L’antica città di Leptis Magna: un prezioso tesoro romano

la città di Leptis Magna

Le rovine dell’antica città libica di Leptis Magna (Lebda in arabo), sono considerate tra i monumenti più importanti della Libia, perché ricevettero grande attenzione dall’imperatore Settimio Severo. Fondata nel VII secolo a.C. come porto fenicio, la città fu dapprima sotto l’influenza cartaginese, ed entrò poi a far parte della sfera di controllo romano dal II secolo a.C., fiorendo in importanza strategica sotto Augusto ed Adriano come scalo marittimo commerciale, soprattutto nel traffico di bestie feroci provenienti dall’Africa subsahariana e dirette ai circhi dell’Impero. Infine, raggiunse il suo massimo splendore sotto Settimio Severo, che in quanto originario proprio dell’antica città di Leptis Magna, una volta divenuto Imperatore, la trasformò nel II secolo d.C. in una delle città più grandiose del Mediterraneo.

La posizione dell’antica città di Leptis Magna

L’antica città di Leptis Magna si trova nella parte settentrionale del continente africano, nell’attuale Libia, precisamente nella parte orientale della città di Al-Khoms, ed è posta all’estremità della foce della valle di Leptis. Tutto a Leptis Magna celebrava il lusso e le glorie di Roma, dal monumentale Arco di Settimio Severo, alle lussuose Terme di Adriano, un tempo interamente ricoperti di splendidi marmi e mosaici; dal Nymphaeum, ornato in origine da statue di marmo, alla magnificente via colonnata che collegava il porto al Foro dei Severi, impreziosito di capitelli di teste di Gorgoni e Meduse, ancora oggi rimaste in loco.

Le caratteristiche dell’antica città 

La sua posizione geografica, ricca di acqua dolce e un terreno fertile, ha reso più abbondante la produzione dell’olio d’oliva e più semplice il trasporto, rendendolo uno dei luoghi più adatti in cui vivere. L’antica città di Leptis Magna è conosciuta come Lebda, per distinguerla dall’omonima città situata in Tunisia.

Le rovine dell’antica città di Leptis Magna contengono molti monumenti, che raccontano di un’antica civiltà che si stabilì in questo importante sito archeologico. La città archeologica è considerata la più grande città romana ancora oggi integrata con tutti i suoi elementi, e tra questi monumenti ce ne sono alcuni che spiccano per la loro bellezza: L’Arco Al-Nasr, un elemento distintivo dell’architettura di Roma, per il quale sono famose la maggior parte delle antiche città romane. Vi è anche un’arena speciale per i giochi sportivi, dove c’è una pista da jogging, oltre ad un’area per gare e giochi di ogni tipo, che indica l’interesse degli abitanti di Lebda per lo sport e la forma fisica. C’è poi una zona apposita per le terme, che fu costruita tra gli anni 126 d.C. e 127 d.C., durante il regno dell’imperatore Adriano, e successivamente ristrutturata al tempo dell’imperatore Settimio Severo. Inoltre, troviamo un enorme teatro romano, considerato una parte molto importante delle città antiche.

Ancora oggi, questo luogo conserva le sue caratteristiche, tra cui colonne, archi e pietre scolpite con i disegni e le incisioni più affascinanti. Recenti scoperte delle rovine dell’antica città di Leptis Magna hanno rivelato delle importanti informazioni: è stata annunciata nel giugno del 2006, da un team di esploratori archeologici tedeschi, affiliati all’Università di Amburgo, la scoperta di un pavimento a mosaico, lungo circa 10 metri e databili tra il I secolo d.C. ed il II secolo d.C. Su questo pavimento è rappresentata l’immagine di un guerriero che lotta con un cervo, quattro uomini che sfidano un toro selvaggio, e un lottatore che si rilassa a terra, sofferente per la fatica. Era la decorazione di un bagno romano e oggi è esposto al Museo di Leptis Magna.

Fonte immagine: Wikipedia

A proposito di Ebtehal Alqddafi

-Laureanda magistrale negli studi letterari linguistici e comparati. -Mediattrice linguistica-interculturale L1 arabo L2 italiano -Interessata alle scienze umane legate ai diritti umani. Durante la mia esperienza accademica e dei corsi ho acquisito numerose competenze personali e capacità di scrittura, critiche, analitiche e di comunicazione che mi hanno permesso di arricchire la mia formazione accademica e pratica.

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