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Eroica Fenice

La Tag: recensione contiene 40 articoli

Libri

Voto di sangue, un romanzo della scrittrice britannica Emma Orczy

Esce oggi in libreria, nella collana Le strade curata da Fazi Editore, il secondo volume dal titolo Voto di sangue appartenente al ciclo – che si compone di dodici romanzi – creato dall’autrice britannica di origini ungheresi Emma Orczy e che ha dato vita e fama al personaggio conosciuto come La Primula Rossa. Siamo in Francia nel 1784 e il giovane e agiato borghese Paul Déroulède, dopo essere stato accolto – unicamente per le sue ricchezze – tra gli aristocratici, è costretto, per averne involontariamente offeso la dama, a sfidarsi a duello con il giovane Visconte De Marny. Quest’ultimo, accecato dall’ira e dall’alcool, ha la peggio e viene ucciso, senza colpe, dal rivale. Il vecchio padre del ragazzo, affranto per il dolore ma incapace di poter vendicare la morte del suo unico erede perché malato, costringe la giovane figlia quattordicenne Juliette a giurare su Dio di portare a termine in qualsiasi modo la punizione contro l’assassino dell’amato fratello maggiore. Passano gli anni e nel Paese, dopo la Rivoluzione, domina il Terrore – un periodo sanguinario instaurato da Robespierre – durante il quale il popolo francese affamato e assetato di giustizia, mal sopporta gli “aristos”. Tra questi vi è la giovane Juliette che, non più ragazzina ma giovane donna, riesce con un’abile stratagemma a essere accolta in casa del rispettato e stimato cittadino-deputato Déroulède con l’intenzione di onorare la promessa fatta al genitore. Trattata con amore e rispetto dai membri della famiglia dell’uomo contro il quale deve vendicarsi, la ragazza si trova a essere ogni giorno sempre più combattuta sul da farsi fino al prendere una decisione che, senza l’intervento del nobile inglese Sir Percy Blakeney e la lega de La Primula Rossa, potrebbe costare cara non soltanto a Déroulède ma anche a lei stessa. Voto di sangue e il ritorno de La Primula Rossa Con le avventure de La Primula Rossa – il cui primo romanzo che ne compone il ciclo, “La Primula Rossa”, apparve nel 1905 – la baronessa Emma Orczy ha creato un personaggio che è riuscito a entrare a pieno titolo nell’universo degli eroi letterari senza tempo. In ogni suo romanzo, come anche in Voto di sangue, questo eroe reazionario, perché incapace di sopportare gli eccessi di violenza nati dalla Rivoluzione e perpetrati negli anni a essa successivi, dà prova del suo incredibile ingegno – dote che gli consente di portare a termine con successo le missioni che lo vedono coinvolto. La trama è costruita su un susseguirsi di rivelazioni e colpi di scena che lasciano il lettore con il fiato sospeso in quella che è una storia in cui l’amore sembra essere destinato a soccombere ai doveri legati a un onore di casta ormai morto ma che il cui spirito continua a perseguitare chi vive nel presente. Un presente dove la delazione è all’ordine del giorno; dove gli stenti e la disperazione portano il popolo a invocare per i traditori del Paese e degli ideali rivoluzionari di essere condotti “à la lanterne” più vicina – i […]

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Uno qualunque: la vita e la morte nel romanzo di Alessandro Agnese

Uno qualunque, romanzo di esordio di Alessandro Agnese, edito dalla casa editrice calabrese Ferrari Editore, è un romanzo per certi versi spietato, che mette di fronte alla vera essenza dell’esistenza umana. Quattro storie, apparentemente slegate una dall’altra, che si compiono e s’incastrano nei deserti dell’anima in cui si rimane inghiottiti senza nessuna via di scampo. Quattro anonimi protagonisti-narratori, cittadini della stessa indefinita città-mondo, che attraversano quella sottile linea d’ombra che fa da confine tra la normalità e la follia. Due costanti ricorrenti sono Amerigo, personaggio dalla natura contrastante e tormentata che mostra la forza e la fragilità del male, e la morte, metafora della transizione tra i vari stadi della coscienza, mistero e incubo palpabile da cui l’uomo tenta invano di scappare. Uno qualunque, di Alessandro Agnese: quattro stadi della vita uniti da un filo rosso sangue Il romanzo di Alessandro Agnese è suddiviso in quattro macrocapitoli, ognuno dei quali rappresenta uno stadio del percorso umano: in ordine, abbiamo infantia, adulescentia, juventus-maturitas e senectus. Protagonisti sono, appunto, delle persone “qualunque”, individui che in qualche modo provano un certo “disagio” nei confronti della vita e che, invece, sembrano essere morbosamente attratti dalla morte, fil rouge dell’intero romanzo. I protagonisti di Uno qualunque la desiderano ardentemente, la sognano come la pace dopo una lunga ed estenuante battaglia contro sé stessi e i propri fantasmi. Lo stesso Alessandro Agnese, per bocca di uno dei suoi protagonisti, spiega la sua visione dell’esistenza e dello stretto rapporto tra questa e la morte: “Tutti noi umani, al di là di chi siamo e di cosa facciamo, abbiamo le stesse paure e le stesse necessità. Viviamo e attraversiamo tutti le stesse fasi, in un modo o nell’altro. L’infante, ad esempio, agisce senza morale e senza cognizione di causa. È un esserino fastidioso e capriccioso che si muove e impara a tentoni, attraverso stupidi sbagli. (…) L’adolescente è, invece, in conflitto con se stesso e il mondo intero. È convinto di essere il solo a perseguire il vero ma, in realtà è bloccato in una fase della vita che lo strattona, in egual misura, tra la puerizia e quello che inevitabilmente diventerà. L’adulto, invece, è  consapevole che la vita si regge su schemi e compromessi invalicabili. (…). Infine c’è il vecchio, un uomo solo, angustiato dal pensiero di non avere più un ruolo utile nel teatrino osceno dell’esistere. (…) Eppure, arriviamo tutti allo stesso capolinea: la morte, il solo motore del nostro agire. È la morte il vero operatore di cambiamento della nostra vita, ma tutti ne siamo terrorizzati. Sono convinto, però, che, in realtà, abbiamo più paura della vita, non il contrario…“ I quattro capitoli di Uno qualunque, dunque, presentano quattro protagonisti che, ognuno a modo loro e ognuno secondo le modalità proprie dell’età in cui si trovano, cercano di capire il rapporto ambiguo e necessario che intercorre tra la vita e il suo contrario, tra caos vitale e ordine mortale. Tutti loro sono irresistibilmente attratti dal lato oscuro, fanno di tutto per raggiungerla e passano l’esistenza a stordirsi per arrivare quanto più vicino possibile all’esperienza […]

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Michelle Steinbeck, Mio padre era un uomo sulla terra e in acqua una balena

Mio padre era un uomo sulla terra e in acqua una balena è il romanzo d’esordio di Michelle Steinbeck edito da Tunuè edizioni. La protagonista, Loribeth, è una ragazza giovane e curiosa, che vive come sospesa da quando suo padre è fuggito di casa, abbandonandola. Ma un giorno sarà costretta ad assumersi le sue responsabilità e a mettersi in viaggio, portando con sé solo una valigia; dentro, la conseguenza e la prova, decisamente ingombrante, di un suo folle gesto. Il romanzo si apre con un ritmo decisamente frenetico e l’inizio della narrazione sarà segnato da un evento tanto traumatico quanto simbolico, che si protrarrà nel corso di tutta la storia. Tutti i personaggi sono iconici ed innovativi. Ognuno di essi servirà sia allo sviluppo narrativo, che a dare una nota di colore alle descrizioni. Seguiranno quindi i dettagli e le storie dell’uomo grigio, di Seifert il marinaio e di sua sorella, del vecchio senza gambe in sella ad una bici, del bambino con le scarpe luminose, della ragazza unicorno e dello stesso padre di Loribeth. Durante la storia, Loribeth avrà modo di avere numerosi incontri romantici, anche se quello che la segnerà di più sarà proprio quello con il marinaio Seifert, un ragazzo magrolino e divertente.  Michelle Steinbeck non rende il loro romanticismo banale. La loro è infatti storia d’amore originale e divertente, mai prevedibile, con dialoghi talvolta surreali. Seifert sarà quasi la chiave di tutta la storia: l’amore leggero che proverà per Loribeth porterà la ragazza ad interrogarsi in modo profondo su ciò che è stata la sua vita passata e su quello che desidera aspettarsi per il futuro. Le vivide descrizioni del libro di Michelle Steinbeck Le descrizioni dei luoghi sono il punto forte della narrazione di Michelle Steinbeck. Se in un romanzo “normale” c’è un susseguirsi di città o contrasti climatici, qui assisteremo ad un vero e proprio viaggio surreale in mondi deserti e mai visti prima. La città rossa ne è un chiaro esempio, qui ci sono teste di animali appese ovunque, gente costantemente infreddolita, lumache e uomini da tè. Tutte le case e tutti i mattoni sono di colore rosso. Anche il mercato dove Loribeth si troverà con la sorella di Seifert non mancherà di originalità: qui infatti ci sarà una compravendita di denti ed orecchie. Ma il luogo iconico e rappresentativo di tutto il romanzo sembrerebbe essere proprio “l’isola dei padri scappati”. Un nome chiaro che riporta alla mente solo una soluzione: il padre della giovane è rifugiato proprio lì. Sull’isola, l’uomo scrive e beve tè, ricorda la sua vecchia vita con leggera nostalgia ma non trova mai il coraggio di tornare indietro, sopraffatto dal ricordo della sua insoddisfazione familiare e personale. Sull’isola non ci sono doveri, si può fuggire, ma anche stare fermi, non si risponde mai a niente e le responsabilità sembrano una cosa ormai lontana. La ragazza con la valigia porterà con sé il suo segreto fino alla fine, a volte le sfuggirà letteralmente dalle mani ma altro non appare se non […]

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Estremi rimedi, un romanzo di Thomas Hardy

Pubblicato da Fazi Editore nella collana Le Strade, Estremi rimedi è un romanzo del poeta e scrittore inglese vittoriano Thomas Hardy. Suddiviso in tre volumi, per un totale di ventuno capitoli, il romanzo parte dal dicembre del 1835 e il gennaio del 1836 per poi seguire lo svilupparsi degli eventi fino al loro epilogo nell’estate del 1867. È in questo lungo lasso di tempo che si svolgono le vicende – in cui è possibile riscontrare diversi elementi autobiografici dell’autore – che vedono coinvolta la giovane e bella Cytherea Graye la quale, rimasta orfana di entrambi i genitori, decide con il fratello Owen di lasciare la cittadina natale di Hocbridge per recarsi a Creston nella speranza di risollevare le loro sorti vista la preoccupante situazione economica in cui versano. Qui, Owen inizia a lavorare presso uno studio di architettura ed è sempre qui che i due Graye conoscono Edward Springrove che si innamora della ragazza e ne è ricambiato. Tuttavia, qualcosa impedisce a Edward di coronare il loro sogno d’amore e sarà solo quando Cytherea verrà assunta da Miss Aldclyffe – una donna legata al passato del padre della protagonista e con un comportamento alquanto insolito – che verrà a sapere la verità: Edward è fidanzato e si sposerà con un’altra. Delusa e addolorata dalla scoperta, la ragazza proverà a dimenticarlo e l’arrivo di Manston presso la casa di Miss Aldclyffe darà inizio a una storia fatta di scoperte e intrighi nella quale tutti i personaggi saranno coinvolti. Estremi rimedi: “le cose non sono come sembrano” Hardy in questo suo primo lavoro – dato alle stampe nel 1871 quando lo scrittore aveva trentuno anni – ha dato prova delle sue doti di letterato  costruendo una trama precisa, seguita in maniera scrupolosa passo passo, nella quale ogni evento si incastra alla perfezione con quello che lo precede o segue. A questo si aggiungono i tanti elementi che contribuiscono a lasciare nel dubbio il lettore che, di volta in volta, scopre gli intrighi e i segreti dei personaggi che risultano essere più ambigui considerati i loro comportamenti apparentemente inspiegabili ma cui sottendono motivazioni e interessi ben precisi. Molte, inoltre, sono le citazioni ad altre opere o figure del presente e del passato di diversa provenienza – lo stesso nome dell’eroina è, per darne un esempio, uno degli appellativi della dea Afrodite/Venere – che arricchiscono ulteriormente questo racconto dalle tinte gialle e noir sfumate con un leggero tocco di ironia. In Estremi rimedi quello che sembra premere a Hardy è il bisogno di andare al di là delle apparenze perché le cose non sono sempre quello che sembrano; soltanto in questo modo, dopo aver superato le macchinazioni degli uomini e gli scherzi del fato, si può avere la possibilità di raggiungere un lieto fine che, altrimenti, sarebbe stato impossibile avere.   [Fonte immagine: Sito Fazi Editore]

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Vera, il romanzo di Elizabeth von Arnim

Scritto nel 1921 e in vendita dal 26 settembre per la casa editrice Fazi Editore, Vera è forse il romanzo più riuscito della scrittrice Elizabeth von Arnim, nel quale la scrittrice riversa parte del suo vissuto: come Lucy, giovane protagonista del romanzo, anche Elizabeth è stata una “seconda moglie” e ha portato tutto il peso di questa situazione. Forse proprio l’aver provato sulla sua pelle la sensazione del continuo confronto con una donna sconosciuta, ha fatto sì che la scrittura di “Vera” sia in grado di trasmettere in maniera evidente il malessere psicologico della protagonista e, quindi, dell’autrice. Vera: storia di una seconda moglie Il romanzo, ambientato in Cornovaglia, si apre con l’immagine di una giovane donna persa nel dolore: Lucy Entwhistle, corpo da bambina e anima innocente, ha improvvisamente perso suo padre, centro propulsore di tutta la sua esistenza. Incapace di reagire, Lucy, quasi catatonica, trascorre il tempo in giardino, senza nemmeno trovare la forza per piangere. Qui avviene l’incontro fortuito con il signor Everard Weymiss, uomo maturo ma ancora piacente, anche lui sconvolto da un recente lutto: sua moglie Vera, colei che da il nome al romanzo, è morta cadendo dalla balconata della loro abitazione. Come se non bastasse, al momento dell’incontro tra Lucy e Weymiss, è in corso un’indagine per appurare la natura accidentale dell’accaduto. I due, accomunati dalla sofferenza e dalla perdita, impiegano pochissimo tempo a legarsi l’uno all’altra: Lucy ritrova in quest’uomo il porto sicuro che per lei era stato suo padre; Weymiss vede il Lucy un essere fragile, da proteggere dal mondo. Naturale evoluzione di questo rapporto saranno il fidanzamento e, infine, il matrimonio. Ma, dopo la luna di miele, l’ingresso a The Willows, la casa dove pochi mesi prima si è consumata la tragedia di Vera, turba profondamente Lucy. Poco a poco, già durante il breve periodo di fidanzamento, e ancora di più col matrimonio, Everard mostra la sua natura di uomo manipolatore e subdolo, incline a scatti di ira repentini e a violenze psicologiche di vario tipo verso tutti i suoi sottoposti, moglie compresa. Riuscirà Lucy a resistere ai rigidi rituali della casa e allo sposo cinico e maniaco del controllo? Solo una persona, la cui presenza è ancora palpabile tra le mura di casa, sembra poterla capire, pur non esistendo più: Vera. Un’anima prigioniera che non può volare Sebbene scritto nel 1921, Vera mette in risalto una condizione drammaticamente condivisa da molte donne, in ogni tempo e luogo, vittime di abusi e vessazioni psicologiche. Le mura domestiche, che dovrebbero rappresentare una protezione, un’isola felice a cui far ritorno dopo aver lasciato le tempeste del quotidiano, diventano per queste donne una prigione dalla quale è quasi impossibile evadere. La condizione di Lucy è quanto mai indicativa: ingenua e innamorata, non vede o, meglio, non vuole vedere, la vera natura dell’uomo che le sta accanto. Cerca una giustificazione ad ogni sua stranezza, trova una spiegazione “razionale” ad ogni comportamento; si addossa la colpa per ogni litigio. Lucy, chiusa nel suo disperato bisogno di […]

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Tutta colpa mia, un romanzo di Juno Dawson

Appartiene al genere young adult il romanzo intitolato Tutta colpa mia, scritto dall’autrice Juno Dawson e pubblicato in Italia da Newton Compton Editori. Alexandria “Lexy” Volkov è una diciassettenne londinese di origini russe, bella e ricca che gode della vita fatta di lussi e privilegi riservati a chi, come lei, fa parte del suo mondo. Le sue giornate trascorrono tra feste e sfilate che le permettono di venire a contatto con i personaggi famosi che frequentano la capitale inglese. Tuttavia, quella che potrebbe apparire come una vita perfetta a chi la guarda dal di fuori è, in realtà, vuota a tal punto da portare la giovane a lasciarsi risucchiare, con la complicità del ragazzo Kurt, nel tunnel della droga. Preoccupato per la sorella minore, Nikolai decide di intervenire portandola – contro la sua volontà e all’insaputa dei genitori – presso il centro “Clarity”, una clinica di recupero situata su un’isola che accoglie giovani che soffrono di dipendenze e disturbi di varia natura. Qui Lexy, che dovrà seguire un programma basato su dodici passi, fa la conoscenza del Dottor Goldstein e dei suoi “compagni” di terapia: Kendall, anoressica; Guy, ossessivo-compulsivo; Sasha, autolesionista; Melissa, alcolizzata; Ruby, attaccata al cibo e Brady la cui dipendenza sarà per Lexy motivo di ulteriore maturazione. Questo perché, malgrado l’iniziale rifiuto della ragazza di quello che considera uno spreco di tempo visto e considerato il suo ostinato negare l’evidenza, la protagonista abbatterà i muri eretti a proteggersi ammettendo di avere un problema e mostrando una reale volontà per risolverlo. Tutta colpa mia e il delicato argomento delle dipendenze giovanili Il romanzo della Dawson affronta, grazie ai diversi personaggi e alle loro storie personali, alcune tra le più diffuse dipendenze che affliggono sempre più il mondo dei giovani. In questo caso specifico, si tratta di ragazzi e ragazze provenienti per lo più da famiglie ricche e, a un primo impatto, potrebbe sembrare che siano solo gli ennesimi figli di papà viziati caduti in tentazione e trovatisi invischiati in qualcosa di più grande di loro per pura e semplice noia. Grazie a una loro conoscenza più approfondita si scopre che, come per la protagonista, le cause che li hanno spinti al punto tale da aver bisogno di essere ricoverati in una clinica, sono in realtà ben più serie. Interessante è l’attenzione verso il processo di maturazione di ognuno di loro e, ovviamente, di Lexy che, da ragazzina scontrosa e snob convinta di poter tenere sotto controllo l’uso che fa della droga perché non ne è dipendente, grazie all’aiuto medico, all’amore e a una nuova consapevolezza di sé, compie quella definitiva metamorfosi che le permetterà di riprendere in mano la sua vita. Tutta colpa mia, nonostante il genere di appartenenza possa portarlo – sbagliando – a essere considerato come frivolo, è un romanzo che ben mette a nudo la realtà contemporanea e dal quale passa chiaro il messaggio che riconoscere di avere un problema, accettare/chiedere aiuto e, soprattutto, lasciarsi aiutare impegnandosi per davvero sono le sole carte vincenti per salvarsi […]

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Rosamund, il capitolo conclusivo della trilogia ideata da Rebecca West

Fazi Editore esce oggi in libreria con Rosamund, il terzo e ultimo capitolo della saga familiare degli Aubrey della scrittrice Rebecca West. Finita la Prima Guerra Mondiale, le gemelle Mary e Rose Aubrey sono, ormai, due affermate pianiste che viaggiano in giro per il mondo entrando in contatto con un ambiente sfarzoso dal quale, tuttavia, non si sentono attratte perché vacuo e volgare. Entrambe sono ancora profondamente addolorate per la perdita dell’amata madre e dell’adorato fratello e, malgrado i loro sforzi, non riescono a vivere il loro presente serenamente. Aiutate dal Signor Morpurgo – datore di lavoro del loro padre scomparso, rimasto sempre accanto a loro – decidono di trasferirsi dalla casa di famiglia di Lovegrove in una nuova abitazione. L’uomo, alcuni vecchi amici e la cara cugina Rosamund rappresentano il loro unico conforto. Tuttavia, le due protagoniste si ritrovano ad affrontare un’altra dolorosa quanto inaspettata separazione proprio da quest’ultima che sposa uno sgradevole e strano uomo ricco lasciando il lavoro di infermiera che tanto adorava, per seguire il marito nei suoi viaggi all’estero. Le due sorelle affronteranno in maniera diversa la nuova situazione nella quale si vengono a trovare: mentre Mary deciderà di abbracciare appieno una vita solitaria che comporterà il distacco dalla gemella, Rose si aprirà all’amore per il compositore Oliver scegliendo di viverlo appieno. Rosamund : una fine per un nuovo inizio In quest’ultimo libro della trilogia degli Aubrey, Rebecca West vi riporta le caratteristiche peculiari dei precedenti – La famiglia Aubrey e Nel cuore della notte – come le descrizioni accurate dei personaggi, degli stati d’animo e delle ambientazioni con quel suo tipico tocco ironico che, anche nel finale, contribuisce a mantenere l’originalità di una storia unica nel suo genere. Attraverso la voce narrante di Rose – che nulla risparmia al lettore – veniamo a conoscenza dei suoi altalenanti stati d’animo, dei suoi più profondi pensieri e sentimenti legati agli eventi che, sin da bambina, ne influenzano la crescita e la maturazione sia come donna che come artista. Tra tutti, quello che indubbiamente evidenzia questo cambiamento – per quanto gli altri non siano di certo meno importanti – è la consapevolezza dell’amore che la giovane ammette di nutrire per Oliver nel momento stesso in cui lui esterna ciò che prova per lei: “… Smise di suonare e si alzò in piedi. Entrai nella stanza e ci trovammo l’una di fronte all’altro, tremanti. Uno sguardo colpevole gli si dipinse in volto e poi scomparve. Disse esultante: «Ora posso amare di nuovo». Mi colpì come una stretta al cuore che lui la mettesse in quel modo, ma il mio io più profondo mi disse freddamente che se avessi avuto lui, nient’altro sarebbe più importato. Venne verso di me e io mi irrigidii per il disgusto, ero sicura che sarei morta quando mi avrebbe toccata, e invece, naturalmente, cominciai a vivere.” Con Rosamund, i personaggi della West iniziano tutti un nuovo significativo percorso accompagnati da una sinfonia che ne ha segnato le vite e che continuerà a risuonare nei […]

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Il matrimonio delle bugie, un thriller di Kimberly Belle

Edito da Newton Compton Editori, Il matrimonio delle bugie è un romanzo intriso di intrighi e misteri scritto dall’autrice Kimberly Belle. Iris e Will Griffith sono sposati da sette anni e, nonostante molti dicano che quello sia l’anno al quale molte coppie non sopravvivono a causa della “crisi” che si abbatte inesorabile su di loro, il loro matrimonio va a gonfie vele tanto da far desiderare ai due di provare ad avere un bambino. D’altronde, questo, sembra essere il momento propizio: vivono in una splendida casa ad Atlanta, entrambi hanno un lavoro che li soddisfa – lei è psicologa presso un esclusivo liceo della città, lui è un brillante programmatore di software – e, cosa ancora più importante, sono l’uno “la persona preferita sulla faccia della Terra” dell’altro. È su queste certezze che poggia la felicità di Iris; felicità, tuttavia, forse troppo perfetta perché il suo Will – partito alla volta di Orlando per un viaggio di lavoro – rimane coinvolto in un’incidente aereo su un volo per Seattle nel quale perdono la vita tutti i passeggeri. Nel giro di poco tempo, il mondo dorato di Iris va in mille pezzi e, nel frattempo, una serie di inspiegabili coincidenze la porta a convincersi che il suo Will non sia morto. Sarà aggrappandosi con tutte le sue forze a questa speranza che la donna inizierà a indagare sul conto del marito, venendo a conoscenza di una verità che metterà in discussione quel matrimonio da favola costruito su una montagna di bugie. Il matrimonio delle bugie: la menzogna ha il suo prezzo  Kimberly Belle parte, sin dalle prime pagine del suo romanzo, ingranando la quinta, decidendo di sconvolgere subito la vita della protagonista con una tragedia alla quale non può rassegnarsi perché priva di motivazioni logiche. L’incessante dubitare di Iris, alimentato dalla speranza che il suo Will sia vivo, evidenzia quanto lei realmente lo ami di un amore che, nonostante le scoperte che farà in seguito, va oltre le bugie e le intricate macchinazioni dell’uomo che ha sposato. Di quest’ultimo, si rende ben presto conto di non sapere nulla se non quello che lui stesso le ha detto; mistero e tensione si uniscono creando un effetto di forte impatto emotivo sul lettore, tenuto costantemente sulle spine dalle rivelazioni che si susseguono man mano che la situazione si sviluppa. Il matrimonio delle bugie è uno di quei libri da leggere senza interruzioni lasciandosi trasportare dagli eventi che, in un continuo crescendo di emozioni, aumentano la voglia di conoscere anche il più piccolo aneddoto sui personaggi principali che l’autrice ha così ben delineato in questo thriller tutto da scoprire.   [Fonte immagine: sito Newton Compton Editori]

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Estranei, la storia di una famiglia contemporanea di Osaka Dolls

Scritto a quattro mani da Lorenzo Mazzoni e Massimo Di Gruso sotto il nome di Osaka Dolls, all’interno del progetto ThinkAbook, Estranei è un romanzo pubblicato da Koi Press. La storia della famiglia Spinelli, ha come ambientazione la periferia degradata della città di Milano. Franco, il padre, lavora di notte come netturbino; Alice, la madre, fa la parrucchiera per le vicine del quartiere; i loro figli gemelli, Caterina e Marco, sono due diciassettenni che si somigliano esteticamente ma sono caratterialmente all’opposto: lei, bellissima e popolare, lui trasandato ed emarginato. Ciascun personaggio, oltre a parlare di sé, esprime il proprio punto di vista sugli altri componenti del nucleo familiare e il quadro che ne esce fuori è quello di quattro individui che vivono soltanto sotto lo stesso tetto perché, di fatto, risultano essere dei perfetti estranei. Mancando la comunicazione tra di loro e visti il distacco e l’insofferenza che regnano sovrani tra le mura della casa che forzatamente condividono, tutti i protagonisti vivono delle seconde vite al suo esterno. Franco ha ormai perso da anni importanza agli occhi della moglie e dei figli che non lo considerano e cerca conforto nel rapporto, fatto solo di conversazioni, con una giovane prostituta dell’Est che vuole salvare togliendola dalla strada. Alice, insoddisfatta della vita matrimoniale, inizia una storia extraconiugale per la quale è pronta ad abbandonare i suoi cari pur di riappropriarsi della propria vita. Caterina usa la propria bellezza per ricevere regali e soldi da danarosi sconosciuti in cambio di sue foto erotiche ed è, all’apparenza, la più sicura. Marco, fragile e solo, crede di aver trovato la ragazza dei suoi sogni e di poter, finalmente, uscire dalla condizione di sfigato che lo tormenta da anni. Per tutti, alla fine, arriverà il momento di aprire gli occhi e prendere coscienza della situazione in cui realmente si trovano e le azioni dei singoli influenzeranno quelle della famiglia. Estranei  degli Osaka Dolls: una famiglia sotto esame Grazie a uno stile scorrevole, a una scrittura che va dritta al punto senza girare a vuoto intorno all’argomento trattato e a una trama cruda perché parla senza mezzi termini di una realtà a noi oggi niente affatto estranea, gli autori hanno ben reso l’idea della preoccupante alienazione che ci affligge e che può portare anche i membri di una famiglia a essere dei perfetti sconosciuti. Il libro è intriso di psicologia – non a caso, la postfazione è stata curata dalla Dottoressa Valentina Stirone, psicologa e psicoterapeuta – una psicologia pura che mostra persone e pensieri per quello che sono, per quello che rappresentano: ognuno un tipo di disagio diverso che, tuttavia, nasce dalla stessa assenza di presenza che affligge anche gli altri. Estranei è un romanzo interessante che fa riflettere sul concetto odierno di famiglia, sulle difficoltà dell’essere e del realizzare se stessi al suo interno e poi al suo esterno, sulla necessità di sentirsi parte di essa perché, in fondo, nessuno vorrebbe mai considerare estraneo chi ne fa parte. [Fonte immagine: Sito Koi Press]

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La fragilità dei palindromi, un romanzo di Marcostefano Gallo

  La fragilità dei palindromi , un romanzo di Marcostefano Gallo edito da Ferrari Editore. La storia è ambientata a Mongrassano, piccolo borgo del sud reale ed immaginario. Le vicende riguardano la vita di diversi abitanti, così diverse, ma così intrecciate tra di loro, tanto da formare una rete intricata di trame. La festa patronale di Sant’Anna sarà il punto focale di tutto, da cui partiranno sviluppi e se ne arresteranno degli altri. Tutte le vicende hanno un filo comune: “le verità di paese”, quello spazio deciso tra il pettegolezzo e la verità certa. Tutto ciò che accade a Mongrassano diventa oggetto di discussione, di crisi e rinascita. E nessuna delle cose esclude l’altra. Uno dei personaggi che salta da subito all’occhio è quello di Angelo, il “ripara tutto” del paese, un uomo tutto d’un pezzo, incapace però di abbandonare i sogni di una vita felice. L’amore della sua vita, Beatrice, è la sposa di Carlo Marino, il controverso sindaco del paese. Marino è l’emblema della corruttibilità, della politica faziosa, fatta col sangue della gente, per il solo scopo di trarne profitto personale. È un sindaco feroce, incapace di pensare al bene collettivo. Uno che riempie la poltrona con tutta la sua violenza. Il rapporto con sua moglie sarà il simbolo di diverse svolte narrative: per lui Beatrice e suo figlio fanno parte di quelle cose imprescindibili per la buona immagine pubblica, di conseguenza sono per lui solo trofei. Grazie a Luciano Raimondi scopriamo invece il tema caldo “degli amori clandestini”. Infatti rappresenta il ragazzo giovane capace di affollare la mente altrui con promesse e risposte. Incapace di seguire una strada, universitario fallito, in continua lotta con sé stesso e i dettami atipici dei suoi genitori. A Mongrassano non manca “il maresciallo”, Otto Kofler, emigrato dal Nord si ritrova in una cittadina del Sud per amore e passione. Dapprima apparirà come un personaggio negativo della storia, sul finale si rivelerà essere invece un esempio positivo per sé stesso e gli altri. Concetta Posterano è invece una donna che ama la poesia, e proprio grazie ad essa riuscirà ad esternare la sua condizione: un uccello in gabbia che sarà la parte ricreativa del paese: il suo bar infatti sarà il ritrovo di numerosi anziani in cerca di divertimento. Per tutto il tempo lei guarderà le cose passare con nostalgia e disincanto. Rappresenterà il bagaglio dei sogni infranti, e un trampolino continuo verso cui tendere e forse lanciarsi. La donna è anche la fidanzata storica del medico del paese, Cesare Formoso. Grazie a lui il romanzo riesce ad indagare quell’aspetto viziato e contorto della realtà del borgo: “il malocchio”. La sua famiglia si troverà vittima di un maleficio, che porta i Formoso alla stessa medesima fine. Cesare si ritroverà diviso tra la voglia di vivere e il desiderio di abbandonarsi alla sua sorte. Il romanzo indaga quindi alla perfezione tutti quei meccanismi tipici dei borghi del sud, dove le cose che non vedi, spesso fanno più paura delle cose che ti passano […]

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