Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Cucina e Salute

Ricette autunnali senza glutine, un menù semplice e veloce

L’arrivo dell’autunno porta con sé una ricca varietà di profumi e prodotti, le temperature iniziano ad abbassarsi e a riscaldarci sono i colori tenui tipici di questa stagione. Ritorna anche quella voglia di rimettersi ai fornelli con il piacere di regalarsi una dolce coccola in compagnia di amici, ad esempio, in un pomeriggio di pioggia. Bisogna però prestare attenzione al fatto che un numero crescente di persone, per necessità (a causa di intolleranza o di celiachia) oppure per scelta mangiano senza glutine, infatti negli anni è aumentato considerevolmente il numero dei prodotti ideati per questo tipo di esigenza alimentare, inoltre è possibile preparare pranzi equilibrati, sani e saporiti senza surrogati ma con l’utilizzo di farine e cereali naturalmente privi di glutine. Vi proponiamo tre semplici e gustose ricette autunnali senza glutine.  FARINATA DI CECI E FUNGHI Ingredienti: 250 g farina di ceci 700 g acqua 1/2 bicchiere olio evo< 1 cc sale Per cuocere i funghi: 300g di funghi misti 1 spicchio d’aglio 1 rametto di timo 4 cucchiaini di olio evo 10 g di zenzero (facoltativo) sale q.b. prezzemolo Mettete a bagno per almeno 2 ore la farina di ceci con l’acqua, il sale e l’olio. Mescolate velocemente con la frusta da cucina per eliminare i grumi e rendere la pastella liscia e omogenea e lasciatela a riposare in frigo. Pulite i funghi e affettateli. In una padella scaldate 2 cucchiai di olio insieme all’aglio schiacciato, poi versate i funghi e rimuovete l’aglio. Cuocete i funghi a fiamma media condendoli con sale, pepe, prezzemolo e le foglioline di timo. A metà cottura unite anche lo zenzero grattugiato. Tirate fuori la pastella dal frigo aggiungete i funghi e versate il composto in una teglia unta d’olio, versatela poco alla volta senza esagerare con lo spessore, massimo 1/2 cm. Infornate a 180-200° per 25-30 minuti, alzando la temperatura gli ultimi 5 minuti per rendere la superficie più croccante e dorata. MILLEFOGLIE DI TEFF ALLA ZUCCA E RADICCHIO Ingredienti: 250 gr pasta lasagne di Teff 200 gr circa di zucca 1 cespo di Radicchio Rosso di Treviso olio extravergine di oliva per condire Lavate la zucca e tagliatela a fettine sottili, lasciando da parte un pezzo da grattugiare per lo strato finale. Lavate il radicchio e tagliate a metà le foglie. Preparate la teglia e portate ad ebollizione l’acqua. Salate ed immergete i fogli di pasta uno ad uno un paio di minuti affinché si ammorbidiscano. Tagliateli a metà e disponeteli sulla teglia alternando la pasta alle fette di zucca e alle foglie di radicchio. Ricoprite l’ultimo strado con la zucca rimasta grattugiata. Versate delicatamente un mestolo di acqua di cottura sopra la lasagna per evitare che si secchi in cottura. Cucinate per circa 15 minuti nel forno caldo a 180 gradi. Servite con un filo di olio extravergine di oliva a crudo. TORTA DI MELE E NOCCIOLE AL GRANO SARACENO Ingredienti per 6 persone: 80 g di farina di grano saraceno* 80 g di farina di riso* 60 g di fecola […]

... continua la lettura
Libri

Alex Carozzo, il nuovo libro: La mia lunga storia con il mare

La mia lunga storica con il mare: recensione del nuovo libro di Alex Carozzo. La mia lunga storia con il mare, edito da il Frangente, è un libro di Alex Carozzo. L’autore descrive la passione per il mare che lo ha accompagnato durante tutta la vita. Un racconto autobiografico diviso in tre archi temporali differenti, ognuno con le proprie caratteristiche. La vita in mare è ricca di contraddizioni, scandita da momenti di lontananza dagli affetti più cari ma fatta anche di occasioni riservate alla riflessione e alla crescita personale. Il legame che si instaura con l’oceano non riguarda solo il marinaio, ma l’intimo umano che si riflette in quella solitudine e libertà che solo il mare riesce a regalare. La mia lunga storia con il mare: la dedizione e la ricerca di Alex Carozzo Il protagonista è un semplice marinaio che ama definirsi “un umile esploratore“, genovese  ma veneziano d’adozione, che proprio a Venezia frequenta l’Istituto Nautico. Dopo aver terminato l’Accademia Militare di Livorno, inizia la prima fase della carriera nella Marina Mercantile. Le sue abilità da costruttore emergono quando realizza nella stiva della nave su cui è imbarcato come primo ufficiale il Golden Lion, una barca di 10 metri con la quale attraverserà il Pacifico da Tokyo a San Francisco. L’esperienza della navigazione si trasforma: quella del marinaio non è semplicemente una professione, ma una vera e propria passione. La sua curiosità lo porta alla continua ricerca e al costante perfezionamento, da autodidatta costruisce anche barche a vela con le quali partecipa alle grandi regate oceaniche in solitaria: la prima nel 1968 la OSTAR a bordo del catamarano San Giorgio; la seconda nello stesso anno, la Golden Globe Race con il Gancia Americano. Nel 1978, con equipaggio, prende parte anche alla Parmelia Race, a bordo del Golden Lion II. Alex Carozzo, un lupo di mare dal grande ingegno, durante i suoi viaggi conosce grandi personaggi come Rudy Choy, Raul Gardiani o Reinhold Messner. Il libro raccoglie le fotografie che testimoniano i viaggi e gli incontri memorabili. Dal racconto emergono due aspetti, il fulcro narrativo è ricco di elementi tecnici del linguaggio marinaro ma non mancano momenti più intimi di riflessione personale. Ne risulta una specie di diario di bordo in cui sono annotate tutte le esperienze di viaggio. Lo spirito libero di Alex Carozzo lo porta ad indagare nuove dimensioni dell’esistenza umana lontana dai vincoli socialmente condivisi, nel mare trova l’elemento ideale per immergersi in riflessioni religiose e filosofiche. Fonte immagine: Il Frangente  

... continua la lettura
Cinema e Serie tv

A Classic Horror Story: il mito della mafia in chiave horror

A Classic Horror Story è un film horror italiano del 2021 diretto da Roberto De Feo e Paolo Strippoli, premiato con la miglior regia al 67esimo concorso del Taormina Film Festival e dal 14 luglio è visibile in streaming sulla piattaforma Netflix. Una classica storia dell’orrore La narrazione si apre con un viaggio. La protagonista è Elisa (Matilda Lutz), giovane neo-laureata alla Bocconi, da poco assunta in prova da un’importante società, che scopre di essere incinta. Si lascia convincere dalla madre a tornare a casa per abortire, così da non mettere a rischio il suo futuro lavorativo e per farlo sceglie il carpooling dove incontra i suoi compagni di viaggio: Fabrizio (proprietario del camper), Mark e Sofia (due giovani turisti) e Riccardo (un medico). La destinazione comune è la Calabria, ma l’itinerario verrà interrotto da un incidente stradale che misteriosamente catapulterà i personaggi nel bel mezzo dei boschi calabresi. Il camper che stenta a ripartire si trova in una piccola radura davanti a un’inquietante casetta. Col passare delle ore, angoscianti presenze cominciano a manifestarsi attorno a Elisa e agli altri, impossibilitati a chiamare aiuto e costretti a lottare per la loro sopravvivenza. Dalle premesse sembra di essersi imbattuti in uno di quei classici film horror visti e rivisti, ma l’intenzione nasconde ben altro. La riproduzione voluta delle forme di genere viene intesa come un recupero attivo e funzionale di archetipi narrativi dell’orrore, da qui l’abbondanza di citazionismo che rivelano anche una ottima conoscenza. Personaggi archetipi del genere quali lo sfigato, il bullo, la bella del gruppo, il nerd e altri elementi come la casa in mezzo al bosco, l’assassino misterioso con la maschera (vedi per esempio Jason Voorhees) oppure la casetta che ricorda vagamente una chiesa e rifà a quell’immaginario pagano-ritualistico di film come The witcher man e The ritual. In A Classic Horror Story l’utilizzo di topoi del genere non ne fanno tuttavia un semplice film derivativo, privo di idee o intenzioni, queste ultime emergeranno durante il film che funziona anche nella sua componente più classica, unita alla volontà di recuperare una leggenda fortemente legata al territorio meridionale, quella di Osso, Mastrosso e Carcagnosso considerati i padri fondatori delle mafie. Tali figure assumono i caratteri di creature orrorifiche leggendarie, quasi delle divinità temute e adorate; non meno degno di nota è l’epilogo metacinematografico che apre la strada della critica al mondo cinematografico italiano, al genere, alle intenzioni, alla fruizione e al gusto del pubblico. Clichè sparsi qua e là forse non incidono positivamente sull’effetto tensione e sorpresa, ma  meritevole d’attenzione è l’aver affrontato un sottogenere diverso, meno dibattuto, strettamente legato al territorio e che comunemente viene definito folk horror. Molto curata la fotografia, l’uso del colore e il taglio registico in un atmosfera del cinema slasher degli anni ’80.

... continua la lettura
Attualità

Nomadland: la strada verso la guarigione dello spirito

Nomadland è un film del 2020 scritto, diretto, co-prodotto e montato da Chloé Zhao, che riporta sullo schermo l’adattamento cinematografico del libro della giornalista Jessica Bruder, Nomadland – Un racconto d’inchiesta (2017). L’articolo da cui inizia la storia venne pubblicato su Harper’s Magazine e si intitolava “La fine della pensione: quando non puoi permetterti di smettere di lavorare” e raccontava la storia di alcune persone – in particolare di una certa Linda May – dalla vita nomade, che si spostavano da un posto all’altro a bordo di veicoli in cui vivevano anche, per risparmiare mentre facevano lavori spesso stagionali. Nomadland è un film drammatico che ha un approccio quasi documentaristico e riesce a mettere nella finzione una buona dose di realtà. Ha vinto il Leone d’oro alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia dove è stato presentato in anteprima. Nei mesi successivi ha ricevuto altri premi tra i quali il Golden Globe per il miglior film drammatico e per la miglior regista, oltre a tre Premi Oscar, rispettivamente per il miglior film, la miglior regia e la migliore attrice protagonista. Trama di Nomadland La protagonista della storia, Fern ( interpretata da Frances McDormand), è una donna di sessant’anni che ha perso suo marito e il suo lavoro durante la Grande recessione che ha colpito gli Stati Uniti tra il 2007 e il 2013, periodo durante il quale la città mineraria in cui viveva si è sostanzialmente dissolta. In seguito alle grandi perdite la donna carica i bagagli sul suo furgone e decide di viaggiare per gli Stati Uniti vivendo nel suo veicolo. Durante il suo percorso, diventa più forte e trova una nuova vita, grazie all’incontro con una comunità di raduni tra nomadi, dove conosce Linda May e Swankie (due autentiche nomadi che interpretano loro stesse), instaura una forte amicizia con Dave e si lega ad altre persone che incrocerà nel suo viaggio. Un interminabile viaggio Il ritratto dello spirito nomade americano è messo in scena in questo road movie focalizzando l’attenzione sullo splendore dell’Ovest americano, dalle Badlands del South Dakota al deserto del Nevada, fino al Pacific Northwest. Luoghi sconfinati e deserti che lo spettatore guarda attraverso gli occhi della protagonista percorrendo un viaggio non solo fisico ma anche emozionale. Quella di Fern non può definirsi fuga dalla “realtà”, né l’adozione di uno stile di vita tribale e anticonformista; il continuo errare nasconde qualcosa di più profondo e ad emergere è il desiderio di esorcizzare il dolore. Si tratta di una  reazione ad un evento traumatico che accomuna la vita di Fern e degli altri nomadi della comunità, nessuno resta a lungo e dopo un incontro il flusso migratorio continua. Da sottofondo ai viaggi di Fern le musiche di Einaudi: qualcosa di poetico che accompagna la regia documentaristica della Zhao, quasi alla ricerca di un realismo incentrato su espressioni facciali, dialoghi brevi e lunghe pause scandite dal silenzio, interrotte dai suoni della natura. Il paesaggio predomina in tutta la sua forza come elemento principale del racconto e rappresenta […]

... continua la lettura
Attualità

La decarbonizzazione navale del Green Sandi Yacht

Il tema della salvaguardia dell’ambiente si concretizza con iniziative a favore dell’ecosostenibilità. In Campania si segna una nuova rotta verso la tutela ambientale con la creazione della prima campagna ecologica per la diffusione della decarbonizzazione navale che prende il nome di “Green Sandi Yacht“. Una importante iniziativa che si propone come obiettivo la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra ad opera di tre imprenditori napoletani che hanno aderito al progetto internazionale “Carbon off set” e che sono impegnati attivamente nella protezione delle acque marine. I fratelli Pasquale e Domenico Palumbo e Giulio Fiertler sono partiti dai Campi Flegrei con un programma di decarbonizzazione dei consumi, che destina una parte della spesa di gasolio  per favorire dei progetti per lo sviluppo delle energie rinnovabili, come ad esempio la costruzione di turbine idrauliche e pale eoliche in Africa. “Abbiamo deciso di impegnarci nella riduzione dei consumi di GHG inquinanti per l’ambiente – dichiara Fiertler – e per questo motivo, con lo yacht Sandy IV, abbiamo aderito al progetto di off-setting in collaborazione con la britannica “Yacht carbon off set”, che offre l’opzione di decarbonizzare le emissioni prodotte durante le crociere, contribuendo a finanziare importanti campagne ambientaliste”. Un indiscusso impegno che mette al centro di ogni prerogativa la “sostenibilità ambientale” anche nell’ambito della navigazione, attraverso la decarbonizzazione navale che diventa un valido strumento per migliorare la qualità della vita nel tentativo di preservare la biodiversità marina e diminuendo il grado di inquinamento dei nostri mari. “Per la comunità nautica, il rispetto dell’ambiente è diventato un requisito necessario – ribadisce Pasquale Palumbo – e la compensazione del carbonio è sicuramente una risposta proattiva alla sua riduzione”. Le operazioni di decarbonizzazione si attueranno mediante l’utilizzo di velocità meno elevate, l’interfaccia nave/porto e l’ottimizzazione dei piani di viaggio e della gestione della flotta. A tale proposito, la sfida dei tre imprenditori è quella di coniugare la comodità e il lusso degli yacht con un efficiente piano ecologico volto a ridurre drasticamente le emissioni di Co2. “Lusso sostenibile si può, gestendo gli yacht in modo efficiente ed ecologico, – commenta Domenico Palumbo – come abbiamo fatto noi con il nostro Sandi IV, che significa anche adottare misure per ridurre il consumo del carburante, coinvolgendo sia gli armatori che gli ospiti a bordo, diffondendo la consapevolezza del legame tra gas serra e cambiamento climatico. Per arrivare a questo si dovranno ad esempio utilizzare materiali più leggeri con una linea più snella che procuri meno frizioni, più efficienza dei macchinari, una diminuzione dello spreco di calore e, soprattutto, una maggiore assistenza del vento”. Agli ospiti dello yacht, che avranno aderito alla campagna ecologica, verrà rilasciato un certificato a testimonianza dell’impegno per la protezione dell’ambiente e in particolare del mare.   Fonte immagine: comunicato stampa

... continua la lettura
Attualità

UPprezzami, la campagna contro la discriminazione

Il proposito del via alla campagna UPprezzami di SottoSopra, il Movimento Giovani per Save the Children, è quello di coinvolgere e sensibilizzare sempre più le scuole per abbattere pregiudizi e stereotipi. La mobilitazione virtuale si estenderà per tutto il mese di marzo, durante questo periodo studenti e docenti sono invitati a condividere sui social le attività realizzate contro ogni forma di discriminazione. La protagonista dello spot  di Save di Children è una ragazza che decide di festeggiare il compleanno online, dalle sue stesse parole si evince che non è così popolare tra i suoi coetanei, si definisce una “secchiona” e “senza speranza”, tanto che alla festa di compleanno dell’anno precedente non si era presentato nessuno. Ma quest’anno ci riprova mettendosi il vestito della festa, con un regalo da scartare e la torta, quasi cercando di omologarsi per compiacere ai suoi amici ed essere finalmente accettata. Il finale che si presenta è un chiaro messaggio che mira a “spegnere il pregiudizio“, le candeline propongono simbolicamente lo scopo del video affidando allo spettatore l’impegno di creare relazioni sane e rispettose della diversità. Upprezzami, la diversità è una ricchezza che ci rende unici Portare sul tavolo esperienze differenti, formazioni diverse, vissuti estranei, aiuta a cambiare in meglio la percezione delle idee. Ognuno di noi ha un proprio modo di vedere le cose, che è influenzato dallo stile di vita, dall’ambiente familiare, dal substrato culturale nel quale ci si forma, dalle comunità allargate nelle quali viviamo. I pregiudizi non si fermano alle idee o ai comportamenti, gli stereotipi di genere e il fenomeno del body shaming sono molti diffusi soprattutto tra gli adolescenti. A causa di questo tipo di discriminazioni molti ragazzi vengono “etichettati” con definizioni che restano quasi indelebili sulla pelle, finiscono così per vivere una condizione di solitudine e emarginazione. L’isolamento generato dalla pandemia ha forse evidenziato l’importanza della socialità e della condivisione nella vita quotidiana, peggiorando la condizione di chi vive già forme di esclusione perché non viene accettato per quello che è, dunque UPprezzami ci invita ad apprezzare la diversità come valore aggiunto. Allora perché non partire proprio dalla scuola e dai ragazzi? “Spetta proprio ai ragazzi e alle ragazze assumere un ruolo da protagonisti nel contrastare ogni forma di pregiudizio”, sottolinea Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, secondo la quale “imparare a relazionarsi agli altri in modo aperto e libero, nel rispetto delle differenze, è una sfida educativa essenziale per il futuro del nostro Paese ed è un tassello fondante dell’educazione alla cittadinanza”. Le tematiche legate a discriminazioni e a stereotipi di ogni tipo, sono argomenti molto dibattuti sui social network, come Tiktok e Instagram, frequentati soprattutto dai giovanissimi. Secondo uno studio di Reputation Manager per Save the Children, fa sapere l’organizzazione, il numero dei post di Instagram o le visualizzazioni ottenute dai video TikTok su questi temi raggiungano numeri elevatissimi. Nell’ambito della campagna UPprezzami, i ragazzi hanno ideato un kit di attività destinato a studenti e insegnanti, non solo per stimolare il confronto, ma […]

... continua la lettura
Cinema e Serie tv

Golden Globe 2021, tutti i vincitori e il premio per l’Italia

La 78esima edizione dei Golden Globe si è svolta riadattandosi all’era Covid – niente tappetto rosso e pubblico – condotta da Tina Fey e Amy Pohler, per la quarta volta al timone dello show ma in diretta per la prima volta rispettivamente da Beverly Hills – dal Beverly Hilton Hotel dove tradizionalmente si svolge l’evento – e da New York. I candidati hanno partecipato in collegamento dalle proprie abitazioni. Anche in Italia arriva il Golden Globe, accolto con un esplosione di gioia e commozione da un’artista italiana, infatti ad aggiudicarsi il premio come migliore canzone è: “Io sì“(Seen) di Diane Warren cantata da Laura Pausini per il film con Sophia Loren “La vita davanti a sè“. Altrettanto acclamato il riconoscimento a Chloé Zhao come miglior regista, è solo la seconda donna nella storia del premio, 37 anni dopo Barbra Streisand. Netflix invece ha sbancato i Golden Globe 2021 probabilmente a causa della pandemia di COVID-19 che ha visto, in generale, un dominio schiacciante dei servizi di streaming, frutto di un’annata 2020 piuttosto deludente. Ha vinto nelle categorie ambite della miglior serie TV drammatica, con The Crown, e della miglior miniserie drammatica, con La Regina Degli Scacchi. Soul, di Disney Plus, ha vinto come miglior film di animazione, e il sequel di Borat di Prime Video è stato il miglior film commedia. Chadwick Boseman, compianta star di Black Panther, ha vinto un premio come miglior attore protagonista in un film drammatico per la sua performance in Ma Rainey’s Black Bottom, sempre per Netflix. C’è una vittoria anche per Apple TV Plus: Jason Sudeikis è stato eletto miglior attore in serie TV commedia per Ted Lasso. Qui l’elenco completo dei partecipanti e dei premi del Golden Globe 2021, Il vincitore sono evidenziati in grassetto: MIGLIOR FILM DRAMMATICO Il processo ai Chicago 7 Mank Nomadland The Father Una donna promettente MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO Andra Day (The United States Vs. Billie Holiday) Carey Mulligan (Una Donna Promettente) Frances McDormand (Nomadland) Vanessa Kirby (Pieces Of A Woman) Viola Davis (Ma Rainey’s Black Bottom) MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO Anthony Hopkins (The Father) Chadwick Boseman (Ma Rainey’s Black Bottom) Gary Oldman (Mank) Riz Ahmed (Sound of Metal) Tahar Rahim (Mauritanian) MIGLIOR FILM MUSICAL O COMMEDIA Borat: Seguito Di Film Cinema Hamilton Music Palm Springs The Prom MIGLIOR ATTRICE IN UN MUSICAL O COMMEDIA Anya Taylor-Joy (Emma) Kate Hudson (Music) Maria Bakalova (Borat: Seguito Di Film Cinema) Michelle Pfeiffer (French Exit) Rosamund Pike (I Care a Lot) MIGLIOR ATTORE IN UN MUSICAL O COMMEDIA Andy Samberg (Palm Springs) Dev Patel (La Vita Straordinaria Di David Copperfield) James Corden (The Prom) Lin-Manuel Miranda (Hamilton) Sacha Baron Cohen (Borat: Seguito Di Film Cinema) MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE Onward Over The Moon – Il Fantastico Mondo Di Lunaria Soul The Croods: A New Age Wolfwalkers – Il Popolo Dei Lupi MIGLIOR FILM IN LINGUA STRANIERA Another Round La Llorona Minari The Life Ahead (La Vita Davanti A Sé) Two Of Us MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (qualsiasi […]

... continua la lettura
Cinema e Serie tv

Precious – il film – | Per tutte le ragazze preziose del mondo

Precious è un film del 2009 del regista Lee Daniels  basato sul romanzo di Sapphire, Push – La storia di Preciuos Jones. Un film che ha ricevuto diverse nomine nelle varie categorie premio che vanno dalla performance del cast alla direzione, dalla cinematografia all’adattamento del libro in pellicola, includendo sei nomine all’Academy Awards, pluripremiato al Sundance Festival e vincitore a Cannes della sezione “Un Certan Regard”. La quantità considerevole di riconoscimenti incuriosirebbe qualsiasi spettatore che non abbia ancora visto il film, disponibile sulla piattaforma Netflix dall’ ottobre scorso. Precious il film di Lee Daniels disponibile su Netflix- la trama: La storia della sedicenne Precious Clareece Jones è ambientata negli ’80; la ragazza vive con la madre nella parte più povera di Harlem, soffre di obesità ed è quasi analfabeta, inoltre è madre di una bambina affetta dalla Sindrome di Down nata dalla violenza sessuale che Precious ha subito dal padre. L’unica figura genitoriale presente nella sua vita non è in grado di prendersi cura di lei, oltre agli abusi è costretta a sopportare anche le umiliazioni e le ripetute violenze della madre che non si risparmia di ricordarle puntualmente che la odia. Un giorno la scuola che frequenta decide di espellerla quando viene a conoscenza della seconda gravidanza della ragazzina. Però, la direttrice le consiglia di iscriversi ad un programma speciale che aiuta ragazzi problematici. E’ così che comincia il riscatto per Precious, che intraprende un cammino per ritrovare la fiducia in se stessa, grazie all’aiuto di due donne. Il contesto sociale è ben ancorato alla realtà con al centro i disagi sociali che vive il sottoproletariato di New York. Un film dedicato a tutte le ragazze preziose del mondo Alla base di un delicato dramma ci sono una mancanza di educazione alimentare, una dipendenza dalla tv che spinge la protagonista a trovare conforto nella fantasia per sfuggire alla realtà, sommate alle fragilità di una giovane adolescente. Il suo doppio nome sta ad indicare che lei è preziosa come tutte le fanciulle del mondo, un fiore violato nella sua purezza, offesa e umiliata da chi avrebbe dovuto proteggerla e donarle amore incondizionato, Precious riesce a trovare la forza di rimanere a galla, talvolta con sofferta indifferenza, altre tentando di cambiare la sua condizione. Precious riuscirà ad ottenere il suo riscatto? O forse sarà meglio chiedersi in cosa consiste la famosa rivincita di chi ha tanto sofferto? Il film racconta una storia di emancipazione sociale che tuttavia prende le distanze da qualsiasi ricorso a espedienti retorici, un monumento all’ istruzione come principale fonte di evasione da qualsiasi condizione di subalternità; la celebrazione dell’intelligenza e di un atteggiamento propositivo verso la vita, a dimostrazione del fatto che è possibile farsi strada anche nel sentiero più tortuoso. La particolarità di Precious è quella di riuscire a trovare un motivo per preservare la sua preziosità, con la piena consapevolezza del suo dramma, mostrando le cicatrici e le mancanze. Fonte immagine: Wikipedia

... continua la lettura
Cinema e Serie tv

Pieces of a Woman, il dolore dopo la tragedia

Pieces of a Woman è un film diretto da Kornél Mundruczó , presentato in concorso alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, durante la quale Vanessa Kirby è stata premiata con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Il 12 settembre Netflix ne ha acquisito i diritti di distribuzione statunitensi e internazionali: il film ha avuto una distribuzione limitata nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 30 dicembre 2020, per poi venire pubblicato sulla piattaforma streaming a livello globale dal 7 gennaio 2021. La storia, diretta da Kornél Mundruczó con la sceneggiatura di Kata Wéber, sua ex partner, e s’ispira ad un’esperienza diretta della scrittrice. Con la firma di Martin Scorsese come produttore esecutivo, racconta un episodio che cambia per sempre il rapporto di Martha (Vanessa Kirby) e Sean (Shia LaBeouf). La trama di Piece of a woman La donna decide di partorire in casa ma la nascita della primogenita si trasforma in un incubo quando durante il travaglio la piccola perde la vita per mano di un’ostetrica confusa e agitata che verrà accusata di negligenza criminale. La vita della giovane coppia viene totalmente stravolta dal lutto, e il momento gioioso dell’ arrivo di una nuova vita, diviene un dramma. Inizia così un’odissea lunga un anno per Martha, che deve sopportare il suo dolore e al contempo gestire le difficili relazioni con il compagno e la dispotica madre che intenta una causa ai danni dell’ostetrica divenuta oggetto di pubblica denigrazione. Pieces of a Woman ha un’aria profondamente intima: è la storia di un dolore taciuto, che rimane inespresso nelle parole ma che viene percepito nelle sue molteplici sfumature, l’ elaborazione del lutto prende pieghe diverse a seconda dei personaggi. Ricercati toni di grigio fanno da sfondo alla vicenda dolorosa che si riflette in un’ ambiente esterno dominato dal disordine e dalla trascuratezza. Nelle sequenze scandite dal silenzio sono racchiusi i pensieri di una donna che impara a convivere con la sua perdita: Martha è la protagonista di una tragedia devastante. La scena iniziale è quella che si presta a un forte realismo e quando il film non è ancora a metà ci si domanda come la giovane donna possa andare avanti dopo quello che le è capitato. Sarà proprio lei a darci la risposta verso il finale, dopo averci tenuto a lungo a debita distanza. Senza fare eccessivi spoiler, Martha riesce ad affermarsi come persona di fronte all’anziana madre che, magari con buone intenzioni, cerca di fare quello che non può e non deve più fare, cioè decidere per la figlia, prendersi carico della sua vita e della sua sofferenza. Ella ci mostrerà a piccoli passi che è possibile giungere a quella luce in fondo al tunnel, attraversando il dolore e dandogli un volto ben riconoscibile. Nascita, morte e rinascita sono gli elementi di un ciclo vitale al quale non possiamo sottrarci. Fonte immagine: https://www.mymovies.it/film/2020/pieces-of-a-woman/

... continua la lettura
Attualità

2021 l’anno di Dante, la parola del giorno della Crusca

Il 2021 è l’anno dedicato a Dante Alighieri in Italia e nel mondo. In occasione del Settecentenario della morte del sommo poeta, avvenuta a Ravenna nel 1321, si svolgeranno diverse iniziative, molte delle quali a Firenze, patria d’origine del poeta ma anche nel resto d’ Italia. Dal primo Gennaio, la Divina Commedia prende vita sul web, per la prima volta, sul sito degli Uffizi saranno visibili i disegni che illustrano il poema, realizzati alla fine del Cinquecento dal pittore Federico Zuccari, che affrescò la Cupola di Santa Maria del Fiore. Nella sola città di Firenze gli eventi saranno più di un centinaio; sono in programma celebrazioni di carattere scientifico, giornate di studi e convegni ma anche progetti culturali di ampio respiro selezionati per comprendere un pubblico più vasto: mostre, esposizioni, concerti, performance di danza e teatro e una lettura completa del Poema divinamente ispirato. Si intrecceranno così collaborazioni da più fronti: l’Accademia della Crusca, gli Uffizi, il Museo Galilei, il Teatro Nazionale della Toscana, l’Università degli studi di Firenze, la Società Dantesca, l’Archivio di Stato, l’istituto degli Studi del Rinascimento, il Museo Casa di Dante, il museo Casa Buonarroti. La Gallerie degli Uffizi, che custodisce l’intero gruppo dei fogli “danteschi” in tutto 88, ha aperto le celebrazioni pubblicando sul sito una mostra virtuale: “A riveder le stelle” accompagnata da un apparato didattico scritto da Donatella Fratini, curatrice dei disegni dal Cinquecento al Settecento degli Uffizi. Dante 2021: una parola fresca di giornata Ad accompagnare le varie iniziative non mancheranno le parole; per ciascuno dei 365 giorni dell’anno sul sito internet dell’Accademia della Crusca apparirà una diversa parola o espressione di Dante arricchita dall’aggiunta di un breve commento, pensato per raggiungere tutti i lettori. Una varietà di locuzioni, motti, latinismi, neologismi che in gran parte appartengono ancora al nostro patrimonio linguistico. “Anche in questo modo si intende sottolineare la capacità creativa, l’attualità e la straordinaria leggibilità del grande poeta- spiega il presidente Claudio Marazzini- l’iniziativa si tiene nell’ambito delle celebrazioni dei Settecento anni dalla morte di Dante Alighieri” Nel 2020 la Crusca ha fortemente sostenuto l’istituzione del Dantedì, una giornata intitolata alla memoria del poeta celebrata per la prima volta il 25 marzo scorso, durante l’esperienza del primo lockdown, in un periodo complesso di attesa e speranza. L’iniziativa è riuscita a coinvolgere il mondo della cultura italiano e internazionale, le scuole, le istituzioni e tutta la popolazione di amatori e appassionati. Attraverso  “Una parola di Dante fresca di giornata”, ogni giorno, lungo il corso dell’intero anno, una parola di Dante verrà presentata e commentata sul sito dell’Accademia e condivisa poi sui suoi social. Lo scopo è quello di invitare alla riflessione sul nostro patrimonio culturale e di coinvolgere nelle celebrazioni un pubblico quanto più ampio e variegato possibile. Per conoscere nel dettaglio gli eventi dell’Accademia e quelle delle altre istituzioni fiorentine, è possibile consultare il sito web dell’Accademia della Crusca: accademiadellacrusca.it e quello del Comune di Firenze 700dantefirenze.it     Fonte immagine: Pixabay.

... continua la lettura
Attualità

Clima: #CARIUMANI, la nuova campagna

#CARIUMANI la natura parla all’uomo: la nuova campagna sul clima del WWF Parte la nuova campagna di sensibilizzazione sulla delicata questione del cambiamento climatico che proseguirà per tutto il 2021 e che si appresta a proporre anche per l’Italia una legge quadro sul clima. Il mondo della natura lancia un appello all’uomo per mezzo della voce e del volto dell’attore Giacomo Ferrara. Il messaggio di cui si fa portavoce è un richiamo alla responsabilità di ogni singolo individuo, dialogando attraverso una forma espressiva dolce e compassata che si spera riesca a catturare quanti ancora persistono in comportamenti poco sostenibili. Con il 2021 comincia un anno cruciale per la lotta alla crisi climatica, con grandi appuntamenti in Italia con Cop giovani e G20 mentre nel Regno Unito G7 e Cop26. L’obiettivo fondamentale è quello di ridurre in modo significativo le emissioni di CO2 fino al 2030, per poi arrivare alla neutralità climatica entro il 2050. Nonostante i disagi causati  dall’ emergenza Covid, la campagna non si arresta, anzi al contempo è in atto un processo per scegliere dove investire per entrare in un’economia rigenerativa a carbonio zero che rappresenta ad oggi l’unico modo per evitare ulteriori catastrofi. La pandemia non ha rallentato le campagne di sensibilizzazione sulle questioni climatiche in quanto molte organizzazioni ambientaliste hanno associato la diffusione della pandemia agli squilibri del pianeta. Gli scienziati sono concordi nel confermare che quasi  l’86% del carbonio liberato in atmosfera è provocato dai processi di combustione dei combustibili fossili. Nel 2019 la concentrazione di CO2 nell’atmosfera ha raggiunto livelli mai registrati prima e paragonabili a quelli di 3-5 milioni di anni fa quando il clima era più caldo di 2-3 gradi e il livello del mare era di 10-20 metri più alto di quello di adesso. I segni del riscaldamento globale sono nei numeri che di volta in volta si rivelano: novembre è stato registrato come il mese più caldo della storia a livello mondiale, mentre l’Europa ha vissuto quest’anno il suo autunno più caldo. Sono questi i dati che emergono da un rapporto del Copernicus Climate Change Service, il programma di osservazione della terra dell’ Unione Europea. Nella campagna #CariUmani, l’attore Giacomo Ferrara noto al pubblico per aver interpretato il ruolo di Spadino nella serie tv Suburra, espone una lettera che raccoglie le necessità di tutte le specie animali. «CARIUMANI siamo qui oggi perché siamo i vostri coinquilini, quelli che condividono con voi questo pianeta la nostra casa, non l’abbiamo mai fatto prima, ma è arrivato il momento di scrivervi il nostro appello perché domani sarà già tardi. Il futuro nostro e vostro, la sopravvivenza di tutti questa volta è soltanto nelle vostre mani.» Il contenuto dell’ appello ci invita a riflettere sugli effetti negativi del cambiamento climatico che si ripercuotono sia sulla salute umana che su specie e habitat. Secondo un rapporto di Living Planet Report 2020, che misura lo stato delle biodiversità globale, entro fine secolo a causa delle variazioni climatiche fino a 1/5 delle specie selvatiche nel mondo sarà […]

... continua la lettura
Libri

A Babbo morto, una storia di Natale

Prendete la favola di Babbo Natale e convertitela in realtà. A Babbo morto: con una sottile e dissacrante ironia Zerocalcare travolge anche il Natale che non ha più nulla di magico. Zerocalcare ritorna in libreria con “A Babbo morto, una storia di Natale” disponibile anche in versione audiolibro prodotta e distribuita da Storytel che può contare sulle voci dello stesso autore e di attori come Neri Marcorè e Caterina Guzzanti. Il noto fumettista scrive e illustra con colori realizzati da Alberto Madrigal una favola liberamente ispirata al” Canto di Natale” di Charles Dickens. Questo canto, a differenza di quello dickensiano, ridisegna i confini tra realtà e fantasia adattando la più amata delle fiabe in una dark novel che ha come finalità la critica sociale e che non lascia spazio al lieto fine. Babbo Natale non c’è più e tocca ai suoi eredi, figlio natale e figlia natale gestire l’azienda di famiglia che con la globalizzazione diventano enormi hub di distribuzione di giocattoli e regali e come ogni industria si ritrovano ad affrontare i problemi riservati all’organizzazione dei sindacati, così che elfi e gnomi si sentono sfruttati. Il punto di non ritorno è la morte del folletto Gaetano che dà il via a una protesta sindacale come il polo nord non ne aveva mai viste prima. Anche la befana deve stare in guardia: come i moderni riders volanti, le anziane dipendenti hanno contratti senza assistenza sanitaria o assicurazione. L’idea nata per gioco è diventata un libro: “l’ anno scorso, per divertimento, mi ero messo a fare delle vignette che raccontavano l’idea della chiusura della fabbrica di Babbo Natale, gli scioperi degli elfi, con tutto quello che ne conseguiva in termini di scontro sociale all’interno del villaggio di Babbo Natale – ha raccontato Zerocalcare in un’intervista – poi arrivati a quest’altro Natale mi sono reso conto che si poteva aprire una finestra e infilarci un sacco di cose che in realtà hanno riguardato anche la storia di questo paese”. Per chi avesse pensato di regalare il fumetto a un bambino , Michele Rech ci avverte: “No, non è una favola per bambini”. Siamo di fronte ad appena 80 pagine in cui l’abilità di Zerocalcare si destreggia tra una fiaba a tinte fosche, la politica  e la critica sociale. Il testo riesce a coinvolgere il lettore attraverso una scrittura asciutta, ricca di sfaccettature e poco complessa, seppure alcuni input non vengano degnamente sviluppati per lasciare proseguire il racconto principale. Alla narrazione in bianco e nero fanno seguito il più delle volte pagine colorate dal carattere didascalico, ornate in stile natalizio che puntano il riflettore sull’ evento appena raccontato mettendo in evidenza l’elemento allegorico sul quale poi sarà necessario riflettere. Come in tutte le sue storie che si tratti di libri o vignette, le risate concesse hanno un retrogusto amaro e non sono mai fine a se stesse ma celano una riflessione più profonda. In questa storia natalizia è in risalto il lato grottesco di una società consumistica che ha smarrito diversi valori, è […]

... continua la lettura
Attualità

L’Archeocinemann, il festival internazionale del Mann

Archeocinemann: uno sguardo da vicino al festival internazionela del Mann Con i musei chiusi la cultura diventa alla portata di un click. Dal 2 al 5 dicembre si è svolta la seconda edizione di Acheocinemann in diretta streaming, il festival internazionale del cinema archeologico organizzato dal Museo Archelogico Nazionale di Napoli, Archeologia viva e Firenze archeofilm in un viaggio alla riscoperta del fascinoso mondo antico, questa volta grazie all’ausilio della tecnologia. Con Archeocinemann, quindi, un’offerta che comprende archeologia, arte e ambiente e che mette insieme in un dialogo continuato arti solo apparentemente diverse. Lo streaming nasce anche dall’impegno di sostenere la didattica a distanza, pertanto l’evento continuerà on demand per altri cinque giorni. Fino al 10 dicembre professori e studenti potranno approfondire temi e contenuti pertinenti anche al percorso scolastico. Basterà semplicemente accedere alla piattaforma www.streamcult.it e godersi una maratona digitale di storia e arte. La rassegna del 2020 vuole evocare il rapporto tra uomo e ambiente: “al Mann presentiamo le migliori opere cinematografiche prodotte di recente a livello mondiale e ancora mai proposte al grande pubblico– dice Piero Pruneti, direttore di Archeologia viva– sono opere che documentano le ricerche più aggiornate sul rapporto fra l’uomo e il pianeta dalle origini della specie fino alle civiltà storiche”. Ciò ci permette di riflettere anche sulle circostanze storiche attuali, insegnandoci tante cose utili in questa fase critica per tutta l’umanità  molto confusa riguardo al futuro: “ancora una volta non possiamo capire dove vogliamo andare se non sappiamo chi siamo e da dove veniamo” conclude il direttore. L’Archeocinemann ha offerto ai suoi web-ascoltatori un vero e proprio viaggio nel tempo. Il cinema rappresenta il mezzo per tramandare e diffondere contenuti culturali e incuriosire gli spettatori più giovani, la proposta del cinema archeologico si affida alla forza dell’immagine e alla suggestione del racconto per rendere coinvolgente la divulgazione scientifica. Il Mann rivendica un rapporto privilegiato con le pellicole: nelle sale del museo sono stati girati film celebri come “Napoli velata”, documentari, videoclip d’autori e tanto altro. Il museo si presenta all’utenza anche come produttore di audiovisivi per il web fino a opere per il grande schermo come “Agalma” sbarcato all’ultimo festival di Venezia. Le proposte di Archeocinemann Tra le tante le proposte di Archeocinemann: -la narrazione dell’antica storia della città di Olimpia, dove ebbero origine i più prestigiosi giochi dell’antichità, che ancora oggi portano il nome di quel luogo famoso: le Olimpiadi; -l’accesso ai cunicoli della Piramide di Cheope, dove una missione internazionale condurrà gli spettatori in un viaggio alla scoperta di una misteriosa cavità; -nel documentario in animazione su base 3D “Apud Cannas” saranno svelati aspetti inediti della famosissima battaglia della seconda guerra punica che si volse a Canne, quando l’esercito di Cartagine, comandato da Annibale, accerchiò e distrusse quasi completamente un esercito numericamente superiore della Repubblica romana, guidato dai consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone; – con “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato“, faremo un viaggio nella terra tra il Tigri e l’Eufrate, insieme all’italiano Alberto Castellani; – un focus sulle ultime ore di Pompei, […]

... continua la lettura
Culturalmente

Gli effetti benefici delle piante d’appartamento

Il verde non è solo il colore della speranza, piccoli o grandi spazi di verde riservati alle piante, di cui ci circondiamo per vivere, che sia in città o campagna, si riconfermano ottimi alleati per la nostra salute psico-fisica. Siamo indissolubilmente legati alla natura, ne facciamo parte e l’ambiente che ci circonda ha influenza sul nostro benessere, abitare vicino al verde ridurrebbe la percezione dello stress e invoglierebbe a una maggiore attività fisica. Il contatto con la natura riporta l’uomo a uno stato di rilassatezza ed armonia, capace di porre cura a molti stati ansiosi e depressi; terapie dolci come l’ortoterapia sono estremamente efficaci: seguire il ciclo produttivo di frutta e ortaggi ci rimette in connessione con la nostra “madre” naturale. Riappropriarsi di quegli spazi fatti di terra e verde ci riportano alla nostra dimensione originaria. Si sviluppano creatività e manualità, si rilassa il cervello in una serenità tutta nuova ed appagante. Se non si ha la possibilità di disporre di un piccolo spazio di terra, si può ricorrere alle piante d’appartamento i cui benefici non sono da sottovalutare. Compagne silenziose, esse sono spesso considerate difficili o di breve durata, in realtà non è cosi, molte piante infatti possono vivere per anni. Oltre all’indubbia bellezza, ci sono altri motivi validi per avere in casa fiori e fogliame: è stato accertato scientificamente che le piante, hanno una notevole efficacia contro l’inquinamento provocato da sostanze presenti negli ambienti domestici: dall’anidride solforosa al biossido di azoto, dalla formaldeide a diversi tipi di solventi, fino alle famigerate polveri sottili (pm10) che affliggono le nostre città, soprattutto d’inverno, penetrando negli ambienti domestici, inoltre rendono l’aria meno secca. Alcune specie di piante non vengono danneggiate da queste sostanze nocive, il loro metabolismo è capace di confinarle all’interno di cellule particolari che fungono da deposito isolato dal resto dell’apparato vegetale. Alcune di queste piante sono: – Pothos: campione di durata in condizioni difficili (poca luce, poca umidità). Basta garantire quel poco serve e ne gioverete per anni. – Zamia: chiede pochissime attenzioni, consigliata anche a chi non ha esperienza, le uniche cose da non trascurare sono tanta luce e terriccio mai troppo bagnato – Sanseverina: non diventa ingombrante, rimane bella ed elegante anche senza particolari attenzioni, ideale per chi ha poco tempo e pazienza. I superpoteri delle piante Favoriscono la concentrazione nello studio e nel lavoro Lo sapevate che avere delle piante in casa può essere di grande aiuto sia per lo studio che per il lavoro? Il motivo è che sono un grande alleato per ridurre il rumore esterno e interno, assorbono il rumore attenuando il chiasso che proviene dall’esterno ed evitando che sia causa di distrazione, i benefici non si limitano a questo, infatti esse infondono calma e relax. Il risultato è che vi sentirete meglio, sarete più produttivi e meno stressati. Provare per credere. Riducono l’accumulo di polvere in casa Se nella vostra abitazione la polvere si forma con molta velocità a causa di determinate circostanze e caratteristiche e questo vi costringe a dover […]

... continua la lettura
Food

Racconta Food: una nuova esperienza nel mondo del delivery

Racconta Food: una nuova esperienza nel mondo del delivery L’aspetto conviviale di consumare un pasto con amici e parenti, a casa o fuori, deriva dal piacere dello stare con gli altri assaporando gusti e alimenti che hanno una storia e un significato simbolico spesso legato alle tradizioni locali di appartenenza. Il cibo è relazione e da quando nasciamo esso non si limita solo ad essere fonte di sopravvivenza biologica, ma veicola innumerevoli significati simbolici, relazionali e sociali. Se pensiamo alle riunioni familiari, agli spuntini fra colleghi, agli aperitivi tra amici e alle cene di coppia, il cibo rappresenta un momento fondamentale per costruire i legami sociali e d’affetto. Il distanziamento sociale e i ristoranti chiusi, hanno determinato l’aumento del delivery ma ciò che manca al mondo del food è il rapporto con i clienti. Provate però ad immaginare una consegna a domicilio diversa dal solito, che riserva qualcosa di speciale. Insieme alla pizza, al piatto o dolce preferito scelto, arriverà nelle nostre case un Qr-code con la voce del pizzaiolo, chef o pasticciere che non solo spiegherà il piatto, ma che vi saluterà con un messaggio vocale. Il valore che ha acquisito la tecnologia ultimamente è quello di abbattere le distanze e recuperare almeno in parte ciò che è il fulcro della ristorazione napoletana: il rapporto umano. Il “Racconta food” è un idea semplice e funzionale, pensata dalla giornalista Valentina Castellano e sviluppata dall’azienda tecnologica Wip Lab. L’ intento è quello di ristabilire una connessione tra cliente e ristoratore, rendendo di nuovo viva e coinvolgente l’esperienza di consumare una pietanza dalla propria abitazione. A sposare per primi questa idea sono Enrico e Carlo Alberto Lombardi della storica pizzeria Lombardi 1892 a Via Foria, che ci hanno raccontato la loro esperienza e motivazione: “Se il cliente deve restare a casa, abbiamo deciso di portare un pezzo di noi , della nostra storia insieme alla consegna a domicilio -ci spiega Enrico Lombardi – sui cartoni delle pizze verranno attaccati degli adesivi con Qr – code che una volta scaricati sui propri cellulari permetteranno di ascoltare dei nostri audio, con le nostre voci, in cui salutiamo il cliente, spieghiamo la pizza, gli auguriamo buon appetito”. “Ci manca il rapporto diretto, quello fatto di racconti, di storie, di confronti – aggiunge Carlo Alberto – ma non ci fermiamo e la tecnologia ci da una mano. Per questa prima fase abbiamo registrato 10 audio per 10 pizze tra quelle storiche e le nostre proposte”. Ed è con questa idea che da oggi chi ordina una pizza dai Lombardi una volta aperto il cartone della pizza potrà ascoltare la voce di Enrico, quinta generazione di piazzaioli, come nasce la “pizza figone” o la “Don Enrico”, quella dedicata al nonno, o gli ingredienti del ripieno al forno, o quelli della “Starace”. “Non rinunciamo al cuore del nostro lavoro, che è il rapporto con i nostri clienti– dice Enrico – Vogliamo che sappiano che noi ci siamo. E la nostra voce, il nostro racconto, siamo certi abbatterà le distanze. Nell’attesa […]

... continua la lettura