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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 465 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

Teniamoci per mano Onlus: clown, risate e fantasia

La salute si basa sulla felicità. La salute si basa sulla felicità: dall’abbracciarsi e fare il pagliaccio al trovare la gioia nella famiglia e negli amici, la soddisfazione nel lavoro e l’estasi nella natura delle arti. (Patch Adams) Nessun posto è come casa. Ma qualsiasi luogo può essere casa. Basta il tepore dei proprio cari, qualche oggetto a cui agganciare dolci ricordi e un sorriso. Sì, un sorriso perché tra le corsie d’ospedale, dentro quelle mura grigiastre, tra punture, attese snervanti e flebo, risulta proprio difficile spalancare le labbra e lasciarsi andare alla gioia. E se questo è complesso per gli adulti, figurarsi per i bambini. Negli ultimi anni, però, gli ospedali si sono attrezzati rendendo le stanze di degenza meno traumatiche, cercando in qualche modo di ricreare un clima di normalità. Molto del merito del successo di questo tentativo dipende da figure incredibilmente sottovalutate: i clown dottori. Quasi sempre volontari, questi piccoli grandi eroi dei nostri tempi, dedicano il loro tempo per intrattenere i pazienti con scherzi, giochi e trucchetti di magia. “Teniamoci per mano Onlus” è una delle associazioni più importanti d’Italia e sabato 21 e domenica 22 aprile ha organizzato una bellissima iniziativa, la “Festa del sorriso”. Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Annamaria Tortora. Come nasce l’associazione “Teniamoci per mano Onlus”? L’associazione di clownterapia “Teniamoci per mano onlus”, nasce nel 2010 a Napoli e fonda a distanza di poco tempo altre 2 sedi operative nelle città di Roma e Bologna. Da pochi mesi hanno inaugurato una quarta sede anche a Mazara del Vallo, che è diventata al momento la sede/quartier generale in Sicilia, dove è presente una grandissima squadra di clown volontari che portano il sorriso in quasi tutte le province della grande regione. L’associazione è operativa in oltre 30 strutture sanitarie in tutta Italia e conta circa 600 volontari. Di cosa vi occupate? Su quali fronti siete operativi come “Teniamoci per mano Onlus”? La clownterapia è una terapia medica alternativa che non vuole sostituirsi alle cure tradizionali ma essere di supporto: infatti i clown attraverso il gioco e la fantasia riescono a trasformare semplici stanze di ospedale in veri e propri stanze da gioco, stimolando il buon umore dei pazienti e del personale medico. Gli studi scientifici hanno dimostrato che ridere attiva tutte le parti del corpo umano producendo beta endorfine da parte delle ghiandole surrenali che producono cortisolo, un ormone che regola la risposta allo stress e aiuta a sopportare meglio il dolore, fisico o psicologico con grandi benefici sui pazienti, in modo particolare su quelli più piccoli che possono godere, anche nelle situazioni più compromesse, di veri e propri momenti di magia.  Il riscontro che percepiamo dal nostro intervento è sempre molto positivo, sia da parte del personale medico, che approva il nostro operato diventando spesso anche nostro complice, sia da parte dei bambini e dei genitori. Un bambino ricoverato da molto tempo, ha sempre lo sguardo rivolto alla finestra…lo si legge negli occhi che vorrebbe evadere e tornare a correre con i suoi amichetti, purtroppo lì dove […]

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Food

La Chimney Cake arriva a Napoli da Sweet Chimney

Finalmente anche in Italia sbarca il brand Sweet Chimney, che ha portato in auge il dolce tipico ungherese che da sempre fa impazzire l’Europa. Venerdì 20 aprile apre in Campania e precisamente a Frattamaggiore, in Via Roma 141, la prima bakery dedicata interamente al tipico dolce ungherese, preparato con un impasto brioche e aromatizzato alla cannella. Da un’idea dei due cugini Giovanni e Michele Pace, i quali dopo alcuni viaggi a Budapest e Praga, innamorati del Chimney Cake, hanno deciso di aprire il primo punto vendita in Italia. L’impasto viene modellato su un lungo filoncino di circa un centimetro, arrotolato intorno ad un bastone metallico e cosparso di zucchero e cannella. Originariamente viene cotto sui carboni ma in alcune città dell’est lo si cuoce anche in dei forni particolari che fanno roteare il bastone, permettendo al dolce di cuocere perfettamente. A fine cottura lo zucchero si sarà sciolto, dorando il dolce e creando uno strato superficiale croccante e gustoso. In Ungheria si chiama kürtőskalács e a fine cottura si cosparge con diverse granelle: mandorle, nocciole, cioccolato e cocco. In Repubblica Ceca, invece si chiama Trdl o Trdlink e si è solito farcirlo con gelato, creme e frutta, ma lo si può mangiare anche nella sua semplicità. La Chimney Cake arriva a Frattamaggiore Dopo aver acquistato dei rulli per testare il prodotto nei forni di casa, sono iniziati gli esperimenti per Giovanni e Michele. E da qui la decisione di riportare il dolce nel Bel Paese, rendendolo il più particolare e possibile. La ricerca è iniziata proprio dalle ricette originali, con l’arrivo anche di un pasticcere dell’est che prima ha aiutato i due giovani imprenditori a scegliere l’impasto migliore e in seguito ha formato l’attuale pasticciere della bakery. Dopo tantissime prove i due cugini hanno deciso di optare per una ricetta vegana, senza latte e senza uova. La versione classica è quella con zucchero e cannella, ma da Sweet Chimney è possibile trovarne in tantissime varianti, con yogurt frozen e diverse creme, tante delle quali create dal pasticciere. Inoltre ci saranno degli special, che varieranno di mese in mese, a seconda di quelli che possono essere i gusti stagionali. L’appuntamento è per venerdì 20 aprile alle ore 19, con l’inaugurazione del locale e tutti i Chimney al prezzo eccezionale di soli 2 euro.

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Eventi/Mostre/Convegni

“Amori letterari”: Marialaura Simeone alla libreria Controvento

“Amori letterari” di Marialaura Simeone è una di quelle letture da gustare nelle ore di ozio o sotto l’ombrellone, quando la mente vuole essere coccolata da una letteratura invitante e leggera. Presentato sabato 7 aprile alla libreria “Controvento” di Filomena Grimaldi, a Telese Terme, “Amori letterari” è un vero gioiello di Marialaura Simeone, immediato e ben strutturato, e fa parte della collana “Ciliegie” (Franco Cesati Editore), che si occupa di testi che approcciano e sviluppano temi collaterali rispetto alla letteratura d’impatto.   Scritto su pagine patinate, l’opera di Marialaura Simeone si avvale di un’impostazione grafica atipica, volta a veicolare il messaggio letterario attraverso una presentazione più accattivante e infatti si mostra come un collage di citazioni, foto, poesie, telegrammi, articoli di giornale, interviste, brani scelti da opere precise, note, appunti destinati di certo ad un pubblico ristretto, nuvolette da fumetto e cambiamenti anche a livello di stile e tipo di caratteri. “L’amore è un eccellente combustibile per alimentare il malessere che può condurre alla letteratura”. Prendendo in prestito una citazione di Manganelli riportata nel libro, si coglie immediatamente l’argomento dell’opera. In “Amori letterari” l’autrice indaga su 18 storie d’amore tra colleghi di penna. Storie reali quindi, vissute, sofferte, che inevitabilmente hanno influenzato, con l’ispirazione, la condivisione, lo scambio, i consigli, la rivalità, in maniera maggiore o minore che sia, l’attività degli amanti coinvolti. L’idea del libro nasce quando, lavorando al libro precedente, “Il Palcoscenico sullo schermo. Luigi Pirandello: una trilogia metateatrale per il cinema”, l’autrice si imbatte nella storia d’amore tra lo scrittore siciliano e Marta Abba. Da questo momento in poi, riunisce tutta una serie di materiali raccolti durante il dottorato e decide di scrivere un libro su quanto la forza espressiva degli scrittori risulti mutuata da un sentimento di amore condiviso. Altro punto interessante che l’autrice ha voluto sviluppare con “Amori letterari” è stato quello di raccontare le scrittrici, che troppo spesso vengono ritenute subalterne al talento e alla fama dei compagni e ad essi contingenti. “Amori letterari” di Marialaura Simeone: storie di cui è difficile non innamorarsi La presentazione, organizzata in maniera informale ed amichevole, con lo scopo di accorciare la distanza tra lettore e libro, è stata moderata dalla giornalista Annalisa De Mercurio che, con l’autrice, ha letto alcuni brani significativi del libro, permettendo un confronto con il pubblico, quasi una chiacchierata tra amiche, volto a soddisfare curiosità e ad approfondire aspetti, di volta in volta messi in luce dalle letture. Si è parlato della relazione apparentemente trasgressiva tra Henry Miller e Anais Nin, in cui in realtà il legame intellettuale era molto più forte di quello erotico e che, alla luce del confronto con altre coppie più viscerali, sembra essere uno degli amori più equilibrati, per le rispettive manifestazioni di stima e il grande supporto che entrambi hanno dato all’attività dell’altro. Impossibile non citare il matrimonio morganatico tra Sartre e Simone De Beauvoir, all’insegna della totale sincerità e aperto a “relazioni contingenti”, limitate tuttavia ad un valore marginale rispetto al loro “rapporto necessario”, affettivamente solidissimo. Il […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Il Pio Monte della Misericordia promuove la cultura con “Sette Opere Per la Misericordia”

Sette opere. Sette borse di studio in palio. Il Pio Monte della Misericordia si dimostra anche quest’anno attento al talento dei giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti riproponendo il premio “Sette Opere Per la Misericordia”. Il vernissage è stato inaugurato venerdì 6 aprile nelle sale dedicate alle mostre temporanee della Fondazione “Circolo Artistico Politecnico” mentre la premiazione avverrà il 21 al Pio Monte della Misericordia di Napoli. In palio, non solo la possibilità di esporre, ma anche di guadagnare un premio di 1000 euro e un viaggio con soggiorno per due giorni a Torino, in occasione della fiera “Artissima“. Abbiamo intervistato a proposito Maria Cristina Antonini, docente di pittura dell’Accademia, e due partecipanti, Luca Cuccurullo e Luca Esposito. Professoressa Antonini, come nasce l’idea di istituire questo premio d’arte ispirato alle Sette Opere della Misericordia? L’idea è del Pio Monte della Misericordia, nello specifico della Contessa Maria Grazia Leonetti che lo ha inventato e che ha voluto gratificare il talento dei giovani talentuosi. Le loro opere saranno poi accostate in mostra ad altre sette di artisti famosi. Per l’Accademia è il quinto anno che i ragazzi si misurano con questo tema della Misericordia nelle categorie proposte cioè pittura, grafica, disegno, scultura, fotografia, installazione e video-proiezione. Le opere vincitrici saranno poi acquisite dal Pio Monte ed entreranno a far parte della loro prestigiosa collezione e saranno esposte ciclicamente così da dare ulteriore visibilità agli studenti. Per questi motivi e per la serietà con cui viene gestito ed organizzato, in Accademia è sicuramente l’evento più atteso dell’anno. Luca Cuccurullo, parlaci del tuo lavoro. Il lavoro è stato concepito partendo da una domanda. Perché io voglio comunicare attraverso quest’opera “la Misericordia”? Io sono mai stato misericordioso? Me come generico cittadino europeo. Cittadino di un’Europa che dovrebbe accogliere ed alloggiare queste persone in difficoltà, che scappano da fame e guerra. Coloro che arrivano vanno spesso incontro a situazioni diverse da quelle da cui scappano, ma non comunque dignitose. Vanno incontro all’astio di una popolo che ancora non è pronto ad accoglierli. L’Europa ha da offrire più i limiti della sua burocrazia, che misericordiosi interventi. In fondo cos’è l’Europa, se non ciascun cittadino che la abita? Il fenomeno è epocale, ed in una fase, se pur già decennale, comunque ai primi stadi. E comunque c’è malcontento da entrambe le parti. Rimane quindi ancora un problema irrisolto, che non sembra prendere la giusta direzione. Ho voluto rappresentare quindi il tutto come una barca fantasma, che aleggia su di noi, il quale potrà prendere corpo, solo grazie alla consapevolezza di chi li dovrebbe accogliere. Finché non accadrà ciò, rimarrà solo un chiacchiericcio, fomentato dai media. In un’Europa bianca, piatta e sterile nei confronti di questa povera gente. Luca Esposito, e invece il tuo? Ispirandomi all’opera di Misericordia “Seppellire i morti”, ho pensato ad un’immagine che avevo catturato circa un anno fa, e facente parte di un progetto più ampio che conta all’incirca trenta fotografie. Il culto per la salma di chi ci ha lasciati è la continuazione del rispetto e della venerazione […]

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Food

“Campania stories”: degustazioni di vino non solo per estimatori

“Campania Stories” è una rassegna di vini prodotti su territorio campano aperta agli operatori di tutta Italia dal 5 al 9 aprile. L’edizione 2018 ha proposto diversi eventi giornalmente per garantire un coinvolgimento totale a chi decide di partecipare a quest’avventura. Così ad incontri più teorici e concettuali con brevi lezioni di degustazione vini, si sono alternati momenti dedicati alla pratica delle conoscenze ottenute. “Miriade & Partners s.r.l.” ha promosso gli eventi con la partecipazione di 90 aziende, Main Sponsor Ais Campania e Media Partner Luciano Pignataro Wine Blog. I vari momenti della rassegna, dei tasting e dei seminari sono stati immortalati e riuniti dall’hashtag #iobevocampano, che ha inglobato anche le foto scattate in occasione delle escursioni nei territori e nelle aziende. Durante la giornata dell’8 aprile è stata organizzata per la stampa e gli estimatori dei vini una degustazione di bianchi e rossi. Nell’area appositamente allestita all’interno di Palazzo Caracciolo a Napoli, sono stati fatti accomodare i presenti e sono stati proposti elenchi di vini con le dovute caratteristiche. Impeccabili sommelier hanno servito la bevanda, mentre i presenti erano intenti ad odorare ed assaporare, a prendere appunti e discorrere sulle qualità ora di un vino ora di un altro. Bianchi tavoli eleganti colorati dalle diverse tonalità di vini rossi e bianchi in grandi calici, il tintinnio dei bicchieri e le voci sommesse degli appassionati hanno riempito le mura del palazzo, che negli anni hanno ospitato personaggi emblematici della città. “Campania Stories”: alcuni vini scelti dalla stampa Per un iniziale avvicinamento ai vini, sono stati scelti dai presenti due bianchi. Per il “Pietracupa” si tratta di “Greco di tufo”, quindi di vitigni greco al 100%, dell’annata 2017. E’ il territorio irpinio a donarci questo buon bianco profondo e minerale. Anche le “Ormere” è un “Greco di tufo”, deve il suo nome agli olmi, che sovrastano il paesaggio irpino. Di vitigni greco al 100% e dell’annata 2017,  è un buon vino fermo. Per la selezione dei rossi la scelta è ricaduta su diversi esemplari. Il “Collefasani”, di vitigni primitivo 95% e aglianico 5%, è un rosso del 2015 “Falerno del Massico Primitivo Lapilli”.  Di vitigni primitivo 100%, all’assaggio è morbido e persistente, mentre alla vista si mostra con un intenso rosso rubino. “Contrada salandra” è un rosso a base piedirosso dell’annata 2014. “Campi Flegrei Piedirosso”, vitigni 100% piedirosso, presenta al gusto una certa pienezza ma con un buon equilibrio, grazie alla sapidità del terreno lavico. “Bosco de’ Medici” è “Vesuvio Lacyma Christi Rosso Lavarubra” del 2016. Di vitigni piedirosso 85% e aglianico 15%, ha un gusto rotondo e persistente ed un profumo e un colore che richiamano la frutta rossa matura. “Aia delle Monache” è un rosso a base Casavecchia, “TDV Casavecchia Il gallo di fretta canta all’alba lontana”, di vitigni casavecchia 100%. Rosso porpora, al naso si avvertono frutti rossi freschi, è una bevanda decisa ed appagante, contraddistinta da un retrogusto agrumato. “Alois” è un rosso a base pallagrello nero, “TDV Pallagrello Nero Cunto Murella” del 2014, di vitigni pallagrello nero 100%. Ha profumi floreali e speziati di viola, […]

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Food

La pizza verace napoletana e i nuovi PerCorsi Veraci

All’insegna della pizza verace napoletana è presentata in data 4 aprile 2017 la nuova offerta formativa per pizzaioli professionisti. Il prossimo 17 aprile avrà inizio PerCorsi Veraci, masterclass ideata dall’Associazione Verace Pizza Napoletana. Tra i docenti, gli chef stellati Michelin Paolo Gramaglia, Lino Scarallo, Gianluca D’Agostino e Alfonso Crisci (chef docente del Gambero Rosso). La pizza verace napoletana nell’identità culturale della Campania Dal dicembre 2017 la pizza verace napoletana, e con essa l’arte pizzaiola è entrata a far parte del patrimonio immateriale dell’Unesco. Si tratta di un traguardo importante che ha fissato nel tempo non tanto il prodotto culinario, quanto la storia e tradizione, in una parola l’identità di uno degli elementi identificativi della cultura napoletana: la pizza verace. Questo è uno degli aspetti su cui si è soffermata la conferenza stampa volta a presentare i nuovi PerCorsi Veraci, dedicati ai pizzaioli di professione al fine di caratterizzarne la maggiore coscienza nei confronti di quell’opera d’arte culinaria che è la pizza. L’Associazione Verace Pizza Napoletana ha così promosso tale offerta formativa (che avrà inizio il prossimo 17 aprile a Napoli presso la sede dell’associazione in Via Capodimonte 19) tenendo ben presente il contesto turistico economico e culturale attuale: differenziandosi dalla concezione della pizza verace come semplice marchio pubblicitario, Antonio Pace (Presidente Associazione Verace Pizza Napoletana) ha espresso la volontà di trasmettere la coscienza della pizza da parte dei pizzaioli. Il comprendere come la pizza sia fatta, capirne i gesti di preparazione, i tempi e le esigenze del prodotto per insaporirsi, comporta il comprendere a fondo i prodotti utilizzati. Preparare una pizza non vuol dire saper svolgere meccanicamente i gesti, ma conoscerne i singoli ingredienti. Di qui si snoda il progetto Scegli Napoli, rivolto a ristoranti e pizzerie che, al fine di salvaguardare la tipizzazione dei prodotti regionali, si impegnano ad acquistare esclusivamente prodotti campani per la preparazione della pizza. La pizza napoletana non è tale semplicemente perché fatta a Napoli; ma perché, grazie i suoi ingredienti, è estensione della terra lieta della Campania Felix. In questo modo una semplice pizza diviene veramente pizza verace. Questo discorso che si inserisce nel solco di un ritorno cosciente e coscienzioso al settore primario, è funzionale inoltre allo sviluppo del settore turistico. Le festività pasquali hanno visto Napoli come terza città, dopo solo Roma e Venezia, come città più visitata d’Italia, e tra le bellezze artistiche e architettoniche anche il turismo gastronomico trova giustamente il suo spazio. Sviluppo territoriale e culturale, dunque, si identificano come obbiettivi dell’attività dell’Associazione Verace Pizza Napoletana. La Casa de Rinaldi e la pizza verace napoletana Alla conferenza stampa per la presentazione di PerCorsi Veraci è seguito l’attesissimo buffet che, grazie alla cucina del ristorante-pizzeria-hamburgeria Casa de Rinaldi (via Sementini, Rione Alto, Napoli), ha coronato il senso del progetto Scegli Napoli. Tra prodotti caseari e salumi, rustici e quiches, sia di salumi che ortaggi, i prodotti della Casa de Rinaldi hanno accompagnato gli astanti verso la protagonista dell’incontro, la pizza verace napoletana. La pizza, di alta qualità, presentava una fattura con […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Basilicata Stories, l’eccellenza della vitivinicoltura lucana

Palazzo Caracciolo ha accolto la prima edizione di Basilicata Stories, convegno sulla presentazione dell’eccellenza della vitivinicoltura lucana. Sulla scia dell’edizione passata di Campania Stories anche la terra lucana ha indossato il suo abito più bello per mostrare la qualità dei propri vini alla stampa nazionale ed internazionale, con la partecipazione di diciotto aziende vinicole lucane. Grazie alla collaborazione di Miriade & Partners, il gemellaggio tra la terra campana e quella lucana si pone come punto di partenza per il raggiungimento di una rassegna, come quella di Basilicata Stories, che nel futuro prossimo potrà fare luce sull’intera realtà enologica del Sud Italia. Basilicata Stories, una storia d’amore millenaria con la viticoltura  In Basilicata si produce vino da millenni. Gli antichi Greci piantarono le prime vigne in terra lucana lasciando alla popolazione un’eredità che oggi vale come un tesoro. La cultura del vino in questa regione si divide principalmente in due zone. La prima zona è quella della provincia di Potenza che sorge attorno al Vulture, docile vulcano inattivo e monte maestoso che abbraccia tutta la terra circostante. Qui ci sono ben quindici comuni in cui si realizzano prodotti enologici. Il vino del Vulture è creato da uomini e donne che amano la propria terra e che, nonostante i sacrifici del quotidiano, hanno deciso di non abbandonarla. L’Aglianico del Vulture è un vino prodotto in una zona vulcanica. Introdotto dai Greci, è coltivabile nel mese di ottobre. La sua uva matura in autunno e questa tempistica lo rende speciale soprattutto perché il frutto è soggetto a subire molte malattie delle piante. In passato l’Aglianico del Vulture era un vino frizzante ma oggi, grazie alle tecnologie moderne, può essere gustato in una forma più delicata. Le sue caratteristiche principali sono l’elevato tasso degli zuccheri e l’alta gradazione alcolica. Necessita di un invecchiamento lento e duraturo e per questo è tenuto a riposo per dodici mesi nel legno e dodici in bottiglia. La peculiarità più rilevante della zona del Vulture è legata alla natura della sua terra. In una sola vigna è possibile trovare sia il terreno lavico (scuro) che quello non lavico (chiaro). La seconda zona principale della coltivazione vinicola lucana si concentra nella provincia di Matera. Qui il territorio è prevalentemente idrico, segnato dai fiumi che sfociano nel mar Ionico. Nella provincia di Matera troviamo numerosi innesti di diverse tipologie di vitigni che dimostrano quanto le influenze delle colture del passato siano rappresentative per quelle del presente.   Sapori decisi e al contempo delicati esprimono la storia del vino lucano Messi a confronto i vini della provincia di Potenza e della provincia di Matera appaiono decisamente differenti tra loro. I vini bianchi di Matera infatti sono rappresentati dalla Malvasia, dal Moscato Bianco, dal Greco e dall’Aglianico vinificato in bianco. I suoi odori sono delicatissimi all’olfatto e i suoi sapori appaiono freschi al palato. Il vino rosato della Basilicata è gentile all’olfatto ed estremamente profumato. Leggermente frizzante al palato, questo vino rilascia un retrogusto armonioso. Il paragone tra l’Aglianico rosso di Matera e […]

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Napoli & Dintorni

Il nuovo BOOK & BED di Napoli: dormire circondati da libri

B&B ovvero Book & Bed. È l’ultima novità napoletana che sostituisce il tradizionale Bed & Breakfast con un “hotel letterario” sui generis. Il Book & Bed è infatti il luogo perfetto per gli amanti della lettura che, a breve, potranno trascorrere le loro notti circondati da opere e volumi di ogni tipo! La possibilità, più unica che rara, sarà data dalla nuova libreria Mondadori di Napoli. Bed & Book: una notte tra i libri Dormire tra il profumo dei libri, circondati da migliaia di storie. È questa la possibilità offerta dal nuovo servizio B&B della nuova libreria partenopea. Terzo piano del Mooks Palace di Napoli, nel secondo store Mondadori del Vomero: è lì che tra mensole e scaffali colmi di libri saranno ritagliati degli spazi per posti letto immersi nei volumi.  La libreria, sita in via Luca Giordano, nei locali una volta occupati dalla pasticceria Bellavia, è stata inaugurata il 16 marzo. Strutturata su due piani e articolata in sezioni catalogative, essa non accoglie ancora il B&B che, a quanto pare, si farà attendere ancora qualche settimana. Tra le sezioni di critica, antropologia, storia, sociologia, teatro, poesia e molto altro, lo store Mondadori sta completando i lavori per gli spazi da adibire a camere. I lavori, ancora in corso, saranno completati – secondo quanto rilasciato – a breve. I responsabili Alfredo Cozzolino e Francesco Wurzburger spiegano: «Siamo parte di un quartiere affamato di cultura, abbiamo dato ascolto, voce e realtà a un’esigenza che ben si coniugava con il nostro progetto. E allora quest’apertura vuole essere la tappa importante di un percorso aziendale in divenire. Ma rappresenta prima di tutto, ieri come oggi, la manifestazione concreta di una scelta, quella di voler essere per questa città un centro di aggregazione culturale, una fucina di idee, una libreria di prossimità, una libreria di catalogo e di proposta. Siamo artigiani del libro e ogni spazio che occupa dentro e fuori lo store è frutto di uno scambio vivo e incessante con i lettori». L’idea del Book & Bed arriva dal Giappone… Lasciare che i lettori più appassionati trascorrano la notte tra le pagine dei libri che tanto amano è una fresca novità. Tuttavia il Book & Bed di Napoli non è il primo hotel letterario. Il format è infatti di origine nipponica. Il primo B&B nasce a Tokyo nel 2016. Questo però dovrebbe essere un po’ diverso da quello che ci aspettiamo di vedere a Napoli, perché in stile prettamente tradizionale. La mobilia di una camera nella libreria di Tokyo è estremamente essenziale. Mensole e scaffali colmi di libri e, solo marginalmente, lo spazio per un posto letto che sia il tradizionale letto giapponese. Lo spazio per il posto letto, concepito come una capsula, fa sì che questo B&B consenta ai lettori di dormire letteralmente circondati da libri. Questo primo Book and Bed, progettato da Suppose Design Office, ha ricevuto ottime recensioni. I turisti che hanno usufruito di questo servizio gli hanno assegnato valutazioni molto alte. Ma anche in Italia si è già pensato ad un progetto […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Pasquetta a Napoli 2018: il Nabilah vuole stupire col “Taste – Nic”

Pasquetta a casa o al ristorante? Braciata con amici o relax fuoriporta? Questi sono i dubbi che attanagliano un po’ tutti alla vigilia Pasquetta. Una nuova e interessantissima alternativa vuole darcela il Nabilah, uno dei club più belli d’Italia secondo il “The Guardian”, dove verrà inaugurato un nuovo format, il “Taste – Nic”. Il “Taste – Nic” rivela fin dal nome la sua natura ibrida tra il classico pranzo al sacco e i sapori raffinati della cucina gourmet. Sono previsti, infatti, diversi “Gourmet Points” sparsi per tutta la struttura e che saranno in grado di soddisfare anche la clientela più esigente. Dal tradizionale all’innovativo, dal vegetariano alla carne passando per dolci, centrifughe e vino, il Nabilah diventerà un arcipelago di delizie da non perdere, anche perché a preparare i piatti saranno chef provenienti da tutta la Campania. Tra questi spicca il nome di Vincenzo Guarino, una stella Michelin con il ristorante “Il Pievano”, che sarà dietro i fornelli per uno show cooking dove illustrerà a tutti la sua “cucina creativa mediterranea“. Come colonna sonora della giornata si alterneranno alla console, dalle 11 in poi Vox Inside Live, Lunare Project, Bonky, Cerchietto e Paulus. Un occhio di riguardo lo avranno anche i bambini dato che sarà riservata loro un’intera area. Divertimento, musica e gastronomia, il tutto in un ambiente curato nei minimi dettagli e che ha come cornice il mare di Bacoli… la ricetta per la Pasquetta perfetta è servita! Pasquetta a Napoli 2018: Gli chef coinvolti e i piatti del “Taste – Nic” – Chef Vincenzo Guarino (“Il Pievano”, Toscana) – Gnocchi farciti con provola su crema di piselli, gambero rosso crudo, latte cotto affumicato, pane saporito e i suoi germogli. – Chef Ray Arthey (Hadel Pask , Napoli)   – Piatto unico composto da moro (riso con guandules e cocco) e secondi a scelta tra cotoletta di funghi, bistecca di soia alla genovese, o bocconcini di saitan e verdure. – Chef Marco Iavazzo  – Panino con misticanza, agnello, piselli al lime e menta, crema di ricotta salata e granella di fava fritta. – Pasticciere Vincenzo Ferrieri (SfogliateLab , Napoli) – Sfogliatella rustica (3 gusti: fave e pancetta, melanzane e provola, e salsiccia e friarielli) e sfogliatella classica (3 gusti: limone, pistacchio, ricotta e pere). – Chef Vincenzo Ruggiero (ristorante “Il Falangone”, San Giuseppe Vesuviano)  – Riccioli di seppia grigliata agli agrumi della costiera su passatina di piselli e praline di patata allo zafferano. – Chef Marco De Cesare (ristorante “Amabile”, Cercola) – Due proposte: mezzo spaghettone ondulato al soffritto di polpo verace, oppure mantecato di baccalà e patate con scarola napoletana e pane carasao. – Chef Umberto Ventriglia – Crostone di pane ai cereali con misticanze orientali, burrata, champignon marinati, cipolla di Alife caramellata e bufalo affumicato. – Scuola Dolce & Salato (Maddaloni) – Gateau con salsicce e friggitelli e pizza rustica ripiena. – Maestro pasticciere Aniello Di Caprio (pasticceria Lombardi) – Dolce: Lingotto Rocher. – Chef Vittorio Zigarelli (Panamar, Napoli)  – SantanTonno: tonno rosso, maionese alle acciughe, friarielli in doppia consistenza. – Chef Rosario Matina (Serafino, Napoli)  – Arancine, panelle  e cannoli siciliani. – Spain – Burritos di pollo. E tante altre leccornie per grandi e piccini…

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Food

Nasce Olì360: leggerezza ed eccellenza a tutte le ore alle porte del Cilento

All’ingresso del Parco Nazionale del Cilento, a pochi chilometri da Paestum, apre Olì360, locale che è ristorante e pizzeria insieme, all’insegna dell’unione delle più variegate esperienze gastronomiche. Nato dal sodalizio di giovani professionisti, ciascuno specializzato in un settore differente, questo innovativo luogo di ritrovo in provincia di Salerno si avvale dell’alta qualità delle materie prime che offre il territorio nel quale è ubicato: carciofi di Paestum, pane di Giungano, fagioli di Novi Velia, pomodori essiccati di Battipaglia e, naturalmente, la celebre mozzarella di bufala dop. Il nome stesso, Olì360, vuole essere appunto un omaggio al territorio, di cui l’olio è sicuramente un tratto distintivo in ambito alimentare, seppur corredato di accento per esprimere l’intento gourmet del brand. Il logo è un simpatico riferimento al giro d’olio compiuto dal pizzaiolo prima di infornare e 360 racconta la trasversalità dell’offerta, trattandosi di un locale multifunzione che punta ad essere opinion leader nel settore gastronomico campano, presentandosi come un’eccellenza nell’arte della pizza e della cucina, ma anche come bar. Il 360 indica anche l’estensione dell’offerta, cercando di portare il concetto di Smart Delivery anche in Campania, con un’App progettata da Based: dal sito è possibile consultare il menù ed ordinare il cibo direttamente a casa in contenitori che garantiscono il mantenimento della qualità. Lo store manager Riccardo Taliano, l’Executive Chef Sabatino Sicignano, il maestro pizzaiolo Vincenzo Ceruso, il bar manager Ferdinando Scala e l’intenditrice per eccellenza di pizza fritta Ines Russo, si sono lanciati in questo progetto con l’intento di creare un locale che possa diventare un punto di riferimento valido ad ogni ora del giorno, dove poter gustare – a pranzo, a cena, per un brunch, per un aperitivo o per un dopocena – piatti leggeri e di alta qualità, come una pizza, una zuppa di stagione, un’insalata fresca. La scelta di impiegare, per l’impasto delle pizze, farine non raffinate (di tipo 1 e 2) è solo uno dei tanti dettagli che fanno di Olì360 una food experience da provare per chi abbia la curiosità di qualcosa di originale e gustoso a tavola. Un giorno alla settimana la pizzeria presenterà, inoltre, un impasto speciale con l’abbinamento di un topping gastronomico ad hoc. Non solo pizza tradizionale cotta in forno a legna, ma anche la pizza fritta firmata “Olì360”, nelle versioni più disparate, dal salato al dolce. E sempre all’insegna della creatività, certamente da assaggiare le pizze originali del Maestro Pizzaiolo Vincenzo Ceruso. I due forni sono posizionati al centro della sala, a vista a 360 gradi, appunto. Olì360, pizza, olio e non solo I vini proposti sono tutti delle vere eccellenze campane o italiane, tra cui degni di nota sono sicuramente i molti vini biodinamici, come il Don Chisciotte o il Trebbiano toscano dal sapore quasi liquoroso e molto intenso, che possono accompagnare egregiamente anche piatti a base di carne pur essendo dei bianchi. Per quanto riguarda la birra, Olì360 propone KBirr alla spina, artigianale, non filtrata e non pastorizzata, interamente prodotta in Campania. Anche la struttura del locale ha uno stile […]

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