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Eroica Fenice

La categoria Altri contiene 23 articoli

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La manovra di Kristeller: una pratica ancora oggi controversa

La manovra di Kristeller è davvero un aiuto concreto alla partoriente o un crimine silenzioso? “Mi hanno fatto partorire spingendo dalla pancia” ecco come molte donne descrivono l’esperienza vissuta circa la manovra di Kristeller, pratica che deve il suo nome al ginecologo tedesco Samuel Kristeller che ne descrisse la sua efficacia in Germania nel 1800. La pratica consiste nell’effettuare una pressione sul fondo dell’utero per invitare il bambino a discendere nel canale del parto e nascere. Di fatto, sembrerebbe essere usata per accelerare il parto nella sua seconda fase di travaglio. Tale pressione può anche essere impressa tramite una cinta gonfiabile. Tuttavia non esiste una definizione univoca ed universalmente standardizzata di tale manovra e le modalità con cui la pressione viene esercitata possono variare in maniera consistente. La forza applicata ovviamente non è standardizzata, poiché ogni parto è differente in relazione alla posizione fetale, al volume del liquido amniotico, dalla struttura pelvica e dalle caratteristiche fisiche della donna partoriente. È una manovra che può essere effettuata solo quando la parte presentata è al piano perineale (muscoli e fibre che chiudono il bacino). I rischi della manovra di Kristeller La manovra di Kristeller non va ripetuta per più di 3-4 volte. Essa sembra essere utilizzata di frequente nella pratica clinica, specie nei Paesi a basse risorse economiche, nei quali altri interventi operativi come la ventosa ostetrica, l’utilizzo del forcipe o l’esecuzione di un taglio cesareo non sono disponibili o non sono presenti operatori sanitari addestrati ad effettuarli. Nel 2018 l’OMS (organizzazione mondiale della sanità) definisce la manovra di Kristeller come non raccomandata. Questo perché non ci sono evidenze che attraverso l’utilizzo di questa pratica, il parto sia “migliore” né che il benessere materno o del bambino migliori. Non a caso, in alcuni paesi, come in Inghilterra o in Spagna, tale pratica è perseguibile penalmente. L’istituto Superiore di Sanità italiano nel 2013 ha posto un’interrogazione parlamentare sul tema. Il Senato non si è espresso a favore né a sfavore, nonostante non se ne consigli l’utilizzo. Per tanto in Italia la Uterine fundal pressure, non è vietata dalla legge ma non è nemmeno suggerita tra le soluzioni migliori. In ogni caso, si stima che in Italia venga applicata nelle sale parto come manovra di routine nel 50% dei casi, con fluttuazioni dal 30 al 70% nelle diverse unità operative. La pratica Kristeller, nonostante accorci il tempo di travaglio, porta con sé numerose conseguenze da non dimenticare. Il 22,3% delle donne ha dichiarato di aver subito la manovra e alcune di esse hanno riportato conseguenze a breve e lungo termine in merito alla salute propria e del bambino. Tra le conseguenze più comuni si trovano: rottura delle costole, rischi di lesioni vaginali, rottura dell’utero e distacco della placenta. Per quanto riguarda il neonato ciò che sembrerebbe preoccupare di più è che in seguito al distacco della placenta ci sia una mancata ossigenazione nel passaggio alla vita extra uterina, oltre che possibili danni celebrali, fratture ossee e cecità. Oltre tutto, non è da dimenticare l’avversa esperienza del parto, un evento spesso […]

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La sindrome di Morris: una delle malattie più rare al mondo

  Cos’è la sindrome di Morris? Scopriamo insieme una patologia che colpisce un neonato ogni 20.000. La sindrome di Morris è una condizione patologica che rende totalmente o parzialmente le cellule maschili incapaci di rispondere agli androgeni (ormoni sessuali maschili). Tale insensibilità porta ovviamente al mancato o incompleto sviluppo dei genitali esterni. Ogni essere umano sano possiede 46 cromosomi, all’interno dei quali è presente il materiale genetico, chiamato anche DNA. Tra i vari cromosomi, due appartengono ai cromosomi sessuali. Nelle donne ci saranno due cromosomi di tipo X, negli uomini invece ci sarà uno di tipo X e un altro di tipo Y. Quest’ultimo servirà proprio allo sviluppo dei testicoli e per evitare lo sviluppo delle ovaie. Esistono due tipologie di sindrome Morris, che variano in base alla risposta degli androgeni: -Sindrome da completa insensibilità: in questo caso le cellule sono completamente insensibili agli androgeni. Ciò comporta un’assenza totale di caratteri sessuali maschili, la presenza di una vagina e lo sviluppo del seno. Ma mancheranno utero ovaie e tube di Falloppio, compromettendo di fatto la fertilità. In questo caso mancheranno peli ascellari e pubici, e criptorchidismo nei casi più lievi (mancata discesa di entrambi i testicoli nello scroto). -Sindrome da parziale insensibilità: in questo caso le cellule risponderanno solo parzialmente agli androgeni. La sensibilità a questi ultimi varia rispetto ai soggetti. Ci potrà essere infatti sia la presenza di caratteri sessuali maschili, che entrambi. Potranno presentarsi genitali normali o quasi normali, uno o entrambi i testicoli ritenuti. La sua causa è da riconoscere senz’altro nella mutazione del gene AR. Il gene AR chiamato anche recettore androgenico, esplica la sua funzione facendo interagire le cellule e il soggetto stesso. Negli individui maschi e sani il gene AR è presente ovviamente in quantità adeguate. Al contrario quando non viene prodotto abbastanza, il testosterone sarà del tutto inefficace. Il mal funzionamento del gene AR è una condizione spontanea che insorge poco dopo il concepimento, oppure è ereditaria, trasmessa dalla madre. In genere le persone affette da tale patologia sono di sesso maschile, e la causa sarebbe da ricercare proprio nel cromosoma X, l’uomo, infatti ne ha a disposizione solo uno, a differenza delle donne che possono contare sulla presenza di ben due. I portatori di tale sindrome sono generalmente uomini non fertili, ma il grado di insensibilità produce effetti diversi. Numerose possono essere al contempo le complicazioni della sindrome di Morris, tra cui: infertilità, depressione, sfiducia verso gli altri, e tumore ai testicoli. Tra i trattamenti previsti rientrano gli interventi chirurgici, la terapia ormonale ed ovviamene la psicoterapia. Non tutti i portatori di sindrome di Morris hanno bisogno di sottoporsi a psicoterapia. Ci sono, infatti, dei soggetti che vivono serenamente la propria situazione, senza alcun momento di sconforto o sfiducia in sé stessi. Ovviamente non esiste alcun rimedio definitivo per la mutazione del gene AR, ed è per tanto una condizione clinica da accettare. È importante non confondere tale sindrome con la transessualità, dove di fatto l’identità di genere non corrisponde alla corporeità. […]

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Unire più video in un unico file, come e con cosa farlo

Sono sempre più numerosi gli utenti del web alla ricerca di soluzioni rapide per unire più vide in un unico file. Compiere tale operazione potrebbe sembrare complicato, ma in realtà, esistono molti programmi web e  applicazioni che ci possono aiutare in tal senso. Una delle soluzioni potrebbe essere, Moavavi, ossia un video Editor che non solo unisce i video in un unico file e permette inoltre di elaborare i filmati in molti modi diversi. Sul loro sito c’è un interessante e semplicissimo tutorial che riportiamo sintetizzato nei suoi punti salienti. Il programma, così come anche gli altri esistenti sul web, dispone di una finestra di benvenuto, attraverso la quale è possibile scegliere cosa fare e quindi come iniziare. Una volta aggiunti tutti i file multimediali, li si può elaborare in modi differente. È possibile aggiungere transazioni che rendano più scorrevole il filmato, o che uniscano le varie clip tra di loro. Ogni programma contiene diverse categorie di transazioni tra le quali scegliere. Aggiungere una transazione è molto semplice, basterà fare clic sulla relativa icona nella libreria (nella quale si trovano i frammenti di video sui quali lavorare) trascinarla sulla sequenza temporale e inserirla tra due pezzetti di video. Svolta questa operazione, si potrà salvare il file video, scegliendo il formato di che si preferisce. Per farlo, bisognerà cliccare sulla casella “esporta”, dalla quale si apriranno diverse finestre, che consentiranno di scegliere tra le varie opzioni. Numerosi sono i formati tra i quali poter scegliere, AVI, MPEG, WMV, MP4, FLV, MKV, MOV. Una volta scelto il dispositivo sul quale esportare il video, basterà semplicemente cliccare su “avvia”. Ovviamente, basterà cercare in rete per rendersi conto della vastità di programmi ed applicazioni esistenti per unire più video in un unico file. È bene precisare che questi programmi, sono dotati di caratteristiche differenti, in base alle esigenze degli utenti. Vi sono applicazioni che consentono anche di montare i diversi spezzoni e poi unirli in un unico file. Altri ancora consentono di aggiungere una musica di sottofondo al montaggio; oppure degli effetti di contrasto, luminosità, intensità di tono, sfumature, cromie. Non tutti i software sono gratuiti ma sul web ne esistono vari che possono essere utilizzati gratuitamente. Tra questi, Avidemux e OpenShot Video editor, per citarne alcuni. Da non dimenticare, il vecchio, ma sempre funzionale Windows Movie Maker, uno dei più utilizzati da sempre, soprattutto tra i giovanissimi, che è possibile scaricare anche su Windows 10.

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Tony e Tina Colombo: il 30 gennaio la “promessa” prima di diventare ufficialmente marito e moglie

Il 28 marzo 2019 Tony Colombo e Tina Rispoli convoleranno a giuste nozze. A buon punto i preparativi del matrimonio, che si preannuncia essere tra i più belli e sbalorditivi delle feste nuziali dei vip svoltesi negli ultimi anni. Dopo la cerimonia che ufficializzerà il loro legame nuziale, i due novelli sposi festeggeranno il lieto evento presso il Grand Hotel “La Sonrisa”, il Castello di Don Antonio Polese, il quale era molto legato a Tony Colombo. Intanto il prossimo 30 gennaio Tony e Tina ospiteranno amici e parenti per la festa della promessa di matrimonio al “Golding” di Sant’Antimo, noto locale per ricevimenti ubicato sulla via Appia. L’evento, che inizierà alle ore 17, sarà aperto a tutti i fan della famosa coppia.

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Promuovere uno spettacolo teatrale: i 4 consigli da seguire

Grazie a Internet e al digitale oggi chi deve promuovere uno spettacolo teatrale può sfruttare una serie di strumenti davvero eccezionali in fase di marketing. A dispetto delle novità, però, restano alcune regole ferree che vanno seguite e che continuano a far riferimento alle tecniche tradizionali di promozione. Ecco perché oggi vedremo sia i primi sia i secondi, così da fare promozione in modo efficace. Raggiungere il target di riferimento Chi realizza e poi promuove un’opera teatrale deve prima di tutto aver chiaro in mente il proprio pubblico di riferimento. In base al destinatario poi si potrà scegliere in che modo pubblicizzare l’evento. Quindi, dopo aver individuato il target di riferimento, che avrà delle caratteristiche ben precise sarà più facile capire come raggiungerlo. Questa seconda fase deve essere condotta sfruttando i canali che il target frequenta abitualmente: ad esempio Internet e i social se lo spettacolo è pensato per un pubblico di giovani, o altri canali quali la TV, la radio o la stampa locale se il pubblico è più adulto, poiché di solito questa fascia d’età è solita informarsi sui mezzi di comunicazione più tradizionali. Fare pubblicità online via social media Internet e in special modo i social media sono sicuramente degli ottimi canali per promuovere uno spettacolo teatrale. I social hanno infatti degli strumenti ottimali per proporre dei contenuti esclusivi al proprio pubblico e comunicare in modo diretto con questo. Inoltre, consentono di allargare il bacino del proprio target e di misurare le reazioni che il pubblico produce nei confronti di un certo prodotto teatrale. Naturalmente contenuti e linguaggi dovrebbero sempre essere adattati al target di riferimento, anche sui social media. Promuovere uno spettacolo teatrale offline Un altro sistema ottimo per la pubblicità è ricorrere alle affissioni, ai poster e ai volantini: ovvero quei canali tradizionali che sanno come regalare grande esposizione e visibilità allo spettacolo. Un altro buon modo per fare pubblicità offline è acquistare e distribuire dei gadget promozionali personalizzati, che contribuiranno moltissimo alla diffusione del titolo dell’opera. Si può optare ad esempio per le borse shopper personalizzate con il logo del teatro e il titolo, facilmente ordinabili oramai anche online: sono ottime per fare pubblicità offrendo un gadget utile. La distribuzione combinata di flyer, poster, gadget insieme alle affissioni di poster consentirà di far conoscere la propria opera al grande pubblico. Fare pubblicità in televisione Se il budget lo consente si consiglia di fare pubblicità in TV: è un canale molto valido per essere visibili a un pubblico vasto in breve tempo, ma è ovviamente anche quello più costoso. L’unico neo di questa forma di pubblicità è che si rivolge ancora a una massa di utenti indistinta. La TV tradizionale, infatti, non possiede i mezzi per inviare una pubblicità mirata agli utenti, anche se presto questo limite sarà risolvibile: chi possiede una Smart TV potrà scegliere se ricevere gli spot su misura, così come avviene già da tempo negli Stati Uniti. Un’altra possibilità percorribile è la pubblicità sulle emittenti locali: una buona scelta anche per […]

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Come restare in forma durante le feste di Natale

Le feste di Natale sono un vero e proprio pericolo per la forma fisica. I giorni di riposo e le abbuffate rischiano di compromettere settimane di allenamento e sacrifici fatti in palestra. In realtà è molto facile restare in forma dopo le feste, basta avere un equilibrio e seguire delle semplici regole che di seguito vi elenchiamo: Non interrompere completamente l’attività fisica “Ormai dopo le feste” non è solo una frase ma l’approccio che ancora molti italiani hanno ai periodi di festa. L’idea che si debba “staccare” completamente da ogni tipo di attività è nociva sia dal punto di vista mentale che fisico. Riguardo l’attività fisica, abbandonare gli allenamenti dai giorni antecedenti al Natale ai giorni successivi all’epifania comporta una parziale regressione dei miglioramenti fisici ottenuti con conseguenti sacrifici e tempi maggiori necessari per ritornare in forma. Per evitare che questo avvenga basta svolgere anche un allenamento di mantenimento per una o due volte a settimana. Muoversi di più Oltre all’allenamento di mantenimento si possono inserire delle attività/abitudini quotidiane piacevoli e non troppo impegnative dal punto di vista mentale. Una camminata all’aperto di trenta o quaranta minuti tutti i giorni o dopo i “pranzi” più pesanti può essere una buona soluzione per utilizzare le calorie assunte a scopo energetico e non immagazzinarle sotto forma di grassi di deposito. Ottimizzare il tempo da dedicare agli allenamenti I periodi di festa servono anche a riposarsi e passare il tempo con amici e familiari. Se siete degli sportivi e per la maggior parte dell’anno vi siete allenati costantemente e frequentemente, è giusto ridurre la frequenza e i ritmi di allenamento. Se volete dedicare meno tempo agli allenamenti e ottenere gli stessi risultati potete rivolgervi ad un allenatore o preparatore atletico ovvero un professionista in grado di personalizzare e ottimizzare il programma di allenamento in base alle vostre caratteristiche fisiche. Scoprirete che un programma di allenamento personalizzato svolto due o tre volte a settimana vi darà più benefici di un programma di allenamento generico svolti tutti i giorni in palestra. Equilibrio e buon senso anche a tavola Stare attenti a non eccedere con l’alimentazione è sicuramente la cosa più importante per non perdere la forma nel periodo natalizio. Questo non vuol dire rinunciare alle pietanze natalizie ma adottare degli accorgimenti per compensare l’eccesso di calorie di un pranzo o una cena. Nei pasti successivi al pranzo di Natale e Santo Stefano o nei giorni che intercorrono tra una festa e l’altra, seguite un regime alimentare di “compensazione”, meglio se preparato da un nutrizionista, che preveda una riduzione calorica. Non esagerare con gli alcolici e le bevande zuccherate L’alcool è secondo solo ai grassi in termini di quantitativo calorico. Infatti un grammo di etanolo (alcool) sprigiona 7 kcal, un grammo di grasso 9 kcal, un grammo di carboidrato o proteina 4 kcal. Questo vuol dire che qualche brindisi di troppo può farci ingrassare più di un primo o un secondo. Le bevande zuccherate invece contribuiscono ad aumentare la glicemia e l’immagazzinamento di zuccheri a livello […]

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La Campania è tra le regioni con migliore copertura in fibra

Per anni l’Italia si è trovata in una situazione di notevole ritardo rispetto agli altri Paesi europei in quanto a presenza e diffusione della fibra ottica. Negli ultimi tempi, però, la situazione è cambiata radicalmente ed è stata finalmente compresa l’esigenza di investire sulle infrastrutture di connessione a banda ultralarga. A questo proposito è consigliabile capire meglio cos’è la fibra ottica su Facile.it, in modo da approfondire il funzionamento di questa tecnologia e i motivi per cui oggi riveste un ruolo fondamentale. Sebbene ogni area della Penisola presenti differenze anche molto profonde in quanto a capillarizzazione e qualità del servizio, alcune regioni, in particolare quelle del Sud, stanno riportando dei risultati sorprendenti. Il Sud sul podio La situazione della fibra ottica nel nostro Paese appare piuttosto disomogenea e in continua evoluzione: la copertura complessiva dei comuni risulta essere infatti di poco superiore al 16%, ma alcune regioni stanno riportando risultati molto più soddisfacenti. Tali risultati sono stati incoraggiati anche dai bandi Eurosud, che hanno reso possibile gran parte dell’espansione della fibra. Tra le regioni che hanno riportato i risultati migliori rientra proprio la Campania, che si posiziona al secondo posto della classifica nazionale e presenta una copertura dei comuni che arriva a quota 41,02%. Prima in assoluto è invece la Calabria, che raggiunge la copertura del 56,57%; soddisfacenti anche i risultati di Puglia e Sicilia, le quali si presentano rispettivamente con una copertura del 35% e 33%. Il futuro della banda ultra larga in Italia I risultati raggiunti sono incoraggianti, ma sarà necessario continuare su questa strada e proseguire il processo di estensione di copertura (soprattutto per quanto riguarda le numerose zone bianche della regione) e migliorare la velocità di connessione. In Italia, infatti, si è ancora molto lontani dalla soglia dei 100 Mbps, considerando che al momento la velocità media di navigazione è pari a 47 Mbps. L’obiettivo sarà quindi raggiungere una copertura del 95% del territorio entro la fine del 2019 e puntare anche all’espansione della FTTH (Fiber to the Home). Quest’ultimo step si dimostra indispensabile, non tanto in termini di copertura quanto di velocità di navigazione: la fibra ottica allacciata direttamente a casa permetterebbe infatti di raggiungere una velocità di circa 200 Mbps. Andando oltre questi piani a breve termine, invece, l’obiettivo è arrivare a una navigazione che si aggiri intorno a 1 Giga.

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#InsiemeperilTerritorio: Natale d’Amore per i bambini ricoverati

Un evento speciale, concepito per donare un Natale sereno ai piccoli pazienti dei reparti di Oncologia del Pausilipon e di Pediatria del Nuovo Policlinico: gran gala con stellatissimi show cooking e cenone/spettacolo, mercatini solidali con produttori, artigiani e contributi delle scuole del Territorio, mostre d’arte, incontri su Salute e Benessere. Uniti per un unico importante scopo comune: chef d’Eccellenza, produttori, artisti, alunni e docenti, artigiani, medici specialisti, onlus Ottaviano. Un importante obiettivo solidale è alla base di “#InsiemeperilTerritorio: Natale d’Amore”, kermesse di autentica Eccellenza che si svolgerà giovedì prossimo 20 dicembre, alla Baita del Re Resort dal pomeriggio a sera inoltrata: donare un Natale per quanto possibile sereno e gioioso per i piccoli pazienti dei reparti di Oncologia del Pausilipon e di Pediatria del Policlinico Nuovo. Grande interesse sul territorio per questo appuntamento che è il più importante del Vesuviano in questo periodo prenatalizio, che rientra nella nota rassegna “Salute, Alimentazione e Bellezza: tutto quello che molti non sanno” firmata dalla giornalista Teresa Lucianelli che ne è organizzatrice Insieme al patron Nunzio Illuminato e allo chef Luca Grande. Con il ricavato, verranno acquistati dei giocattoli che verranno portati ai bambini ricoverati da animatori specializzati in ambito ospedaliero, selezionati dalla Onlus “Diamo una mano” di Ottaviano, vestiti da Babbo Natale e da Elfi, che giocheranno con loro e li coinvolgeranno. “#InsiemeperilTerritorio: Natale d’Amore” inizierà alle ore 15, con i mercatini solidali. Vi partecipano produttori, artisti, artigiani e le scuole del territorio (Ottaviano e Castellammare di Stabia, (IC 2 Panzini, dir. Donatella Ambrosio) con i lavori degli alunni, appositamente creati con la guida degli insegnanti; tra questi, in vendita anche dei curati manufatti in ceramica. Ore 17,30 incontri sulla sana alimentazione e la scelta dell’acqua (Biofonte) a cura del prof. Maurizio Fraticelli, specialista in Alimentazione, Terapia del Dolore, Chirurgia e Medicina Estetica (Università di Camerino e di Atene); dott. Giuseppe Vitiello, dirigente Microbiologia (Asl Napoli 3 Sud); dott. Rosalia Ciorciaro, nutrizionista, idrologa alimentare, esperta in Scienze erboristiche. Ore 19 show cooking dello chef bistellato Francesco Sposito (Taverna Estia, Brusciano) con aperitivo. Ore 20, gran gala con cenone/spettacolo, guidato dallo chef stellato Pasquale Palamaro (Indaco, Hotel Regina Isabella, Ischia) al quale partecipa un gruppo di chef di autentica eccellenza: Nunzio Spagnuolo con Michele Sammarco e Valerio Giuseppe Mandile (Cieddi Portici); i maestri pizzaioli Aniello Falanga (Haccademia, Terzigno), Michele Cuomo, campione mondiale Pizza in Pala (Cerase’, Vico Equense), Carmela Iorio, vice campionessa mondiale categoria Pizza Fritta (Carmine Iorio, Melito); Antonio Battipaglia (Ruah, San Vitaliano); Vincenzo Toppi (Amor mio, Brusciano);  Maddalena Tessitore (Dogana Golosa, San Leucio) oltre a Luca Grande (Ce steva na vota, di prossima apertura ai Gradoni di Chiaia a Napoli), il patron de La Baita del Re Resort, Nunzio Illuminato; i maestri pasticcieri Ciro Scarpato, presidente Associazione Pasticcieri Napoletani (pasticceria Angela, San Sebastiano al Vesuvio); Gennaro Langellotti (Gallucci Nola); Pasquale Pesce (Antica Pasticceria Pesce, Avella); Francesco Lastra e Gennaro Peluso (Equipe Eccellenze Italiane). Fondamentali i contributi dell’ISIS de Medici di Ottaviano, dirigente ing. Vincenzo Falco, che partecipa con i suoi allievi coordinati dal Corpo Docenti e dell’AIS, […]

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Olio di frittura: come andrebbe smaltito?

Le fritture, che bontà! Sono davvero poche le persone che riescono a resistere a queste pietanze così saporite, le quali abbondano soprattutto in questo periodo dell’anno, con l’avvicinarsi delle Festività. Premesso che, come noto, gli alimenti fritti dovrebbero essere consumati senza esagerare, nella preparazione di questi cibi vi è un aspetto a cui tutti devono prestare grande attenzione, ovvero lo smaltimento dell’olio. L’importanza dello smaltimento sia nella ristorazione che a livello domestico L’olio è assolutamente fondamentale per eseguire una frittura, ma una volta utilizzato dovrebbe essere smaltito solo ed esclusivamente tramite determinate procedure. L’importanza di smaltire correttamente l’olio riguarda sicuramente tutte le attività ristorative che dispongono di una friggitrice professionale, come ad esempio quelle proposte dal brand All For Food: è evidente che queste aziende producono grandi quantità di olio da smaltire e devono rigidamente attenersi alle disposizioni previste, ma anche a livello domestico bisogna prestare attenzione e bisogna tenere dei comportamenti responsabili. Perché l’olio è così inquinante Relativamente all’olio, purtroppo, vige tantissima disinformazione: c’è chi crede che trattandosi di un elemento naturale non costituisca una minaccia per l’ambiente, chi ritiene, sulla base di luoghi comuni che non trovano alcun fondamento, che sia un ottimo elemento per concimare i terreni, chi ritiene che immesso nella natura si biodegradi immediatamente. La realtà, purtroppo, è ben diversa: l’olio è estremamente inquinante, per molte diverse ragioni. Un aspetto molto importante per cui si afferma questo è rappresentato dal fatto che l’olio non si biodegrada e soprattutto non si mescola con l’acqua. Chiunque, d’altronde, potrebbe cimentarsi in un semplice esperimento domestico, mettendo una piccola quantità di olio e di acqua in un bicchiere: si noterà che questi due liquidi non si mescolano e che l’olio galleggia sull’acqua. Ciò è proprio quello che si verifica nei mari: l’olio crea una patina sulla superficie dell’acqua la quale è estremamente dannosa a livello ambientale, non fosse altro perché impedisce il regolare passaggio dei raggi solari, e questo è davvero un qualcosa di deleterio nell’ottica dell’ecosostenibilità. L’olio può inquinare anche i terreni, può rendere delle sorgenti di acqua potabile pressoché inutilizzabili, è evidente dunque che la sua dispersione in natura è un qualcosa di profondamente pericoloso. Alla luce di questo, quindi, come dovrebbe essere smaltito l’olio? Come non va assolutamente smaltito l’olio Nel modo più assoluto, l’olio non può essere gettato nel lavello, tantomeno nel water: anche laddove venga convogliato tra le acque fognarie, infatti, l’olio è destinato a compiere gravi danni ambientali proprio per il fatto di rimanere sempre assolutamente separato dall’acqua e dai liquami. Una scelta altrettanto “scellerata” è quella di versare l’olio in un contenitore della spazzatura: anche in questo modo l’azione inquinante dell’olio non può che manifestare i suoi effetti in tutta la loro gravità. Lo smaltimento corretto e alcuni utili consigli domestici Il modo corretto di smaltire l’olio è dunque questo: il liquido deve essere conservato all’interno di un qualsiasi contenitore e deve essere portato presso un’apposita “isola ecologica” della propria città, senza trascurare il fatto che vi sono molti supermercati, distributori di benzina ed aziende che ritirano l’olio in modo completamente gratuito. Le aziende, in genere, […]

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B&B, al via la settimana del baratto

Dormire gratis in un B&B in vista di una gita autunnale fuori porta? È il momento giusto. Per il decimo anno consecutivo, infatti, torna la settimana del baratto: dal 19 al 25 novembre. Dieci anni di successi La settimana del baratto promossa dal portale Bed-and-breakfast.it arriva a soffiare la sua decima candelina. Un’iniziativa molto apprezzata, non solo dai più giovani. di cosa si tratta? È semplice: in questa speciale settimana gli ospiti vengono accolti gratuitamente nelle strutture che aderiscono all’iniziativa in cambio di prestazioni di vario genere o cessione di un proprio bene. A cosa rinunciare? A qualche oggetto (dei libri, una lampada o quel che credete) ma non solo. Sono ben accette anche lezioni di ballo o di cucina. L’importante è condividere. Un appuntamento autunnale La terza settimana di novembre, dal 2008, è dedicata a questo speciale appuntamento autunnale. Un momento perfetto per rigenerarsi, a cavallo tra la fine dell’estate e le feste di Natale. I B&B si preparano da tempo, migliorando anche le propria linea cortesia. Oggi è possibile acquistare le offerte migliori in questo ambito direttamente on line, dal portale linea-cortesia.it, come le ultime proposte della linea cortesia dolce evita. Come funziona “Scambio due notti di soggiorno con un servizio fotografico professionale della mia struttura”, “Offro due pernottamenti per un piatto giradischi” e “Alloggio e prima colazione in cambio di libri per bambini in inglese, francese e tedesco”. Sono solo alcuni dei tanti esempi raccolti dal portale dedicato all’evento. L’idea nasce, come spiega bene il comunicato stampa dell’iniziativa, per consentire ai viaggiatori di scoprire angoli d’Italia soggiornando in uno dei bed and breakfast aderenti, senza necessità alcuna di mettere mano al portafoglio. Il portale dedicato all’evento raccoglie le liste Desideri dei B&B e Proposte dei Viaggiatori. Si tratta di un luogo d’incontro virtuale tra i gestori e gli ospiti dove poter scambiare idee e necessità. Diverse sono le strutture, ad esempio, aperte a baratti di qualsiasi genere: fumetti, dischi. Spazio alla fantasia. Una volta concluso l’affare non resta che partire! Il baratto dura tutto l’anno In realtà per chi vuole sperimentare questa nuova modalità di viaggio e ospitalità è possibile fare riferimento a strutture aperte a questa tipologia di opportunità tutto l’anno. Le strutture che aderiscono a questo principio nell’arco dei 365 giorni dell’anno sono registrate tutte sul sito www.BarattoBB.it, una scelta dettata dalla consapevolezza che questa modalità di scambio associata all’ospitalità e al viaggio è apprezzata e consolidata, tanto da essere praticata già da un decennio. Un regalo speciale per un compleanno importante Ma la vera novità, la chicca di questo decimo compleanno, è nella scelta di superare i confini nazionali, lanciando un vero e proprio spin-off internazionale. Di cosa si tratta? Di Barter Week, l’iniziativa internazionale che esce ufficialmente dalla fase beta e coinvolge i bed and breakfast di tutto il mondo, sul sito www.BarterWeek.com, dall’Albania all’Uganda. Perché le gite fuori porta, in autunno, possono portare anche molto lontano, alla scoperta di luoghi e meraviglie inimmaginabili. La settimana del baratto, in ogni modo, si conferma uno degli appuntamenti più attesi dai viaggiatori che, zaino in spalla, vogliono rompere con il tran tran quotidiano almeno […]

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