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Eroica Fenice

Culturalmente

Sonetti: i 5 più famosi e belli della storia

5 sonetti che devi conoscere, e la loro storia  Il sonetto nasce con la lirica siciliana a opera di Giacomo da Lentini e con una struttura ben precisa che ne definirà il modello nei secoli a venire. Esso si affermerà, pertanto, sia in Italia che all’estero, come elemento portante della cultura poetica. Il termine provenzale “Sonet” -da cui trae origine il nome della forma metrica- era associato al significato di “melodia” e ciò induceva gli studiosi a pensare che i sonetti venissero solitamente declamati con un accompagnamento musicale. L’origine del sonetto appare, d’altronde, ancora incerta per molti motivi. Alcuni studiosi, infatti, erano convinti che il sonetto derivasse dallo strambotto siciliano, ovvero un breve componimento popolare di carattere amoroso, consistente in otto versi endecasillabi e che si sarebbe diffuso in Italia a partire dal XIV secolo. Tuttavia, la struttura convenzionale del sonetto ne lega l’invenzione a una natura maggiormente colta, considerandolo il derivato della stanza di una canzone, la quale si distingueva per la presenza di quattordici versi endecasillabi, organizzati in due quartine e due terzine, con un schema rimico solitamente alternato e incrociato, in seguito, grazie agli Stilnovisti. Da Dante Alighieri a Foscolo, passando per Shakespeare con il sonetto elisabettiano, sono molti gli autori a essersi cimentati in questa impresa poetica, ottenendo come risultato autentici capolavori. Eccone cinque tra i più famosi. Sonetti, da Giacomo da Lentini a Foscolo Giacomo da Lentini – Amor è un desìo che ven da’ core Amore è uno desio che ven da’ core per abondanza di gran piacimento; e li occhi in prima generan l’amore e lo core li dà nutricamento. Ben è alcuna fiata om amatore senza vedere so ’namoramento, ma quell’amor che stringe con furore da la vista de li occhi ha nascimento: ché li occhi rapresentan a lo core d’onni cosa che veden bono e rio com’è formata naturalemente; e lo cor, che di zo è concepitore, imagina, e li piace quel desio: e questo amore regna fra la gente. Il primo tra i sonetti presi in considerazione è appunto quello dell’ideatore di tale forma metrica, Giacomo da Lentini. Nel suo componimento, l’autore cerca di spiegare come amore e bellezza siano indissolubilmente legati e come, appunto, tale sentimento nasca prima di tutto dagli occhi. Il poeta sottolinea, inoltre, il motivo di questo fenomeno spiegando come la bellezza alberga solo in un cuore gentile e che la bontà si manifesta esteticamente. Ed è questo che accende la miccia dell’innamoramento, la quale in seguito verrà alimentata dalla conoscenza della persona amata e dei suoi pregi. Guido Cavalcanti – Voi che per li occhi mi passaste ‘l core Voi che per li occhi mi passaste ’l core e destaste la mente che dormia, guardate a l’angosciosa vita mia, che sospirando la distrugge Amore. E’ vèn tagliando di sì gran valore, che’ deboletti spiriti van via: riman figura sol en segnoria e voce alquanta, che parla dolore. Questa vertù d’amor che m’ha disfatto da’ vostr’ occhi gentil’ presta si mosse: un dardo mi gittò dentro […]

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Culturalmente

Frasi sul tempo e la vita: 6 da non perdere

Frasi sul tempo e la vita, 6 su cui riflettere Passiamo la maggior parte della nostra vita senza renderci conto di quanto quest’ultima sia importante e sprechiamo il tempo che ci viene concesso assillando noi stessi con inutili preoccupazioni e problemi che non meritano la nostra attenzione. Diamo poco peso al fatto che il nostro tempo su questo mondo è limitato e per questo motivo dovremmo sfruttarlo pienamente, cercando di vivere più esperienze possibili e apprendendo tutto quello che possiamo. Invece, presi dai nostri impegni e dalle nostre occupazioni quotidiane, dimentichiamo di apprezzare i piccoli e brevi momenti che rendono la vita migliore. Una schiera di filosofi, scrittori ed eminenti personaggi hanno scritto frasi sul tempo e la vita, hanno concentrato la loro attenzione sulla caducità del tempo e sull’importanza di afferrare l’attimo prima che quest’ultimo svanisca nel nulla. Testimoni imperituri di quanto sia importante non sprecare le proprie energie dietro inutili facezie e sottolineando quanto sia importante concentrarsi su quello che ci permetterà di affermare di aver vissuto una vita piena e ricca di avventure. Da Orazio con il suo celeberrimo “Carpe Diem” a Oscar Wilde, ecco una serie di frasi sul tempo e la vita che sottolineano la necessità di non sprecare nemmeno un attimo del nostro tempo.  Parole che non hanno bisogno di altre spiegazioni, ma che necessitano di essere prese come suggerimenti da seguire per ottimizzare il nostro tempo. Frasi sul tempo e la vita, le nostre preferite “La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri” [OSCAR WILDE] A quanti di noi sarà capitato, a un certo punto della nostra vita, di non sapere cosa farne e, nel tentativo di darle una direzione certa, abbiamo finito col seguire i consigli altrui su quale fosse la scelta più giusta per noi. Studiare Medicina perché lo volevano i nostri genitori. Iscriversi a quel corso di studi perché c’erano tutti i nostri amici. Intraprendere un percorso per non deludere i parenti. Niente di più sbagliato. Perseguire i sogni altrui, contribuirà solo a farvi sentire insoddisfatti. Quindi prendete le vostre scelte autonomamente, sbagliate, tornate sui vostri passi e capite quello che volete davvero. E soprattutto inseguite i vostri sogni, invece di quelli altrui, e darete un significato alla vostra vita. “Si hanno due vite. La seconda comincia il giorno in cui ci si rende conto che non se ne ha che una” [CONFUCIO] La vita è breve. Il tempo scorre in maniera inesorabile, a volte senza che noi facciamo nulla per ottimizzarlo. Sprechiamo opportunità, perdiamo treni e occasioni, convinti che ci sia tutto il tempo per accettare quel lavoro, fare quel primo passo e lanciarsi nel vuoto. Nel momento in cui ci rendiamo che questo tempo è limitato, solo allora, iniziamo a vivere davvero: senza più camminare in punta di piedi. “Si vive un volta sola. Ma se lo fai bene, una volta è abbastanza” [MAE WEST]. Procrastiniamo costantemente le nostre decisioni, rimandiamo esperienze, attività, doveri, convinti di poterlo sempre fare domani. Eppure il tempo che abbiamo […]

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Fun & Tech

Truffe online: 5 consigli per evitarle

Tutti, usando internet per diversi scopi, siamo vittime inconsapevoli (spesso) di truffe online. Ecco come difendersi! Nel bene o nel male, tutti utilizziamo internet e tutti siamo vittime inconsapevoli, spesso, di truffe online. Risulta ormai possibile svolgere ogni tipo di operazione in rete, dalla condivisione di pensieri personali, alla lettura di articoli di giornale, passando per lo shopping online. Anzi, quest’ultimo sembra essersi sviluppato in maniera esponenziale negli ultimi anni, al punto che in molti preferiscono acquistare, seduti comodamente sul proprio divano, invece di andare in giro per negozi, alla ricerca dell’abito perfetto. Tuttavia, se da un lato questa evoluzione ha portato a notevoli vantaggi, permettendo di svolgere una serie di attività con un minore dispendio di energie, dall’altro ci ha reso vulnerabili a un fenomeno che aumenta in maniera direttamente proporzionale alla comodità sopraccitata: la truffa. Tra i principali tipi di truffa, il falso annuncio è sicuramente quello più diffuso e consiste nella vendita di un oggetto  che sostanzialmente non esiste. O al cui pagamento, non corrisponde una reale spedizione dell’oggetto in considerazione. Generalmente queste queste truffe beneficiano di un pagamento anticipato attraverso un sistema non tracciabile, che permettono all’acquirente di sparire nel nulla con l’incasso. Come evitare, quindi, questi raggiri informatici. Ecco cinque consigli utili da seguire.  1. Acquistare su siti ufficiali. Sono molte le offerte vantaggiose che attirano la nostra attenzione in rete, ma non è tutto oro quel che luccica. Anzi, spesso, se un’offerta si presenta troppo conveniente, paragonata all’offerta di mercato, allora quasi sicuramente si tratta di una truffa. Motivo per cui si consiglia di acquistare unicamente su siti ufficiali e non dai singoli venditori. 2. Leggere le recensioni. Una sicurezza è data da commenti e feedback dei precedenti acquirenti, i quali possono risultare una garanzia contro le truffe online. Solitamente, infatti, se il sito non risulta affidabile, sarà sicuramente travolto da una mole di recensioni negative. Le voci circolano in fretta. 3. Utilizzare le app ufficiali. Per completare l’acquisto, si consiglia di scaricare le app ufficiali dei grandi negozi online e così evitare di essere reindirizzati a siti di dubbia provenienza, che potrebbero facilitare il pericolo di incappare in una truffa. 4. Limitarsi nel fornire dati personali.  Si consiglia, inoltre di non divulgare mai dati che non siano strettamente necessari per portare a termine l’operazione. Limitarsi quindi a fornire unicamente numero di carta, data di scadenza e indirizzo per il recapito del pacco. Le truffe online spesso risultano essere anche un modo per impossessarsi dei dati personali dell’acquirente. Pertanto, qualsiasi tipo di informazione privata non deve essere divulgata per nessun motivo. 5. Spedizione tracciabile. Assicurarsi sempre di scegliere una spedizione che sia possibile rintracciare in seguito al pagamento, anche se quest’ultima comporta l’aumento del costo del prodotto.    

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Culturalmente

5 ottime idee per Capodanno, non è mai troppo presto per organizzarsi!

Ogni anno, la stessa domanda ci angoscia in maniera inesorabile: Cosa fare l’ultimo giorno dell’anno? Bene, ora vi daremo 5 splendide idee per Capodanno! Mentre per i più tradizionalisti si prospetta un inizio di anno nuovo all’insegna del solito cenone festivo e un brindisi allo scoccare della mezzanotte, c’è chi già pensa alla meta verso cui dirigersi per un Capodanno fuori dal comune. Tuttavia, per chi non sapesse ancora come trascorrere le festività, ecco alcuni semplici consigli da prendere come spunto. Capodanno in Val d’Orcia Per chi crede che sia importante cominciare l’anno con un brindisi coi fiocchi, non c’è niente di meglio del trascorrere la sera di Capodanno pregustando alcuni dei migliori vini in Val d’Orcia. Alla Fattoria del Colle, nelle Crete Senesi, è possibile infatti partecipare a una visita guidata con degustazione a base di vino. Inoltre, a fine visita, ci si può improvvisare “Enologo per un giorno” creando la propria personale varietà di vino da portare a casa come souvenir. Il tutto coronato da una rilassante vinoterapia, in attesa dell’inizio del nuovo anno. Per gli amanti del vino, non c’è niente di meglio. Rock a Dublino Trascorrere le festività all’insegna del rock, invece, non risulta un’idea tanto stramba se si ama il trambusto e l’atmosfera festiva. E quale capitale migliore di Dublino? Gli Irlandesi, infatti, adorano trascorrere questa festività e attendono con ansia il New Year’s Festival, il quale consiste in due giorni di concerti rock accompagnati da spettacoli d’animazione e acrobati che volteggiano sulle acque del fiume Liffey, a ritmo di musica. Al termine dello spettacolo, l’arrivo del nuovo anno viene salutato con spettacolari fuochi d’artificio. Tre le idee per Capodanno, questa è la più rock! Capodanno alle terme Se non si è abituati a sopportare il freddo invernale, le terme di Ischia potrebbero essere la soluzione adatta per questo Capodanno. Il binomio “capodanno Ischia” non è tra i più conosciuti ma tra magia, benessere e musica, quest’Isola Flegrea è il posto adatto per chi desidera allontanarsi dalla routine cittadina senza dover rinunciare all’atmosfera del Natale napoletano. Oltre alla possibilità di concedersi dei trattamenti nei centri estetici più in voga, anche il Presepe vivente di Campagnano è un’attrazione unica nel panorama ischitano. Per non parlare della tradizionale festa in piazza che conferisce un’aria di accoglienza a questa esperienza indimenticabile, per aspettare insieme il nuovo anno e scambiarsi brindisi e auguri allo scoccare della mezzanotte. Hogmanay Per chi è stanco, tuttavia, del tradizionale Capodanno, può sempre recarsi in Scozia per festeggiare la festa pagana dell’Hogmanay. Una festività che si dilunga per quattro interi giorni, all’insegna di concerti rock, spettacoli pirotecnici e tanto divertimento. Non c’è niente di meglio di un festival folcloristico per trascorrere un Capodanno fuori dal comune e coronare il tutto con una delle tradizioni scozzesi più famose: The Loony Dook, il tradizionale bagno nelle gelide acque del River Forth. Aurora boreale in Islanda Se siete invece alla ricerca di un viaggio senza precedenti e avete voglia di allontanarvi dal trambusto generato dalle feste natalizie, forse l’Islanda […]

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Culturalmente

Tribunale dell’Inquisizione: nascita e storia della pratica

Innumerevoli storie ruotano intorno al tribunale dell’Inquisizione, non tutte -anzi quasi nessuna- considerate positive. In particolare, per le leggende che hanno alimentato questa parte oscura della nostra storia. Oscura, in quanto, da semplice metodo per combattere l’eresia, l’Inquisizione diventa, col tempo, uno strumento di persecuzione ai danni di coloro che non condividevano l’ortodossia cattolica. Il tribunale dell’Inquisizione nasce ufficialmente nel 1184, quando papa Lucio III, durante un’assemblea svoltasi a Verona, presenta il problema dei catari all’attenzione dell’Imperatore, convenendo l’attuazione di una decisione drastica: la creazione di un tribunale a cui fosse affidato il compito di ricercare e reprimere gli eretici.  Essenzialmente, il tribunale dell’Inquisizione si sviluppava, quindi, con lo scopo unico di reprimere i catari, i quali stavano diffondendo la loro dottrina presso i predicatori cattolici. Inizialmente il compito di giudicare i delitti degli eretici era affidato a un vescovo, opportunamente affiancato da un legato e un esperto teologo, scelto personalmente dal papa. Tuttavia, questo primo tentativo fallisce miseramente, in quanto gli eretici non mancavano di mettere in pratica vendette e agguati nei confronti dei vescovi incaricati di perseguitarli. Motivo per cui, in seguito, il testimone viene passato a due ordini monastici: Domenicani e Francescani. Dando così origine alla cosiddetta “Inquisizione monastica” e alla decimazione dei catari sul territorio nazionale. Quest’ultima, tuttavia, era lontana dall’alone crudele e spietato che aleggia oggi intorno all’istituzione inquisitoria e che, invece, si adatta particolarmente all’immagine dell’Inquisizione spagnola e di quella romana, in seguito. In Spagna, il metodo inquisitorio raggiunge il suo apice nel 1482, quando ormai non era più sotto il controllo dell’autorità cattolica. Il re Ferdinando, infatti, aveva attuato questo cambiamento sulla base del fatto che il numero degli eretici era aumentato da quando il compito era stato affidato nelle mani del Papa. Pertanto, aveva stabilito la necessità di un drastico cambiamento. L’Inquisizione spagnola è considerata la più crudele e spietata nella storia delle repressioni ai danni degli eretici, in quanto non si limitava a giudicare solo coloro che non perseguivano l’ortodossia cattolica, ma anche omosessuali, luterani e persino donne accusate di stregoneria. Si stima che almeno 20.000-30.000 donne siano state processate e giustiziate per presunti “patti col diavolo”. Tuttavia, come si svolgeva un processo del Tribunale dell’Inquisizione? Lontano dalle credenze popolari che hanno alimentato la storia dell’Inquisizione, i processi non si articolavano all’insegna della tortura e del terrore. Persino la condanna al rogo non era sempre considerata come la soluzione migliore per depennare l’eresia. Ma procediamo per fasi. In seguito a maldicenze o testimonianze, l’eretico veniva solitamente convocato di fronte al tribunale per rispondere delle accuse. In caso di mancata presenza di fronte alla commissione giudicante, l’imputato veniva automaticamente condannato colpevole. In caso contrario, invece, l’eretico aveva diritto a un difensore che, informato delle accuse mosse all’imputato, poteva aiutarlo a dimostrare la sua innocenza. La tortura, solitamente non veniva applicata per casi di eresia, ma per crimini più gravi, in quanto i vescovi non credevano nella sua efficacia: erano dell’opinione che qualsiasi uomo avrebbe confessato anche i crimini più nefandi per far […]

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Riflessioni culturali

Notizie assurde e la “truffa” dell’informazione

Non è inusuale girare per il web e imbattersi, sempre più di frequente, in notizie assurde che vengono spacciate per bere. E quasi sempre, la circolazione di queste notizie è associata a un mero desiderio di guadagno. Per un giornalista, ricercare la notizia che può cambiarti la vita non è facile e non tutti incappano nel colpo di fortuna che può dare una svolta alla carriera. D’altronde, non sempre ciò è necessario. E non sempre le notizie devono essere sensazionali per attirare l’attenzione. A volte, anche qualcosa di assurdo può scatenare l’interesse del lettore.  Ed è su questo che il fenomeno del clickbait fa affidamento. Notizie vere, ma anche notizie assurde e false In questi anni, con il progredire della tecnologia e l’incedere dei social network, la diffusione di notizie si è evoluta al punto di diventare non solo accessibile a tutti, ma una fonte inesauribile di guadagno per coloro che la sfruttano. Tale possibilità ha consentito la nascita di fenomeni come quello del clickbait. Letteralmente soprannominato “esca del click”, il clickbait si fonda su un unico scopo: attirare l’attenzione del lettore con titoli sensazionali, ma privi di reale contenuto, col solo obiettivo di ottenere un guadagno. Notizie assurde, quindi, che si presentano come vere e proprie esche per pesci, le quali indirizzano i malcapitati su siti che, normalmente, non attirerebbero l’attenzione di nessuno. Grazie a questo espediente, editori di siti web riescono a far aumentare le visite al proprio sito con notizie false, e che non presentano alcuna fonte certa, per guadagnare con la pubblicità online. Internet si ritrova, quindi, invaso da notizie che non hanno alcun fondamento e che esistono al solo scopo di ottenere qualche visualizzazione. “Non crederete mai a cosa è successo. Guardate questo video per scoprirlo”, “Sensazionale scoperta nel campo della medicina che rivoluzionerà il mondo della scienza” o “Incredibile! Non crederete ai vostri occhi”. Se vi è capitato di leggere uno di questi titoli, siete sicuramente incappati in “un’esca per click”. Al cui titolo promettente una notizia senza precedenti, è stato associato un articolo senza alcun contenuto e costruito su mera retorica. Tuttavia, cerchiamo di vedere nello specifico alcune di queste notizie assurde. E cos’è che, esattamente, desta l’attenzione del lettore medio. Tra le notizie che possono sicuramente attirare l’attenzione del lettore, vi è l’immancabile annuncio della fine del mondo, la quale fa la sua comparsa almeno una volta ogni tre anni preannunciando il nuovo diluvio universale o la caduta di un meteorite, comparso così dal nulla.Basti pensare alla profezia Maya, inerente al 21 dicembre 2012, emersa dalla decifrazione di un calendario, il quale terminava proprio con la suddetta data. A nessuno venne in mente che probabilmente il calendario, col trascorrere del tempo, non era stato più aggiornato e che, di conseguenza, quella data non stava a indicare alcuna Apocalisse. Eppure, con una notizia di questa portata non si può non attirare l’attenzione e ottenere un numero spropositato di visite sul proprio sito. A ciò si aggiunge la lista infinita di notizie su decessi […]

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Culturalmente

Praga, la capitale della Repubblica Ceca tra magia e realtà

Magia, misticismo e fantasia. Le tre parole che balzano alla mente quando si parla di Praga, la capitale della Repubblica Ceca. È questo suo alone fiabesco che rende Praga una meta così amata dai turisti, non solo per gli innumerevoli castelli, ma anche e soprattutto per le sue leggende. Storie che sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo e che sono diventate essenziali per la gente del luogo, così profondamente legata a esse da crederle quasi reali. Se si vuole comprendere appieno lo spirito che aleggia su Praga, è necessario immergersi profondamente in queste storie e lasciare che quest’ultime diventino molto più di semplici leggende, raccontate per giustificare fenomeni inspiegabili.  Tuttavia partiamo dal principio: L’origine stessa della città.  Leggende sull’origine di Praga, capitale della Repubblica Ceca La leggenda narra che, un giorno, su una collinetta affacciata sul Moldava, la principessa Libuse scelse come sposo un contadino slavo di umili origini. E lì, proprio nello stesso punto, ebbe una visione della nascita di una città che sarebbe diventata famosa nei secoli a venire, col nome di Praha, il cui significato ceco era letteralmente “soglia”. Questo perché, nel punto indicato dalla regina per la fondazione della città, i messi reali trovarono un contadino che si accingeva a tagliare un albero per farne una ”soglia”. Col passare del tempo, la città avrebbe poi acquisito prestigio e ricchezza fino a diventare una delle capitali più famose d’Europa. Capitale di grande fascino, d’altronde, era un tempo conosciuta come la capitale della magia per il grande numero di alchimisti che alloggiavano nel cosiddetto “Vicolo d’oro”. Si diceva che il quartiere, sito all’interno del grande castello di Praga, fosse chiamato così per l’ingente presenza di orafi. Tuttavia questa risultò essere solamente una copertura. L’Imperatore Rodolfo II era un appassionato di alchimia, motivo per cui decise di fondare un’ Accademia alchimista, nel 1853, chiamando a raccolta i più famosi amanti del mestiere. Nelle botteghe del Vicolo d’oro, gli alchimisti lavoravano giorno e notte per scoprire l’Elisir di lunga vita, dalla cui leggenda l’Imperatore era oltremodo ossessionato. Di notte, si vedevano salire volute di fumo dai caminetti delle botteghe, le quali sparivano poi il mattino dopo. Testimonianza del lavoro incessante degli alchimisti, alla costante ricerca della Pietra Filosofale. A due lati del vicolo, inoltre, si innalzano due torri – quella di Dalibor e la torre Bianca. Entrambe usate come prigioni. La torre di Dalibor è la più famosa delle due, per la storia legata al prigioniero da cui prende il nome. Dalibor, difensore dei contadini, fu imprigionato per aver supportato una rivolta. Si racconta che, per non impazzire, Dalibor decise di imparare a suonare il violino durante la sua prigionia e ogni giorno allietava la popolazione ceca con le sue melodie. Il giorno in cui Dalibor venne giustiziato, i cittadini di Praga furono ben consapevoli di ciò che era accaduto. Nessuna melodia si sentì per le strade della città quel giorno. Parlando di personaggi eminenti, non si può mancare di fare riferimento alla casa dove si presume visse il […]

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