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Eroica Fenice

La categoria Altri contiene 21 articoli

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Un giro alla torrefazione Toro Caffè: un’accurata selezione dei chicchi

La torrefazione Toro Caffè è un’azienda lombarda che opera su tutto il territorio europeo, vendendo i propri prodotti in tutte le formule ad oggi sul mercato (caffè macinato, in chicchi, in capsule o in cialde). Il lavoro dell’azienda inizia inevitabilmente con la ricerca dei chicchi di caffè senza limitazion i sulla provenienza: il suo punto forte è infatti ricercare tutte le migliori piantagioni del pianeta. Successivamente i chicchi vengono personalmente selezionati secondo diversi criteri di qualità, tra questi l’integrità e la forma del chicco, prediligendo le farm che si occupano anche del lavaggio. Queste importanti relazioni si svolgono con il completo supporto delle ambasciate locali che seguono le trattative e fanno sì che gli acquisti rispecchino la qualità selezionata dall’acquirente una volta spediti in Italia. Dopo l’importazione arriva il momento della tostatura, della macinatura e del confezionamento (tra cui quello in capsule compatibili con i sistemi più diffusi). Il sistema di cialde più richiesto al momento è sicuramente quello funzionante su macchina da caffè in capsule “A modo mio” che si basa sul sistema brevettato da Lavazza e che oggi presenta una straordinaria opportunità di mercato per le torrefazioni artigianali locali proprio come la Toro Caffè. Toro Caffè: rivendita e outlet caffè L’azienda dispone inoltre anche di un capannone appositamente dedicato alla distribuzione al dettaglio, sia online su Outlet Caffè che in loco e all’ingrosso, vendendo anche cialde multi marca come Borbone, Lollo, To.Da., Barbaro, Lavazza, Kimbo e moltissimi altri tra i brand più noti. Attualmente Toro Caffè opera in tutti i panorami di questo settore, dalle macchine da caffè in comodato d’uso gratuito nelle attività ristorative, alla vendita diretta di cialde e capsule compatibili sino all’approvvigionamento di negozi specializzati di cialde di caffè attraverso canali personalizzati e altamente selezionati per garantire esclusività del proprio marchio da sempre coltivato e concesso con grande attenzione. Un altro punto a favore è il mantenimento di rigidissime norme di qualità, seguito dalla mancanza di “intermediari” tra produttore e consumatore che consenta un rapporto attento, dinamico e su misura.

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La chiave di volta è il progresso scientifico

Tanto conosciuta è la genesi del positivismo grazie al pensiero del filosofo francese Auguste Comte quanto sconosciute sono le origini di quest’ultimo, nato a Montpellier ridente cittadina nel Sud della Francia. Fondata nell’XI secolo, Montpellier è oggi un centro universitario famoso perché proprio in questa cittadina Petrarca iniziò i suoi studi accademici. Ospita tre università, una delle quali sede di una prestigiosa scuola di medicina istituita nel 1880, e al tempo stesso conserva la sua impronta di storia ben visibile nei luoghi di maggior interesse quali la sua cattedrale e il suo orto botanico. Tuttora lo studio, inteso secondo l’etimologia stessa del termine “amore, passione e cura per la conoscenza” anima la città ed è rivolta alle lingue la nuova frontiera del futuro: sono sorti infatti istituti che si ripropongono di favorire l’incontro e lo scambio fra culture diverse tramite l’apprendimento dei vari idiomi. Tra questi l’Institut Européen de Français si distingue per la preparazione dei suoi insegnanti capaci di comprendere le necessità del singolo e di individuarne i punti di forza facendo sì che l’individualità di ciascuno studente rappresenti un arricchimento per i compagni, cittadini del mondo  che lo circonda, e viceversa che l’interazione con questi ultimi accresca la conoscenza che ha di sé. Il metodo di apprendimento proposto rispecchia l’approccio di Comte nei confronti della società, il cui progresso è garantito da quello culturale. Il filosofo francese assiste in prima persona alle crisi e alle contraddizioni proprie della Restaurazione e delle Rivoluzioni del periodo 1830-1848 in un paese che si avvia all’industrializzazione guidato dalla borghesia in ascesa. Analizzando secondo la legge dei Tre Stadi il corso della storia, lo stadio positivo si realizza in una società organica e gerarchica assimilabile a quella medievale con al vertice i cosiddetti “filosofi positivi”. La sua volontà, condivisa dai contemporanei romantici, di rigenerare universalmente la società improntando un nuovo ordine implica lo sviluppo di spirito associativo e altruismo finalizzati al raggiungimento del bene comune. Come nel Medioevo tutto ruotava intorno all’autorità della Chiesa e a una ferrea distinzione in caste, così nella visione comtiana la chiave deve essere il progresso scientifico. Il padre del positivismo pone la scienza alla base dell’organizzazione sociale. Tale sapere per essere considerato positivo, ossia perfetto, deve limitarsi a ciò che dei fenomeni è verificabile rinunciando alla conoscenza delle loro cause. Perciò la conoscenza scientifica, volta alla ricerca di leggi, deve sempre avere un impatto sociale tanto che Comte pone la sociologia, intesa come “scienza globale dell’uomo”, al vertice delle scienze e riconduce all’ignoranza e all’influenza delle istituzioni politiche e religiose tradizionali la causa delle agitazioni sociali a lui contemporanee. Per favorire la diffusione del sapere oggi, come dello spirito scientifico ieri secondo lo visione positivistica di Comte, è fondamentale l’attenzione riservata alle esigenze e ai desideri individuali di coloro che intraprendono un percorso di studi, qualsiasi sia il loro ambito di interesse. Ogni persona è unica e in quanto tale richiede un’accoglienza e un trattamento pensato su misura in un ambiente familiare che la faccia sentire parte […]

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Passione agenda, un mito che resiste alla tecnologia

Il fascino della scrittura a mano, il gusto di possedere un oggetto che diventa unico, la voglia di distinguersi con stile (e non affidare pensieri e appunti solo alle note digitali): in un’epoca in cui lo smartphone è un compagno oppressivo, che consente di compiere ogni funzione e operazione, sembra strano parlare di agende cartacee, ma in realtà questi prodotti resistono con fierezza alla virtualità. Non sono regalino aziendale Per qualche anno questi gadget avevano subito l’onda d’urto della tecnologia, in verità, e in molti casi erano stati relegati a semplice strumento promozionale, il classico regalino aziendale da distribuire ai clienti a fine anno per ottenere un po’ di visibilità o semplicemente per abitudine. Anche in questo ambito, però, ci sono interessanti possibilità, visto lo sviluppo di piattaforme come Gedshop.it che consentono di realizzare agende personalizzate secondo il proprio gusto e la propria creatività, distinguendosi anche in questo caso dalla “massa”. La Moleskine continua a conquistare favori Ma dire agenda significa soprattutto pensare a Moleskine, uno dei marchi italiani più famosi in tutto il mondo: se personalità del calibro di Ernest Hemingway, Pablo Picasso, Vincent van Gogh, Oscar Wilde e Henri Matisse sono stati certificati utilizzatori e appassionati scrittori di appunti e disegni sul classico taccuino nero con pagine gialle che ha fatto la storia (e che resta uno dei più venduti anche oggi), l’azienda nel tempo si è evoluta e ha realizzato agende a tema molto più contemporaneo. E strizza l’occhio ai nerd Soltanto in questi ultimi mesi, ad esempio, sono state lanciate delle linee che strizzano l’occhio al mondo “nerd“: oltre al modello a tinte rosa e col marchio Barbie ben in vista, infatti, sono stati prodotti taccuini che omaggiano i Pokémon e Super Mario Bros. Grazie all’accordo con la Nintendo, in particolare, l’azienda ha realizzato quattro agendine dedicate a quello che forse è il personaggio dei videogame più famoso di sempre, con design davvero azzeccato e accattivante: nello specifico, sono stati prodotti due taccuini tascabili che riportano in copertina a riproduzione di una cartuccia per NES e la schermata di Super Mario Land per Game Boy, mentre gli altri due taccuini sono di dimensioni maggiori e sono decorati con momenti di gameplay del gioco, con monete annesse. Le linee a tema Barbie, Mario Bros e Pokémon Se il fenomeno Pokémon Go sembra aver perso l’effetto dirompente dei primi anni di uscita dell’app, non cala la passione per questi “animaletti” che ci fanno compagnia ormai da oltre venti anni (e la serie animata ha superato quest’anno quota mille episodi!): per questo, la Moleskine ha realizzato una serie esclusiva di agende in edizione limitata in collaborazione con The Pokémon Company International. I quattro taccuini riportano sulla copertina rigida un Pokémon specifico: per le agende di taglia maggiore sono stati scelti i due più famosi in assoluto, Charmander e Pikachu, tra i più amati della prima generazione e di tutto il Pokédex, mentre sui taccuini tascabili compaiono Jigglypuff e Snorlax. In Corea debutta l’agenda di Starbucks e Pantone Sulla scia del successo di Moleskine anche altre aziende si sono lanciate nella produzione di agende tascabili con copertina rigida, e in particolare due brand particolarmente […]

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18 anni, come festeggiare?

Finalmente i tanto attesi 18 anni! E’ arrivato il momento di spegnere le candeline e di prepararsi per il compleanno più importante di tutti, quello che apre le porte dela maggiore età. Come festeggiare e rendere davvero unico e speciale questo giorno? Le proposte e le idee da seguire sono davvero numerose ma quel che è bene ricordare è che per rendere indimenticabile, anche nel futuro, questa giornata è possibile lasciare agli amici e ai parenti intervenuti alla festa un piccolo pensiero. Un simbolo del tempo passato insieme, un piccolo gesto per dire grazie, come le numerose proposte di NaraBomboniera, a partire dalle bomboniere della Claraluna. Cosa fare? Il festeggiamento classico (e anche il più economico, forse) è quello che vede la casa del festeggiato grande protagonista. Un’idea per chi ha una casa ampia e genitori disposti a lasciare campo libero per una sera, dedicando spazi e tempi al festeggiato e ai suoi amici. Per chi non vuole rinunciare alla partecipazione della famiglia e dei parenti al grande momento è possibile suddividere la festa in due momenti, uno più riservato con zii, nonni e genitori, l’altro con amici protagonisti. In realtà, la festa può anche essere vissuta in due diversi giorni, per chi non disponga di spazi tanto ampi da ospitare tutti insieme. Il grande classico per la festa dei 18 anni è il locale. Una serata in discoteca con famiglia e amici, con la migliore musica del momento, e la tradizionale torta di mezzanotte. Compleanno on the road Ma c’è anche chi alla festa preferisce un biglietto aereo. Che si tratti di un weekend alla scoperta di una capitale europea o di un viaggio in treno lungo tutta Europa, i 18 anni aprono finalmente le porte del mondo ai più giovani. A mamma e papà non resta che regalare al giovane maggiorenne un biglietto d andata e ritorno per iniziare il piccolo di casa alle bellezze del mondo. Meglio, ovviamente, se in compagnia degli amici più cari. Ma on the road, però, può voler dire anche altro. Sono davvero tante le proposte per passare una serata unica, diversa da tutte le altre. Un esempio? Una festa in tram, brindisi e allegria mentre ci si sposta da una parte all’altra della città. O in limousine. In questo caso, però, è necessario restringere gli inviti a pochi intimi per godere a pieno della magica atmosfera che fa molto New York. E festa sia Ma per chi non riesce proprio a rinunciare alla festa, allora non resta che renderla unica. Come? Scegliendo un tema particolare, un filo rosso che colleghi tutta la serata e gli invitati. Che si tratti di un colore o di un personaggio dei fumetti, di un film o di una band musicale, in questo caso l’unica cosa da fare è lasciare spazio alla fantasia. Tutto dovrà essere in tema, per una serata perfetta. Per gli spiriti più romantici, di solito per quelli femminili, la serata della festa dei 18 anni può facilmente trasformarsi in una serata di gala, una sorta di ballo delle debuttanti per sancire l’ingresso in società di queste fanciulle dall’animo romantico. Ma la […]

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Giurisprudenza, il Censis ti suggerisce dove studiarla

Il tuo sogno è quello di fare l’avvocato? Districarti tra clausole e cavilli? Occuparti di un’opposizione a decreto ingiuntivo e di divorzi (per saperne di più puoi chiedere ai consulenti legali del portale AvvocatoAccanto)? Ecco la classifica del Censis sulle migliori Università italiane dove studiare Giurisprudenza. Classifica università italiane: la top ten            Le prime dieci università italiane che si distinguono per il miglior insegnamento delle materie giuridiche si caratterizzano per la presenza geografica nelle regioni settentrionali. tra le prime dieci, infatti, una sola è localizzata nel Mezzogiorno ma occupa saldamente il secondo posto in classifica. Quali sono i criteri presi in considerazione? Si va dalla “progressione di carriera” dei laureati ai “rapporti internazionali” instaurati dalle singole università. Dove si studia meglio   La prima nella classifica delle università italiane è l’Università di Trento. È la regina delle Facoltà di diritto degli atenei statali d’Italia, con un punteggio pari a 98. La votazione più alta, a quota 1’5, è relativa all’ottimo livello raggiunto nei “rapporti internazionali”, mentre viene frenata dal 91 relativo alla progressione di carriera degli studenti. Alle sue spalle la Facoltà di Giurisprudenza di Foggia, baluardo meridionale con 90,5 punti. Ancora una volta vengono premiati i rapporti internazionali instaurati dall’Università (109 punti), la progressione di carriera degli studenti si ferma a 72 punti. A pari merito sale sul secondo gradino del podio anche l’Università di Modena e Reggio Emilia. Qui, invece, viene premiata soprattutto la progressione di carriera degli studenti, che conquista 98 punti, mentre i rapporti internazionali si fermano a 83 punti. Terzo posto, con 90 punti, per l’Università del Piemonte Orientale. Il risultato si ottiene sommando gli 84 punti dati dalla “progressione di carriera” degli studenti ai 96 punti per i “rapporti internazionali”. Da Bologna a Trieste, l’eccellenza made in Italy   Tra le migliori Facoltà di Giurisprudenza italiane, poi, scorrendo al classifica, si incontra quella della Facoltà di Bologna, dell’Alma Mater, con 89.5 punti. Ottime le prospettive di carriera, che guadagnano 92 punti, bene le relazioni internazionali dell’Università (87 punti). Segue l’Università degli Studi dell’Insubria, con 88 punti. Il punteggio relativo alla progressione di carriera è a 85 punti, quello per le relazioni e i rapporti internazionali, invece, va meglio e tocca quota 91. Sul gradino successivo, poi, si posiziona l’Università di Trieste, che raggiunge quota 87.5 punti. Come? Dalla media degli 83 punti della progressione di carriera, non troppo brillanti, con i 92 del livello di internazionalizzazione dell’Università e della Facoltà. Lombardia superstar   C’è molta Lombardia in questa classifica, anche se prima di tornare a Milano bisogna passare prima per la Liguria. L’Università di Genova, infatti, segue in graduatoria, conquistando 87 punti, dati dalla media perfetta tra due risultati uguali. È 87, infatti, il punteggio conquistato sia con riferimento alle opportunità di carriera sia con riferimento alle relazioni internazionali. Chiudono la classifica due Università lombarda, con uno stesso punteggio. Per la Bicocca di Milano e l’Università di Pavia, infatti, il punteggio ottenuto è lo stesso: 86.5. Nel primo caso il risultato è dato dalla media dei 90 per progressioni di carriera e 83 per internazionalizzazione, nel secondo dalla media tra l’87 per opportunità di carriera e l’86 dei […]

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Il cuscino nei secoli e nelle culture

Il cuscino è un vezzo per il riposo, il suo utilizzo è nato e cresciuto nei secoli tanto che tutti oggi poggiano la testa su un cuscino per dormire. In realtà, per la curva anatomica fisiologica, sarebbe meglio dormire senza o con un cuscino molto sottile e preferibilmente rigido. In tutti i casi, meno alcune patologie (problemi di cuore o difficoltà respiratorie o in caso di artrosi cervicale), è sconsigliato usare cuscini molto alti o più di un cuscino. Se voi siete amanti dei cuscini, ormai se ne trovano di tutte le forme e dimensioni, in molti li fanno anche con vecchie indumenti per conservarne le stampe o per rivestire un vecchio cuscino malandato. La personalizzazione è folle e noi abbiamo trovato il portale buy italian style che permette di fare cuscini personalizzati a seconda del vostro gusto. La storia dei cuscini I primi indizi sull’uso dei cuscini ci riportano ai popoli che abitavano la Mesopotamia circa ottomila anni fa, dove il cuscino era sinonimo di ricchezza: quanti più cuscini si possedevano, tanto più una persona era ritenuta agiata, con tutti i vantaggi che ne seguivano. I cuscini non nacquero però per soddisfare una mera questione di vanità, infatti furono i dolori articolari e reumatici a far nascere l’esigenza dei cuscini che obbligavano a dormire o riposarsi in una certa posizione facendo passare i malanni. Un’altra supposizione che si è fatta per l’origine dei cuscini è quella igienica. A quei tempi la pulizia nelle case e nei giacigli non era considerata nemmeno come optional e l’uso del cuscino permetteva di elevare la testa rispetto al pavimento sporco. Nell’antico Egitto l’uso dei cuscini era associato al riposo dei defunti mummificati: sono stati infatti rinvenuti cuscini fatti di legno o argilla nei diversi sarcofagi. Nella vita comune i cuscini erano usati per le pratiche mediche di migliorare la circolazione e per le pratiche spirituali di tener lontani gli spiriti maligni. Per i Greci e poi per i Romani i cuscini avevano una funzione più simile a quella odierna. Imbottiti con piume o paglia erano progettati per essere comodi e soffici e se ne diffuse l’uso anche tra le persone meno abbienti. L’usanza egizia di porre un cuscino sotto il capo dei defunti però arrivò fino a Roma, passando per Atene, e dura ancora a giorni nostri. Curiosità: i tanti nomi dei cuscini in Europa A differenza di altri oggetti, i cuscini presentano una curiosità particolare: nel mondo esistono termini diversi per indicarlo che non hanno la stessa origine semantica. Il termine cuscino in italiano deriva dalla parola latina “coxinum” derivante dalla parola latina che indicava la coscia, questo perché il suo utilizzo era riferito all’uso di un supporto per le terga per stare comodi. In Spagna invece la parola che designa il cuscino è “almohada” che proviene dall’arabo “almujadda” che deriva dall’uso che si faceva del cuscino di poggiare le guance, ovvero la testa. Quindi abbiamo visto che, a seconda dell’uso che si faceva dei cuscini veniva designato il nome. Non fa eccezione nemmeno la Francia a questo discorso. In francese infatti il cuscino si indica con il termine “oreiller” che volendolo tradurre […]

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Sicurezza sul lavoro: La legislazione verso il testo unico

Con il fine di garantire una condizione di lavoro in sicurezza, senza rischi di incidenti o malattie professionali, si è sviluppato quello che è l’attuale concetto di sicurezza sul lavoro. La legislazione si è mossa in tal senso con il Decreto Legislativo 81/2008, noto come Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro, che disciplina gli obblighi per i datori e i lavoratori attraverso le procedure di prevenzione e tutela a prescindere da quale sia il settore di appartenenza, sui rischi di salute fisica ma anche per la sfera psichica e i valori della persona. Il datore di lavoro è il principale soggetto sul quale ricadono obblighi, prescrizioni e anche sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro. Il lavoratore è comunque tenuto a collaborare rispettando tutte le prescrizioni e gli obblighi in materia di sicurezza imposti dal datore di lavoro. Legge sicurezza sul lavoro,  cos’è il D.V.R. Il principale strumento introdotto dal T.U. è il documento di valutazione dei rischi (D.V.R.). Tale documento considera tutte le attivite svolte in correlazione all’ambiente di lavoro e rileva tutti i pericoli connessi, valutandoli e proponendo possibili rimedi. E’ menzionato all’art. 28 del T.U. che prevede la presenza nel D.V.R. di una valutazione completa dei rischi derivanti dall’attività lavorativa, rivolti al singolo o a gruppi di lavoratori e che mettano a repentaglio la salute fisica o quella psichica, come i danni derivanti da stress. Il documento di valutazione dei rischi deve essere compilato e predisposto dal datore di lavoro entro 90 giorni dall’inizio delle attività di ciascuna unità produttiva in cui operi almeno un lavoratore. Importante è poi che i lavoratori vengano seguiti dal punto di vista medico, sia in via preventiva all’assunzione che con cadenza annuale, per verificarne lo stato di salute e di idoneità in relazione all’attività di lavoro. Gli stessi lavoratori hanno obblighi di ottemperare alle disposizioni di sicurezza imposte dal datore di lavoro o chi per lui. Devono inoltre utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro assegnate, le sostanze, i mezzi di trasporto e i dispositivi di sicurezza. A tal proposito è indispensabile che il lavoratore riceva un’adeguata formazione propedeutica a un ambiente di piena sicurezza, sui rischi connessi all’attività dell’impresa, in materia di primo soccorso, antincendio ed evacuazione dei luoghi di lavoro. Le leggi sulla sicurezza prevedono sanzioni nel caso in cui si venga meno agli obblighi stabiliti. Per i datori ad esempio, nel caso in cui non venisse redatto e consegnato il D.V.R. o non venisse nominato il responsabile del servizio di prevenzione, ci sono ammende che vanno dai 1096 ai 7014 euro e l’arresto da 3 a 6 mesi. Per i lavoratori che non osservano le disposizioni per la sicurezza stabilite ammende dai 219 ai 657 euro circa.

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Il sogno di diventare chef: qual è la strada percorrere?

Il mestiere dello chef è uno dei ruoli che negli ultimi tempi è sempre più ambito da molti aspiranti cuochi e dai giovani. Infatti gli Istituti alberghieri non sono mai stati così affollati, e anche le Scuole di cucina ricevono moltissime iscrizioni.Si tratta di un lavoro che richiede molto impegno, spirito di sacrificio e soprattutto passione. Questi tre elementi stanno alla base della costruzione di una carriera proficua e soddisfacente, come rivelano noti chef, diventati famosi grazie ai tanti programmi tv sulla cucina. Infatti il rinnovato interesse per il mondo culinario è anche stato dovuto proprio ai numerosi programmi tv, dove i protagonisti, aspiranti cuochi valutati da temutissimi chef, hanno come ambizione quella di affermarsi e diventare chef professionisti. Diventare chef senza il diploma di alberghiero È possibile diventare chef senza aver frequentato l’alberghiero. In che modo? Affidandosi a Scuole di cucina professionali che garantiscono una formazione altamente qualificante grazie ai maestri professionisti che impartiscono le lezioni. Infatti ricevere preziosi insegnamenti da cuochi professionisti è il modo migliore per imparare i segreti del mestiere: essendo seguiti passo passo da esperti del settore, in ambienti dotati di postazioni individuali e di tutte le attrezzature necessarie, si apprendono le basi della cucina italiana ed internazionale. Quali corsi di cucina frequentare? Frequentando i corsi di cucina per principianti, si imparano le basi del mestiere, quindi le diverse preparazioni delle ricette tipiche italiane, ma anche internazionali, oltre che il corretto utilizzo di tutte le strumentazioni da impiegare in cucina. Esistono poi i corsi di alta cucina, in cui ci si specializza nella cucina gourmet e di alto livello, nell’ottica di poter lavorare in ristoranti altolocati. Per avere più possibilità nel settore lavorativo della ristorazione, un aspetto da considerare riguarda il fatto che più ci si specializza in un determinato settore, maggiori sono le possibilità di inserimento in un mercato sempre più diversificato. Negli ultimi tempi infatti, sono nati molti ristoranti che cercano di soddisfare tutte le esigenze di chi segue un determinato stile alimentare: dal mondo vegan, o della cucina molecolare, fino alla cucina macrobiotica, i cui piatti risultano privi di conservanti e dunque naturali. Ecco che così anche gli Istituti che erogano corsi di cucina hanno ristrutturato la propria offerta formativa in questa direzione, proponendo dunque corsi di cucina vegana e vegetariana, corsi di cucina senza glutine, corsi di cucina molecolare e corsi di cucina macrobiotica.Per trovare il corso di cucina più adatto a sé, è possibile consultare i diversi portali online che mettono a disposizione degli utenti l’offerta formativa presente in Italia. Tra questi per esempio Corsiprofessionali.top è un sito che offre un’ampia scelta di corsi di cucina, introdotti da una breve guida che approfondisce le informazioni necessarie da sapere per chi desidera diventare chef.

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Il gioco d’azzardo nelle tradizioni antiche. Anche i latini amavano scommettere!

Il gioco d’azzardo sembra essere esistito in una forma o nell’altra praticamente sin dall’alba dei tempi. Oggi, quando pensiamo al gioco, le nostre menti di solito vanno alle scommesse sportive o ai giochi da casinò, ma queste si sono evolute da abitudini molto più antiche. C’è persino menzione di sorteggi nella Bibbia che, a parte il dibattito religioso, è un importante compendio di credenze e pratiche nel mondo antico. Come molti altri temi della cultura umana, il gioco d’azzardo esisteva in molte parti del mondo, in modi a volte molto diversi, ma allo stesso tempo con notevoli somiglianze. È un argomento affascinante e ti mostrerà l’eredità storica che stai continuando quando giochi ai tuoi giochi preferiti nei casinò online e offline. E se non ti sei mai approcciato al gioco d’azzardo, visita il sito onlinecasinosvizzera.com per trovare una lista delle piattaforme online più sicure e remunerative. Gioco d’azzardo e Bibbia Il gioco d’azzardo sembra tornare a prima della Bibbia e delle altre culture che citeremo qui. Sono stati trovati dipinti rupestri raffiguranti i giochi, così come oggetti di dadi che hanno almeno 40.000 anni, ossa comprese. I giochi d’azzardo sembrano essere parte del DNA umano, e in origine erano probabilmente usati per determinare cosa dovesse accadere o cosa volessero gli dei. Si pensa che il Baccarat sia originato da un gioco di dadi che una vergine giocava per determinare il suo futuro. Gioco d’azzardo e greci Gli antichi greci erano interessati al gioco d’azzardo come lo sono quelli moderni. Il poker può essere fatto risalire a più di 3.500 anni fa, alla civiltà minoica, e anche lanciare i dadi era una pratica comune tra di loro. Atterrare un doppio 6 è ancora considerato fortunato oggi, e i greci iniziarono questo nominandolo “lancio di Afrodite” e usandolo per indicare che il gioco era stato vinto. Riferimenti al gioco d’azzardo possono essere trovati in diversi testi antichi come quelli di Omero, autore dell’Iliade e dell’Odissea. Questi mostrano che i dadi e altri giochi basati sulla fortuna come testa e croce sono stati ampiamente giocati. C’erano persino posti dedicati dove gli appassionati di giocatori potevano riunirsi per giocare. E proprio come alcuni casinò hanno una cattiva reputazione oggi, è stato considerato vergognoso visitare questi vecchi stabilimenti. Le persone hanno perso la loro fortuna, proprio come spesso accade al giorno d’oggi. I romani e il “dado” Il gioco d’azzardo era praticato tra maestri e schiavi nell’antica Roma, e alcuni storici credono che i soldati giocassero una prima forma di roulette per passare il tempo. Il gioco d’azzardo ha continuato a essere utilizzato per rivelare le risposte o i desideri degli dei, o per risolvere le controversie, in epoca romana. Secoli dopo, il primo casinò, così come il mondo comprende il significato moderno della parola, fu costruito in Italia. La parola originariamente significava un edificio più piccolo, o una casa estiva, che sarebbe stato nella proprietà della casa principale e sarebbe stato usato per attività piacevoli. Quando questi divennero più pubblici, si diffuse anche l’uso […]

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Spa in casa: il gioco vale la candela?

Spa in casa: un lusso per pochi Spa. Centri benessere. Percorsi termali. Sempre più italiani amano ritagliarsi del tempo libero nei weekend per passare una giornata o anche solo un paio d’ore in questi luoghi paradisiaci. Coccolati tra le bollicine dell’idromassaggio o dal calore del bagno turco, il rilassamento – così come un momentaneo distacco dai problemi – è assicurato. E se questa sensazione potesse essere ricreata nell’ambiente domestico? A patto di avere abbastanza spazio è possibile, infatti, pensare di adibire un’ala della casa al relax, oppure integrare in maniera opportuna la zona bagno. Vediamo come è possibile ricreare una spa in casa e se ne vale veramente la pena. Spa in casa: qualche dritta! Partiamo dalla cromoterapia. Essa può essere simulata con led da applicare direttamente alla doccia (vedi alcuni soffioni doccia su idroclic.it) possibilmente in una di quelle con cascata cervicale e radio fm integrata. In commercio ci sono diversi box che possono soddisfare questa esigenza e non sono particolarmente costosi, si parla di circa 700 euro su Amazon. L’unico requisito – al di là dello spazio e della disponibilità economica – è avere un attacco idrico ed elettrico. ‌Discorso diverso va fatto per bagno turco e sauna finlandese, questi sì che sono dei veri e proprio lussi. Per il primo, si può pensare ad un adattamento del box doccia che dovrà essere chiuso nella parte superiore e frontale con una porta a tenuta stagna. Serve poi un generatore di bagno Turco il cui prezzo si aggira intorno ai 3000 mila,  se vogliamo il full optional. Per quanto concerne la sauna, invece, l’investimento da fare sarà ingente a dir poco.  Una sauna con due panche, infatti, non ha un costo minore di 8000 euro. Altro problema da tener presente è il consumo. Il contratto standard di fornitura energetica potrebbe non essere sufficiente e tra adeguamento e canone annuale si rischia nuovamente il salasso. La spa in casa, quindi, per quanto teoricamente fattibile non è di certo consigliabile. Il lusso, in questo – come in tanti altri casi – non vale la candela. Spa in casa, ecco quello che serve: [amazon_link asins=’B00PDYVOCQ,B00IPIIG6O,B01MSJEDJQ,B00RCYCGQI,B00FZPXUES,B005Q6HE8E’ template=’ProductCarousel’ store=’eroifenu-21′ marketplace=’IT’ link_id=’0a57483c-67f9-11e8-b30b-e99af4dd5ee1′]

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