Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La Tag: recensione contiene 113 articoli

Libri

Prontuario per candidato sindaco di Enrico Parolisi

Prontuario per candidato sindaco. 99 frasi ad effetto per la tua campagna elettorale a Napoli, sempre pronte all’uso per ogni occasione è un testo sui generis (come confermato dal prefatore Nico Falco che lo definisce un «non-libro») scritto da Enrico Parolisi, edito da Edizioni MEA. Prontuario per candidato sindaco: il testo Prontuario per candidato sindaco. 99 frasi ad effetto per la tua campagna elettorale a Napoli, sempre pronte all’uso per ogni occasione si presenta come un libro particolare, a tratti vuoto e in ciò trova il suo senso (che è, nei fatti, un non senso): un libro che esiste nel suo contrario e che mette in luce le ombre e l’arido nulla di certe inique pratiche da politicante. Enrico Parolisi con frasi secche e asciutte prende di mira tutto ciò e scrive di un tema ormai tanto abusato da chi, nei fatti, nulla ne sa né ha intenzione di sapere (se non per mettere le mani sulle ricchezze potenziali): Napoli. La tipica ironia partenopea e la tipica dote della concretezza, del guardare in faccia alla realtà del vero napoletano – tanto lontane dal vizio di chi si nasconde dietro un dito – e la cronaca eloquente sono sotto gli occhi di tutti, non più solo degli studiosi e degli storici – con la brutta abitudine di offendere gli altri (nonostante i propri scheletri, le tante – troppe – mancanze). Parolisi scrive di candidati sindaci a Napoli (o sedicenti tali se si interpreta oltre lo strato più superficiale delle parole e delle intenzioni), ma se sostituiamo le precompilate e trite parole propagandistiche al di là della città partenopea, ecco che si può scrivere un prontuario per politicanti settentrionali, ad esempio. Il messaggio che vuol dare il giornalista è: svuotiamoci tutti del vuoto, ma non come parola estemporanea, piuttosto come filosofia di vita al fine di uscire da un abbrutimento della politica che è principalmente abbrutimento dell’uomo e del cittadino. Ferale appare la sferzata data da questa lapidaria frase di Nico Falco, apposta in calce, come post scriptum, alla prefazione di questo Prontuario per candidato sindaco: «sul centinaio di frasi citate ce ne sono un paio che non sono state realmente usate per la propaganda. E la parte più brutta di questa storia è che sono impossibili da distinguere dalle altre». Sono molte, troppe (per certi versi), come si è detto, le frasi propagandistiche elencate da Enrico Parolisi e scandite in un susseguirsi di pagine alterne, una scritta e una bianca in cui non si sa se più vuote e inutili sono quelle riempiete a inchiostro stampato o quelle lasciate bianche e tolte alla vita arboricola: in questo il senso profondo di questo «non-libro». Ne elenca tante e qui in maniera esemplare ne cito una, fra le tante: «Abbiamo fatto tanto, ma non basta»; io aggiungo: che sia stato fatto tanto ho i miei dubbi, che non basta è sicuro. Enrico Parolisi: l’autore del testo Enrico Parolisi è giornalista specializzato in comunicazione con i media e strategie digitali integrate. Nella sua carriera, […]

... continua la lettura
Libri

Blu, il nuovo romanzo di Giorgia Tribuiani

Blu è il nuovo romanzo dell’autrice Giorgia Tribuiani, edito da Fazi Editore. Trama “Blu è in realtà Ginevra, una diciottenne intrappolata in un circolo vizioso fatto di scaramanzie e rituali ossessivi. La ragazza è fidanzata, ma in realtà proprio quell’amore lei non riesce a sopportarlo e, divorata dai sensi di colpa, non lascia quella persona. L’unico suo vero amore è nei confronti dell’arte, con e attraverso la quale riesce ad esprimersi pienamente, senza nascondersi, oscurando qualsiasi mania o gesto ripetitivo”. Blu è blu, ma in realtà non lo è. Ha diciassette anni ma in realtà ne potrebbe avere anche otto. È una giovane donna, ma anche una bambina. “Questo” o “quello” non esistono: convivono, in un romanzo estremamente interessante e scattante. Piano piano il lettore imparerà a conoscere Blu, personaggio fuori dal comune, non semplice da capire, raccontato in seconda persona da qualcuno di cui non si conosce l’identità. Il libro può essere definito un vero e proprio “romanzo di formazione”, magari di difficile comprensione, almeno nei primi capitoli. Blu: un romanzo il cui filo psicologico è simile alla narrativa di Italo Svevo Sicuramente occorre una buona dose di concentrazione nella lettura, forte attenzione ad ogni minimo dettaglio, descrizione, frammento; solo così si riuscirà a progredire insieme alla protagonista del romanzo. Ricordiamo che uno dei dogmi su cui pone le basi il “romanzo di formazione” è quello della crescita personale di uno o più personaggi, attraverso il superamento di varie prove. Possiamo sicuramente dire che per il lettore accade una cosa simile: inizialmente Blu sembrerà un libro un po’ fuori dagli schemi, inusuale. Però la narrazione, pagina dopo pagina, troverà un proprio senso, insieme alla protagonista principale che vivacizza il tessuto narrativo. Leggendo Blu, viene fuori un vero e proprio universo artistico, quasi pittorico, all’interno del quale la protagonista, seppur con manie e fisime, si muove con leggiadria. Al contempo questo elemento si mescola alla visione femminile, o meglio, verso uno stile poetico femminile. È come se l’autrice si sdoppiasse per raccontare i disturbi di Blu, che magari alla fine del romanzo sarà chiamata in un altro modo, o assumerà un’altra dimensione personale. Un anelito di mistero e suggestione, abbraccia le parole del fitto romanzo, grazie alla bravura dell’autrice Giorgia Tribuiani. Raccontare i problemi di una ragazza la cui mente è piena zeppa di ossessioni, non è semplice. Comprenderli ancora meno. Potrebbe però accadere che proprio una narrazione, così ricca e vivace e così contrastante e a tratti dilaniante, risulti utile a chi soffre di una patologia simile, fungendo da supporto o conforto. Alla maniera di Italo Svevo, potremmo dire, l’autrice ripercorre cosa si nasconde dietro a quei gesti ossessivi, ripetitivi, ostinatamente perfetti. Così come ne La Coscienza di Zeno, in Blu si evidenzia una condizione psicologica che non ha una propria dimensione, strana, ma al tempo stesso affascinante, che si pone al limite tra passato, presente e un futuro incerto. Blu è tutto ciò: l’identità di una ragazzina appassionata d’arte, ripetutamente sbilanciata, afflitta da un disturbo di cui è […]

... continua la lettura
Fun e Tech

Aochuan Gimbal Smart XR, una vera rivelazione | Recensione e opinioni

Recensione del gimbal Smart XR dell’azienda Aochuan Stabilizzare e rendere fluidi i filmati è un’esigenza sempre più sentita da parte degli utenti dei social e soprattutto dai content creator che li popolano e animano. Gli smartphone stanno raggiungendo una qualità incredibile nel settore video e la loro praticità e facilità d’utilizzo sta facendo sì che vengano preferiti alle più ingombranti fotocamere reflex. Un problema rimane però: la stabilizzazione. Troppo spesso, infatti, i sensori dei cellulari non sono otticamente stabilizzati e ciò comporta una serie di problemi che la tecnologia EIS non è stata ancora in grado di sopperire. E anche modelli di fascia più alta, come l’Iphone 12 Pro o lo Xiaomi Mi 11, non riescono a garantire sempre riprese ultra steady. Per questo, molti brand stanno investendo sforzi e risorse per i gimbal per mobile, un prodotto ancora di nicchia, specialmente in Italia, ma che risulta ormai essenziale per creare contenuti di alto profilo. Aochuan, azienda che da pochi anni dalla sua creazione sta già riscuotendo un discreto successo nel campo degli accessori per fotografi, con il suo Gimbal Smart XR ha fatto davvero un ottimo lavoro. Aochuan, potenzialità da vendere Prima di addentrarci nella recensione del Gimbal Smart XR, c’è una premessa da fare. Aochuan è un brand quasi nuovo, la sua fondazione risale al 2018, e solo nel 2019 ha dato vita al suo primo prodotto, lo Smart S1. L’ottima qualità di questo stabilizzatore le ha permesso di farsi conoscere e apprezzare sin da subito nel mercato tanto che, nel marzo 2020, è stata premiata tra le prime dieci aziende di gimbal in Cina. La sua mission è semplice: prodotti di alto livello, al giusto prezzo, semplice da usare. Una missione non certo facile ma che sta riuscendo a Aochuan, viste le numerose e ottime recensioni delle sue meraviglie tecnologiche. Aochuan Gimbal Smart XR | Specifiche tecniche e unboxing Nella confezione troviamo, oltre chiaramente al gimbal, un manuale, una custodia di stoffa, il caricatore usb type-C, una cordina e un treppiedi. Quest’ultimo, molto robusto ma leggero, risulta particolarmente utile, sia per i timelapse (in movimento o statici che siano) sia come grip aggiuntivo. Per quanto concerne lo Aochuan Gimbal Smart XR in sé, è composto da una clip in cui inserire il telefono e un braccio che può essere bloccato nella parte frontale. Sui lati troviamo, invece, la rotella per lo zoom manuale e due tasti per controllarne la profondità, un un piccolo quanto essenziale display che mostra lo stato della batteria e le modalità in cui si trova lo stabilizzatore, un joystick per cambiare la posizione del braccio, un tasto per avviare foto e video, uno per cambiare modalità e uno di accensione e spegnimento. Nella parte inferiore si trova il mount per il treppiedi o altri accessori. In quanto alla qualità costruttiva c’è da dire che il Aochuan Gimbal Smart XR, che pesa soltanto 375 grammi e può essere facilmente trasportato in tasca, risulta solido, la gomma di cui è rivestito permette una stabile presa […]

... continua la lettura
Libri

The Good Lord Bird: il nuovo romanzo di James McBride

The Good Lord Bird è un romanzo di James McBride, edito da Fazi Editore. L’autore, attraverso la storia di John Brown, storico guerrigliero antischiavista, scrive una storia affascinante e al contempo particolarmente coinvolgente, ricordando quanto determinati temi possano essere ancora attuali. Trama e identità storica del romanzo Nel 1859 gli Stati Uniti d’America non sono ancora una repubblica, ma un insieme di Stati nettamente diversi tra loro. Il Nord, progressista e liberale contrappone il suo stile di vita a quello del Sud, conservatore e ancora in larga scala schiavista. La situazione, piuttosto precaria, non sembra esser destinata a durare a lungo, giacché sono sempre più nitide le voci di coloro che si oppongono alla schiavitù. In questa prospettiva definibile multietnica e culturalmente differente, si espongono sia persone di colore, sia bianchi, che sottolineano l’immoralità della schiavitù. Proprio in questo contesto si fa strada la figura di John Brown, uno statunitense di origine irlandese che, rifacendosi ai propri ideali di libertà e alle sacre scritture, inizia un lungo percorso volto a liberare le persone di colore dalla loro condizione di schiavitù. John Brown, un giorno non molto diverso dagli altri, arriva in un piccolo paese del Kansas schiavista, nella bottega dell’Olandese gestito da Pa, un anziano uomo di colore, barbiere di professione e predicatore del vangelo. La narrazione del romanzo intitolato The Good Lord Bird è particolarmente coinvolgente e mette in luce l’atteggiamento piuttosto “grottesco” di Jhon Brown, vero e proprio protagonista. Tenace e competitivo, guida una vera e propria battaglia per rendere giustizia a tutti, creando una società egualitaria. The Good Lord Bird: un libro che invita a riflettere L’uomo crede fortemente in ciò che fa, ogni azione, parola o gesto è pensato, anche attraverso degli episodi ironici, nati da equivoci che danno dinamicità al romanzo. Elementi storici e probabilmente inventati (in realtà non si comprende se l’autore scelga volutamente di non chiarire questo aspetto o se realmente essi siano frutto dell’immaginazione) si mescolano in una narrazione che coinvolge il lettore senza mai stancare. Il ritmo incalzante della scrittura, il susseguirsi di eventi, imprese, trepidazioni, episodi, permette di riflettere sia sulla storia dell’America, sia su un tema importantissimo: la schiavitù della popolazione nordafricana. James McBride utilizza un linguaggio semplice, che consente di non perdere il filo del discorso, in particolare modo quando si trattano temi delicati e importanti. Ovviamente la nota ironica che caratterizza buona parte del romanzo rappresenta una componente di notevole spessore, soprattutto perché crea i presupposti per una avventura “comica”, all’interno della quale si giustappongono personaggi principali e secondari, livelli di analisi e conversazione, degni di nota. Temi, ma anche caratteristiche e caratterizzazioni interne al romanzo, ambientazioni, sono pensati probabilmente per non rischiare che il lettore si annoi. The Good Lord Bird è un romanzo diverso dal solito; sicuramente mescolare l’identità storica dell’America, ad episodi piuttosto bizzarri, non è semplice, e magari proprio in questo si consolida la forte risonanza che il romanzo ha avuto. Immagine in evidenza: Fazi editore

... continua la lettura
Libri

La magia del riordino: il testo di Marie Kondo

La magia del riordino è un fumetto scritto da Marie Kondo, illustrato da Yuko Uramoto e pubblicato dalla casa editrice Salani; il testo illustrato prende spunto dai libri scritti dalla stessa Marie Kondo, pubblicati in Italia dalla casa editrice Vallardi e intitolati Il magico potere del riordino e 96 lezioni di felicità. La magia del riordino: il libro La magia del riordino è un manga, giapponese scritto dall’arredatrice Marie Kondo, già conosciuta in editoria – oltre chiaramente che per il suo lavoro – per aver scritto il libro o manuale, se si vuole, sulle proprie teorie d’arredamento che oltre a tenere conto di precisi canoni architettonici – architettura d’interni – ed estetici, dedica un’ampia parte al benessere; una bella casa, per essere davvero ospitale e psicologicamente salubre, necessita di pulizia e di ordine: è questo che Marie Kondo vuole sottolineare e trasmettere con il suo operato, con i suoi testi e con questo fumetto, in cui fa emergere con forza il legame profondo che c’è fra la casa e chi vi dimora. Abitare una casa, un luogo, vuol dire viverne all’interno e “viverlo” secondo ordine e pulizia: una casa confusa, disordinata, non permette di far spazio e chiarezza – pulizia, appunto – nel cuore di chi la abita, nel cuore di chi la vive, nel cuore delle persone stesse. Attraverso la storia di Chiaki Suzuki (una giovane e bella donna che chiede a Marie Kondo aiuto per sfuggire al disordine che regna nella sua casa – dopo accumuli e rimandi vari – al fine di far ordine in casa e nella sua vita, passo a passo – o meglio, “cassetto per cassetto” – sistemando tutto al giusto posto, dando un giusto ordine e collocando in maniera adeguata il necessario e trovando l’amore vero), Marie Kondo propone la sua visione di abitazione che è filosofia di vita e si rifà ai principi giapponesi della tradizionale “arte del riordino”, «vera e propria forma di cultura», come ricordato in terza di copertina dell’albo illustrato. Spazio, nel volume La magia del riordino, trovano semplici, chiari e giusti consigli riassunti efficacemente dall’arredatrice a coronamento della storia illustrata da Yuko Uramoto: «Cominciate riflettendo su come volete vivere veramente. Che tipo di casa desiderate e che tipo di vita vorreste condurvi?» – scrive Marie Kondo e aggiunge: «Se avete la mano adatta, fatemi un disegno. Se vi piace scrivere, mettete i vostri pensieri nero su bianco. Raccomando inoltre di ritagliare foto di case che vi piacciono dalle riviste d’arredamento. Riflettendo sul vostro stile di vita ideale, comincerete a capire perché volete riordinare e che tipo di vita desiderate dopo che avrete finito: riordinare può cambiarvela fino a questo punto». Marie Kondo: l’autrice Citato dal testo: «In Giappone l’arte del riordino è una vera e propria forma di cultura. Marie Kondo ci si è dedicata con passione fin da bambina, si è specializzata in questa disciplina all’università e ne ha fatto l’oggetto della sua professione: tiene corsi in patria e all’estero e le sue consulenze per trasformare case […]

... continua la lettura
Libri

Michele Dipinto: La tragica storia del Risorgimento

Michele Dipinto e la sua Tragica storia del Risorgimento a fumetti. Eroi, martiri, briganti e re È ora acquistabile in libreria e online il nuovo fumetto di Michele Dipinto. L’illustratore e narratore nato a Noicattaro, in provincia di Bari, è un autodidatta, amante di pittura, storia dell’arte e scultura. Già nel 2012 e successivamente nel 2015 ha pubblicato i due volumi de “La storia di Noicattaro a fumetti”. “La tragica storia del Risorgimento a fumetti” (Giazira Scritture) è da considerarsi non “l’opera di uno storico, ma piuttosto di un appassionato di storiografia che predilige l’uso della matita alla penna, l’immagine alla parola”, come afferma lo stesso autore nell’introduzione. Il racconto ha una cornice iniziale; il Miur ha indetto un concorso a cui Milo, il protagonista, partecipa. Lo studente decide di affidarsi alla conoscenza del nonno, appassionato di storia, e di indagare sui vari aspetti del più discusso dei momenti storici italiani, il Risorgimento. Tra accurate cartine storiche e presentazioni dei fatti inizia il “viaggio” intrapreso dai due. Tramite gli occhi e la curiosità del giovane Milo vengono analizzati tutti gli aspetti del Risorgimento italiano, dalle ragioni storiche alle conseguenze, dai vincitori ai vinti e dagli eroi agli antieroi. Ma non solo storia, grazie a un espediente narrativo il fumettista è riuscito a dare un tocco allegorico al suo lavoro. Storia dell’arte e storia si uniscono per un fine didascalico accompagnate dall’iconografia e dall’allegoria. Non indifferente la lezione e l’utilizzo dell’espediente dantesco; in uno strano inferno notturno i vari protagonisti dell’epoca si presentano a Milo, come Dante, accompagnato da due guide. Si tratta di Antonio Lucarelli e Giustino Fortunato; grazie alle esperienze e conoscenze di entrambi il ragazzo compirà un viaggio educativo e fantastico nella Roma dell’800. Le anime incontrate al Vittoriano si differenziano per ideali e fazioni, dal primo re d’Italia Vittorio Emanuele II a Francesco II di Borbone, da Garibaldi ai vari briganti. Grazie alle conoscenze acquisite, Milo riesce a finire il suo elaborato e partecipare al concorso. Il genere, il fumetto, permette una lettura piacevole e adatta a chi vuole intraprendere un percorso conoscitivo del periodo storico. Il punto di vista dell’autore sulla questione spesso è da ricondurre alle origini dello stesso ma non tutte le affermazioni vengono date per verità, anzi. Ciò può rivelarsi come un momento di riflessione, trampolino di lancio verso un sapere più critico e analitico dei fatti e dei personaggi storici. Di quest’ultimi Michele Dipinto traccia anche un profilo psicologico, grazie anche al ricorso a brevi aneddoti; vengono presentati anche protagonisti “di nicchia” come le brigantesse Michelina di Cesare e Maria Oliverio. Le illustrazioni, realistiche e ben fatte, rendono la lettura scorrevole e più colorata. Alcune tavole sono dipinte mentre altre nascono dal solo utilizzo della grafite. “La tragica storia del Rinascimento a fumetti” può coinvolgere anche i più piccoli e, perché no, suscitare in loro un interesse per la storia.

... continua la lettura
Cinema e Serie tv

Boris ricalca un’amara realtà socio-politica

A distanza di dieci anni dalla messa in onda su Fox dell’ultima stagione, la ‘fuoriserie’ italiana Boris fa ancora parlare di sé, a maggior ragione a seguito dell’annuncio attesissimo di una quarta stagione, accolto con trepidazione dai fan. Certo non sarà semplice dare un seguito degno al lavoro degli sceneggiatori Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, essendo peraltro il loro prodotto perfettamente concluso e chiarissimo negli intenti già nelle prime tre stagioni. É complicato dare una definizione alla serie, poiché descriverla come comica o satirica appare indegnamente riduttivo. La sua potenza sta nella maniera sagace e graffiante di delineare le caratteristiche non solo della televisione e del cinema nostrano, ma di un intero paese. Boris è denuncia politica e sociale, sincera e disinibita e il suo suscitare risate è solo il pretesto per una presa di coscienza amara sulla realtà italiana. Boris fornisce un nitidissimo spaccato tragicomico della società italiana e di alcune sue falle. Racconta l’Italia dei compromessi e degli arrampicatori sociali, dell’arrivismo e delle raccomandazioni, dei soprusi e delle umiliazioni. Il quadro è quello di un set televisivo, in cui si lavora alle riprese de ‘Gli occhi del cuore 2’, tipica sitcom all’italiana dall’ambientazione ospedaliera, il cui protagonista Stanis La Rochelle è proprio ironicamente lo stesso Piero Sermonti noto al pubblico per l’interpretazione del dottor Guido in ‘Un medico in famiglia’. Le dinamiche del set ricalcano molto una società frustrata, divisa tra il sognatore che si trova a scendere a compromessi per pagarsi da vivere e il mediocre che si limita a fare poco e male, cullandosi sugli allori del posto di lavoro fisso e garantito. Questa frustrazione si risolve in una piramide di sopraffazione, per cui ognuno bistratta il sottoposto: Biascica con ‘lo schiavo’ Lorenzo, così come Arianna con l’ultimo arrivato, lo stagista Alessandro. Con la sua personalità timorosa, Alessandro incarna perfettamente lo stallo e l’incertezza delle nuove generazioni che stentano a tenersi al passo con le dinamiche di una società che non li sostiene e svilisce i sogni e le aspettative per il futuro: così Alessandro si presta a tutto e accetta quel che può, tenendo a mente una meta che probabilmente neanche esisterà. La televisione non fa altro che riflettere, con i contenuti proposti, i connotati per molti versi discutibili del pubblico cui si rivolge, risultando inondata da produzioni mirate ad un intrattenimento frivolo, che susciti una risata facile e che distolga dal dramma socio-politico in cui attualmente versiamo. Il punto principale è che questo è proprio quel che desidera l’italiano medio, che tendenzialmente preferisce programmi anche insulsi e di bassa qualità, che tuttavia gli offrano una via di fuga e di svago. Ma la televisione italiana non vuole forse gettare in pasto al pubblico la propria vittima, come Lorenzo per Biascica? Ci troviamo spesso di fronte a spettacoli televisivi spazzatura, con protagonisti personaggi eccentrici e discutibilissimi, che divertono e soprattutto nutrono l’ego del telespettatore, che, paralizzato davanti allo schermo, trova qualcuno con cui confrontare la propria mediocrità e sollevarsene, traendo soddisfazione dalla constatazione […]

... continua la lettura
Musica

Disco Zodiac, Retro Pop è l’album di debutto

“Retro Pop” è il titolo del primo album della band romana Disco Zodiac, uscito il 27 gennaio scorso, disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming. Il retro-pop dei Disco Zodiac Il disco, registrato allo Studionero di Roma e prodotto da Marta Venturini (già produttrice insieme a Niccolò Contessa di “Manistream” di Calcutta), si compone di dieci brani dalle sonorità varie – attuali ma dal sapore vintage, con richiami agli anni ’60-‘80 -, che hanno il pop come unico filo conduttore. Più precisamente, i Disco Zodiac amano definirsi retro-pop, da qui il titolo dell’album. Una definizione azzeccata visto che le loro canzoni hanno un sound piuttosto nostalgico. Il loro primo lavoro discografico unisce infatti lo spirito del cantautorato italiano al pop più moderno, richiamando suoni retrò. A tal proposito la band romana ha dichiarato: “Avevamo voglia di nuove atmosfere, di un linguaggio più semplice e suoni “gommosi”. Così ce ne siamo fregati delle sonorità del momento, delle hit e della trap per creare qualcosa in cui credere, cercando semplicemente di divertirci e di farci ispirare dai vecchi cantautori italiani”. “Se non fosse stato per Marta Venturini tutto questo non sarebbe stato possibile, insieme a lei il concetto di “retro pop” ha preso vita nella nostra mente e poi nel nostro disco”, ha aggiunto. Un album a cui i Disco Zodiac hanno lavorato molto a lungo. “È stato un percorso lungo e faticoso, soprattutto durante il lockdown, ma non ci siamo mai fermati”, hanno raccontato. Il risultato è un lavoro ben fatto e gradevole all’ascolto. Retro pop, per testi e musica, risulta di presa immediata e non stanca l’ascoltatore. Dieci brani freschi e radiofonici, i cui ritornelli, accompagnati da ritmi funk, sfumature dance ed elettroniche, restano in testa già dopo il primo ascolto. Dieci canzoni d’amore che rimandano ad atmosfere romantiche e nostalgiche. Le tracce del disco Come singolo di lancio del loro primo album, i Disco Zodiac hanno scelto “Cosmonauti”, il brano che apre il disco. Una canzone dalla melodia semplice e dal ritornello potente che invita a riflettere sui nostri limiti e sulla voglia di superarli, fuggendo da tutte le paranoie e dai giudizi che spesso ci circondano. Il brano, come ha spiegato la band, è nato “un po’ per gioco”. “Volevamo provare a scrivere un singolo per qualcun altro e ci siamo allontanati dalla nostra quotidianità per buttare giù il testo. Abbiamo immaginato di essere più grandi dell’età che abbiamo lasciandoci ispirare da cantautori come Raf e Luca Carboni. Alla fine è venuta fuori una canzone super pop al punto che abbiamo fatto le corse per inserirla nell’album già praticamente finito”, riferiscono i Disco Zodiac. Prima ancora di “Cosmonauti”, però, il gruppo aveva già pubblicato, nel 2019, i seguenti brani: “Passano i secondi”, una ballata d’amore dal testo semplice e dal riff immediato; “Vino”, un pezzo di stampo anni ’80 che resta subito in testa, e “Platino”, il brano posto a chiusura dell’album. Una canzone, quest’ultima, dal ritmo lento e dall’atmosfera intima e onirica, in merito alla […]

... continua la lettura
Food

Ristorante Innovative: tra tradizione e innovazione

È di inizio 2019 l’apertura del nuovo ristorante Innovative di Giuseppe Scicchitano, figlio di Assunta Pacifico, ‘a figlia d’o marenaro di cui l’omonimo ristorante ha raggiunto la notorietà per la sua eccellente zuppa di cozze, che il ristorante Innovative ripropone, per esaltarne la freschezza, cotte alla brace. Giuseppe, classe 1990, si pone l’obiettivo di portare avanti la tradizione di famiglia, con innovazione. E nel suo ambiente in via Foria 180/182, al primo piano del ristorante ‘A figlia d’o marenaro gestito da Assunta, le stanze dentro le stanze riportano la mente ad una tipica casa napoletana, ma arredata con sontuosità: cornici e statue dorate si stagliano su parati damascati, i tavoli dai bordi neri e dorati effetto marmo hanno decorazioni che richiamano le onde del mare. Il menù proposto da Giuseppe, realizzato dallo chef Sergio Scuotto, comincia con un cocktail di benvenuto accompagnato da mini bun di pesce con sfoglie di mela: all’ingresso del ristorante, infatti, il cocktail bar propone una selezione di drink classici, selezionati dall’International Bartender Association, nonché diversi Signature Cocktail, i cui nomi si rifanno alla cultura napoletana. A seguire, un’entrée di crudités di mare, con tartufi locali, gamberi, scampi ed ostriche San Michele del Gargano, il tutto accompagnato da una Falanghina spumantizzata extra dry dell’azienda Le Vignole. Un menù che richiama Napoli anche nell’estetica, come il gambero crudo avvolto in un sottile strato di provola affumicata, scottata al momento con un cannello e decorata con chips di patata, maionese al gin ed acqua di mare e maionese al blue lagoon, che con il suo color azzurro cielo ricorda la città partenopea. Ma ad incarnare appieno il principio di tradizione e innovazione è la cheesecake salata di mare, di invenzione dello stesso Giuseppe: un crumble di fresella costituisce la base per lo strato centrale di ricotta e quello superiore di tartare di gamberi e zest di limone. La cheesecake porta il nome di Maria, la nonna di Giuseppe, che “amava il pane con la ricotta”, rivisitato per l’occasione in un piatto gourmet. Ad accompagnare il piatto principale il Sommelier Pietro Marotta seleziona un Fiagre, un blend di vini 70% Fiano 30% Greco di Tufo di Taurasia dell’azienda vinicola Cantine Caggiano. Il primo piatto di spaghetti di mare è circondato da una corona di gamberi crudi, scottati alla fiamma direttamente al tavolo con un alcol di cereali ad alta gradazione. Sul finire, i due dessert: il cannolo scomposto, di chips di riso dolce, ricotta fresca e gocce di cioccolato e il curniciello, ricetta originale di Innovative commissionata alla pasticceria Poppella per la realizzazione, con crema diplomatica, cioccolato bianco e liquore strega su base di pasta frolla. A concludere il pasto un cocktail leggero di arrivederci: succo di pompelmo, lime, liquore alla nocciola e doppio rum, in un bicchierino decorato con un bordo di cacao dolce. Il lavoro di Giuseppe e del suo staff di giovani steward di sala, cuochi e barman viene supervisionato, con discrezione, da mamma Assunta, che qualcuno ha definito “il Maradona della ristorazione”. “Sarà lui il […]

... continua la lettura
Libri

La casa della seta: il nuovo romanzo di Kayte Nunn

La casa della seta è il nuovo romanzo avvincente romanzo della celebre autrice Kayte Nunn, edito da Newton Compton Editori. Trama, personaggi e curiosità L’insegnante Thea Rust arriva in un collegio nella campagna britannica ma non ha idea di quello che l’attende. Da oltre centocinquanta anni, infatti, La casa della seta è un rifugio per ragazze che si trovano in situazioni difficili; un edificio antico, fitto di ombre e misteri , tanti, forse più di quelli che la protagonista riesce ad immaginare. È la fine del 1700 e Rowan Caswell lascia il suo villaggio per lavorare nella casa di un mercante di seta inglese. Si tratta di una realtà completamente nuova per lei e il suo talento erboristico attira fin da subito pericolose attenzioni. Negli stessi anni a Londra, Mary-Louise Stephenson sogna di diventare una designer di seta, un lavoro, fino a quel momento, appannaggio degli uomini. Ha con sé un brandello di stoffa preziosa, che probabilmente cambierà per sempre il suo destino. La casa della seta è un libro che incuriosisce sin dalla prima pagina, avvincente e coinvolgente al contempo, con protagoniste femminili in netta maggioranza rispetto a quelli maschili. Man mano che si legge, infatti, si ha la sensazione che siano le donne a “reggere il gioco”, mentre i personaggi maschili sembrano quasi subalterni. È come se solo le donne tessessero i fili intrecciati della narrazione, conferendole vivacità, colore e significato ed appassionando i lettori. Un romanzo, all’interno del quale il destino si diverte a mescolare le carte, che procede spedito, senza troppe divagazioni, semplice da leggere e difficile da lasciar andare una volta terminato. Tra passato e presente, tasselli storici, identità sovrannaturali, la narrazione diventa sin dalle prime pagine fortemente ammaliante. Ogni capitolo che compone il libro stupisce e lascia col fiato sospeso, in un’ambientazione che metaforicamente si sdoppia, tingendosi di diverse sfumature, travolgendo sia le protagoniste, sia il lettore. La casa della seta: la bravura nell’abile penna di Kayte Nunn La celebre autrice del libro La casa della seta, Kayte Nunn, riesce a creare una vera e propria alternanza di passaggi espositivi, descrittivi, narrativi, che conferiscono dinamismo al romanzo. Si tratta di un libro sicuramente studiato, dietro al quale si nascondono molti tasselli e parecchie intuizioni, nulla è lasciato al caso. Sicuramente c’è molto pathos nell’accurata descrizione della storia ma, al tempo stesso, è riscontrabile una forte precisione nell’attribuzione caratteriale ed identificativa dei personaggi, della donna-chiave del romanzo. Punti di vista, anafore e meccanismi interni, moralmente significativi, pesano, senza mai prevaricare la scena, in modo leggero, con parole che non si sovrappongono ai livelli propri della narrazione. La casa della seta si rivela nel complesso come un grande, un fitto mistero, che esplode quasi al termine della lettura, dopo un susseguirsi di depistaggi, ostacoli, impedimenti. Dal punto di vista analitico, possiamo affermare che La casa della seta è un libro costruito su una serie di connessioni tra ciò che esiste e ciò che invece è già presente nell’ambiente, nella propria mente, nell’inconscio. Leggendo la storia, si apprenderanno […]

... continua la lettura