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Eroica Fenice

La Tag: notizie curiose contiene 94 articoli

Culturalmente

Commedia dell’arte: storia e peculiarità

La commedia dell’arte: indagine sulla sua storia e sulle sue peculiarità. La commedia dell’arte, o commedia all’italiana, è un genere teatrale molto particolare, che si sviluppò in Italia a partire dal XVI secolo. È una tipologia teatrale definita appunto “particolare” in quanto si contraddistingue per l’assenza di un copione. Gli attori, otto uomini e due donne, basavano la propria interpretazione su un canovaccio (trama) e improvvisavano in scena, seguendo le regole di quella che oggi viene chiamata ‘recitazione a soggetto’. La commedia dell’arte si è sviluppata con successo, fino agli anni della cosiddetta riforma goldoniana, quindi fino alla metà del XVIII secolo. La peculiarità della commedia dell’arte era la forte empatia che si instaurava tra gli attori e il pubblico che assisteva alle rappresentazioni; ogni persona si sentiva rappresentata e al contempo si divertiva a riconoscersi nei personaggi della scena. Quando nasce la Commedia dell’arte La prima volta che viene utilizzata la denominazione “commedia dell’arte” risale al 1750 ne Il teatro comico di Carlo Goldoni. In quest’opera, l’autore descrive quegli attori, professionisti, che recitano riempiendo la scena, usando delle maschere e improvvisando le loro parti ed usa la parola “arte” intesa come vera professione, mestiere, ovvero l’insieme di quanti esercitano tale attività-lavoro. La commedia dell’arte affonda le sue radici nella tradizione dei giullari medievali che, in occasione di ricorrenze o festività, allietavano corti e piazze con farse o barzellette, raccontate ed interpretate da attori solisti, in un modo abbastanza ridicolo e satirico. La funzione scenica degli attori della commedia dell’arte Nella commedia dell’arte, gli attori, oltre a saper recitare, dovevano dimostrare di avere doti in ambito musicale, scenico, acrobatico, affinché la recitazione non fosse un’azione scarna ma ogni personaggio diventasse interprete di una scena. L’arte che scaturisce da questa tipologia teatrale ha una forte funzione scenica, volta a mettere in rapporto, e al tempo stesso contrastare, gli aspetti propri della quotidianità, che sulla scena si susseguono e nei quali chi assiste, si riconosce. Una delle caratteristiche principali di tale commedia è la tipizzazione dei personaggi, ognuno dei quali si esprime mediante un linguaggio dialettale, con la lingua della propria regione di appartenenza; tutto ciò per abolire quella barriera che spesso intercorreva tra attori e pubblico. La commedia dell’arte andrà a sostituire, in Italia, “la commedia colta” per due secoli e si diffonderà rapidamente anche in Europa, influenzando poi altri autori come Molière e Shakespeare, che però indirizzeranno il teatro verso altre direzioni. Molti degli attori della commedia dell’arte si travestivano da Arlecchino, Brighella, Pulcinella, Pantalone, Rugantino, Capitan Fracassa, riscuotendo molto successo alle corti di Londra, di Pietroburgo, di Madrid, di Parigi e di Vienna. Quando recitavano, gli attori si esprimevano con la mimica dell’intero corpo; alcuni di essi erano soliti indossare una maschera che copriva la parte superiore del volto, ma che lasciava libera la bocca. La commedia dell’arte, col passare del tempo, è diventata troppo scontata e ripetitiva, motivo per il quale è stata poi soppiantata da altri generi teatrali, certamente più moderni, e con una serie di elementi fondamentali, […]

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Cucina & Salute

Smettere di fumare, come farlo e quali sono i benefici

Recenti studi affermano che i fumatori in Italia aumentano sempre più, nonostante siano ben chiari i rischi legati al fumo e le relative patologie indotte da esso crescano a dismisura. Smettere di fumare non è semplice, ma esistono dei metodi alternativi che aiutano ad affrontare tale percorso. Presupposto fondamentale per poterci riuscire è prepararsi a tale passo, con grande anticipo, creando una sorta di tabella che comprenda tutte le strategie utili a concentrarsi sull’obbiettivo, soprattutto per non scoraggiarsi o demotivarsi. È importante scegliere una data entro la quale smettere definitivamente di fumare; molti fumatori, solitamente, concentrano l’azione in un arco temporale di due settimane, durante le quali bisognerà prepararsi psicologicamente a compiere tale passo. Sono da evitare quei giorni particolarmente frenetici, nei quali si hanno molte attività da svolgere e si tende ad essere più stressati; tutte situazioni e circostanze che aumentano nella persona  la tentazione di accendere una sigaretta. Altro fattore da non sottovalutare, per smettere di fumare, è la vicinanza di persone care, che possano motivare e quindi aiutare a compiere definitivamente e senza ripensamenti, questo passo. Ad esempio, informare la propria famiglia rispetto a questa decisione, magari un giorno prima rispetto al giorno prestabilito, è uno stimolo di notevole importanza. Questi sono alcuni dei passaggi cardine di una decisione così importante e soprattutto salutare. In quest’ottica, appare necessario sottolineare che, al di là di tutto, ciò che veramente conta è capire le motivazioni per le quali si decide di smettere di fumare. Bisognerà ricordare ogni giorno la propria decisione, come vettore verso il quale convergere. Uno dei problemi principali quando si smette di fumare, è quello dell’astinenza. Come risolvere l’annoso problema dell’astinenza? Le sigarette contengono nicotina, una sostanza che crea una fortissima dipendenza. Quando si smette di fumare, l’organismo ha bisogno di tempo, affinché possa abituarsi all’assenza di nicotina, e dunque, attraversa una vera e propria fase di astinenza. Un processo sicuramente spiacevole, con il quale bisogna necessariamente fare i conti, ma che è possibile superare con strategie opportune messe a punto prima di intraprendere tale strada.  Ad esempio, per gestire al meglio i sintomi propri dell’astinenza si può modificare il proprio stile di vita e ricorrere a farmaci blandi, molti dei quali sono in vendita in farmacia senza ricetta. Esistono inoltre alcune applicazioni (scaricabili sul proprio cellulare) e delle linee telefoniche alle quali rivolgersi. La voglia irrefrenabile di fumare, dura solitamente 5-10 minuti, durante i quali bisogna assolutamente distrarsi, affinchè la mente possa concentrarsi su altro. Bisogna ricordare, inoltre, che esistono dei gruppi di ascolto ai quali rivolgersi quando si decide di smettere di fumare. Capire se nella propria zona esistano gruppi di ascolto è semplice basterà chiedere al proprio medico di base. Smettere di fumare e sconfiggere la dipendenza da nicotina Quando un fumatore smette di fumare, dovrebbe tener presenti due aspetti fondamentali; non si tratta solo di sconfiggere una dipendenza, bensì due. La dipendenza da nicotina è doppia: da un lato essa è una dipendenza fisica (data dalle sostanze contenute nella sigaretta) e dall’altro è una dipendenza […]

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Culturalmente

Paesi dell’Unione Europea: quanti e quali sono

L’Unione Europea, o semplicemente UE, è un’organizzazione internazionale politica ed economica, che annovera attualmente 28 paesi membri, 27 non appena sarà formalizzata l’uscita del Regno Unito. I Paesi dell’Unione Europea coprono una superficie non particolarmente estesa, facendone la settima entità mondiale per estensione. Non tutti i paesi membri, però, fanno parte della zona euro, e altri ancora sono candidati per l’ingresso nell’Unione. Quali sono i Paesi dell’Unione Europea? I 28 paesi membri dell’Unione europea sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. Il Regno Unito, col referendum che si è tenuto lo scorso 23 giugno 2016, ha votato a favore della Brexit, ovvero per l’uscita dall’Europa. Si stima che l’Unione Europea conti al proprio interno, tra i 28 paesi che ne fanno parte, circa 503 milioni di abitanti, una percentuale molto bassa, soprattutto in riferimento alla popolazione mondiale e al numero abbastanza alto di Paesi membri e nonostante l’UE registri un prodotto interno lordo di notevole entità. I paesi fondatori dell’Unione europea sono l’Italia, il Lussemburgo, la Francia, il Belgio, i Paesi Bassi e la Germania, all’epoca ancora divisa tra parte ovest, aderente all’unione, e quella est nel blocco dell’Unione Sovietica. Quando è nata l’Unione Europea? L’Unione Europea nacque venticinque anni fa, con i trattati di Maastricht. Il trattato definitivo sull’Unione Europea venne firmato il 7 febbraio 1992 nella cittadina olandese di Maastricht dai dodici Paesi allora parte della CEE. Nel corso del tempo, l’UE è cresciuta sempre più e continua a crescere, anche grazie ai vari paesi che attendono di entrare a farne parte. I paesi al momento candidati sono: Turchia, Macedonia, Montenegro, Serbia e Albania. Nel 2010 anche l’Islanda si era candidata, per poi ritirarsi nel 2015. Un caso a parte è quello del Montenegro, che ha adottato unilateralmente l’euro già nel 2002, dal momento che prima lo stato aveva in vigore il marco tedesco L’ultimo Paese ad aver aderito all’Unione Europea è la Croazia, nel 2013.  

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Fun & Tech

Microsoft Office gratis se si è studenti

Microsoft Office gratis? Sí, se sei studente o insegnante Microsoft Office 365 Education comprende una varietà di servizi che consentono di collaborare e condividere i progetti scolastici ed include Office Online (Word, PowerPoint, Excel e OneNote), 1 TB di spazio di archiviazione di OneDrive, Yammer e siti di SharePoint. In tal modo le applicazioni principalmente utilizzate, come ad esempio Word o PowerPoint, possono essere reperite gratuitamente online, ed è possibile quindi scaricare direttamente dal proprio computer, documenti vari, oppure salvarli nello spazio di memoria virtuale del sito web Office. Anche se si decide di scaricare l’abbonamento direttamente sul proprio pc, la versione utilizzabile online è identica e facile da utilizzare. Tuttavia alcuni istituti consentono agli studenti di installare gratuitamente le versioni complete delle applicazioni di Office in un totale di 5 PC o Mac. Se il proprio istituto offre questo vantaggio aggiuntivo, apparirà il pulsante “Installa Office” nella home page di Office 365 dopo aver completato l’iscrizione. Come si fa ad avere Microsoft Office gratis? Naturalmente, per utilizzare Microsoft Office gratis è necessario che l’università o l’istituto scolastico che si frequentano abbiano aderito al programma di Microsoft Student Advantage (ma la maggior parte lo ha già fatto) e  occorrerà dare prova di essere effettivamente degli studenti. Farlo è facile, è possibile autenticarsi e quindi dimostrare di essere uno studente regolarmente iscritto, anche con l’e-mail personale fornita dall’università. Per usufruire di Office 365 basterà seguire le seguenti indicazioni: Innanzitutto bisognerà accedere alla Webmail studenti dal portale della propria università. Sarà poi necessario autenticarsi con codice fiscale e PIN (lo stesso PIN che si utilizza per l’accesso al Portale Studenti). All’interno della pagina web della posta elettronica, cliccare sull’ingranaggio in alto a destra per entrare nelle impostazioni del profilo. Cercare e cliccare la voce “Impostazioni delle app personali – Office 365”. Cliccare sulla voce “Software”. Selezionare Lingua e Versione. Verificare i requisiti di sistema e avvia l’installazione della versione più recente di Office cliccando su “Installa”. Infine, salvare l’eseguibile di Office 365 e installarlo. Microsoft Office 365 è già utilizzato da tanti studenti e sono numerosi gli atenei italiani, ma anche le scuole, che aderiscono. Una possibilità in più per gli studenti, nativi digitali, e anche per gli insegnanti, i quali potranno lavorare utilizzando il proprio computer e i servizi garantiti da Microsoft Office, innovativi e intuitivi. – Foto di: Webgeneration

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Attualità

Gli assorbenti in Italia sono un bene di lusso (il tartufo no)

Gli assorbenti in Italia sono un bene di lusso? | Riflessione Gli assorbenti, inutile dirlo, ci hanno letteralmente cambiato la vita. Pare che per noi donne, nell’antico Egitto, l’unica soluzione per quei cinque o sei giorni al mese di ciclo fossero le foglie di papiro, nell’antica Roma (e fino al Medioevo), invece,  un po’ di stoffa o di lana da lavare e rilavare. L’assorbente usa e getta fa la sua prima comparsa nella storia nel 1888 in America, ma per molti anni non fu accessibile a tutte le donne perché troppo costoso. Quando i prezzi diminuirono, le donne dovettero servirsi da sole nei negozi, mettendo i soldi in un’apposita scatola. Le mestruazioni, infatti, erano (e in molti Paesi lo sono ancora oggi) un vero e proprio tabù. Ma quanto costano, mediamente, le mestruazioni per una donna in Italia? Stimando l’inizio delle mestruazioni attorno ai 12 anni e la menopausa a 52 (il che significa circa 40 anni di fertilità), una donna ha mediamente 460 cicli mestruali in una vita. Ogni ciclo dura più o meno cinque giorni e l’assorbente viene cambiato ogni quattro ore. Una donna utilizza, quindi, circa 5 assorbenti al giorno e 25 nell’arco di un ciclo mestruale che, tradotti in una vita fertile, sono 11.500 assorbenti o tamponi. In Italia, una confezione di assorbenti esterni (di solito composta da dodici pezzi) costa circa tre euro, attestando a circa nove euro la spesa per ogni ciclo, 4.140 euro per una vita. Ma non è finita qui, perché le spese collaterali (come pillole, spirali, cerotti) per una donna sono di circa 2-300 euro all’anno, mentre quelle per analgesici e farmaci contro crampi, mal di testa e dolori articolari dovuti alle mestruazioni sono di circa mille euro. Gli assorbenti in Italia e nel mondo In Italia 21 milioni di donne utilizzano gli assorbenti e non possono farne a meno ma per la legge italiana non sono considerati beni di primaria necessità e sono tassati al 22%. Al contrario, invece, le scommesse o il gioco del lotto sono esenti da Iva; su latte e ortaggi (beni primari e deteriorabili) viene applicata l’aliquota al 4%, così come per gli occhiali, le protesi per l’udito, i volantini e i manifesti elettorali. L’Iva è ridotta al 10% anche per la carne, la birra, il cioccolato, il tartufo, le merendine, i francobolli da collezione e gli oggetti di antiquariato (che, in realtà, proprio indispensabili non sarebbero). Nel resto d’Europa, la Francia ha ridotto l’imposta per gli assorbenti dal 20% al 5,5%, l’Olanda e il Belgio al 6%, anche l’Inghilterra al 5,5%, mentre l’Irlanda, così come il Canada, l’hanno abolita del tutto. La Scozia, infine, sarà il primo Paese al mondo a garantire un accesso gratuito per le studentesse agli assorbenti all’interno di un piano che prevede un finanziamento di oltre 5,2 milioni di sterline. Alla fine dello scorso anno, sul web è stata lanciata una petizione per l’abbassamento della Tampon Tax al 4%.   Foto da TPI

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Attualità

Rabdomante o stregone d’acqua: chi è e cosa fa

Chi è un rabdomante? Il termine rabdomanzia deriva dal greco ραβδόμαντεία ed è una parola composta da rhábdos, che indica la verga, e mantéia, ossia divinazione. La rabdomanzia è quindi la pratica che consiste nel tentativo di trovare acqua o filoni di metalli nel sottosuolo, tramite l’utilizzo di un bastone di legno. Questo bastone, nel più classico dei casi, è a forma di Y ed è una sorta di amplificatore dei movimenti del corpo generati dalle radiazioni emesse da ciò che si sta cercando.Il rabdomante, questo sconosciuto Per chi non abbia mai sentito parlare di queste pratiche, l’arte della rabdomanzia sembrerà sicuramente qualcosa di assurdo. Infatti va ben precisato che questa pratica non ha alcun riscontro scientifico. Eppure la rabdomanzia è una pratica antichissima, già usata nel III millennio a.C. in Cina e in Egitto. Alcuni rabdomanti sono anche chiamati “stregoni d’acqua“; qualcuno afferma di poter trovare l’acqua anche sono guardando una mappa, avendo sviluppato il suo intuito con una lunga pratica. L’esercizio della rabdomanzia è da sempre radicato nell’agricoltura; i rabdomanti, per esempio, vengono pagati per cercare l’acqua nei periodi di siccità. Il rabdomante si serve di uno strumento ligneo, di solito una bacchetta biforcuta. Egli tiene la bacchetta per le due estremità e, interpretando le vibrazioni in essa emanate, è in grado di individuare i luoghi e la profondità alla quale si trovano acqua e metalli. Barney Turner, capo dei rabdomanti della Nor Cal (Northern California Dowsers), ha rilasciato un’intervista per Motherboard in cui ha spiegato che cos’è la rabdomanzia. Alla domanda «Cos’è esattamente un rabdomante?» lui ha risposto: «È una persona che ha sviluppato un intuito che gli permette di entrare in sintonia con le vibrazioni dell’acqua. Utilizzando bacchette a L o canne, possono sfruttare tale intuizione come indicatore per dire loro quando entrare in sintonia con quella particolare vibrazione che li porta all’acqua». Nel caso specifico di Turner, egli si fa inviare da chi è interessato a trovare l’acqua una mappa della propria terra. Lui pratica la cosiddetta “rabdomanzia mappale“: scorre con la sua bacchetta sulla mappa e capisce non solo dove c’è la presenza di acqua ma anche a che profondità si trova e la velocità con cui si può attingere. A questo punto se il diretto interessato vuole proseguire Turner si reca sul posto e provvede a dettare il punto in cui perforare.  Cosa serve per diventare un rabdomante?  La parola d’ordine è pratica. Secondo l’opinione dei rabdomanti ci vogliono alcuni anni per imparare la tecnica. Non si tratta di un’arte innata ma piuttosto di tanto esercizio. Tutti possono diventare rabdomanti.  Fondamentalmente bisogna trovare qualche istruttore o leggere qualche libro che spieghi il funzionamento del pendolo e dei vari strumenti che servono per diventare un rabdomante. Per esempio il bastone a Y va impugnato per i rami laterali tenendo i pugni chiusi con i pollici verso l’esterno; quando il rabdomante trova l’acqua la terza estremità della bacchetta oscilla e può addirittura compiere rotazioni complete dall’alto verso il basso o al contrario. Invece nel caso della bacchetta a […]

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Culturalmente

Decameron, le più belle novelle di Boccaccio

Novelle di Boccaccio, quali leggere assolutamente! Il Decameron è l’opera più celebre di Giovanni Boccaccio, tra le più lette e studiate dagli studenti italiani. Giovanni Boccaccio, nel 1349 inizia a scrivere il Decameron, concluso probabilmente intorno al 1351, un tempo relativamente breve per un’opera così ampia e complessa. La struttura è di tipo circolare: il Decameron è raccolta di cento novelle inserite in una cornice narrativa, che prende le mosse da un tragico fatto storico. Per sfuggire alla peste del 1348, che aveva ucciso il padre dello scrittore, un gruppo di dieci amici si rifugia in una villa fuori Firenze. Sette donne e tre uomini trascorrono dieci giornate (da cui il titolo dell’opera) intrattenendosi vicendevolmente con una serie di racconti narrati a turno. Un personaggio alla volta è infatti eletto re della giornata, con il compito di proporre un argomento che gli altri narratori sono tenuti a rispettare. Ogni novella presenta un tema e delle connotazioni proprie, che rispecchiano la struttura narrativa e complessiva del Decameron. Ogni novella racchiude in sé una propria bellezza, data dai temi e dagli argomenti trattati, che si susseguono uno dopo l’altro. Alcune novelle di Boccaccio da non perdere Tra le novelle di Boccaccio più belle, sicuramente possiamo menzionarne una della seconda giornata, raccontata da Filomena, intitolata “Andreuccio da Perugia”. La novella s’incentra sulla figura di Andreuccio, un mercante napoletano la cui storia sventurata si conclude bene, nonostante una serie di peripezie. Con le peripezie d’Andreuccio si scopre la vita nascosta di Napoli. La città viene descritta minuziosamente da Boccaccio che la colloca e descrive con le peculiarità tipiche dell’estate. Il percorso fatto da Andreuccio è una sorta di percorso d’iniziazione, che passa attraverso sentimenti di delusione, rabbia e poi soddisfazione. La novella è un susseguirsi di colpi di scena e risulta essere molto dinamica, ma soprattutto di facile comprensione. Un’altra novella da citare tra le più belle, è senza dubbio quella incentrata sulla figura di Federico degli Alberighi, (nona novella, quinta giornata) dal quale essa prende il nome; il narratore è Dioneo, il quale invita gli uomini ad amare spontaneamente, senza consentire alla fortuna di intervenire a guidare le proprie azioni. La novella presenta una struttura molto simmetrica, dove ogni vicenda assume un significato simbolico ben preciso. La vicenda richiama un’esemplare caso di trasformazione delle condizioni di vita dei personaggi e ribaltamento dei valori a cui i singoli personaggi si sentono legati. Gli argomenti del Decameron sono di carattere diverso: ad esempio, nella seconda giornata si raccontano avventure a lieto fine, nella quarta si tratta degli amori infelici, mentre la quinta è dedicata alla felicità che premia gli amanti dopo che hanno superato particolari difficoltà. È questo il caso, della novella intitolata Chichibìo cuoco, (quarta novella, sesta giornata) raccontata da Neifele. Chichibìo è uno sciocco cuoco veneziano al servizio del banchiere fiorentino Currado Gianfigliazzi. Il tutto è reso comico grazie all’uso della dialettica tra le classi e la battuta pronta di Chichibìo. La novella in questione, mostra la dialettica differente che si instaurava tra […]

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Cucina & Salute

5 piatti di Natale: la tradizione a tavola

I 5 piatti di Natale della tradizione scelti dalla nostra redazione Il Natale è finalmente alle porte, con le sue rituali promesse di shopping sfrenato, regali, atmosfere suggestive che ci restituiscono l’infanzia… E ovviamente tanto buon cibo! Natale è ogni anno sinonimo di rinnovato buonumore, di condivisione e di nuovi propositi in cui riporre fiducia. Ma Natale è anche luogo di tradizioni da rispolverare. E quale tradizione è più piacevole da riscoprire se non quella che si fa portare a tavola? 5 piatti di Natale: ecco le nostre proposte 1. La minestra maritata Il primo piatto dei nostri 5 piatti di Natale sarà tipicamente napoletano. La minestra maritata è una ricetta antichissima della cucina popolare partenopea. Il nome deriva dal fatto che carne e verdure si “maritano” in un equilibrio impeccabile e saporito, garantito dal brodo. La preparazione della minestra, infatti, comincia dal brodo: in una pentola si versa acqua, una cipolla tagliata, una gamba di sedano, un pizzico di sale e olio extravergine d’oliva quanto basta. Si aggiungono le carni necessarie a rendere così saporita la minestra maritata, cioè carne di manzo, pollo e salsicce di maiale. Le salsicce piccanti, le cosiddette nnoglie, risultano il must per insaporire la minestra. Le carni vanno prima cotte separatamente, per tipi. Il brodo di carne sarà pronto dopo un’ora, ma più tempo richiede la preparazione delle verdure, che consistono in scarole, cime di rapa, broccoli, verza, cicoria, e quindi si consiglia di cominciare a cucinarle il giorno prima. Come si cucinano le verdure? Lavandole, pulendole e lessandole, poi aggiungendole al brodo di carne. Si riprende la cottura per stufare le carni sommerse dalle verdure, fino a quando non saranno tenere, a coperchio chiuso. La minestra è pronta per essere gustata, in accompagnamento a dei crostini di pane raffermo. 2.L’insalata di rinforzo Il secondo piatto che presenteremo fa parte ancora della tradizione napoletana: è la celebre insalata di rinforzo, che rendono di nuovo protagoniste le verdure. In particolare, si prepara con un cavolfiore, olive nere, acciughe, cetrioli, capperi e le immancabili papaccelle, tradizionali nella cucina campana. Questa combo sensazionale verrà condita con olio extravergine d’oliva, aceto e vino rosso. Perché viene chiamata proprio “insalata di rinforzo”? Le ipotesi a riguardo sono più di una. Una è che il termine “rinforzo” faccia riferimento all’ingrediente essenziale della pietanza, cioè l’aceto, che ne “rinforza” il sapore. Un’altra, invece, ricorda che il cenone della Vigilia, per il quale l’insalata veniva tradizionalmente preparata, era in origine povero e a base di pesce magro, e questa pietanza serviva a “rinforzare” tutte le altre. 3.I cappelletti romagnoli Per il terzo piatto che presenteremo tra i nostri 5 piatti di Natale, ci spostiamo un po’ più a Nord, precisamente in Emilia Romagna, dove uno dei pezzi forti della cucina natalizia è rappresentato dai cappelletti romagnoli in brodo. Un piatto caldo, avvolgente e tutto artigianale. La preparazione dei cappelletti comprende i seguenti ingredienti: farina, uova, petto di pollo, ricotta, stracchino, burro, parmigiano e una scorza di limone. Strumenti di cui non si […]

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Cucina & Salute

Rimedi per il raffreddore: cinque soluzioni naturali

Rimedi per il raffreddore, ne abbiamo scelti 5 completamente naturali  Il raffreddore o rinite è un fastidioso “nemico” che soprattutto nelle stagioni fredde, colpisce moltissime persone. Naturalmente non è una patologia grave, ma starnuti, naso chiuso, occhi rossi, mal di testa, sono piuttosto fastidiosi e chiunque vorrebbe che passassero subito. Esistono diversi rimedi naturali per curarlo, che possono sostituirsi ai medicinali. I consigli più semplici sono quelli che si presume tutti conoscano, ossia, stare al caldo, riposare e bere molta acqua, ma anche latte caldo con miele, brodi o minestre. Oltre a seguire queste banali indicazioni, esistono però, dei veri e propri consigli naturali. Abbiamo stilato una classifica che menziona i cinque rimedi più efficaci e più utilizzati dagli italiani, quando sono raffreddati. Classifica dei cinque rimedi per il raffreddore naturali più conosciuti Al primo posto dei rimedi per il raffreddore citiamo un alimento utilizzato in cucina, ossia il sale; naturalmente non è da bere, bensì da inalare, magari aiutandosi con delle siringhe di plastica, nelle narici. Certo, la sensazione non è delle migliori, ma il risultato è molto efficace; tale rimedio, si sostituisce alle varie soluzioni saline spray esistenti in commercio, e decongestiona rapidamente le vie respiratorie. Al secondo posto, un altro rimedio naturale a base di aglio, limone, acqua calda e un cucchiaino di miele. Un rimedio molto antico, che si sussegue da generazione a generazione. Preparare questo “sciroppo” è semplice, basterà mescolare per bene il succo di un limone, con lo spicchio d’aglio tritato, il miele e un pochino di acqua calda. Da bere 2 o 3 volte al giorno per tutta la durata dei sintomi. Si presume non abbia un sapore gradevole, ma in tanti raccontano di averlo sperimentato personalmente e di averne tratto beneficio. Ricordiamo che il raffreddore è una malattia virale che colpisce le vie aeree superiori, e talvolta anche quelle inferiori, con insorgenza di mal di gola e tosse. Proprio a questo proposito, se dovesse insorgere il mal di gola, un altro rimedio naturale, (il terzo) sono i gargarismi alla salvia, ma anche con acqua tiepida salata, menta o limone. L’importante è farli più volte al giorno, in modo da ridurre l’infezione. Una caratteristica importante di questi composti creati con elementi naturali, è che essi possono essere conservati, chiusi ermeticamente, in frigorifero, per 2-3 giorni e quindi riutilizzati giorno per giorno. Soprattutto se si utilizza la salvia, il liquido ottenuto per infusione, può essere conservato all’interno di un barattolo, anche per 5 giorni. Naturalmente le tisane possono essere tutte utili, in caso di raffreddore, in quanto le bevande calde aiutano la fluidificazione dei muchi e quindi liberano le vie respiratorie. Per chi, non ama il tè, un effetto simile lo si può ottenere, bevendo ad esempio zuppe calde, tisane, caffè solubile, ma anche semplicemente acqua calda. Al quarto posto bisogna menzionare lo zenzero, come ottimo alleato per la cura del raffreddore e non solo. Molte persone conoscono i benefici derivanti dallo zenzero, che può essere consumato sia fresco, a pezzettini, sia in polvere, e […]

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Culturalmente

Gallerie d’arte moderna: le più belle in Italia

L’Italia è famosa in tutto il mondo per il suo eccezionale patrimonio artistico. Ogni giorni, infatti, i nostri musei accolgono milioni di turisti da ogni parte del mondo. Per visitare i musei e le gallerie d’arte moderna in Italia c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Tuttavia proponiamo di seguito una lista delle cinque gallerie italiane più belle e importanti che ospitano delle collezioni permanenti di arte moderna e contemporanea. Gallerie d’arte moderna in Italia: al primo posto la Galleria Nazionale di Roma La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, aperta a Roma nel 1883, custodisce la più ampia collezione d’arte moderna e contemporanea in Italia. Essa accoglie circa 20.000 opere tra dipinti, disegni, sculture e installazioni che testimoniano le principali correnti artistiche dall’Ottocento ai nostri giorni. Questa galleria è l’unico museo nazionale dedicato interamente all’arte moderna. Nasce nel 1883, pochi anni dopo la costituzione del giovane stato italiano. La prima sede della Galleria fu il palazzo delle Esposizioni di via Nazionale. Ben presto questo si rivelò insufficiente ad accogliere il grande numero di opere sempre in aumento. L’Esposizione internazionale di Roma del 1911 fu l’occasione per costruire a Valle Giulia l’edificio attuale – progettato da Cesare Bazzani – come sede stabile della Galleria. L’attuale sede del museo è stata progressivamente ampliata per accogliere il crescente numero di opere d’arte che vi affluiva. Tra le mostre più importanti ospitate dalla Galleria Nazionale ricordiamo quella del 1953 su Picasso, del 1956 su Mondrian, del 1958 su Pollock, e l’esposizione nel 1959 del grande sacco di Burri. In quest’opera di innovazione culturale la sovrintendente Palma Bucarelli ebbe al suo fianco i critici e storici dell’arte Giulio Carlo Argan e Cesare Brandi. Nell’ottobre 2016 viene inaugurato il nuovo allestimento della galleria, basato su un progetto originale che, riducendo il numero delle opere in esposizione, introduce la chiave di lettura “Time is out of joint.”: un tempo sospeso che si sostituisce alla tradizionale lettura cronologica. Tra le numerose opere spiccano quelle degli italiani Canova, Hayez, Fattori, Medardo Rosso, dei grandi maestri francesi Courbet, Rodin, Degas, Van Gogh, Monet, Duchamp, di esponenti dell’espressionismo astratto americano come Pollock, e ancora di Burri, Fontana, Arnaldo Pomodoro, Schifano e così via. Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino (GAM Torino) Tra le gallerie d’arte moderna più importanti d’Italia c’è senza dubbio la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (anche conosciuta come GAM Torino) ubicata in via Magenta 31. La galleria fu fondata attorno al 1891-95. Ospita collezioni artistiche permanenti dell’Ottocento e del Novecento. Si può dire che questo museo abbia fatto la storia dell’arte moderna in Italia. Torino è stata infatti la prima città in Italia a promuovere una raccolta pubblica di arte moderna. Infatti la collezione di Arte Moderna da parte di questa città ebbe inizio fin dalla fondazione del Museo Civico nel 1863. Tale collezione aveva sede in un edificio presso la Mole Antonelliana. Dal 1895 al 1942 fu esposta in un padiglione in Corso Siccardi (ora Corso Galileo Ferraris). Quando questo padiglione rimase distrutto durante i bombardamenti della II Guerra […]

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