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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 215 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

BacArt 2017: Rassegna d’arte moderna e contemporanea dedicata a Bacco

La Casa di Bacco, in piazza Castello a Guardia Sanframondi (BN), ha riaperto le porte martedì 8 agosto alle ore 19.00 per inaugurare la quarta edizione di BacArt, rassegna d’Arte moderna e contemporanea dedicata a Bacco. Una mostra suggestiva, conturbante ed affascinante, che propone le opere di ben 18 artisti, conosciuti e non, animati dalla stessa passione del  coinvolgente fondatore delle Casa di Bacco e curatore della mostra, l’endocrinologo Amedeo Ceniccola, e che rimarrà aperta tutti i giorni fino alla fine del mese di agosto, dalle ore 19 alle 21. “Il vino è da sempre frammischiato all’arte”, racconta Ceniccola, “fin dalla Tabula Cortonensis, uno dei più lunghi scritti in etrusco, bronzo del II secolo a.C. che già cita la compravendita di una vigna. Così è nata l’idea di dar vita ad una Rassegna d’Arte Moderna e Contemporanea dedicata a Bacco che, alla fine, lascia davvero ebbri d’immagini e che ha di fatto consacrato Guardia Sanframondi a crocevia di tutti gli artisti amanti del nettare degli dei”. La Brigata di Bacco promuove la cultura del vino attraverso l’arte Si taglia cosi il nastro della quarta edizione di questa iniziativa, nata su impulso di quella che Ceniccola definisce la “brigata degli amanti di Bacco”, composta da Rosario Amato, Alberto Bocchino, Gaetano Cantone, Alessandro Del Gaudio, Titti D’Arienzo, Carlo Errico, Vittorio Fava, Salvatore Fiore, Mariano Goglia, Mario Lanzione, Alfredo Lombardi, Marisa Mola, Salvatore Oppido, Ernesto Pengue, Gustavo Pozzo, Alessandro Rillo, Elia Severino e Semeska Valdemarasch e che ha un duplice fine. Da una lato la ferma volontà di celebrare il vino e la cultura del vino, l’unica forse non elitaria ma che invece ha da sempre permesso incontri straordinari, a prescindere dalle levature e dalle stature dei soggetti coinvolti, stimolandone il pensiero superiore. Dall’altro, l’impegno degli artisti, che da ormai 4 anni stanno portando avanti un progetto senza nulla chiedere e senza nulla avere da chicchessia, si caratterizza da un punto di vista sociale come il tentativo di contrapporre la cultura di Bacco a quella dominante di oggi (rappresentata da superalcolici, birra, drink, droga), una delle principali cause di quei fenomeni di devianza sociale con cui ogni giorno ci confrontiamo. Come antidoto, la Casa di Bacco si è posta come obiettivo la promozione della cultura del vino attraverso il linguaggio dell’arte, da cui la Mostra, alla quale è intenzione della brigata di Bacco aggiungere la passione che anima il cinema. A breve, infatti, ci sarà la possibilità di poter arricchire con il contributo di prodotti cinematografici quello che già è uno straordinario patrimonio artistico e culturale. Altro proponimento per il prossimo anno è quello di rendere la Casa di Bacco una sorta di Casa-Museo dedicata a Bacco, un art hotel dove gli artisti che hanno partecipato alla Mostra, alcuni dei quali hanno finora trovato difficoltà a raggiungere il paese campano in occasione delle iniziative e a trovarvi sistemazione, possano alloggiare a godere appieno di un ambiente artisticamente caratterizzato, dando loro la sensazione di aver dormito all’interno di un opera d’arte.   Sua Maestà Bacco […]

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Napoli Expò Art Polis, al PAN è in mostra la napoletanità

Al via la terza edizione della rassegna artistica Napoli Expò Art Polis, con il tema Miti Storie e Leggende della Nostra Città, dalla Magna Grecia ad oggi. L’idea è stata curata da Daniela Wollman dell’associazione CreativiAttivi. Le collaborazioni per realizzare questo grande progetto sono molte dal giornalista Luigi Necco allo lo storico e critico d’arte Gianpasquale Greco, con Bruno Cuomo per le referenze fotografiche e l’allestimento e con la direzione artistica di Alessandro Incerto. La curatrice Daniela Wollmann spiega come N.e.a.polis aggiunge una grande offerta culturale all’estate Napoletana già ricca di eventi. «La volontà è stata quella di portare in mostra la storia della Magna Grecia e di Napoli in particolare. Napoli Expò Art Polis ha come grande obiettivo quello di dare visibilità agli artisti napoletani. Abbiamo voluto mettere insieme la ricchezza artistica della nostra città, partendo dal mito di Partenope per arrivare allo sfottò di Patanè nei confronti del Calcio Napoli. Tutto quello che identifica il napoletano, dal sacro al profano, è in mostra nelle sale del PAN». Nella grande collettiva, per la qualità dei lavori, ad alcuni artisti presentano una loro personale, un grande valore aggiunto che sottolinea il grande livello qualitativo delle opere in mostra. «Gli artisti in mostra sono tanti, più di settanta! A qualcuno di loro è stato dedicato più spazio. Salvatore Ciaurro con cinque temi con i quali costruisce i suoi percorsi visivi e Francesco Verio con le sue opere di omaggio a Totò. In una delle sale è possibile trovare inoltre il “libero autodidatta” Pasquale Manzo che con il suo circo dei Pucinovo gioca con il carattere rivoluzionario della maschera napoletana e la sua ricerca dell’essere per elevarsi con leggerezza». Tra gli artisti che sicuramente suscitano più interesse e curiosità, al Napoli Expò Art Polis è in mostra Edoardo Bennato. Pochi conoscono l’architetto/musicista anche per le sue produzione nel campo dell’arte figurativa. «Edoardo Bennato è un artista eclettico che qui ha presentato una serie dai suoi lavori degli anni ’80, tra le quali la copertina de “La Torre di Babele“. Tra  più recenti dell’artista ci sono due opere della serie “In Cammino” dedicato al fenomeno dei migranti. In occasione di una prossima personale al Napoli Expò Art Polis è in mostra Adele Ceraudo, Lady Bic, che presenta un suo lavoro con il quale tocca il tema delle donne violate». La possibilità di accedere a Napoli Expò Art Polis è stata data a chiunque ha avuto la volontà di mettersi in gioco sottoponendo il proprio lavoro all’associazione CreativiAttivi. «Napoli Expò Art Polis è anche una vetrina che dà grande visibilità a chi riesce ad essere selezionato per parteciparvi. Numerosi sono gli artisti che grazie a quest’iniziativa hanno avuto la possibilità di crescere». «Il lavoro dei CreativiAttivi non si ferma mai. Dal 26 settembre al 1 ottobre sarà esposta Napoli Arte e Rivoluzione dove tutte le rivolte di Napoli, da Masaniello ad oggi, saranno le protagoniste dei progetti che gli artisti potranno presentare fino al 15 settembre». Oltre all’esposizione con in mostra 72 artisti fino al 26 agosto, […]

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Un cammino per la Certosa: percorsi dell’anima tra Napoli, Capri e Padula

«Interroga i tempi trascorsi», recita il Deuteronomio. Il tempo scorre, il passato va in cenere, e noi guardiamo avanti a un futuro che sembra chiudere le porte a tutto ciò che è trascorso. Il grande cambiamento non deve necessariamente portare noi, abitanti di un presente che ogni secondo di più diventa futuro, a strappare le pagine di un passato considerato retrogrado. Il Deuteronomio in questo ci insegna: interroga, dialoga con il passato. Pronti a difendere questa citazione a spada tratta, quasi come un motto intramontabile, gli ideatori de Il cammino delle Certose, un sistema articolato di mostre che ha visto nel 21 luglio la data di nascita, e che vedrà nei prossimi mesi una verde prosperità. Le tre protagoniste, le Certose di San Martino a Napoli, San Giacomo a Capri e San Lorenzo a Padula, il cui coordinamento è stato magistralmente permesso da Fernanda Capobianco. Il giorno dell’inaugurazione ha visto echeggiare nel polo museale della Certosa di San Martino le voci di Anna Imponente, direttore e curatore della mostra, e quella di Rita Pastorelli, direttore della Certosa di Napoli. La mostra è dallo stampo del tutto nuovo, un collegamento inedito tra le tre Certose, dove un tempo con silenzio e meditazione i monaci si prodigavano all’edificazione della loro personale Gerusalemme. Opere necessarie per la comunità furono effettuate da questi centri religiosi, a partire dalla bonifica del territorio paludoso permessa dai certosini di Padula. Il loro monastero è tra i più grandi d’Europa, nonché tra i più antichi. La seconda grande Certosa del Regno di Napoli è quella di San Martino, la cui spezieria è testimonianza della prodigalità dei monaci. La Certosa di Capri è terza per data di nascita, ma prima per data di morte sotto la mano asfissiante del regime napoleonico. Il gusto biblico è alimentato dalle mostre de I percorsi dell’anima. Un certo cono d’ombra sulla cristianità viene già gettato dall’opera protagonista della Certosa di San Martino, un affresco nella Cappella del Tesoro realizzato da Luca Giordano, opera nella quale spicca la figura di Giuditta, dal volto trionfante. Tra le mani, la testa di Oloferne. Un episodio così tanto citato dagli artisti di età moderna e contemporanea, controverso quasi quanto il pio Enea. Molti infatti hanno avuto la tentazione di additare Enea di empietà quando, alla fine dell’opera di Virgilio, non ascolta le preghiere di Turno, infliggendogli il colpo mortale. Così Giuditta assassina il re Oloferne, un assassinio cruento, permesso dalla sua ammaliante bellezza, che aveva portato l’uomo a ospitarla nella sua tenda, a preparare le candide lenzuola sul letto, non immaginando di vederle dopo poco tinte del suo stesso sangue. Ma sia Enea che Giuditta hanno dalla loro parte la giustizia. Enea uccide Turno perché ricorda le parole di Anchise: il ruolo del pio è giustiziare i superbi. E Giuditta, d’altro canto, è il simbolo della città che trova riscatto non contro un re qualsiasi, bensì contro un tiranno. La mostra alla Certosa di San Martino narra tutto questo, la forza di una donna, ma la violenza […]

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Lunapark del libro: Iocisto festeggia il suo terzo compleanno

“Lunapark del libro. Buon 3° compleanno iocisto” è l’evento pensato dalla libreria Iocisto  per festeggiare il suo terzo anno di attività. L’appuntamento è oggi 21 luglio in Piazza Fuga a Napoli, a partire dalle 18:30 e fino alle 23.00. Il programma della serata La manifestazione prevede la presenza di stand e tanti giochi a tema letterario, con in palio premi e sorprese, oltre a musica e spettacolo con l’esibizione di giovani artisti quali Aurora Formosa, Emilia Mitilini, Riccardo Bachrach, Alessandro Conte e i ragazzi del concorso Diamond LAb. Inoltre, si giocherà alla Totòmbola di Amedeo Colella, ossia la prima tombola cinematografica dedicata a Totò: si estrae un numero ed in base al suo significato parte un filmato  estratto da una delle tante pellicole del principe della risata. Ospite della serata sarà l’attore Francesco Paolantoni, amico nonché socio di iocisto. Iocisto presenta il Lunapark del libro su Facebook “Lo ricordate ancora il Lunapark, quello di tanto tempo fa, quello senza giostre super tecnologiche ma con i giochi che ci facevano brillare gli occhi? Quello con la pesca miracolosa, il tiro ai barattoli e quei giochi semplici e scemi che ci facevano impazzire? Ecco è proprio questo che troverete in piazza Fuga il 21 luglio alle ore 18.30”, così gli organizzatori hanno presentato l’evento su Facebook. “E se qualcuno vi dovesse chiedere: “Ma chi sono quei pazzi che si sono inventati un lunapark del libro in pieno centro di Napoli”? – recita ancora il post – Voi rispondetegli che sono gli stessi pazzi che pensavano di aprire una libreria con un solo libro. Sono quelli di iocisto che dopo 3 anni sono ancora li, a Piazza fuga, ad aspettarvi per giocare insieme!”. Il Lunapark del libro si presenta dunque come una serata adatta a grandi e piccini, un’occasione per divertirsi scoprendo o riscoprendo grandi capolavori della storia letteraria.

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Cena di raccolta fondi per Ricomincio dai Libri

La raccolta fondi per “Ricomincio dai Libri” sarà la causa motrice della cena umoristico-musicale “Aggiungi un posto a tavola” organizzata per il 19 luglio presso la meravigliosa Chiesa di Gesù e Maria, sede degli Euforika Napoli, un’associazione volta a trasmettere il Valore dell’Arte e della Cultura come Maestre di Vita. La cena sarà un lieto momento di aggregazione per il popolo napoletano durante il quale saranno proposte le letture umoristiche di Gabriele Aprea e le canzoni travolgenti di Nando Misuraca. Ho mangiato da Dio. Cucina benissimo – Gabriele Aprea Il prezzo del biglietto per il buffet è di 10 euro e sarà trasferito sulla piattaforma Meridionare, che ospita il crowdfunding del progetto. Una modica cifra per dare una spinta alla rinascita della cultura sul territorio napoletano tramite la IV edizione della Fiera del Libro di Napoli. La kermesse è organizzate da quattro associazioni – Librincircolo, La Bottega delle Parole, Coop. Soc. Sepofà e Parole Alate – che si mostrano attente alla valorizzazione dell’arte e della cultura su territorio partenopeo e che credono nella necessità di un coinvolgimento attivo da parte di tutta la popolazione e non solo di una ristretta elite. Fiera del Libro – Ricomincio dai Libri La Fiera “Ricomincio dai Libri” ha attirato a sé molta attenzione specialmente per la gratuità dell’evento. Infatti non solo i visitatori potranno goderne senza dover svuotare il portafoglio, ma anche la partecipazione degli editori sarà volontaria e non retribuita. Durante i tre giorni dal 29 settembre all’ 1 ottobre, saranno allestiti spazi espositivi per libri, teatro, fotografia, arte, danza ma anche workshop, laboratori, concerti e molto altro: tutto in nome della cultura. La Fiera conterà la presenza di ospiti d’eccezione nel campo dell’editoria e tutto fa pensare ad una vera e propria festa della cultura. Quindi sarà possibile aiutare finanziariamente questa manifestazione partecipando alla cena umoristico-musicale, al termine della quale sono previste ricompense proporzionali alla cifra donata, come un posto riservato o la sponsorizzazione di un singolo evento. I Protagonisti Nando Misuraca, cantautore, giornalista e fondatore dell’etichetta discografica indipendente Suono Libero Music. Già Premio “Pigro-Ivan Graziani”, “Nicolardi” e “Massimo Troisi” . Ha collaborato con importanti nomi della musica italiana, tra questi Renzo Arbore, Clementino, Gianni Conte, Paolo Audino, Erminio Sinni etc. È reduce dal successo all’Auditorium Rai di Napoli al premio Elsa Morante ” dove ha presentato in anteprima “Mehari Verde” brano dedicato a Giancarlo Siani. Gabriele Aprea – Parodia, dialogo in assenza, spiazzamento e non sense: sono gli ingredienti dei racconti di Gabriele Aprea. Filo conduttore la sottile e finissima ironia usata da Aprea per mettere a nudo il rapporto tra l’uomo e i suoi problemi esistenziali, da quelli più intimi ad un semplice ascensore fuori servizio. E poi, il rapporto d’amore che sta alla base dei suoi racconti: quello tra l’uomo e il suo scolapasta. Sesso, religione, lavoro sono solo alcuni dei temi che l’autore rilegge con il suo humour dissacrante e provocatorio. Storie che divertono sin dalle prime righe, con una prosa accattivante ed intraprendente che stimola a comprendere il variegato […]

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Il Cammino delle Certose: tra arte e spiritualità

La Campania ha visto negli ultimi anni una crescita esponenziale del turismo. Oggi è la seconda regione più visitata in Italia. Il turismo campano è un turismo di qualità che fa leva su  due caratteristiche: trasversalità e integrazione territoriale. Si è cercato in questi anni di costruire una rete che potesse mettere in contatto i luoghi simbolo di arte, storia cultura e spiritualità e di epoche temporali diverse (cultura antica e moderna si abbracciano nella nostra terra), in modo da offrire al visitatore un di cultura nei suoi aspetti più diversi. Le Certose rappresentano in questo senso un patrimonio storico, artistico e religioso inestimabile. L’integrazione di cultura è l’obiettivo della Mostra Il cammino delle Certose: I percorsi dell’anima  (dal 14 Luglio al 21 Ottobre). La mostra toccherà le tre certose simbolo della nostra regione e del patrimonio artistico e religioso mondiale: la Certosa di San Martino al Vomero, la Certosa di San Giacomo a Capri e la Certosa di San Lorenzo a Padula. Martedì 10 Luglio c’è stata la Conferenza Stampa di presentazione del progetto, promossa dalla Regione  in collaborazione con il Polo Museale della Campania. Presenti il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, l’assessore regionale alla Promozione turistica Corrado Matera, la Direttrice del Polo Museale della Campania Anna Imponente e la Direttrice del settore Turismo e Cultura Rosanna Romano. La volontà della regione è puntare su un turismo culturale e spirituale. Le certose sono luoghi religiosi che non attraggono solo chi crede nella Fede ma chiunque sia alla ricerca di  spiritualità.  Tutte e tre le Certose fanno parte di un’utopia architettonica – le loro costruzioni sono ispirate alla Gerusalemme Celeste, immaginata da San Bruno come percorso rettilineo e longitudinale, fatto di linee geometriche e dritte. Luoghi affascinanti, dunque – situati quasi in un altro tempo, sospesi tra il cielo e la terra – che colpirono anche Le Corbusier che a proposito delle Certose disse “Quest’esperienza mi ha cambiato la vita.” Il cammino delle Certose, alla ricerca di spiritualità e bellezza La Mostra vuole rappresentare il tema della religiosità in una molteplicità di manifestazioni artistiche, facendolo vivere nell’arte, nella musica, nelle performance visive unendo cultura antica e contemporanea. In un percorso di riflessione e di meraviglia.  Un assaggio di ciò che vedremo nei singoli luoghi: Certosa di San Martino (Vomero) –  la mostra è qui incentrata sul Tesoro di Giuditta – il trionfo eseguito da Luca Giordano nel 1704 sull’episodio biblico di Giuditta e Oloferne, considerato la più completa sintesi della glorificazione del cattolicesimo romano trionfante. La raffigurazione, tipicamente barocca,  mostra Giuditta che espone vittoriosa al suo popolo la testa del generale assiro, Oloferne, come  fosse un piatto. Un oggetto scarno e senza valore. Quest’episodio manifesta in tutta la sua potenza espressiva la vittoria dei deboli sostenuti da Dio contro la tirannia dei forti. Nella mostra figurano cinque dipinti che ritraggono tale episodio, tra cui spicca il capolavoro della giovane Artemisia Gentileschi, ispirato alla tradizione caravaggesca, proveniente dal Museo di Capodimonte. La mostra desidera mostrare il rapporto tra antico e moderno, attraverso […]

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Confini, un racconto danzato in scena alla Galleria Borbonica

«Tu hai chiesto uno spazio, io ho chiesto del tempo. Ricordi le sirene, e la gente che fuggiva? Io ero già qui, chissà da quanti anni. Forse da secoli. Eppure non sembra così tardi, per noi che ci siamo incontrati in un sogno». Tra i cunicoli della Galleria Borbonica è andato in scena Confini, un racconto danzato ideato da Giorgio Coppola e Stefania Contocalakis, con i ballerini del Modern Advisor Dance Project e le musiche eseguite da Daniele Ciaravolo e Carlo Contocalakis. In un luogo dove il tempo sembra essere sospeso si incontrano le anime di una ballerina dell’Ottocento e di un soldato della prima guerra mondiale, entrambi in fuga da un mondo di devastazione e violenza. Il loro Amore sembra sfidare i vincoli spazio-temporali e gli permette di vivere un Sogno che si realizza nel Presente, basato non sui ricordi ma su sensazioni vere, rese ancora più intense dall’impossibilità di avere un contatto fisico. Una storia d’amore fatta di sguardi, mani che si sfiorano senza mai toccarsi, parole immaginate, sorrisi, illusione d’eternità. A rompere l’idillio intervengono lo Spazio e il Tempo che, freddi e impassibili, allontanano le due anime costringendole a vagare in eterno alla ricerca l’uno dell’altra, in un labirinto di strade che non s’incontreranno mai. Questa performance di forte impatto visivo ed emotivo, narrata dall’attore Sergio Savastano, ha accompagnato gli spettatori alla scoperta dei suggestivi luoghi della Galleria Borbonica, viadotto sotterraneo realizzato a partire dal 1853 dall’architetto Errico Alvino per volere di Ferdinando II di Borbone, con lo scopo di costituire una rapida via di fuga verso il mare per la famiglia reale, reduce dai tumulti popolari del 1848, oltre a consentire alle truppe acquartierate nella caserma di via Pace (attuale via Domenico Morelli) di raggiungere velocemente la Reggia. Confini, uno spettacolo itinerante con visita guidata Lo spettacolo è stato arricchito da un’interessante visita guidata, con le spiegazioni e i cenni storici forniti da Marco Minin, uno dei soci fondatori della Galleria, alla scoperta di tunnel e grotte che durante il periodo bellico, tra il 1939 e il 1945, furono utilizzate dai cittadini come ricovero antiaereo. All’interno della galleria sono ancora visibili letti, bagni, giocattoli, auto e vespe d’epoca, che permettono di immaginare la vita di uomini, donne e bambini costretti a lasciare le proprie case senza la certezza di ritrovarle integre al proprio ritorno. In queste condizioni di estremo disagio non mancano testimonianze di grande coraggio e voglia di vivere: su alcune pareti, infatti, si legge “Noi vivi”, oltre a nomi e cognomi che hanno aiutato a rintracciare i superstiti, che oggi hanno tra i 75 e i 95 anni. All’evento era presente una di loro: una donna dal passo incerto e dallo sguardo fiero, che ad un certo punto mi ha messo la mano sulla spalla sussurrandomi: «E c’amm passat». Sono rimasta senza parole. Forse perché è difficile comprendere cosa significa aver vissuto sulla propria pelle un’esperienza che il tempo e lo spazio non riusciranno mai a cancellare.   SediMenti e Modern Advisor Dance Project presentano Confini spettacolo […]

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Primo premio Italia a colori al Maschio Angioino

Si è svolta ieri, nella magnifica cornice del Maschio Angioino di Napoli, la cerimonia del Primo Premio Nazionale Italia a colori, promossa dallo show di Canale 9 “Mattina 9”. La serata, condotta da Claudio Dominech e Mariù Adamo, ha visto sul palco un susseguirsi di volti e nomi noti del panorama politico, artistico e culturale partenopeo.  Il primo a ricevere il premio, per la valorizzazione del territorio, è stato il primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, che, con semplicità e il solito carisma, ha raccontato alla platea l’amore per quel paradiso abitato da diavoli che è la sua città, pur senza nascondere le insidie che, giorno dopo giorno, gli si pongono davanti nel corso del suo secondo mandato. Una città che sta rinascendo, dice il Sindaco, come confermato dal continuo viavai straniero che affolla quotidianamente il centro storico e le strade di Napoli, la quale aspira, senza nulla invidiare alle altre metropoli d’Italia, a ritornare capitale. Queste le parole con cui saluta, col premio stretto con orgoglio tra le mani, i suoi concittadini: “Il modo migliore per ringraziare Napoli di avermi dato i natali, è onorarla e amarla”. Sembra quasi un continuum del premio a De Magistris, quello ricevuto nella sezione cultura dal Maestro Peppe Barra. L’artista napoletano, come di consueto, ha ribadito il suo amore per la città, che – in realtà – non gli ha dato i natali, ma è stata scelta come residenza per la sua lunghissima carriera. Uno dei pochi artisti, come ha sottolineato con orgoglio, che ha preferito restare nella sua Napoli, preferendola alla Capitale. Italia a colori: una tavola imbandita di arte, cultura e napoletanità Premiati anche il regista Edoardo De Angelis e la “Scianel” di Gomorra, Cristina Donadio, reduce dalle prove al Teatro San Ferdinando, che la vedranno portare in scena Le Baccanti al Teatro Grande di Pompei, ultimamente, rivalutato nel suo antico splendore. Hanno arricchito la serata l’esibizione musicale di Giovanni Block e una sfilata di moda. 

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Città di Partenope contro il bullismo agli studi Rai di Napoli

In una Napoli sempre più devastata e ripresa dai mass media ogni volta che l’emergenza rifiuti o le guerre tra clan la mettono in ginocchio nasce il sogno di rifondare la città e di tracciarne linee di confine. A reggere il peso di questa “missione” è scesa in campo da circa 9 anni Città di Partenope, un’associazione creata da un giovane pubblicitario napoletano, Claudio Agrelli, per riunire in una città virtuale tutti i napoletani che vogliono affrancarsi dalla parte “malata” della città, non solo dalla criminalità ma anche dalla volgarità e dal malcostume. Moltissime le iniziative proposte nel corso dell’anno, tra le quali quella tenuta il 27 giugno al foyer dell’Auditorium della Rai di Napoli, dove si è dibattuto sul tema Bullismo e cyberbulismo: tra piccoli protagonisti e grandi assenti.  Il direttore della sede Francesco Pinto e Claudio Agrelli hanno accolto i presenti e passato il testimone alla giornalista Cecilia Donadio, che ha orchestrato i tanti ospiti radunati per osservare con occhio critico il fenomeno alla ricerca di una soluzione. Il bullismo e il cyberbullismo: due cortometraggi per esplorare il problema Un cortometraggio con la regia di Maria Grazia Cucinotta conduce i presenti verso la tematica da trattare: Il compleanno di Alice mostra una bambina vittima di bullismo che subisce l’isolamento dei coetanei e la distrazione e assenza dei genitori. Il vicepresidente dell’osservatorio nazionale bullismo e doping Roberto Minerdo, il pugile medaglia di bronzo agli europei Valentino Manfredonia e l’attore Mingo De Pasquale – padre di Alice nel corto – sono stati i primi a prestare la loro voce al dibattito che ne è conseguito. Importante è una buona etica sportiva che può formare buoni cittadini con il rispetto per le regole. La palestra rappresenta anche un luogo sicuro, dove poter mettere a tacere nella propria testa le voci di quanti prevaricano sul prossimo. Il caso, invece, del cyberbullismo è stato rappresentato da un estratto della fiction Un posto al sole, in cui la bambina protagonista subisce angherie anche nei momenti di calma e nei posti in cui era solita sentirsi al sicuro. Il bullismo si sposta sui social network, nel mondo virtuale, e diventa inarrestabile. La story editor di Un posto al Sole, Sara Rescigno, l’attrice della fiction Miriam Candurro e il direttore del carcere minorile di Nisida, Gianluca Guida, concentrano la propria attenzione proprio sul bullismo in rete. La sensibilizzazione nelle scuole riveste un’importanza evidente ma l’accento viene posto sugli insegnamenti dati nelle case dalle famiglie; si propone di sensibilizzare anche i genitori, di un’altra generazione e forse troppo lontani dalla realtà virtuale, e di fornire un’educazione attenta alla solidarietà e ai sentimenti del prossimo. Come arginare il problema Un servizio del TGR mostra la vicenda di un ragazzino di Mugnano, vittima di episodi di bullismo, e la decisione dei genitori di denunciare l’accaduto tramite lo stesso social usato per fare bullying.  Presente alla proiezione il padre del ragazzo per raccontare la propria esperienza e come è stata affrontata la situazione dalle Forze dell’Ordine. Diventa indispensabile cercare di fornire ai ragazzi degli strumenti di difesa in un mondo, quello virtuale, […]

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NaDir, Napoli Direzione Opposta Festival

Arriva alla sua terza edizione il NaDir/Napoli Direzione Opposta Festival, evento musicale indipendente e completamente autofinanziato, nato nel 2015 dalla collaborazione dei collettivi sociali gestiti dalla rete Scacco Matto e dal CAP80126. Via alla danze giovedì 29 giugno nella Polifunzionale di Soccavo (Napoli) e serata finale sabato 1 luglio. NaDir, gli artisti Dopo il successo dei primi due anni, culminato con la partecipazione dei Ministri, quest’anno il festival si preannuncia più scoppiettante che mai con una scaletta di artisti che unisce i grandi nomi della musica alternativa italiana a quelli dei gruppi emergenti del nostro territorio. Ecco il programma: Giovedì 29 Giugno – Toccherà a L’Erba sotto l’asfalto aprire il concerto della prima serata e scaldare l’atmosfera per le due band successive: Gomma e i Gazebo Penguins. Due dei gruppi indie più in voga del momento. Ospiti d’onore nel finale i One Dimensional Man di Pierpaolo Capovilla (Il Teatro degli Orrori). Venerdì 30 Giugno – Seconda serata all’insegna della musica elettronica con giovani artisti emergenti: Fugama, Luk, /Handlogic e Birthh. Chiuderà la serata il rapper Mecna. Sabato 1 Luglio – Finale con il botto per l’ultima sera dai tratti decisamente più rock. Apriranno i Travel Gum e La Bestia Carenne. Toccherà poi ai Sula Ventrebianco riscaldare il pubblico per i Marlene Kuntz. NaDir, non solo musica Sarà una grande festa, ma il NaDir non è soltanto un festival musicale. Obbiettivo dell’evento è infatti quello di “[…]creare una piattaforma alternativa di produzione artistica con un’attitudine che fa proprie l’etica Do It Yourself e lo spirito dell’underground. […] contrapponendo la cooperazione all’individualismo competitivo e il valore artistico senza compromessi alle logiche del profitto, offrendo contemporaneamente gli standard di qualità più elevati e rifiutando ogni forma di autoreferenzialità minoritaria”. A tale scopo, durante ogni giornata, saranno proposti dibattiti e tavole rotonde su temi di politica e attualità. NaDir, quindi, come spazio musicale, sociale ma anche come spazio ricreativo e di aggregazione. La mattina saranno organizzati tornei di calcetto e altre attività ludiche per i più piccini. Ci saranno inoltre esibizioni circensi, performance teatrali, mostre fotografiche e un’area mercato dedicata all’artigianato e all’autoproduzione. Chi vorrà potrà anche usufruire dell’area campeggio, dove poter piantare la propria tenda, e dell’area ristoro. NaDir, in direzione opposta Parte dal basso e viaggia in direzione opposta questo festival musicale, diventato ormai importantissimo, che attraverso la musica, la creatività e l’aggregazione vuole restituire dignità a quelle zone periferiche da troppo tempo in mano all’incuria e allo spreco.

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