato. Le prime musiche sono state magistralmente eseguite dal “Quartetto Flegreo“, due uomini e due donne che muniti di viola, violini e violoncello si sono esibiti adattando alla musica classica il primo repertorio cantato da Bennato. Un connubio interessante e sorprendentemente funzionante che ha non ha escluso la riproduzione di brani più rock grazie alla bravura, alla carica espressiva e alla grinta dei musicisti. Lo show si è aperto con un assaggio delle ultime canzoni e qualcuna storica prima di immergersi completamente nell’approfondimento dell’ultimo album. La platea mista. Sono giunte persone di tutte le età ad ascoltare il concerto. I più grandi d’età, i fedelissimi, non potevano mancare, lo hanno seguito quando erano alle prime armi con la vita e lo sostengono ancora tornando a cantare i successoni del tempo e accompagnandolo con lo spirito eternamente giovane che caratterizza il cantante. I più giovani erano giunti spinti da tanti condizionamenti, chi ascolta solo musica di una generazione passata, chi nella crescita si è lasciato influenzare dai gusti musicali dei genitori, ma anche chi ha riscoperto Edoardo Bennato e gli è piaciuto, perché la musica non ha età e i messaggi sono sempre validi. Ha sorpreso molto anche la presenza dei giovanissimi, adolescenti con un tifo da stadio che hanno supportato il cantante e si sono lasciati andare sulle note delle sue canzoni. Edoardo Bennato, dalle canzoni di Collodi ai testi attuali di “Pronti a salpare” Lo show è proseguito con l’esecuzione dell’album “Burattino senza fili 2017” che comprende una seconda registrazione dei successi legati al racconto di Collodi con l’aggiunta di qualche brano legato ad altri personaggio, come “Mastro Geppetto”, “Lucignolo” e “Che comico il Grillo Parlante”. Un viaggio nella vita e nella musica di Edoardo Bennato dagli intramontabili ai nuovi successi come “Pronti a salpare”; dalle leggere ed ironiche “canzonette” all’analisi del comportamento umano, dalle denunce sociali agli omaggi alla terra napoletana. Sul palco ad accompagnarlo Giuseppe Scarpato (chitarre), Raffaele Lopez (tastiere), Gennaro Porcelli (chitarre), Roberto Perrone (batteria) e Arduino Lopez (basso). Tra le diverse esecuzioni è stato lasciato spazio ai musicisti, che si sono esibiti in sorprendenti assoli di chitarra, basso e percussioni mandano in visibilio la platea. Le canzoni, i racconti, le spiegazioni dei brani e le esecuzioni musicali si sono alternati intrattenendo piacevolmente il pubblico per tutta la durata del concerto fino all’arrivo di “Pronti a salpare”. Questa canzone ha ricevuto molti riconoscimenti e in particolare il Premio Lunezia 2016 e il Premio Amnesty International Italia 2016. “Pronti a salpare” non si rivolge, come si potrebbe pensare, a chi fugge dalle guerre, dalla fame e […]

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