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Eroica Fenice

La Tag: recensione contiene 32 articoli

Libri

Estranei, la storia di una famiglia contemporanea di Osaka Dolls

Scritto a quattro mani da Lorenzo Mazzoni e Massimo Di Gruso sotto il nome di Osaka Dolls, all’interno del progetto ThinkAbook, Estranei è un romanzo pubblicato da Koi Press. La storia della famiglia Spinelli, ha come ambientazione la periferia degradata della città di Milano. Franco, il padre, lavora di notte come netturbino; Alice, la madre, fa la parrucchiera per le vicine del quartiere; i loro figli gemelli, Caterina e Marco, sono due diciassettenni che si somigliano esteticamente ma sono caratterialmente all’opposto: lei, bellissima e popolare, lui trasandato ed emarginato. Ciascun personaggio, oltre a parlare di sé, esprime il proprio punto di vista sugli altri componenti del nucleo familiare e il quadro che ne esce fuori è quello di quattro individui che vivono soltanto sotto lo stesso tetto perché, di fatto, risultano essere dei perfetti estranei. Mancando la comunicazione tra di loro e visti il distacco e l’insofferenza che regnano sovrani tra le mura della casa che forzatamente condividono, tutti i protagonisti vivono delle seconde vite al suo esterno. Franco ha ormai perso da anni importanza agli occhi della moglie e dei figli che non lo considerano e cerca conforto nel rapporto, fatto solo di conversazioni, con una giovane prostituta dell’Est che vuole salvare togliendola dalla strada. Alice, insoddisfatta della vita matrimoniale, inizia una storia extraconiugale per la quale è pronta ad abbandonare i suoi cari pur di riappropriarsi della propria vita. Caterina usa la propria bellezza per ricevere regali e soldi da danarosi sconosciuti in cambio di sue foto erotiche ed è, all’apparenza, la più sicura. Marco, fragile e solo, crede di aver trovato la ragazza dei suoi sogni e di poter, finalmente, uscire dalla condizione di sfigato che lo tormenta da anni. Per tutti, alla fine, arriverà il momento di aprire gli occhi e prendere coscienza della situazione in cui realmente si trovano e le azioni dei singoli influenzeranno quelle della famiglia. Estranei  degli Osaka Dolls: una famiglia sotto esame Grazie a uno stile scorrevole, a una scrittura che va dritta al punto senza girare a vuoto intorno all’argomento trattato e a una trama cruda perché parla senza mezzi termini di una realtà a noi oggi niente affatto estranea, gli autori hanno ben reso l’idea della preoccupante alienazione che ci affligge e che può portare anche i membri di una famiglia a essere dei perfetti sconosciuti. Il libro è intriso di psicologia – non a caso, la postfazione è stata curata dalla Dottoressa Valentina Stirone, psicologa e psicoterapeuta – una psicologia pura che mostra persone e pensieri per quello che sono, per quello che rappresentano: ognuno un tipo di disagio diverso che, tuttavia, nasce dalla stessa assenza di presenza che affligge anche gli altri. Estranei è un romanzo interessante che fa riflettere sul concetto odierno di famiglia, sulle difficoltà dell’essere e del realizzare se stessi al suo interno e poi al suo esterno, sulla necessità di sentirsi parte di essa perché, in fondo, nessuno vorrebbe mai considerare estraneo chi ne fa parte. [Fonte immagine: Sito Koi Press]

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Libri

La fragilità dei palindromi, un romanzo di Marcostefano Gallo

  La fragilità dei palindromi , un romanzo di Marcostefano Gallo edito da Ferrari Editore. La storia è ambientata a Mongrassano, piccolo borgo del sud reale ed immaginario. Le vicende riguardano la vita di diversi abitanti, così diverse, ma così intrecciate tra di loro, tanto da formare una rete intricata di trame. La festa patronale di Sant’Anna sarà il punto focale di tutto, da cui partiranno sviluppi e se ne arresteranno degli altri. Tutte le vicende hanno un filo comune: “le verità di paese”, quello spazio deciso tra il pettegolezzo e la verità certa. Tutto ciò che accade a Mongrassano diventa oggetto di discussione, di crisi e rinascita. E nessuna delle cose esclude l’altra. Uno dei personaggi che salta da subito all’occhio è quello di Angelo, il “ripara tutto” del paese, un uomo tutto d’un pezzo, incapace però di abbandonare i sogni di una vita felice. L’amore della sua vita, Beatrice, è la sposa di Carlo Marino, il controverso sindaco del paese. Marino è l’emblema della corruttibilità, della politica faziosa, fatta col sangue della gente, per il solo scopo di trarne profitto personale. È un sindaco feroce, incapace di pensare al bene collettivo. Uno che riempie la poltrona con tutta la sua violenza. Il rapporto con sua moglie sarà il simbolo di diverse svolte narrative: per lui Beatrice e suo figlio fanno parte di quelle cose imprescindibili per la buona immagine pubblica, di conseguenza sono per lui solo trofei. Grazie a Luciano Raimondi scopriamo invece il tema caldo “degli amori clandestini”. Infatti rappresenta il ragazzo giovane capace di affollare la mente altrui con promesse e risposte. Incapace di seguire una strada, universitario fallito, in continua lotta con sé stesso e i dettami atipici dei suoi genitori. A Mongrassano non manca “il maresciallo”, Otto Kofler, emigrato dal Nord si ritrova in una cittadina del Sud per amore e passione. Dapprima apparirà come un personaggio negativo della storia, sul finale si rivelerà essere invece un esempio positivo per sé stesso e gli altri. Concetta Posterano è invece una donna che ama la poesia, e proprio grazie ad essa riuscirà ad esternare la sua condizione: un uccello in gabbia che sarà la parte ricreativa del paese: il suo bar infatti sarà il ritrovo di numerosi anziani in cerca di divertimento. Per tutto il tempo lei guarderà le cose passare con nostalgia e disincanto. Rappresenterà il bagaglio dei sogni infranti, e un trampolino continuo verso cui tendere e forse lanciarsi. La donna è anche la fidanzata storica del medico del paese, Cesare Formoso. Grazie a lui il romanzo riesce ad indagare quell’aspetto viziato e contorto della realtà del borgo: “il malocchio”. La sua famiglia si troverà vittima di un maleficio, che porta i Formoso alla stessa medesima fine. Cesare si ritroverà diviso tra la voglia di vivere e il desiderio di abbandonarsi alla sua sorte. Il romanzo indaga quindi alla perfezione tutti quei meccanismi tipici dei borghi del sud, dove le cose che non vedi, spesso fanno più paura delle cose che ti passano […]

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Libri

Il giallo di Ponte Sisto, l’ultimo romanzo di Max e Francesco Morini

I fratelli romani Max e Francesco Morini tornano con il loro ultimo lavoro, il thriller Il giallo di Ponte Sisto. Le indagini del libraio Ettore Misericordia, uscito oggi per Newton Compton Editori. Voce narrante è “Fango”, amico, collaboratore e spalla del libraio con l’anima e l’intuito da detective Ettore Misericordia. Quest’ultimo viene coinvolto dallo scorbutico ispettore Ceratti, sempre accompagnato dal simpatico agente Cammarata, nelle indagini relative la sparizione del ventottenne Simone Rossmann comico di professione e grande ammiratore di un suo compianto e famoso collega degli anni ‘30: l’indimenticato e indimenticabile Ettore Petrolini. Dopo il ritrovamento del corpo del giovane sotto uno degli archi di Ponte Sisto, morto in seguito a un violento colpo alla testa, le indagini si intensificano arrivando a coinvolgere le persone vicine al ragazzo: dai suoi genitori, un padre interessato più alla sua immagine che alla perdita del un figlio e una madre remissiva messa a tacere dal marito prepotente, a Sara Venier, la ragazza frequentata per qualche mese da Simone; dal suo singolare padrone di casa Tito Mantovani, ai proprietari del locale – Novecento – dove si esibiva a volte insieme all’attempato Mauro Ferretti, i coniugi Mario e Paola Astolfi. Ognuno di loro, ovviamente per ragioni diverse, potrebbe essere l’assassino del giovane Rossmann. Sarà compito del sagace Misericordia, aiutato dallo scomparso Petrolini la cui storia personale è legata a filo doppio a quella di Simone, riuscire a trovare un nesso logico tra gli indizi a sua disposizione per risolvere il caso e assicurare il colpevole alla giustizia. Il giallo di Ponte Sisto : il ritorno di Ettore Misericordia Gli autori Max e Francesco Morini propongono ai lettori una nuova e avvincente storia nella quale si intrecciano, incastrandosi alla perfezione, presente e passato. Grazie a un susseguirsi di colpi di scena e di rivelazioni incredibili che contribuiscono ad accrescere la suspense, la trama conquista sin dalle prime battute invogliando alla riflessione nel tentativo di scoprire l’identità dell’assassino – magari prima che ci riesca l’imbattibile Misericordia – e, ancor di più, le motivazioni che lo hanno spinto a uccidere. Inoltre, il riferimento alla figura del grande Petrolini, alla sua vita e alla sua folgorante carriera di attore comico, non può che essere interpretato se non come un tributo – in forma romanzata – nei confronti di un artista che conquistò il pubblico a suon di risate e che, nonostante la prematura scomparsa, continua a strappare ancora oggi un sorriso a chi vede i suoi numeri o ascolta le sue canzoni. Con Il giallo di Ponte Sisto i fratelli Morini hanno inserito una storia dentro un’altra storia dando vita a un giallo impeccabile che, riprendendo e modificando una frase da I salamini di Petrolini, “Ci ha piaciato!”. [Fonte immagine: Max Morini]

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Libri

Ti chiamo domani: prima graphic novel di Rita Petruccioli

“Ti chiamo domani” di Rita Petruccioli  | Recensione Edita da Bao Publishing, “Ti chiamo domani” è la prima graphic novel scritta e disegnata da Rita Petruccioli. Classe 1982, Rita Petruccioli, dopo aver lavorato per anni come illustratrice e fumettista e aver contribuito a Storie della buona notte per bambine ribelli (Mondadori) e lavorato con Giovanni Masi a Frantumi (Bao Publishing), si presenta ai lettori con la sua prima opera da autrice unica. “Ti chiamo domani” è una graphic novel in cui i colori, in particolare le diverse tonalità di blu e di giallo, assumono notevole importanza e permettono all’autrice di distinguere con chiarezza luoghi, momenti ed emozioni. Chiara ha occhi marroni, capelli bruni ed un carattere espansivo e solare. È un’universitaria e aspirante artista che durante l’Erasmus a Tolosa ha conosciuto un gruppo di amici, che ha voluto rincontrare dopo il ritorno a casa. È per questo che è tornata a Tolosa ed è qui che la incontriamo per la prima volta quando, nel pieno della notte, dopo aver acceso la luce per leggere qualche pagina de Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, chiama il padre per tornare a casa. Il modo per farlo, grazie alle amicizie del padre, è viaggiare con Daniele, un camionista con qualche anno in più che sta tornando in Italia dopo aver effettuato delle consegne. I due si incontrano e fin dai primi istanti Daniele sembra un po’ scostante, protetto dalle lenti nere degli occhiali e con poca voglia di parlare. Ma nonostante sembri inizialmente restio al confronto, col passare delle ore si lascerà andare sempre di più e renderà possibile un confronto intimo, alimentato dalla curiosità e utile ad entrambi. “Ti chiamo domani” è quindi il racconto di un viaggio in camion di due giorni da Tolosa a Sabina. Protagonisti della storia due sconosciuti, Chiara e Daniele, le loro parole e i loro silenzi. Silenzi che grazie alla bravura di Rita Petruccioli diranno comunque tanto al lettore.  La loro conoscenza sarà scandita dai ritmi di un viaggio in cui la conversazione è il miglior modo per ingannare il tempo. Data la differenza anagrafica, Chiara e Daniele hanno due storie diverse ma durante il viaggio capiranno che una storia può cambiare in base a chi la racconta, per il modo in cui lo fa, e in base a chi ascolta. Si può dire tutto, niente o qualcosa, si può ascoltare ma soprattutto si possono vedere le cose da un’altra prospettiva. Nell’intervista rilasciata a Alessandro Roncato per Repubblica, l’autrice ha spiegato come ambientare idealmente la storia nel 2004 le abbia permesso di non far usare ai protagonisti mezzi tecnologici in cui c’è una sovra comunicazione. «Essendo basato sullo scambio tra due persone che non si conoscono, Chiara e il camionista Daniele, non volevo mettere in mezzo la supermessaggistica da cellulare che ne avrebbe falsato il dialogo». L’autrice ha inoltre spiegato come nella storia ci siano alcuni riferimenti autobiografici. Infatti, proprio come Chiara, anche l’autrice ha vissuto la sua esperienza Erasmus a Tolosa ed tornata in […]

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Napoli e Dintorni

Universiadi 2019: Napoli è pronta per il futuro

Cerimonia di chiusura Universiadi 2019 allo Stadio San Paolo di Napoli | Recensioni La 30esima edizione delle Universiadi si è conclusa con una spettacolare cerimonia di chiusura nella città di Napoli. Cornice della serata è stato lo Stadio San Paolo, gremito di spettatori e amanti dello sport. Le Universiadi 2019 suggellano la volontà della capitale del Sud Italia di ripartire dalla propria cultura e dallo sport. 60 edifici ristrutturati lasciati in eredità ai giovani della Campania “Abbiamo riqualificato più di 60 strutture sportive” ha affermato il Commissario straordinario delle Universiadi, Gianluca Basile. Salito sul palco del San Paolo, Basile ha voluto sottolineare il senso più importante delle Universiadi 2019: la rinascita delle strutture sportive campane. “Facendo squadra, abbiamo vinto tutti. Napoli è pronta per essere al centro di eventi internazionali, questo è solo un arrivederci. Qui troverete sempre bellezza e accoglienza – ha aggiunto, riferendosi agli atleti provenienti da tutto il mondo – e impianti sportivi incastonati in un contesto storico e artistico millenario“. Le parole di Basile sono state riprese nel discorso del Presidente Internazionale della Fisu, Oleg Matytsin: “Grazie a tutti. Andiamo via da questa città ispirati“. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha consegnato la bandiera delle Universiadi al sindaco di Chengdu, città della Cina che ospiterà l’evento sportivo nel 2021. Dopo il passaggio del testimone, il braciere italiano si è spento e anche il Vesuvio, posto alle spalle del palco, ha smesso di emettere lava, illuminandosi di brillanti gocce blu. Avevamo visto la rappresentazione artistica del Vulcano partenopeo accendersi di fuoco nel corso della cerimonia di apertura delle Universiadi dello scorso 3 luglio, grazie ad un calcio dato ad una palla incandescente dal capitano del Napoli Calcio, Lorenzo Insigne. Universiadi 2019: record di 44 medaglie vinte dagli Azzurri Hanno sfilato in ordine, ma mescolati tra loro, le centinaia di atleti che hanno gareggiato nei giorni di sfide agonistiche delle Universiadi 2019. In questo modo hanno salutato la città di Napoli, il popolo e gli organizzatori che li hanno ospitati. Uniti e non divisi, senza distinzione di confini né di razze. La festa del San Paolo si è svolta nel segno dell’allegria e della volontà di accomunare i popoli. I The Jackal hanno presentato la serata, tra gag e discorsi di alta riflessione. “In un momento storico dove è facile dividersi, stasera abbiamo capito che se vogliamo fare qualcosa di buono, dobbiamo farlo solo uniti“. La moglie di Pietro Mennea, Manuela Olivieri, ha ricordato quanto il successo di Mennea sia partito proprio dalle Universiadi. “Il suo record nella corsa è ancora imbattuto dopo 40 anni. Grazie per aver dedicato questa manifestazione alla memoria di mio marito“. Presente al San Paolo anche il Premier Giuseppe Conte che ha affermato: “Questa è stata una grande prova per Napoli e per l’Italia intera“. Danze, spettacoli pirotecnici, musiche e momenti di divertimento hanno intrattenuto il pubblico composto da adulti e bambini e soprattutto gli atleti, ai quali è stata dedicata questa grande festa. Sul palco, inoltre, si sono esibiti cantanti […]

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Libri

Ferryman – Amore eterno, un romanzo fantasy di Claire McFall

Esce oggi in libreria nella collana LainYa di Fazi Editore, Ferryman – Amore eterno, il primo volume di cui si compone la trilogia fantasy young adult dell’autrice scozzese – due volte vincitrice dello Scottish Book Prize – Claire McFall. Dylan è una quindicenne, figlia di genitori separati, che vive a Glasgow con la madre Joan e frequenta la Kaitshall Academy, scuola che le è ancora più insopportabile da quando la sua amica d’infanzia, Katie, se n’è andata. Dopo un’altra orribile mattinata trascorsa con i detestabili compagni di classe, la ragazza decide di saltare il resto della giornata scolastica anticipando la partenza per andare a trovare il padre James che non vede da dieci anni. I passeggeri del treno diretto ad Aberdeen sul quale Dylan sta viaggiando, però, rimangono coinvolti in un terribile incidente dal quale la giovane sembra essere l’unica a esserne uscita illesa. Dylan, inizialmente spaesata e stordita, si incammina verso la fine della galleria dove si trova il convoglio ritrovandosi in aperta campagna. In un primo momento crede di essere sola ma, poco dopo, si accorge della presenza di un ragazzo seduto su una collina poco distante da lei e intento a fissarla. Dylan lo raggiunge e si presenta riuscendo a sapere il nome, Tristan, di quel biondo coetaneo dagli occhi blu cobalto freddi come il ghiaccio che non solo mantiene un atteggiamento distaccato, ma le dice che deve andare con lui. La ragazza, malgrado sia perplessa, decide di seguirlo e solo in seguito lui le rivela la triste verità: Tristan è un traghettatore di anime e lei non è l’unica sopravvissuta del disastro ferroviario, ne è la sola vittima. Sconvolta dalla notizia, la protagonista intraprenderà il lungo viaggio che dovrà condurla al suo paradiso, ma l’inaspettato e profondo coinvolgimento con la sua guida la metterà di fronte a un’importante e irreversibile decisione che non potrà più cambiare. Ferryman – Amore eterno : può l’amore sconfiggere la morte? Il primo romanzo che compone la saga ideata dalla creativa penna della McFall, si rivela essere un romanzo originale oltre che profondo dove viene riproposto, in chiave moderna, il mito della leggendaria figura dell’infernale traghettatore di anime Caronte. Qui assume le sembianze di un affascinante e misterioso ragazzo – è così che la protagonista lo immagina e lo vede – inizialmente distaccato e unicamente intenzionato a portare a termine il suo compito che, procedendo nella lettura, rivela di possedere e provare gli stessi sentimenti di un qualsiasi altro essere umano: interesse, gioia, paura, tristezza e, il più sorprendente considerata la sua condizione, amore. Dylan e Tristan, nonostante i ruoli di anima e traghettatore e la logica impossibilità a essere altro se non quello, affrontano insieme le insidie e i pericoli che li attendono per portare a termine il viaggio che condurrà la ragazza verso il luogo destinato alle anime ma, consci del forte legame che si è ormai instaurato tra loro, decideranno con coraggio di sfidare l’ignoto pur di non separarsi. Per sapere come proseguirà la loro avventurosa storia d’amore […]

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Libri

Le quattro donne di Istanbul, un romanzo storico di Ayşe Kulin

Pubblicato da Newton Compton Editori, Le quattro donne di Istanbul è il romanzo storico della scrittrice turca  Ayşe Kulin, autrice del bestseller L’ultimo treno per Istanbul.  Siamo a Francoforte nel marzo del 1933, il professore universitario Gerhard Schlimann, invia un biglietto alla moglie Elsa nel quale le comunica di prepararsi, insieme ai loro figli Peter e Susy, per un’imminente partenza che dovrà avvenire il più rapidamente e discretamente possibile. Infatti, per loro che sono ebrei, dopo l’ascesa al potere di Hitler, rimanere in Germania significherebbe la fine e, per questo motivo, l’allontanamento dalla terra natia è inevitabile. Dopo alcune traversie, la famiglia Schlimann si riunisce a Zurigo e parte alla volta della Turchia dove Gerhard ottiene un lavoro presso la facoltà di Medicina dell’Università di Istanbul. Passano gli anni e, mentre Elsa e Peter sono ancora fortemente legati alle loro origini tedesche, Gerhard e Susy si sono ben integrati all’interno della comunità turca tanto che quest’ultima considera a tutti gli effetti suo il Paese dove vive ed è cresciuta e non quello dove è nata e del quale non conserva alcun ricordo. Una volta adulta sposerà il suo primo amore, Demir, dal quale avrà una figlia, Sude che sarà esattamente l’opposto dei genitori e dei nonni con il suo carattere libero e senza regole. Anche lei diventerà madre – per il desiderio di maternità e non perché si è sposata e ha deciso di mettere su famiglia – di Esra, una ragazza assennata che dovrà decidere, come i suoi bisnonni prima di lei, se rimanere nella violenta Turchia moderna o andarsene per costruirsi una vita in un luogo più sicuro. Le quattro donne di Istanbul e il forte bisogno di appartenenza Ayşe Kulin, attraverso quattro generazioni, esprime il forte bisogno di appartenere a un’identità, a una cultura nazionali in cui potersi integrare e riconoscere. I personaggi – ognuno a suo modo perché ognuno di loro ha il suo carattere con le sue particolarità che lo contraddistinguono – sentono questa esigenza come necessaria per la propria completezza interiore. L’autrice, poi, ricostruisce in maniera esatta e precisa le vicende politiche e i tumulti religiosi dei due Paesi – la Germania e la Turchia – in anni lontani tra loro eppure, visto il ripetersi degli eventi, così vicini. I luoghi della Turchia sono descritti minuziosamente tanto da avere l’impressione di trovarsi per le strade di Istanbul, Ankara, Pera, o di poter ammirare i tramonti sul Bosforo percependo i profumi e i sapori di quella affascinante terra. Nel romanzo Le quattro donne di Istanbul le tematiche della memoria, della famiglia e delle radici sono abbondantemente approfondite e rivestono un ruolo centrale per lo sviluppo della trama rendendo la lettura del romanzo più che gradevole.

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Teatro

Franco Mastrogiovanni, il maestro più alto del mondo

La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’essere. Franco Basaglia, Che cos’è la Psichiatria, 1967   31 luglio 2009, Pollica, comune di Salerno, 2338 abitanti.  Franco Mastrogiovanni, maestro elementare, viene sorpreso a guidare oltre i limiti di velocità. Un reato che segnerà l’inizio della fine per uno come lui. I carabinieri non bastano per uno come lui. Animato da idealismo e anarchia è considerato pericoloso uno come lui. Il sindaco di Pollica riterrà necessario un TSO per uno come lui. Addirittura si ricorrerà alla contenzione per uno come lui. Lacci ai polsi e alle caviglie per uno come lui. Ottantasette ore senza cibo e acqua per uno come lui.  4 agosto 2009, ospedale di San Luca, Vallo della Lucania Franco Mastrogiovanni, maestro elementare, viene sorpreso morto. La contenzione, per uno come lui, supera la vita e da morto resta legato per altre sei ore, prima che i medici si accorgano che il suo cuore ha smesso di battere. Ucciso dall’indifferenza dei camici bianchi prima, da un edema polmonare poi. Un edema da cui poteva essere salvato. Certo, se non fosse stato costretto al letto della follia. Respira – diciamo alle persone in difficoltà – l’aria è vita. Quell’aria che avrebbe potuto inspirare meglio, col solo essere seduto. Respira, l’aria è vita. Le ultime ore di Franco Mastrogiovanni in un lager psichiatrico Un quadrato nero, grate di legno e un uomo al centro. Un allarmismo rompe il silenzio: carabinieri, guarda costiera e sindaco stanno inseguendo un soggetto pericolosissimo, un mite maestro elementare che la sera prima ha guidato con eccesso di velocità. Un eccesso che l’uomo cilentano, che i suoi alunni, in omaggio ai suoi 193 cm d’altezza chiamavano il maestro più alto del mondo, paga con un TSO, trattamento sanitario obbligatorio che, come tutto ciò che deriva da un obbligo, è uno strumento esposto per natura ad abusi. Contenzione e nessuno che raccolga la sua disperata voglia di libertà. Queste sono le coordinate in cui si consumano le ultime ore di Franco Mastrogiovanni, raccontate nello spettacolo Il maestro più alto del mondo. Morte di un matto, in scena ieri alla Galleria Toledo (per la rassegna Napoli Teatro Festival), scritto e diretto da Mirko Di Martino, che, con occhio cinico e sarcastico, indaga il difficile rapporto tra cura e detenzione, salute e follia, e interpretato da Orazio Cerino.  Una storia che, inevitabilmente, conduce il pensiero a Stefano Cucchi e che, ancora più inevitabilmente, getta ombra e dubbi sulla sicurezza di cui si fa portavoce lo Stato. Uno Stato che prima fa danni e poi pretende di giudicarli e di distribuire assoluzioni e condanne. Uno Stato in cui la diversità è considerata follia e la follia un pericolo da tenere a bada. Tenere […]

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Libri

Rossella Montemurro presenta Calci e pugni sul tetto del mondo

È stato pubblicato lo scorso febbraio, per conto di Altrimedia Edizioni, “Calci e pugni sul tetto del mondo. Biagio Tralli, Identikit di un campione”, un libro che racconta la storia del campione materano di kickboxing Biagio Tralli, a cura della giornalista Rossella Montemurro. Biagio Tralli: l’identikit di un campione                              Esistono storie che vale la pena raccontare e diffondere. A Rossella Montemurro va il merito di avercene fatta conoscere una, semplice ma straordinaria: quella di un ragazzino che tirava calci e pugni su un ring improvvisato nel cortile di casa divenuto, dopo anni di sacrifici, un campione di kickboxing e che oggi dirige la Nazionale. “Con gli amichetti allestiva il ring conficcando paletti nel terreno, i bidoni diventavano i sacchi. Era un gioco ma aveva tutte le premesse del futuro di Biagio sui ring più prestigiosi”. Biagio Tralli è di fatto una leggenda della kickboxing, ma ha dovuto faticare non poco per diventarlo. In questo libro a lui dedicato, il campione materano si mette a nudo raccontando non solo i momenti d’oro della sua carriera – gli obiettivi raggiunti, le medaglie appese al collo e le coppe sollevate in aria dopo aver trionfato in un incontro -, ma tutto quello che c’è dietro il raggiungimento di un sogno, dunque i sacrifici, le rinunce e gli immancabili momenti di scoramento. Una storia di vita e di sport, di un uomo tenace e determinato. La testardaggine di Tralli e la convinzione di poter realizzare il suo sogno sono state più forti di tutto, dei pareri contrari dei familiari e degli amici più cari, dei sacrifici e degli ostacoli incontrati lungo il suo percorso. A chi tentava di fargli cambiare idea, di scoraggiarlo, Biagio ha risposto con i fatti, dimostrando che quel sogno non era impossibile da raggiungere, come volevano fargli credere. “Biagio ha sempre avuto le idee chiare: indossare le fasce, i guantoni, salire sul ring. E vincere tutto. La passione di Biagio Tralli è nata per gioco. L’amore per il ring lui lo prova da sempre. Un amore forte, viscerale che ha saputo resistere alle critiche di quanti hanno provato a fargli cambiare idea, hanno tentato di incanalarlo verso un futuro tranquillo: un posto fisso, una famiglia…” Certo, però, per far sì che quel sogno divenisse realtà c’è voluta un’immensa forza di volontà e tanti sacrifici. Probabilmente non tutti al posto di Tralli avrebbero avuto la sua stessa caparbietà. Materano, classe 1976, Biagio inizia a praticare kickboxing nel 1988, all’età di 12 anni, quando con gli amici si iscrive in una palestra del suo quartiere. Tuttavia il sogno di diventare un campione si fa prepotente solo un anno dopo, quando Donato Milano, attuale presidente della Federazione italiana kickboxing, Muay Thai, Savate, Shoot Boxe e Sambo, nonchè per 16 anni allenatore della Nazionale Italiana, tiene uno stage proprio in quella palestra di Matera. Per quel ragazzino tredicenne, audace e incosciente, inizia così un lungo percorso in salita per raggiungere il tetto del mondo. Nel 1989, pur di essere allenato dal coach Milano, che […]

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Libri

Favola di New York l’ultimo, strabiliante romanzo di Victor LaValle

Esce oggi in Italia nella collana Le Strade di Fazi Editore, con la traduzione dall’inglese a cura di Sabina Terziani, Favola di New York, l’ultimo romanzo frutto del sorprendente scrittore americano – vincitore di alcuni tra i più prestigiosi premi letterari del suo Paese – Victor LaValle. Apollo Kagwa cresce con la giovane madre single Lillian di origini ugandesi nella città di New York. Del padre, Brian West, scomparso nel nulla quando lui era solo un bambino, non gli è rimasto nient’altro che una scatola con dei libri e un incubo ricorrente e apparentemente privo di significato che lo tormenta anche durante l’età adulta. Divenuto, ormai, un giovane uomo, Apollo lavora come commerciante di libri antichi e con la donna della quale si è innamorato e che ha sposato, la bibliotecaria Emma Valentine, ha il suo primo figlio chiamato Brian come il nonno paterno. Sarà proprio la presenza del piccolo a spezzare il perfetto equilibrio creatosi nella coppia e, tra i due, a manifestare maggior disagio unito a comportamenti incomprensibili per Apollo, sarà Emma che arriverà a compiere un gesto tanto atroce quanto impensabile, eppure non impossibile, per una giovane donna che è diventata madre. Da quel giorno la vita di Apollo cambierà in maniera radicale. Tuttavia, la determinazione e l’impellente bisogno di scoprire cosa abbia portato la donna che amava a fare ciò che ha fatto distruggendo la loro famiglia e le loro vite, daranno al protagonista la forza di intraprendere un viaggio che avrà dell’inverosimile ma che sarà necessario iniziare e, soprattutto, portare a termine per ricominciare a vivere. Favola di New York, una originalissima fiaba anticonvenzionale e dark intrisa di magia e mistero Nel suo romanzo, Victor LaValle da libero sfogo a un’immaginazione che resta costantemente in bilico tra ciò che è concreto, tangibile e ciò che è leggenda, favola appunto. Gli elementi fantastici si mescolano, penetrandovi a fondo, con la realtà della metropoli di New York nella quale coesistono da sempre luci e ombre e dove non tutte le storie hanno un “e vissero tutti felici e contenti”. Il personaggio di Apollo non ha provato questa felicità familiare da figlio a causa dell’assenza del padre e, una volta avuta la propria famiglia e dopo essere divenuto a sua volta genitore, deve faticare non poco per riottenerla e preservarla. Questo perché nel libro, ambientato nell’America contemporanea dove nulla viene regalato o può essere dato per scontato, emergono tutte le difficoltà legate all’essere genitori in un mondo in cui sembra non sia rimasto più spazio per certezze e sicurezze di alcun genere. Considerato come uno fra i migliori libri dell’anno da testate del calibro di “Time”, “The New York Times” e “USA Today”, Favola di New York invoglia e propone ai lettori di lasciarsi andare alle emozioni che questa storia magica e misteriosa racchiude tra le sue pagine. Una storia che non risparmia niente a nessuno, neanche l’inimmaginabile e, anzi, è proprio quest’ultimo che travolge e conquista chiunque la legga a patto di mantenere sempre sia lo sguardo […]

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