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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 379 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

BacArt 2017: Rassegna d’arte moderna e contemporanea dedicata a Bacco

La Casa di Bacco, in piazza Castello a Guardia Sanframondi (BN), ha riaperto le porte martedì 8 agosto alle ore 19.00 per inaugurare la quarta edizione di BacArt, rassegna d’Arte moderna e contemporanea dedicata a Bacco. Una mostra suggestiva, conturbante ed affascinante, che propone le opere di ben 18 artisti, conosciuti e non, animati dalla stessa passione del  coinvolgente fondatore delle Casa di Bacco e curatore della mostra, l’endocrinologo Amedeo Ceniccola, e che rimarrà aperta tutti i giorni fino alla fine del mese di agosto, dalle ore 19 alle 21. “Il vino è da sempre frammischiato all’arte”, racconta Ceniccola, “fin dalla Tabula Cortonensis, uno dei più lunghi scritti in etrusco, bronzo del II secolo a.C. che già cita la compravendita di una vigna. Così è nata l’idea di dar vita ad una Rassegna d’Arte Moderna e Contemporanea dedicata a Bacco che, alla fine, lascia davvero ebbri d’immagini e che ha di fatto consacrato Guardia Sanframondi a crocevia di tutti gli artisti amanti del nettare degli dei”. La Brigata di Bacco promuove la cultura del vino attraverso l’arte Si taglia cosi il nastro della quarta edizione di questa iniziativa, nata su impulso di quella che Ceniccola definisce la “brigata degli amanti di Bacco”, composta da Rosario Amato, Alberto Bocchino, Gaetano Cantone, Alessandro Del Gaudio, Titti D’Arienzo, Carlo Errico, Vittorio Fava, Salvatore Fiore, Mariano Goglia, Mario Lanzione, Alfredo Lombardi, Marisa Mola, Salvatore Oppido, Ernesto Pengue, Gustavo Pozzo, Alessandro Rillo, Elia Severino e Semeska Valdemarasch e che ha un duplice fine. Da una lato la ferma volontà di celebrare il vino e la cultura del vino, l’unica forse non elitaria ma che invece ha da sempre permesso incontri straordinari, a prescindere dalle levature e dalle stature dei soggetti coinvolti, stimolandone il pensiero superiore. Dall’altro, l’impegno degli artisti, che da ormai 4 anni stanno portando avanti un progetto senza nulla chiedere e senza nulla avere da chicchessia, si caratterizza da un punto di vista sociale come il tentativo di contrapporre la cultura di Bacco a quella dominante di oggi (rappresentata da superalcolici, birra, drink, droga), una delle principali cause di quei fenomeni di devianza sociale con cui ogni giorno ci confrontiamo. Come antidoto, la Casa di Bacco si è posta come obiettivo la promozione della cultura del vino attraverso il linguaggio dell’arte, da cui la Mostra, alla quale è intenzione della brigata di Bacco aggiungere la passione che anima il cinema. A breve, infatti, ci sarà la possibilità di poter arricchire con il contributo di prodotti cinematografici quello che già è uno straordinario patrimonio artistico e culturale. Altro proponimento per il prossimo anno è quello di rendere la Casa di Bacco una sorta di Casa-Museo dedicata a Bacco, un art hotel dove gli artisti che hanno partecipato alla Mostra, alcuni dei quali hanno finora trovato difficoltà a raggiungere il paese campano in occasione delle iniziative e a trovarvi sistemazione, possano alloggiare a godere appieno di un ambiente artisticamente caratterizzato, dando loro la sensazione di aver dormito all’interno di un opera d’arte.   Sua Maestà Bacco […]

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Eventi nazionali

Riti settennali di Guardia Sanframondi. I fedeli incontrano l’Assunta

I Riti settennali tributati alla Madonna dell’ Assunta, che si celebrano a Guardia Sanframondi (Bn) ogni sette anni, sono una delle manifestazioni religiose più coinvolgenti, controverse e particolari al mondo. Evento particolare in cui la penitenza interiore trova la sua espressione più radicale nella penitenza esteriore, è difficile descriverli, esattamente come è impossibile raccontare la devozione dei guardiesi nei confronti dell’ Assunta. L’unica cosa da fare è tracciare una panoramica della manifestazione e parteciparvi, a cuore aperto. Il ritrovamento miracoloso dell’Assunta Leggenda vuole che in un tempo imprecisato, due maiali, condotti al pascolo da un garzone, iniziassero improvvisamente a scavare nel territorio di Limata, ai confini tra Guardia e San Lorenzo Maggiore, mentre un suono sempre più incalzante di campanelli si diffondeva nell’aria. Venne così ritrovata la statua dell’ Assunta. Nessuno riusciva a tirarla fuori dalla buca, tuttavia, finché un vecchio cieco del rione Croce, portato sul luogo e riavuta miracolosamente la vista, notò che il Bambinello in braccio alla Madonna aveva in mano una spugna. I presenti ne fecero una riproduzione con del sughero e degli spilli all’interno e solo quando tutti cominciarono a battersi con essa, la statua venne rimossa. Si provò a condurla verso i vari paesi limitrofi ma si fece pesante e non trasportabile. Solo quando si prese la strada per Guardia, la Madonna ridivenne leggera. Storicamente la statua viene fatta risalire al secolo XI, mentre gli studiosi di oggi la datano al secolo XIV. Dei due campanelli, uno più piccolo dell’altro, attaccati ad un sostegno di legno, con due sporgenze laterali con cui poterli prendere, il più grande reca la scritta ‘Jesus Maria 1048’, sicuramente l’anno della fusione, mentre su entrambi sono incisi i nomi di ‘ Assunta e Pietro Pascale’, con molta probabilità i nomi degli offerenti I Riti settennali I Riti o “Festa dell’ Assunta” si svolgono in 7 giorni ogni 7 anni, anche se in passato la statua dell’ Assunta era portata in processione ogni volta i fedeli ne avvertissero il bisogno. La settimana successiva al 15 agosto, i rioni di Guardia, Croce, Portella, Fontanella e Piazza, procedono con due processioni, di “penitenza” e di “comunione”. I Misteri che in parte le compongono, di origine medievale, sono rappresentazioni sceniche della Sacra Scrittura, della Vita dei Santi, di Dogmi della Chiesa e vengono rappresentati da fedeli che, in costumi d’epoca talvolta pregiati, sfilano mantenendo inalterate le loro pose figurative ed usando solo la mimica. Ogni quadro è preceduto da un “vessillifero”, un angelo o un paggio che reca un’insegna col titolo del Mistero ed è seguito da un gruppo di fedeli del rione di appartenenza. “I disciplinanti, o flagellanti”, partecipano alle processioni rionali in saio bianco e cappuccio con occhiaie, sono disposti per due in una lunga fila e sono così chiamati perché usano la ‘disciplina’, strisce metalliche, unite da una catenella, con le quali si percuotono le spalle. Il sabato, in un corteo preceduto da una croce, sfila il clero locale e diocesano presieduto dal Vescovo, con una fune incrociata sul petto […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Napoli Expò Art Polis, al PAN è in mostra la napoletanità

Al via la terza edizione della rassegna artistica Napoli Expò Art Polis, con il tema Miti Storie e Leggende della Nostra Città, dalla Magna Grecia ad oggi. L’idea è stata curata da Daniela Wollman dell’associazione CreativiAttivi. Le collaborazioni per realizzare questo grande progetto sono molte dal giornalista Luigi Necco allo lo storico e critico d’arte Gianpasquale Greco, con Bruno Cuomo per le referenze fotografiche e l’allestimento e con la direzione artistica di Alessandro Incerto. La curatrice Daniela Wollmann spiega come N.e.a.polis aggiunge una grande offerta culturale all’estate Napoletana già ricca di eventi. «La volontà è stata quella di portare in mostra la storia della Magna Grecia e di Napoli in particolare. Napoli Expò Art Polis ha come grande obiettivo quello di dare visibilità agli artisti napoletani. Abbiamo voluto mettere insieme la ricchezza artistica della nostra città, partendo dal mito di Partenope per arrivare allo sfottò di Patanè nei confronti del Calcio Napoli. Tutto quello che identifica il napoletano, dal sacro al profano, è in mostra nelle sale del PAN». Nella grande collettiva, per la qualità dei lavori, ad alcuni artisti presentano una loro personale, un grande valore aggiunto che sottolinea il grande livello qualitativo delle opere in mostra. «Gli artisti in mostra sono tanti, più di settanta! A qualcuno di loro è stato dedicato più spazio. Salvatore Ciaurro con cinque temi con i quali costruisce i suoi percorsi visivi e Francesco Verio con le sue opere di omaggio a Totò. In una delle sale è possibile trovare inoltre il “libero autodidatta” Pasquale Manzo che con il suo circo dei Pucinovo gioca con il carattere rivoluzionario della maschera napoletana e la sua ricerca dell’essere per elevarsi con leggerezza». Tra gli artisti che sicuramente suscitano più interesse e curiosità, al Napoli Expò Art Polis è in mostra Edoardo Bennato. Pochi conoscono l’architetto/musicista anche per le sue produzione nel campo dell’arte figurativa. «Edoardo Bennato è un artista eclettico che qui ha presentato una serie dai suoi lavori degli anni ’80, tra le quali la copertina de “La Torre di Babele“. Tra  più recenti dell’artista ci sono due opere della serie “In Cammino” dedicato al fenomeno dei migranti. In occasione di una prossima personale al Napoli Expò Art Polis è in mostra Adele Ceraudo, Lady Bic, che presenta un suo lavoro con il quale tocca il tema delle donne violate». La possibilità di accedere a Napoli Expò Art Polis è stata data a chiunque ha avuto la volontà di mettersi in gioco sottoponendo il proprio lavoro all’associazione CreativiAttivi. «Napoli Expò Art Polis è anche una vetrina che dà grande visibilità a chi riesce ad essere selezionato per parteciparvi. Numerosi sono gli artisti che grazie a quest’iniziativa hanno avuto la possibilità di crescere». «Il lavoro dei CreativiAttivi non si ferma mai. Dal 26 settembre al 1 ottobre sarà esposta Napoli Arte e Rivoluzione dove tutte le rivolte di Napoli, da Masaniello ad oggi, saranno le protagoniste dei progetti che gli artisti potranno presentare fino al 15 settembre». Oltre all’esposizione con in mostra 72 artisti fino al 26 agosto, […]

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Napoli & Dintorni

Mojoca Festival, colore e passione a Moio della Civitella

Dal 4 al 5 agosto 2017 si terrà l’undicesima edizione del Mojoca Festival. Il festival degli artisti di strada ogni anno allieta le serate del piccolo comune di Moio della Civitella (SA) con grandi e validi spettacoli. Durante il primo fine settimana di agosto interverranno oltre cento artisti, circa trenta spettacoli si susseguiranno in contemporanea e saranno a titolo gratuito. Dalle 21.00 alle 2.00 di ognuna delle tre serate sono previste le performance che animeranno vie, vicoli e piazze. (MAPPA MOJOCA FESTIVAL) Un unico grande festival sotto le stelle per riuscire a dar il miglior benvenuto a chi si appresterà a raggiungere il paese poco distante da Vallo della Lucania. Ogni anno il Mojoca riesce ad attrarre nel piccolo borgo circa 35mila spettatori. Ogni attività si svolge nel rispetto dell’area. tutto nella più completa sintonia con il luogo. Durante le giornate del festival vengono infatti rispettati l’ambiente e le persone con un efficiente sistema di ricezione, prevedendo anche un’ampia area campeggio.  Il termine Mojoca deriva dall’unione della parola Moio, il paese cilentano che ospita la manifestazione, e joca, che in cilentano significa gioca. Anagrammando le due parole si ottiene Mojoca, adesso gioca! L’associazione nata nel 2007  è riuscita a rendere sempre più vivo e partecipato il Mojoca Festival per riuscir a far partecipare sempre più artisti provenienti da tutto il mondo. Il Mojoca Festival ha un’organizzazione che non ha nulla da invidiare ai più grandi e noti eventi della nostra penisola. L’associazione che organizza il Mojoca Festival, organizza anche molte attività collaterali che arricchiscono i tre giorni di spettacoli. Durante le ore pomeridiane dalle, 18.00 alle 20.00, avranno luogo le attività laboratoriali attinenti alle arti di strada. Questa sezione è dedicata principalmente ai più piccoli comprende laboratori per costruire oggetti sonori, bolle giganti, giocoleria, teatro, e danze per tutti i gusti. (PROGRAMMA ufficiale) Durante le giornate del Mojoca Festival, gli spettatori potranno anche godere della fiera dedicata all’artigianato. Questo progetto è riuscito a crescere negli anni, riuscendo ad apportare alla manifestazione un grande contributo. È possibile inoltre partecipare al concorso dedicato a chi ha la passione per l’immagine. L’associazione culturale Mojoca organizza per gli appassionati di fotografia “Scatta Mojoca” (link al REGOLAMENTO DEL CONCORSO), dedicato a professionisti e non.  Per giungere a Moio della Civitella durante lo svolgimento della manifestazione, l’associazione ha messo a disposizione un servizio NAVETTA per tutte le serate del Mojoca Festival. Tra gli scopi  dell’associazione Mojoca c’è stato fin dall’inizio quello di rendere il Cilento un crocevia degli artisti di strada. Dal 2009 il Mojoca è infatti socio-promotore della FNAS, Federazione Nazionale Arte di Strada. Pochi sono gli esempi come il Mojoca che riescono a mantenere vivo un centro storico, basandosi soprattutto sul lavoro che include la gran parte dei cittadini del piccolo comune cilentano. Mojoca è un Festival partecipato per riuscir a rivitalizzare un piccolo centro storico. Una grande offerta culturale che rappresenta una strategia vincente per poter rendere Moio della Civitella un grande attrattore.

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Napoli & Dintorni

Dalisi, pensieri dai sogni. Intervista all’artista

Riccardo Dalisi è un architetto nato a Potenza il primo maggio 1931. Ha insegnato metodologia della progettazione alla facoltà di architettura di Napoli e fu il direttore della Scuola di Specializzazione in Disegno Industriale dell’Università di Napoli Federico II; è stato membro fondatore del gruppo Global Tool e di una scuola sperimentale di artigianato Arti minime. Nel 1975 diede inizio alla sua attività di designer collaborando con aziende quali Baleri e Zanotta; i suoi laboratori si sono sempre contraddistinti perché spesso si lavorava per strada, assieme alle persone, con chi avrebbe poi usufruito delle architetture progettate. “Dalisi è abbastanza esplicito. La tecnica povera contesta la sottrazione progressiva ed ineluttabile della partecipazione attiva dell’uomo alla modellazione, alla costruzione dei propri progetti, del proprio spazio. La tecnica povera non si schiera sul fronte delle poetiche che sfruttano la povertà per ricostruire oggetti, manufatti, abitazioni  e neppure lungo gli argini dell’”edilizia della miseria”. È un linguaggio che non privilegia l’artigianato (o si dà come artigianato, ancora peggio) nè ha in odio la tecnologia in una rinnovata estasi pauperistica, francescana. La tecnica povera, nel rieducare gli strumenti sensori e percettivi, vuole rifondare la ricerca tecnica e scientifica: presuppone un rinnovamento del senso e del ruolo della scienza“. Dalla prefazione “L’ascolto del politico” a cura di Angelo Trimarco, cat. 82  Centro di, febbraio 1977. Oggi questa maniera di progettare è chiamata condivisa e partecipata, allora era semplicemente il modo di Dalisi di mettersi in gioco senza nessuna presunzione, senza alcuna voglia di porsi come l’ostentazione del professionista da accademia, senza il bisogno di realizzare indagini, slide, strategie, ricerche-azioni o quant’altro. I numeri che contavano  erano i sorrisi delle persone. Questa forma di pensiero è rimasta nell’Artista, che da architetto scelse la via più difficile per poter comunicare le proprie idee. Riccardo Dalisi è ricordato soprattutto per il suo Compasso d’Oro del 1981, riconoscimento mondiale per il design che ricevette grazie a “Pulci” la caffettiera napoletana disegnata per Alessi. Ha sempre sorriso il Professore, durante l’intervista la domanda legata al luogo delle sue idee ha trovato una risposta. «Questa è una domanda domandosa! Come faccio a ritrovare le cose che si trovano disseminate nel marasma del mio studio? Sai cosa rispondo? Sono le cose che trovano me». Riccardo Dalisi parla di sè come una persona particolare, spiega che il legame che ha con le sue opere nasce dai suoi sogni. Quasi sobbalzo dallo sgabello dopo che il Professore sbatte le mani facendo dei versi con la bocca, ricordandomi gli scritti sulle esperienze di Munari. «Ogni individuo ha molti modi per esprimersi. Adesso sto adoperando i colori, sono materia, volume, sto scrivendo infatti un libro sui colori che si muovooaaaaaaaaaaaaano. Mi colpisce una cosa, me la ricordo magari dormendo, ne percepisco la melodia, la sento napoletana. Siamo circondati da melodie. Praticamente sono napoletano a tutti gli effetti e Napoli non può che essere il motivo di ispirazione con la sua musicalità». Accennando alle sue caffettiere, il professore si sente attanagliato da un dubbio legato alle sue scelte, forse in […]

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Interviste

La stella luminosa Pasqualino e la luce del suo cuore, Silvia Mazzieri

Pasqualino e la sua luce: due chiacchiere con la stella del sorriso appassionata di stelle del cinema Lui si chiama Pasqualino Esposito, vive a Casavatore vicino Napoli ed ha una simpatia travolgente ed una purezza d’animo che lo rendono trasparente e cristallino come una bella giornata d’estate: lui è inverno e primavera insieme, è saggezza e leggerezza, lui è la risata che nasce nel bel mezzo di una stagione arida. Pasqualino è affetto da osteogenesi imperfetta, detta anche malattia delle ossa di vetro: la sua malattia gli porta grave fragilità alle ossa, malformazione degli arti, difficoltà respiratorie a causa della gabbia toracica malformata e gli è quindi essenziale l’aiuto della ventilazione meccanica. Il cinema è la stella polare della sua quotidianità, la sua scappatoia ed isola felice, e questa passione lo ha portato a divenire una stella del sorriso che ha incontrato stelle in carne ed ossa: i suoi idoli cinematografici.  Pasqualino può infatti vantare tantissimi incontri con svariate stelle del cinema, attori di fiction e nomi di spicco della scena nostrana e internazionale, nonché la partecipazione a numerosi eventi e festival. Il suo festival preferito è La Festa del Cinema di Roma, a cui ha partecipato due volte: ha anche instaurato un forte legame con il direttore Antonia Monda e con Valeria Allegritti. La passione può salvare una vita e renderla degna di essere vissuta, può dare respiro e leggerezza alla sofferenza, e Pasqualino ci affida un grande messaggio: la realtà non è quella che si vede. Lo diceva Eugenio Montale nei suoi versi, e Pasqualino si fa testimonianza viva di queste parole. Ma solo per chi avrà la sensibilità adatta per coglierle e farle proprie, per chi saprà dilatare le proprie pupille e il proprio cuore. Ciao Pasqualino. Come nasce la tua passione per il cinema? Come ti è venuta l’idea di girare i principali eventi e conoscere i tuoi idoli da vicino? Ho sentito parlare, tramite i telegiornali, di vari festival del cinema che prevedevano gli incontri degli attori con il pubblico, e ho trovato subito l’energia di provare anche io questa esperienza. Ho cercato su Internet qualche festival che si trovasse più nella mia zona, tra Napoli e Roma, e ho deciso quindi di andarci. Sono andato per la prima volta ad un festival nel 2010, e mi è piaciuta molto l’atmosfera e tutto il contesto. Ho conosciuto tantissimi attori, ho cominciato a seguirli in televisione e mi è venuto spontaneo appassionarmi al cinema. Quali sono i generi cinematografici che ti piacciono di più e chi sono i tuoi attori preferiti? Amo in particolare i film horror e di avventura. Degli horror mi piace l’emozione, il panico e le forti sensazioni, invece per quanto riguarda i film d’avventura, li scelgo perché mi piace sorridere nel vivere le storie. La mia attrice italiana preferita in assoluto si chiama Silvia Mazzieri, protagonista della fiction “Il paradiso delle signore”, poi ci sono Elisabetta Pellini e Benedetta Gargari. Come attrici straniere invece amo Nicole Kidman e Jessica Alba. Silvia Mazzieri la […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Un cammino per la Certosa: percorsi dell’anima tra Napoli, Capri e Padula

«Interroga i tempi trascorsi», recita il Deuteronomio. Il tempo scorre, il passato va in cenere, e noi guardiamo avanti a un futuro che sembra chiudere le porte a tutto ciò che è trascorso. Il grande cambiamento non deve necessariamente portare noi, abitanti di un presente che ogni secondo di più diventa futuro, a strappare le pagine di un passato considerato retrogrado. Il Deuteronomio in questo ci insegna: interroga, dialoga con il passato. Pronti a difendere questa citazione a spada tratta, quasi come un motto intramontabile, gli ideatori de Il cammino delle Certose, un sistema articolato di mostre che ha visto nel 21 luglio la data di nascita, e che vedrà nei prossimi mesi una verde prosperità. Le tre protagoniste, le Certose di San Martino a Napoli, San Giacomo a Capri e San Lorenzo a Padula, il cui coordinamento è stato magistralmente permesso da Fernanda Capobianco. Il giorno dell’inaugurazione ha visto echeggiare nel polo museale della Certosa di San Martino le voci di Anna Imponente, direttore e curatore della mostra, e quella di Rita Pastorelli, direttore della Certosa di Napoli. La mostra è dallo stampo del tutto nuovo, un collegamento inedito tra le tre Certose, dove un tempo con silenzio e meditazione i monaci si prodigavano all’edificazione della loro personale Gerusalemme. Opere necessarie per la comunità furono effettuate da questi centri religiosi, a partire dalla bonifica del territorio paludoso permessa dai certosini di Padula. Il loro monastero è tra i più grandi d’Europa, nonché tra i più antichi. La seconda grande Certosa del Regno di Napoli è quella di San Martino, la cui spezieria è testimonianza della prodigalità dei monaci. La Certosa di Capri è terza per data di nascita, ma prima per data di morte sotto la mano asfissiante del regime napoleonico. Il gusto biblico è alimentato dalle mostre de I percorsi dell’anima. Un certo cono d’ombra sulla cristianità viene già gettato dall’opera protagonista della Certosa di San Martino, un affresco nella Cappella del Tesoro realizzato da Luca Giordano, opera nella quale spicca la figura di Giuditta, dal volto trionfante. Tra le mani, la testa di Oloferne. Un episodio così tanto citato dagli artisti di età moderna e contemporanea, controverso quasi quanto il pio Enea. Molti infatti hanno avuto la tentazione di additare Enea di empietà quando, alla fine dell’opera di Virgilio, non ascolta le preghiere di Turno, infliggendogli il colpo mortale. Così Giuditta assassina il re Oloferne, un assassinio cruento, permesso dalla sua ammaliante bellezza, che aveva portato l’uomo a ospitarla nella sua tenda, a preparare le candide lenzuola sul letto, non immaginando di vederle dopo poco tinte del suo stesso sangue. Ma sia Enea che Giuditta hanno dalla loro parte la giustizia. Enea uccide Turno perché ricorda le parole di Anchise: il ruolo del pio è giustiziare i superbi. E Giuditta, d’altro canto, è il simbolo della città che trova riscatto non contro un re qualsiasi, bensì contro un tiranno. La mostra alla Certosa di San Martino narra tutto questo, la forza di una donna, ma la violenza […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Lunapark del libro: Iocisto festeggia il suo terzo compleanno

“Lunapark del libro. Buon 3° compleanno iocisto” è l’evento pensato dalla libreria Iocisto  per festeggiare il suo terzo anno di attività. L’appuntamento è oggi 21 luglio in Piazza Fuga a Napoli, a partire dalle 18:30 e fino alle 23.00. Il programma della serata La manifestazione prevede la presenza di stand e tanti giochi a tema letterario, con in palio premi e sorprese, oltre a musica e spettacolo con l’esibizione di giovani artisti quali Aurora Formosa, Emilia Mitilini, Riccardo Bachrach, Alessandro Conte e i ragazzi del concorso Diamond LAb. Inoltre, si giocherà alla Totòmbola di Amedeo Colella, ossia la prima tombola cinematografica dedicata a Totò: si estrae un numero ed in base al suo significato parte un filmato  estratto da una delle tante pellicole del principe della risata. Ospite della serata sarà l’attore Francesco Paolantoni, amico nonché socio di iocisto. Iocisto presenta il Lunapark del libro su Facebook “Lo ricordate ancora il Lunapark, quello di tanto tempo fa, quello senza giostre super tecnologiche ma con i giochi che ci facevano brillare gli occhi? Quello con la pesca miracolosa, il tiro ai barattoli e quei giochi semplici e scemi che ci facevano impazzire? Ecco è proprio questo che troverete in piazza Fuga il 21 luglio alle ore 18.30”, così gli organizzatori hanno presentato l’evento su Facebook. “E se qualcuno vi dovesse chiedere: “Ma chi sono quei pazzi che si sono inventati un lunapark del libro in pieno centro di Napoli”? – recita ancora il post – Voi rispondetegli che sono gli stessi pazzi che pensavano di aprire una libreria con un solo libro. Sono quelli di iocisto che dopo 3 anni sono ancora li, a Piazza fuga, ad aspettarvi per giocare insieme!”. Il Lunapark del libro si presenta dunque come una serata adatta a grandi e piccini, un’occasione per divertirsi scoprendo o riscoprendo grandi capolavori della storia letteraria.

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Food

E’ Guagliune presentano il menù di Agosto

Grande cena e degustazione nella serata di martedì 18 nel Ristorante-Pizzeria E’ Guagliune di Pomigliano D’Arco dove il proprietario Mario Filosa ha imbandito un ricco banchetto per la stampa, presentando i nuovi piatti del menù di Agosto. Noi di Eroica, da veri buongustai, eravamo lì. Pronti per il nostro gustoso racconto? E’ Guagliune, l’inizio Ore 20:00, iniziano ad arrivare i primi invitati e i camerieri sistemano gli ultimi preparativi sulla terrazza decorata di tutto punto. Al centro, un tavolo con tutti i prodotti che saranno serviti durante la cena. Eccellenze campane selezionate personalmente dall’occhio sapiente e critico di Mario Filosa: vini, formaggi e pasta fresca. Qualche invitato curioso, colpito dall’abbondanza e dalla qualità di tale assortimento, non perde occasione per scattare foto, magari anche insieme a un bel Provolone del Monaco. Arrivati gli ultimi invitati e sedutisi tutti ai tavoli, iniziano le danze. E’ Guagliune, gli antipasti La cena viene inaugurata con le immancabili zeppoline d’alghe e con un assaggio di un’interessantissima variante di un tipico piatto della tradizione campana: la pizza di scarole. Una pizza di scarole con tarallo sbriciolato, peperoncino forte e alici salate nata dall’esperienza del maestro pizzaiolo Nicola Trinchese. Una vera delizia. Con le piccantissime bruschette con lardo di colonnato e ‘nduja vengono serviti anche i primi due vini, due bianchi: una frizzante falanghina irpina delle Selve di S. Angelo e un Fiano d’Avellino. Ottime per accompagnare anche la seconda portata di antipasti: bruschette con pomodorino giallo vesuviano e Marinara al ruoto con pomodorino, aglio, olio, olive nere, acciughe e scaglie di parmigiano. Soffice e morbida proprio come vuole l’antica tradizione casareccia. E’ Guagliune, i primi piatti Dopo l’abbondante e succulento antipasto si passa ai tanto attesi primi piatti del giovane cuoco Vincenzo Mingacci: un mezzo pacchero con pomodorino datterino giallo, noci e vongole e tubettoni con fagioli e gamberi. Accompagnati non dal vino bianco ma da un ottimo aglianico rosso. E’ Guagliune, il gran finale Archiviati anche i due pregiatissimi primi, è tempo per una graditissima sorpresa per gli ospiti: il Gran Finale. Mario Filosa si prende la scena, mostra e offre, a uno a uno, i formaggi e i salumi da lui selezionati durante le sue visite in giro per la Campania che gli sono valse il titolo di “Talent Scout dei formaggi”. Ce ne sono di tutti i tipi, dal pecorino ai provoloni passando per le caciotte, e di tutte le provenienze, da Bagnoli Irpino ad Agerola. E’ Guagliune, considerazioni Una cena davvero ottima che ha saputo unire tante portate senza peccare in qualità, proponendo nuovi piatti e accostamenti culinari attraverso il riutilizzo di prodotti D.O.P campani. Prodotti testimoni di tradizioni secolari che non vanno abbandonate. Mario Filosa e tutto lo staff de E’ Guagliune si sono resi protagonisti di un lavoro eccellente realizzando un menù da leccarsi i baffi. Sarà disponibile da agosto, se non sarete impegnati con le vacanze o con impegni lavorativi fateci un pensiero!

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Eventi/Mostre/Convegni

Cena di raccolta fondi per Ricomincio dai Libri

La raccolta fondi per “Ricomincio dai Libri” sarà la causa motrice della cena umoristico-musicale “Aggiungi un posto a tavola” organizzata per il 19 luglio presso la meravigliosa Chiesa di Gesù e Maria, sede degli Euforika Napoli, un’associazione volta a trasmettere il Valore dell’Arte e della Cultura come Maestre di Vita. La cena sarà un lieto momento di aggregazione per il popolo napoletano durante il quale saranno proposte le letture umoristiche di Gabriele Aprea e le canzoni travolgenti di Nando Misuraca. Ho mangiato da Dio. Cucina benissimo – Gabriele Aprea Il prezzo del biglietto per il buffet è di 10 euro e sarà trasferito sulla piattaforma Meridionare, che ospita il crowdfunding del progetto. Una modica cifra per dare una spinta alla rinascita della cultura sul territorio napoletano tramite la IV edizione della Fiera del Libro di Napoli. La kermesse è organizzate da quattro associazioni – Librincircolo, La Bottega delle Parole, Coop. Soc. Sepofà e Parole Alate – che si mostrano attente alla valorizzazione dell’arte e della cultura su territorio partenopeo e che credono nella necessità di un coinvolgimento attivo da parte di tutta la popolazione e non solo di una ristretta elite. Fiera del Libro – Ricomincio dai Libri La Fiera “Ricomincio dai Libri” ha attirato a sé molta attenzione specialmente per la gratuità dell’evento. Infatti non solo i visitatori potranno goderne senza dover svuotare il portafoglio, ma anche la partecipazione degli editori sarà volontaria e non retribuita. Durante i tre giorni dal 29 settembre all’ 1 ottobre, saranno allestiti spazi espositivi per libri, teatro, fotografia, arte, danza ma anche workshop, laboratori, concerti e molto altro: tutto in nome della cultura. La Fiera conterà la presenza di ospiti d’eccezione nel campo dell’editoria e tutto fa pensare ad una vera e propria festa della cultura. Quindi sarà possibile aiutare finanziariamente questa manifestazione partecipando alla cena umoristico-musicale, al termine della quale sono previste ricompense proporzionali alla cifra donata, come un posto riservato o la sponsorizzazione di un singolo evento. I Protagonisti Nando Misuraca, cantautore, giornalista e fondatore dell’etichetta discografica indipendente Suono Libero Music. Già Premio “Pigro-Ivan Graziani”, “Nicolardi” e “Massimo Troisi” . Ha collaborato con importanti nomi della musica italiana, tra questi Renzo Arbore, Clementino, Gianni Conte, Paolo Audino, Erminio Sinni etc. È reduce dal successo all’Auditorium Rai di Napoli al premio Elsa Morante ” dove ha presentato in anteprima “Mehari Verde” brano dedicato a Giancarlo Siani. Gabriele Aprea – Parodia, dialogo in assenza, spiazzamento e non sense: sono gli ingredienti dei racconti di Gabriele Aprea. Filo conduttore la sottile e finissima ironia usata da Aprea per mettere a nudo il rapporto tra l’uomo e i suoi problemi esistenziali, da quelli più intimi ad un semplice ascensore fuori servizio. E poi, il rapporto d’amore che sta alla base dei suoi racconti: quello tra l’uomo e il suo scolapasta. Sesso, religione, lavoro sono solo alcuni dei temi che l’autore rilegge con il suo humour dissacrante e provocatorio. Storie che divertono sin dalle prime righe, con una prosa accattivante ed intraprendente che stimola a comprendere il variegato […]

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