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Eroica Fenice

Culturalmente

I nomi delle stelle e le loro attribuzioni

Fin dall’antichità, i popoli osservavano affascinati quei pulviscoli di luce, chiedendosi cosa mai illuminasse la volta celeste e che solo successivamente presero il nome di “stelle”. Ma quando e come nascono i nomi delle stelle? I nomi delle stelle: ieri e oggi   Quando ancora non esisteva la televisione e non ci si poteva dilettare nella lettura di romanzi per trascorrere il tempo, i fenomeni naturali possedevano il primato dell’intrattenimento tra le primigenie popolazioni. Le stelle e, con loro, le costellazioni erano uno degli spettacoli più attesi tra i fenomeni naturali osservati e finirono con l’essere fonte di grande interesse per i primi uomini, i quali finirono col denominarle per distinguerle e per legare a loro miti e leggende. Furono i Babilonesi a dare per primi a dare dei nomi alle stelle che costituivano le costellazioni più grandi e significative. A loro seguirono gli arabi e i greci, i quali spesso le legavano ai nomi di divinità del cielo ed eroi. L’interesse dimostrato da più popolazioni verso le stelle ha fatto sì che le stelle finissero col possedere un diversificato numero di denominazioni, derivanti da culture diverse, e ciò rese necessario aggiungere ulteriori informazioni per poterle classificare e distinguere. All’interno dei cataloghi stellari, infatti, oltre ai nomi, è possibile ritrovare non solo il nome della costellazione di cui quella stella fa parte, ma anche le indicazioni relative alla posizione occupata all’interno della costellazione stessa. Le coordinate venivano e sono tutt’ora scritte in latino per garantire che chiunque, a dispetto della lingua parlata, potesse ben interpretare e leggere correttamente le mappe del cielo. Se tuttavia, nell’antichità si davano nomi solo alle stelle più famose, oggi con l’utilizzo di telescopi sempre più potenti, sono state scoperte e denominate molte più stelle che in passato, permettendone la catalogazione in maniera più precisa. Oltre al proprio nome, alle stelle viene affibbiato un appellativo in base alla loro luminosità, con l’utilizzo di una lettera appartenente all’alfabeto greco. In maniera progressiva, dall’alfa all’omega, la denominazione indica una luminosità maggiore o minore. Di conseguenza, i nomi delle stelle erano preceduti dalla lettera greca che ne definiva la luminosità. Tuttavia, non tutte le stelle hanno un nome, soprattutto se si tratta di stelle isolate, escluse dalle costellazioni più famose oppure stelle poche luminose. Per questo motivo, è diventata una prassi non poco comune di acquistare una stella e conferirle il proprio nome o quello del proprio partner per un regalo atipico e inusuale. Le stelle che vengono denominate non appartengono a nessun ente e sono registrate in un libro presso l’Ufficio della Tutela dei Diritti D’autore, negli Stati Uniti. Ogni stella viene denominata e registrata una sola volta; nonostante ciò, l’atto in sé non garantisce la proprietà esclusiva di una stella, in quanto insieme di gas e pulviscolo, lontani milioni di anni luce. Al di là delle stelle minori, quelle che invece fanno parte di costellazioni rinomate molto spesso posseggono nomi che rimandano a miti o leggende famose. A partire dal Sole, la più grande stella all’interno della […]

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Attualità

La crisi del ’29: un approfondimento storico

“La prova del nostro progresso non è quella di accrescere la ricchezza di chi ha tanto, ma di dare abbastanza a chi ha troppo poco”. È con queste parole che Franklin Delano Roosevelt getta le basi per porre fine alla crisi economica più famosa della storia americana: la crisi del ’29, così chiamata poiché verificatasi nel 1929, con il crollo della borsa di Wall Street. Durante i “Ruggenti anni ‘20”, nonostante la stabilità politica e sociale seguita alla Prima Guerra Mondiale, sull’America si abbatté la prima catastrofe di ordine economico. Evento catastrofico, sì, non solo per la devastazione che si lasciò dietro, ma anche per essere stata una delle fautrici, insieme al totalitarismo, della Seconda Grande Guerra. La crisi e i successivi eventi che ne derivarono presero il nome di Grande Depressione e furono testimonianza del più grande economico mai visto fino a quel momento, in una società dove il progresso si era succeduto senza ricadute sin dalla Rivoluzione Industriale. Politicamente parlando, il potere si riversò totalmente nelle mani del partito repubblicano, con Harding e in seguito Coolidge, i quali sostenevano l’accumulo della ricchezza privata, a scapito delle classi più povere. Nonostante le discriminazioni delle classi inferiori, l’ottimismo generale non subì una battuta d’arresto, anzi vide il fulcro del suo sviluppo in Wall Street, sede della Borsa di New York. Ma cosa generò la crisi? Il periodo di benessere che investì gli Stati Uniti, aveva portato a un aumento della domanda di consumo, al punto tale da generare una produzione senza precedenti. Tuttavia, il mercato interno non fu in grado di assorbire la grande mole di prodotti, portando a un crollo dei prezzi e ad un conseguente crollo della produzione, nonché la presenza di materiale in eccedenza, incapace di essere smaltito. Il 24 ottobre 1929, conosciuto come il giovedì nero, sancì l’inizio della catastrofe con la svalutazione di 13 milioni di azioni che vennero vendute senza limite di prezzo e il crollo del valore dei titoli. Tuttavia, il crollo vero e proprio della Borsa di Wall Street si verificò il 29 ottobre, che passò alla storia come “martedì nero”, quando circa 16 milioni di azioni vennero vendute in un solo giorno. A questo evento seguirono numerosi suicidi da parte di speculatori e azionisti, per non parlare delle conseguenze che si riversarono sui ceti meno abbienti, generando una disoccupazione di massa. La crisi del ’29 produsse una ferita ingente che sfregiava il volto dell’America ricca di sogni, che era stata il sostegno economico della maggior parte dei paesi. L’approccio protezionistico che aveva portato alla sovra-produzione durante la crisi del ‘29, proseguì anche dopo il crollo della borsa, e la sua estensione a tutti gli altri paesi produttori, generò un collasso del commercio internazionale. Per quanto riguarda l’America, in particolare, si registrò un vertiginoso incremento della disoccupazione e una contrazione del reddito. A coronare il tutto, gli Stati Uniti si videro costretti a richiamare i prestiti che avevano erogato ai paesi esteri in difficoltà, incrementando in questo modo la crisi internazionale. La […]

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Attualità

Disturbo comportamentale: un approfondimento psicologico

Disturbi comportamentali: come è possibile riconoscere i principali “malfunzionamenti” della psiche umana? Quali comportamenti adottare? La psiche umana rappresenta uno degli argomenti più stimolanti e affascinanti in cui capita più spesso di imbattersi, così come tutto ciò che riguarda il suo funzionamento…e malfunzionamento. E il disturbo comportamentale si annovera tra quei problemi della psiche che modificano il comportamento dell’individuo al punto da non renderlo conforme alla società a cui appartiene. Tuttavia, prima di scendere nel dettaglio su cosa sia effettivamente e su come si manifesti, è necessario fare una digressione su cosa sia il disturbo psicologico e cosa la personalità, che ne viene automaticamente influenzata. Per definire cosa sia la personalità è opportuno distinguere tra temperamento e carattere, che ne sono le componenti caratterizzanti.  Con temperamento, intendiamo l’insieme delle tendenze innate e geneticamente trasmesse che ci permettono di reagire agli stimoli esterni; mentre il carattere è il risultato dell’interazione dell’uomo con l’ambiente circostante. L’insieme di queste due componenti genera la personalità dell’individuo, la quale può essere generalmente soggetta a dei disturbi che vengono definiti come una disfunzione dannosa della psiche dalle correlazioni neurobiologiche. Solitamente, i disturbi causano danno all’individuo e possono essere caratterizzati da deficit e/o incapacità di adattamento. Tra questi, il disturbo comportamentale può manifestarsi nei primi anni di vita oppure nelle prime fasi dell’adolescenza, ma -in entrambi i casi- comprendono tre categorie principali: Disturbo da deficit dell’attenzione/Iperattività (ADHD); Disturbo oppositivo/provocatorio (DOP); Disturbo della condotta  (DC). Tutti e tre hanno in comune una parziale o totale incapacità di controllare le proprie emozioni in funzione di esigenze esterne. DISTURBO DA DEFICIT DELL’ATTENZIONE/IPERATTIVITÀ Il bambino affetto da ADHD, manifesta spesso disattenzione e non è in grado di concentrarsi in maniera appropriata sull’attività che si trova a svolgere. Spesso  accompagnata da frequente iperattività che trova riscontro in un’eccessiva attività motoria, in momenti poco opportuni. Il tutto, spesso, è contornato da un’attiva impulsività che porta il bambino a non riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni prima di compierle. Tale tendenza spesso nasce da un’incapacità di ritardare una gratificazione o dal desiderio di ottenere un soddisfacimento immediato. Emergendo, in particolar modo, uno dei tre aspetti, riscontreremo un disturbo “prevalentemente  iperattivo-impulsivo” con una tendenza a essere continuamente in movimento o in stati di agitazione, oppure a parlare in maniera eccessiva. A ciò si aggiunge una sviluppata incapacità di attendere il proprio turno in qualsiasi circostanza. Si riscontra un disturbo “prevalentemente disattento”, invece, quando il bambino presenta minori problemi dal punto di vista comportamentale, ma maggiore incapacità nel prestare attenzione. Tra i sintomi si riscontrano la facilità ad annoiarsi o focalizzare la propria attenzione su un’attività per lungo periodo di tempo, la facilità a distrarsi per mezzo di stimoli esterni o difficoltà nel seguire le istruzioni. Per far fronte a questo disturbo comportamentale, è consigliabile organizzare una routine affinché il bambino sappia sempre cosa aspettarsi nel corso della giornata. Mettere in atto rituali semplici e immediati che possano far fronte al suo disturbo, impostando delle regole chiare e sempre ben visibili, a cui associare eventuali ricompense […]

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Food

Ciro Savarese e la “Quattro Latti” che conquista Arzano

Sin dal 2002, Anema & Pizza di Ciro Savarese ha conquistato il cuore dei cittadini di Arzano e dintorni. Nata esclusivamente come pizzeria d’asporto, negli ultimi anni con un’espansione di due sale e una ristrutturazione completa, la pizzeria si presenta alla stampa locale con un nuovo nome e un aspetto totalmente rinnovato, menù compreso. Il 6 febbraio, Ciro Savarese ha presentato il nuovo design della pizzeria e la sua nuova specialità: La pizza “Quattro latti”, una versione della Quattro formaggi ideata con i soli formaggi campani. Il locale  – che è stato battezzato con il nome del titolare in seguito alla ristrutturazione – si presenta sotto una luce del tutto diversa, con un’aria di raffinata eleganza che richiama più l’idea di un ristorante che di una pizzeria, in particolare, l’ambiente denota un’atmosfera tipicamente giapponese. Un’idea di Ciro, il quale ha in programmare di collaborare con un rinomato chef di cui, pero, non ha voluto fare il nome. Inizialmente la pizzeria era costituito da un unico spazio, riservato ai forni, solo in seguito sono state aggiunte due sale, attrezzate di pannelli fono assorbenti per risolvere il problema del riverbero della voce. Per quanto concerne i forni, invece, sono stati spostati in un ambiente diverso dalla sala, adibito unicamente alla preparazione dei prodotti. Ulteriori cambiamenti si riscontrano nell’eliminazione del servizio d’asporto, per la ricerca di una clientela differente e la riduzione dei posti in sala dagli 80 ai 70 per una maggiore comodità. In aggiunta, un piccolo spazio è stato riservato esclusivamente all’angolo bar, dove è possibile trovare un’ampia scelta di amari e whisky. Il gusto per l’artigianale si riscontra nell’accurata selezione dei prodotti e il rifiuto di utilizzare alimenti surgelati. Sin dall’antipasto con una scelta di due montanarine d’eccezione, una farcita con ragù napoletano e provola d’Agerola, e l’altra condita con ricotta, mortadella e granella di pistacchio, si rileva la cura con cui Ciro Savarese sceglie i suoi prodotti. L’immancabile “Regina Margherita” con pomodori di S. Marzano Dop, rigorosamente schiacciati a mano e mozzarella di bufala, per rendere orgoglioso anche il napoletano più incallito. E la “Quattro latti”  che vede la sua nascita in questo rinomato locale di Arzano -su ideazione del pizzaiolo Ciro Savarese- proprio per ridare lustro alla famosa Quattro formaggi, creando una versione totalmente campana. La scelta è ricaduta su quattro prodotti caseari, ottenuti da quattro specie diverse (bufala, capra, vacca e pecora), per portare alla ribalta una pizza con prodotti di prima scelta. A fare da condimento alla nuova protagonista della pizzeria Ciro Savarese, sono fior di latte di Agerola, blu di bufala, cacioricotta del Cilento e conciato romano, distesi separatamente sul sottile disco di pane. Tuttavia, le sorprese non si limitano al rilancio di quest’unica pizza, ma le novità si riscontrano anche nella così chiama “Aurora” – condita con vellutata di zucca e provola di Agerola-e nel “Maialetto infuocato” – ode alla pizza piccante con uso smodato del peperoncino- le quali vedono come protagonista due diverse varianti della salsiccia di Castelpoto (rispettivamente dolce e piccante). Un’esplosione […]

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Culturalmente

Fuoco fatuo: tra chimica e leggende

Tra mito e realtà, il fuoco fatuo è uno di quegli elementi che sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo, spesso però sotto forma di leggenda più che di fenomeno a sé stante, completamente privo dell’alone misterioso che lo circonda. Se da bambini, la storia di questo fuoco ci è sempre stata presentata come legata ad alcune leggende popolari, molti ne ignorano la componente puramente chimica che colloca il fuoco fatuo tra i fenomeni più affascinanti sinora conosciuti. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cosa genera questa fiamma dal colore bluastro: il fuoco fatuo Generalmente si tratta di un fenomeno chimico provocato dalla combustione di metano e fosfano, fuoriusciti dalla decomposizione di sostanze organiche: ad esempio resti umani di corpi le cui bare, come avveniva spesso in passato, non siano state sigillate correttamente, causando la fuoriuscita del metano che col fosfano origina fiammelle di colore verde-blu. I due gas interagiscono tra loro per effetto della combustione, e le molecole sovreccitate dal calore danno origine a fotoni con una particolare frequenza e lunghezza d’onda. All’interno di uno spettrometro, si può rilevare come a una certa lunghezza d’onda e frequenza -di questi fotoni- corrisponda il particolare colore della fiamma. Questo è il motivo per cui è possibile riscontrare la presenza di fuochi fatui, fluttuanti a livello del terreno, in luoghi quali cimiteri o brughiere. Il misterioso fascino di questo fenomeno, unito ai luoghi in cui generalmente si riscontrava, ha generato una serie di leggende e storie popolari legate al fuoco fatuo, termine italiano che non regge il confronto con la denominazione elargita in altri paesi e strettamente legata alle leggende tramandate. Tra le più comuni, e certamente più scabrose, c’è la leggenda di Will-o’-Wisp, diffusa nella contea inglese Shropshire, che narra del malvagio fabbro Will, il quale fu condannato a vagare sulla terra con in mano un carbone ardente, in cerca della via della Redenzione. Tuttavia Will se ne servì per attirare ignare vittime in foreste fittissime e paludi sconosciute dalle quali non sarebbero più state in grado di uscire. Allo stesso modo, la storia di Jack O’ Lantern narra dell’alcolizzato Jack che fu costretto a vagare per l’eternità sulla terra con una lanterna, escluso sia dal Paradiso che dall’Inferno per aver tentato di ingannare il diavolo. Sostanzialmente, tutte le leggende della Gran Bretagna legano il fenomeno del fuoco fatuo alla malvagità della luce o del personaggio che la trasporta. Di differente stampo sono invece le tradizioni degli altri paesi Europei, tra i quali la Scandinavia e la Francia. Nei paesi scandinavi, infatti, il fuoco fatuo è legato alla storia di un folletto che accende una lanterna in prossimità dei luoghi in cui ha nascosto i suoi tesori, portando ricchezza a chi si avventurava in queste zone. Mentre in Francia, le Feau Boulanger rappresenta lo spirito di una persona morta senza battesimo e per la quale bisognava pregare affinché fosse in grado di uscire dal Purgatorio e ottenere la pace. Se ci avviciniamo all’ambiente fantastico, rileviamo come queste leggende […]

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Culturalmente

Sonetti: i 5 più famosi e belli della storia

5 sonetti che devi conoscere, e la loro storia  Il sonetto nasce con la lirica siciliana a opera di Giacomo da Lentini e con una struttura ben precisa che ne definirà il modello nei secoli a venire. Esso si affermerà, pertanto, sia in Italia che all’estero, come elemento portante della cultura poetica. Il termine provenzale “Sonet” -da cui trae origine il nome della forma metrica- era associato al significato di “melodia” e ciò induceva gli studiosi a pensare che i sonetti venissero solitamente declamati con un accompagnamento musicale. L’origine del sonetto appare, d’altronde, ancora incerta per molti motivi. Alcuni studiosi, infatti, erano convinti che il sonetto derivasse dallo strambotto siciliano, ovvero un breve componimento popolare di carattere amoroso, consistente in otto versi endecasillabi e che si sarebbe diffuso in Italia a partire dal XIV secolo. Tuttavia, la struttura convenzionale del sonetto ne lega l’invenzione a una natura maggiormente colta, considerandolo il derivato della stanza di una canzone, la quale si distingueva per la presenza di quattordici versi endecasillabi, organizzati in due quartine e due terzine, con un schema rimico solitamente alternato e incrociato, in seguito, grazie agli Stilnovisti. Da Dante Alighieri a Foscolo, passando per Shakespeare con il sonetto elisabettiano, sono molti gli autori a essersi cimentati in questa impresa poetica, ottenendo come risultato autentici capolavori. Eccone cinque tra i più famosi. Sonetti, da Giacomo da Lentini a Foscolo Giacomo da Lentini – Amor è un desìo che ven da’ core Amore è uno desio che ven da’ core per abondanza di gran piacimento; e li occhi in prima generan l’amore e lo core li dà nutricamento. Ben è alcuna fiata om amatore senza vedere so ’namoramento, ma quell’amor che stringe con furore da la vista de li occhi ha nascimento: ché li occhi rapresentan a lo core d’onni cosa che veden bono e rio com’è formata naturalemente; e lo cor, che di zo è concepitore, imagina, e li piace quel desio: e questo amore regna fra la gente. Il primo tra i sonetti presi in considerazione è appunto quello dell’ideatore di tale forma metrica, Giacomo da Lentini. Nel suo componimento, l’autore cerca di spiegare come amore e bellezza siano indissolubilmente legati e come, appunto, tale sentimento nasca prima di tutto dagli occhi. Il poeta sottolinea, inoltre, il motivo di questo fenomeno spiegando come la bellezza alberga solo in un cuore gentile e che la bontà si manifesta esteticamente. Ed è questo che accende la miccia dell’innamoramento, la quale in seguito verrà alimentata dalla conoscenza della persona amata e dei suoi pregi. Guido Cavalcanti – Voi che per li occhi mi passaste ‘l core Voi che per li occhi mi passaste ’l core e destaste la mente che dormia, guardate a l’angosciosa vita mia, che sospirando la distrugge Amore. E’ vèn tagliando di sì gran valore, che’ deboletti spiriti van via: riman figura sol en segnoria e voce alquanta, che parla dolore. Questa vertù d’amor che m’ha disfatto da’ vostr’ occhi gentil’ presta si mosse: un dardo mi gittò dentro […]

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Culturalmente

Frasi sul tempo e la vita: 6 da non perdere

Frasi sul tempo e la vita, 6 su cui riflettere Passiamo la maggior parte della nostra vita senza renderci conto di quanto quest’ultima sia importante e sprechiamo il tempo che ci viene concesso assillando noi stessi con inutili preoccupazioni e problemi che non meritano la nostra attenzione. Diamo poco peso al fatto che il nostro tempo su questo mondo è limitato e per questo motivo dovremmo sfruttarlo pienamente, cercando di vivere più esperienze possibili e apprendendo tutto quello che possiamo. Invece, presi dai nostri impegni e dalle nostre occupazioni quotidiane, dimentichiamo di apprezzare i piccoli e brevi momenti che rendono la vita migliore. Una schiera di filosofi, scrittori ed eminenti personaggi hanno scritto frasi sul tempo e la vita, hanno concentrato la loro attenzione sulla caducità del tempo e sull’importanza di afferrare l’attimo prima che quest’ultimo svanisca nel nulla. Testimoni imperituri di quanto sia importante non sprecare le proprie energie dietro inutili facezie e sottolineando quanto sia importante concentrarsi su quello che ci permetterà di affermare di aver vissuto una vita piena e ricca di avventure. Da Orazio con il suo celeberrimo “Carpe Diem” a Oscar Wilde, ecco una serie di frasi sul tempo e la vita che sottolineano la necessità di non sprecare nemmeno un attimo del nostro tempo.  Parole che non hanno bisogno di altre spiegazioni, ma che necessitano di essere prese come suggerimenti da seguire per ottimizzare il nostro tempo. Frasi sul tempo e la vita, le nostre preferite “La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri” [OSCAR WILDE] A quanti di noi sarà capitato, a un certo punto della nostra vita, di non sapere cosa farne e, nel tentativo di darle una direzione certa, abbiamo finito col seguire i consigli altrui su quale fosse la scelta più giusta per noi. Studiare Medicina perché lo volevano i nostri genitori. Iscriversi a quel corso di studi perché c’erano tutti i nostri amici. Intraprendere un percorso per non deludere i parenti. Niente di più sbagliato. Perseguire i sogni altrui, contribuirà solo a farvi sentire insoddisfatti. Quindi prendete le vostre scelte autonomamente, sbagliate, tornate sui vostri passi e capite quello che volete davvero. E soprattutto inseguite i vostri sogni, invece di quelli altrui, e darete un significato alla vostra vita. “Si hanno due vite. La seconda comincia il giorno in cui ci si rende conto che non se ne ha che una” [CONFUCIO] La vita è breve. Il tempo scorre in maniera inesorabile, a volte senza che noi facciamo nulla per ottimizzarlo. Sprechiamo opportunità, perdiamo treni e occasioni, convinti che ci sia tutto il tempo per accettare quel lavoro, fare quel primo passo e lanciarsi nel vuoto. Nel momento in cui ci rendiamo che questo tempo è limitato, solo allora, iniziamo a vivere davvero: senza più camminare in punta di piedi. “Si vive un volta sola. Ma se lo fai bene, una volta è abbastanza” [MAE WEST]. Procrastiniamo costantemente le nostre decisioni, rimandiamo esperienze, attività, doveri, convinti di poterlo sempre fare domani. Eppure il tempo che abbiamo […]

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Fun e Tech

Truffe online: 5 consigli per evitarle

Tutti, usando internet per diversi scopi, siamo vittime inconsapevoli (spesso) di truffe online. Ecco come difendersi! Nel bene o nel male, tutti utilizziamo internet e tutti siamo vittime inconsapevoli, spesso, di truffe online. Risulta ormai possibile svolgere ogni tipo di operazione in rete, dalla condivisione di pensieri personali, alla lettura di articoli di giornale, passando per lo shopping online. Anzi, quest’ultimo sembra essersi sviluppato in maniera esponenziale negli ultimi anni, al punto che in molti preferiscono acquistare, seduti comodamente sul proprio divano, invece di andare in giro per negozi, alla ricerca dell’abito perfetto. Tuttavia, se da un lato questa evoluzione ha portato a notevoli vantaggi, permettendo di svolgere una serie di attività con un minore dispendio di energie, dall’altro ci ha reso vulnerabili a un fenomeno che aumenta in maniera direttamente proporzionale alla comodità sopraccitata: la truffa. Tra i principali tipi di truffa, il falso annuncio è sicuramente quello più diffuso e consiste nella vendita di un oggetto  che sostanzialmente non esiste. O al cui pagamento, non corrisponde una reale spedizione dell’oggetto in considerazione. Generalmente queste queste truffe beneficiano di un pagamento anticipato attraverso un sistema non tracciabile, che permettono all’acquirente di sparire nel nulla con l’incasso. Come evitare, quindi, questi raggiri informatici. Ecco cinque consigli utili da seguire.  1. Acquistare su siti ufficiali. Sono molte le offerte vantaggiose che attirano la nostra attenzione in rete, ma non è tutto oro quel che luccica. Anzi, spesso, se un’offerta si presenta troppo conveniente, paragonata all’offerta di mercato, allora quasi sicuramente si tratta di una truffa. Motivo per cui si consiglia di acquistare unicamente su siti ufficiali e non dai singoli venditori. 2. Leggere le recensioni. Una sicurezza è data da commenti e feedback dei precedenti acquirenti, i quali possono risultare una garanzia contro le truffe online. Solitamente, infatti, se il sito non risulta affidabile, sarà sicuramente travolto da una mole di recensioni negative. Le voci circolano in fretta. 3. Utilizzare le app ufficiali. Per completare l’acquisto, si consiglia di scaricare le app ufficiali dei grandi negozi online e così evitare di essere reindirizzati a siti di dubbia provenienza, che potrebbero facilitare il pericolo di incappare in una truffa. 4. Limitarsi nel fornire dati personali.  Si consiglia, inoltre di non divulgare mai dati che non siano strettamente necessari per portare a termine l’operazione. Limitarsi quindi a fornire unicamente numero di carta, data di scadenza e indirizzo per il recapito del pacco. Le truffe online spesso risultano essere anche un modo per impossessarsi dei dati personali dell’acquirente. Pertanto, qualsiasi tipo di informazione privata non deve essere divulgata per nessun motivo. 5. Spedizione tracciabile. Assicurarsi sempre di scegliere una spedizione che sia possibile rintracciare in seguito al pagamento, anche se quest’ultima comporta l’aumento del costo del prodotto.    

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Culturalmente

5 ottime idee per Capodanno, non è mai troppo presto per organizzarsi!

Ogni anno, la stessa domanda ci angoscia in maniera inesorabile: Cosa fare l’ultimo giorno dell’anno? Bene, ora vi daremo 5 splendide idee per Capodanno! Mentre per i più tradizionalisti si prospetta un inizio di anno nuovo all’insegna del solito cenone festivo e un brindisi allo scoccare della mezzanotte, c’è chi già pensa alla meta verso cui dirigersi per un Capodanno fuori dal comune. Tuttavia, per chi non sapesse ancora come trascorrere le festività, ecco alcuni semplici consigli da prendere come spunto. Capodanno in Val d’Orcia Per chi crede che sia importante cominciare l’anno con un brindisi coi fiocchi, non c’è niente di meglio del trascorrere la sera di Capodanno pregustando alcuni dei migliori vini in Val d’Orcia. Alla Fattoria del Colle, nelle Crete Senesi, è possibile infatti partecipare a una visita guidata con degustazione a base di vino. Inoltre, a fine visita, ci si può improvvisare “Enologo per un giorno” creando la propria personale varietà di vino da portare a casa come souvenir. Il tutto coronato da una rilassante vinoterapia, in attesa dell’inizio del nuovo anno. Per gli amanti del vino, non c’è niente di meglio. Rock a Dublino Trascorrere le festività all’insegna del rock, invece, non risulta un’idea tanto stramba se si ama il trambusto e l’atmosfera festiva. E quale capitale migliore di Dublino? Gli Irlandesi, infatti, adorano trascorrere questa festività e attendono con ansia il New Year’s Festival, il quale consiste in due giorni di concerti rock accompagnati da spettacoli d’animazione e acrobati che volteggiano sulle acque del fiume Liffey, a ritmo di musica. Al termine dello spettacolo, l’arrivo del nuovo anno viene salutato con spettacolari fuochi d’artificio. Tre le idee per Capodanno, questa è la più rock! Capodanno alle terme Se non si è abituati a sopportare il freddo invernale, le terme di Ischia potrebbero essere la soluzione adatta per questo Capodanno. Il binomio “capodanno Ischia” non è tra i più conosciuti ma tra magia, benessere e musica, quest’Isola Flegrea è il posto adatto per chi desidera allontanarsi dalla routine cittadina senza dover rinunciare all’atmosfera del Natale napoletano. Oltre alla possibilità di concedersi dei trattamenti nei centri estetici più in voga, anche il Presepe vivente di Campagnano è un’attrazione unica nel panorama ischitano. Per non parlare della tradizionale festa in piazza che conferisce un’aria di accoglienza a questa esperienza indimenticabile, per aspettare insieme il nuovo anno e scambiarsi brindisi e auguri allo scoccare della mezzanotte. Hogmanay Per chi è stanco, tuttavia, del tradizionale Capodanno, può sempre recarsi in Scozia per festeggiare la festa pagana dell’Hogmanay. Una festività che si dilunga per quattro interi giorni, all’insegna di concerti rock, spettacoli pirotecnici e tanto divertimento. Non c’è niente di meglio di un festival folcloristico per trascorrere un Capodanno fuori dal comune e coronare il tutto con una delle tradizioni scozzesi più famose: The Loony Dook, il tradizionale bagno nelle gelide acque del River Forth. Aurora boreale in Islanda Se siete invece alla ricerca di un viaggio senza precedenti e avete voglia di allontanarvi dal trambusto generato dalle feste natalizie, forse l’Islanda […]

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Culturalmente

Tribunale dell’Inquisizione: nascita e storia della pratica

Innumerevoli storie ruotano intorno al tribunale dell’Inquisizione, non tutte -anzi quasi nessuna- considerate positive. In particolare, per le leggende che hanno alimentato questa parte oscura della nostra storia. Oscura, in quanto, da semplice metodo per combattere l’eresia, l’Inquisizione diventa, col tempo, uno strumento di persecuzione ai danni di coloro che non condividevano l’ortodossia cattolica. Il tribunale dell’Inquisizione nasce ufficialmente nel 1184, quando papa Lucio III, durante un’assemblea svoltasi a Verona, presenta il problema dei catari all’attenzione dell’Imperatore, convenendo l’attuazione di una decisione drastica: la creazione di un tribunale a cui fosse affidato il compito di ricercare e reprimere gli eretici.  Essenzialmente, il tribunale dell’Inquisizione si sviluppava, quindi, con lo scopo unico di reprimere i catari, i quali stavano diffondendo la loro dottrina presso i predicatori cattolici. Inizialmente il compito di giudicare i delitti degli eretici era affidato a un vescovo, opportunamente affiancato da un legato e un esperto teologo, scelto personalmente dal papa. Tuttavia, questo primo tentativo fallisce miseramente, in quanto gli eretici non mancavano di mettere in pratica vendette e agguati nei confronti dei vescovi incaricati di perseguitarli. Motivo per cui, in seguito, il testimone viene passato a due ordini monastici: Domenicani e Francescani. Dando così origine alla cosiddetta “Inquisizione monastica” e alla decimazione dei catari sul territorio nazionale. Quest’ultima, tuttavia, era lontana dall’alone crudele e spietato che aleggia oggi intorno all’istituzione inquisitoria e che, invece, si adatta particolarmente all’immagine dell’Inquisizione spagnola e di quella romana, in seguito. In Spagna, il metodo inquisitorio raggiunge il suo apice nel 1482, quando ormai non era più sotto il controllo dell’autorità cattolica. Il re Ferdinando, infatti, aveva attuato questo cambiamento sulla base del fatto che il numero degli eretici era aumentato da quando il compito era stato affidato nelle mani del Papa. Pertanto, aveva stabilito la necessità di un drastico cambiamento. L’Inquisizione spagnola è considerata la più crudele e spietata nella storia delle repressioni ai danni degli eretici, in quanto non si limitava a giudicare solo coloro che non perseguivano l’ortodossia cattolica, ma anche omosessuali, luterani e persino donne accusate di stregoneria. Si stima che almeno 20.000-30.000 donne siano state processate e giustiziate per presunti “patti col diavolo”. Tuttavia, come si svolgeva un processo del Tribunale dell’Inquisizione? Lontano dalle credenze popolari che hanno alimentato la storia dell’Inquisizione, i processi non si articolavano all’insegna della tortura e del terrore. Persino la condanna al rogo non era sempre considerata come la soluzione migliore per depennare l’eresia. Ma procediamo per fasi. In seguito a maldicenze o testimonianze, l’eretico veniva solitamente convocato di fronte al tribunale per rispondere delle accuse. In caso di mancata presenza di fronte alla commissione giudicante, l’imputato veniva automaticamente condannato colpevole. In caso contrario, invece, l’eretico aveva diritto a un difensore che, informato delle accuse mosse all’imputato, poteva aiutarlo a dimostrare la sua innocenza. La tortura, solitamente non veniva applicata per casi di eresia, ma per crimini più gravi, in quanto i vescovi non credevano nella sua efficacia: erano dell’opinione che qualsiasi uomo avrebbe confessato anche i crimini più nefandi per far […]

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Riflessioni culturali

Notizie assurde e la “truffa” dell’informazione

Non è inusuale girare per il web e imbattersi, sempre più di frequente, in notizie assurde che vengono spacciate per bere. E quasi sempre, la circolazione di queste notizie è associata a un mero desiderio di guadagno. Per un giornalista, ricercare la notizia che può cambiarti la vita non è facile e non tutti incappano nel colpo di fortuna che può dare una svolta alla carriera. D’altronde, non sempre ciò è necessario. E non sempre le notizie devono essere sensazionali per attirare l’attenzione. A volte, anche qualcosa di assurdo può scatenare l’interesse del lettore.  Ed è su questo che il fenomeno del clickbait fa affidamento. Notizie vere, ma anche notizie assurde e false In questi anni, con il progredire della tecnologia e l’incedere dei social network, la diffusione di notizie si è evoluta al punto di diventare non solo accessibile a tutti, ma una fonte inesauribile di guadagno per coloro che la sfruttano. Tale possibilità ha consentito la nascita di fenomeni come quello del clickbait. Letteralmente soprannominato “esca del click”, il clickbait si fonda su un unico scopo: attirare l’attenzione del lettore con titoli sensazionali, ma privi di reale contenuto, col solo obiettivo di ottenere un guadagno. Notizie assurde, quindi, che si presentano come vere e proprie esche per pesci, le quali indirizzano i malcapitati su siti che, normalmente, non attirerebbero l’attenzione di nessuno. Grazie a questo espediente, editori di siti web riescono a far aumentare le visite al proprio sito con notizie false, e che non presentano alcuna fonte certa, per guadagnare con la pubblicità online. Internet si ritrova, quindi, invaso da notizie che non hanno alcun fondamento e che esistono al solo scopo di ottenere qualche visualizzazione. “Non crederete mai a cosa è successo. Guardate questo video per scoprirlo”, “Sensazionale scoperta nel campo della medicina che rivoluzionerà il mondo della scienza” o “Incredibile! Non crederete ai vostri occhi”. Se vi è capitato di leggere uno di questi titoli, siete sicuramente incappati in “un’esca per click”. Al cui titolo promettente una notizia senza precedenti, è stato associato un articolo senza alcun contenuto e costruito su mera retorica. Tuttavia, cerchiamo di vedere nello specifico alcune di queste notizie assurde. E cos’è che, esattamente, desta l’attenzione del lettore medio. Tra le notizie che possono sicuramente attirare l’attenzione del lettore, vi è l’immancabile annuncio della fine del mondo, la quale fa la sua comparsa almeno una volta ogni tre anni preannunciando il nuovo diluvio universale o la caduta di un meteorite, comparso così dal nulla.Basti pensare alla profezia Maya, inerente al 21 dicembre 2012, emersa dalla decifrazione di un calendario, il quale terminava proprio con la suddetta data. A nessuno venne in mente che probabilmente il calendario, col trascorrere del tempo, non era stato più aggiornato e che, di conseguenza, quella data non stava a indicare alcuna Apocalisse. Eppure, con una notizia di questa portata non si può non attirare l’attenzione e ottenere un numero spropositato di visite sul proprio sito. A ciò si aggiunge la lista infinita di notizie su decessi […]

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Culturalmente

Praga, la capitale della Repubblica Ceca tra magia e realtà

Magia, misticismo e fantasia. Le tre parole che balzano alla mente quando si parla di Praga, la capitale della Repubblica Ceca. È questo suo alone fiabesco che rende Praga una meta così amata dai turisti, non solo per gli innumerevoli castelli, ma anche e soprattutto per le sue leggende. Storie che sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo e che sono diventate essenziali per la gente del luogo, così profondamente legata a esse da crederle quasi reali. Se si vuole comprendere appieno lo spirito che aleggia su Praga, è necessario immergersi profondamente in queste storie e lasciare che quest’ultime diventino molto più di semplici leggende, raccontate per giustificare fenomeni inspiegabili.  Tuttavia partiamo dal principio: L’origine stessa della città.  Leggende sull’origine di Praga, capitale della Repubblica Ceca La leggenda narra che, un giorno, su una collinetta affacciata sul Moldava, la principessa Libuse scelse come sposo un contadino slavo di umili origini. E lì, proprio nello stesso punto, ebbe una visione della nascita di una città che sarebbe diventata famosa nei secoli a venire, col nome di Praha, il cui significato ceco era letteralmente “soglia”. Questo perché, nel punto indicato dalla regina per la fondazione della città, i messi reali trovarono un contadino che si accingeva a tagliare un albero per farne una ”soglia”. Col passare del tempo, la città avrebbe poi acquisito prestigio e ricchezza fino a diventare una delle capitali più famose d’Europa. Capitale di grande fascino, d’altronde, era un tempo conosciuta come la capitale della magia per il grande numero di alchimisti che alloggiavano nel cosiddetto “Vicolo d’oro”. Si diceva che il quartiere, sito all’interno del grande castello di Praga, fosse chiamato così per l’ingente presenza di orafi. Tuttavia questa risultò essere solamente una copertura. L’Imperatore Rodolfo II era un appassionato di alchimia, motivo per cui decise di fondare un’ Accademia alchimista, nel 1853, chiamando a raccolta i più famosi amanti del mestiere. Nelle botteghe del Vicolo d’oro, gli alchimisti lavoravano giorno e notte per scoprire l’Elisir di lunga vita, dalla cui leggenda l’Imperatore era oltremodo ossessionato. Di notte, si vedevano salire volute di fumo dai caminetti delle botteghe, le quali sparivano poi il mattino dopo. Testimonianza del lavoro incessante degli alchimisti, alla costante ricerca della Pietra Filosofale. A due lati del vicolo, inoltre, si innalzano due torri – quella di Dalibor e la torre Bianca. Entrambe usate come prigioni. La torre di Dalibor è la più famosa delle due, per la storia legata al prigioniero da cui prende il nome. Dalibor, difensore dei contadini, fu imprigionato per aver supportato una rivolta. Si racconta che, per non impazzire, Dalibor decise di imparare a suonare il violino durante la sua prigionia e ogni giorno allietava la popolazione ceca con le sue melodie. Il giorno in cui Dalibor venne giustiziato, i cittadini di Praga furono ben consapevoli di ciò che era accaduto. Nessuna melodia si sentì per le strade della città quel giorno. Parlando di personaggi eminenti, non si può mancare di fare riferimento alla casa dove si presume visse il […]

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