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Eroica Fenice

La categoria Altri contiene 31 articoli

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Dalla Gran Bretagna il nuovo, innovativo pacchetto di educazione sul gioco d’azzardo responsabile

Da sempre il Regno Unito è apripista, per una serie di tendenze ma non solo. La Gran Bretagna è soprattutto la patria del gaming e non poteva che giungere da lì una proposta così innovativa. La Betting and Gaming Council, massimo organo di gioco britannico, con la Safer Gambling Commitments, ha lanciato una nuova iniziativa per l’educazione sul gioco d’azzardo responsabile, programma da dieci milioni di sterline. Obiettivo dichiarato quello di istruire le future generazioni sui rischi associati al gioco d’azzardo. Il programma stilato verrà consegnato ad organizzazioni benefiche quali GameCare e YGAM. Gli obiettivi sono ambiziosi: anzitutto istruire 120000 giovani con una educazione di qualità in materia di azzardo. Poi preparare ben 100000 educatori, tra insegnanti e operatori, esperti di salute e malattie mentali, polizia, trust sportivi. Da qui le due associazioni benefiche hanno diramato le proprie linee guida, da seguire tassativamente su tutto il territorio britannico. Vi sono dei punti prioritari, in queste linee guida. La garanzia per tutti i ragazzi tra gli 11 e i 19 anni di avere una educazione garantita sul gioco d’azzardo nel corso dell’esperienza scolastica. Tutti gli insegnanti e professionisti impegnati dovranno essere informati relativamente ai rischi dell’azzardo, con la possibilità di identificare i possibili danni collegati. Spazio e tanto anche ai genitori e alle famiglie, che dovrebbero avere accesso alle informazioni sul gioco tra i giovani, capendo come e dove intervenire per mantenere alta la sicurezza e anche come muoversi in caso di richieste di aiuto, sostegno, supporto. Infine, tutti i giovani fino a diciotto anni, considerati “a rischio” o con un problema legato all’azzardo, dovrebbero avere un accesso al trattamento adeguato alla loro età. L’intero programma garantirà qualità e contenuti digitali anche tramite un sito apposito rivolto ai giovani, il Big Deal. Il tutto sotto la supervisione di un valutatore, chiamato a giudicare programmi e progressi. Iniziativa lodevole che trova riscontri anche in altri luoghi d’Europa.  Non è un segreto che il Gioco Responsabile sia un protocollo ampio e condiviso da tutti, che consente di sfruttare modalità come l’autoesclusione o l’autosospensione, per una completa e totale tutela del giocatore. Come ben dimostra, peraltro, il caso di 888Casinò.  “Tra gli operatori più forti sul mercato italiano, il casinò online offre tutte le tutele del caso ai propri giocatori e in particolare mette in campo un perfetto e coordinato sistema di sicurezza, accompagnato dagli strumenti più innovativi a disposizione dei gamer”, spiegano gli analisti di Gaming Insider all’interno della recensione di 888 Casino. “La certificazione eCogra fa poi il resto, garantendo la massima trasparenza per i giocatori”.  Non finisce qui perché 888Casinò promuove, alla pari di altri operatori, seminari, conferenze, forum, convegni volti all’istruzione e all’educazione dei giovani e non solo sui rischi del GAP e sulle dipendenze ad esso legate.

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L’astro nascente della prenotazione online di parcheggi per aeroporti è qui!

Anche tu appartieni alla categoria dei viaggiatori che periodicamente incappano in brutte esperienze ed inefficienze, parcheggiando vicino agli aeroporti per poter volare? Finalmente, ora c’è una soluzione a questo: ParkCare! La piattaforma presenta la combinazione di tre caratteristiche principali: velocità di prenotazione, pagamento sicuro e prezzi più bassi. Grazie ad essa, ParkCare è già una realtà apprezzata dai viaggiatori in Germania, Paesi Bassi, Francia, Belgio, Regno Unito e Spagna. Adesso serve finalmente anche nel mercato italiano!   La forza del sito si basa su un confronto tra fornitori di parcheggio ottimizzato: i fornitori che troverai su ParkCare, infatti, vengono regolarmente controllati. Ciò garantisce che i viaggiatori che scelgono di prenotare il parcheggio in aeroporto tramite questo sito non dovranno mai incorrere in sfortunati inconvenienti legati alla propria auto. Inoltre, il sito web ti offre un incredibile elenco di filtri, che ti aiutano durante la prenotazione. Veloce e semplice! Come detto, la compagnia serve tutti gli aeroporti europei: non solo puoi prenotare un parcheggio vicino agli aeroporti britannici, tedeschi e spagnoli, ad esempio, ma puoi prenotare il tuo parcheggio anche in Francia, Belgio, Paesi Bassi e Italia! Hai intenzione di volare da Milano Malpensa dopo un rilassante weekend sul Lago di Como? Prenota con il sito ParkCare per parcheggiare all’aeroporto di Malpensa ai prezzi più bassi!   Infine, con ParkCare hai una gamma di pacchetti legati al parcheggio tra cui scegliere, al fine di rendere la tua esperienza ancora migliore. Ti piace camminare prima di volare? Seleziona Parcheggi e Cammina! Ti piace essere tranquillo? Allora scegli il parcheggio navetta, car valet! Non rimane che prenotare il nostro parcheggio ai prezzi più bassi garantiti, con ParkCare!

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Guida al finanziamento auto: tutte le cose da sapere nella guida di automobile.it

Finanziamento auto, quanto ne sanno gli italiani? Tipologie, requisiti e tassi di interesse nella guida di automobile.it   Come si muovono gli italiani tra automobili e finanziamenti? Spesso orientarsi tra le varie formule a disposizione e tra i requisiti necessari può essere complicato. Per questo motivo automobile.it, piattaforma di annunci di auto usate, nuove, Km 0 e a noleggio, ha realizzato una guida online ai finanziamenti auto, scaricabile gratuitamente. automobile.it ha condotto un osservatorio social con la divulgatrice e fondatrice di Will_ita Imen Boulahrajane, su Instagram @Imenjane, capace di costruire una community di 347mila follower. I dati dimostrano quanto ancora oggi ci siano delle incertezze sul mondo dei finanziamenti auto: il 38% degli intervistati conosce una sola forma di finanziamento, il leasing (75% delle risposte). Al contrario, la cessione del quinto è indicata solo dal 35%. I dubbi sono anche altri, visto che l’82% ha dichiarato di non avere chiara la differenza tra prestiti finalizzati e personali e solo il 22% conosce la possibilità di chiederli direttamente al concessionario. Spesso sono proprio i più giovani a trovarsi a dover acquistare la loro prima auto senza però avere a disposizione l’intero budget, il finanziamento auto è un metodo di pagamento alternativo che consente di rimborsare la cifra totale dell’auto (più gli interessi) attraverso comode rate mensili. Le pratiche si possono avviare sia in banca che in concessionaria: entrambe le opzioni hanno alcuni pro, se presso un istituto bancario si avrà una scelta più ampia, le concessionarie spesso propongono tassi d’interesse più vantaggiosi. Proprio i tassi d’interesse sono un elemento da non sottovalutare: TAN, TAEG, Tasso Zero sono diciture non sempre chiare, dato che solo il 39% degli utenti dichiara di conoscerne il significato. Ad esempio un finanziamento Tasso Zero potrebbe sembrare una grossa occasione, anche se in realtà si riferisce all’annullamento del solo TAN e non del TAEG e della altre spese accessorie.

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Le curiosità dietro al capolavoro di James McTeigue “V per Vendetta”

“V per Vendetta” usciva 15 anni fa nelle sale statunitensi, e la pellicola diretta da James McTeigue, ma poi adattata per il grande schermo dalle sorelle Wachowski, che ha conquistato in pochissimo tempo molti fan, fino a far diventare la maschera usata da V un’icona politica. La storia è ambientata in un Regno Unito distopico, diventata una società totalitaria e completamente militarizzata, governata da un regime repressivo simile a quello del romanzo 1984 di George Orwell. Il film presenta diverse curiosità e sfaccettature tutte da scoprire, un po’ come scoprire tutti i giochi disponibili su Eurobet. Tratto da una graphic novel Il film è ispirato alla graphic novel “V for Vendetta”, scritta da Alan Moore e disegnata da David Lloyd. Dopo una prima pubblicazione negli anni Ottanta uscì per la “DC Comics” nel 1991 in tre parti, poi racchiuse in un unico volume. Il film ripercorre abbastanza fedelmente gli avvenimenti della serie di fumetti, ma ci sono delle differenze che hanno creato dei veri e propri polveroni, fino a far dissociare totalmente Alan Moore dalla produzione del film. Non c’è un solo V All’inizio del film il ruolo di V era stato affidato all’attore James Purefoy, ma dopo sei settimane dall’inizio delle riprese decise di lasciare il set a causa della sua frustrazione per essere obbligato a recitare con il volto costantemente coperto. A rimpiazzarlo arrivò allora Hugo Weaving. Weaving ebbe pochissimo tempo a disposizione per leggere il copione e accettare l’incarico, provvedendo a doppiare di nuovo tutte le scene già girate con Purefoy. Gli altri del cast Curiosa è anche la presenza di John Hurt nel cast, il quale aveva già interpretato in un film distopico, “Orwell 1984”. Lui stesso era molto restio a recitare in un altro film distopico, anche se stavolta il suo personaggio era completamente diverso visto che lui era il potere e  non la vittima del potere. Un’altra indiscrezione riguarda Natalie Portman, che ad un certo del film le vengono tagliati i capelli a zero mentre lei è in lacrime, ma nella realtà lei desiderava da tempo provare questo look, ma che per motivi professionali non le era mai stato concesso. Le scene più complicate Alcune scene del film richiesero un impegno enorme per la difficoltà nella realizzazione. Una di queste è quella in cui il protagonista ribalta delle tessere del domino che formano infine una gigantesca lettera “V”. Non meno complicata l’esplosione del Parlamento, la produzione ottenne il permesso speciale di girare solo tra la mezzanotte e le 4:30 del mattino, bloccando il traffico soltanto per 4 minuti alla volta. Inoltre sono stati usati dei veri carri armati, ogni notte trasportati sul posto e ispezionati da dei funzionari del governo. La simbologia del numero 5 e della lettera V La lettera “V” può essere letta anche come 5 in numeri romani. La lettera “V” viene detta 55 volte nel discorso di presentazione. Nel nome della protagonista, Evey ci sono altre particolarità; il nome è composto da due lettere “E”, quinta lettera dell’alfabeto, una “Y”, […]

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Come usare al meglio gli oli ed i cristalli di CBD la guida più complete

Ad una prima occhiata è normale rimanere sopraffatti dall’enorme assortimento di prodotti a base di CBD presenti in commercio, ma non bisogna andare nel panico: infatti, la ragione di tale diversificazione risiede nel fatto che il CBD può essere reso biodisponibile in una moltitudine di forme, cambiando di volta in volta il metodo di somministrazione e il numero di volte che bisognerà assumerlo. A questo disorientamento si associa il fatto che ogni fisico risponde in modo difforme ai cannabidioli (per esempio in base a peso e alla propria chimica) e quindi non esiste una regola che giovi a tutti. La prima domanda che uno deve porsi prima di procedere all’acquisto è quale sia il risultato che vuole ottenere, lo scopo, in quale sede il CBD deve arrivare. Se si vuole agire a livello topico, ossia, se le mete sono il derma o una mucosa, meglio optare per creme o supposte. Al contrario, se il CBD deve raggiungere organi interni, entrando nella circolazione sanguigna, la soluzione ottimale risiede nell’impiego di soluzioni orali o vaporizzatori. Altro punto importante, è che ciascun bene non ha il medesimo tempo di rilascio: alcuni agiscono nell’immediato, altri rilasciano il CBD lentamente e per un periodo più lungo.  Infine, è anche la concentrazione di principio attivo a variare. Come si presenta il CBD? Osserviamo quali sono le vie di distribuzione del cannabidiol: Commestibili: caramelle gommose, tartufi o addirittura mentine che riescono a dissimulare il gusto di ‘erba’; Sottolinguali: pastiglie, unguenti, spray, tinture dove i fiori (e non solo) della pianta vengono disciolti in alcol o liquidi grassi. Non sono aggiunti additivi che possono esistere nei fabbricati edibili; Topici: creme, lozioni, balsami, pomate e cerotti. Meno assorbibili rispetto alla versione sottolinguale, pertanto da adoperare più abbondantemente (e sono costituite da una concentrazione maggiore di cannabidiol); Svapo o sigarette: agiscono rapidamente perché entrano nel flusso di sangue; Presenta molti benefici, sia per gestire la sintomaticità associata a molte malattie, sia per controllare ansia e stress. Cosa sono i cristalli di CBD  In breve, i cristalli di CBD sono un suo formato reso puro che frequentemente consta di una percentuale tra il 97 e il 99% di cannabidiolo, dove tutte le sostanze vegetali sono state rimosse e manca il THC. Quello che rimane sono cristalli o shatter, senza sapore e odore. Lo shatter ha l’aspetto vetrificato e, se infranto, si tramuta in polvere, conosciuta come CBD isolato. I cristalli di CBD sono decarbossilati, cioè privati di gruppi carbossilici e sviluppo di anidride carbonica. Il risultato è che non hanno esigenza di essere scaldati per innescare una reazione.  Come usare i cristalli di CBD I modi più classici per il loro consumo sono i seguenti: il dabbing: riscaldamento ed inalazione tramite dab pen o dab rig; in vendita ne esistono di elettroniche che evitano la combustione e possibili esiti cancerosi; sotto forma di alimento, aggiungendo i cristalli alla tua ricetta preferita, come una torta; sostanze topiche fatte in casa, inserendoli in una crema; inferiormente alla lingua; disciolti in un olio che faccia da conduttore, normalmente di canapa, cocco o oliva, in percentuali differite (le più comuni sono 3%, 4%, 6%, 10%, 30%). E’ realizzabile homemade; aggregando il CBD a una bottiglia di ‘vape juice’. Insomma, esistono molti modi per usare i cristalli di CBD! L’olio di CBD: come si usa? L’elezione del criterio di impiego di […]

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Idee di riciclo creativo a Natale: addobbi fai da te

Il periodo natalizio è l’ideale per accendere la creatività. Anziché spendere soldi per acquistare nuove decorazioni per la propria casa, è possibile creare addobbi fai da te riciclando gli oggetti più disparati. Una scelta economica e divertente allo stesso tempo. Di seguito tante idee di riciclo creativo da copiare. Palline di Natale e pupazzi di neve con lampadine Cominciamo da una simpatica idea per decorare l’albero di Natale. È possibile creare delle palline o dei pupazzi di neve, riciclando vecchie lampadine. Vi occorreranno: lampadine, uno scovolino, della vernice per vetro, colla vinilica e colla a caldo, brillantini. Come procedere? Per realizzare una semplice pallina, si può dipingere la lampadina di un colore natalizio, ad esempio verde, rosso o bianco. La base a vite della lampadina può essere poi verniciata di un altro colore, per esempio dorato. Una volta che la vernice è asciutta, si può ricoprire di colla vinilica la base della lampadina appena dipinta e cospargerla di brillantini. Successivamente, potete decorare la vostra pallina con lo scovolino argentato o dorato. Infine, sempre con lo scovolino, create un occhiello e attaccatelo alla base a vite della lampadina con la colla a caldo, vi servirà per poterla appendere all’albero. Se invece volete realizzare un personaggio, ad esempio una renna, dopo aver dipinto di marrone la vostra lampadina, usate lo scovolino per fare le corna, che attaccherete sul retro della base a vite della lampadina. Sul davanti attaccate il naso rosso e gli occhi. Per realizzare un pupazzo di neve, invece, dopo aver verniciato di bianco la lampadina, fate il naso con un pezzo di scovolino. Per riprodurre gli occhi e i bottoni potete incollare dei cerchietti di cartone nero. Sempre con un pezzo di cartone nero, realizzate il cilindro del vostro pupazzo, da incollare intorno alla base a vite della lampadina. Con un nastrino rosso fate il contorno del cappello e una sciarpa da avvolgere attorno al collo del pupazzo. Idee di riciclo creativo: stella di Natale con mollette Con le mollette di legno, quelle di solito utilizzate per stendere il bucato, potete realizzare delle stelle di Natale da appendere all’albero oppure delle ghirlande da usare come fuoriporta. Per realizzare la stella, vi occorreranno 6 mollette in legno, nastro da regalo, feltro e colla a caldo. Come fare? Innanzitutto dividete a metà ogni molletta, poi incollate le due metà di ciascuna molletta sui lati esterni. Successivamente, create un occhiello con un pezzo di nastro e fissatelo con la colla a caldo, dopo incollatelo tra due dorsi di una delle mollette. Disponetele quindi a forma di stella. Per riempire la parte centrale della stella di Natale realizzate con il feltro un cerchietto e una stellina. Con la colla a caldo, fissate prima il pezzo rotondo di feltro, poi sopra applicate la stella. La vostra stella è pronta per essere appesa all’albero di Natale. Ghirlande fai da te Con le mollette potete poi creare anche una ghirlanda. Come? Dipingete le mollette di un colore natalizio, ad esempio verde. Poi, disponetele a cerchio su […]

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Come si calcola l’assegno di mantenimento

La fine di un rapporto di coppia è sempre un momento estremamente drammatico nella vita dei protagonisti di questa interruzione, sia dal punto di vista emotivo e umano che da quello pratico e legale. Il primo aspetto ovviamente coinvolge una serie di aspetti privati, si tratta nella maggior parte dei casi di un trauma che interviene a stravolgere quella che era una situazione fondata su principi di stabilità, che invece poi viene a mancare, costringendoci ad affrontare una serie di cambiamenti al fine di trovare un nuovo equilibrio. Oltre a ciò, c’è da prendere in considerazione un aspetto più pratico, che riguarda la riorganizzazione di una vita anche da un punto di vista economico. Proprio sulla base di queste ultime considerazioni, il nostro legislatore ha previsto la corresponsione di un assegno di mantenimento al fine di garantire ad entrambi i coniugi la possibilità di proseguire il proprio percorso di vita in una maniera che sia quanto più possibile coerente con quella precedente. Per cosa è stato previsto l’assegno di mantenimento Da cosa nasce l’esigenza di prevedere un mantenimento, da corrispondere a favore del coniuge economicamente più debole? L’assegno ha una funzione assistenziale, e di conseguenza viene assegnato all’ex coniuge che non abbia un reddito proprio o che, in ogni caso, non abbia adeguate fonti di sostentamento. Sicuramente il punto di partenza fondamentale è da individuare nella necessità di garantire ad entrambi i coniugi il mantenimento dello stile di vita precedente alla separazione. Lo stesso principio vale anche in caso di presenza di figli, e l’importo dell’assegno da corrispondere può essere soggetto a revisioni periodiche, soprattutto nel caso in cui vengano a mutare le condizioni originarie in base alle quali l’importo era stato calcolato. L’assegno di mantenimento viene solitamente stabilito dal giudice in sede di separazione fra i coniugi, tuttavia la definizione dell’ammontare può anche essere il frutto di accordi intercorsi fra questi ultimi. Come si calcola l’assegno di mantenimento L’assegno viene calcolato in base a una serie di principi e di parametri dei quali il giudice deve avere considerazione per giungere alla propria decisione. Si tratta sicuramente di valutare, in via preliminare, il reddito complessivo della famiglia, al fine di tutelare, come abbiamo detto, il coniuge economicamente più debole ed eventualmente i figli, qualora siano presenti. Per effettuare correttamente questo esame, è necessario prendere in considerazione i redditi percepiti da ciascun coniuge, considerando a tal fine anche le rendite finanziarie, il valore locativo delle proprietà immobiliari e il numero di figli a carico, anche in funzione del tempo trascorso presso ciascun coniuge. Si tratta di una serie complessa di valutazioni, le quali necessitano di un occhio attento e di una visione globale: proprio per questo può essere utile rivolgersi a dei professionisti in grado di fornirci adeguato supporto in una fase così difficile da affrontare, al fine di ottenere quanto ci spetta realmente.  

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Napoli e Barcellona scaldano i motori per il big match

Il countdown per il big Match di Champions del 25 febbraio è partito. Napoli e Barcellona scaldano i motori per quello si preannuncia un match tutto da gustare. Non è la prima volta che le due compagini si affrontano ma è certamente la prima volta che questo accade nella massima competizione Europea. Ai partenopei è richiesta una grande prestazione e un pizzico di fortuna per battere i ragazzi di Quique Setién nettamente favoriti dai pronostici. Betway ad esempio vede il Barça favorito, ma in uno stadio caloroso come il San Paolo dove il tifo fa da dodicesimo uomo tutto è possibile. Napoli e Barcellona show e grande qualità tecnica Due squadre di grande qualità tecnica, da una parte gli azzurri del Napoli guidati dall’ex campione del mondo Gennaro Gattuso, che ha subito molteplici metamorfosi tecniche negli ultimi cinque anni, e dall’altra il Barcellona, top team famoso soprattutto per la valorizzazione del vivaio, la celeberrima cantera che ha sfornato fior fiore di campioni. Uno di questi è proprio Lionel Messi che per la prima volta disputerà un match allo stadio San Paolo, che ha ospitato per anni le incredibili giocate del Pibe de Oro. Tra l’altro Diego Armando Maradona fu acquistato proprio dai blaugrana nell’ormai lontano 1984. Messi è uno dei giocatori che più ci ricorda Diego e che spesso è stato a lui accostato per le funamboliche giocate e i numeri da cineteca. Leo è attualmente capocannoniere della Liga Spagnola con 19 reti in 27 incontri disputati. Non sarà certo un cliente facile per la ritrovata difesa azzurra che nelle ultime gare di campionato è riuscita a chiudere tutti gli spazi agli avversari e che nell’ultimo match fuori casa contro il Cagliari ha chiuso l’incontro a reti inviolate. Napoli e Barcellona nell’analisi di Carlo Alvino A proposito del match di martedì, una interessante analisi è stata fatta da Carlo Alvino sul blog l’Insider giornalista e super tifoso partenopeo. Nonostante la riconosciuta superiorità tecnica del Barça, Alvino crede che il colpaccio del Napoli sia possibile, qualora gli azzurri siano pronti a mettere in campo la giusta cattiveria agonistica unita alla cura degli schemi e dei movimenti. Elementi che possono fare la differenza contro un Barcellona spesso devastante e che trasforma il possesso palla in un’arma micidiale. Ma il Napoli con le grandi si esalta e il Liverpool ne sa qualcosa. Un risultato positivo in questa partita di andata potrebbe valere la conferma di Mister Gattuso anche per il prossimo anno. Mentre resta incerta la conferma di Mertens nonostante l’affetto che lo lega alla città e la sua volontà di diventare il primo marcatore nella storia del Napoli. La coesione e la grinta come antidoto ad un inizio stagione sottotono Nonostante un inizio di stagione deludente la squadra ha lavorato sodo, il mister ha saputo tirare fuori la grinta e la coesione di gruppo. Alvino non ha dubbi su chi potrebbe essere l’uomo simbolo del Napoli del presente e del futuro. Si tratta di Insigne “un capitano coraggioso e desideroso di vincere […]

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La manovra di Kristeller: una pratica ancora oggi controversa

La manovra di Kristeller è davvero un aiuto concreto alla partoriente o un crimine silenzioso? “Mi hanno fatto partorire spingendo dalla pancia” ecco come molte donne descrivono l’esperienza vissuta circa la manovra di Kristeller, pratica che deve il suo nome al ginecologo tedesco Samuel Kristeller che ne descrisse la sua efficacia in Germania nel 1800. La pratica consiste nell’effettuare una pressione sul fondo dell’utero per invitare il bambino a discendere nel canale del parto e nascere. Di fatto, sembrerebbe essere usata per accelerare il parto nella sua seconda fase di travaglio. Tale pressione può anche essere impressa tramite una cinta gonfiabile. Tuttavia non esiste una definizione univoca ed universalmente standardizzata di tale manovra e le modalità con cui la pressione viene esercitata possono variare in maniera consistente. La forza applicata ovviamente non è standardizzata, poiché ogni parto è differente in relazione alla posizione fetale, al volume del liquido amniotico, dalla struttura pelvica e dalle caratteristiche fisiche della donna partoriente. È una manovra che può essere effettuata solo quando la parte presentata è al piano perineale (muscoli e fibre che chiudono il bacino). I rischi della manovra di Kristeller La manovra di Kristeller non va ripetuta per più di 3-4 volte. Essa sembra essere utilizzata di frequente nella pratica clinica, specie nei Paesi a basse risorse economiche, nei quali altri interventi operativi come la ventosa ostetrica, l’utilizzo del forcipe o l’esecuzione di un taglio cesareo non sono disponibili o non sono presenti operatori sanitari addestrati ad effettuarli. Nel 2018 l’OMS (organizzazione mondiale della sanità) definisce la manovra di Kristeller come non raccomandata. Questo perché non ci sono evidenze che attraverso l’utilizzo di questa pratica, il parto sia “migliore” né che il benessere materno o del bambino migliori. Non a caso, in alcuni paesi, come in Inghilterra o in Spagna, tale pratica è perseguibile penalmente. L’istituto Superiore di Sanità italiano nel 2013 ha posto un’interrogazione parlamentare sul tema. Il Senato non si è espresso a favore né a sfavore, nonostante non se ne consigli l’utilizzo. Per tanto in Italia la Uterine fundal pressure, non è vietata dalla legge ma non è nemmeno suggerita tra le soluzioni migliori. In ogni caso, si stima che in Italia venga applicata nelle sale parto come manovra di routine nel 50% dei casi, con fluttuazioni dal 30 al 70% nelle diverse unità operative. La pratica Kristeller, nonostante accorci il tempo di travaglio, porta con sé numerose conseguenze da non dimenticare. Il 22,3% delle donne ha dichiarato di aver subito la manovra e alcune di esse hanno riportato conseguenze a breve e lungo termine in merito alla salute propria e del bambino. Tra le conseguenze più comuni si trovano: rottura delle costole, rischi di lesioni vaginali, rottura dell’utero e distacco della placenta. Per quanto riguarda il neonato ciò che sembrerebbe preoccupare di più è che in seguito al distacco della placenta ci sia una mancata ossigenazione nel passaggio alla vita extra uterina, oltre che possibili danni celebrali, fratture ossee e cecità. Oltre tutto, non è da dimenticare l’avversa esperienza del parto, un evento spesso […]

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La sindrome di Morris: una delle malattie più rare al mondo

  Cos’è la sindrome di Morris? Scopriamo insieme una patologia che colpisce un neonato ogni 20.000. La sindrome di Morris è una condizione patologica che rende totalmente o parzialmente le cellule maschili incapaci di rispondere agli androgeni (ormoni sessuali maschili). Tale insensibilità porta ovviamente al mancato o incompleto sviluppo dei genitali esterni. Ogni essere umano sano possiede 46 cromosomi, all’interno dei quali è presente il materiale genetico, chiamato anche DNA. Tra i vari cromosomi, due appartengono ai cromosomi sessuali. Nelle donne ci saranno due cromosomi di tipo X, negli uomini invece ci sarà uno di tipo X e un altro di tipo Y. Quest’ultimo servirà proprio allo sviluppo dei testicoli e per evitare lo sviluppo delle ovaie. Esistono due tipologie di sindrome Morris, che variano in base alla risposta degli androgeni: -Sindrome da completa insensibilità: in questo caso le cellule sono completamente insensibili agli androgeni. Ciò comporta un’assenza totale di caratteri sessuali maschili, la presenza di una vagina e lo sviluppo del seno. Ma mancheranno utero ovaie e tube di Falloppio, compromettendo di fatto la fertilità. In questo caso mancheranno peli ascellari e pubici, e criptorchidismo nei casi più lievi (mancata discesa di entrambi i testicoli nello scroto). -Sindrome da parziale insensibilità: in questo caso le cellule risponderanno solo parzialmente agli androgeni. La sensibilità a questi ultimi varia rispetto ai soggetti. Ci potrà essere infatti sia la presenza di caratteri sessuali maschili, che entrambi. Potranno presentarsi genitali normali o quasi normali, uno o entrambi i testicoli ritenuti. La sua causa è da riconoscere senz’altro nella mutazione del gene AR. Il gene AR chiamato anche recettore androgenico, esplica la sua funzione facendo interagire le cellule e il soggetto stesso. Negli individui maschi e sani il gene AR è presente ovviamente in quantità adeguate. Al contrario quando non viene prodotto abbastanza, il testosterone sarà del tutto inefficace. Il mal funzionamento del gene AR è una condizione spontanea che insorge poco dopo il concepimento, oppure è ereditaria, trasmessa dalla madre. In genere le persone affette da tale patologia sono di sesso maschile, e la causa sarebbe da ricercare proprio nel cromosoma X, l’uomo, infatti ne ha a disposizione solo uno, a differenza delle donne che possono contare sulla presenza di ben due. I portatori di tale sindrome sono generalmente uomini non fertili, ma il grado di insensibilità produce effetti diversi. Numerose possono essere al contempo le complicazioni della sindrome di Morris, tra cui: infertilità, depressione, sfiducia verso gli altri, e tumore ai testicoli. Tra i trattamenti previsti rientrano gli interventi chirurgici, la terapia ormonale ed ovviamene la psicoterapia. Non tutti i portatori di sindrome di Morris hanno bisogno di sottoporsi a psicoterapia. Ci sono, infatti, dei soggetti che vivono serenamente la propria situazione, senza alcun momento di sconforto o sfiducia in sé stessi. Ovviamente non esiste alcun rimedio definitivo per la mutazione del gene AR, ed è per tanto una condizione clinica da accettare. È importante non confondere tale sindrome con la transessualità, dove di fatto l’identità di genere non corrisponde alla corporeità. […]

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