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Eroica Fenice

Effetto Forer: lo psicologo che ha spiegato perché crediamo all’oroscopo

Effetto Forer: lo psicologo che ha spiegato perché crediamo all’oroscopo

Tra astri e scienza: l’effetto Forer che si manifesta ogni giorno

“Che caratterino, sarai sicuramente sagittario”. Quante volte ci sono state dette frasi di questo tipo. Perché se lo dice l’oroscopo allora i nati nella seconda decade di luglio sono degli inguaribili romantici e quelli che hanno come ascendente lo scorpione si riconoscono dalla loro diffidenza. Allo stesso modo, se alla radio annunciano che gli astrologi hanno previsto una settimana difficile per il nostro segno zodiacale, in quanti affronteranno le vicende del giorno col piede sbagliato? Le stelle hanno sempre ragione e chi sa leggerle è custode di una verità incontestabile, o forse no? C’è chi ritiene siano solo fortunate previsioni che influenzano il nostro agire e chi lo legge ogni mattina in treno altrimenti non può dare inizio alla sua giornata. Eppure, dietro il misticismo degli astri si cela la scienza: è proprio questo nostro credere alle previsioni dell’oroscopo la manifestazione più lampante dell’effetto Forer.

Uomini di scienza, creduloni e sognatori: eccovi svelata la verità sul destino che arriva dalle stelle.

L’effetto Forer e la suggestione: da Barnum a Forer

L’effetto Forer è anche conosciuto come effetto Barnum. Tra i primi a riconoscere e affermare il valore della suggestione, infatti, ci fu Phineas Taylor Barnum (1810 – 1891), un brillante imprenditore americano, ideatore del celebre circo Barnum, caratterizzato da un gran numero di attrazioni talmente varie e assurde (dallo scheletro di Cristoforo Colombo ad una sirena creata cucendo il busto di una scimmia alla coda di un pesce) che, secondo il suo creatore, chiunque poteva trovare almeno un numero che riuscisse a divertirlo. Tutt’altro che rari i casi di spettatori che hanno creduto che quei mostri provenissero davvero da tempi e luoghi lontani, i casi di uomini stupefatti che hanno pensato che quel mondo di fantasie fosse vero.

Nella metà degli anni ’50, invece, lo psicologo Bertram Forer ha sottoposto ai suoi studenti un test della personalità, al termine del quale ha redatto un profilo psicologico per ciascuno. Ha poi chiesto loro di dare un giudizio sull’accuratezza dell’esito, e quasi la totalità dei ragazzi esaminati si è riconosciuta tanto nel risultato del test, da restare increduli nell’ascoltare ciò che disse Forer al termine dell’esperimento. Lo psicologo svelò, infatti, che a tutti era stata assegnata un’analisi psicologica identica. Come si spiega, allora, che una moltitudine di ragazzi dalle storie e dai caratteri diversi si siano ritrovati in un’unica descrizione? Dietro lo specchio dell’effetto Forer c’è questo: espressioni generiche, formulazioni vaghe dalle cento letture, per comporre un profilo universale, valido per tutti (che, non a caso, venne scritto unendo tra loro frasi tratte da una rivista di astrologia).

In altre parole, più la descrizione che leggiamo sarà generica, più saranno le persone che in essa si riconosceranno. Affermare, ad esempio, che i nati sotto il segno del cancro sono persone ansiose che all’occorrenza sanno vincere le loro paure, oppure che le stelle consigliano cautela nei prossimi giorni perché potremmo imbatterci in novità, significa, rispettivamente, attestare un comportamento che comunemente gli uomini assumono quando si trovano innanzi ad una sfida e riportare un evento che molto probabilmente avverrà nella vita di qualcuno.

Ed è un fenomeno, questo, che è possibile riscontrare in tanti altri casi: non solo nelle premonizioni di una cartomante, ma anche, ad esempio, nei profili che emergono dai più variegati test che si trovano su internet oppure nell’interpretazione di un sogno. Il soggetto su cui si manifesta l’effetto Forer, infatti, tende a credere che ciò che legge o ascolta sia “personalizzato” e cioè riguardi unicamente la sua persona. Variabili che possono influenzarlo ulteriormente sono, ad esempio, il riconoscere una certa autorità nel campo a chi compie l’analisi (ad esempio, più l’astrologo che fa la previsione è famoso, più sono le persone che credono a ciò che dice e più si crede alle sue parole) e il riscontrare una maggioranza di elementi positivi rispetto a quelli negativi (essendo l’uomo, per definizione, alla perenne ricerca di speranza e serenità), oltre, al cosiddetto bias di conferma, un fenomeno cognitivo in base al quale la nostra mente tende a muoversi nell’ambito delle proprie convinzioni (è semplice riconoscersi in un oroscopo che ci definisce determinati se abbiamo spesso riconosciuto a noi stessi una certa tenacia).

Dunque, complice la psiche ottimista che connota l’uomo idealista, anche i più scettici si compiacciono di fronte ad un complimento rivolto loro dalla pagina dell’oroscopo. Non è finzione, è un inganno. Ma d’altro canto, che male c’è a lasciarsi incantare?

Non soffochiamo la magia: anche perché l’oroscopo di oggi mi ha suggerito di lasciarmi trasportare dalle cose belle!

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