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Eroica Fenice

Libri

Sono stato fortunato di Luciano De Crescenzo (Recensione)

Quasi 300 pagine per racchiudere una vita vissuta a pieno, fra libri, guerre, IBM, cinema e grandi amori. L’autobiografia di Luciano De Crescenzo “Sono stato fortunato“, edito da Mondadori lo scorso giugno, è una lettura davvero piena di vita, appassionante e mai banale. De Crescenzo nasce a Napoli nel 1928 e quest’anno, 90 candeline dopo, ha deciso di regalare ai suoi lettori un testo in cui non va a raccontare le avventure (e disavventure) del celebre Professore Bellavista ma tutto ciò che lui stesso ha vissuto nel corso del tempo. La narrazione inizia ovviamente dagli albori, la sua famiglia viene presentata con il suo solito ed irriverente modo di fare. Impossibile non sorridere dinanzi alle sue descrizioni dello zio Luigi, uomo di mondo vissuto anche in America. Il tutto si svolge nella zona Santa Lucia di Napoli e Luciano cresce così a due passi dal Vesuvio e dal Golfo, da cui ammira quotidianamente il mare e la bellissima Capri. Non è tutto però rose e fiori in “Sono stato fortunato“, Luciano De Crescenzo racconta anche i difficili anni della guerra in cui appena ragazzino lui e l’intera famiglia furono costretti a scappare da Napoli. Un lungo periodo trascorso in Lazio, alla ricerca continua di casolari e posti abbandonati ma allo stesso tempo facilmente accessibili e da cui poter scappare anche in poco tempo. L’autore racconta, senza peli sulla lingua, le difficili notti trascorse insonni a causa della fame. Lui e il cugino Geggè passavano il tempo sperimentando nuovi tipi di foglie e sfidandosi a suon di “provala tu” “no oggi tocca a te provare“. L’ingegnere – scrittore da buon “uomo d’amore” qual’è, parla anche delle donne che più di tutte hanno segnato la sua vita. In primis la moglie Gilda, da cui divorzia dopo non molti anni di matrimonio. Un separazione davvero sofferente per De Crescenzo ma da cui alla fine è riuscito anche ad estrapolare lati positivi: la figlia Paola, che poi, a sua volta, gli ha regalato l’immensa gioia d’essere nonno di Michelangelo. Ma soprattutto, Luciano racconta che, dopo anni e anni dal divorzio, lui e l’ex moglie sono ora molto uniti, forse addirittura più di quando ai loro anulari c’era la fede nuziale. Napoli e dintorni raccontati da Luciano De Crescenzo in “Sono stato fortunato” Il Vomero, Piazza dei Mille, le partite a calcio da bambini in Villa Comunale, Capri. De Crescenzo descrive la sua terra con un amore incondizionato. Ammette d’essere malato di Napoli, di non riuscire a farne a meno e di stargli lontano. Quasi alla fine del libro, racconta minuziosamente anche il suo solito giro turistico a Capri. Stradine, vicoletti, botteghe. E’ proprio lì che forse ci si sente davvero fortunati, quando ci si imbatte nel belvedere di Punta Tragara e il mare è tutto ciò di cui si ha bisogno. “Sono stato fortunato” è il tipo di libro che ben ti accompagna durante la giornata, che è in grado di regalarti un attimo di spensieratezza anche con una semplice battuta. Quasi come quando si incontra un […]

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Culturalmente

Religione islamica: pilastri e curiosità del Credo

Al giorno d’oggi quando si sente la parola Islam si tende sempre a pensare soltanto alle attività terroristiche che negli ultimi anni il califfato dell’Isis ha inflitto ai paesi occidentali. La religione islamica è invece tutt’altro e comprende diverse sfaccettature degne di essere conosciute. L’Islam è la seconda religione più professata al mondo, con 1,7 miliardi di fedeli che rappresentano il 23% della popolazione mondiale. Inoltre, secondo le ultime statistiche e ricerche degli enti internazionali, il tasso di crescita di questo culto è particolarmente alto e significativo. Com’è ben noto, la concentrazione maggiore dei seguaci di Maometto è nei paesi del Medio Oriente. La religione islamica – particolarmente rigida e severa – impone ai suoi fedeli 5 pilastri, ovvero 5 doveri assolutamente obbligatori per ogni musulmano: la preghiera canonica da effettuate 5 volte al giorno rivolti verso La Mecca (ṣalāt) il digiuno dall’alba al tramonto durante il mese del Ramadan (Ṣawm ramaḍān) il pellegrinaggio a La Mecca da compiere almeno una volta nella vita (Ḥajj) una testimonianza di fede con cui si va a sancire la propria adesione al credo musulmano ( shahāda) un versamento in denaro per rendere lecita la propria ricchezza (zakāt) Il culto dell’Islam trova le sue fondamento nel Testo Sacro del Corano che, secondo i fedeli, sarebbe stato dettato parola per parola da Dio al loro profeta Maometto. Religione islamica, peculiarità e curiosità  Fra le peculiarità di questo credo ci sono diverse proibizioni, fra cui quella di non festeggiare il proprio compleanno, considerata dai musulmani un’usanza tipicamente cristiana e quindi da condannare. Agli uomini è anche vietato indossare accessori d’oro, come anelli e collanine. Ugualmente, l’ascolto della musica è considerato un peccato e quindi assolutamente vietato. Allo stesso modo, la cremazione dei defunti non è ammessa. Non è ben visto chiunque possegga un cane e gli conceda di vivere all’interno della propria abitazione, fatta eccezione per quelli da caccia o da pastore. Sempre per quanto riguarda gli animali, molto interessante è anche la considerazioni degli islamici nei confronti dei gatti. I piccoli felini infatti sono gli unici animali a cui è permesso accedere addirittura alle moschee. Sembra che queste particolari forme di tutela trovino origine in Maometto, che era molto legato ad una gattina bianca di nome Muezza che lo seguiva ovunque. Il Profeta infatti amava moltissimo quest’animale. Per tutte queste ragioni, anche la legge islamica prevede pene molto severe nei confronti di chi commette maltrattamenti e violenze sui gatti. Al lato opposto invece, per quanto riguarda gli obblighi, i fedeli dell’Islam devono fare beneficenza ma non in maniera eccessiva. L’obiettivo è aiutare le persone più bisognose senza però alterare il loro status iniziale e rendere i poveri a pari livello dei ricchi. Una cultura ricca di sfaccettature, colori e usanze ben diverse dalla nostra ma che presenta un gran fascino agli occhi di chi vuole scoprirla sotto una nuova luce. Religione islamica, testi di riferimento

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Cinema & Serie tv

Downton Abbey prossimamente sul grande schermo

Negli ultimi anni le serie tv in costume hanno ottenuto sempre maggiore successo e visibilità, grazie anche a piattaforme come Netflix che attualmente sta lavorando alle nuove stagioni di The Crown. Molto prima però dell’ascesa della Regina Elisabetta II nel mondo dello streaming, Julian Fellowes aveva fatto conoscere questo genere ai telespettatori inglese con Downton Abbey. La serie, coprodotta da Carnival Films e Masterpiece per il network britannico ITV e per la televisione no profit americana PBS, è ambientata fra il 1912 e il 1926 durante il regno del re Giorgio V d’Inghilterra nella fittizia tenuta del Conte e della Contessa di Grantham nello Yorkshire. Le vicende della nobile famiglia Crawley si intrecciano con quelle della servitù, composta da valletti, maggiordomi e cameriere personali. Un mondo che oggi sembra essere davvero lontano dalla nostra realtà. La serie prende il via il 15 aprile del 1912, con la famiglia che riunita a colazione scopre dell’affondamento del Titanic. Lo shock per tutti è immenso. Si arriverà poi allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, che verrà raccontata magistralmente nella seconda stagione con diverse scene in trincea. Verso la metà della serie, si inizierà poi a parlare di Hitler e delle SS. Una serie tv davvero completa, a tutto tondo. Amore, storia, lotte di classe, aristocrazia, borghesia, costume, tutto si mescola al meglio offrendo agli spettatori uno show ben fatto come pochi. Downton Abbey conta ben 6 stagioni composte da 52 episodi, andati in onda dal 2010 al 2015. Nel cast spicca il nome di Maggie Smith, nei panni della sarcastica Contessa Madre di Grantham Violet Crawley. Al suo fianco anche Hugh Bonneville nei panni del capofamiglia Robert Crawley e sua moglie Cora, interpretata da Elizabeth McGovern. Nel corso degli anni la serie ha ottenuto grande successo sia da parte del pubblico che della critica, vincendo anche diversi premi come ben 15 Emmy. Nel 2011 inoltre Downton Abbey è ufficialmente entrata nel Guinness dei primati come show dell’anno più acclamato dalla critica, diventando la prima serie britannica a vincere tale riconoscimento. Downton Abbey: presto al cinema Seppur le vicende di Lady Mary (interpretata da Michelle Dockery), Lady Edith (interpretata da Laura Carmichael) e del resto della famiglia siano giunte al termine da qualche tempo il mito dei Crawley ha continuato però ad aleggiare nel mondo delle serie tv, tanto da spingere Julian Fellows a riprendere in mano le vite dei suoi aristocratici personaggi e scrivere questa volta una sceneggiatura per il grande schermo. Le riprese sembra che siano iniziate proprio quest’estate, con la regia di Brian Percival per la casa di produzione Focus Features. Fellows, oltre che sceneggiatore, sarà anche produttore insieme a Gareth Neame e Liz Trubridge. L’arrivo nelle sale è previsto per il 2019 e gli amanti di Downton Abbey non aspettano altro che scoprire come sia cambiata la vita all’interno della tenuta.

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Attualità

Fake news, è allarme. Trump si scaglia contro i social

È di nuovo scontro tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i colossi mondiali del web per via della diffusione di fake news. Dopo le accuse a Google, ora è il turno dei social media più diffusi al mondo: Facebook e Twitter. Stando alle parole del Presidente, sia il motore di ricerca che i nuovi media sarebbero “truccati” perché privilegerebbero articoli, post e commenti offensivi e denigratori nei confronti della sua persona e del suo Governo. Ciò “è molto pericoloso“, avrebbe così commentato. Il tutto sembra essere nato da una ricerca condotta dallo stesso Trump, che digitando il suo nome sul web si sarebbe imbattuto solamente in quelle che a suo dire fossero notizie false. Nello specifico il Presidente ha affermato che il 96% dei risultati su “Trump news” proviene da media di sinistra e che secondo lui Google, Facebook e le altre piattaforme online stiano a poco a poco “annullando le voci dei conservatori“. Immediata la risposta del motore di ricerca. I vertici di Google hanno infatti dichiarato che loro non seguono e non prediligono alcuna ideologia politica e che si impegnano al massimo per migliorare il proprio algoritmo per fornire agli utenti i migliori risultati possibili. Ma siamo davvero circondati dalle fake news come afferma il Presidente Trump? Con l’espressione fake news si fa riferimento alla circolazione di dati, informazioni e notizie false o ingannevoli. Quelle che un tempo venivano semplicemente chiamate “chiacchiere da bar” o “bufale” oggi con l’avvento di Internet si sono moltiplicate e molto spesso possono causare diversi problemi. Non solo il Presidente degli Stati Uniti ma anche cittadini comuni possono vedere tramite un blog o un post su Facebook rovinata la propria reputazione o semplicemente essere informati male su determinati argomenti. Quello che – forse – può essere considerato il primo caso di fake news risale al 1814, quando in pieno periodo napoleonico un uomo vestito da ufficiale si presentò in una locanda a Dover e affermò la sconfitta e la morte di Napoleone. La notizia scosse tutti i presenti e in poche ore fece il giro d’Europa, causando alla fine solo grande imbarazzo e diversi problemi. Sebbene siano trascorsi ormai secoli, sembra però siano ancora in molti a comportarsi come quell’uomo vestito da ufficiale. Risale a poche settimane fa il crollo del Ponte Morandi a Genova e anche in quell’occasione purtroppo non sono mancati gli utenti del web che hanno voluto diffondere nomi, dati ed informazioni non veritiere che in pochissimo tempo hanno fatto letteralmente il giro del mondo. Dalla locanda a Dover alla scrivania della propria abitazione il passo è stato quindi molto breve e, nonostante Internet, i social e i nuovi mezzi di comunicazione siano stati creati con intenti positivi, per accorciare le distanze e unire le persone creando vere e proprie reti, ad oggi la situazione sembra essersi ribaltata. La disinformazione dilaga e anche se si sta correndo ai ripari con nuovi algoritmi e maggiori controlli, in molti ormai sono diventati diffidenti. I nuovi media stanno diventando davvero sempre meno affidabili? […]

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