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Eroica Fenice

La categoria Food contiene 425 articoli

Food

Caffè Kamo, il caffè perfetto per ogni occasione

Il Caffè Kamo ha presentato al Grand Hotel Santa Lucia di Napoli la nuova linea delle cialde monodose. In occasione dell’evento sono state spiegate ai presenti le caratteristiche delle differenti varietà pensate per soddisfare sia i bisogni dei cosiddetti coffee lovers, sempre alla ricerche di nuove esperienze di gusto, sia di chi quotidianamente sfrutta la pausa caffè per ricaricare le energie. Specialmente a Napoli, dove nasce il Caffè Kamo, il caffè non è una semplice bevanda come un’altra, non serve solo a dare la “carica” necessaria, il caffè è un modo di concepire la vita: è augurare a se stessi e agli altri una buona giornata, è riscaldare il cuore insieme ad un sorriso, è dissolvere qualche angustia nell’aroma che emana, è festeggiare in compagnia, è rallentare il respiro durante una giornata troppo frenetica. Tutto questo l’azienda Projeko lo sa molto bene, quindi ha sviluppato diverse linee del Caffè Kamo a seconda di diversi palati, esigenze, orari e momenti della giornata. Le cialde monodose del caffè Kamo sono ispirate a tre vulcani La linea delle cialde monodose comprende quattro prodotti, i nomi dei quali sono ispirati a tre vulcani, eccetto il decaffeinato chiamato semplicemente “Deca”: “Tolima” dall’omonimo vulcano colombiano, è caratterizzato dall’aroma fine con sentori di nocciola tostata; “Tambora” dal vulcano indonesiano, ha un sapore equilibrato e segnato da delicate note di cacao; “Fuego” dal vulcano guatemalteco, ha un carattere deciso e un corpo consistente. La gamma dei prodotti Kamo si può suddividere in due grandi famiglie, la linea Al bar, formata dai prodotti “Ho.Re.Ca. Italia – con sei miscele – e “Ho.Re.Ca. Estero” per il mercato estero, e la linea A casa, costituita da cinque miscele di caffè in grani. Tutte le varietà vengono selezionate nei paesi d’origine e, successivamente, vengono tostate, miscelate e confezionate negli stabilimenti italiani dell’azienda. L’attenzione al dettaglio dei fratelli Rubino, fondatori della Projeko, si nota anche nel modo in cui il prodotto viene presentato al cliente. Infatti il design del packaging, una griglia a rombi che si scompone e ricompone sulle superfici, riprende le punte dei vulcani e i colori del caffè. Kamo: il caffè e la storia dei fratelli Rubino Michele e Marizia Rubino, sono due giovani che hanno ereditato la passione per il caffè ascoltando in casa il padre, Francesco Rubino, parlare della sua attività. Nel 1953 Francesco aveva avviato una piccola torrefazione a Napoli che poi, per la crescente domanda, aveva abbandonato per trasferirsi in una sede più grande. Un amore tramandato di generazione in generazione e giunto alla fondazione dell’azienda Projeko, che si occupa di realizzare il Caffè Kamo e di distribuirlo nel migliore dei modi; infatti il marchio Kamo viene diffuso tramite diversi canali, grazie ad hotel, ristoranti e caffetterie, ma anche con la vendita al dettaglio in negozi specializzati e con l’uso di internet e dei social. L’attenzione e la curiosità degli amanti del caffè sono soddisfatte da costanti aggiornamenti sulle novità, rubriche, foto sui canali ufficiali e da eventi organizzati per consentire la degustazione gratuita dei prodotti. Ma per chi il caffè lo ama di […]

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A Figlia d”o Marenaro, riapre il locale in Via Foria

È tornata A Figlia d”o Marenaro, dopo la momentanea chiusura di un mese e mezzo per lavori di ristrutturazione e ha deciso di farlo in grande stile. Presentandosi al quartiere, alla stampa e ai suoi amati clienti con la simpatia, la spontaneità e l’amore che da sempre è peculiarità di questo locale del centro napoletano. A Figlia d”o Marenaro, quando è necessario esagerare Oro è la parola fondamentale di questo ritorno. Poiché d’oro sono i rivestimenti delle pareti, oro è la cucina della Signora Assunta, ma d’oro sono anche la passione e la vitalità che la Signora Assunta e il suo affiatato staff mettono in ogni cosa, dalla composizione dei piatti alla capacità di creare sempre un’atmosfera genuina e famigliare. Ciò che aspetta il cliente, immergendosi all’interno del locale, è un blu mare, il quale abbraccia lo stesso come fosse circondato dalle placide onde di acque tranquille e serene. Può contastare, osservare quasi con mano, ciò che mangerà, vista l’esposizione, in alcuni casi esclusivamente ludica, delle pietanze, con una vasta distesa di alimenti ittici. Ma è ampio e ben ornato anche lo spazio dedicato alla pizza, un classico intramontabile e immancabile in un posto come A Figlia d”o Marenaro dove, come già detto, la tradizione dei sapori e della cultura culinaria napoletana non è solo è di casa, ma la fa da padrone. Grande novità di questa ristrutturazione (stile, design e arredamento sono a cura di Costagroup) è il secondo ambiente, una sala dove ci vengono mostrate, attraverso varie foto e atmosfera, la storia di Assunta, dai suoi inizi a pulire cozze su una cassa di legno di Birra Peroni, fino al successo attuale e ai giorni nostri. Ma per continuare a far sì che i vecchi gusti trionfino, bisogna anche saper guardare avanti, alla tecnologia moderna e alle sue continue innovazioni. Per questo, con la collaborazione di alcuni esperti del proprio settore come NEXTOR Cooking Solutions, che ha progettato e prodotto l’intera cucina, di cui notiamo con attenzione alcuni particolare come i suoi materiali acciaio INOX AISI 316lL una scelta che contraddistingue gli ambienti navali e che è stato voluto al Ristorante in via Foria per realizzare una realtà altamente performativa. O il forno Josper a Carbone Vegetale, che dona alle materie prime il giusto sapore senza però rischiare di cadere in eventuali contaminazione. È, dunque, questa filosofia quella che caratterizza A Figlia d”o Marenaro e il suo staff, un continuo e incessante lavoro per migliorarsi, per seguire l’evoluzione dei tempi e della cucina, di rispettare l’ambiente e, soprattutto, il cliente e il suo piacere. O, come direbbero, sempre con Pulizia, Qualità e Tanto Cuore. E su richiesta della stessa Signora Assunta e del suo team tutto, se dovete parlare male di A Figlia d”o Marenaro, mi raccomando, esagerate!

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Trattoria pizzeria Vasinicola, riscoprire antichi sapori a Caserta

Giambattista Basile nel Cunto de li cunti racconta di come il “vasinicola” fosse utilizzato di frequente nella cucina napoletano. Quella tradizione, quella del basilico come componente fondamentale dei piatti campani, non è fortunatamente cambiata.  Così come non è cambiata la voglia di trasmettere la cultura gastronomica da nonni a nipoti, senza le dovute – e talvolta superflue – variazioni e sperimentazioni. È questo lo spirito che ha animato Marco Colasanti e Massimiliano Penna, due giovani imprenditori, nella creazione dei loro “Vasinicola”, locali che rievocano sapori e odori della nostra infanzia. Il loro debutto nella ristorazione è avvenuto con una piccola pizzeria d’asporto a Posillipo. Il successo li ha spinti ad approdare a Caserta dove, grazie alla sinergia con “È divino” di Capri, è nato il secondo “Vasinicola”, trattoria e pizzeria che vede anche la collaborazione di Fabio Trama. Tra una pasta e patate con la provola e un’ottima frittata con sugo di genovese, abbiamo avuto il piacere di intervistare la direttrice del ristorante di Caserta, Serena Penna, direttrice, nonché figlia di Massimiliano Penna. Intervista a Serena Penna, direttrice della Trattoria Pizzeria Vasinicola di Caserta Il nome Vasinicola rimanda al dialetto napoletano di Giambattista Basile. Come si lega, invece, il locale alla tradizione campana? Il locale si lega alla tradizione campana con i nostri piatti che vogliono riscoprire e valorizzare quelli che sono gli antichi sapori. Per far ciò, usiamo ancora le ricette delle nostre nonne.  Quali sono i piatti di punta della Trattoria Pizzeria Vasinicola? Senza alcun dubbio la “pasta, patate e provola” e la genovese oltre, ovviamente, al classico ragù. Per quanto riguarda le pizze, la più in voga è la “vasinicola” (pomodorino giallo, salame, provolone e olive nere) e “dummeneca” (ragù, polpettine, e cornicione ripieno con ricotta e polpette). È forte il dibattito tra i pizzaioli su quale farina sia meglio usare per l’impasto. Tu quale utilizzi per la tua pizza? Noi utilizziamo la farina del Mulino della Giovanna e il nostro pizzaiolo crea un suo blend mischiando varie tipologie di farine, tra cui quella integrale e cereali. Hai altri progetti in cantiere? A fine febbraio, inizio marzo, abbiamo in progetto l’apertura di un nuovo ristorante pizzeria che sarà sempre in prossimità di via Manzoni.

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Food

“Chiacchierando ai Quartieri” con la Pasticceria Seccia

Con il suo primo evento dell’anno, “Chiacchierando ai Quartieri”, giovedì 8 febbraio la Pasticceria Seccia ha accolto il pubblico nello storico locale di via Concordia n°66 nel cuore dei Quartieri Spagnoli, proponendo una degustazione di chiacchiere e sanguinaccio per attendere in modo gustoso il Carnevale. Accanto ai dolci tipici della tradizione, indiscussi protagonisti della degustazione sono stati gli Aperisciù, bignè rivestiti di craquelin e con tre diversi ripieni al gusto di fresco mojito, delicato daiquiri e dolce pina colada, ciascuno sormontato da una stella di zucchero che riproduce un colore della bandiera cubana: blu, rosso e bianco. Un incontro perfetto tra la pasta choux tipicamente napoletana e le esotiche creme cocktail che rievocano calde spiagge caraibiche, con la grande innovazione del craquelin, la glassatura croccante di mandorle e nocciole che rende gli Aperisciù, disponibili anche al gusto di caramello e cioccolato, irresistibili. Nascono gli Aperisciù della Pasticceria Seccia, un dolce dedicato a Maradona I gustosi Aperisciù, gioielli di Casa Seccia, nascono da un’idea del pasticciere Francesco Seccia per celebrare la visita di Diego Armando Maradona, icona assoluta nei Quartieri Spagnoli, al San Carlo nel gennaio del 2017, diventando, da quel momento, il prodotto di punta della storica pasticceria napoletana, come spiega Vincenzo Seccia: «Da quel momento, abbiamo pensato di regalare questo prodotto al nostro quartiere, perché, in questo periodo soprattutto, Napoli e i quartieri popolari sono conosciuti per brutti episodi». Con i colori e l’allegria del popolo sudamericano, l’Aperisciù diventa anche simbolo del popolo napoletano e dei quartieri popolari, che ne condividono la festosità e la vivacità, costituendo un polo di attrazione non solo per l’affezionata clientela dei Quartieri Spagnoli, che da anni apprezza la maestria di Casa Seccia, ma anche per il pubblico di altre parti della città, in visita ai quartieri per provare questa dolcezza. Gli Aperisciù di Casa Seccia: un’immagine positiva dei quartieri popolari Partire da un dolce per mostrare una nuova immagine dei quartieri popolari è stata l’idea della famiglia Seccia, che ai Quartieri Spagnoli è legata da ben cinque generazioni, come ribadisce Vincenzo Seccia: «Vogliamo dimostrare attraverso un dolce che i quartieri napoletani non sono quelli che vengono raccontati all’esterno ma hanno tantissime bellezze…È chiaro che noi lo facciamo con un dolce, perché questo sappiamo fare…speriamo che gli altri ci seguano in questa iniziativa». “Chiacchierando ai Quartieri” non è che il primo di una serie di eventi pensati in questa prospettiva, come il contest fotografico amatoriale Aperisciù in città, ispirato a Il favoloso mondo di Amélie. Come nel film francese il nano giramondo spediva le polaroid che lo ritraevano davanti a monumenti e paesaggi di ogni continente, così la pasticceria Seccia invita ad immortalare l’hashtag #aperisciù con panorami e bellezze partenopee sullo sfondo, scegliendo come copertina delle sue pagine social la foto più bella e rappresentativa.

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Interviste

Un angelo tra le stelle: intervista a Claudio Zanfagna

Il 31 gennaio si è tenuta, presso il Circolo Nautico di Posillipo, la presentazione alla stampa della IV edizione della cena di solidarietà Un angelo tra le stelle, organizzata dall’Associazione Progetto Abbracci Onlus e in collaborazione con l’Associazione Si può dare di più Onlus. Il tutto inerente al progetto La Casa dei Mestieri, un progetto che mira ad avvicinare al mondo del lavoro i ragazzi affetti da disabilità cognitive. Eroica Fenice ha intervistato uno dei soci fondatori dell’Associazione Progetto Abbracci Onlus, Claudio Zanfagna. Un angelo tra le stelle Lei è uno dei fondatori dell’Associazione Progetto Abbracci Onlus: vuole spiegarci di cosa si occupa? Come è documentato sul sito (progettoabbracci.org) io sono socio fondatore assieme a mio figlio, mia moglie ed ai migliori amici di mio figlio Andrea, al quale è dedicata l’Associazione Progetto Abbracci Onlus. Attualmente ne sono anche il presidente. Da quattro anni ci occupiamo dei più deboli, di chi vive ai margini della società sia in Italia che in Africa sostenendo progetti concreti. Quali sono i progetti a cui si è dedicata l’Associazione e quelli in corso? I progetti realizzati sono tantissimi e sono tutti visibili sul sito e sul profilo Facebook di Progetto Abbracci Onlus. Con la prima edizione di un Angelo tra le Stelle abbiamo donato una medicheria al reparto di oncologia pediatrica del Sun, con i fondi raccolti durante la seconda edizione abbiamo fornito una medicheria al reparto di pediatria diretta dal prof Paolo Siani al Santobono e con la terza una yurta (tenda mongola), per ospitare il punto di lettura per i bambini figli dei detenuti del carcere di Nisida. Inoltre abbiamo donato holter portatili ai Prof. Paolo Siani e Rodolfo Paladini del Santobono e una cucina ed un refettorio per l’ospitalità agli homeless presso la parrocchia di San Gennaro in via Bernini: la struttura funziona regolarmente tutti i sabato. E poi abbiamo donato strumenti all’orchestra dei bambini dei Quartieri Spagnoli. Insieme ai progetti che portiamo avanti a Napoli, il nostro impegno è forte anche in Africa dove abbiamo costruito tre scuole e quattro pozzi d’acqua in Tanzania, regolarmente completati e da me e mia moglie personalmente inaugurati. Sono appena iniziati i lavori della quarta scuola e, a breve, realizzeremo il quinto pozzo. Ci parla dell’iniziativa di Un angelo tra le stelle e del progetto La casa dei Mestieri? L’angelo ovviamente è mio figlio Andrea, che purtroppo è volato in cielo nel maggio 2014 a seguito di un incidente stradale in Grecia. Le stelle sono i cuochi, che da anni si prestano in maniera assolutamente gratuita per aiutarci a realizzare i progetti dell’associazione. Quest’anno, ad esempio, doneremo un forno a legna ed un bancone professionale ai ragazzi con disabilità cognitive, attualmente ospiti dei padri Dehoniani a Marechiaro. I ragazzi sono seguiti da uno staff di medici e di insegnanti professionisti, che li sostengono e li avviano concretamente ad un mestiere, consentendo a questi giovani uomini e donne di non essere più invisibili ed emarginati e prospettando loro un inserimento nel mondo del lavoro. Noi ci impegneremo per […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Il nuovo confetto Maxtris con cioccolato Caffarel: un connubio perfetto

Mercoledì 1 febbraio, presso la sede di Confindustria Napoli, Palazzo Partanna (Piazza dei Martiri 58), si è tenuta la conferenza stampa ufficiale di presentazione della nuova linea di confetti Maxtris dal sapore esclusivo e raffinato: il confetto Maxtris con cioccolato Caffarel. Da un connubio perfetto tra l’arte dei Maestri Confettieri Maxtris e la tradizione piemontese del finissimo cioccolato Caffarel nasce un confetto unico, proposto in più varianti e colori, adatto ad ogni tipo di occasione e perfetto per ogni evento. Grazie alla passione e alle materie di altissima qualità scelte dal marchio Italiana Confetti, leader nel settore della confetteria italiana, il confetto torna ad essere il vero protagonista di eventi come matrimoni e feste di laurea, riaffermando il suo ruolo di dolce portafortuna, nonché di goloso sfizio nei momenti conviviali. Il confetto Maxtris con cioccolato Caffarel: un connubio tra nord e sud all’insegna del Made in Italy La presentazione al pubblico del matrimonio tra i due marchi italiani si è aperta con i saluti di Ambrogio Prezioso (Presidente Confindustria Campania), il quale ha sottolineato che “La partership tra imprese di qualità del nord e del sud Italia è un bel segnale a livello produttivo e territoriale”. Durante la conferenza sono intervenuti Dario Prisco (Amministratore delegato di “Italiana Confetti – Maxtris”), Marco A. Villa (Amministratore delegato “Caffarel”) ed Enzo Miccio (Brand Ambassador “Confetti Maxtris”), ribadendo l’entusiasmo per il connubio tra le due aziende leader nel settore, che si configurano come l’eccellenza del Made in Italy. Italiana Confetti, infatti, leader nel settore della confetteria europea, è un’azienda in continua crescita ed evoluzione, che, grazie ai cospicui investimenti degli ultimi anni, è riuscita a decuplicare il suo fatturato e la sua produzione negli ultimi dieci anni. Non da meno, Caffarel, importante realtà dell’industria dolciaria italiana, famosa per aver inventato il celebre Gianduiotto nel 1865, è portavoce di una tradizione che vanta quasi 200 anni, dando vita a prodotti unici e raffinati attraverso l’unione del cacao finissimo delle piantagioni del Ghana e dell’Ecuador con le migliori Nocciole Piemonte IGP. Una comune filosofia unisce, infatti, i due marchi Maxtris e Caffarel: forte legame con il proprio territorio ed apertura verso i mercati esteri, nel rispetto di altissimi standard qualitativi e con una grande attenzione verso l’eco sostenibilità ambientale. Tradizione, passione e qualità al servizio dei palati più raffinati sono elementi ribaditi anche dal Brand Ambassador dei Confetti Maxtris, Enzo Miccio, il quale ha dichiarato: “Ho accettato di rappresentare i confetti Maxtris perché tengo molto alla qualità dei prodotti che scelgo per i miei eventi e questi confetti rappresentano l’eccellenza.”

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Eventi/Mostre/Convegni

Street art, inaugurato ai Quartieri spagnoli Care of knowledge, il murales dell’artista MP5

Lo scorso 2 febbraio è stata presentata a Napoli Care of knowledge, una nuova opera di street art che va ad arricchire il già ampio patrimonio dell’arte di strada partenopea. Il murales, a cura dell’artista di origini napoletane MP5, è stato realizzato sulla facciata d’ingresso dell’ex Palazzetto Urban, in via Concezione a Montecalvario, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, ed è dedicato alla matematica e filosofa greca Ipazia, vissuta tra il IV e V secolo d.C. , che fu uccisa brutalmente a causa della sua sete di conoscenza. La studiosa è divenuta simbolo del libero pensiero. Una scelta non casuale quella di ritrarre la martire Ipazia all’entrata del Palazzetto. La struttura è infatti storicamente dedicata al sostegno delle donne (prezioso il ruolo svolto dal Centro Antiviolenza) ed è sede del Centro Documentazione Condizione Donna: tra biblioteca e archivio di genere l’edificio custodisce un immenso patrimonio di conoscenza e cultura. Care of knowledge: l’artista MP5 dona un murales alla sua città d’origine Napoletana di origine, ma romana d’adozione, l’artista MP5 ha realizzato per la prima volta un’opera nella sua città natale. L’enorme murales è stato portato a termine in quattro giorni ed è stato creato a titolo gratuito. L’iniziativa rientra nel più ampio progetto di riqualificazione della struttura, che aspira a divenire punto di riferimento per il territorio e centro propulsore di una rinnovata consapevolezza dei saperi e del saper fare al femminile. MP5, da sempre sensibile alle tematiche femministe, ha tratto ispirazione per la sua opera lo scorso giugno, quando ha avuto la possibilità di visitare il centro donna partenopeo ed è rimasta colpita dal vasto archivio di pubblicazioni femministe, nonchè dalle attività svolte al suo interno. Da lì la decisione di donare  un’opera alla sua città d’origine. Il progetto è stato quindi approvato nell’ambito del Regolamento per la Creatività Urbana adottato dal Comune di Napoli, ed è stato realizzato grazie al sostegno della delegata del Sindaco alle Pari Opportunità e del suo staff; della Napoli Servizi e dell’amministratore delegato, dr. Andrea de Giacomo; del Centro Documentazione Condizione Donna, delle volontarie e dei volontari del Servizio Civile impegnati nel progetto “La memoria delle Donne al Centro” e dell’Associazione Officina delle Idee. L’opera è stata presentata venerdì 2 febbraio alla  presenza del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e della delegata alle Pari Opportunità, Simonetta Marino, oltre ovviamente che dell’artista stessa. “Ipazia è una figura simbolica che esprime anche il senso di questo luogo (l’ex Palazzetto Urban, ndr),  che è metaforicamente il centro delle donne a Napoli”,  ha commentato la delegata alle Pari Opportunità. Dal canto suo, il primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris, ha definito il fenomeno della street art partenopea “un motivo di orgoglio”, parlando di “rigenerazione ubana”, “è anche un modo – ha proseguito –  per riconsegnare alla bellezza pezzi di città che erano particolarmente degradati”. “Puntiamo molto su questo – ha concluso il sindaco – e siamo orgogliosi che sempre di più tanti artisti nazionali e internazionali ci chiedano di riqualificare pezzi della nostra città”  MP5, l’artista […]

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Food

Bar Centrale 4.0 riapre e fa innamorare i vomeresi

Ha riaperto i battenti lo storico Bar Centrale in una nuova versione 4.0, in Piazza Ferdinando Fuga al Vomero, Napoli. Il bar è inglobato nella struttura della Stazione della Funicolare, riuscendo a trasformare nel suo punto di forza ciò che poteva renderlo un piccolo bar senza troppe prospettive. Il vincente progetto architettonico si deve alla bravura dell’arch. Alessandro Castellano in collaborazione con gli arch. Marco Russiello e Giuseppe Coloprisco e con CDS Ingegneria. L’ambiente si qualifica come un’estensione della Funicolare, riprendendone i motivi e i materiali usati non solo nel decoro delle superfici interne, nella pavimentazione e nel disegno della controsoffittatura, ma anche nella sapiente scelta degli arredi. Entrando nel Bar Centrale 4.0 il cliente è subito colpito dall’atmosfera, che rimanda ai primi Caffè degli anni Trenta, e dai piccoli dettagli che ricordano la location della Funicolare, come le scritte a neon sospese in alto con riferimento alle fermate della Funicolare che collega il Vomero a Via Toledo. Bar Centrale 4.0. Non solo un Caffè ma un’oasi di ristoro La famiglia Reginelli, fondatrice dell’attività, con questa ristrutturazione del bar punta in alto e sembra essere capace di soddisfare le aspettative, proponendo il bar non solo come un luogo dove prendere un buon caffè ristoratore, ma anche come una piccola ed graziosa oasi dove trascorrere il tempo serenamente sorseggiando un cocktail, un tè caldo o ancora dove sostare per un light lunch o un aperitivo. Un punto d’incontro per sedersi e incontrare gli amici seduti ai tavoli sistemati all’esterno, oppure per ordinare al bancone. All’interno mentre si sorseggia una bevanda, è possibile anche osservare l’installazione agganciata al soffitto in movimento perpetuo, dedicata ad esposizioni estemporanee a tema programmate di mese in mese. Mentre per gli amanti del cinema e delle arti visive, il Bar Centrale propone videoproiezioni di film rari e antologie fotografiche. Una ristrutturazione che cambia il concetto stesso di “bar”, e lo sottolinea accostando al nome il 4.0, che ne indica la nuova versione migliorata. «Quattro Punto Zero non è solo una cifra di tendenza – affermano i soci Marco Reginelli e Mario Rubino – ma una dicitura che trova riscontro reale in tutte le nuove specialità e in tutte le nuove idee messe in campo, a cominciare dal nuovo lay out del locale.» Le prelibatezze presenti nel menù Le novità non risiedono solo nella struttura architettonica e nel design, ma anche nei servizi proposti, puntando anche ad una maggiore attenzione e cura del menù. Il Bar Centrale 4.0 consente a chi desidera assaggi più sostanziosi, i salati, i “Boccaccielli” di Pietro Parisi di vari gusti, la “Scarpetta Autorizzata” novità esclusiva,  brevettata e progettata da Mario Rubino – una sorta di vassoio personale da poter reggere con una mano sola e da poter portare con sé, comprendente tutto il necessario con pane, sugo, verdure, forchette e bicchiere di vino -. Il menù è arricchito anche dalle pietanze inventate da Salvatore Falco, tra cui tartare, cous cous, roll, insalate e terrine. Immancabile il dolce per il quale c’è vasta gamma […]

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Eventi/Mostre/Convegni

La Chiesa del Real Monte Manso e il velo di Cristo

Per la sua varietà di gioielli culturali Napoli può essere considerata un vero e proprio museo, e, come ogni museo, contiene tesori che sono celati a una prima occhiata, tesori come la Chiesa del Real Monte Manso di Scala. La Chiesa del Real Monte Manso, contenente la scultura del Cristo Svelato (commissionato nel 2010 e inaugurato nel 2011) di Giuseppe Corcione, è l’attuale sede della Istituzione del Real Monte Manso fondata nel 1608 da Giovan Battista Manso, illustre mecenate del XVII secolo che, tra l’altro, oltre a essere nominato esecutore testamentario di Giovan Battista Marino (nonché destinatario di sue numerose epistole), fu dedicatario dell’ultimo dei Dialoghi di Torquato Tasso, Il Manso overo de l’amicizia (1592) e autore della prima biografia del poeta sorrentino (Vita di Torquato Tasso, 1621) e di un volume di dialoghi di stampo tassiano (Erocallia, 1528). L’importanza della Chiesa del Real Monte Manso risiede nella costruzione al terzo piano del Palazzo d’Afflitto, proiettandosi al di sopra della Cappella San Severo, sede del mausoleo del principe massone Raimondo di Sangro e della scultura del Cristo velato (1753) di Giuseppe Sanmartino. Ciò è stato messo in luce durante la doppia visita guidata tenuta da Maria Girardo, storica dell’arte e presidentessa dell’associazione Megaride, che ha avuto come punti di interesse la Cappella San Severo e la Chiesa del Real Monte Manso. Il velo di Cristo alla Chiesa del Real Monte Manso Nella visita alla Cappella San Severo, Maria Girardo si è soffermata sull’importanza della doppia lettura dei simboli presenti nella Cappella espressi con un linguaggio contemporaneamente iconografico e iconologico di sculture, dipinti e affreschi. Circa la Cappella, che si fonda sulla base della chiesa secentesca dedicata a Santa Maria della Pietatella, Raimondo di Sangro ne trasformò nel 1740 la struttura decorativa per dar forma al suo progetto: realizzare un luogo di sepoltura dei suoi antenati e dei suoi successori e luogo di celebrazione della cultura massonica. Si tratta di una concezione illuminata della cultura, in quanto grazie alla simbologia da lui personalmente pianificata intendeva esprimere il messaggio di una forma di pensiero scevra da condizionamenti, in grado di adombrare la popolare ignoranza. Si potrebbe parlare di un senso , se non anagogico delle opere d’arte volute da Raimondo di Sangro. Testimoni di questa volontà sono per esempio il grande affresco della Gloria del Paradiso, o della famiglia di Sangro realizzato da Francesco Russo sul soffitto della Cappella, in cui si mette in evidenza la Sacra Colomba recante il simbolo triangolare, caro alla tradizione religiosa in quanto significante la trinità, ma contemporaneamente identificativo del Principe massone a cui gli affiliati devono tendere religiosamente. Circa le sculture, Maria Girardo ha posto la sua attenzione sulle sculture di Antonio Corradino (artista precedentemente impegnato presso la corte austriaca), tra le quali La Pudicizia e Il Disinganno di Francesco Queirolo, poste rispettivamente ai lati sinistro e destro dell’altare maggiore, oltre che sullo straordinario Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino. La Pudicizia (dedicata alla madre) rappresenta le delicate fattezze di una matrona ricoperta da un velo, un […]

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Napoli & Dintorni

Nasce NaCLIPS – Napoli Cultura e Lingua Italiana Per Stranieri

Napoli è sempre più una città multietnica e cosmopolita. Con il crescente numero di studenti Erasmus e di turisti, aumenta anche l’interesse verso la nostra lingua e la nostra cultura. Per soddisfare questa richiesta nasce NaCLIPS – Napoli Cultura e Lingua Italiana Per Stranieri, associazione che offre corsi di lingua italiana ed esperienze! I fondatori sono due insegnanti di Italiano L2, Rita Raimondo e Mario De Simone, che ci hanno concesso il loro tempo per una breve intervista. NaCLIPS, intervista ai professori Con quale intento nasce NaCLIPS? Gli stranieri subiscono il fascino dell’Italia. Si sa. Per la sua storia, la sua cultura, il suo cibo -mammamia il cibo! – e quindi la sua lingua. E allora decidono di studiarla, questa lingua. Decidono che devono proprio impararla fino in fondo, coglierne le sfumatura, cantarla più che parlarla. Perché per loro l’italiano è una lingua musicale e meravigliosa. Ma poi, quando chiedi perché vuoi studiare davvero l’italiano, ti rispondono che amano l’Italia, in particolare la cultura, la storia. E il cibo. Sempre lui. E allora, abbiamo deciso di mettere insieme grammatica e cultura, verbi e cibo, periodi ipotetici e storia. E in questo modo, solo in questo modo, chi studia l’italiano può studiare meglio anche l’Italia. Con quale approccio didattico affronterete questa sfida? Ai nostri studenti verranno forniti tutti i mezzi per orientarsi nelle situazioni quotidiane grazie al nostro metodo comunicativo-situazionale. Ma non solo. C’è un’intera sezione della didattica dedicata alle esperienze sensoriali, che permettono agli studenti di confrontarsi con lo stile di vita italiano, vivendolo da protagonisti e toccando con mano la realtà quotidiana in tutti i suoi aspetti. Siamo convinti che non ci sia modo migliore di imparare una lingua se non quello di viverla, e Napoli sotto questo punto di vista aiuta. Diteci voi dove potremmo trovare un’altra città italiana così festosa, armoniosa, creativa e rumorosa. Così entusiasmante per chi viene da fuori – per nulla abituato a questa festa di suoni e sapori continua. Diteci voi dove potremmo trovare un’altra città così stimolante, così accogliente, così autentica. Ditecelo. Voi ditecelo. Ma noi non vi ascolteremo. Sarebbe una bugia: Una città come Napoli non esiste. Lo sanno in tutto il mondo. Nel ringraziare Rita Raimondo e Mario De Simone, vi ricordiamo che NaCLIPS  offre la possibilità di fare una lezione di prova gratuita tramite Skype. Riferimenti: http://www.facebook.com/naclips www.naclips.it info@naclips.it  

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