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Eroica Fenice

La Tag: Musica contiene 209 articoli

Cinema & Serie tv

Dalia de las Hadas, intervista ad Anna Mirabile e agli attori della serie

Dalia de las Hadas (Dalia delle fate) è una serie musicale per teenager scritta e diretta dalla giornalista, scrittrice e sceneggiatrice Anna Mirabile. In onda su La5 dall’11 Giugno, dal lunedì al venerdì alle 13:40, la fiction parla del sogno della giovane Dalia (Miriam Planas), abbandonata dalla madre adottiva a 4 anni e cresciuta con il padre Walter, di diventare una cantante. La serie, girata tra Buenos Aires e l’Italia, vanta un cast internazionale composto da un perfetto mix di attori già esperti ed affermati nel mondo della telenovela come Florencia Ortiz ( “Il mondo di Patty”, “Violetta”, “Esperanza mia”, “Somos familia”, “Muneca brava”), Sol Moreno (“Mujeres Asesinas”, “Peter Punk”, “Soy Luna”, “La Antena”), Paula Brasca (“Vite rubate”), Aida Flix (“El secreto de Puente Viejo”, “Gran Hotel”, “Matilde Navalón”) e Nicolas Maiques ( “Rebelde Way”, “Floricienta”, “Peter Punk”, “La Trinity”) che ha inoltre composto e scritto le canzoni in spagnolo della serie; e altri attori giovanissimi come il quindicenne Tiziano Colabucci alla sua prima esperienza in una telenovela musicale, Ian Lucas di 18 anni con già alle spalle esperienze in “Soy Luna” e “Once” e la stessa protagonista Miriam Planas, anche lei di 18 anni, che ha recitato in tre film: “Psychophony”, “Paranormal Xperience 3D”, “Barcelona nit d’estiu”. Il 2 Luglio, in occasione del PromoDay della serie alla libreria Open di Milano, abbiamo avuto l’occasione di intervistare telefonicamente Anna Mirabile e molti degli attori della serie. Ecco a voi. Dalia de las Hadas, intervista ad Anna Mirabile Lei è una giornalista professionista, scrittrice, produttrice, soggettista e una sceneggiatrice. Cosa l’ha spinta a realizzare una telenovela musicale come Dalia de las Hadas? Ho un trascorso di giornalista Rai dove sono rimasta fino al 2010, ma ho sempre coltivato questo sogno della telenovela teen. Ti posso raccontare un aneddoto su questo: quando ero piccola sul balcone di casa di mia madre, dove c’erano una serie di scope, avevo messo dei cartoncini con dei nomi a ogni scopa creando dei personaggi; e ogni giorno giravo una puntata di una telenovela. Per dirti quanto è antico questo sogno. Quindi, appena ho avuto l’opportunità di realizzare questa telenovela, l’ho voluta fare con gli attori che secondo me meglio la rappresentavano, quindi con l’Argentina in prima linea. Anche se poi la protagonista è spagnola e ci sono italiani, colombiani, peruviani… Però insomma, che l’Argentina fosse in prima linea era molto importante perché per me la telenovela è argentina. Rimanendo in tema telenovela, ci sono delle differenze o delle analogie tra la fiction italiana e quella sudamericana? Secondo me non c’è nessun collegamento perché la fiction italiana tende molto a rappresentare la realtà nei suoi aspetti anche più crudi, con un grande disincanto a volte. Mentre, la componente sudamericana, anche nelle serie tv più drammatiche, è sempre portata al trascendere la realtà: a vedere lo straordinario nell’ordinario. C’è molto più spazio per la fantasia e anche per la fede, la speranza e l’immaginazione. Diciamo che gli attori sudamericani hanno le briglie più sciolte, gli italiani invece sono più […]

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Musica

“Simply”, l’album d’esordio del giovanissimo Horus Black

Il nome fa pensare ad una rock-metal band, ma in realtà Horus Black è un giovanissimo, nonché italianissimo cantautore. Riccardo Sechi, questo il suo vero nome, è nato infatti a Genova nel 1999. Lo scorso 11 maggio è uscito il suo primo album dal titolo “Simply”, su etichetta Sonic Factory. Horus Black: gli anni ’50-’70 incontrano il pop contemporaneo         Se dovessimo utilizzare una sola parola per descrivere l’album di debutto di Horus Black, quella sarebbe “contaminazione”, sì, perché in “Simply” convivono atmosfere vintage che rimandano al rock’n’roll anni ’50 e a quello psichedelico anni’ 70 e alle atmosfere del pop contemporaneo. Sono evidenti infatti le influenze di diversi artisti che hanno fatto la storia della musica dalla seconda metà degli anni ’50 fino alla prima metà dei ’70: Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Tom Jones, i Rolling Stones, I Turtles, i Memphis Hornes, i Doors, i Led Zeppelin, i Queen. All’interno dell’album coabitano dunque diversi stili: rock’n’roll/rockabilly, funk, rock psichedelico, pop, ballate. Non mancano però anche influenze classiche. Questo è dovuto, ha spiegato Horus Black, al fatto “di essere figlio di due violinisti classici e nipote di un trombettista classico”. Classica è anche l’impostazione nel canto. Il modo di cantare di Riccardo Sechi ci riporta infatti indietro nel tempo e ricorda, in modo particolare, quello di Elvis. «Non sono un amante di sintetizzatori o suoni finti in quantità imbarazzanti – ha dichiarato il giovane cantante –  anche se nel caso siano usati in maniera giusta possono sicuramente aggiungere molto”. Simply è in definitiva un disco dal sapore antico ma che strizza l’occhio anche al “digitale” e, dunque, a sonorità più moderne. Il “vecchio” si mescola perfettamente al nuovo e il risultato è un’esplosione di classe e gusto. Simply: 10 entusiasmanti tracce                      Sono 10 in totale i brani che compongono la prima fatica discografica del giovane Riccardo Sechi. In apertura la traccia che dà il titolo all’album, “Simply”, un pezzo che racconta la fine di un’avventura d’amore. Il protagonista, rimasto solo, ancora innamorato, promette che resterà per sempre ad aspettare la lei che gli ha spezzato il cuore. A seguire “We are alone tonight”, un pezzo di stampo rock, dai suoni decisi e dall’energia dirompente. La terza traccia, “Lonely melody”, è una ballata dalla melodia struggente e malinconica, una “melodia solitaria” per parafrasare il titolo. Il brano racconta dell’impossibilità di raggiungere l’amore di una ragazza, perché quest’ultima è innamorata di un altro che però le procura solo dispiaceri. Il protagonista resta così nella sua solitudine e tutto ciò che può fare è cantare, gridando la sua disperazione. Si ritorna a ballare con “I know that you want”, un pezzo funky e dinamico grazie all’azione combinata di sezione ritmica, fiati, archi e coro. Si balla ancora con “Sophie”, un brano, tra i più travolgenti dell’album, che ci riporta alla fine degli anni ’50; lo stile è infatti quello tipico delle canzoni rock’n’roll/rockabilly dell’epoca. “Sophie – spiega il cantante genovese – è stata scritta in un periodo in cui un mio amico faceva […]

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Musica

Goodmorning Worldwide, Alien Army dal rap al reggae

“Goodmorning Worldwide“, LP della Alien Army, è uscito il 4 maggio sulle piattaforme digitali come Spotify, a breve sarà disponibile anche in copia fisica. La Alien Army è uno storico collettivo di DJ, nato nel 1996, ed attualmente composto da DjSkizo, Dj Tayone, Dj Zak SimoG, Chryverde, Dj 5l, DjFakser, Dj Mandrayq, Gruff e JohnType. Per questo disco ha collaborato con gli artisti Chapo, Darn, Davide Shorty, Forelock, Inoki Ness, Moder, Nasia Alzhanova, Zantena. L’album ha una forte impronta rap ed hip hop, dovuta ai trascorsi della maggior parte dei partecipanti. Chapo, Darn, Inoki Ness e Zantena fanno parte della crew Rap Pirata; Davide Shorty unisce rap e soul nei suoi lavori; Moder è un MC (Master of Ceremonies) e fondatore del gruppo rap Alleanze Scisse. Gli altri artisti invece hanno influenze diverse sull’album: Forelock si dedica al reggae mentre Nasia Alzhanova è una cantante R&B/Jazz. Grazie all’unione di stili diversi l’album è un viaggio tra sonorità diverse, sottolineato da una voce fuori campo che lo descrive come un viaggio in aereo, con tanto di turbolenze ed indicazioni del capitano. Alien Army e “Goodmorning Worldwide“, dieci tracce per un viaggio nella musica Dieci le tracce dell’album (Intro; Goodmorning Worldwide ft. Inoki Ness; Still Dream It ft. Davide Shorty; Always Different; Nella Notte ft. Davide Shorty, Inoki Ness, Chapo, Darn, Zantena; Moving On ft. Nasia Alzhanova; Come fi Murder ft. Forelock, Moder; Promossi ft. Chapo, Darn; Tempo ft. Davide Shorty, Inoki Ness; Alien Beats ft. Inoki Ness) per mezz’ora di durata. Goodmorning Worldwide: alcune tracce Apre l’album la traccia omonima, Goodmorning Worldwide, che fa parte del filone hip hop dell’album: base dell’Alien Army e rime multilingue di Inoki Ness. Ritmo martellante, trombe, scratching e suoni distorti per un brano che in fondo richiama la “vecchia scuola” del rap. Always Different invece è l’unico brano solamente della Alien Army, quasi un esercizio di stile alla consolle da DJ. Un esercizio però molto ben riuscito tra scratching onnipresente, distorsioni, effetti sonori ed un ritmo fluido che sottolineano la natura “diversa” del brano stesso e in generale di tutto l’album. Nella Notte fa parte dei brani rap, opera infatti dei membri della crew Rap Pirata, con parti più melodiche grazie a Davide Shorty. Predominano però le rime ad una discreta velocità su una base molto ritmica, con continui dialoghi tra la parte melodica e quella rap. Lo segue Moving On, dominato dalla voce calda ed avvolgente di Nasia Alzhanova, che immerge l’ascoltatore in un’atmosfera blues, velata da una leggera malinconia. Predomina la parte vocale nel brano, con una base discreta, che accompagna il canto senza mai oscurarlo od essere invadente. “Goodmorning Worldwide” alterna sonorità diverse, nate da un esperimento che prevedeva due settimane di collaborazione tra gli artisti ed ha invece portato ad un LP. Il risultato è molto particolare per la mescolanza dei diversi suoni (ad esempio rap e reggae in Come fi Murder) e non annoia mai l’ascoltatore.

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Interviste

Stefano Di Nucci racconta la sua Opera Postuma: “Elogio di una rinascita”

Dal 25 maggio è disponibile in tutti gli store e piattaforme streaming Opera Postuma (Giungla Dischi/Believe Digital), l’album che segna il debutto discografico del cantautore molisano Stefano Di Nucci. Il disco, contenente 10 tracce, è stato anticipato dal singolo “La Donna Eburnea”, in rotazione radiofonica dal 22 maggio. Le dicotomie di Stefano Di Nucci        Il cantautore molisano ama definire Opera Postuma un disco dicotomico, in quanto nell’album tutto è il contrario di tutto: l’inizio e la fine, il riso e il pianto, il bianco e il nero, la vita e la morte. Si tratta infatti di un album ricco di sfaccettature, di entità contrastanti che riescono a convivere tra loro, anche se con qualche difficoltà. Opera Postuma è un disco malinconico ma solare, aspro ma delicato. Musicoterapista di professione, cantautore per passione dal settembre 2013 – quando esordisce al concorso “Paint Your Voice” organizzato dalla Provincia di Campobasso – Di Nucci mostra ottime doti di musicista e autore e ci consegna un’opera interessante e originale, caratterizzata da sonorità e testi particolarmente ricercati che lasciano intuire il grande lavoro che c’è dietro questo disco di debutto, per il quale si è avvalso della collaborazione di Alberto Romano, Daniele Marinelli, Giorgio Lombardi e Marco Libertucci. Le musiche, che costituiscono la parte migliore dell’album, sono ben studiate e arrangiate. I testi, esilaranti e inconsueti, non sono mai banali. Di Nucci canta di amori finiti, di sentimenti, di musica, esprimendo ciò che ha da dire apertamente o tra le righe, con ironia, ma anche con un pizzico di cattiveria, con dolcezza ma al contempo con amarezza. Stefano Di Nucci parla della sua Opera Postuma: “il brutto che diventa bello”    Dopo aver preso parte all’iniziativa nazionale “Luigi Tenco, in qualche parte del mondo” nel 2016, l’anno successivo Stefano Di Nucci si aggiudica il primo posto della sezione “Nuove Proposte” al Premio nazionale Lunezia. A seguito della vittoria del Lunezia, il cantautore molisano avrà l’onore di aprire alcune tappe del tour estivo di Fabrizio Moro. Di questo e altro abbiamo parlato nell’intervista che segue. Come mai la scelta di dare al tuo primo disco il titolo di “Opera postuma”? Cosa puoi raccontarci di questo album? “Ci sono due motivazioni per questa scelta: la prima è che io lo trovo un titolo molto bello perché è molto brutto! È da quando sono piccolo che mi sento attratto dal concetto di “brutto”, sempre prendendo con le pinze il termine. Ad esempio adoro Bukowski, Carmelo Bene o la comicità di Massimo Ceccherini, perché credo siano capaci di mostrarti la miseria della persona facendolo bene. In questo modo il brutto diventa bello e lo trovo miracoloso. La seconda motivazione è che il titolo, seppure rimandi a un concetto di morte, è un elogio a una rinascita: se qualcuno è morto, quel qualcuno è il bimbo che è in me, quello che si porta con sé tanti errori fatti in passato che spero di non commettere più! Mi vedo cresciuto, rigenerato, quindi paradossalmente “Opera Postuma” è un messaggio positivo, felice. Generalmente il disco […]

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Musica

FIRST di Matthew S: il producer e dj veneto torna con INRI

Già intervistato da Eroica Fenice, promessa della musica elettronica e Best New Generation 2015 agli MTV Digital Days è il producer e dj veneto Matthew S (alias di Matteo Scapin), che torna pubblicando il suo primo LP. FIRST di Matthew S è in uscita dal 15 giugno per INRI. Il debut album contiene ben sei tracce oltre a due remix di DiscoBall, firmati da Amparø e lovewithme. FIRST di Matthew S, il debut album Nato dalla mente di Matthew, il disco ha richiesto la costruzione di rapporti di collaborazione ben ponderati per assecondare le perfette linee vocali dei brani. Touch, infatti, lanciato prima dell’uscita dell’intero album, è accarezzato dalla voce di Leiner Riflessi (ex Dear Jack), dando un tono più house e commerciale al pezzo. Il video è a cura di Daniele Sciolla e ne asseconda il ritmo con colori sgargianti, luminosi e sequenze di immagini rapide e fortemente emblematiche. Don’t Bring Me Down si sposa invece perfettamente con la voce di IVYE avvicinandosi maggiormente alla dance. Island non potrebbe trovare migliore madrina di Tullia Mantella, cantautrice vicentina, che ha prestato la propria voce per una traccia molto più avvolgente e perturbante. All’interno è presente la già conosciuta e apprezzata Inside come bonus track, EP lanciata nel 2016. D’altronde la musica elettronica è per Matthew S il modo di accostare più stili e più esperienze, dando vita a un prodotto decisamente originale. Persino la cover è un lavoro grafico capace di tradurre in immagini i diversi universi musicali all’interno di FIRST. Raindrops e Humor non fanno eccezione richiamando i ritmi con cui ci si è abituati ad associare Matthew S: coinvolgenti e dalle sonorità incalzanti sanno ben differenziarsi e costituire un lavoro originale nella loro individualità. La prima sembra caratterizzata proprio da gocce di pioggia, incessanti, che si riversano sul suolo creando una musicalità che ipnotizza; la seconda, invece, offre ritmi più umorali e cangevoli. Matthew S ha saputo sfruttare il proprio talento, mettendolo a disposizione di un nuovo e valido progetto da lui creato e prodotto. TRACKLIST:     Touch – ft. Leiner     Disco Ball     Raindrops     Humor     Don’t Bring Me Down – ft.IVYE     Island – ft.Tullia     Disco Ball (Amparø Remix)     Disco Ball (lovewithme Remix)     Inside (bonus track)

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Concerti

Accademia Musicale Europea in concerto

Si è svolto il 5 giugno 2018 presso il Palazzo Venezia (via Benedetto Croce 19, Napoli) il concerto degli allievi dell’Accademia Musicale Europea. La performance, che abbracciava intrattenimento e formazione, ha visto esibirsi bambine e bambini, ragazze e ragazzi, uniti dal sogno e la passione per la musica. Accademia Musicale Europea: il concerto tra musica classica e ritmica Durante il concerto, riprendendo le parole del Maestro Luciano Ruotolo, inteso come «una festa per valorizzare i talenti e la passione musicale», gli allievi hanno dato dimostrazione di ottime doti musicali, concentrandosi su diversi strumenti, come pianoforte e chitarra, e mantenendo sempre un fermo contatto con la tradizione napoletana tramite il mandolino. Non mancano tratti di sperimentalismo grazie alla sezione di musica ritmica, in cui, tenendo presente la scansione, appunto, del ritmo, ogni oggetto può diventare strumento musicale. In particolare, gli allievi, le cui età andavano dai dieci ai vent’anni circa, che si sono esibiti sono stati Niccolò Molteni (chitarra), Simone Iavarone (piano), Melissa Volpe (piano), Federico e Mattia Raimo (mandolino e chitarra), Maria Cristina Serio (piano), Rino Candela (chitarra), Lucas Isak (piano), Gabriella Intignano (piano) e Lorenzo Unich (piano). Tra i musicisti interpretati Mozart, Müller, Beethoven, Schubert, Cimarosa, Debussy e Chopin mostrando come la formazione degli allievi si basi, oltre che sull’esecuzione tecnica, anche sulla conoscenza della storia della musica. A tutto questo si sono accompagnate interpretazioni di canzoni cult moderne, come Every breath you take di Sting e Sweet Dreams degli Eurythmics. Ciò che è, comunque, emerso è la grande dedizione che hanno gli allievi per la musica, dalle classiche tecniche di esecuzione allo sperimentalismo musicale. Accademia Musicale Europea: il progetto L’Accademia Musicale Europea nasce in seno all’associazione culturale Mousikè, fondata dal soprano Romina Casucci e dal pianista Luciano Ruotolo. L’Accademia, che vede come insegnati Carla Senese (mandolino), Chiara De Sio Cesari e Federica Chello (violino), Riccardo Del Prete (chitarra), Giovani Pacenza (ritmica) e lo stesso Luciano Ruotolo (piano), ha lo scopo di divulgare la musica soprattutto presso le giovani menti e avvicinarle a questa complessa sfaccettatura dell’arte. Il valore formativo non si ferma ai corsi musicali o laboratori per i più piccoli. L’Accademia Musicale Europea ha anche lo scopo di preparare i giovani ad esami di ammissioni presso Conservatori; inoltre, essa accompagna i suoi allievi anche attraverso un percorso professionale musicale fatto di progetti e rassegne, che li porta fino in sala di registrazione, mostrando anche una panoramica del mondo del lavoro musicale. Una divulgazione che non è solo mera tecnica, ma conoscenza della musica classica e di tradizione, portando, dunque, avanti, come ha testimoniato il concerto, una vera e propria missione culturale.

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Musica

redisCOVERed: il nuovo album della cantante Judith Owen

redisCOVERed: il nuovo disco di Judith Owen Il 25 maggio scorso è uscito il nuovo album della cantante gallese Judith Owen pubblicato dalla Label Twanky Records: redisCOVERed. Il titolo scelto calza a pennello perché si tratta di un disco di cover con le quali Judith omaggia agli artisti che ha sempre amato e dai quali ha tratto ispirazione.   redisCOVERed: una raccolta di cover Sono dodici i brani che Judith ha voluto omaggiare con il suo disco, a partire dal primo, completamente diverso dal suo stile: Hotline Bling di Drake. La cantautrice lo presenta in maniera rivisitata, meno “hip pop” ma più intensa, meno veloce ma più nostalgica; l’album continua con il secondo brano, dove la voce carica e allegra della Owen riprende in maniera decisa le note di Shape of You di Ed Sheeran. Black Hole Sun dei Soundgarden è stato scelto da Judith Owen per rendere onore e omaggio a Chris Cornell e ha voluto farlo attraverso una rivisitazione più allegra della canzone perché «è la migliore canzone sulla depressione e sul vivere nell’oscurità che abbia mai sentito. Non era possibile rendere la canzone più oscura, così ho deciso di portare vivacità al suo interno, che è come mi sento sempre quando indosso la mia maschera di determinazione». Segue una bellissima rivisitazione del brano che negli anni 70 ha fatto scatenare centinaia di ragazzi sulle piste da ballo: Hot Stuff di Donna Summer. Di Joni Mitchell, la cantante inserisce due brani: Cherokee Louisee Ladies’ Man, conferendo da un lato profondità, dall’altro spensieratezza. L’album redisCOVERed prosegue con Can’t Stop The Feeling in cui le note determinate e movimentate di Justin Timberlake lasciano spazio a quelle romantiche proposte da Judith. In versione più dolce e con voce carezzevole, Judith rende omaggio ai Deed Purple (Smoke on the water), al celebre Grease (Summer night) e a Wild Cherry (Play That Funky Music). Chiudono l’album un classico della musica: Blackbird dei Beatles e Dream A Little Dream Of Me di Doris Day. Judith Owen con la raccolta redisCOVERed ha voluto rendere omaggio ad artisti che, per un motivo o per un altro, sentiva vicini a sé: «Nel corso degli anni tantissime persone, quando hanno ascoltato brani altrui interpretati da me in maniera insolita, mi hanno chiesto perché non pensassi ad incidere una raccolta di cover. Sia chiaro: non faccio karaoke. Non mi esibisco o canto musica a meno che non significhi qualcosa per me. Con questo disco volevo rendere queste canzoni importanti per me, trovare in loro la mia verità». E noi, attraverso le rivisitazioni a volte totali, altre meno, di Judith, possiamo cercare di trovare la nostra verità.

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Musica

Compilation Eroica #5, i migliori brani di Maggio

Bentornati nella nostra rubrica dedicata ai brani selezionati tra il meglio della musica campana del momento per consolidare il nostro legame con il territorio. Una piccola compilation creata apposta per voi lettori, per consigliarvi e guidarvi nel panorama musicale in continua espansione della nostra terra. Questo mese vi proponiamo tre singoli pieni di “napoletanità”. Ecco a voi. Compilation Eroica #5, Sisifo di Ventinove e Trenta feat. Ciccio Merolla Pubblicato il 25 maggio per l’etichetta discografica Full Heads, Sisifo è il nuovo singolo della band napoletana Ventinove e Trenta in collaborazione con il celebre percussionista Ciccio Merolla. Un titolo eloquente, nella mitologia greca, Sisifo era il più scaltro tra gli uomini: astuto e cinico. Il brano è infatti una sagace critica a chi non si fa scrupoli di coscienza per raggiungere i suoi obiettivi, avvalendosi di sotterfugi e scorciatoie. Costringendo, dunque, chi invece cerca di seguire un percorso corretto, a fare i salti mortali. La correttezza e il rispetto in questo modo non diventano motivo di dignità ma soltanto un enorme peso da portare con sé, proprio come il protagonista del video costretto a trascinare un enorme masso. Con un sound energico e vivace, che unisce blues e funk, i Ventinove e Trenta potrebbero scrivere una nuova pagina per il “Neapolitan Power”. “Ma sta chi nun se fa scrupole ‘e cuscienza/ e vò fernì primma ancora ‘e accummincià/ guapparia e pure cocche conoscenza/ frisco e profumato passa annanze e je me ‘nchiaveco a saglì//” Compilation Eroica #5, La leggenda del Superman napoletano di Tommaso Primo Dopo 3 anni dalla pubblicazione del suo primo album Fate, Sirene e Samurai, il cantautore napoletano Tommaso Primo ritorna con La leggenda del Superman napoletano. Un brano, pubblicato il 4 Maggio, che fa da anteprima all’uscita del suo nuovo disco targato Full Heads 3103. Il cantautore, con la leggerezza con cui si raccontano le favole, traspone il personaggio di Superman nella città di Napoli, immaginando la vita di un ipotetico Superman napoletano. È un Superman che appare molto meno scultoreo e senza quell’alone di epicità che avvolge il personaggio classico. Appare quasi buffo, un po’ arrangiato, ma nel suo piccolo comunque eroico, impegnato a risolvere i problemi dell’ordinaria quotidianità. “Si Superman fosse Napulitano/ se scetasse tutt’ ’e matine cu ‘o vient’ ’e mare/ e a chi le chiede ancora “Ma che ce staje a fa?”/ rispunnesse “è n’onore a essere nato ‘ccà”//” Compilation Eroica #5, E vivrò… di Mauro Di Domenico Concludiamo con E vivrò… brano inedito del chitarrista Mauro Di Domenico tratto da Essenza, il suo album di cover strumentali dei più famosi brani di Pino Daniele, pubblicato il 25 maggio per Forward Music Italy. Le sapienti dita di Mauro Di Domenico si muovono sinuose sulla tastiera della sua chitarra classica, plasmando, sopra un sottofondo di archi, una melodia che rimanda a Quando e Napul’è. Un elegante ed emozionante omaggio a chi Napoli l’ha saputa raccontare e suonare come pochi. Clicca qui per ascoltarlo.  

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Musica

Backstreet Boys 2.0: dopo il singolo del ritorno, in arrivo nuovo album e tour

Il 17 maggio 2018 è uscito Don’t go breaking my heart, il brano che riporta in auge una delle boy-band più amate degli anni Novanta: i Backstreet Boys. Il singolo anticipa l’arrivo di un nuovo album, che dovrebbe uscire il prossimo autunno. A 25 anni dal loro debutto e a cinque anni di distanza dal loro ultimo album, “In A World Like This”, nonostante gli anni e qualche chilo in più, i Backstreet Boys appaiono in gran forma e hanno ancora energia da vendere, come dimostra il videoclip del nuovo singolo e il video, divenuto virale, di una loro esibizione tenuta qualche settimana fa sulla nave da crociera “Backstreet Boys Cruise”, durante la quale hanno vestito i panni delle Spice Girls. Backstreet’s Back, operazione nostalgia Era la fine degli anni Novanta quando Nick Carter, Howie D., Brian Littrell, AJ McLean e Kevin Richardson facevano impazzire orde di ragazzine con le loro canzoni e i loro balletti ammiccanti. Come dimenticare hit quali Everybody (Backstreet’s Back), As long as you love me, Larger than life, I want it that way, Quit Playin’ Games (with my heart), incisa poi anche in italiano col titolo Non Puoi Lasciarmi così. Chiunque sia cresciuto negli anni 90’/2000 non può non ricordarle. Un successo planetario quello dei cinque ragazzi di Orlando, consacrato dall’album Millennium, pubblicato il 18 maggio 1999, che vendette 1,13 milioni di copie nella sua prima settimana e dominò le classifiche di tutto il mondo, piazzandosi in prima posizione in ben 25 nazioni. Nel dicembre dello stesso anno l’album fu certificato dalla RIAA 11 volte disco di Platino per aver venduto 11 milioni di copie negli Stati Uniti e 4 volte disco di Platino in Italia. Ma, come spesso accade a chi raggiunge in fretta il successo in giovanissima età, ben presto il gruppo conosce un periodo di crisi, a cui hanno contribuito, tra l’altro, i problemi personali dei componenti. Così, nel 2002, la band decide di prendersi una pausa  e i cinque si dedicano a progetti da solisti. Dopo tre anni di stop i Backstreet tornano con un nuovo singolo, Incomplete e un nuovo album “Never Gone”, che li riporta in vetta alle classifiche. Nel 2006 Kevin Richardson lascia il gruppo, ma i Backstreet Boys continuano a credere nel loro progetto, pubblicando nel 2007 “Unbreakable”, album che però non ottiene lo stesso successo del precedente. Seguirà “This is Us” (2009). Nel 2012 Kevin rientra nella band, in occasione dell’uscita della raccolta NKOTBSB. L’anno successivo il gruppo celebra 20 anni di carriera con un nuovo album “In a world like this”, l’ultimo prima del grande, atteso ritorno col singolo Don’t go breaking my heart. Oggi, data la non piú giovanissima età, forse non è il caso di continuare a definirli una boy-band, ma l’attitudine del gruppo ci sembra ancora quella degli inizi e, a giudicare dal successo dei loro ultimi live, anche la presa sul pubblico non è cambiata. Backstreet boys: nuovo album  e tour in arrivo L’uscita del singolo Don’t go breaking my heart preannuncia l’uscita […]

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Musica

Giraffe, il nuovo album di Alia, alias Alessandro Curcio

Si intitola Giraffe il nuovo disco del musicista bergamasco Alessandro Curcio, in arte Alia (ex frontman della band “Quarto Capitolo”), uscito lo scorso 25 maggio, per Pippola Music/Contempo Records. L’album, prodotto da Paolo Favati e Marco L. Lega, segna il ritorno discografico di Alia, a quattro anni dal debutto con “Asteroidi” (2014) e dopo la pubblicazione a dicembre 2016 del 45 giri digitale “La lista delle buone intenzioni”. Giraffe contiene dieci tracce inedite ed è stato anticipato lo scorso 11 maggio dal singolo che dà il titolo al lavoro, cantato in coppia con Patrizia Laquidara. Oltre a quest’ultima, il disco ospita diversi artisti: Giuliano Dottori, Cesare Malfatti, Francesca Messina / Femina Ridens, Martina Agnoletti dei Secondo Appartamento e l’attrice Elisabetta Salvatori. Giraffe: il pop retrò di Alia Difficile definire Giraffe in una sola parola e collocarlo in un genere ben preciso. È un disco pop, sì, ma un pop diverso da quello che costantemente arriva alle nostre orecchie; potremmo dire che quello proposto da Alia è un pop dal sapore retrò. Le atmosfere eleganti, poetiche e leggere di questo disco evocano infatti musica italiana d’altri tempi, grazie anche all’utilizzo di suoni prodotti dagli archi e dai fiati, che vanno poi ad incontrarsi con sonorità più moderne, elettroniche, ottenute grazie all’impiego del sintetizzatore. Giraffe può anche essere definito un disco femminile. Gran parte degli artisti che hanno preso parte all’album sono infatti donne: da Patrizia Laquidara, che duetta con Alia nella title-track a Femina Ridens in “Alessandra”; da Martina Agnoletti dei Secondo Appartamento (“Verso Santiago”) a Elisabetta Salvatori, che in “Sei donne” recita una poesia di Hilde Domin. Il punto di forza di Alia sta nel trattare temi importanti con leggerezza e una purezza quasi fanciullesca. La figura delle giraffe è utilizzata da Alessandro Curcio come metafora per guardare gli esseri umani da una prospettiva privilegiata, ossia dall’alto. Un punto di vista che, sia chiaro, non implica ruoli di superiorità, ma permette di osservare le cose con maggior trasparenza e il dovuto distacco. “Chissà cosa sentono lassù le giraffe. Chissà come vedono noi qui sotto, piccoli e sempre in cerca di qualcosa. Sospese fra il cielo e la terra, fra macrocosmo e microcosmo. Verticali come un’antenna, a captare segnali da un Oltre inconoscibile. Leggere nel passo elegante, come chi ha trovato una sua serenità sospesa. Né troppo in alto né troppo in basso. Ma anche capaci di arrivare a terra, a prendere le cose essenziali della vita”. Così l’artista spiega la scelta di intitolare il disco “Giraffe”. Le giraffe di Alia sono però di un colore insolito, rosa, come mostra la retrocopertina dell’album, ad opera della pittrice Sheila Massellucci. Giraffe: track by track Il disco si apre con “L’attraverso”, un brano dall’animo funk che rappresenta un invito a prendere consapevolezza del fatto che l’uomo appartenga alla natura, da cui viene attraversato. “La vita – spiega Alia – ci attraversa e noi siamo parte di un universo, di una Storia, che sarà sempre più forte e più grande di noi”. È la spiritualità, invece, il tema della title-track “Giraffe”; solo attraverso di essa, […]

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