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Eroica Fenice

La Tag: recensione libri contiene 258 articoli

Libri

Helga Glaesener, l’ultimo romanzo: L’eredità della Papessa

L’eredità della Papessa è l’ultimo romanzo della scrittrice tedesca Helga Glaesener pubblicato da Newton Compton Editori; la matematica prestata alla narrativa storica ci regala una nuova avvincente avventura che affonda le radici nell’antica leggenda medievale della Papessa Giovanna, la leggendaria donna di origini inglesi che, grazie ai suoi abili travestimenti, avrebbe occupato il soglio pontificio dal 853 al 855 d.C. con il nome di Papa Giovanni VIII. Protagonista del romanzo di Helga Glaesener è una giovane schiava di nome Freya che vive in Danimarca insieme alla sorella, a seguito del rapimento della madre da parte dei Vichinghi danesi. Ma Freya non si rassegna al suo triste destino e decide di fuggire verso sud insieme alla sorella alla ricerca del nonno Gerold, l’unico che possa offrire loro protezione e strapparle alla misera condizione di schiavitù. Il viaggio riserva alle due giovani innumerevoli avversità e l’amara delusione di scoprire, una volta giunte a Dorstadt, che il nonno materno è partito da tempo alla volta di Roma dove è diventato comandante della guardia pontificia al servizio di Papa Giovanni VIII. Freya si rimette, dunque, in cammino, questa volta senza la compagnia della sorella, e sotto mentite spoglie riesce a raggiungere la città eterna e a ritrovare il nonno Gerold. Il ricongiungimento con il nonno materno è tuttavia per Freya un effimero successo; poco dopo aver ritrovato Gerold, Freya è infatti costretta ad assistere al suo assassinio. Papa Giovanni VIII e Gerold vengono aggrediti e assassinati dalla folla durante una processione e la vera identità del Santo Padre viene svelata: il Papa è in realtà una donna che al momento dell’assassinio aspettava un figlio dall’amante Gerold. Ancora una volta Freya sarà costretta a prendere in mano le redini del suo destino e, sola contro un potere più forte di lei, cercherà di smascherare il vero volto degli assassini di suo nonno e della Papessa Giovanna. L’eredità della Papessa è un romanzo avvincente che accompagna il lettore in un viaggio rocambolesco e avventuroso, sulle tracce di personaggi sospesi a metà strada tra storia e leggenda. Con la sua abile e intensa narrazione, Helda Glaesener riesce mirabilmente nell’intento principe di ogni scrittore di romanzi storici: quello di far rivivere con intensità e realismo atmosfere lontane nel tempo, scenari perduti e personaggi mitici. Ne L’eredità della Papessa si percepisce ad ogni pagina il segno dei tempi che fanno da sfondo alle avventure della giovane Freya: gli intrighi e l’atmosfera cupa di una Roma medievale sconvolta da tumulti e lotte di potere, il tragico destino di personaggi mitici, la violenza dei vincitori e la caparbietà di quanti, seppur nati sotto il segno dei vinti non si arrendono inermi all’ineluttabilità del loro destino.   Fonte immagine: Newton Compton Editore

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Lorenzo Bastioli, il nuovo romanzo: Istruzioni vocali

Istruzioni vocali è il nuovo libro di Lorenzo Bastioli, edito da Scatole Parlanti. «In una società dove la condizione umana si perde nel (talvolta esagerato) benessere della modernità, per vincere le imminenti elezioni comunali, un partito politico inventa un microchip sottocutaneo che permette di gestire il linguaggio dell’uomo. Da ciò scaturisce uno scenario che rende perfetta la comunicazione, all’interno del quale un ragazzo si mette alla ricerca di una donna scomparsa nel nulla, provocando una serie di eventi a catena. L’incursione, inaspettata di una forza onnisciente, desta ulteriore scompiglio nella già troppo alienata realtà, creando una visione piuttosto ambivalente, in cui tutto si mescola e si confonde.» Un libro estremamente interessante, la cui narrazione mescola realtà e sentori, verità e confusione, delineati da un linguaggio semplice e coinvolgente. Istruzioni vocali di Lorenzo Bastioli: tra verità, realtà e sistema Come sottolinea Lorenzo Bastioli, una serie di piccoli dettagli, spesso anche involontariamente, confondono, modellano e plasmano la volontà dell’uomo. Questo è quanto accade nel corso della narrazione, ogni piccola cosa sembra importante e forse lo è realmente, ma dopo poco è come se quella determinata cosa perdesse la propria identità, trasformandosi in altro, donando nuove emozioni, suggestioni e scatenando una serie di interrogativi. Il lettore non potrà fare altro che lasciarsi trasportare da quanto legge, in modo semplice, provando ad immedesimarsi nella storia, seguendo passo passo i vari procedimenti mentali, sociali, economici, razionali e non, che intessono la trama narrativa. Leggi, uomini, il cosiddetto Centro di comunicazione sociale, e persino le nubi in cielo, compongono i frammenti di un libro sicuramente ben strutturato, particolare, che offre una visione complessiva sul mondo a trecentosessanta gradi. Istruzioni vocali “detta” una serie di particolari ed elementi essenziali ai quali spesso non si fa riferimento, frequentemente inosservati o bistrattati. Ed è così che leggendo c’è tempo per riflettere, per pensare a quanto possano essere importanti alcune cose, e assolutamente insignificanti altre. Istruzioni vocali mette nero su bianco lo sviluppo delle facoltà umane insite in ogni individuo, con una narrazione che procede per tappe… o almeno così sembra. Inizialmente la narrazione si presenta chiara e lenta, costellata da tanti elementi (forse troppi) e si identifica con una serie di momenti collocati in successione, anche se non consequenziali. Dopo questa prima fase, il lettore sarà travolto da una serie di tasselli incatenati l’uno all’altro, che daranno dinamicità al romanzo. Ogni informazione, immagine che si prefigura attraverso il testo, personaggio, dal più umile al più ricco, è “impacchettata” in un vero e proprio setting, che crea una struttura globalmente logica ed interessante, che tiene viva l’attenzione alimentando la curiosità ad ogni capitolo. Il finale, dato da una serie di affermazioni, segue lo stesso andamento, percorrendo quanto l’autore scrive nel corso del romanzo, senza trascurare nulla ma in modo essenziale.   Immagine in evidenza: Scatole Parlanti

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Il mio indimenticabile amore francese: il nuovo libro di Lucy Coleman

Il mio indimenticabile amore francese è un libro di Lucy Coleman edito da Newton Compton Editori. Trama  “Improvvisamente single e disoccupata, Anna fugge nella casa dei genitori in Francia. Necessita di una pausa che possa ricaricarla e la suggestione dei panorami propri della campagna della Loira, sembrano fare al caso suo. La protagonista del romanzo, decide, dopo aver perso i capisaldi della propria vita, quelle che sembravano delle costanti certe e sicure, di prendere in mano la propria esistenza, dedicando del tempo a se stessa e lavorando nel B&B di famiglia. Lavorerà fianco a fianco con una persona che potrebbe rivelarsi speciale, forse un nuovo inizio, o semplicemente una verità che verrà a galla”. Il mio indimenticabile amore francese: nuove possibilità di crescita personale Un libro interessante e coinvolgente, scorrevole e facile da leggere. La trama, semplice e dettagliata, senza troppi giri di parole, cattura l’attenzione sin dall’inizio, così come la protagonista nella cui vicenda sentimentale è facile rispecchiarsi. Una storia che appassiona, scritta con forte enfasi, nel corso della quale diversi elementi arrivano a “scombussolare” l’apparente quiete. Nulla è come appare, e pagina dopo pagina il lettore ne sarà consapevole, trasportato da un fluire nitido e dinamico al tempo stesso, di parole, emozioni, suggestioni, vicende, rapporti interpersonali, luoghi incontaminati, colori e consapevolezze. Tema di fondamentale importanza, attorno al quale verte tutto il romanzo, è l’amore. Il mio indimenticabile amore francese, infatti,porta alla luce un sentimento colorato ma vero, senza artefatti. Non è un amore da favola, ma un amore che potrà far capire tante cose alla giovane protagonista, Anna. Il suo cuore potrà battere ancora, nonostante le ferite, che ovviamente col trascorrere del tempo, seppur dolorosamente, si rimargineranno. È un pò come accade leggendo un libro, magari in un momento delicato della propria vita. Il dolore non passa, ma grazie ad una nuova storia e personaggi, si impara ad andare oltre, immergendosi in un’altra realtà. Probabilmente è ciò che accadrà alla protagonista, e leggendo, si scopriranno tante cose, ma soprattutto verranno a galla tante verità che possono rivelarsi vicine ad ognuno di noi. Il mio indimenticabile amore francese è un libro ricco di tasselli, proprio come un puzzle; si compone pagina dopo pagina, con una concatenazione di elementi e personaggi perfettamente incastrati. Il filo conduttore, si capirà sin da subito, è uno solo; i personaggi principali due, o forse più, ma saranno da scoprire e non sarà semplice. Spesso proprio dietro alla semplicità si nasconde qualcosa di complicato, e quindi essa si tramuta in apparenza. Sarà piacevole lasciarsi travolgere dalle vicende di Anna, personaggio principale che subirà una sorta di “metamorfosi”; decisa a cambiare la propria vita dopo due delusioni. Dunque, non una metamorfosi kafkiana, ma un cambiamento vero e proprio, una scelta consapevole che porterà la ragazza alla ricerca di un nuovo futuro. Accanto a lei probabilmente un amore, o che potrebbe sembrare tale, in un perfetto “gioco di dicotomie”, che danno vivacità alla narrazione. C’è sicuramente voglia di cambiare, di vivere, di fare e di provare nuove esperienze, […]

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Il grido della rosa: il nuovo romanzo di Alice Basso

Il grido della rosa è un avvincente romanzo dell’autrice Alice Basso, edito da Garzanti. Trama Torino, corre l’anno 1935. Da lì a qualche settimana uscirà il nuovo numero della rivista di gialli intitolata Saturnalia. Anita è intenta a svolgere, come sempre, il proprio lavoro di dattilografa, un’occupazione che ama, per diversi motivi, forse anche di natura sentimentale. Completamente immersa nelle storie che si appresta a scrivere, impegnata con qualcosa che la rende ancora più felice, poiché questa volta scriverà di protagoniste donne: donne detective, belle e affascinanti, certo, ma soprattutto brave quanto i colleghi maschi. Un vero sogno che si realizza, per lei che non sopporta le restrizioni proprie del regime fascista. Per lei, che costantemente ricerca indipendenza, uguaglianza, protezione per le ragazze madri che nella realtà nella quale vive sono fortemente bistrattate. A lei, che sa che quello che accade tra le pagine non può accadere nella realtà. E così, quando Gioia, una ragazza madre, viene trovata morta presso la villa dei genitori affidatari di suo figlio, nonostante per tutti si tratti solo di un incidente, Anita intuisce sin da subito che la situazione è ben diversa da come appaia. La giustizia può nascondersi nei luoghi più impensabili: persino fra le pagine di un libro. Il grido della rosa: tra desiderio di riscatto e verità Un libro ben strutturato, che sottolinea la forte conoscenza (e documentazione) storica dell’autrice, Alice Basso. La narrazione si tinge di storia, o meglio, si ambienta in un periodo particolarmente difficile, fatto di restrizioni, costrizioni ed ingiustizie, dove tutto sembrava “normale”, nonostante non fosse assolutamente tale. Nonostante la caratura “storica”, che viene fuori grazie ai diversi aneddoti e situazioni nelle quali è coinvolta non solo la protagonista del libro, ma anche i vari personaggi per così dire secondari, Il grido della rosa è un libro scorrevole, dallo stile semplice, che cattura l’attenzione senza troppe pretese. Ciò che più colpisce, oltre ovviamente alla trama vera e propria, che dà dinamismo al romanzo, è la caratura dei personaggi. Si legge della donna di classe, ma anche della prostituta, dell’intellettuale disincantato e di animi tormentati dai domi del regime fascista che inesorabilmente opprime qualsiasi forma di libertà. Alice, la protagonista principale de Il grido della rosa, può essere considerata un’eroina senza tempo, che con coraggio e dedizione, con impegno, procede spedita alla ricerca della verità, vivendo la propria quotidianità tormentata. Pagina dopo pagina, parola dopo parola, il lettore viene trasportato in un turbinio di elementi diversi, che denotano il cambiamento di Anita, e con lei cambia anche il ritmo della narrazione. Proprio come una boccata d’aria fresca in un afoso pomeriggio estivo. Alice Basso, ha scritto un libro multiforme, piacevole da “gustare”, grazie al quale lasciarsi trasportare. Anita sembra essere lo specchio dell’autrice, una sorta di simulacro, che non ha paura di combattere contro le ingiustizie del tempo, non abbassa la testa, non sta zitta. Chi la letto altri romanzi di Alice Basso può facilmente intuire il concetto: quella carica emotiva che contraddistingue ogni suo libro. Il grido della […]

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L’acqua del lago non è mai dolce, il sapore dell’adolescenza

L’acqua del lago non è mai dolce, edito Bompiani, è il terzo romanzo di Giulia Caminito. La giovane autrice romana, classe 1988, ha esordito con il romanzo La Grande A pubblicato presso Giunti nel 2016, ha ricevuto il Premio Bagutta opera prima e il Premio Brancati giovani, in seguito ha pubblicato nel 2019 Un giorno verrà edito Bompiani che ha vinto il Premio Fiesole Under40. L’acqua del lago non è mai dolce è uno dei romanzi finalisti al Premio Strega del 2021. L’acqua del lago non è mai dolce: trama del romanzo Nel suo romanzo, Giulia Caminito ci racconta la storia di Antonia la rossa, della sua grande famiglia e della residenza che non le viene riconosciuta, un seminterrato di nemmeno venti metri quadri che ha dovuto ripulire da blatte e siringhe, per donare una vita dignitosa ai propri figli. La voce narrante non è la sua ma quella di sua figlia. Non ci è dato conoscerne il suo nome ma la vediamo crescere nelle trecento pagine del romanzo, dall’infanzia fino all’età adulta; testimone e protagonista di una storia d’ingiustizia sociale, che mette a margine chi è povero, senza riconoscergli la possibilità di un riscatto. Sembra che la vita non abbia risparmiato nulla ad Antonia: rimane incinta e sola con un bambino da crescere, sposa un uomo che le ha dà altri tre figli, il quale lavora in nero e rimane disabile, senza poter attendere i bisogni familiari. Eppure, Antonia lotta e non smette mai, nemmeno quando le cose diventano insostenibili, ma riesce a ottenere una casa, lo fa per suo marito, per i suoi bambini, ma soprattutto per sua figlia, con il dovere morale di concederle una vita migliore della sua. Il lago di Bracciano fa da teatro alla crescita della vera e propria protagonista del romanzo, una ragazza spinta dalla madre a uscire dal ruolo che la vita le ha assegnato, a diventare una studentessa eccellente, una vorace divoratrice di libri –quelli giusti-, una brava ragazza che dovrà farsi valere e trovare un buon lavoro per non patire ciò che la madre e la sua famiglia hanno sofferto durante la loro vita. La lucida ferocia di chi è stato messo al margine La voce narrante è spinta dalla rabbia di chi si sente come un oggetto fuori posto, graffia la carta fin dalle prime pagine, s’ingrossa fino a strabordare, insostenibile, in apici di violenza che trascendono le parole e tracciano i confini di immagini aggressive e brutali che vedono come soggetto la protagonista stessa. Gli eccessi d’ira e la lucida ferocia sono temi fondamentali per il romanzo, esplodono durante l’adolescenza della protagonista per diventare sempre più furenti con il suo sentirsi messa da parte, non integrata, inadeguata in quel mondo che le è stato presentato dalla madre come la sua unica via di uscita. La vediamo muoversi sin dalle scuole medie verso la capitale con libri offerti da persone più ricche, romanzi presi in prestito dalla biblioteca, che non devono essere rovinati, accessori scolastici passati dal fratello maggiore, […]

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L’Atlante delle donne di Joni Seager e la mappa delle disparità

Nell’introduzione de L’atlante delle donne di Joni Saeger, edito da add editore (6a rist. 2021) nella traduzione di Florencia Di Stefano- Abichain, l’autrice definisce il libro «non solo un atlante del femminile», ma una «rimappatura del mondo, attraverso una lente che permette di guardare per davvero il mondo in cui le donne vivono». Joni Saeger, docente di Global Studies alla Bentley University di Boston e geografa esperta in politica ambientale femminista e economia politica, è anche consulente per le Nazioni Unite per le politiche ambientali e le statistiche di genere. Si definisce una ‘geografa femminista’ e nel suo Atlante spiega che femminismo significa «dare alle vite delle donne la stessa attenzione, curiosità e analisi che le vite degli uomini normalmente ricevono» e parlare genericamente di diritti umani significherebbe minimizzare la «specificità del problema di genere». Scriverne servendosi degli strumenti del geografo (dati, infografiche, cartine, mappe) le ha consentito di evidenziare contrasti e incoerenze, con l’auspicio che il lettore o meglio «nessuno, uomo o donna che sia dovrebbe fare a meno di questo libro» (Gloria Steinem, attivista femminista) e che questo testo, più che rispondere, stimoli domande. «La geografia è una disciplina meravigliosamente variegata da cui osservare il mondo», da un’intervista dell’autrice dell’Atlante delle donne al illibraio.it Diviso in 10 sezioni (compresa l’introduzione), l’Atlante delle donne è uno strumento facile da consultare anche grazie ad un accurato indice analitico e ad un ricco apparato bibliografico: Le donne nel mondo; Tenere le donne al loro posto; Diritti di nascita; Politica del corpo; Salute; Lavoro; Istruzione e connettività; Proprietà e povertà; Potere, in cui trovano spazio le nuove sezioni relative ai dati sul traffico sessuale, la pornografia e il rapporto con l’ambiente. Nonostante dalla prima edizione di questo Atlante (1986) siano stati registrati molti “successi”, la lista delle conquiste femminili è ancora breve e «nel mondo delle donne esistono pochi Paesi ‘sviluppati’». Gli Stati della CEDAW (al 2018), unico trattato globale sui diritti delle donne secondo cui i governi si impegnano a sviluppare politiche per eliminare le discriminazioni contro le donne, non hanno talvolta ratificato la firma e quindi non sono vincolati dallo stesso (Stati Uniti e Palau), ma esistono anche quattro Stati che non hanno né firmato né ratificato il documento (Sudan, Iran, Somalia e Tonga). Le donne subiscono restrizioni e discriminazioni in molti ambiti, misurate dal Global Gender Gap Index (sviluppato dal World Economic Forum) e dal Social Institution and Gender Index (elaborato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Le discriminazioni cominciano fin dalla nascita: nel mondo ci sarebbero tra i 117 e i 126 milioni di persone in più se non esistesse la preferenza per il figlio maschio (attualmente soprattutto in Albania, Montenegro e Vietnam). In alcuni paesi come India e Cina, ad esempio, si prediligono i bambini (la Corea del Sud ha invertito la proporzione negli ultimi 30 anni) e in molti paesi africani e asiatici avviene sia una selezione prenatale (con ultrasuoni) tramite aborto che postnatale del sesso, con un aumento degli infanticidi femminili (anche attraverso […]

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Tre mogli: il nuovo romanzo di Tarryn Fisher

Tre mogli è il nuovo romanzo di Tarryn Fisher, edito da Newton Compton editore. Trama: dettagli e personaggi “Il marito di Thursday, Seth, ha altre due mogli. Lei lo sa ma non le conosce, non sa nulla di loro e non sembra provare interesse per questo aspetto. L’unica cosa che sembrerebbe interessarle è l’amore per suo marito. In realtà tra loro c’è un patto: Thursday non tenterà mai di avvicinarsi alle altre due e in cambio avrà Seth tutto per sé una volta alla settimana. Un sacrificio che la donna accetta. Eppure, la curiosità sa essere più forte di qualsiasi promessa e quando Thursday trova tra i vestiti del marito una ricevuta con su scritto il nome di una di loro, decide di provare a mettersi in contatto con la fantomatica “Hannah”. Tre mogli è un thriller avvincente e coinvolgente, che lascia col fiato sospeso. La suspense accompagnerà il lettore sin dalle prime pagine, costellando il romanzo di sentimenti vari. Un mix di paranoie e manie, che non daranno tregua, come dei fulmini a ciel sereno. Tre mogli: un thriller che lascerà col fiato sospeso Probabilmente ciò che più colpirà il lettore è quel costante desiderio di verità. Sin da subito si freme per giungere ad una conclusione che possa in qualche modo spiegare cosa succede, perché e come. Apparentemente sembrerà tutto normale ma in realtà presto si scoprirà che così non è. Così come nella vita reale, nella quotidianità, dietro ad una finta apparenza, improvvisamente verranno alla luce aneddoti, situazioni, avvenimenti che stravolgeranno tutto. Ed è così che quell’equilibrio finto si perde. La protagonista, Thursday, è un personaggio piuttosto complicato, a tratti subdolo, che probabilmente si nasconde dietro ad un finto buonismo. Il fermento è tanto, l’andamento della narrazione è veloce, incalzante, fortemente ritmico. Tutto ammalia per poi stravolgere tremendamente, come il migliore dei thriller psicologici. Il romanzo è caratterizzato da vari elementi che man mano delimitano accuratamente il genere cui esso appartiene. Sembra quasi un’indagine, il cui finale e la risoluzione sono tutti da scoprire, tra stravolgimenti e ipotesi concatenate. Ricordiamo che i thriller sono sempre molto vicini alla realtà, anche se spesso si configurano come l’opposto: una volta terminati, non lasciano sussistere alcun dubbio sull’assenza di avvenimenti vari. Tre mogli è tutto questo ed altro ancora; rappresenta un viaggio nella psicologia (probabilmente malata) della protagonista; provare a ricostruire i tasselli di un puzzle non è facile, provare a farlo in modo razionale e logico risulta particolarmente difficile; bisogna fare particolare attenzione a tutti i dettagli, anche i più piccoli ed insignificanti, e al contempo alle tante sfumature presenti nel romanzo. Si tratta di una storia fantastica, sebbene inventata, ma che permette di riflettere su quanto possa essere complicata la sfera psicologica delle persone. La complessa psicologia di un romanzo Il “tessuto narrativo” si basa su una serie di filamenti testuali, linguistici ma anche argomentativi, differenti. Il concetto principale è quello dell’amore, di quanto possa far male un sentimento apparentemente bello e di come la sua mancanza si […]

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Il principio della rana: individuo, massa, collettività

Il principio della rana è un testo scritto da Tiziana Cristiano per la casa editrice Scatole parlanti e tratto da un cortometraggio della stessa autrice dal titolo Lo sfratto. Il principio della rana: il testo Preso così, da solo, questo titolo può sembrare abbastanza enigmatico eppure alla mente riporta subito una simile dicitura: il principio della rana bollita di Noam Chomsky. Se l’autrice ne abbia fatto menzione diretta nel suo libro, lascio il “compito” di scoprirlo al lettore: ciò su cui vorrei riflettere seppur brevemente è il legame fra le due espressioni: il principio della rana e il principio della rana bollita. In un testo saggistico sull’influsso dei media sulla collettività, lo studioso Noam Chomsky utilizza la metafora della “rana bollita”; il principio suona più o meno così: se si immergesse una rana in una pentola con acqua bollente tale per cui lo sbalzo termico fra il corpo della rana e la temperatura dell’acqua fosse elevato, allora la rana “con un colpo di coda” salterebbe fuori, proverebbe ossia in tutti i modi a fuggire per salvarsi; al contrario, se la rana fosse messa in una pentola con dell’acqua fredda che solo lentamente viene riscaldata e poco a poco rendendo l’acqua fredda dapprima tiepida, poi più calda e infine bollente, la rana non avrebbe più la stessa forza di saltar fuori perché i passaggi intermedi – tepore, primo caldo – a cui era stata sottoposta e a cui si era abituata tollerando il disagio, l’avrebbero resa “mansueta” e incapace di reagire persino allo scopo della propria sopravvivenza. Una sorta di “anestesia alla vita”, di potente veleno ma somministrato poco alla volta, in grado di ottundere il senso di sopravvivenza e rendere infine supini ad ogni decisione: passaggio questo dalla consistenza compatta ma eterogenea della collettività all’amorfa consistenza solida della massa, “manipolabile” e “manovrabile”; principio fra l’altro d’indagine della psicologia delle masse, del concetto di responsabilità diffusa e risvolto negativo e sinistro della positiva attitudine naturale all’adattamento al cambiamento oltre che dell’influenza del medium di massa posto in analisi da Noam Chomsky. Tiziana Cristiano con il suo Il principio della rana ci mostra questo: fin dove il cinismo di un uomo può spingersi contro altri uomini e fin dove la disperazione di un uomo può spingersi contro l’altro? La trama Ad un centro per anziani è stato imposto uno sfratto esecutivo. Dalle autorità competenti viene inviato un giovane Assessore che mostra poca propensione alla vicenda; in un primo colloquio chiesto dal Presidente del centro per anziani, l’Assessore mostra disinteresse totale alla causa e tutto appare come la quiete prima della tempesta: è la stessa autrice a segnalarlo con l’eloquente incipit del testo: «Emilio Canali sedeva dietro al tavolo degli oratori impettito, con le mani giunte in grembo. Nulla della sua postura faceva presagire ciò che sarebbe successo, né tantomeno l’agilità felina che avrebbe rivelato di lì a poco»; incipit eloquente e strategico: Tiziana Cristiano dilata la narrazione e scopre solo dopo diverse pagine da quel punto incipitario quale fosse “l’agilità felina” che […]

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Vuoti a perdere: recensione del testo della Montellassi

Vuoti a perdere è una recente raccolta di brevi testi – poche pagine ciascuno – scritta da Claudia Mantellassi e pubblicata per la casa editrice Augh! edizioni nella collana Frecce. Vuoti a perdere: il testo La raccolta Vuoti a perdere è in definitiva ciò che il titolo stesso preannuncia: «Una galleria di storie a perdere che, come i vuoti che non vengono restituiti, vanno a occupar inutilmente gli spazi […] figure minori di una contemporaneità dalle mille sfaccettature […] almeno fino a quando non trovano, da soli, il modo di venire a galla»: così la stessa autrice definisce il proprio testo, con poche parole e brevi frasi, asciutte e formate, che ben rendono il senso dei racconti. Storie strane ma entro la quotidianità, di personaggi minori, sconosciuti, che brulicano nel mondo, un mondo immaginario, solo immaginato da Claudia Mantellassi ma che benissimo aderisce al reale: la realtà fatta dai singoli, sconosciuti ai più, che sono il vero motore del mondo. La vita di ognuno è, esiste ed è vera a prescindere dalla “popolarità”: non sarà restituita ai secoli dalla fama ma non per questo non è degna d’essere, anzi. Claudia Mantellassi si rivolge proprio ad essi, a queste figure sconosciute ma pulsanti perché vive – per nulla imbalsamate da fatti o azioni passate ma tutte rivolte in un presente, per quanto purtroppo estemporaneo – e ai loro brevi e fugaci attimi di quotidianità: una scrittura di vuoti a perdere che, come la stessa autrice definisce in risvolto di copertina, occupa spazio. Realtà, si diceva, sostanza solida asciutta e formata del quotidiano, ma anche scintilla di magico, quid di fantastico: è questo il caso di alcuni brevi passaggi messi insieme dall’autrice in cui – il lettore vedrà e giudicherà – la ratio è confusa da svicoli e tangenti inaspettate: un attimo, un aire, un salto, un balzo, un soffio che per un attimo sembrano astrarre i personaggi dalle loro azioni in serie e in sequenze preordinate per regalare l’abbrivio del diverso, del fantastico, dell’immaginato. Da un terreno asciutto, compatto, formato, solido, a un pavimento scivoloso su cui per un attimo i personaggi si trovano – da saldamente ritti quali erano nei loro continuum abitudinari e nei loro modus quasi maniacali – a incespicare o scivolare ruzzolando lungo l’inaspettato. Claudia Mantellassi: l’autrice Claudia Mantellassi è una giornalista e comunicatrice; oltre ad aver scritto diversi articoli e testi sulla comunicazione, ha lavorato per varie emittenti televisive locali, per varie redazioni giornalistiche e diversi uffici stampa. Fonte immagine in evidenza: Augh! edizioni

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Quando il mondo era giovane: il nuovo libro di Carmen Korn

Quando il mondo era giovane è il nuovo romanzo dell’autrice Carmen Korn, edito da Fazi. Trama “Primo gennaio 1950: a Colonia, Amburgo e Sanremo si festeggia l’arrivo del nuovo decennio. Quello appena concluso ha lasciato delle enormi ferite, dentro e fuori. La casa di Gerda e Heinrich Aldenhoven a Colonia è stata distrutta e la galleria d’arte di Heinrich non è sufficiente per sfamare tutti. Ad Amburgo, invece, l’amica di Gerda, Elisabeth, e suo marito Kurt, nonostante non abbiano problemi di natura economica, sono preoccupati per il genero Joachim che non è ancora tornato dalla guerra. E infine Margareth, nata Aldenhoven, si è trasferita da Colonia a Sanremo. La vita al fianco del marito italiano sembra spensierata ma la presenza della suocera è piuttosto ingombrante… Ognuno festeggia il Capodanno ma, trascorso il giorno di festa, tutti sono afflitti dalla stessa domanda: cosa riserverà il futuro?”. L’ambito storico del romanzo è quello della Seconda guerra mondiale, epoca durante la quale si respirava una forte voglia di ricominciare, mista però ad un radicato senso di paura e preoccupazione. I protagonisti guardano al futuro, così come farebbe chiunque, ma con timore che quanto è precedentemente accaduto possa ripresentarsi. Allo stesso tempo però c’è voglia di riscatto, di rialzarsi in un’epoca non solo metaforicamente nuova ma che possa essere oggettivamente tale. Ciò che più colpisce del romanzo è la fitta ricostruzione storica che quasi accompagna i protagonisti del romanzo, con uno sguardo volto alla Germania post-bellica e uno alla situazione dell’Italia. In questo ambito ben definito, s’inseriscono due dei personaggi principali, Heirich, forte e tenace, e Margareth, figura psicologicamente complessa. Quando il mondo era giovane Tre famiglie tra Amburgo, Colonia e Sanremo, unite da un filo rosso tra casa ed amicizia, paure e timori, si muovono abilmente, incuriosendo il lettore, grazie alla penna della scrittrice Carmen Korn, soprannominata la Elena Ferrante tedesca. Un romanzo scorrevole e con una trama estremamente coinvolgente; la scrittura semplice dell’autrice coinvolge il lettore sin dalle prime pagine. Un mondo vero, la cui realtà è quasi tangibile, sembra catturare i lettori. Quei problemi, quelle ferite che spesso attanagliano il cuore e la mente, quella serie di preoccupazioni che frequentemente scombussolano la vita sono un pò di tutti. Sembrano appartenere a chiunque. Proprio in questa prospettiva familiare, tutto può mutare ed evolversi e quindi cambiare, in un “nuovo mondo” che si spera possa essere migliore di quello concluso.  Quando il mondo era giovane può essere considerato un vero e proprio romanzo storico, degno di nota e sorprendentemente vero. L’autrice abilmente sottolinea il carattere proprio del genere, con un intreccio narrativo che spesso sposta l’attenzione sull’identità familiare. Tutto ciò s’inserisce in un confluire di vicende ed avvenimenti, tra i quali matrimoni, amori, dissapori,  preoccupazioni, che danno ritmo al romanzo. Un carattere sicuramente innovativo e al contempo molto acuto, simbolo dell’esperienza della celebre scrittrice in questo campo, sono i colpi di scena di cui Quando il mondo era giovane è costellato. Scene di vita quotidiana, frammenti di realtà, all’interno e nel corso dei quali […]

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