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Rumore bianco: il muro di energia sonora

Rumore bianco: il muro di energia sonora

Il ticchettio della pioggia, lo scorrere di un fiume, il fruscio di una brezza, il suono di un asciugacapelli acceso, di un ventilatore, di una cappa da cucina. Sono tutti esempi del cosiddetto rumore bianco. Si tratta di un suono caratterizzato dall’assenza di periodicità nel tempo e da ampiezza costante su tutto lo spettro di frequenze.

Statico, monotono, costante

Rumore bianco è un suono caratterizzato da uno spettro costante. Il nome “bianco” deriva dalle proprietà dello specchio di luce bianca, costante perché formata dalla sovrapposizione delle onde elettromagnetiche di tutte le frequenze visibili e di intensità simile ad ogni frequenza.

In realtà il rumore bianco vero e proprio, per definizione, è un’idealizzazione: nessun sistema è in grado di generare uno spettro uniforme per tutte le frequenze. Quando parliamo di rumore bianco nella vita di tutti i giorni ci riferiamo dunque ad un intervallo di frequenze.

I rumori a spettro costante che ascoltiamo ogni giorno sono suoni che, con il loro basso flusso sonoro e volume contenuto, riescono a nascondere i rumori disturbanti e a indurre nell’uomo un naturale senso di rilassamento. Coprendo i rumori quotidiani con un qualsiasi tipo di rumore bianco, i primi risulteranno come ovattati. È una sorta di scudo dalle distrazioni sonore che risultano quindi camuffate da questo rumore statico, monotono, costante.

Secondo le parole del neuroscienziato statunitense Seth Horowitz «Il rumore bianco è un muro di energia sonora, senza schemi».

Come sono utilizzate le proprietà del rumore bianco?

Questo tipo di rumore è utilizzato in alcune discipline come l’econometria o l’ingegneria, dove è impiegato per verificare la risposta in frequenza di sistemi acustici e sonori.

Nella vita di tutti i giorni questi suoni sono usati per favorire il sonno di grandi e piccini. Si tratta infatti di un rumore cullante che rilassa i muscoli e concilia il sonno. Il rumore bianco è quindi molto utilizzato anche nella vita domestica e, in particolare, nel momento del riposo. Si tratta di tecniche di rilassamento pensate per far calmare i neonati ma che si sono rivelati una tecnica efficiente anche per gli adulti. Il rumore bianco, mascherando gli altri rumori, funge da sorta di ninna nanna per il cervello.

A tal proposito, in commercio esistono molti apparecchi generatori di rumore bianco o, ancora più semplicemente, molte playlist e applicazioni destinate a questo scopo. Basta ascoltare il rumore della pioggia, lo scorrere dell’acqua, il suono del vento per sentirsi più rilassati.

Allo stesso tempo però il rumore bianco è usato anche per scopi totalmente opposti. Esso è impiegato nelle strategie di sound masking per mascherare il suono indesiderato in determinati ambienti. Le tecniche di sound masking sono volte a coprire i rumori all’interno di ristoranti e uffici per aumentare il comfort e diminuire la distrazione. Si tratta di un controllo del suono cosiddetto “passivo” in quanto non si basa sulle tecniche di cancellazione del rumore ma, piuttosto, di camuffamento. Con questo scopo, oltre che i rumori bianchi, vengono adoperati anche i cosiddetti rumori rosa, in cui le componenti a bassa frequenza hanno potenza maggiore. Si tratta di una serie di tecniche – come, ad esempio, la cromoterapia – volte a migliorare determinati aspetti quotidiani tramite le percezioni sensoriali.

E così gli stessi suoni che accompagnano il riposo, se utilizzati correttamente in contesti del tutto diversi, migliorano la capacità di concentrazione e la produttività.

Fonte immagine: medicaldaily.com

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