La prosa latina: dalla retorica alla filosofia

La prosa latina: dalla retorica alla filosofia

La letteratura latina è stata, insieme a quella greca da cui trae ispirazione, la base per la nascita delle future letterature europee.
Ha avuto un forte impatto culturale in seguito ad alcuni fattori, come per esempio: la vastità dei territori che si ritrovarono sotto il controllo e l’influenza, anche culturale e linguistica, romana, la quantità di testi ed autori e, anche, la durata nel tempo del latino come lingua classica e di cultura.
I generi più comuni riscontrabili nella letteratura latina sono sicuramente: la prosa e la poesia.
Nello specifico la parte in prosa venne sviluppata attraverso la retorica e la scrittura filosofica.

La retorica latina

Il termine retorica proviene proprio da un termine latino, “rhetorica”, derivato a sua volta da un termine greco il cui significato è riconducibile all’arte del parlare, in maniera più specifica: l’arte del parlare in pubblico persuadendo con le parole.
Può essere dunque intesa come una organizzazione del linguaggio volta ad ottenere l’approvazione del pubblico, utilizzando un criterio per cui ad una proposizione corrisponde una conclusione.
Spesso è associata all’arte oratoria, tuttavia, mentre l’oratoria consiste nella produzione concreta di discorsi, la retorica si classifica come un’arte che riflette, in maniera teorica, su come scrivere e parlare bene. Pur esistendo un rapporto tra le due, esse rimangono due arti distinte.
La retorica come genere ha una storia millenaria, risalente all’Antica Grecia. Si diffuse anche in Occidente a partire dal II secolo a.C. in particolare si impiantò a Roma.
Il pioniere della prosa retorica latina è considerato essere Appio Claudio Cieco, il primo a proporre un discorso volto a persuadere i senatori romani dal prendere una certa decisione.
Tra i maestri della retorica latina troviamo, sicuramente, Marco Antonio e Lucio Licinio Crasso, i quali compresero l’importanza anche delle scelte stilistiche nell’efficacia delle proprie orazioni.
Mentre, durante la fase di espansione romana, la figura più importante per la retorica latina sarà Marco Porcio Catone, detto anche “Il Vecchio” o “Il Censore”. I suoi discorsi erano caratterizzati da uno stile semplice ed una scelta accurata e sempre tagliente delle parole. Fu, inoltre, il primo a raccogliere le orazioni in forma scritta.
Il primo trattato di retorica latina è la Retorica ad Herrenium, in cui si suddivide la retorica in cinque parti e si enunciano gli stili e le figure retoriche.
Tuttavia, il nome che più spicca nel contesto della retorica latina è sicuramente quello di Cicerone. Egli si interessò allo studio delle migliori tecniche per scrivere ed enunciare un discorso.
Compose diverse opere sull’argomento, tra le quali ricordiamo: De Invenzione, Brutus, Orator e De Oratore.

La filosofia latina

La filosofia latina nasce dall’unione delle influenze del pensiero greco alla cultura romana. Tra i principali esponenti della filosofia latina ricordiamo: Cicerone, Lucrezio e Seneca.
Cicerone, oltre ad essersi occupato di oratoria e retorica, fu uno dei più importanti pensatori romani. Egli, in particolare, trasmise a Roma i concetti principali della filosofia stoica rendendoli, però, più concreti e pragmatici. La forma di scrittura scelta da Cicerone fu quasi sempre il dialogo di ispirazione platonica. Tra le opere filosofiche di Cicerone ricordiamo: Laelius de amicitia, Tusculanae disputationes, De fato.
Per quanto riguarda il lavoro filosofico di Lucrezio, egli si occupò principalmente di portare a Roma i principi dell’epicureismo. Tuttavia, la filosofia di Epicuro non fu particolarmente accettata e ben vista dai romani, in quanto negava l’idea di religione tradizionale, sosteneva la convenzionalità delle leggi dello stato e sostituiva all’importanza dell’impegno politico del cittadino la coltivazione dell’ideale dell’amicizia. Tra le opere filosofiche di Lucrezio ricordiamo il De rerum natura.
Infine, colui che è considerato il maggiore esponente della filosofia latina è senza dubbio Seneca.
Seneca dedicò tutta la sua vita agli studi filosofici e trascrisse le sue riflessioni in dialoghi, lettere e trattati.
I temi principali affronti dal filosofo latino sono riconducibili alla filosofia ellenistica, ritroviamo ad esempio riflessioni su: il concetto di felicità, la brevità della vita, l’importanza del tempo libero.
La prosa filosofica di Seneca è caratterizzata da un senso di irregolarità nella scrittura, un lessico astratto e un uso abbondante di antitesi.
Tra le opere principali di Seneca vanno citate sicuramente: Epistulae ad Lucilium, De otio, De brevitate vitae, i Dialoghi.

Fonte immagine articolo “La prosa latina: dalla retorica alla filosofia”: Wikipedia

A proposito di Alessia Nastri

Studentessa di venti anni iscritta all'università l'Orientale di Napoli. Appassionata dell'arte in ogni sua forma, amo particolarmente leggere e studiare le letterature. La mia personalità si costruisce su pochi aspetti: i libri, la scrittura, Taylor Swift e la mia frangetta.

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