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Eroica Fenice

La categoria Altri contiene 26 articoli

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Idee di riciclo creativo a Natale: addobbi fai da te

Il periodo natalizio è l’ideale per accendere la creatività. Anziché spendere soldi per acquistare nuove decorazioni per la propria casa, è possibile creare addobbi fai da te riciclando gli oggetti più disparati. Una scelta economica e divertente allo stesso tempo. Di seguito tante idee di riciclo creativo da copiare. Palline di Natale e pupazzi di neve con lampadine Cominciamo da una simpatica idea per decorare l’albero di Natale. È possibile creare delle palline o dei pupazzi di neve, riciclando vecchie lampadine. Vi occorreranno: lampadine, uno scovolino, della vernice per vetro, colla vinilica e colla a caldo, brillantini. Come procedere? Per realizzare una semplice pallina, si può dipingere la lampadina di un colore natalizio, ad esempio verde, rosso o bianco. La base a vite della lampadina può essere poi verniciata di un altro colore, per esempio dorato. Una volta che la vernice è asciutta, si può ricoprire di colla vinilica la base della lampadina appena dipinta e cospargerla di brillantini. Successivamente, potete decorare la vostra pallina con lo scovolino argentato o dorato. Infine, sempre con lo scovolino, create un occhiello e attaccatelo alla base a vite della lampadina con la colla a caldo, vi servirà per poterla appendere all’albero. Se invece volete realizzare un personaggio, ad esempio una renna, dopo aver dipinto di marrone la vostra lampadina, usate lo scovolino per fare le corna, che attaccherete sul retro della base a vite della lampadina. Sul davanti attaccate il naso rosso e gli occhi. Per realizzare un pupazzo di neve, invece, dopo aver verniciato di bianco la lampadina, fate il naso con un pezzo di scovolino. Per riprodurre gli occhi e i bottoni potete incollare dei cerchietti di cartone nero. Sempre con un pezzo di cartone nero, realizzate il cilindro del vostro pupazzo, da incollare intorno alla base a vite della lampadina. Con un nastrino rosso fate il contorno del cappello e una sciarpa da avvolgere attorno al collo del pupazzo. Idee di riciclo creativo: stella di Natale con mollette Con le mollette di legno, quelle di solito utilizzate per stendere il bucato, potete realizzare delle stelle di Natale da appendere all’albero oppure delle ghirlande da usare come fuoriporta. Per realizzare la stella, vi occorreranno 6 mollette in legno, nastro da regalo, feltro e colla a caldo. Come fare? Innanzitutto dividete a metà ogni molletta, poi incollate le due metà di ciascuna molletta sui lati esterni. Successivamente, create un occhiello con un pezzo di nastro e fissatelo con la colla a caldo, dopo incollatelo tra due dorsi di una delle mollette. Disponetele quindi a forma di stella. Per riempire la parte centrale della stella di Natale realizzate con il feltro un cerchietto e una stellina. Con la colla a caldo, fissate prima il pezzo rotondo di feltro, poi sopra applicate la stella. La vostra stella è pronta per essere appesa all’albero di Natale. Ghirlande fai da te Con le mollette potete poi creare anche una ghirlanda. Come? Dipingete le mollette di un colore natalizio, ad esempio verde. Poi, disponetele a cerchio su […]

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Come si calcola l’assegno di mantenimento

La fine di un rapporto di coppia è sempre un momento estremamente drammatico nella vita dei protagonisti di questa interruzione, sia dal punto di vista emotivo e umano che da quello pratico e legale. Il primo aspetto ovviamente coinvolge una serie di aspetti privati, si tratta nella maggior parte dei casi di un trauma che interviene a stravolgere quella che era una situazione fondata su principi di stabilità, che invece poi viene a mancare, costringendoci ad affrontare una serie di cambiamenti al fine di trovare un nuovo equilibrio. Oltre a ciò, c’è da prendere in considerazione un aspetto più pratico, che riguarda la riorganizzazione di una vita anche da un punto di vista economico. Proprio sulla base di queste ultime considerazioni, il nostro legislatore ha previsto la corresponsione di un assegno di mantenimento al fine di garantire ad entrambi i coniugi la possibilità di proseguire il proprio percorso di vita in una maniera che sia quanto più possibile coerente con quella precedente. Per cosa è stato previsto l’assegno di mantenimento Da cosa nasce l’esigenza di prevedere un mantenimento, da corrispondere a favore del coniuge economicamente più debole? L’assegno ha una funzione assistenziale, e di conseguenza viene assegnato all’ex coniuge che non abbia un reddito proprio o che, in ogni caso, non abbia adeguate fonti di sostentamento. Sicuramente il punto di partenza fondamentale è da individuare nella necessità di garantire ad entrambi i coniugi il mantenimento dello stile di vita precedente alla separazione. Lo stesso principio vale anche in caso di presenza di figli, e l’importo dell’assegno da corrispondere può essere soggetto a revisioni periodiche, soprattutto nel caso in cui vengano a mutare le condizioni originarie in base alle quali l’importo era stato calcolato. L’assegno di mantenimento viene solitamente stabilito dal giudice in sede di separazione fra i coniugi, tuttavia la definizione dell’ammontare può anche essere il frutto di accordi intercorsi fra questi ultimi. Come si calcola l’assegno di mantenimento L’assegno viene calcolato in base a una serie di principi e di parametri dei quali il giudice deve avere considerazione per giungere alla propria decisione. Si tratta sicuramente di valutare, in via preliminare, il reddito complessivo della famiglia, al fine di tutelare, come abbiamo detto, il coniuge economicamente più debole ed eventualmente i figli, qualora siano presenti. Per effettuare correttamente questo esame, è necessario prendere in considerazione i redditi percepiti da ciascun coniuge, considerando a tal fine anche le rendite finanziarie, il valore locativo delle proprietà immobiliari e il numero di figli a carico, anche in funzione del tempo trascorso presso ciascun coniuge. Si tratta di una serie complessa di valutazioni, le quali necessitano di un occhio attento e di una visione globale: proprio per questo può essere utile rivolgersi a dei professionisti in grado di fornirci adeguato supporto in una fase così difficile da affrontare, al fine di ottenere quanto ci spetta realmente.  

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Napoli e Barcellona scaldano i motori per il big match

Il countdown per il big Match di Champions del 25 febbraio è partito. Napoli e Barcellona scaldano i motori per quello si preannuncia un match tutto da gustare. Non è la prima volta che le due compagini si affrontano ma è certamente la prima volta che questo accade nella massima competizione Europea. Ai partenopei è richiesta una grande prestazione e un pizzico di fortuna per battere i ragazzi di Quique Setién nettamente favoriti dai pronostici. Betway ad esempio vede il Barça favorito, ma in uno stadio caloroso come il San Paolo dove il tifo fa da dodicesimo uomo tutto è possibile. Napoli e Barcellona show e grande qualità tecnica Due squadre di grande qualità tecnica, da una parte gli azzurri del Napoli guidati dall’ex campione del mondo Gennaro Gattuso, che ha subito molteplici metamorfosi tecniche negli ultimi cinque anni, e dall’altra il Barcellona, top team famoso soprattutto per la valorizzazione del vivaio, la celeberrima cantera che ha sfornato fior fiore di campioni. Uno di questi è proprio Lionel Messi che per la prima volta disputerà un match allo stadio San Paolo, che ha ospitato per anni le incredibili giocate del Pibe de Oro. Tra l’altro Diego Armando Maradona fu acquistato proprio dai blaugrana nell’ormai lontano 1984. Messi è uno dei giocatori che più ci ricorda Diego e che spesso è stato a lui accostato per le funamboliche giocate e i numeri da cineteca. Leo è attualmente capocannoniere della Liga Spagnola con 19 reti in 27 incontri disputati. Non sarà certo un cliente facile per la ritrovata difesa azzurra che nelle ultime gare di campionato è riuscita a chiudere tutti gli spazi agli avversari e che nell’ultimo match fuori casa contro il Cagliari ha chiuso l’incontro a reti inviolate. Napoli e Barcellona nell’analisi di Carlo Alvino A proposito del match di martedì, una interessante analisi è stata fatta da Carlo Alvino sul blog l’Insider giornalista e super tifoso partenopeo. Nonostante la riconosciuta superiorità tecnica del Barça, Alvino crede che il colpaccio del Napoli sia possibile, qualora gli azzurri siano pronti a mettere in campo la giusta cattiveria agonistica unita alla cura degli schemi e dei movimenti. Elementi che possono fare la differenza contro un Barcellona spesso devastante e che trasforma il possesso palla in un’arma micidiale. Ma il Napoli con le grandi si esalta e il Liverpool ne sa qualcosa. Un risultato positivo in questa partita di andata potrebbe valere la conferma di Mister Gattuso anche per il prossimo anno. Mentre resta incerta la conferma di Mertens nonostante l’affetto che lo lega alla città e la sua volontà di diventare il primo marcatore nella storia del Napoli. La coesione e la grinta come antidoto ad un inizio stagione sottotono Nonostante un inizio di stagione deludente la squadra ha lavorato sodo, il mister ha saputo tirare fuori la grinta e la coesione di gruppo. Alvino non ha dubbi su chi potrebbe essere l’uomo simbolo del Napoli del presente e del futuro. Si tratta di Insigne “un capitano coraggioso e desideroso di vincere […]

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La manovra di Kristeller: una pratica ancora oggi controversa

La manovra di Kristeller è davvero un aiuto concreto alla partoriente o un crimine silenzioso? “Mi hanno fatto partorire spingendo dalla pancia” ecco come molte donne descrivono l’esperienza vissuta circa la manovra di Kristeller, pratica che deve il suo nome al ginecologo tedesco Samuel Kristeller che ne descrisse la sua efficacia in Germania nel 1800. La pratica consiste nell’effettuare una pressione sul fondo dell’utero per invitare il bambino a discendere nel canale del parto e nascere. Di fatto, sembrerebbe essere usata per accelerare il parto nella sua seconda fase di travaglio. Tale pressione può anche essere impressa tramite una cinta gonfiabile. Tuttavia non esiste una definizione univoca ed universalmente standardizzata di tale manovra e le modalità con cui la pressione viene esercitata possono variare in maniera consistente. La forza applicata ovviamente non è standardizzata, poiché ogni parto è differente in relazione alla posizione fetale, al volume del liquido amniotico, dalla struttura pelvica e dalle caratteristiche fisiche della donna partoriente. È una manovra che può essere effettuata solo quando la parte presentata è al piano perineale (muscoli e fibre che chiudono il bacino). I rischi della manovra di Kristeller La manovra di Kristeller non va ripetuta per più di 3-4 volte. Essa sembra essere utilizzata di frequente nella pratica clinica, specie nei Paesi a basse risorse economiche, nei quali altri interventi operativi come la ventosa ostetrica, l’utilizzo del forcipe o l’esecuzione di un taglio cesareo non sono disponibili o non sono presenti operatori sanitari addestrati ad effettuarli. Nel 2018 l’OMS (organizzazione mondiale della sanità) definisce la manovra di Kristeller come non raccomandata. Questo perché non ci sono evidenze che attraverso l’utilizzo di questa pratica, il parto sia “migliore” né che il benessere materno o del bambino migliori. Non a caso, in alcuni paesi, come in Inghilterra o in Spagna, tale pratica è perseguibile penalmente. L’istituto Superiore di Sanità italiano nel 2013 ha posto un’interrogazione parlamentare sul tema. Il Senato non si è espresso a favore né a sfavore, nonostante non se ne consigli l’utilizzo. Per tanto in Italia la Uterine fundal pressure, non è vietata dalla legge ma non è nemmeno suggerita tra le soluzioni migliori. In ogni caso, si stima che in Italia venga applicata nelle sale parto come manovra di routine nel 50% dei casi, con fluttuazioni dal 30 al 70% nelle diverse unità operative. La pratica Kristeller, nonostante accorci il tempo di travaglio, porta con sé numerose conseguenze da non dimenticare. Il 22,3% delle donne ha dichiarato di aver subito la manovra e alcune di esse hanno riportato conseguenze a breve e lungo termine in merito alla salute propria e del bambino. Tra le conseguenze più comuni si trovano: rottura delle costole, rischi di lesioni vaginali, rottura dell’utero e distacco della placenta. Per quanto riguarda il neonato ciò che sembrerebbe preoccupare di più è che in seguito al distacco della placenta ci sia una mancata ossigenazione nel passaggio alla vita extra uterina, oltre che possibili danni celebrali, fratture ossee e cecità. Oltre tutto, non è da dimenticare l’avversa esperienza del parto, un evento spesso […]

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La sindrome di Morris: una delle malattie più rare al mondo

  Cos’è la sindrome di Morris? Scopriamo insieme una patologia che colpisce un neonato ogni 20.000. La sindrome di Morris è una condizione patologica che rende totalmente o parzialmente le cellule maschili incapaci di rispondere agli androgeni (ormoni sessuali maschili). Tale insensibilità porta ovviamente al mancato o incompleto sviluppo dei genitali esterni. Ogni essere umano sano possiede 46 cromosomi, all’interno dei quali è presente il materiale genetico, chiamato anche DNA. Tra i vari cromosomi, due appartengono ai cromosomi sessuali. Nelle donne ci saranno due cromosomi di tipo X, negli uomini invece ci sarà uno di tipo X e un altro di tipo Y. Quest’ultimo servirà proprio allo sviluppo dei testicoli e per evitare lo sviluppo delle ovaie. Esistono due tipologie di sindrome Morris, che variano in base alla risposta degli androgeni: -Sindrome da completa insensibilità: in questo caso le cellule sono completamente insensibili agli androgeni. Ciò comporta un’assenza totale di caratteri sessuali maschili, la presenza di una vagina e lo sviluppo del seno. Ma mancheranno utero ovaie e tube di Falloppio, compromettendo di fatto la fertilità. In questo caso mancheranno peli ascellari e pubici, e criptorchidismo nei casi più lievi (mancata discesa di entrambi i testicoli nello scroto). -Sindrome da parziale insensibilità: in questo caso le cellule risponderanno solo parzialmente agli androgeni. La sensibilità a questi ultimi varia rispetto ai soggetti. Ci potrà essere infatti sia la presenza di caratteri sessuali maschili, che entrambi. Potranno presentarsi genitali normali o quasi normali, uno o entrambi i testicoli ritenuti. La sua causa è da riconoscere senz’altro nella mutazione del gene AR. Il gene AR chiamato anche recettore androgenico, esplica la sua funzione facendo interagire le cellule e il soggetto stesso. Negli individui maschi e sani il gene AR è presente ovviamente in quantità adeguate. Al contrario quando non viene prodotto abbastanza, il testosterone sarà del tutto inefficace. Il mal funzionamento del gene AR è una condizione spontanea che insorge poco dopo il concepimento, oppure è ereditaria, trasmessa dalla madre. In genere le persone affette da tale patologia sono di sesso maschile, e la causa sarebbe da ricercare proprio nel cromosoma X, l’uomo, infatti ne ha a disposizione solo uno, a differenza delle donne che possono contare sulla presenza di ben due. I portatori di tale sindrome sono generalmente uomini non fertili, ma il grado di insensibilità produce effetti diversi. Numerose possono essere al contempo le complicazioni della sindrome di Morris, tra cui: infertilità, depressione, sfiducia verso gli altri, e tumore ai testicoli. Tra i trattamenti previsti rientrano gli interventi chirurgici, la terapia ormonale ed ovviamene la psicoterapia. Non tutti i portatori di sindrome di Morris hanno bisogno di sottoporsi a psicoterapia. Ci sono, infatti, dei soggetti che vivono serenamente la propria situazione, senza alcun momento di sconforto o sfiducia in sé stessi. Ovviamente non esiste alcun rimedio definitivo per la mutazione del gene AR, ed è per tanto una condizione clinica da accettare. È importante non confondere tale sindrome con la transessualità, dove di fatto l’identità di genere non corrisponde alla corporeità. […]

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Unire più video in un unico file, come e con cosa farlo

Sono sempre più numerosi gli utenti del web alla ricerca di soluzioni rapide per unire più vide in un unico file. Compiere tale operazione potrebbe sembrare complicato, ma in realtà, esistono molti programmi web e  applicazioni che ci possono aiutare in tal senso. Una delle soluzioni potrebbe essere, Moavavi, ossia un video Editor che non solo unisce i video in un unico file e permette inoltre di elaborare i filmati in molti modi diversi. Sul loro sito c’è un interessante e semplicissimo tutorial che riportiamo sintetizzato nei suoi punti salienti. Il programma, così come anche gli altri esistenti sul web, dispone di una finestra di benvenuto, attraverso la quale è possibile scegliere cosa fare e quindi come iniziare. Una volta aggiunti tutti i file multimediali, li si può elaborare in modi differente. È possibile aggiungere transazioni che rendano più scorrevole il filmato, o che uniscano le varie clip tra di loro. Ogni programma contiene diverse categorie di transazioni tra le quali scegliere. Aggiungere una transazione è molto semplice, basterà fare clic sulla relativa icona nella libreria (nella quale si trovano i frammenti di video sui quali lavorare) trascinarla sulla sequenza temporale e inserirla tra due pezzetti di video. Svolta questa operazione, si potrà salvare il file video, scegliendo il formato di che si preferisce. Per farlo, bisognerà cliccare sulla casella “esporta”, dalla quale si apriranno diverse finestre, che consentiranno di scegliere tra le varie opzioni. Numerosi sono i formati tra i quali poter scegliere, AVI, MPEG, WMV, MP4, FLV, MKV, MOV. Una volta scelto il dispositivo sul quale esportare il video, basterà semplicemente cliccare su “avvia”. Ovviamente, basterà cercare in rete per rendersi conto della vastità di programmi ed applicazioni esistenti per unire più video in un unico file. È bene precisare che questi programmi, sono dotati di caratteristiche differenti, in base alle esigenze degli utenti. Vi sono applicazioni che consentono anche di montare i diversi spezzoni e poi unirli in un unico file. Altri ancora consentono di aggiungere una musica di sottofondo al montaggio; oppure degli effetti di contrasto, luminosità, intensità di tono, sfumature, cromie. Non tutti i software sono gratuiti ma sul web ne esistono vari che possono essere utilizzati gratuitamente. Tra questi, Avidemux e OpenShot Video editor, per citarne alcuni. Da non dimenticare, il vecchio, ma sempre funzionale Windows Movie Maker, uno dei più utilizzati da sempre, soprattutto tra i giovanissimi, che è possibile scaricare anche su Windows 10.

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Tony e Tina Colombo: il 30 gennaio la “promessa” prima di diventare ufficialmente marito e moglie

Il 28 marzo 2019 Tony Colombo e Tina Rispoli convoleranno a giuste nozze. A buon punto i preparativi del matrimonio, che si preannuncia essere tra i più belli e sbalorditivi delle feste nuziali dei vip svoltesi negli ultimi anni. Dopo la cerimonia che ufficializzerà il loro legame nuziale, i due novelli sposi festeggeranno il lieto evento presso il Grand Hotel “La Sonrisa”, il Castello di Don Antonio Polese, il quale era molto legato a Tony Colombo. Intanto il prossimo 30 gennaio Tony e Tina ospiteranno amici e parenti per la festa della promessa di matrimonio al “Golding” di Sant’Antimo, noto locale per ricevimenti ubicato sulla via Appia. L’evento, che inizierà alle ore 17, sarà aperto a tutti i fan della famosa coppia.

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Promuovere uno spettacolo teatrale: i 4 consigli da seguire

Grazie a Internet e al digitale oggi chi deve promuovere uno spettacolo teatrale può sfruttare una serie di strumenti davvero eccezionali in fase di marketing. A dispetto delle novità, però, restano alcune regole ferree che vanno seguite e che continuano a far riferimento alle tecniche tradizionali di promozione. Ecco perché oggi vedremo sia i primi sia i secondi, così da fare promozione in modo efficace. Raggiungere il target di riferimento Chi realizza e poi promuove un’opera teatrale deve prima di tutto aver chiaro in mente il proprio pubblico di riferimento. In base al destinatario poi si potrà scegliere in che modo pubblicizzare l’evento. Quindi, dopo aver individuato il target di riferimento, che avrà delle caratteristiche ben precise sarà più facile capire come raggiungerlo. Questa seconda fase deve essere condotta sfruttando i canali che il target frequenta abitualmente: ad esempio Internet e i social se lo spettacolo è pensato per un pubblico di giovani, o altri canali quali la TV, la radio o la stampa locale se il pubblico è più adulto, poiché di solito questa fascia d’età è solita informarsi sui mezzi di comunicazione più tradizionali. Fare pubblicità online via social media Internet e in special modo i social media sono sicuramente degli ottimi canali per promuovere uno spettacolo teatrale. I social hanno infatti degli strumenti ottimali per proporre dei contenuti esclusivi al proprio pubblico e comunicare in modo diretto con questo. Inoltre, consentono di allargare il bacino del proprio target e di misurare le reazioni che il pubblico produce nei confronti di un certo prodotto teatrale. Naturalmente contenuti e linguaggi dovrebbero sempre essere adattati al target di riferimento, anche sui social media. Promuovere uno spettacolo teatrale offline Un altro sistema ottimo per la pubblicità è ricorrere alle affissioni, ai poster e ai volantini: ovvero quei canali tradizionali che sanno come regalare grande esposizione e visibilità allo spettacolo. Un altro buon modo per fare pubblicità offline è acquistare e distribuire dei gadget promozionali personalizzati, che contribuiranno moltissimo alla diffusione del titolo dell’opera. Si può optare ad esempio per le borse shopper personalizzate con il logo del teatro e il titolo, facilmente ordinabili oramai anche online: sono ottime per fare pubblicità offrendo un gadget utile. La distribuzione combinata di flyer, poster, gadget insieme alle affissioni di poster consentirà di far conoscere la propria opera al grande pubblico. Fare pubblicità in televisione Se il budget lo consente si consiglia di fare pubblicità in TV: è un canale molto valido per essere visibili a un pubblico vasto in breve tempo, ma è ovviamente anche quello più costoso. L’unico neo di questa forma di pubblicità è che si rivolge ancora a una massa di utenti indistinta. La TV tradizionale, infatti, non possiede i mezzi per inviare una pubblicità mirata agli utenti, anche se presto questo limite sarà risolvibile: chi possiede una Smart TV potrà scegliere se ricevere gli spot su misura, così come avviene già da tempo negli Stati Uniti. Un’altra possibilità percorribile è la pubblicità sulle emittenti locali: una buona scelta anche per […]

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Come restare in forma durante le feste di Natale

Le feste di Natale sono un vero e proprio pericolo per la forma fisica. I giorni di riposo e le abbuffate rischiano di compromettere settimane di allenamento e sacrifici fatti in palestra. In realtà è molto facile restare in forma dopo le feste, basta avere un equilibrio e seguire delle semplici regole che di seguito vi elenchiamo: Non interrompere completamente l’attività fisica “Ormai dopo le feste” non è solo una frase ma l’approccio che ancora molti italiani hanno ai periodi di festa. L’idea che si debba “staccare” completamente da ogni tipo di attività è nociva sia dal punto di vista mentale che fisico. Riguardo l’attività fisica, abbandonare gli allenamenti dai giorni antecedenti al Natale ai giorni successivi all’epifania comporta una parziale regressione dei miglioramenti fisici ottenuti con conseguenti sacrifici e tempi maggiori necessari per ritornare in forma. Per evitare che questo avvenga basta svolgere anche un allenamento di mantenimento per una o due volte a settimana. Muoversi di più Oltre all’allenamento di mantenimento si possono inserire delle attività/abitudini quotidiane piacevoli e non troppo impegnative dal punto di vista mentale. Una camminata all’aperto di trenta o quaranta minuti tutti i giorni o dopo i “pranzi” più pesanti può essere una buona soluzione per utilizzare le calorie assunte a scopo energetico e non immagazzinarle sotto forma di grassi di deposito. Ottimizzare il tempo da dedicare agli allenamenti I periodi di festa servono anche a riposarsi e passare il tempo con amici e familiari. Se siete degli sportivi e per la maggior parte dell’anno vi siete allenati costantemente e frequentemente, è giusto ridurre la frequenza e i ritmi di allenamento. Se volete dedicare meno tempo agli allenamenti e ottenere gli stessi risultati potete rivolgervi ad un allenatore o preparatore atletico ovvero un professionista in grado di personalizzare e ottimizzare il programma di allenamento in base alle vostre caratteristiche fisiche. Scoprirete che un programma di allenamento personalizzato svolto due o tre volte a settimana vi darà più benefici di un programma di allenamento generico svolti tutti i giorni in palestra. Equilibrio e buon senso anche a tavola Stare attenti a non eccedere con l’alimentazione è sicuramente la cosa più importante per non perdere la forma nel periodo natalizio. Questo non vuol dire rinunciare alle pietanze natalizie ma adottare degli accorgimenti per compensare l’eccesso di calorie di un pranzo o una cena. Nei pasti successivi al pranzo di Natale e Santo Stefano o nei giorni che intercorrono tra una festa e l’altra, seguite un regime alimentare di “compensazione”, meglio se preparato da un nutrizionista, che preveda una riduzione calorica. Non esagerare con gli alcolici e le bevande zuccherate L’alcool è secondo solo ai grassi in termini di quantitativo calorico. Infatti un grammo di etanolo (alcool) sprigiona 7 kcal, un grammo di grasso 9 kcal, un grammo di carboidrato o proteina 4 kcal. Questo vuol dire che qualche brindisi di troppo può farci ingrassare più di un primo o un secondo. Le bevande zuccherate invece contribuiscono ad aumentare la glicemia e l’immagazzinamento di zuccheri a livello […]

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La Campania è tra le regioni con migliore copertura in fibra

Per anni l’Italia si è trovata in una situazione di notevole ritardo rispetto agli altri Paesi europei in quanto a presenza e diffusione della fibra ottica. Negli ultimi tempi, però, la situazione è cambiata radicalmente ed è stata finalmente compresa l’esigenza di investire sulle infrastrutture di connessione a banda ultralarga. A questo proposito è consigliabile capire meglio cos’è la fibra ottica su Facile.it, in modo da approfondire il funzionamento di questa tecnologia e i motivi per cui oggi riveste un ruolo fondamentale. Sebbene ogni area della Penisola presenti differenze anche molto profonde in quanto a capillarizzazione e qualità del servizio, alcune regioni, in particolare quelle del Sud, stanno riportando dei risultati sorprendenti. Il Sud sul podio La situazione della fibra ottica nel nostro Paese appare piuttosto disomogenea e in continua evoluzione: la copertura complessiva dei comuni risulta essere infatti di poco superiore al 16%, ma alcune regioni stanno riportando risultati molto più soddisfacenti. Tali risultati sono stati incoraggiati anche dai bandi Eurosud, che hanno reso possibile gran parte dell’espansione della fibra. Tra le regioni che hanno riportato i risultati migliori rientra proprio la Campania, che si posiziona al secondo posto della classifica nazionale e presenta una copertura dei comuni che arriva a quota 41,02%. Prima in assoluto è invece la Calabria, che raggiunge la copertura del 56,57%; soddisfacenti anche i risultati di Puglia e Sicilia, le quali si presentano rispettivamente con una copertura del 35% e 33%. Il futuro della banda ultra larga in Italia I risultati raggiunti sono incoraggianti, ma sarà necessario continuare su questa strada e proseguire il processo di estensione di copertura (soprattutto per quanto riguarda le numerose zone bianche della regione) e migliorare la velocità di connessione. In Italia, infatti, si è ancora molto lontani dalla soglia dei 100 Mbps, considerando che al momento la velocità media di navigazione è pari a 47 Mbps. L’obiettivo sarà quindi raggiungere una copertura del 95% del territorio entro la fine del 2019 e puntare anche all’espansione della FTTH (Fiber to the Home). Quest’ultimo step si dimostra indispensabile, non tanto in termini di copertura quanto di velocità di navigazione: la fibra ottica allacciata direttamente a casa permetterebbe infatti di raggiungere una velocità di circa 200 Mbps. Andando oltre questi piani a breve termine, invece, l’obiettivo è arrivare a una navigazione che si aggiri intorno a 1 Giga.

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