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Eroica Fenice

Scarrafunera con Roberto Azzurro al Pausilypon

Durante il secondo appuntamento della IX stagione della rassegna “Suggestioni all’imbrunire” curata da Stefano Scognamiglio e Francesco Capriello, presso il Parco Archeologico del Pausilypon, è stato messo in scena lo spettacolo teatrale “Scarrafunera” di Cristian Izzo e con Roberto Azzurro.

La rassegna riesce a far vivere allo spettatore la commistione tra musica, teatro, natura e soprattutto la bellezza del sito archeologico che fa da cornice, grazie al lavoro del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus che si prefigge l’obiettivo di studiare, tutelare e valorizzare l’immenso patrimonio naturalistico e storico-archeologico dell’area a ridosso della collina di Posillipo.

Ogni appuntamento di “Suggestioni all’imbrunire” inizia con la scoperta della grotta di Seiano, grazie ad un percorso guidato che fa apprezzare quella che fu una delle tre più grandi vie di comunicazione che portavano fuori dalla città fin dal I sec. a.C. Il visitatore viene accompagnato sino al cuore del Parco Archeologico del Pausilypon, sito dove fu costruita Villa d’Otium con il suo sistema di teatri.

Più che una villa si trattava di una vera e propria cittadella, un ricco villaggio, che animava la collina di Posillipo e di proprietà di Publio Vedio Pollione, uno schiavo che divenne ricco cavaliere romano e consigliere dell’imperatore Augusto, suo amico che poi ereditò il complesso.

Uno dei teatri della Villa, l’Odeion, è stato inaugurato in occasione della rassegna, dopo il difficile recupero che l’ha visto protagonista.

Il 3 giugno 2017 è avvenuto il taglio del nastro alla presenza di Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio Superiore di Beni culturali e paesaggistici, dando la possibilità al pubblico di apprezzare lo spettacolo teatrale Scarrafunera.

“Comme schifo a sta’ rinta a stu buco ‘e merda!”

Il prosimetro, con protagonista Roberto Azzurro, porta in scena l’immagine dell’umanità come un’eterna Scarrafunera, citando da Pino Daniele a Salvatore Di Giacomo.

Livello dopo livello ognuno di noi cerca di migliorare la propria condizione, spesso calpestando chi ci sta intorno, spesso approfittando della situazione di disagio che qualcuno che ci sta intorno può vivere o, che purtroppo, sta già vivendo.

“…e mo so mille e treciento. Nun è nu vico. È na scarrafunera”. ‘O Fonneco, S. Di Giacomo

Come scarrafoni ci agitiamo, gli uni sugli altri come una grande immensa massa, noncuranti della nostra condizione, non volendo forse riconoscerne il reale peso, per non accettarlo, nè condividerlo.

Vogliamo solo elevarci, partire, prendendo le distanze da ciò che ci ha da sempre circondati, ma salendo, guardando gli altri dall’alto in basso, ci accorgeremo che il cambiamento non è possibile se il nostro atteggiamento rimarrà tal quale.

Uno solo è il risultato di questo continuo muoversi nel mondo che ci costruiamo intorno: l’individuo scarrafone rimarrà per sempre immobile e pur sempre in movimento.