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Eroica Fenice

Food

Grumé, pizza e cucina a Grumo Nevano

Mercoledì 13 giugno a partire dalle ore 20 ha avuto luogo l’inaugurazione di Grumé, il nuovissimo e golosissimo ristorante pizzeria di Grumo Nevano. Grumé, il nuovo punto di riferimento per gli amanti del buon cibo a Grumo Nevano, nasce dall’idea di un gruppo di amici, che appassionati di cucina, hanno deciso di avviare un progetto imprenditoriale volto all’apertura di un locale capace di offrire ai propri clienti piatti gourmet di altissima qualità ed un ambiente sofisticato ma anche confortevole e familiare. Grumé: cucina Gourmet a Grumo Nevano Il menù di Grumè si presenta come un vero spettacolo per il palato. Durante la serata di inaugurazione, gli ospiti hanno potuto gustare pietanze squisite ed invitanti. Al ricco antipasto a base di frittura all’Italiana, ha fatto seguito la degustazione di alcuni dei piatti forti del ristorante, tra i quali la tartare di carne e la genovese. Ovviamente non poteva mancare la pizza, regina delle tavole partenopee, che è stata proposta da Grumé in una versione tanto ricercata quanto tradizionale, nata dalla collaborazione con il maestro pizzaiolo Roberto Susta. L’offerta proposta da Grumè prevede una vasta serie di piatti tipici realizzati con ingredienti di altissima qualità. I clienti potranno gustare svariate prelibatezze della cucina Napoletana, piatti immancabili in un ristorante gourmet fedele alla cultura culinaria Campana, il tutto ovviamente accompagnato da una vasta selezione di vini e birre. All’interno del locale, curato nei minimi particolari, si respira un aria accogliente ed informale, idonea a renderlo il luogo ideale per eventi di ogni genere, dalle uscite con gli amici alle cene di lavoro. La competenza e professionalità dello staff di questa nuova realtà imprenditoriale sarà sicuramente in grado di soddisfare i gusti e le pretese dei commensali. Grumè si trova a Grumo Nevano in via San Domenico 65 e sarà aperto sia a pranzo che a cena, tutti i giorni tranne il martedì. Il ristorante, facilmente raggiungibile, si trova a pochi metri dall’uscita “Grumo Nevano” dell’asse mediano ed è situato in una zona ricca di parcheggi.

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Cinema & Serie tv

Disincanto: il nuovo capolavoro animato di Matt Groening presto su Netflix

Disincanto, la nuovissima ed irriverente serie animata fantasy nata dalla penna di Matt Groening, arriverà su Netflix il 17 agosto 2018, con i primi 10 episodi, della durata di 20 minuti ciascuno. Matt Groening, il famosissimo fumettista statunitense, autore dei Simpson e Futurama, alcune delle serie animate più amate di tutti i tempi, ha deciso di stupire nuovamente gli spettatori di tutto il mondo, con Disincanto, il nuovissimo cartone animato nato dal suo inconfondibile genio. Disincanto è ambientato in un mondo fantastico chiamato Dreamland, e vede come protagonisti una principessa ubriacona di nome Bean ed i suoi due strambi compagni, un elfo ed un demone di nome Luci. I protagonisti affronteranno una moltitudine di esilaranti avventure nelle quali dovranno fare i conti con umani, troll, arpie, orchi , folletti ed altre strane e grottesche creature. Disincanto: Il nuovo, divertentissimo, mondo Fantasy creato da Matt Groening È impossibile non riporre enormi aspettative nei confronti di questa serie, che se fedele allo stile di Matt Groening, sarà indubbiamente un capolavoro. I cartoni animati del fumettista americano, si contraddistinguono per la loro inconfondibile comicità ed irriverenza. Con i Simpson Groening ha elaborato la perfetta caricatura della classica famiglia americana, la quale tra alti e bassi è riuscita a conquistarci con le sue storie tanto strampalate quanto spesso verosimili. Con Futurama l’autore ha invece immaginato un paradossale futuro, in cui tra alieni e robot, i protagonisti ci hanno fatto ridere e sospirare dando voce alle contraddizioni e alle paranoie che caratterizzano la nostra società. Con Disincanto, infine, il fumettista proverà a stupirci con un ambientazione fantasy che sicuramente sarà lo scenario di nuove e fantastiche avventure. I fan di tutto il mondo non possono non aspettarsi una serie animata, fresca ed ironica, capace di far ridere a crepapelle senza diventare mai scontata. Gli spettatori tra una risata e l’altra si ritroveranno spesso a riflettere ed interrogarsi sulle questioni affrontate. Disincanto tratterà in modo leggero e divertente di temi caldi e profondi. Nello specifico “la nuova serie parlerà di vita e morte, amore e sesso, e di come continuare a far ridere in un mondo pieno di sofferenza e di idioti”. Questo cartone animato, probabilmente come i suoi predecessori, sarà alla portata di tutte le età ma solo gli adulti potranno apprezzarlo in tutta la sua sottile complessità.

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Recensioni

L’ultimo Decamerone: Massini e Russo portano il Decameron al Bellini

L’ultimo Decamerone, lo straordinario spettacolo di Stefano Massini, con la regia di Gabriele Russo, realizzato grazie alla collaborazione tra la fondazione Teatro di San Carlo e la fondazione Teatro di Napoli-Teatro Bellini, avente ad oggetto il Decameron di Boccaccio, andrà in scena presso il teatro Bellini di Napoli dal 10 Aprile al 6 Maggio. Il Decamerone ( o Decameron),  scritto da giovanni Boccaccio nel XIV secolo, è indubbiamente una delle opere più importanti e studiate della storia della letteratura italiana. Il testo si sostanzia in una raccolta di 100 novelle e narra le vicende di un gruppo di giovani fiorentini, 7 donne e 3 uomini, che per sfuggire alla peste, che nel 1300 si era abbattuta sulla città, decidono di scappare da Firenze, per rifugiarsi in un casale di campagna. I protagonisti resteranno assieme per 14 giorni, prevedendo per ogni giornata determinate attività, tra le quali, quella di raccontarsi delle storie. Le Novelle sono 100 e non 140 perché la narrazione non aveva luogo il venerdì e il sabato. Nelle 10 giornate destinate alla narrazione, ogni dì veniva eletto un “re” che avrebbe dovuto scegliere il tema delle novelle da raccontare, solo Diomede, il più piccolo del gruppo, aveva la possibilità di sottrarsi al tema predefinito, mentre gli altri ne erano vincolati, fatta eccezione per il primo e il nono giorno, che erano a tema libero per tutti. Il titolo dell’opera:  Decamerone, infatti, sta proprio a significare 10 giorni. L’ultimo Decamerone: Il Decameron secondo Stefano Massini e Gabriele Russo Stefano Massini, autore teatrale di grandissimo talento, vincitore di numerosi premi in tutto il mondo, ha deciso di dedicarsi all’opera di Boccaccio mediante una innovativa rilettura, capace di differenziare il suo spettacolo dagli innumerevoli altri aventi ad oggetto il Decamerone. Di norma, data la complessità dell’opera e l’alto numero di storie contenute nella stessa, il pubblico è abituato a spettacoli in cui vengono portati in scena solo alcuni racconti mentre gli altri sono omessi, ma Massini decide invece di proporre una riscrittura estremamente originale in cui si tiene conto di tutte e 100 le novelle. Ovviamente sarebbe impossibile in una solo spettacolo riuscire a rappresentare così tante vicende ma l’autore, grazie al proprio talento, riesce a estrapolare il cuore dei racconti, realizzando così una riscrittura meravigliosamente peculiare in cui le 100 novelle si fondono e confondono, dando vita ad un opera “diversa” dall’originale, ma al contempo fedele perché capace di descriverla nella sua complessità. Per ogni protagonista è stata elaborata una storia che, pur non essendo parte del Decamerone originario, è in realtà il risultato della fusione e della reinterpretazione di tutte le novelle che Boccaccio fa raccontare a quel singolo personaggio. La straordinaria opera riesce con maestria a reinventare il capolavoro di Boccaccio conferendogli una veste nuova capace di preservarne l’essenza. Lo spettacolo è ambientato in un Bunker che, come l’originale casa di campagna, dovrebbe essere un luogo sicuro, dove poter scappare e nascondersi dai mali del nostro tempo. Qui le attrici non solo narreranno le loro storie, ma rifletteranno […]

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Cinema & Serie tv

Il cratere: l’esordio cinematografico di Sharon Caroccia

Il cratere, il primo lungometraggio di finzione di Silvia Luzi e Luca Bellino, arriverà nei cinema italiani il 12 aprile, e vedrà come protagonista Sharon Caroccia, la giovane e talentuosa cantante neomelodica, che insieme a suo padre, Rosario Caroccia,  si cimenterà nella sua prima esperienza cinematografica. Il film, racconta la storia di Sharon, una ragazzina napoletana di 13 anni con una innata passione per il canto, e di suo padre, Rosario, un uomo di mezza età particolarmente frustrato dalle tante delusioni e da una vita senza prospettive. La famiglia Caroccia si mantiene, grazie ad una “bancarella di peluche” che viene portata in giro tra fiere e feste di piazza. La piccola Sharon vive in un contesto grigio, in una famiglia estremamente umile dove non c’è spazio per l’educazione e per la scuola, l’unico suo sfogo è la musica. Rosario, che ha da sempre incoraggiato il talento della figlia, inizia ad essere affascinato dal mondo del business musicale neomelodico, particolarmente fiorente nel contesto napoletano. Decide di puntare tutto sulla figlia, investendo tempo e denaro nel progetto di rendere Sharon una piccola star. Le pressioni, le aspettative e i sacrifici a cui la bambina è costretta sono però sempre maggiori e ciò porterà ad inaspettate conseguenze. Il Cratere: l’esordio cinematografico di Sharon Caroccia La giovane cantante neomelodica non è  nuova alle telecamere, sono molte le trasmissioni a cui a ha partecipato e moltissimi i video musicali di cui e protagonista, in particolare tra i tanti possiamo citare quello di reggaeton napoletano, successo che ha conferito all’artista particolare fama tra i giovani partenopei. Date le molte apparizioni televisive, e conoscendo il carattere allegro e pimpante dell’artista, c’era da spettarsi la solita Sharon, ma invece, nel film, la giovane assume un comportamento completamente diverso da quello che le è proprio. Nel lungometraggio Il Cratere, Sharon Caroccia si pone come una ragazza introversa, cupa, arrabbiata e malinconica. Nella pellicola la protagonista ha dimostrato grande impegno per la recitazione, e come ha affermato la stessa, durante una conferenza stampa, in futuro cercherà di coltivare questa sua nuova grande passione. All’intero del film però i protagonisti sono due ed infatti particolari complimenti vanno anche al padre di Sharon, Rosario Caroccia, che ha posto in essere un’interpretazione particolarmente sentita e realistica, molto apprezzata dal pubblico, anche da coloro che erano reticenti all’idea di un film fatto da attori non professionisti. Il Cratere, una finzione che non va confusa con la realtà Il film narra la storia di una giovane ragazzina che viene forzata dal padre al successo, e c’è da chiedersi quanto della pellicola possa ritenersi corrispondente alla realtà di Sharon Caroccia. Di fronte a questo quesito, attori e registi hanno chiarito che la storia narrata non è autobiografica ed anzi che i personaggi interpretati sono molto diversi da come la famiglia Caroccia è nella realtà. Ovviamente sono presenti similitudini, Sharon ama cantare, la sua famiglia ha una bancarella di peluche e suo padre ha sempre creduto in lei, ma per il resto Il Cratere non può ritenersi ispirato […]

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Cinema & Serie tv

Bob e Marys: Criminali a domicilio

Bob e Marys: criminali a domicilio, la nuova ironica commedia di Francesco Prisco, interamente ambientata a Napoli, con protagonisti Rocco Papaleo e Laura Morante, arriverà nei cinema italiani il 5 aprile. Il film narra la storia di Roberto (Rocco Papaleo) e Marisa (Laura Morante), una coppia di coniugi, che conduce una vita tranquilla e forse fin troppo monotona. Lei è dedita al volontariato, mentre lui fa l’istruttore di scuola guida. Le esistenze dei due protagonisti sono però destinate a cambiare profondamente a causa dell’ impellente matrimonio della figlia, che li porterà a traslocare in una deliziosa villetta, purtroppo situata in uno dei quartieri più malfamati della città. Qui la sfortunata coppia sarà presa di mira da una banda di pericolosi criminali, i quali tenteranno di sfruttare la casa dei coniugi per i loro loschi traffici o, per dirla con le parole del regista, li “accùpperanno”. I criminali con violenza e minacce costringeranno i coniugi a custodire dei pacchi molto sospetti… Questa situazione porterà i protagonisti ad affrontare uno dei periodi più difficili della loro vita e ad interrogarsi su come reagire. Nella ricerca di una soluzione saranno particolarmente influenzati da un’amico avvocato (Massimiliano Gallo) e da un divertentissimo ex malvivente detto Metallino (Giovanni Esposito). Bob e Marys: Criminali a domicilio e la pratica dell’ accùppatura Il tema trattato dalla commedia è molto serio, ed è interessante notare come il regista abbia deciso di affrontarlo in modo ironico, cercando di raccontare con leggerezza una triste realtà che purtroppo affligge moltissime brave persone. “Accùppatura” è il termine coniato da Prisco per descrivere quella pratica criminale consistente nello sfruttare le abitazioni di individui innocenti ed insospettabili come deposito per la merce oggetto di traffico illegale. Le sfortunate vittime, con minacce e violenza, sono costrette ad accontentare le pretese di criminali senza scrupoli, perdendo così la propria libertà e rendendosi involontariamente complici di pratiche criminose. La paura che hanno le persone accùppate è tanta, e molto spesso preferiscono subire ed aspettare che l’incubo finisca piuttosto che esporsi denunciando i malviventi alle forze dell’ordine. La scelta di questo tema non è stata casuale, infatti, come racconta lo stesso Francesco Prisco durante la conferenza stampa, il film è basato su una storia vera, di cui sono stati sfortunati protagonisti dei suoi conoscenti. Prisco, colpito dalla vicenda, ha deciso di raccontare la storia in modo leggero, tramite una commedia capace di far sorridere senza però far passare in secondo piano l’enorme serietà e delicatezza del tema affrontato. Durante un’intervista il cast parlando del film ha detto che “Bob e Marys non è un film comico, è piuttosto una commedia tenera e complicata, essa non fa troppo ridire perché altrimenti verrebbero indeboliti gli altri temi trattati”. Inizialmente la vicenda raccontata potrebbe trasmettere, in modo velato, una sorta di sfiducia nei confronti di quelli che sono i canali tradizionali della giustizia. Ma di fronte a questo appunto, il regista ha giustamente replicato che, a prescindere dai giudizi di merito, ha deciso di strutturare la commedia, nella sua impalcatura essenziale, nel […]

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Attualità

Harry Potter The exhibition arriva a Milano

I fan di Harry Potter, il giovane mago che ha conquistato il mondo intero con le sue avventure, non dovranno più limitarsi a sognare il mondo incantato nato dalla penna della Rowling, perché dal 12 maggio al 9 Settembre, la fabbrica del vapore di Milano ospiterà Harry Potter The Exhibition, una straordinaria mostra, interamente dedicata all’universo Potteriano. Milano pronta ad accogliere Harry Potter The exhibition  La mostra, che avrà sede nella fabbrica del vapore, (situata in Via Giulio Cesare Procaccini, 4),  si svilupperà su una superficie di circa 1.600 metri quadri, all’interno dei quali, grazie ad oggetti ed artefatti provenienti direttamente dai set dei films, verranno ricreati gli ambienti più suggestivi ed amati del mondo del maghetto. I visitatori potranno vivere la straordinaria emozione di passeggiare all’interno della scuola di magia di Hogwarts, esplorando stanze come la sala comune ed il dormitorio di Grifondoro, le aule di pozioni ed erbologia ed inoltre luoghi come la capanna di Hagrid e la spaventosa Foresta oscura. Tutte le ambientazioni, saranno realizzate a regola d’arte, mediante l’utilizzo di installazioni e tecnologie interattive, così da permettere ai visitatori di calarsi il più possibile nel magico mondo di Harry Potter. Oltre ai meravigliosi scenari, accuratamente ricostruiti, la mostra offrirà ai fans di Potter, la possibilità di dilettarsi in una serie di divertenti attività uniche nel loro genere, quali ad esempio il lancio della Pluffa nell’area Quidditch e lo sradicamento della propria Mandragola durante la lezione di erbologia. Inoltre i visitatori potranno provare ad accomodarsi sulla gigantesca poltrona di Hagrid. La mostra (la cui durata è di un’ora circa) sarà aperta tutti i giorni nelle seguenti fasce orarie: Lunedì ( dalle 15.00 alle 22.00), Martedì, mercoledì e giovedì (dalle 10.00 alle 22.00), venerdì, sabato e domenica (dalle 10.00 alle 23.00). I biglietti (a partire dai 16 euro) possono essere acquistati in loco, ma per assicurarsi la possibilità di accedere alla exhibition, gli organizzatori consigliano di acquistare il proprio biglietto in anticipo, tramite il sito ticketone.it. Harry potter The exhibition sarà un occasione unica per tutti i fan italiani del magico mondo del giovane maghetto.  

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Recensioni

Battlefield: il Mahābhārata secondo Luca Delgado al Teatro Bellini

Battlefield, straordinario spettacolo tratto dal testo teatrale di Jean-Claude Carrière ed ispirato al Mahābhārata, è presentato al Teatro Bellini di Napoli dal 20 al 25 febbraio. L’opera è portata in scena con traduzione ed adattamento in italiano a cura di Luca Delgado. La rappresentazione, realizzata con la regia di Peter Brook e Marie Hélène Estienne, ha ad oggetto il Mahābhārata, che è l’opera fondamentale della letteratura Induista. Il testo, elaborato nel corso di otto secoli (tra il IV a.C ed il IV d.C), fu originariamente redatto in lingua sanscrita, ed è costituito da più di 100.000 versi. Esso si configura come una delle saghe più imponenti dell’intera letteratura mondiale. All’interno dell’opera è narrata la storia dell’antica e sanguinaria guerra per il potere combattuta dai due rami della discendenza del re Bharata. Al termine dello scontro, il campo di battaglia si presenta come una sterminata distesa di corpi. Milioni di morti giacciono ammassati l’uno sull’altro. Lo scenario è talmente atroce che vincitori e vinti cominceranno ad interrogarsi sulle proprie scelte… La guerra può essere evitata? Il sacrificio di vite umane può essere giustificato? Esiste il perdono per chi con i propri errori ha determinato la morte altrui? Questi sono solo alcuni dei quesiti ai quali la magnifica opera tenta di dare risposta. Battlefield: dopo trent’anni il capolavoro di Brook – riletto da Luca Delgado – torna in scena L’opera, ispirata al Mahābhārata, fece la sua prima apparizione sui palcoscenici nel 1985, quando il regista britannico Peter Brook ne portò in scena una monumentale versione teatrale della durata di 9 ore. Lo spettacolo venne presentato al Festival di Avignone,  e fu fin da subito definito come un vero capolavoro. La rappresentazione ebbe un successo enorme, e lo stesso Brook, anni dopo, si occupò di riadattarne il testo per una miniserie televisiva e per il grande schermo. Dopo trent’anni dalla “prima”, il grande maestro inglese, oggi novantenne, ha deciso di regalare al pubblico una nuova straordinaria rappresentazione del poema. Brook spiega che non si tratta di un mero omaggio al passato, ma di un lavoro volto a reinterpretare l’opera in chiave moderna, perché, come chiarisce il regista, i temi trattati sono più attuali che mai. Una guerra spaventosa che dilania una famiglia e milioni di vite sacrificate per acquisire il potere, questi sono gli elementi fondamentali su cui si regge il Mahābhārata, una storia senza tempo, che attraverso Battlefield descrive in modo disarmante i drammi della realtà contemporanea. Il testo, per nulla scontato, si caratterizza per l’enorme attenzione che viene riservata ai moti interiori dei protagonisti, i quali in seguito alla guerra saranno costretti a fare i conti con la propria coscienza. Nel corso della narrazione, anche attraverso l’utilizzo di significative metafore, gli attori cercheranno di trasmettere al pubblico l’enorme saggezza e le profonde riflessioni che caratterizzano l’ opera su cui si fonda il lavoro svolto. Lo spettacolo portato in scena, caratterizzato da una recitazione chiara ed essenziale, si pone come un attenta ed intelligente elaborazione del capolavoro della letteratura Induista. In soli 70 minuti […]

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Cinema & Serie tv

San Valentino Stories: perché Cupido è nato a Napoli

Il 14 febbraio, arriva nei cinema italiani San Valentino Stories, una commedia fresca, divertente ma anche riflessiva, nata da un’idea di Alessandro Siani. Il film è un lungometraggio diviso in tre episodi, diretti da tre giovani e promettenti registi campani, in cui l’amore, nelle sue diverse sfaccettature, viene raccontato utilizzando la città di Napoli come sfondo. San Valentino Stories: tre storie d’amore a Napoli Il primo episodio è intitolato PER AMOR DI DIO ed è diretto da Antonio Guerriero. Questa storia, ambientata nella meravigliosa Posilipo, ha come oggetto le vicende di Pasquale (Pasquale Palma), ragazzo estremamente cattolico, e Chiara (Denise Capezza) buddhista convinta. I due giovani, pur essendo innamorati, dovranno affrontare molti problemi dovuti al loro diverso credo… sarà possibile trovare un compromesso? oppure le divergenze religiose costituiranno un ostacolo insormontabile per il loro amore? Il secondo episodio è intitolato L’ISOLA DI CIOCCOLATO ed è diretto da Emanuele Palamara. La vicenda raccontata si svolge tra le mura del carcere minorile di Nisida. Qui Antonio (Giovanni Buselli), detenuto del maschile, si iscriverà ad un corso di pasticceria per avere la possibilità di incontrare Anastasia (Noemi Sales), detenuta del femminile. Purtroppo, i due giovani innamorati dovranno affrontare molte difficoltà per stare assieme e soprattutto dovranno fare i conti con gli errori commessi nel passato. Il destino dei due ragazzi non sarà semplice ma l’amore vince su tutto ed i due potrebbero salvarsi a vicenda. Il terzo episodio è intitolato CARICHI DI MERAVIGLIA ed è diretto da Gennaro Scarpato. Questa terza ed ultima storia, ambientata a Pozzuoli, racconta le vicende di due irriducibili amici (Gigi e Ross) che a quarant’anni, condividono il medesimo, triste, destino sentimentale. Entrambi, infatti, sono accomunati da una patologica paura delle responsabilità e si ritrovano single e disperati il giorno di San Valentino. Le vite dei due protagonisti sono però destinate a cambiare perché, proprio in questo magico giorno, alla loro porta busserà Aregash (Elena Sotgiu), una adolescente africana, che i due amici adottarono a distanza quando era ancora una bambina. La ragazza racconta di essere immigrata in Italia per conoscerli, perché li considera la sua famiglia… i due saranno pronti ad assumersi la responsabilità di una figlia? Questo terzo episodio, particolarmente interessante, pone l’attenzione sull’esistenza di diversi tipi d’amore e, nello specifico, viene dato rilievo all’amore inteso come amicizia da una parte, e all’amore inteso come sentimento che lega i genitori ai propri figli, dall’altra. Ad arricchire ulteriormente la trama vi è poi un’interessante parentesi volta a denunciare le pecche di un sistema giuridico che, in materia di adozioni, spesso preferisce il rispetto della burocrazia alla felicità delle persone. Gli episodi, pur essendo molto diversi tra loro, sono caratterizzati da una visione romantica della vita. Il film ambientato nella meravigliosa Napoli, grazie all’originalità delle storie e alla bravura degli attori, riesce a coinvolgere il pubblico facendolo sorridere e sospirare. San Valentino Stories è stato prodotto da Alessandro e Andrea Cannavale per Run Film con Rai Cinema ed è distribuito da Optima Entertainment.

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Cinema & Serie tv

Finalmente sposi: gli Arteteca tornano al cinema

Finalmente sposi, il nuovo film degli Arteteca, scritto da Ciro Ceruti e Nando Mormone e diretto dall’inimitabile Lello Arena, arriva nei cinema italiani il 25 gennaio. Il divertentissimo duo comico campano, costituito da Monica Lima ed Enzo Luppariello, porta sul grande schermo una pellicola esilarante, capace di far ridere il pubblico dall’inizio alla fine dello spettacolo. Nel 2006, gli Arteteca fanno il loro esordio cinematografico con il film Vita, Cuore, Battito: la pellicola narrava la storia di Monica ed Enzo, una pittoresca coppia di ragazzi napoletani che, per la loro unicità, furono selezionati per partecipare ad un reality show. Nel corso dell’esperienza televisiva i due ragazzi, fin troppo ingenui, si troveranno ad affrontare un grande momento di crisi che metterà a dura prova il loro amore. In Finalmente sposi, Enzo, cedendo alle insistenze della compagna, decide di chiederle la mano. Partono quindi i preparativi delle nozze ed i conseguenti problemi. Monica sogna un matrimonio da favola e per realizzarlo i ragazzi iniziano ad indebitarsi, consapevoli che con qualche anno di sacrificio riusciranno a far fronte alle spese. Purtroppo, però, come spesso accade nella vita reale, non mancano gli imprevisti. La coppia perde il lavoro proprio nel giorno del matrimonio e per pagare i debiti i neo sposini, anziché andare in viaggio di nozze, saranno costretti ad emigrare in Germania, con la speranza di trovare un lavoro per far fronte a tutte le spese accumulate. Finalmente sposi: oltre lo shatush  Gli Arteteca – divenuti particolarmente famosi grazie ai personaggi di Monica ed Enzo, i veraci fidanzati napoletani, tanto esagerati quanto comici – sono riusciti a portare sul grande schermo un film fresco e divertentissimo. La pellicola, assolutamente esilarante, ha il vanto di riuscire ad affrontare in modo leggero temi estremamente seri e complessi come l’integrazione razziale, la paura del diverso e la lotta agli stereotipi. In particolare, tra una risata e l’altra, viene dedicata grande attenzione alle problematiche che devono affrontare i giovani nel nostro Paese, come la precarietà del lavoro e la tendenza all’espatrio, vista spesso come unica speranza per un futuro migliore. Nel corso della conferenza stampa in cui ha avuto luogo la presentazione della pellicola, Lello Arena, si è complimentato con gli Arteteca Monica e Enzo, affermando che oggigiorno i comici devono avere la capacità di essere clown, ma non pagliacci, ed i due protagonisti ci riescono perfettamente. Il duo, grazie al loro talento, sono riusciti con intelligenza, a creare due personaggi unici, capaci di conquistare gli spettatori con la loro originalità e spontaneità.

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Recensioni

Teatro Delusio, un’opera di Familie Flöz al Bellini

Al Teatro Bellini di Napoli, dal 23 al 28 gennaio, andrà in scena Teatro Delusio, straordinario spettacolo di Familie Flöz, la compagnia tedesca divenuta famosa in tutto il mondo per le grottesche maschere che contraddistinguono le sue rappresentazioni. Spesso al teatro, rapiti dalla magia degli spettacoli, dimentichiamo che alle spalle degli attori vi è un mondo fatto di persone, duro lavoro e sogni. Nascoste dietro al sipario vi sono storie magnifiche che meritano di essere raccontate ed è questo l’obiettivo che viene raggiunto con la rappresentazione portata in scena da Familie Flöz. Con Teatro Delusio, la scena diventa backstage ed il backstage è messo in scena Il palcoscenico passa in secondo piano perché il vero spettacolo sarà ciò che accade dietro le quinte. Mentre sul palco si susseguono rappresentazioni di vario genere, celati dal sipario, i tecnici di scena Bernard, Bob ed Ivan, saranno i veri protagonisti dello spettacolo. Le loro storie, per quanto diverse, sono ricche di passione ed intensità, ciascuna con una propria morale. Bob, forte e determinato, dovrà fare i conti con il suo desiderio di riconoscimento; Bernard, uomo dall’animo sensibile, abituato a rifugiarsi nella letteratura, sperimenterà una nuova forma di felicità grazie ad una ballerina un po’ svampita; ed infine, Ivan, capo del backstage, pagherà a caro prezzo il suo eccessivo attaccamento al lavoro. Ciò che maggiormente caratterizza gli spettacoli di Familie Flöz è la peculiare concezione del teatro, che contraddistingue questa compagnia. Essa, infatti, mette in scena spettacoli dove la comunicazione è fatta di mezzi che vengono “prima” del linguaggio parlato. Gli attori affrontano la sfida di dover esprimere emozioni e stati d’animo estremamente complessi senza parlare e soprattutto senza poter mostrare il proprio viso; essi, infatti, indossano grottesche maschere che ne nascondono completamente il volto. La scelta di utilizzare queste maschere, tanto peculiari quanto magnifiche, non solo ha catturato l’interesse del pubblico, ma ha anche permesso agli attori di mostrare pienamente il proprio straordinario talento. I pittoreschi “volti” indossati dai protagonisti, per quanto rigidi ed inanimati, sono riusciti a trasmettere una miriade di emozioni. Con Teatro Delusio, la compagnia tedesca è riuscita a raccontare una storia senza il bisogno di parole. I tre interpreti, Andrès Angulo, Johannes Stubenvoll e Thomas van Ouwerker, grazie alla loro grandissima versatilità, sono stati capaci di interpretare ben 29 personaggi, rendendo perfettamente l’idea di un affollato e caotico backstage. Familie Flöz ha portato sul palco uno spettacolo poetico, dove le maschere hanno preso vita, ed ilarità e tristezza si sono alternate seguendo un ritmo incalzante.

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Cinema & Serie tv

Caccia al tesoro dei Vanzina: tentato furto a San Gennaro!

Mercoledì 22 novembre, presso il cinema Metropolitan di Via Chiaia, ha avuto luogo la proiezione in anteprima del film Caccia al Tesoro che arriverà nelle sale italiane il 23 Novembre. Al termine della visione, si è svolta una conferenza stampa a cui hanno partecipato i fratelli Vanzina, insieme a parte del cast. In particolare erano presenti Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Christiane Filangieri, Serena Rossi e Gennaro Guazzo. Caccia al tesoro è una commedia divertentissima prevalentemente ambientata a Napoli. Il film narra la storia di Domenico Greco (Vincenzo Salemme), un attore di teatro fallito e pieno di debiti, che vive con la cognata, Rosetta (Serena Rossi) vedova di suo fratello. Purtroppo il figlio di Rosetta è affetto da una grave patologia cardiaca e l’unica speranza di salvezza è rappresentata da un’operazione in America, il cui costo è di ben 160 mila euro. La famiglia non ha però i fondi per sostenere tale spesa e, per questa ragione, in preda alla disperazione, decide di rivolgersi a San Gennaro! Domenico e Rosetta si recano in chiesa per pregare e qui inizia un’esilarante escalation di equivoci e fraintendimenti, che porterà i due ad avere la convinzione che il santo li abbia autorizzati a rubare parte del proprio tesoro per pagare l’intervento. Nel corso del film, la storia di Domenico e Rosetta si intreccerà poi con quella dello sfortunato Ferdinando (Carlo Buccirosso) e di suo figlio Gennarino (Gennaro Guazzo). Questi decidono di partecipare all’operazione criminale, ma lungo la loro strada troveranno molti imprevisti, tra i quali Cesare (Max Tortora) e Claudia (Christiane Filangieri), ladri romani anch’essi intenzionati a rubare il tesoro! Caccia al tesoro dei Vanzina: San Gennà pienzace tu! Il film, girato tra Napoli, Torino e Cannes, si presenta come una commedia fresca e divertente, in cui viene dato molto risalto al forte legame che lega i napoletani all’amato San Gennaro. I protagonisti, da buoni partenopei hanno un enorme rispetto per il patrono e decidono di organizzare il colpo solo perché convinti che il Santo abbia dato loro il permesso. Per quanto la pellicola abbia come oggetto un furto, la storia è articolata in modo tale da far prevalere le buone intenzioni dei protagonisti, anziché i loro intenti criminali, ed è forse per questo che essi hanno avuto la benedizione del Santo. Purtroppo, per esigenze di produzione, nella commedia non compare il Duomo di Napoli, reale sede del tesoro del santo, bensì la stupenda chiesa di san Paolo Maggiore. In ogni caso il bellissimo capoluogo campano è mostrato come una città viva, colorata e calorosa. Ciò rende particolarmente orgogliosa Serena Rossi, che nel corso della Conferenza stampa ha più volte ribadito quanto essa sia fiera delle proprie origini napoletane. Uno dei temi centrali della commedia è quello del furto del tesoro del Santo e di conseguenza appare impossibile non pensare al celebre film di Dino Risi Operazione San Gennaro. Enrico Vanzina chiarisce però che non si tratta di un remake del film di Risi, poiché in Caccia al tesoro la storia è diversa ed […]

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Food

Pizzeria Agorini di Cardito: il regno della pizza gourmet

La Pizzeria Agorini di Cardito, il 21 novembre, ha aperto le sue porte agli operatori dell’informazione per la presentazione del suo nuovo concept, interamente dedicato alla pizza. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’imprenditore Emilio Agorini ed il giovane e talentuoso pizzaiolo Salvatore Impero, creatore del marchio PIZZA CLOUD. Situata a Cardito, in Corso Italia 66, la Pizzeria Agorini offre ai propri clienti un ambiente sofisticato e ricercato, ma anche familiare, dove potersi rilassare assaporando le prelibatezze realizzate dallo staff altamente qualificato. Durante l’evento di presentazione, prima dell’inizio della degustazione, il pizzaiolo Salvatore Impero e l’imprenditore Emilio Agorini hanno svelato agli ospiti della serata il proprio progetto, illustrandone le peculiarità ed i punti di forza. In particolare, Impero, ha presentato ai commensali la sua PIZZA CLOUD, marchio da lui brevettato, e di cui va giustamente fiero. “Pizza Cloud è una pizza che si distacca dalla tradizione, proponendo una fusione tra pizza napoletana e gourmet. L’impasto è realizzato con una miscela di farine macinate a pietra, in prevalenza semi-integrali, fatto lievi-maturare dalle 48 alle 96 ore a temperatura controllata di +2°. La pizza tonda viene cotta a 400/450°c per 2 minuti, in modo da ottenere una crosta sottile, croccante fuori e morbida dentro”. Menù della serata ANTIPASTO: Frittatina pistacchi e mortadella Crocchè di patate viola con speck e provola Zeppoline allo zenzero Verdurine in pastella PIZZE: PIZZA CLOUD: …Tradizione Napoletana! Napoletana DOP: Pomodoro San Marzano DOP, Pomodorini del piennolo DOP, olive taggiasche, alici di Menaica (presidio slow food), origano di montagna, aglio fresco, olio evo bio e basilico fresco. San Marzano DOP: Pomodoro San Marzano DOP, fior d’Agerola, olio evo bio e basilico fresco. PIZZA CLOUD: …Le tendenze! Oro Verde: Fior d’Agerola, pesto di pistacchio di Bronte, buccia di limone di Sorrento grattugiata, pistacchi di Bronte (presidio slow food), Parmigiano Reggiano 24/36 mesi DOP, olio evo bio e basilico fresco. Maialino Nero: Provola affumicata d’Agerola, friarielli saltati in padella con peperoncino in olio evo, salsiccia di maialino nero Casertano, Parmigiano Reggiano 24/36 mesi e basilico fresco. Pizza CLOUD: … Per buongustai! Cynara: Mozzarella di bufala Campana DOP, prosciutto cotto affumicato Karl Bernardi, carciofi freschi alla griglia, buccia di arance tarocco Gallo Igp grattugiate, Parmigiano Reggiano 24/36 mesi DOP, olio evo bio e basilico fresco. Cascata Jamon: Mozzarella di bufala Campana DOC, datterini gialli invecchiati Igp, patata viola, formaggio Cashel Blue, prosciutto crudo Jamon Serrano Monte Nevado, olio bio e basilico fresco. Babà. Pizzeria Agorini: il giusto connubio tra tradizione e gourmet Durante la presentazione del progetto, il pizzaiolo Salvatore Impero ha avuto modo di chiarire che oggi si fa spesso un abuso del termine gourmet, esso è utilizzato nei più svariati contesti, ed è quindi così privato della propria natura. In modo scherzoso, Impero ironizza sul fatto che nella realtà contemporanea la nozione gourmet è addirittura utilizzata per alcune tipologie di cibo per gatti! E sulla base di queste considerazioni, egli fonda la sua volontà di elaborare un tipo di pizza gourmet che possa essere realmente definita tale. Nel perseguire questo […]

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Culturalmente

Il Gigante di Palazzo: La statua parlante di piazza Plebiscito

Nei giardini del museo Nazionale di Napoli giace, semi dimenticato, il Gigante di Palazzo, un imponente busto di marmo, rinvenuto a Cuma, e risalente al periodo compreso tra la fine del I secolo e gli inizi del II secolo d.C. Purtroppo, come spesso accade per le opere ammassate nei musei, la storia di questa statua non è adeguatamente valorizzata ed, in particolare, pochissimi sono a conoscenza della enorme importanza che essa ha avuto nella storia di Napoli. Sulla targa posta accanto all’opera vi è scritto “torso colossale di Giove, cosiddetto Gigante di Palazzo”, ed è quest’ultimo l’appellativo che maggiormente assume rilievo poiché esso è il nome dato alla statua dal popolo napoletano. Il busto di Giove, opera avente circa 2000 anni, fu rinvenuta durante gli scavi effettuati a Cuma, e venne portato a Napoli nel 1668 per volere del viceré Spagnolo don Pedro Antonio D’Aragona. Alla statua vennero aggiunte braccia e gambe e fu posta su di una base di marmo posizionata accanto al palazzo vicereale di piazza Plebiscito (da qui il nome gigante di palazzo). La strada che conduceva verso Santa Lucia fu denominata salita del gigante, e lo stesso appellativo fu dato anche alla maestosa fontana dell’Immacolatella (oggigiorno collocata in via Partenope) che all’epoca si erigeva proprio accanto all’opera, e che per questo fu chiamata fontana del gigante. Il Gigante di Palazzo: La voce del popolo Napoletano Tralasciando la grande bellezza dell’opera, ciò che rileva ai fini della comprensione della sua importanza storica, è l’utilizzo che i napoletani ne hanno fatto. Infatti la statua, che doveva essere il simbolo del potere precostituito, divenne invece, ben presto, lo strumento con il quale il popolo partenopeo manifestò il proprio dissenso contro i regnanti. I napoletani iniziarono ad utilizzare la statua come punto di ritrovo dove fare satira e leggere componimenti aventi lo scopo di attaccare e schernire il potere politico. Il gigante di piazza Plebiscito (o Gigante di Palazzo) divenne tanto importante per i rivoltosi che, lo stesso viceré don Antonio, decise di porre una sentinella a guardia della statua così da impedire a chiunque di soffermarsi a leggere versi. Nonostante le iniziative dei sovrani, i napoletani continuarono ad attaccare le autorità utilizzando il Gigante di Palazzo come portavoce del proprio dissenso. Il popolo, sfidando la sorveglianza e non curante del rischio, riusciva puntualmente ad apporre sul gigante componimenti, critiche ed offese. In tale ottica, assume particolare rilievo la vicenda che vide come protagonista il viceré Luis De la Cerda, Duca di Medinaceli. Quest’ultimo per combattere l’impudenza partenopea annunciò la sua intenzione di offrire 8.000 scudi a chiunque avesse fornito notizie utili all’arresto dei rivoltosi. Come risposta a questa iniziativa, i napoletani, il giorno seguente, fecero trovare sul gigante un foglio con il quale venivano offerti ben 80.000 scudi a chi avesse portato la testa del viceré in piazza Mercato. Per quanto le autorità si sforzassero di frenare il fenomeno, il Gigante di Palazzo continuò ad essere per molto tempo la voce del popolo napoletano. Purtroppo però nel 1806, Giuseppe […]

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Attualità

Arriva il Monopoly Napoli, interamente dedicato alla città

Il Monopoly Napoli, il gioco di società più famoso al mondo, onorerà Napoli con un edizione speciale, interamente dedicata al capoluogo Campano. La versione Napoletana dell’inimitabile gioco da tavolo, verrà presentata ufficialmente il 10 novembre e stando alle anticipazioni, il tabellone, le singole caselle e le modalità di gioco saranno elaborate in modo da ritrarre i luoghi e i costumi tipici della Città Partenopea. Il Monopoly, fa la sua comparsa all’inizio del XX secolo quando fu inventato da Elizabeth Magie, la versione originale fu poi modificata da Charles Darrow ed il gioco venne lanciato nel mercato nel 1935 dalla società Parker Brothers, oggi di proprietà della Hasbro. Da allora il famoso gioco da tavolo ha fatto tantissima strada, evolvendosi e conquistando milioni di persone. Nel corso degli anni il Monopoly è stato più volte reinventato così da poterlo adattare alle nuove tendenze ed alle aspettative delle nuove generazioni. I giocatori del Monopoly hanno come obiettivo quello di prevalere sui propri avversari, ottenendo così il “monopolio del gioco”. In estrema sintesi, il gioco finisce quando un partecipante riesce ad eliminare tutti gli altri, concentrando nelle proprie mani tutte le risorse disponibili. Accanto alla versione classica, oggi la Hasbro, propone il gioco in un numero sempre crescente di accattivanti versioni speciali. Tra queste, a titolo meramente esemplificativo possiamo citare il Monopoly Disney e quello Disney villans, il Monopoly Star wars, Il monopoly città di Italia, Il monopoly Game of thrones e così via. Le versioni sono tantissime ed è impossibile non trovarne una capace di suscitare il nostro interesse. Un Monopoly Napoli dedicato alla città Partenopea Napoli sarà la prima città italiana a cui sarà interamente dedicata una versione del gioco, e quindi i cittadini partenopei saranno i prima ad avere la possibilità di giocare una partita di monopoly interamente ambientata nella propria città. Possiamo affermare che la scelta della Hasbro  è sicuramente un grandissimo onore nonché segno della crescente importanza che la città Campana sta acquisendo non solo a livello nazionale ma anche e soprattutto mondiale. Per il lancio del Monoply Napoli sono state organizzate diverse iniziative, in particolare il gioco sarà presentato ufficialmente venerdì 10 novembre  alle ore 10,30 al comune di Napoli presso la sala Giunta di Palazzo San giacomo. Infine il 12 novembre alle ore 10 sarà organizzato presso Piazza Vittoria un apposito evento dove i partecipanti potranno finalmente giocare, o forse sarebbe meglio dire «jucà», al Monopoly Napoletano.

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Teatro

Glob(e)al Shakespeare: “Giulio Cesare” ed “Una commedia di errori” al Teatro Bellini

Glob(e)al Shakespeare, è questo il nome dell’ambizioso progetto con il quale Gabriele Russo ha deciso di proporre al pubblico del Teatro Bellini una rappresentazione innovativa ed imprendibile di alcuni dei più grandi capolavori del drammaturgo inglese William Shakespeare. Per un mese, dal 3 al 26 ottobre, il Bellini sarà allestito e rivisitato in modo da ricordare il Globe Theatre di Londra, meraviglioso esempio di teatro elisabettiano seicentesco. Ogni sera, con un unico biglietto, sarà possibile assistere a due spettacoli. Per ogni giorno di programmazione, infatti, è prevista la messa in scena di due rappresentazioni shakespeariane, una tragedia e una commedia, così da regalare agli spettatori la possibilità di godere doppiamente delle magnifiche opere del poeta inglese. In particolare, dal 10 al 15 ottobre ed il 26 ottobre, andranno in scena gli spettacoli Giulio Cesare. Uccidere il tiranno ed Una commedia di errori. Glob(e)al Shakespeare: Giulio Cesare. Uccidere il tiranno Il Giulio Cesare, tragedia scritta da Shakespeare intorno al 1600, ha ad oggetto la storia dell’omicidio del grande dittatore romano. Come narrano le fonti storiche, Cesare, acquisito un enorme potere su Roma, iniziò ad essere considerato come minaccia da parte di molti uomini politici del tempo, i quali, per preservare la propria autorità, decisero di tradirlo. Durante una seduta del Senato il tiranno fu brutalmente ucciso a pugnalate, e l’omicidio fu giustificato come mezzo necessario per salvare Roma dalla dittatura. “Siamo eroi o macellai?” La famosa tragedia, messa in scena mediante un’interessante riscrittura ad opera di Fabrizio Sinisi e con la regia di Andrea De Rosa, cerca di offrire al pubblico un’analisi introspettiva di quelle che sono le ragioni che hanno spinto i cospiratori ad uccidere il tiranno. Gli attori, con straordinaria intensità, riescono a dar voce ai risvolti emotivi ed alle riflessioni che inevitabilmente travolgono gli animi degli assassini: Bruto, Cassio e Casca (Isacco Venturini, Daniele Russo e Nicola Ciaffoni). Essi si aggirano e si nascondono sul palco cercando di spiegare e giustificare le proprie azioni, cercando di convincere e convincersi della presunta nobiltà della propria scelta. In scena, accanto ai traditori, vi è però anche Antonio (Rosario Tedesco), il quale, estraneo alla congiura, darà della vicenda una propria essenziale interpretazione. Lo spettacolo, con grande intelligenza e forza, pone attenzione sul tema, attualissimo, della violenza e della guerra usati come strumento per perseguire i propri obiettivi. Fu giusto uccidere il tiranno per salvare Roma dalla dittatura? Nella tragedia Cesare viene ucciso perché visto come personificazione della minaccia alla democrazia, ma nella realtà la minaccia muore con il dittatore? O forse continua ad esistere insieme a tutti coloro che accettano ed acclamano la dittatura stessa? “Uccidere il tiranno può non bastare perché spesso il potere del tiranno risiede proprio nella comunità che lo subisce, che arriva a proteggerne e tutelarne il dominio”. Glob(e)al Shakespeare: Una commedia di errori Quest’opera di Shakespeare, ispirata ai Menecmi di Plauto, viene presentata con una riscrittura di Marina Dammacco, Emanuele Valenti e Gianni Vastarella. Lo spettacolo è portato in scena dalla compagnia Punta Corsara ed è […]

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Napoli & Dintorni

Pet Pride, la prima edizione a Napoli

Con il patrocinio del Comune di Napoli, e molti sponsor tra i quali il Consorzio Centro commerciale naturale e Radio Marte, il 6, 7 ed 8 ottobre, si svolgerà, presso la Galleria Principe di Napoli, la prima edizione del Pet Pride Napoli, un evento imperdibile dedicato ai nostri amati animali ed ai loro padroni! Il Napoli Pet Pride ha aperto ufficialmente le proprie porte ieri venerdì 6 ottobre, dalle ore 11.00 alle ore 19.00. Ha avuto luogo la presentazione dell’iniziativa e a seguire l’apertura degli stand e dell’info-point, dove sarà possibile richiedere informazioni circa il programma della manifestazione ed in particolare circa la possibilità di iscrivere i propri animali alle sfilate dei giorni successivi. Oggi e domani 8 ottobre, a partire dalle ore 11.00 fino alle ore 20.00, sarà possibile assistere a dimostrazioni ed approfondimenti circa i più svariati temi relativi al mondo animale, tra i quali la pet therapy, l’utilizzo dei cani per combattere lo spaccio di sostanze stupefacenti, il rapporto tra animali e moda, le nuove tecniche di toelettatura e molto altro ancora. In particolare saranno presenti veterinari pronti a dare informazioni e chiarimenti su vaccini, profilassi e micromappatura. L’innovativa iniziativa merita attenzione non solo per l’interesse suscitato nei confronti degli amanti del mondo animale, ma anche e soprattutto per la sua capacità di valorizzare ed utilizzare in modo proficuo uno spazio cittadino di grandissima bellezza ed importanza storica, quale la Galleria Principe Di Napoli.  Al Napoli Pet Pride la sfilata sarà aperta a tutti A differenza delle solite sfilate canine, quelle che avranno luogo oggi e domani presso il pet pride, non riguarderanno solo i cani di specifiche razze: l’iniziativa è infatti volta a tutti i pelosi indipendentemente dalla razza di appartenenza. Finalmente, insomma, una sfilata per cani dove il pedigree lascerà spazio alla simpatia e alla capacità dei nostri amici a quattro zampe di accattivarsi le grazie dei giudici. Per partecipare alla sfilata sarà necessario pagare una quota di iscrizione di 10 euro, ed al termine della manifestazione gli animali proclamati vincitori riceveranno dei premi. Infine ma non meno importante, il ricavato derivato dalla sfilata sarà donato in beneficenza ad associazioni di volontariato che si occupano di prestare cure ed assistenza agli animali randagi presenti sul territorio campano. Il Pet Pride Napoli, sarà il luogo perfetto dove poter condividere la propria passione per gli animali, divertirsi e soprattutto aiutare i pelosi meno fortunati.  

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Attualità

Strage a Las Vegas, 59 morti e oltre 500 feriti

Domenica 1° ottobre, Las Vegas, la città del Nevada famosa in tutto il mondo come il paradiso dei casinò e del gioco d’azzardo, è divenuta lo scenario di una strage senza precedenti, una ferita insanabile nell’animo del popolo americano e del mondo intero. Stephen Paddock, un pensionato americano di 64 anni, dopo aver ucciso una guardia di sicurezza, si è affacciato ad una finestra al trentaduesimo piano del Mandalay Bay Hotel, e da lì ha iniziato a sparare all’impazzata sulla folla di oltre 40.000 persone che si era riversata nelle strade per il concerto del Route 91 Harvest Festival, un’importantissima rassegna di musica country. Il killer ha continuato ad uccidere fino a quando, prossimo all’arresto, ha deciso di suicidarsi. Nonostante il repentino intervento degli agenti della SWAT, la follia sanguinaria di Paddock è riuscita a provocare 59 morti e oltre 500 feriti. Uno degli aspetti più sconcertanti dell’intera vicenda è che, stando alle prime ricostruzioni, il killer non aveva nessun precedente penale nè aveva mai dato segnali di squilibrio mentale. Secondo gli amici e i parenti di Paddock, questi era un uomo benestante che conduceva una vita semplice insieme alla moglie. Di conseguenza è impossibile non interrogarsi sulle ragioni che possono aver portato un uomo, apparentemente mite e normale, a procurarsi un arsenale di armi e compiere un’atrocità di tale portata. Las Vegas: una strage senza movente Il movente del killer è ancora incerto. Da una parte vi è l’ISIS che ha rivendicato l’attentato tramite un comunicato web: stando alla dichiarazione dell’organizzazione criminale, Paddock si sarebbe convertito all’Islam alcuni mesi prima e avrebbe quindi dato luogo all’attacco in veste di soldato dello stato islamico; dall’altra parte vi è l’FBI che per il momento smentisce la presenza di ogni legame tra l’attentatore e le cellule terroristiche islamiche. La gravissima vicenda si configura come la più grande strage americana dopo l’11 settembre. Essa scuote profondamente gli animi e sollecita su più fronti le polemiche sulla tematica dell’utilizzo delle armi da fuoco negli USA. Polemica già accesa dalla strage di Orlando avvenuta nel giugno 2016, ove persero la vita 49 persone. Quanto successo a Las Vegas è per molti l’ennesima dimostrazione della pericolosità di un sistema in cui è eccessivamente semplice procurarsi armi usate per uccidere poveri innocenti. A prescindere delle ragioni che hanno spinto l’assassino, bisogna riconoscere che questa orribile vicenda contribuirà ad accrescere il clima di terrore che si sta diffondendo negli ultimi anni. Sempre più spesso terroristi e folli di ogni sorta decidono di dare sfogo alla loro sete di sangue in luoghi e contesti dove le persone si riuniscono per svagarsi e trascorrere momenti di piacere. L’attentato al Bataclan di Parigi, quello di Nizza, l’attentato ai mercatini di natale di Berlino, quello al concerto di Ariana Grande a Manchester, quello al Pulse di Orlando ed infine la strage di Las Vegas, sono solo alcune delle troppe tragedie che inevitabilmente insinuano la paura nei nostri animi ed un odio profondo contro gli artefici di tutto questo male.

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