Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 228 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

Torna l’appuntamento con Artecinema

Si è tenuta ieri, al Teatro San Carlo, l’inaugurazione della 22a edizione di Artecinema, il Festival Internazionale di Film sull’Arte Contemporanea, curato da Laura Trisorio. 25 documentari sui maggiori artisti, architetti e fotografi della scena internazionale saranno proiettati al Teatro Augusteo di Napoli fino al 22 ottobre. Una preziosa occasione per comprendere la poetica degli artisti, vederli al lavoro nei loro atelier e mostrare l’evoluzione dei linguaggi dell’arte contemporanea.  Artecinema è un prezioso tentativo di estendere i confini dell’arte Il focus di quest’anno è dedicato alla figura femminile nel mondo dell’arte. Come afferma Laura Trisorio, “sono tante le donne che hanno abitato e abitano il mondo dell’arte, ma solo poche hanno avuto un riconoscimento immediato , molte altre sono rimaste lontane dai riflettori per ragioni sociali, politica, di convenzione. Artecinema vuole rendere omaggio a tutte le artiste attraverso il lavoro di coloro che sono riuscite a superare le barriere delle disparità lasciando un segno indelebile nella storia dell’arte. Dare spazio alle loro voci, rivivere le loro esperienze, ci aiuta a immaginare un mondo più libero, oltre i generi e ogni tipo di confine”.  I film proiettati alla serata inaugurale sono stati Novantatré miliardi di albe-Francesco Arena di Domenico Palma e The Secret Life of Portlligat – Salvador Dalí’s House di David Pujol.  Il 29 ottobre del 2016 in Gallura (Sardegna), dalle colline che guardano il mare davanti all’isola di Tavolara, un masso di granito rosa ha visto sorgere per l’ultima volta il sole. Il 18 dicembre dello stesso anno, a Capri, nel mezzo di un uliveto affacciato sul mare verso Ischia, il masso sardo ha visto il suo primo tramonto dopo novantatré miliardi di albe. Il film documenta l’ultima alba e il primo tramonto del masso, ci mostra il viaggio che ha affrontato tra macchine sferraglianti ed equilibri sospesi e, soprattutto, il lavoro sapiente degli uomini che, in tre differenti luoghi – Milano, la Gallura e Capri – hanno reso possibile la realizzazione dell’opera site specific di Francesco Arena. La casa che Salvador Dalí fece costruire a Portlligat fa da sfondo alla storia della sua vita che attraversa gran parte del XX secolo. Il documentario fa luce sul legame intimo e forte del pittore con il paesaggio di Cadaqués, Portlligat e Cap de Creus, un paesaggio in cui amava immergersi, che lo ispirava e lo motivava. Al tempo stesso il film esplora aspetti meno noti della sua vita privata, come il rapporto con suo padre e con sua sorella Anna Maria, la sua prima modella: rapporti che a loro volta ci aiutano a comprendere elementi chiave della sua opera.  Seguiranno tre giorni di proiezioni di interessantissimi film contemporanei di registi italiani e internazionali, ma anche biografie, interviste e  documentari su David Hockney, Francesco Arena, Paolo Canevari, Marisa Albanese, Salvador Dalì, Louise Bourgeois, Petr Pavlensky. Nella sezione Architettura tra i film in programma, Tadao Ando: Samurai Architect, sull’architetto giapponese vincitore del premio Pritzker che ha sedotto il mondo intero con le sue costruzioni in calcestruzzo ispirate ai principi di semplicità della filosofia zen. Per la sezione Fotografia tra i film in programma, Picasso et les […]

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

San Giovanni a Carbonara: una “galleria” artistica

Accedere nella Chiesa di San Giovanni a Carbonara, sita presso l’omonima via di Napoli, è come entrare in una “galleria temporale”. Essa, infatti, è stata costruita, ampliata ed arricchita in un ampio ventaglio di anni che va dal XIV al XVIII secolo, grazie all’opera di architetti e artisti, ed al contributo di committenza di famiglie facoltose che desideravano prestigiose sepolture, al fine di imprimere i loro nomi nel marmo secolare e assicurarsi un posto fra gli annali della Storia. Le numerose ed inestimabili opere, soprattutto architettoniche e pittoriche, i loro legami con il contesto culturale napoletano e italiano in generale, nonché quelli instauratisi tra i vari filoni artistici, sono stati portati in superficie dalle parole di Maria Girardo, presidentessa di Megaride Art, associazione nata per far conoscere al grande pubblico i tesori artistici napoletani e sensibilizzare gli animi verso il proprio patrimonio culturale. Maria Girardo, con perizia e passione, ha così illustrato le numerose particolarità che marmi e affreschi celano dietro il filtro del senso visivo. La Chiesa di San Giovanni a Carbonara: un crogiolo artistico napoletano La Chiesa di San Giovanni a Carbonara, nella sua struttura architettonica, si presenta come un crogiuolo di stili che vanno dal gotico al barocco, con le sue tensioni scultoree, nonché all’artificiosità formale (in particolare nelle sculture) tipiche del barocco. I lavori di costruzione incominciarono nella prima metà del XIV secolo, e la chiesa fu costruita in maniera adiacente a un convento di frati agostiniani, ai quali sono peraltro tributati tra i più begli affreschi ivi presenti. Per comprendere, inoltre, quanto la struttura sia stata modificata del corso del tempo, si pensi a come ad oggi sia possibile accedere attraverso un’ entrata diversa, laterale rispetto a quella originale, dovuta alla costruzione della Cappella Somma, edificata da Annibale Caccavello intorno la metà del Cinquecento. La potenza evocativa e sacrale della struttura si basa sulla presenza del grande monumento di Ladislao di Durazzo (1376-1414) che si imponeva alla vista degli antichi fedeli come un’opera volta a testimoniare la grandezza del suo potere in vita. Il sepolcro, costruito tra il 1414 e il 1428 su più livelli nella zona absidale, contiene numerosi elementi, come il pinnacoli tendenti dalla sfera terrena a quella celeste, gli archi trilobati e gli angeli scolpiti sulla scia di Tino da Camaino durante il soggiorno napoletano, al quale si devono anche i sotterranei della Certosa di San Martino; ad essi si affianca inoltre un’impostazione classica della scultura delle statue, tra le quali spiccano le virtù teologali poste alla base della “macchina architettonica”, così come l’ha definita Maria Girardo, e le raffigurazioni di Ladislao di Durazzo e Ludovico da Tolosa che ne benedice il sarcofago. Attraversando poi la zona absidale è possibile giungere alla Cappella Caracciolo del Sole in cui si erge il sepolcro del discusso Ser Gianni Caracciolo (1350-1432), amante della regina Giovanna II di Napoli, la quale forse fu la mandante del suo omicidio a causa di intrighi di palazzo. La Cappella oltre ad accogliere il monumento, attribuito ad Andrea Guardi, è anche riccamente e superbamente affrescata […]

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

Monte Pio della Misericordia: l’arte di rendere l’arte accessibile a tutti

Sei una qualunque persona appassionata d’arte, intellettualmente viva o comunque stimolata culturalmente. Abiti a Napoli o ti ci trovi come turista. Ma sei non udente. Leviamo il ‘ma’, perché dall’8 ottobre 2017 sarà possibile visitare senza ostacoli alcuni dei dipinti più imponenti nel napoletano. Tra essi, le Sette opere di Misericordia del Caravaggio, accompagnata ovviamente da molti altri lavori. Togliamo il ‘ma’, perché le guide saranno aperte a tutti. Sarà possibile infatti, presso il Monte Pio della Misericordia, l’utilizzo di tablet che riprodurranno video in cui interpreti LIS traducono le parole dell’audioguida. Si tratta in sostanza dell’iniziativa Caravaggio InSegni dell’associazione culturale Curiosity Tour e dal Monte Pio della Misericordia: i due enti attraverso un lavoro di due anni hanno infatti ben pensato di allargare la possibilità di servirsi di una guida anche ai turisti e cittadini non udenti. Essa sarà bilingue: ciò vuol dire che oltre l’interprete in lingua dei segni italiana, ci saranno sottotitoli nonché la riproduzione audio in lingua italiana. Monte Pio della Misericordia e Curiosity Tour Curiosity Tour è un’associazione culturale nata nel 2014. Unico obiettivo: diffondere la conoscenza del patrimonio culturale del napoletano e dell’intera area campana. L’impegno per conferire alla martoriata città del mezzogiorno d’Italia una nuova veste confluisce quindi in una offerta oculata di modus differenti di porsi alla cultura, aiutando anche persone disabili a questo approccio. Un ampliamento delle vedute, quindi, con cui ci si approccia alle opere d’arte. Si parte dalla chiesa del complesso del Monte Pio, la cui luce proveniente dalla cupola sembra essere più confortante, senza sgarbi di disumanità che a volte nascono per semplice dimenticanza, inadempienza o arretratezza. Nel gioco speculare dell’ottagono che è la chiesa del Monte Pio nessuno venderà i suoi occhi all’ignoto con gli interpreti LIS. Tutti sapranno la carica intellettuale di un monumento che già nel XVII secolo si prestava ad essere casa del bene e dell’arte, rendendosi dimora dei poveri, degli affamati, degli assetati, di chiunque avesse e abbia tuttora bisogno di un supporto. Il Monte Pio, tra le più antiche associazioni benefiche laiche di Napoli, rende manifesti già dal nome i suoi scopi, tra l’altro presentati con la maestria del Caravaggio in quell’opera che costituisce lo sfondo dell’altare della chiesa del complesso monumentale, il quale è stato musealizzato solo nel 2005. Così il 3 ottobre, nell’eleganza che pizzica l’aria e l’umanità che sorvola le parole e arriva dagli sguardi generosi dei presenti, al primo piano del palazzo si è avuta la conferenza di presentazione al pubblico del progetto. Niente ha fatto difetto. Tutto è stato presentato nei minimi dettagli dalle due coordinatrici del progetto Germana Falibretti e Stefania Russo, anche autrici delle varie realizzazioni del materiale visivo. Presente anche il soprintendente dell’associazione benefica Pasca di Magliano, nonché Nino Daniele, Assessore alla Giunta Comunale. Nell’umidità storica emessa da pareti così inzuppate di anni non poteva che nascere una impeccabile presentazione, tradotta in LIS da due interpreti e costituita anche da un mini-tour che empiricamente ha dimostrato ai presenti come funzionerà l’utilizzo dei nuovi dispositivi con audio e, […]

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

Eye Contact a Napoli: intervista a Simona Esposito

Eye Contact Experiment ritorna a Napoli il primo ottobre, a piazza Dante, organizzato da Simona Esposito, Massimiliano Ricci, Gaetano Balestra, Salvatore Longobardi, Ciro Iacone e Mario Cyrano Lanzaro. Noi di Eroica Fenice abbiamo incontrato uno degli organizzatori dell’ Eye Contact: la psicologa-psicoterapeuta Simona Esposito, che ci ha gentilmente concesso un’intervista. Salve Simona, cosa l’ha spinta a voler portare anche a Napoli l’Eye Contact Experiment? Salve. Napoli, nonostante si differenzi da molte città per il calore umano dei suoi cittadini, sta diventando sempre più una metropoli dove prevale l’indifferenza e la solitudine; l’Eye Contact Experiment ha lo scopo di liberarci dall’individualismo che ci impone la società, è un opportunità per fermarci e poter stare con sé stessi e con l’altro. A Napoli, come nel resto del mondo, ho notato che si va sempre di corsa e non si ha il tempo nemmeno di guardarsi negli occhi, né di scambiare due parole con sconosciuti. Napoli ha accolto l’Eye Contact Experiment per due anni consecutivi e ci auguriamo che riproponendolo possa diventare una pratica costante e non un evento fine a sé stesso, dove ognuno possa integrare nella propria vita e quotidianità empatia verso il prossimo e volontà di entrare in contatto con le persone. L’anno scorso la popolazione partenopea ha risposto all’evento come speravate? Eye Contact Experiment è approdato la prima volta a Napoli nel 2015 ed il riscontro è stato positivo, considerando che molte persone neanche lo conoscessero, c’è da dire che quando si propone per la prima volta un qualcosa si è sempre timorosi per cui anche la diffusione fu meno d’impatto rispetto allo scorso anno che, invece, ha coinvolto interamente la popolazione partenopea, hanno partecipato bel 400 persone. Quest’anno, così come lo scorso anno, Napoli partecipa come città ospitante un evento mondiale e non un evento organizzato da singole persone, questo evento è gemellato con The World’s Biggest Eye Contact Experiment 2017! che si terrà in tutte le città del mondo ad opera dei The Liberators International (movimento sociale che ha lo scopo di ristabilire la connessione naturale che esiste tra gli esseri umani). L’ Eye Contact nel 2015 è stato organizzato nel quartiere Vomero. Quest’anno si terrà in Piazza Dante come lo scorso anno. Come mai è stato riscelto il centro? Un evento di questa portata e di tale importanza sociale non può essere circoscritto ad un solo quartiere ma deve essere portato nelle principali piazze di una città dove ognuno può accedere facilmente. Quest’anno, come lo scorso anno, abbiamo scelto il centro città ma l’idea è quella di realizzare l’evento in luoghi facilmente accessibili e che abbiano una capienza tale da contenere più persone possibili non creando disagi alla comunità. Vorremmo portare questo evento anche nei luoghi più disagiati e degradati perché tutti ma proprio tutti hanno bisogno di rompere gli schemi sociali e le resistenze interiori che impediscono l’entrare in contatto reale con il prossimo. Per alcune ore della loro vita, le persone che decideranno di aderire, affideranno il loro sguardo agli occhi di qualcun altro. […]

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

Marc Chagall e i suoi colori a Villa Fiorentino

Se creo qualcosa usando il cuore, molto facilmente funzionerà, se invece uso la testa sarà molto difficile. Marc Chagall Sul Corso Italia di Sorrento, la splendida cornice di Villa Fiorentino, sede della Fondazione Sorrento, assume le forme e i colori di Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 1985). I colori dell’anima, un’importante mostra realizzata in collaborazione con la Imago Art Gallery di Lugano, che propone una straordinaria collezione di uno dei maggiori artisti del XX secolo. Tante opere dell’artista franco-bielorusso nelle dieci sale della Villa, tra cui capolavori assoluti realizzati mediante varie tecniche, dall’olio su tela alla gouache su carta, disegni a matita colorata, litografie, acqueforti, inchiostri di china su masonite e un’area multimediale con splendide vetrate multicolori di destinazione ecclesiastica realizzate dall’artista che, con l’interazione degli spettatori, vanno in frantumi, mostrando vedute panoramiche della costiera sorrentina.  Preziosi pavimenti maiolicati e pareti bianche su cui si stagliano tele raffiguranti il mondo poetico di Chagall, ricordi ed emozioni filtrati attraverso il suo occhio incantato di bambino. Un’infanzia perduta, ma sempre presente. Ritenuto il Pittore-Poeta per antonomasia poiché capace di creare, forse più di chiunque altro, un costante sincretismo tra pittura e letteratura, tra elementi di folklore, fiaba e simbolismo religioso, sospesi aldilà di ogni tempo e corrente del momento, in una lirica assoluta ed impalpabile tra i luoghi onirici più profondi e le realtà quotidiane.  L’arte onirica di Marc Chagall incanta Sorrento 120 opere, un percorso pittorico e grafico che ben rende lo stile unico e sfuggevole a qualsiasi definizione di  questo artista, che reinterpreta in modo del tutto personale le tendenze artistiche del suo tempo: tagli geometrici, scomposizioni, intersezioni, simultaneità di motivi  che mantengono il loro sapore di fiaba e si sovrappongono ai ricordi infantili della terra natìa. Attualità e mito, realtà e invenzione si fondono nell’opera di Chagall, sempre dominata da un’atmosfera idillica, in cui non c’è spazio per inquietudine e sentimenti negativi.  Cardine della mostra quattro opere di grandi dimensioni: La cruche aux fleurs (olio su tela, 1925), opera iconica della ricerca sulle tematiche floreali dell’artista; Russian village (olio su tela, 1929), omaggio alla memoria poetica e realistica del paese natale dell’autore; Le Coq Violet (olio, gouache e inchiostro di china su tela, 1966-72) e L’homme rouge a la casquette (olio e gouache su tela, 1976), entrambe rappresentative del periodo più florido e maturo di Chagall. I colori dell’anima: un viaggio a metà strada tra sogno e realtà che vale davvero la pena vivere, ripercorrendo la produzione di uno degli artisti più affascinanti del Novecento.     Dove: Villa Fiorentino, Corso Italia – Sorrento Quando: dal 15 Luglio al 15 Novembre 2017  

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

Ricomincio dai Libri, conferenza stampa di presentazione

Martedì 26 settembre è stata presentata in conferenza stampa, presso la sala Giunta di Palazzo San Giacomo, Ricomincio dai Libri, la fiera del libro che si terrà a Napoli dal 29 settembre al 1 ottobre. La kermesse dedicata al libro e all’editoria, arrivata alla IV edizione, si svolgerà nella sede dell’ex Ospedale della Pace, in via Tribunali 227. Le prime tre edizioni si erano invece tenute a San Giorgio a Cremano (NA). Nata nel 2014 dalla sinergia di tre associazioni – “La Bottega delle parole”, “Librincircolo” e “Arenadiana”, col contributo del “Forum delle Associazioni” e del Comune di San Giorgio a Cremano –  la fiera quest’anno vede la collaborazione di altre due nuove realtà culturali del territorio: la “Coop. Soc. Sepofà” e l’associazione culturale “Parole Alate”. Ricomincio dai Libri: “un nuovo impulso alla lettura” Alla conferenza stampa di presentazione del programma della fiera del libro erano presenti, oltre ai presidenti delle associazioni organizzatrici – Miryam Gison de “La Bottega delle Parole”, Gianluca Calvino di “Librincircolo”, Deborah Divertito di “Se.po.fà” e Paquito Catanzaro di “Parole Alate”- anche l’assessore alla cultura Nino Daniele, l’assessore Giovani e Creatività del Comune di Napoli, Alessandra Clemente, il vice Sindaco Raffaele Del Giudice, il presidente della Municipalità 4 Giampiero Perrella, l’assessore alla cultura della Municipalità 4 Giovanni Parisi e lo scrittore Pino Imperatore. Intervenuta nel corso della conferenza, l’assessore Clemente ha parlato di “uno straordinario investimento nella lettura come strumento culturale e di rigenerazione urbana dei nostri territori”. “Il programma – ha aggiunto – è meraviglioso: libri, autori, storie, ragazzi, narrativa, romanzi, attività laboratoriali, giochi, letteratura, interviste, musica, scrittura creativa, editoria, corsi, incontri, dibattiti, poesia, favole, spettacoli, teatro”. La Clemente ha poi sottolineato la volontà di scegliere come location dell’evento “una parte del centro storico della città, la parte bassa di via dei Tribunali e la sala del Lazzaretto,  per riconsegnarla alla bellezza e sottrarla al degrado”. “Ricomincio dai Libri – ha concluso – è frutto di un lavoro di squadra. Ci abbiamo creduto tanto e siamo certi che sarà un successo”. “Finalmente Napoli riavrà la sua fiera. Era ora che un’iniziativa così forte e importante si tenesse nella nostra città – ha invece detto lo scrittore Pino Imperatore -. Ricomincio dai Libri arriva in un momento storico, per la città di Napoli, straordinario. A testimoniarlo, la presenza di almeno 40 autori che pubblicano testi con le case editrici più importanti d’Europa. Questo è un motivo di orgoglio. Ecco perché è importante questa fiera: suggella questo cambiamento culturale avvenuto nella nostra città. Ricomincio dai Libri darà un nuovo impulso alla lettura, anche se le statistiche dicono il contrario. Ricominciamo al fianco di chi pensa che un libro possa cambiare la vita, in meglio, di tutti noi”. Il programma della kermesse La fiera, ad ingresso gratuito, verrà inaugurata venerdì 29 settembre presso la sala del Lazzaretto. Nel corso della mattinata verrà presentato il libro “La città ribelle” del sindaco Luigi de Magistris, alla presenza, tra gli altri, del giornalista d’inchiesta Sandro Ruotolo. Nel pomeriggio, tra le altre cose, si terrà invece la […]

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

La Chiesa della Pietà dei Turchini: la riscoperta di un tesoro

Camminare per Napoli e voltare lo sguardo verso i palazzi e le chiese che costellano i tanti vicoli dà sempre una sensazione di pienezza, eppure sembra sempre che ci sia qualcosa che non si è ammirato. I vicoli di Napoli nascondono vere e proprie perle inestimabili che raccontano la vita e la storia degli uomini e della città. Tra queste vi è la Chiesa della Pietà dei Turchini, sulla quale ha focalizzato l’attenzione Maria Girardo, fondatrice dell’associazione culturale Megaride, le cui iniziative risiedono soprattutto nel reintrodurre nel circuito culturale, in un momento di fiorente turismo napoletano, i siti purtroppo lasciati in secondo piano. La Chiesa della Pietà dei Turchini: un patrimonio nel segno di Caravaggio. L’incontro del 23 settembre Incastonata tra i palazzi di via Medina, la Chiesa della Pietà dei Turchini si apre al visitatore come uno scrigno pronto a rivelare le sue bellezze. La struttura dell’ampia navata centrale, sui cui lati si affacciano numerose cappelle, culmina nell’ampio transetto e nell’abside che abbracciano solennemente lo sguardo, come spiega Maria Girardo, è un tipico elemento della Riforma cattolica in seguito al concilio tridentino terminato nel 1563.  Tra i tesori della Chiesa della Pietà dei Turchini, quasi una galleria pittorica che pone in risalto una gran varietà di poetiche, figurano opere attraverso cui poter osservare la trasformazione cui andò incontro la pittura italiana tra il Cinquecento e il Seicento. Attraverso un percorso cronologico tra i dipinti delle cappelle, Maria Girardo ha spiegato come la pittura rinascimentale abbia subito numerose trasformazioni. L’operare della Riforma ha portato alla diffusione di opere con soggetto religioso che, oltre ad avere un valore esornativo, instaurassero un dialogo intimo con il fedele suscitando emozioni reverenziali. In altre parole, attraverso opere religiose si tentava di riaffermare tra il volgo il primato di un potere religioso in grado di preservare l’anima dal peccato. L’artista che dominò l’ispirazione pittorica fu sicuramente Caravaggio, la cui influenza è evidente nei dipinti conservati nella Chiesa della Pietà dei Turchini, necessitanti di doverosi restauri. Nella maggioranza delle opere il delicato panneggio o il soave dinamismo delle figure, oltre al realismo, tipici della pittura di Caravaggio, conferiscono vita alle immagini. In particolare, ci sono opere di noti artisti quali  Belisario Calenzio, che con i suoi colori accesi si inscrive in un contesto manieristico; Andrea Molinaro, nella cui Madonna col rosario brillano tinte dorate di stampo gotico-bizantino; Battistello Caracciolo con la Sacra famiglia; Andrea Vaccaro, che con la sua Flagellazione riprende il soggetto della più nota opera di Caravaggio; Filippo Vitale, che nell’impostazione sospesa delle figure dell’Angelo custode segue anch’egli la lezione caravaggesca; Luca Giordano, nella cui Deposizione si intravedono elementi di un dinamismo fisico alla maniera del pittore milanese, incarnato dall’affaticata figura di Nicodemo che di spalle sorregge Gesù, oltre che una sorta di luminismo tizianesco (che pervade l’intera opera e i profili dei personaggi); Paolo De Matteis, allievo di Luca Giordano, che nel Transito di San Giuseppe dimostra un distacco dal dinamismo del maestro in favore di un’impostazione classica dell’opera; Giovan Battista Rossi, autore della Madonna in […]

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

Mostra Scrigno di Memorie: intervista a Cristina Fernandez

La mostra Scrigno di Memorie: Arte nei tesori nascosti, è un progetto organizzato dall’Associazione culturale “Terra del Sole” e mira a far “riscoprire” luoghi culturali “dimenticati”, organizzando attività artistiche e culturali in essi. In particolare dal 22 al 27 settembre, al Palazzo Paternò di Caserta, saranno organizzate delle giornate dedicate alla scultura, alla pittura ed alla fotografia, il tutto mescolato alla poesia e alla musica. Il palazzo, in stile barocco, fu progettato dall’architetto Gaetano Barba e costruito nel XVIII secolo. Nel XX secolo venne ristrutturato, facendo sì che diventasse da dimora nobiliare a sede dell’Arcivescovado di Caserta e della Biblioteca. Oggi, con la mostra Scrigno di Memorie: Arte nei tesori nascosti, si “anima” con arte, musica e poesia. Tra gli artisti partecipanti, Cristina Fernandez, fotografa, con all’attivo varie esposizioni fotografiche tra Napoli, Caserta e Capua e varie collaborazioni con associazioni quali Bresson, Appunti Fotografici e Trimlab31. A lei Eroica Fenice ha rivolto alcune domande, sulla mostra e sul suo percorso artistico. Mostra Scrigno di Memorie: intervista alla fotografa Cristina Fernandez Ciao Cristina! Come nasce e si sviluppa in particolare l’idea del progetto Scrigno di memorie: Arte nei tesori nascosti? Nasce da un’opportunità: da una parte esiste un immobile di straordinaria bellezza, di grande valore storico (è del 1775), la disponibilità dei generosi proprietari e dei gestori tutti amanti dell’arte, e dall’altra ci sono gli artisti, pittori, fotografi, scultori, scrittori, generosi talenti che hanno bisogno di spazi così. C’è l’esigenza di mostrare questo immenso patrimonio di cose e di persone, al centro di questa mia città, ed è tutto così a portata di mano… perché non provarci? Realizzare un progetto così significa aprire le porte di tutto questo in modo ordinato e culturalmente valido, a tutti i casertani e non. Quali opere presenterai? Presenterò cinque fotografie il cui filo comune è la figura femminile. Racconto quell’universo intimo e silenzioso che spesso ci accomuna. C’è l’immobilità dell’attesa, del silenzio, ma anche una direzione, una decisione, e di questo dinamismo parlano i miei colori, in cui spesso vanno a nascondersi i miei personaggi. Cerco quel momento in cui si riflette prima di fare il passo decisivo e che le donne, si sa, sanno sempre fare. Come nasce la tua arte? È bello sentir parlare delle mie foto come arte! Nasce dal gioco, da lunghe passeggiate, dai valori e dalla cultura che mi hanno trasmesso in famiglia, è un continuare a conoscersi in relazione al resto del mondo. Cos’è per te la fotografia? Per me è la salvezza! È il legame tra quello che sono io e il resto del mondo. Può sembrare strano ma la sento anche come un’arma di difesa: se vado in un luogo sconosciuto ed ho la macchina con me mi sento sicura, so di poter analizzare la situazione, mi dà coraggio. Cosa desideri comunicare attraverso l’obiettivo fotografico? Un mondo interiore ed esteriore che sento di poter vivere e di esserne privilegiata in qualche modo; un punto di vista che nella sua condivisione può essere una spinta forte alla lettura del […]

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

Lalineascritta, 25 anni in punta di penna

Mercoledì 20 settembre, presso il cinema Hart (Via Crispi, 33), si sono svolti i festeggiamenti per il venticinquesimo compleanno della scuola di scrittura creativa, LaLineaScritta. A presentare l’evento, la giornalista Laura Guerra, (allieva in passato della scuola stessa) che, insieme alla fondatrice Antonella Cilento, ha introdotto la serata e i  vari videomessaggi di auguri per la scuola, da parte di vari elementi di spicco della cultura nostrana: Bruno Arpaia, Maria Attanasio, Valerio Caprara, Francesco Costa, Ivan Cotroneo e altri ancora. Ospite della serata, inoltre, lo scrittore Giuseppe Montesano. Abbiamo intercettato alla festa Antonella e le abbiamo posto qualche domanda per i lettori di Eroica. Intervista ad Antonella Cilento, fondatrice di LaLineaScritta Per quelli che non sono con noi oggi, per chi ancora non conosce questa interessante realtà: cos’è LaLineaScritta e cosa rappresenta per Napoli ? LaLineaScritta è una scuola di scrittura, nata con l’idea di insegnare come si costruisce il racconto e il romanzo, ma anche con la volontà e l’idea di avvicine le persone alla lettura, in generale. Il primo passaggio, prima di scrivere, è proprio innamorarsi dei libri. Anche se, negli ultimi vent’anni, ho assistito personalmente ad un fenomeno inverso, in cui s’è dovuto far riavvicinare le persone alla scrittura, per fargli capire quale marea di libri c’era ad attenderli. Questa è stata la base, base che c’ha poi portato a lavorare nelle scuole, con gli insegnanti, gli alunni e a collaborare con tantissime persone. Il tempo l’ha resa ciò che è, una struttura più organizzata ed allargata, nella quale abbiamo ben tre corsi di narrativa di base, e ha sfornato negli anni alcuni degli scrittori di casa editrici come Rizzoli e Einaudi, e tanti corsi speciali, dove la scrittura si declina e guarda anche al teatro e all’editoria. L’idea è sempre stata quella di integrare e creare uno spazio comune dove formarsi e allargare i propri orizzonti. E per te, cos’è La Linea Scritta? Per me, personalmente,  è stata l’occasione di avere a che fare con la scrittura ogni giorno, poiché scrivo sin da quando ero una ragazzina e insegnare è una continuazione della scrittura stessa, mentre scrivo risolvo i blocchi che in qualche modo si presenteranno agli altri. Partecipare ad una scuola di scrittura creativa, per un periodo lungo come un quarto di secolo, permette sicuramente di assistere in prima persona ai mutamenti della cultura stessa. In questi venticinque anni, a parer tuo, quale ramo della scrittura si è evoluto di più? L’evoluzione più interessante è sicuramente quella per i Serial televisivi, ma parlando sempre di un panorama internazionale, non di certo per quello italiano. Anche se, in realtà, se pur sembra che la funzione della letteratura sia passata in secondo piano, essa ritorna ogni volta che ci ritroviamo a scrivere un piccolo testo, sia esso teatrale o narrativo o un semplice corto, quindi, per quanto meno visibile, essa rimane una colonna portante. Ogni generazione porta con sé l’apparente preoccupazione di star assistendo, in diretta, alla fine di qualcosa; “il cinema sta morendo” “il teatro sta morendo” […]

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

PizzaUnesco Contest 2017 e conferenza stampa

Il giorno 14 settembre si è tenuta, presso la sala del consiglio del commercio di Napoli, la conferenza stampa relativa al “PizzaUnesco Contest“. Moderata dal giornalista Luciano Pignaturo, si è trattata di un’occasione per fare il punto sulla situazione web della manifestazione, nonchè per presentare la giuria e gli sponsor aderenti all’iniziativa. PizzaUnesco Contest. Un successo tra innovazione e tradizione Francesca Marino, curatrice del sito mysocialrecipe che aderisce al contest, è rimasta entusiasta del progetto: “sono giunte un sacco di candidature da molti pizzaioli. Sono state registrate 393 pizze provenienti da 24 Paesi e preparate da 232 pizzaioli, tra cui 28 donne“. La dottoressa Marino ha insistito su questo punto, mostrando come quello del pizzaiolo “non è un mestiere esclusivamente maschile“. L’intervento si è poi concluso con l’importanza del ruolo giocato dai social come Instagram e con la comunicazione della data di premiazione, che sarà il 14 novembre. Interessante è stato anche l’intervento di Tommaso Esposito, giornalista enogastronomico e uno dei componenti della giuria che decreterà il vincitore. “La pizza è una pietanza popolare. Bisogna però notare come qui a Napoli si punti più sull’innovazione, mentre all’estero si cerchi più di rispettare la tradizione“. Oltre ad Esposito la giuria è composta da personalità quali il direttore delle guide dell’Espresso Enzo Vizzari, il nutrizionista Giorgio Calabrese e il foodblogger americano Scott Wiener. La parola agli sponsor La conferenza ha dato voce anche agli sponsor, che hanno manifestato la loro volontà di partecipare al “PizzaUnesco“. In primis le realtà locali, rappresentate dalle ditte della passata Fiammante e della farina Caputo. I responsabili delle due aziende hanno avuto modo di sottolineare non soltanto la genuinità dei loro prodotti, ma anche la purezza di un’economia che ha come motore i contadini e non i capitali di grandi aziende. Il contest ha anche  partner di grande rilievo, quali Ferrarelle e Parmigiano Reggiano. I due sponsor hanno aderito con grande entusiasmo, in particolare il secondo. Non a caso si è avuto modo di rammentare come proprio il Parmigiano venga spesso usato dai pizzaioli per esaltare i sapori della pizza. La gara alla pizza più “innovativa” è aperta Ora che le fasi di selezione si sono concluse, non resta che attendere il vincitore di questo contest e di certo alla giuria non aspetta un compito semplice. I tanti Paesi che hanno partecipato (per la maggiore gli USA e la Cina, se escludiamo l’Italia) e le tante varietà del nostro vanto alimentare renderanno ardua la scelta. Una cosa però è certa. La manifestazione PizzaUnesco è una grande occasione per tutti: per le aziende regionali, che potranno esportare i propri prodotti su scala nazionale e (perchè no?) intercontinentale, e per i pizzaioli, che potranno così farsi un nome. Ciro Gianluigi Barbato

... continua la lettura