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Eroica Fenice

Attualità

L’energia rinnovabile che viene dal mare

L’acqua, elemento indispensabile per la vita sul nostro pianeta, si è rivelata nel corso degli anni un valido strumento per la produzione dell’elettricità di cui la società moderna ha costantemente bisogno. Nell’ottica di quelle che sono le tecniche utilizzate per trarre energia rinnovabile dal H2O, assume sempre maggiore rilievo la considerazione dell’immensa potenza sprigionata dai mari e dagli oceani. La tecnologia attuale non è ancora in grado di gestire a pieno le potenzialità delle acque, ma anno dopo anno, i ricercatori di tutto il mondo fanno passi da giganti verso la piena utilizzazione di questa inesauribile risorsa. Le tecnologie che traggono energia rinnovabile dai mari Sono svariati i fenomeni marini, che potrebbero essere astrattamente utilizzati per la produzione di energia pulita, ed in tale ottica assume particolare rilievo lo sfruttamento del moto ondoso, infatti le onde del mare, possono essere convertite in energia e tale consapevolezza sta portando molti paesi ad investire nella ricerca tecnologica volta a perfezionare gli strumenti necessari per sfruttare questa straordinaria forza della natura fino ad oggi sottovalutata. Ad oggi esistono svariate tipologie di impianti capaci di convertire in elettricità il moto ondoso, a titolo esemplificativo è possibile citare i sistemi che utilizzano il cosiddetto  Salto idrico, dove il passaggio delle onde in un canale di larghezza decrescente determina il riempimento di un contenitore sopraelevato rispetto al livello del mare. L’acqua raccolta, durante il deflusso, fa girare delle turbine così producendo elettricità. O ancora possiamo considerare gli impianti basati sul principio di Archimede. Tali sistemi sfruttano il cambio di pressione che viene generato dall’aumento della colonna d’acqua soprastante un impianto sommerso che è costantemente soggetto a cicli di compressione e decompressione. Un importante esempio di impianto capace di utilizzare il moto ondoso per produrre energia, è il progetto Pelamis, posizionato nelle acque del Portogallo, esso è una struttura galleggiante che è in grado di trasformare l’energia meccanica in energia elettrica. Accanto alle onde, anche le Maree sono divenute oggetto di studio, infatti il giornaliero innalzamento ed abbassamento di ampie masse d’acqua (oceani, mari e grandi laghi) dovuto alla attrazione gravitazionale esercitata sulla Terra dalla Luna, permette la creazione della Energia maremotrice. Esistono diverse tipologie di impianti strutturati per lo sfruttamento di tale fenomeno, ma quello più comune fonda il proprio funzionamento sulla predisposizione di un sistema di bacini che si riempiono e svuotano in funzione delle maree, nello specifico gli impianti basano il proprio funzionamento sul passaggio di enormi masse d’acqua attraverso delle turbine collegate a dei generatori. In Francia, alla foce del fiume Rance, negli anni sessanta è stata costruita una centrale che sfrutta la marea che in quelle zone raggiunge i 13,5 m di dislivello, tale impianto copre ogni anno il 3 % del fabbisogno elettrico della Bretagna francese. Proseguendo la disamina delle modalità mediante le quali è possibile trarre energia dal mare, occorre dare rilievo al concetto di Energia talassotermica, indicata comunemente con l’acronimo Otec (Ocean thermal energy conversion), la quale nasce dalla differenza di temperatura tra le profondità oceaniche e la superficie marina. Le installazioni necessarie per produrre questa tipologia di energia necessitano […]

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Attualità

Natural branding: il laser che sostituisce gli imballaggi

Un innovativo sistema di etichettatura laser: ecco il natural branding. Il settore alimentare è purtroppo notoriamente caratterizzato da un largo ricorso al packing, cioè alla necessità di incartare e confezionare i prodotti destinati alla vendita. Le procedure di confezionamento sono svariate, ma tutte hanno in comune l’utilizzo di materiali spesso inquinanti, primo tra tutti la plastica. L’utilizzo di confezioni per la vendita di prodotti alimentari è reso indispensabile dalla necessità di tutelare l’integrità dei prodotti, ed in secondo luogo, dalla necessità di apporre sugli stessi tutte le informazioni espressamente previste dalla legge, ed in particolare quelle relative alla loro provenienza e qualità. Le confezioni spesso appaiono indispensabili e di conseguenza i produttori si vedono costretti a ricorrere a contenitori ed imballaggi di vario genere, rendendo così il settore alimentare veicolo per l’utilizzo di materiali pericolosi per l’ambiente. Tale circostanza, alla luce della sempre più impellente necessità di ridurre l’inquinamento da plastica che attanaglia il nostro ambiente, ha portato alla nascita del natural branding, una particolare procedura mediante la quale alcuni prodotti vengono marchiati con tatuaggi indelebili apposti direttamente sulla buccia con l’ausilio di un laser. Tale innovativa tecnica permette alle aziende di apporre sui propri prodotti, i marchi e le informazioni richieste, senza dover necessariamente ricorrere all’utilizzo della plastica o di altri materiali potenzialmente inquinanti. Natural branding: tecnologia a servizio dell’ambiente L’innovativo sistema di etichettatura laser denominato natural branding è stato introdotto in Europa dall’azienda Olandese EOSTA, specializzata nella grande distribuzione di frutta e verdura biologica. Tale azienda, nel tentativo di sviluppare un sistema di confezionamento il più ecologico possibile, ha deciso di abbandonare gli imballaggi adottando un sistema decisamente a favore dell’ambiente. Il natural branding può essere sostanzialmente definito come un tatuaggio impresso con l’ausilio di un laser che rimuove i pigmenti presenti sullo strato esterno della buccia del prodotto. Ovviamente tale procedimento non prevede l’utilizzo di sostanze aggiuntive ed è quindi capace di marchiare il prodotto senza alterarne la qualità o il gusto. L’utilizzo della tecnica dell’etichettatura laser ha portato EOSTA a vincere il Packaging Awards 2018, un prestigioso premio, assegnato in Olanda, alle aziende che adottano le soluzioni di imballaggio più innovative e sostenibili. “Se sai che ogni giorno 3000 camion carichi di rifiuti plastici vanno nell’oceano, e se sai che su una piccola isola nel mezzo del Pacifico il 40% degli albatros muore mangiando plastica, ti rendi conto che abbiamo un grosso problema” afferma Michael Wilde, responsabile della sostenibilità e delle comunicazioni di EOSTA. “Ecco perché sono orgoglioso del nostro Natural Branding, che ci consente di contrassegnare avocado, patate dolci, zenzero e altri prodotti come biologici, senza doverli imballare“. Anche se non tutti i prodotti alimentari sono idonei ad essere sottoposti alla etichettatura laser, tale innovazione tecnologica riveste comunque una grandissima importanza in quanto essa si inserisce meritatamente nell’ampio panorama degli interventi volti alla riduzione dell’utilizzo, e quindi dello spreco, di sostanze potenzialmente inquinanti. Fonte immagine e citazione: https://www.eosta.com/en/news/eosta-nominated-for-innovation-award-thanks-to-plastic-saving-technology

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Attualità

Trash Challenge: la sfida social che fa bene all’ambiente

Avete sentito parlare della Trash Challenge? La nuova sfida nata sui social a tema ambiente. Nella realtà contemporanea, i social media influenzano enormemente la vita di moltissime persone. Soprattutto i giovani tendono spesso a rifugiarsi nel mondo virtuale, utilizzandolo come fonte di ispirazione per quelli che saranno i propri comportamenti nella vita reale. La volontà di allargare le proprie amicizie, mettersi in mostra e divenire popolari, porta milioni e milioni di individui a diventare letteralmente succubi di applicazioni sempre più accattivanti e persuasive. Il fenomeno della cosiddetta dipendenza da social network, fa molto discutere, ma non sarà questa la sede in cui verrà trattato il tema. Infatti l’aspetto su cui si focalizzerà la nostra attenzione è la capacità dei social di essere, talvolta, utilizzati anche per scopi positivi. Acconto ai  testi, alle foto e ai video, condivisi solo per accrescere il proprio seguito, ogni giorno migliaia di persone cercano di sfruttare il potentissimo strumento dei social per compiere opere benefiche e, in estrema sintesi, per migliorare il mondo. Raccolte fondi per scopi umanitari e campagne di sensibilizzazione sono solo alcune delle meritevoli iniziative che vengo avviate quotidianamente mediante il ricorso alle nuove tecnologie, e nell’ambito di queste, merita una menzione speciale la recente Trash Challenge. Trash Challenge: la sfida tutta green! Il gioco è tanto semplice quanto straordinariamente apprezzabile. Il soggetto, che accetta la sfida, non dovrà fare altro che trovare un luogo inquinato: più l’ambiente individuato sarà sporco, migliore sarà il risultato della challenge. Individuato il luogo (una spiaggia, una strada, un parco pubblico ecc…) il giocatore dovrà farsi fotografare dando risalto alla presenza dei rifiuti nella location scelta. Dopodiché si passerà alla parte difficile della sfida, il giocatore, armato di tanta buona volontà e sacchi della spazzatura, dovrà ripulire l’ambiente! Al termine delle operazioni di pulizia, verrà scattata una nuova foto nell’ambiente finalmente ripulito. Le foto del prima e del dopo saranno condivise sui social utilizzando l’hashtag #trashtag , e il giocatore potrà finalmente accumulare i meritatissimi likes! Probabilmente le ragioni che spingono molti giovani ad accettare la trash challenge non hanno a che vedere con la volontà di difendere l’ambiente, probabilmente una grande fetta di giocatori agisce solo al fine di seguire la moda del momento, ma, a prescindere da quelle che sono le motivazioni sottostanti, ciò che importa è che tramite questo gioco social migliaia di giovani si sono attivati per ripulire l’ambiente che li circonda, contribuendo concretamente alla lotta all’inquinamento. Iniziative come quella della trash challenge, dovrebbero essere d’esempio, in quanto sono capaci di canalizzare l’energia dei giovani e la loro voglia di essere “social” verso obiettivi e finalità più che meritevoli. [Fonte immagine: Instagram @pervin_caferi]

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Comunicati stampa

Priscilla – La regina del deserto, al Teatro Augusteo di Napoli

Da venerdì 5 a domenica 14 aprile, al Teatro AugusteoAugusteo di Napoli, sarà in scena il musical “Priscilla – La Regina del Deserto”. Tratto dall’omonimo film cult “Le Avventure di Priscilla – La Regina del Deserto”, vincitore di un Premio Oscar e del Grand Prix Du Publique al Festival di Cannes, lo spettacolo è una travolgente avventura ‘on the road’ di tre amici, che a bordo di un vecchio bus rosa soprannominato “Priscilla”, partono per un viaggio attraverso il deserto australiano alla ricerca di amore e amicizia, finendo per trovare molto più di quanto avessero mai immaginato. È un musical sfavillante, con oltre 500 magnifici costumi, una sceneggiatura esilarante e un’intramontabile colonna sonora che include 25 strepitosi successi internazionali, tra cui “I Will Survive”, “Finally”, “It’s Raining Men” e “Go West”. “Priscilla” di Stephan Elliott e Allan Scott, regia italiana di Matteo Gastaldo e direzione musicale di Fabio Serri, è una produzione All Entertainment. Giorni e orari spettacoli: venerdì 5 aprile ore 21:00; sabato 6 ore 21:00; domenica 7 ore 18:00; martedì 9 ore 21:00; mercoledì 10 ore 18:00; giovedì 11 ore 21:00; venerdì 12 ore 21:00; sabato 13 ore 21:00; domenica 14 ore 18:00. Prezzi: platea € 50,00; galleria € 40,00. Informazioni e biglietti sono disponibili presso il botteghino (dal lunedì al sabato dalle ore 10:30 alle 19:30, la domenica dalle ore 10:30 alle 13:30), e presso le rivendite ufficiali e online sul sito del Teatro Augusteo di Napoli. Il cast dello spettacolo Manuel Frattini – Bernadette Mirko Ranù – Adam/Felicia Christian Ruiz – Tick/Mitzi Stefano De Bernardin – Bob Arianna Bertelli – Diva 1/Cynthia Natascia Fonzetti – Diva 2 Alice Grasso – Diva 3 Lucina Scarpolini – Marion Alessia Punzo – Shirley Simone Nocerino – Young Bernadette/Ensemble/Dance Captain Salvatore Maio – Ensemble/cover Tick/Frank Jacopo Bruno – Ensemble/Farrah Robert Abotsie Ediogu – Ensemble/Jimmy Andrea Riva – Ensemble/Prete/Cover Bob Simone Aliprandi – Ensemble Lorenzo Pagani – Ensemble Marco Ventrella – Ensemble Maira Albano – Swing/Cover Matteo Perin – Swing/Cover Le musiche dello spettacolo It’s Raining Men – scritta da Paul Jabara e Paul Shaffe What’s Love Got To Do With It – scritta da Terry Britten and Graham Lyle I Say A Little Prayer – scritta da Hal David e But Bacharach Don’t Leave Me This Way – scritta da Kenneth Gamble, Leon Huff e Cary Grant Gilbert Material Girl – scritta da Peter Brown e Robert Rans Go West – scritta da Henri Belolo, Jacques Morali e Victor Willis Holiday – scritta da Lisa Stevens e Curtis Hudson Like A Virgin – scritta da Tom Kelly e Bill Steinberg I Love The Nightlife – scritta da Alicia Bridges e Susan Hutcheson True Colours – scritta da Tom Kelly e Billy Steinberg Follie! Delirio Vano E Questo! Sempre Libera (La Traviata) di Giuseppe Verdi Color My World – scritta da Tony Hatch e Yvonne J. Harvey I Will Survive – scritta da Frederick J. Perren e Dino Fekaris Thank God I’m A Country Boy – scritta da John Martin Sommers […]

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Culturalmente

Ofiuco segno zodiacale: storia del nuovo segno dello Zodiaco

Ofiuco segno zodiacale, da dove nasce? La NASA, in un sito didattico per bambini, ha recentemente stravolto i tradizionali postulati dell’astrologia, introducendo accanto ai consueti dodici segni, un tredicesimo segno zodiacale, l’Ofiuco, mutando di conseguenza le date per la determinazione del proprio segno. Ofiuco segno zodiacale? Questa notizia ha scatenato l’ira di coloro che si sono visti attribuire secondo questa nuova partizione un segno diverso da quello a cui si è abituati. I fermi credenti dell’astrologia, e quindi dell’influenza delle costellazioni sulla personalità e sul proprio futuro, hanno fortemente criticato la scelta dell’agenzia spaziale Americana. Le proteste, in particolare, hanno avuto luogo sui social come Twitter mediante l’hashtag #NASA. La consapevolezza dell’esistenza di una tredicesima costellazione sul piano dell’orbita terrestre, e quindi di un tredicesimo segno, è in realtà molto antica e già i popoli del passato decisero di semplificare le cose considerandone solo dodici. La scelta della NASA di dare nuova rilevanza alla costellazione di Ofiuco (colui che domina il serpente) per quanto abbia fatto discutere, non muta sostanzialmente l’astrologia tradizionale la quale continuerà a considerare esclusivamente i soliti dodici segni, senza quindi stravolgere la vita di coloro che ormai fanno dell’oroscopo la propria bibbia.: Ecco come cambia lo Zodiaco col nuovo segno zodicale: CAPRICORNO: dal 20 gennaio al 16 febbraio. ACQUARIO: dal 16 febbraio al 11 marzo. PESCI: dal 11 marzo al 18 aprile. ARIETE: dal 18 aprile al 13 maggio. TORO: dal 13 maggio al 21 giugno. GEMELLI: dal 21 giugno al 20 luglio. CANCRO: dal 20 luglio al 10 agosto. LEONE: dal 10 agosto al 16 settembre. VERGINE: dal 16 settembre al 30 ottobre. BILANCIA: dal 30 ottobre al 23 novembre. SCORPIONE: dal 23 novembre al 29 novembre. OFIUCO (il tredicesimo segno zodiacale): dal 29 novembre al 17 dicembre. SAGITTARIO: dal 17 dicembre al 20 gennaio. Ogni segno zodiacale che sia uno di quelli che conosciamo oppure uno dei segni zodiacali cinesi, secondo gli astrologi, ha caratteristiche che sono in grado di influenzare la personalità ed il futuro delle persone. Di conseguenza questo nuovo schema ribalterebbe inevitabilmente le convinzioni di coloro che fermamente credono nell’influsso degli astri sulla propria vita, portandoli ad assumere come potenzialmente sbagliate tutte le scelte fino a questo momento fatte. “Chi nasce cancro non può morire gemelli” e il segno zodiacale Ofiuco Ammettere che la configurazione proposta dalla NASA possa essere generalmente adottata, comporterebbe enormi conseguenze sulla scienza astrologica e su coloro che su di essa fanno affidamento. Appare condivisibile dunque ritenere più opportuna la conservazione della tradizionale partizione nei classici ed ormai familiari 12 segni. Insomma, il mondo non sembra pronto per Ofiuco come segno zodiacale di novembre e dicembre, e forse mai lo sarà. Ofiuco e il nuovo segno zodiacale su Amazon [amazon_link asins=’B00KJ9OUEO,889384253X,B01JLLSRMG’ template=’ProductCarousel’ store=’eroifenu-21′ marketplace=’IT’ link_id=’2ed40cb2-670b-11e8-892c-f9c6829603ef’]

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Recensioni

Bestie di scena: arte senza censura al Teatro Bellini

Bestie di scena, l’inaspettato, impressionante e provocatorio spettacolo della palermitana Emma Dante, è sul palco del Teatro Bellini dal 5 al 10 febbraio. Gli attori cominciano il loro percorso a partire da una realtà  fatta di meccanicismi ed omologazione. Sono tutti parte di una massa indistinta fatta di esseri umani. La materia grezza utilizzata da Emma Dante per realizzare la propria opera è costituita da una comunità di uomini e donne  all’interno della quale non si scorgono gli individui. L’autrice decide quindi di sconvolgere le esistenze dei protagonisti. Privati dei propri vestiti, preconcetti e delle proprie abitudini, gli attori cominceranno un percorso di riscoperta e ricostruzione all’interno del quale ciascuno tirerà fuori la propria personalità. Ognuno mostrerà il proprio sé, senza imbarazzo nè paura. Emma Dante ha realizzato uno spettacolo in cui la nudità degli interpreti diviene del tutto irrilevante. Le bestie di scena daranno sfogo alla loro immaginazione illudendosi di vivere… Scimmiottano grossolanamente un’umanità ormai lontana mentre farfugliano brandelli di storie. “Come i bambini credono nei giochi e, alienati da tutto, se ne lasciano incantare fino agli eccessi della demenza.“ Bestie di scena pone l’attenzione sulla figura dell’essere umano considerato nella sua forma più intima e primordiale. Gli attori gradualmente cominceranno ad abbandonare i propri istinti animali, e a mostrare la propria personalità, il proprio ruolo… “ballando, cantando, urlando, litigando nei dialetti del sud, seducendo e impazzendo, amando, ridendo e combattendo, mettendo in atto un processo selvaggio che rimanda, secondo l’artista palermitana, a quello attraverso il quale nasce e si forma un individuo”. Bestie di scena: lo spettacolo che ha stupito e scandalizzato critica e pubblico Lo spettacolo, portato in scena da attori completamente nudi e privi di parola, ha ad oggetto l’interazione interpersonale, l’evoluzione e la scoperta di sé. Uomini e donne, privi di artifici di qualsiasi genere daranno sfogo alle proprie emozioni, pulsioni e frustrazioni. L’essere umano è una bestia complessa e per comprenderla risulterà necessario esaminarla in un contesto privo di distrazioni. Il corpo nudo e l’anima saranno gli unici strumenti utilizzati  dagli attori. Questi individui, come bestie, spaesate e apparentemente prive di ragione, si aggireranno sul palco cominciando gradualmente ad acquisire consapevolezza di sé stessi. L’autrice palermitana ha dichiarato che originariamente il suo intento era quello di raccontare il lavoro dell’attore, la sua fatica, il suo abbandonarsi totalmente fino alla perdita della vergogna. Durante la costruzione dello spettacolo, come spesso accade, il testo ha cominciato poi ad evolversi assumendo nuove sfaccettature. La Dante si è così  trovata a plasmare una piccola comunità di esseri spaesati e fragili, un gruppo di imbecilli. L’arte, quella vera, non è mai volgare, nè eccessiva, e lo spettacolo Bestie di scena ne è la lampante dimostrazione. La talentuosa Emma Dante propone al pubblico un testo forte ed originale, in cui viene dato rilievo alla parte più intima e primordiale dell’essere umano. Dopotutto gli uomini sono pur sempre animali, e quando si trovano su di un palco è legittimo definirli bestie di scena. Scritto e diretto da: Emma Dante con: Sandro Maria Campagna, Viola […]

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Teatro

Cirque du Shatush, gli Arteteca portano il circo al teatro Trianon Viviani

Cirque du shatush, l’esilarante e coloratissimo spettacolo comico-circense degli Arteteca, andrà in scena presso il Teatro del popolo Trianon Viviani, dal 17 al 20 gennaio. Il divertentissimo spettacolo, portato in scena dagli Arteteca, si presenta come una vera e propria celebrazione di quelli che sono i personaggi più amati nati dalla fantasia del famoso duo comico. Monica Silvia Lima e Enzo Iuppariello, hanno più volte dimostrato il loro grande talento artistico. I due attori hanno creato personaggi comici tanto inverosimili quanto divertenti. Nell’ambito delle gags degli Arteteca, un posto d’onore spetta ad Enzo e Monica, la esageratissima coppia di fidanzati, divenuta famosa per la sua disarmante simpatia ed eccessività. Gli Arteteca nel corso degli ultimi anni, sono riusciti a riscuotere un enorme successo. Accanto al teatro e alla televisione, il talentuoso e versatile duo comico ha avuto modo di cimentarsi anche con il cinema, portando sul grande schermo due divertentissimi ed apprezzati film: Vita Cuore Battito ed il sequel Finalmente sposi. Elemento fondamentale degli sketches della divertentissima, e volutamente verace, coppia di fidanzati è il portentoso ed invidiabile shatush di Monica, il ciuffo colorato che ha conquistato e divertito il cuore del pubblico del piccolo e grande schermo. Cirque du Shatush:  Gli Arteteca alle prese con il circo Un circo senza animali, un circo fatto di persone che mettono in scena le proprie vite. Il copione, la trama e l’essenza di Cirque du Shatush è rappresentato dalla storia degli Arteteca. I due artisti  hanno scelto di raccontare la propria vita, privata e professionale, utilizzando come tramite, le loro famosissime gags. Lo spettacolo, scritto dagli Arteteca in collaborazione con Nando Mormone e Ciro Ceruti, ha ad oggetto una serie di esilaranti e fantasiose gags, realizzate grazie all’originale fusione dell’arte circense con la recitazione del duo comico. Cirque di Shatush racconta la storia degli Arteteca. La vita è uno spettacolo ed Enzo e Monica hanno scelto il circo come location della loro divertente, ma sentita, narrazione. Degno di nota è il fatto che i due protagonisti sono tornati in scena dopo due mesi di pausa. Per chi non lo sapesse, gli Arteteca sono compagni di palco e di di vita! Enzo e Monica, sposati da anni, hanno da poco  avuto una bambina. Il lieto evento ha inevitabilmente influenzato le esistenze dei due comici, i quali, durante lo spettacolo, hanno trovato simpatici espedienti per condividere la loro gioia con il pubblico. Il ritmo incalzante della recitazione comica degli Arteteca si è amalgamato alla perfezione con le abilità degli 8 acrobati presenti in scena, realizzando così uno spettacolo estremamente fresco, divertente e coinvolgente.  Cirque du Shatush è allestito da Tunnel produzioni e Medina produzioni, con le scene di Roberto Crea, le luci di Dario Vastarella e i costumi di Anna Zuccarini. Completano la locandina Davide Sacco (aiuto regia), Ciro Florio (trucco), Mariano Soria (video scenografie), il Teatro Summese service (audio-luci) e Giancarlo Bandista (distribuzione).

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Teatro

White Rabbit Red Rabbit al Piccolo Bellini

Lunedì 17 dicembre, sul palco del Piccolo Bellini, Vincenzo Nemolato si è confrontato con White Rabbit, Red Rabbit, lo spettacolo rivelazione di Nassim Soleimanpour Portato in scena grazie alla collaborazione tra 369GRADI (centro diffusione e produzione cultura contemporanea) e Teatro Bellini,  White Rabbit, Red Rabbit non è uno spettacolo come gli altri. Esso si pone come un esperimento sociale volto a creare un’esperienza di teatro unica, in cui gli attori saranno alle prese con una vera e propria sfida, ed il pubblico potrà godere di una rappresentazione assolutamente inedita ed originale. Il Format White Rabbit, Red Rabbit, rappresenta per il protagonista una vera e propria sfida! L’attore dovrà infatti interpretare un testo che non ha mai letto, solo dopo essere salito sul palco, gli verrà consegnata la busta sigillata contenente il copione.  Si tratta quindi di uno spettacolo sempre inedito, dove tutto dipenderà dalla bravura e dalla capacità d’improvvisazione dell’interprete. Questo originalissimo progetto teatrale nasce dalla penna di Nassim Soleimanpour, brillante autore iraniano che a causa della difficile situazione politica del proprio paese, si è visto negare per molto tempo il diritto a comunicare con l’estero. Privato del passaporto e quindi impossibilitato a lasciare il proprio paese, il giovane artista decide di creare uno spettacolo che viaggi al suo posto. A partire dal 2011, anno in cui ha debuttato all’Edimburgh Fringe Festival, White Rabbit, Red Rabbit ha cominciato a girare il mondo, conquistando migliaia e migliaia di spettatori.  Gli attori che accettano di mettere in scena White Rabbit, Red Rabbit sono consapevoli che l’esito della serata sarà assolutamente incerto. Vincenzo Nemolato alle prese con White Rabbit, Red Rabbit Elemento fondamentale dello spettacolo è l’effetto sorpresa ed è per questo che ai giornalisti è espressamente raccomandato di non divulgare il contenuto dello spettacolo, essi possono solo condividere le impressioni percepite. Lo spettacolo ha ad oggetto un copione essenzialmente divertente, in cui momenti di ironia, lasciano il posto a profonde riflessioni e molti interrogativi. Vincenzo Nemolato è riuscito a fare proprio il testo, regalando al pubblico uno spettacolo estremamente coinvolgente. Il protagonista ha avuto la capacità di calarsi con disinvoltura nella parte senza lasciare mai trapelare incertezza o smarrimento. Autoironia, simpatia e padronanza della scena, sono stati gli elementi che maggiormente hanno contribuito a rendere impeccabile la performance del protagonista, il quale è riuscito a realizzare un’apprezzatissima interpretazione nonostante le difficoltà inevitabilmente connesse a questa particolare tipologia di rappresentazione. Il testo di Nassim Soleimanpour, con la propria ironia e profondità è riuscito a conquistare gli spettatori, coinvolgendoli in un’esperienza di teatro fresca ed innovativa. Il teatro è una forma di comunicazione, e l’autore, con l’ausilio di Nemolato, è riuscito a trasmettere perfettamente il proprio splendido messaggio. White rabibit, Red Rabbit è uno spettacolo fresco ed originale, assolutamente da consigliare! Fonte immagine: Teatro Bellini 

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Teatro

Cous Cous Klan, uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo al Teatro Bellini

Cous Cous klan, ironica e dissacrante commedia prodotta da Carrozzeria Orfeo, andrà in scena presso il Teatro Bellini di Napoli, dal 7 al 16 dicembre. Lo spettacolo è ambientato in un ipotetico, ma terribilmente probabile, futuro. L’acqua è stata privatizzata così diventando un bene di lusso, pochi possono permettersela e la società si è spaccata a metà. Da una parte vi sono i ricchi che vivono la loro vita agiata, e dall’altra vi sono i poveri, rilegati nelle periferie, nei ghetti, costretti a scontrarsi con la vita, quotidianamente intenti a cercare il modo per sopravvivere nonostante la miseria ed infelicità delle proprie esistenze. All’interno di questo triste mondo, l’attenzione del pubblico sarà rivolta ad un accampamento di senzatetto, abitato da improbabili ma verosimili personaggi. Gli spettatori avranno modo di conoscere Caio (Massimiliano Setti) ex prete, cinico, scontroso e depresso, Olga (Beatrice Schiros) donna rude, obesa e con un occhio solo, Mezzaluna (Pier Luigi Pasino) immigrato di origini mussulmane, fidanzato di Olga, Achille (Aleph Viola) un giovane ragazzo gay e sordomuto, Aldo (Alessandro Federico) un uomo benestante, caduto in disgrazia e costretto a vivere per strada, ed infine Nina (Angela Ciaburri) una giovane donna, tanto folle quanto paradossalmente lucida. All’interno della sgangherata e fatiscente comunità non mancheranno gli scontri e i conflitti. La povertà, la mancanza d’acqua e la discriminazione nelle sue svariate forme, saranno gli ingredienti che daranno vita a comici dissapori, i quali, però, lasceranno trapelare profonde riflessioni sulle tematiche delle difficoltà e della disperazione di una società marcia che troppo spesso finisce per crollare su se stessa seppellendo ed intrappolando i più deboli. Degno di nota l’acume con cui la compagnia teatrale Carrozzeria Orfeo è riuscita a costruire uno spettacolo profondo e riflessivo, senza trascendere nella monotonia, nei finti moralismi e nella noia. Le tematiche trattate vengono affrontate in modo divertente ed ironico. I messaggi, per quanto forti, vengono elargiti attraverso una recitazione, tendenzialmente comica, capace di creare un impeccabile connubio di risate e profonde riflessioni. “Una sgangherata commedia umana, tenera ed esilarante in un mondo fatto di confini, recinzioni, telecamere di sicurezza, diseguaglianze sociali, conflitti razziali, che assomiglia molto al nostro (peggior) futuro…“ Cous Cous Klan: la tragicomicità della realtà Lo spettacolo portato in scena al teatro Bellini dalla Carrozzeria Orfeo ha avuto la capacità di far ridere a crepapelle gli spettatori, pur affrontando temi seri, tristi e laceranti. Lo spettacolo è riuscito con grande intelligenza ed ironia a porre l’attenzione su questioni attualissime, serie e complicate. La sgangherata comunità di senzatetto sarà il contesto ideale per osservare la volubilità e le fragilità dell’essere umano. I protagonisti, inariditi e sporcati dalla vita, punteranno i riflettori sul odio razziale, sul rifiuto del diverso e sul egoismo, il profondo egoismo di cui è capace l’essere umano. In un contesto, che ricorda per certi versi il celebre “Brutti sporchi e cattivi” di Ettore Scola, la commedia Cous Cous Klan, porta in scena le miserie del genere umano, e lo fa tra una risata ed un triste sospiro.  Gli esseri umani […]

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Culturalmente

Tarantella napoletana: la storia della Tammorra

La tarantella può essere definita come una peculiare tipologia di danza popolare. Essa è particolarmente diffusa nel sud Italia e si presenta in diverse varianti a seconda delle tradizioni specifiche del territorio considerato.  L’appellativo tarantella risale al XVII secolo e deriva dal fenomeno del TARANTISMO, che era una tradizionale pratica magico-religiosa, tipica della Puglia, consistente in una cerimonia musicale utilizzata per curare le persone (generalmente donne) colpite da attacchi isterici e convulsioni. Si pensava che questi sintomi fossero da ricondurre al morso della tarantola, animale che spesso si incontrava nei campi durante il raccolto, ed è infatti dal nome di questo ragno che deriva la denominazione della danza. Se è vero che il termine tarantella è da rinvenirsi nella tradizione pugliese , è altrettanto vero che le origini storiche di queste danze sarebbero in realtà ben più antiche, si ritiene, infatti, che questi balli siano in realtà ciò che resta di alcuni antichissimi riti pagani. Le sue origini sarebbero da ricondursi alla influenza greca che subì il Sud Italia in età arcaica, periodo in cui le coste della Magna Grecia erano sede dei cosiddetti riti dionisiaci. Queste pratiche erano legate al culto di Dioniso, dio del vino e dell’ebbrezza, divenuto poi Bacco in età romana. I riti magici dedicati a queste divinità, avevano generalmente luogo tramite balli, canti e rituali di natura sessuale. In estrema sintesi, la tarantella nasce come  rituale pagano. Con l’avvento del cristianesimo e con la conseguente repressione della religione pagana, questi rituali vennero trasformati e rielaborati come danze popolari. Nonostante la perdita del legame con il culto delle divinità, la tarantella continuò ugualmente, però, a preservare il suo carattere magico e ne è prova lampante il fatto che venisse utilizzata per curare il morso della tarantola. La Tarantella napoletana: La Tammurriata Individuato il legame tra tarantella e riti pagani, sarà certamente agevole comprendere le ragioni per le quali questa danza è divenuta di fondamentale importanza nella cultura Partenopea. La città di Napoli, ricchissima di storia, miti e leggende, conserva tutt’oggi un forte legame con le tradizioni che ne hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo. Sulla base di tale presupposto possiamo affermare che anche nel territorio Campano gli antichi riti dionisiaci, si sono evoluti arrivando ad assumere, oggigiorno, la forma della tarantella napoletana, detta anche tammurriata. L’appellativo tammurriata, utilizzato per indicare la tarantella napoletana, deriva da “tammorra“, che è uno degli strumenti musicali che maggiormente caratterizzano questa danza. La tammorra, (che si presenta come un grosso tamburo a cornice con la membrana di pelle seccata di un animale tesa su telaio circolare in legno, al quale sono fissati dischetti di metallo), rappresenta il fondamentale mezzo mediante il quale è possibile dare vita alla tarantella Napoletana, il ballo intramontabile che è un pezzo di storia della cultura partenopea. La tarantella napoletana, tradizione a cui sono dedicati molti eventi e rassegne, è una danza che si balla a coppie. La musica della tammorra, è  normalmente accompagnata da altri tipici strumenti tipici, come il “triccabballacche”, le “castagnette” ed il “putipù”. Durante l’esecuzione della […]

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Teatro

Al teatro Bellini, il Don Giovanni di Mozart secondo l’orchestra di piazza Vittorio

Il Don Giovanni secondo l’orchestra di Piazza Vittorio, interessantissima ed originale rivisitazione del capolavoro del compositore Austriaco Wolfgang Amadeus Mozart, andrà in scena al teatro Bellini di Napoli dal 19 al 30 ottobre. L’orchestra di Piazza Vittorio si configura come una realtà unica nel suo genere. Essa nasce nel 2002 quando l’associazione Apollo 11 decide di salvare lo storico cinema Apollo di Roma, destinato a diventare una sala Bingo. L’ex cinema diviene così la sede di una meravigliosa orchestra curata ed ideata da Mario Tronco e Agostino Ferrante. La meritevole iniziativa è sostenuta da artisti, intellettuali e operatori culturali che hanno voluto valorizzare il multietnico rione Esquilino. L’Orchestra di Piazza Vittorio è nata grazie alla generosità di coloro che, investendo in questo progetto, hanno dato la possibilità ad eccellenti musicisti, provenienti da tutto il mondo, di diventare nostri concittadini. Il don Giovanni di Mozart Il Don Giovanni,  opera nata dalla collaborazione fra Mozart e Da Ponte, debuttò a Praga il 29 Ottobre 1787. Il testo narra le vicende del più famoso seduttore di tutti i tempi, e di come la sua ossessione per le donne finirà per portarlo alla dannazione eterna. Don Giovanni, invaghito di Donna Anna, si traveste e si intrufola in casa di questa con lo scopo di sedurla. Fortunatamente, la donna riesce a respingere le insistenze dell’uomo mascherato, così costringendolo alla fuga. Nel corso della ritirata purtroppo Don Giovanni incontra il padre di Anna, il commendatore, il quale decide di sfidare a duello l’intruso che ha cercato di pregiudicare l’onore dell’amata figlia. Lo scontro si concluderà con la morte del commendatore e con la fuga di Don Giovanni. A questo punto, donna Anna, distrutta per la perdita, sarà consolata da Don Ottavio, il suo promesso sposo, che le prometterà di scoprire l’identità dell’assassino per vendicare il defunto padre. Nel proseguo della narrazione, Don Giovanni avrà a che fare con Elvira, una delle tantissime donne da lui sedotte e poi abbandonate, la quale però, a differenza delle altre, non si è mai rassegnata e cercherà imperterrita di redimere il suo amato, ma anche odiato, seduttore. Don Giovanni, accompagnato dal fedele servo Leporello, si imbatterà poi in Zerlina e Masetto, due giovani sposini pronti a coronare il proprio sogno d’amore. Sfortunatamente la lussuria di Don Giovanni non conosce limiti e con inganni e sotterfugi farà di tutto per approfittarsi della bella Zerlina. L’intera opera ha ad oggetto la insaziabile ossessione di Don Giovanni per le Donne. L’aitante giovane pur di soddisfare i propri istinti è pronto ad ingannare, ferire e addirittura uccidere. Ma non tutte le malefatte resteranno impunite, e le sofferenze provocate da Giovanni gli spianeranno la strada verso un’orribile epilogo, in cui sarà costretto a confrontarsi con i propri demoni. Il Don Giovanni secondo l’orchestra di Piazza Vittorio La storia del seduttore viene riletta e reinterpretata dalla orchestra di Piazza Vittorio, senza però perdere quelle che sono le sue caratteristiche essenziali.  Nella versione portata in scena al Bellini, le vicende si svolgono in un music club sullo stile degli […]

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Food

Gran Trattoria Amabile: gusto e tradizione a Cercola (Napoli)

Giovedì 11 ottobre, ha avuto luogo, presso la Gran Trattoria Amabile di Cercola, una splendida serata all’insegna del buon cibo. L’evento, riservato a giornalisti, food blogger e influencer del settore gastronomico ha permesso ai presenti di assaporare alcune delle prelibatezze presenti sul ricco menù del ristorante-trattoria sito a Cercola in via Europa 30/32. La Gran trattoria Amabile si presenta come un locale in cui la ricerca del moderno, non mette da parte la tradizione. Lo staff, solare ed accogliente, gli arredi tanto essenziali quanto ricercati, rendono questo locale il luogo ideale dove poter gustare i piatti tipici della cucina Campana. Trattoria Amabile, il menù della serata: Durante la serata di presentazione, i padroni di casa, lo chef di fama Nazionale Marco De Cesare ed il famoso maestro pizzaiolo Umberto Salvo, hanno proposto una variegata selezione di piatti, tra i quali: Una ottima stracciata di Bufala con crostini e fiori di zucca. Un piatto gourmet fresco ed invitante; Parmigiana di Melanzana, pietanza immancabile in una trattoria campana che si rispetti; Polpette al sugo, un piatto squisito che è stato capace di rapire tutti i commensali con il suo sapore corposo e rustico. La salsa era talmente invitante che nessuno ha resistito alla tentazione di fare la scarpetta! Pizza Margherita diversa: una originale ed invitante reinterpretazione della regine delle pizze! Nello specifico la versione proposta dal maestro Salvo prevede fiordilatte con pomodoro “san Marzano” ed emulsione di basilico; Pizza Cetara: Ottima pizza a base di fiori di zucca, olio e.v.o, stracciatella di bufala, alici di Cetara ed olive di Gaeta. Durante la presentazione delle pizze, il maestro Umberto Salvo ha avuto modo di ribadire il suo amore per la tradizione ed ha affermato che “la pizza non va mutata” ed anzi è di fondamentale importanza il “preservarla nella sua semplicità”.  Patate con totani e seppie; Ceci e baccalà; Pasta e patate Flambé: Uno dei piatti che ha riscosso maggiore successo, è stato sicuramente la pasta e patate Flambé!!! Una gustosa pasta e patate con provola e cotiche, amalgamata all’interno di una invitante forma di parmigiano reggiano! La particolarità di questa ricetta sta nel fatto che la forma di formaggio viene “trattata” con la tecnica della cucina Flambé, in questo modo la pasta e patate riesce ad acquisire un retrogusto straordinario ed irresistibile. A completare il quadro vi è poi la bellezza dell’atto della preparazione della pietanza. Lo chef, innanzi alla folla di commensali, ha letteralmente dato fuoco alla forma di parmigiano, ha poi aggiunto la pasta ed ha iniziato ad amalgamare  il tutto., gli spettatori hanno assisto alla preparazione rapiti dalla maestria dello chef! Infine, a sorpresa, è stata servita una interessante proposta di Marco De Cesare, il “Soffritto di Polpo”, lo chef ha presentato il piatto,come possibile variante della ricetta originale della tradizione gastronomica campana. Come affermato da De Cesare non tutti sono disposti a mangiarne le tradizionali materie con cui è preparato il soffritto , ed è per questo che ne ha proposto una squisita variante a base di polpo!” […]

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Libri

La ragazza che sapeva troppo di Mike Carey (Recensione)

Scritto da Mike Carey (a.k.a M.R. Carey) e pubblicato da Newton Compton editori, la ragazza che sapeva troppo è un romanzo travolgente, lettura ideale per gli amanti dell’horror e della fantascienza. La trama, ambientata in una versione apocalittica dell’Inghilterra dei giorni nostri, racconta di come l’umanità si trovi sull’orlo dell’estinzione a causa di una misteriosa malattia capace di trasformare le persone in “hungrie” mostri assetati di sangue. In questo contesto di paura e disperazione gli ultimi sopravvissuti pensano di poter trovare una cura grazie a dei bambini speciali, infettati dalla malattia, pericolosi per gli umani, ma allo stesso tempo dotati di grande intelligenza e capaci di provare sentimenti. Per dar luogo alla ricerca verrà allestito un laboratorio dove i bambini, imprigionati come bestie, saranno testati e sezionati senza scrupoli. Nel corso degli esperimenti, però non tutti saranno in grado di trattare quei “piccoli mostri” come mere cavie, in particolare una donna, Miss Justineau, riuscirà ad instaurare un rapporto particolarmente profondo con una bambina speciale di nome Melanie. L’ affetto tra la donna e la bambina innescherà una serie di eventi che porterà all’inizio di un’avventura, dove momenti di paura e tensione, lasceranno spazio ad episodi particolarmente toccanti. “La ragazza che sapeva troppo” di Mike Carey non è la classica storia di zombie A differenza delle tipiche storie di zombie, spesso monotone ed incentrare sulla paura e lo spirito di sopravvivenza, Mike Carey è riuscita a costruire una storia dove viene dato risalto ai sentimenti, alla capacità delle persone di costruire legami anche nelle condizioni più disperate e alla capacità di sacrificare se stessi per perseguire un ideale. Il libro, che ha riscosso un enorme successo in moltissimi paesi, è divenuto oggetto nel 2016 dell’omonimo film diretto da Colm McCarthy. Ovviamente la pellicola è un adattamento cinematografico e di conseguenza, per godere a pieno della storia della ragazza che sapeva troppo, e per conoscere la trama così come strutturata dall’autrice, è consigliabile, come sempre, leggere il romanzo in prima persona. L’opera di M. R. Carey, definita da Vogue come “accattivante, travolgente, commuovente” è una lettura assolutamente da consigliare. Un libro intenso, scorrevole ed avvincente capace di rapire il lettore, regalando emozioni forti e qualche lacrima.

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Recensioni

El Pirata Boat e Teatro in pillole: divertimento e arte in mezzo al mar!

La rassegna Teatro in pillole, nata da un’idea di Stefania Russo, si caratterizza come un innovativo format di intrattenimento capace di coniugare arte, divertimento e soprattutto la passione per il teatro.  Gli eventi, tutti organizzati nei minimi dettagli, sono pensati in modo tale da permettere ai partecipanti di vivere un esperienza innovativa ed entusiasmante, in cui il piacere di una serata tra amici, si fonde con gli stimoli di un contest teatrale. Nel corso dell’evento, tra un boccone ed un bicchiere di vino, il pubblico, potrà assistere ad esibizioni di svariato genere, tutte elaborate su di un tema predefinito ed aventi una durata massima di 10 minuti. Al termine della serata le esibizioni saranno votate dagli spettatori e sarà così decretato un vincitore. Ad arricchire ulteriormente il contest vi è poi la presenza, ad ogni serata, di un ospite proveniente dal settore teatrale, chiamato ad assegnare il premio della critica. Al termine di questa rassegna, fatta di splendide cene-spettacolo, i punteggi degli attori saranno cumulati e vi sarà poi un superpremio finale!! “Tutti possono partecipare, come attori o come spettatori, tutti quelli che hanno voglia di provare e condividere BELLE EMOZIONI” Il Teatro in pillole a bordo della El Pirata Boat Mercoledì 25 luglio, per l’ultima serata di Teatro in Pillole, Stefania Russo ha deciso di stupire i partecipanti con una location eccezionale, “El Pirata Boat”, un brigantino moderno che rievoca perfettamente un galeone pirata!  La serata ha avuto inizio al Molo Sena, dove a partire dalle ore 21.00 un gommone ha iniziato a traghettare i partecipanti, tutti vestiti secondo il dress code balneare, al galeone ormeggiato nelle splendide acque del porto di Coroglio. Saliti a bordo della maestosa nave, gli ospiti sono stati catapultati in una eccezionale festa in barca! Un ricco buffet accompagnato da vino bianco e cocktail, e la fresca selezione musicale ad opera del dj set by Stefano Romano, hanno regalato ai presenti una serata divertente ed inusuale. Nel corso dell’evento, le scatenate danze degli ospiti sono state interrotte 4 volte dal suono di una sirena che preannunciava l’inizio delle esibizioni di teatro in pillole. In ordine cronologico gli spettatori hanno potuto assistere alla seguenti interpretazioni: La toccante lettura, posta in essere da Doc Carlo Alfaro e Stefania Ciancio, di un testo avente ad oggetto il viaggio della speranza, intrapreso ogni giorno, dai profughi in fuga da guerra e fame. Un divertente spettacolo di ventriloquio ad opera del bravissimo Salvatore Santoro, in arte mago Sasà, e la sua adorabile scimmietta. Una passionale rappresentazione teatrale avente ad oggetto la storia di due ladri innamorati, scritta da Giuseppe Cerasuolo ed interpretata da quest’ultimo insieme ad Anna Letizia. (Vincitori della serata) Ed infine uno spettacolo presentato dagli Improvvisa-Ment, due giovani interpreti Campani. Ospite d’onore di quest’ultimo appuntamento con teatro in pillole è stato Francesco Paolantoni, attore di grandissima fama, che con la sua grande simpatia è riuscito a regalare inaspettati momenti di humour. Merita particolare menzione il divertentissimo scenario comico che si è venuto a creare nel momento della votazione., Paolantoni, grazie […]

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Teatro

Teatro alla deriva: L’inedito di William Shakespeare

Domenica 1 luglio, alle terme – Stufe di Nerone, la compagnia teatrale Quinta di copertina ha portato in scena L’inedito di William Shakespeare, primo spettacolo della XII edizione della rassegna Teatro alla deriva. Il teatro alla deriva, peculiare rassegna ideata da Ernesto Colutta con la direzione artistica di Giovanni Meola, si configura come un’esperienza teatrale unica nel suo genere. Il curioso appellativo, dato a questa iniziativa, discende dal fatto che gli spettacoli vengono messi in scena su di una zattera, appositamente costruita e posizionata nel laghetto circolare delle terme Stufe di Nerone. Ciò che caratterizza questa splendida rassegna, non è solo l’insolito palcoscenico, ma l’intera location costituita dal complesso termale. Il pubblico, prima dello spettacolo, è invitato ad attendere nel meraviglioso aranceto, un bellissimo giardino che profuma di agrumi, dove tra candele e splendidi alberi sarà possibile rilassarsi prima della rappresentazione, magari approfittando del servizio bar per sorseggiare un buon bicchiere di vino. Giunta l’ora di accendere i riflettori, gli spettatori sono invitati a dirigersi presso il laghetto dove sarà possibile scegliere tra diverse postazioni, i palchi, le sedie, oppure il bordo del lago per coloro che vogliono calarsi il più possibile nella rappresentazione. Il pubblico si ritroverà in un contesto del tutto inaspettato, uno scenario suggestivo ed inusuale capace di arricchire e valorizzare gli spettacoli messi in scena, o forse sarebbe più consono dire “in zattera!” Teatro alla deriva: William Shakespeare in Zattera con l’Inedito (regia di Stefano De Luca) Domenica 1 luglio, la compagnia teatrale Quinta di copertina ha presentato l’Inedito, spettacolo basato sulle opere di William Shakespeare con la regia di Stefano De Luca. Una rappresentazione intelligente ed elaborata in cui l’impalcatura dei testi shakespeariani viene resa in modo del tutto inusuale. Gli attori, Maria Adele Attanasio, Deborah Fedrigucci, Fabio Magnani e Renato Preziuso cominciano la loro performance con una esilarante, quanto coinvolgente, introduzione al mondo di Shakespeare. I 4 interpreti hanno tenuto una vera e propria lezione di storia alla quale gli spettatori sono stati invitati a partecipare attivamente. Notizie inaspettate e curiose, come le presunte origini italiane del drammaturgo, o addirittura la sua responsabilità in merito ad un disastro aereo, vengo divulgate in modo preciso ma divertente, così catturando l’attenzione del pubblico, che più volte ha alternato lo stupore alle risate. Una lezione sul teatro di William Shakespeare ed una commedia shakespeariana tutta improvvisata. Dopo un’infarinatura generale sulla storia dello scrittore inglese e sulle caratteristiche della sua arte, gli attori mediante un’interazione continua con il pubblico, hanno messo in scena il loro inedito shakespeariano: un opera creata al momento tramite la pura improvvisazione teatrale. I protagonisti, utilizzando l’impalcatura e gli archetipi delle opere del drammaturgo, insieme agli spunti forniti dagli spettatori, sono riusciti a mescolare l’ilarità della commedia alla severità del dramma. Grazie alla loro grandissima preparazione i Quinta di copertina sono riusciti a presentare un’inedito Shakespeariano accattivante e divertentissimo, un vero omaggio al re del teatro. Shakespeare cucinato e proposto come lui stesso non avrebbe saputo immaginare. Gli appuntamenti con il teatro alla deriva meritano […]

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Food

BradoPizza, la nuova offerta culinaria di casa Brado

Lunedì 25 Giugno alle ore 20:00, ha avuto luogo la presentazione di BradoPizza la nuova appetitosa offerta culinaria di Brado, il ristorante, braceria ed hamburgeria di Antonio Monda. Situato a Castello di Cisterna, in via Cosimo Miccoli, il ristorante BradoBurger ha aperto i propri battenti circa un’anno fa, ed è divenuto al giorno d’oggi un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti della buona cucina. La vincente linea imprenditoriale di Monda ha come presupposto l’enorme attenzione con la quale vengono selezionate le materie prime. Come ha più volte ribadito il titolare, solo gli ingredienti migliori, rigorosamente controllati e selezionati, possono entrare nella cucina di Brado. Nell’ambito della grandissima attenzione riservata alla ricerca delle materie prime, merita di essere segnalata la scelta di utilizzare solo carni provenienti da animali allevati allo stato brado. Questa encomiabile scelta, insieme all’uso di prodotti presidio Slowfood, D.O.P ed I.G.P fanno del marchio Brado, una realtà gastronomica di altissimo livello. BradoPizza, la nuova gustosa offerta di casa Brado Il marchio Brado, divenuto famoso soprattutto per le squisite pietanze a base di carne, amplia la propria offerta grazie all’inaugurazione di BradoPizza, la sua nuova gustosissima proposta culinaria. Durante la serata di presentazione, gli addetti stampa ed i professionisti del settore food, hanno potuto degustare il nuovo invitante menù a base di pizza ed in particolare: -Pizza Polpetta al sugo: polpette al sugo di S.Marzano D.O.P; mozzarella vaccina di Alvignano, basilico olio evo. -Pizza Porchetta: provola vaccina di Alvignano, squacquerone, porchetta, crocchè, olio evo. -Pizza Genovese: cipolla, gamboncello, spolverata di pecorino Bagnolese in uscita, olio evo. -Pizza Ortica: Stracciata di bufala, crema di ortica, ciauscolo marchigiano D.O.P., olio evo. -Pizza Soffritto: Zuppa forte, ciuffi di ricotta Bagnolese, olio evo. Al termine della cena, è stata servita una crema con fragoline di Sciacca, presidio SlowFood. Le pizze sono state accompagnate dai vini della casa vitivinicola Sorrentino Vini con “Vigna Lapillo Bianco”  e  “Vigna Lapillo Rosso”, e dalla birra “Baladin” Metodo Classico. Le pietanze servite si sono rivelate uno spettacolo per il palato, le pizze tanto buone quanto ricercate sono riuscite a soddisfare i commensali grazie alla leggerezza dell’impasto e al loro gusto ricco e inaspettato. Esperimenti culinari come la pizza soffritto hanno letteralmente deliziato i presenti. Merita inoltre di essere menzionata la Pizza Baccalà, offerta dallo chef Luigi Russo del ristorante La lanterna, una eccezionale pietanza che ha sorpreso ed entusiasmato i fortunati degustatori. La presentazione di quest’ultima portata è stata preceduta da una interessante introduzione a cura di Tommaso Esposito, giornalista enogastronomico e vicepresidente dell’ Accademia dei Baccalajuoli. Accanto alla bontà delle pietanze offerte ed alla qualità delle materie prime utilizzate, BradoPizza ed il marchio Brado in generale, è riuscito ad offrire ai propri clienti un ambiente raffinato ma informale, nel quale l’evidente attenzione ai dettagli non è mai sfociata nell’eccesso. Degna di nota è inoltre la grande professionalità e cortesia dello staff ed in particolare del titolare Antonio Monda, che con la sua premura e simpatia si è preso cura dei commensali durante l’intera durata della cena. L’insegna Brado, che a partire […]

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Musica

Bruno Bavota “A nudo” per Pausilypon: suggestioni all’imbrunire

Bruno Bavota ha incantato Napoli   Sabato 23 giugno, gli spettatori di Pausilypon: suggestioni all’imbrunire hanno avuto il piacere di assistere allo spettacolo “A nudo”  del pianista e compositore Bruno Bavota. Pausilypon: suggestioni all’imbrunire, uno degli appuntamenti più raffinati ed amati del panorama culturale Campano, torna ad animare le serate estive di Napoli, con la sua decima edizione. La rassegna del parco archeologico del Pausilypon, curata dal centro studi interdisciplinari Gaiola onlus, con la direzione artistica di Serena Improta, d’intesa con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, è riuscita nel corso di questi anni a conquistare il cuore degli spettatori, sempre pronti a lasciarsi trasportare dalle incantevoli suggestioni artistiche che di volta in volta vengono presentate. Il parco archeologico del Pausilypon, si contraddistingue come uno dei siti archeologici più belli e suggestivi della città di Napoli. Questo meraviglioso complesso, ricchissimo di storia, si estende dal promontorio di Trentaremi al vallone di Gaiola. L’accesso all’area è costituito dalla meravigliosa GROTTA DI SEIANO, traforo di epoca Romana lungo circa 700 metri. Giunti nel cuore del sito, è possibile ammirare i resti della villa del Pausilypon, fatta erigere nel I sec a.C ed in particolare l’area dei teatri, una meravigliosa terrazza naturale che da sul mare, sulla quale sono eretti due edifici per spettacoli, un teatro ed un edeion, strutture restaurate ed utilizzate tutt’oggi per la rassegna curata da Gaiola onlus. Bruno Bavota per Pausilypon: suggestioni all’imbrunire Il pianista e il compositore napoletano, Bruno Bavota, paragonato da molti a Ludovico Enaudi per la forza ed intensità delle sue composizioni; con il concerto “A nudo” ha presentato al pubblico la sua musica nella sua più intima essenza. Dispensando di ulteriori artifici sonori, l’artista, mediante il solo piano, ha offerto agli spettatori un concerto di straordinaria bellezza, in cui l’autore ha messo “a nudo” la propria anima.  L’artista, che nel corso della serata ha suonato alcune opere estrapolate dai suoi album “il pozzo d’amor”, “La casa sulla luna”, “The secret of the sea”, Mediterraneo” e “Out of the blue”, vanta successi e riconoscimenti di altissimo livello. Infatti Bruno Bavota, nonostante la sua giovane età, è riuscito a conquistare aziende come la Apple, la quale ha scelto di inserire il suo brano “Passengers” nel video celebrativo dei 20 anni della divisione design, ed il regista premio Oscar Paolo Sorrentino, che ha scelto il brano “If only my heart were wide like the sea” per la colonna sonora della famosissima serie tv “The Young Pope”. In un’intervista rilasciata in merito al concerto che ha avuto luogo sabato 23 giugno, Bavota ha affermato di essere onorato e felice di poter portare la sua musica in un luogo come il parco Archeologico del Pausilypon, “uno scenario unico, come unico è  il concerto in solo piano che proporrò”. Nel corso della serata, il compositore ha dichiarato che non è solito proporre questa tipologia di spettacolo, e che probabilmente questo sarà l’ultimo concerto di solo piano della sua carriera. Bavota riconosce che questa esperienza, sarà per lui, […]

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