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Eroica Fenice

La Tag: concerti contiene 33 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

NOMEA: l’identità di un progetto plurimo

NOMEA è un progetto artistico dalle plurime manifestazioni nato di recente e già affermato e conosciutissimo; nonostante ciò, descrivere con una sola parola o espressione cosa sia “NOMEAeventi” non può che risultare difficile: esso è, sicuramente, opificio d’arte e i suoi prodotti, tutti eccellenti e di varia specie. Alla ricerca di una definizione Un percorso, il cammino dell’esperienza verso e attraverso la musica: questo ciò che si pone come obiettivo il progetto musicale, artistico, sociale, nonché un modo particolare, intenso, emozionante, attraverso cui divulgare l’arte. Luciano Ruotolo e Romina Casucci, coppia nell’arte e nella vita (e per i quali arte – musica e bel canto – e vita forse non possono che essere intreccio, indissolubile, potentissimo), scelgono insieme ai loro collaboratori luoghi altri rispetto a quelli tradizionali per fare e portare arte, per produrre suono e armonia; così, di fianco alle attività coreutico-musicali nei tradizionali luoghi dell’arte, Romina e Luciano producono in luoghi, per loro stesso dire «non convenzionali». NOMEA: una panoramica sugli eventi Fertile produzione, alacre e industrioso il lavoro del gruppo che intorno a NOMEA si muove, agisce, pensa, crea: attivo laboratorio e fucina “sempre aperta”, se si pensa che solo negli scorsi due mesi si sono avvicendati vari spettacoli, fra concerti e danze: un numero elevato se si considera la mole di lavoro di cui ogni attività ben fatta necessariamente ha bisogno. Una “macchina” umana collaborativa, volitiva e appassionata. NOMEA è stata di recente attiva con: Wine Jazz a Palazzo Venezia (23 novembre 2019, Palazzo Venezia, Napoli); Fontanelle Candlelight (15 dicembre 2019, Camposanto delle Fontanelle, Napoli); PizzArt Happening a Villa Favorita (27 dicembre 2019, Scuderie di Villa Favorita, Ercolano); Fontanelle Experience (29 dicembre 2019, Camposanto delle Fontanelle, Napoli); Walk in Art a Villa Campolieto (4 gennaio 2020, Villa Campolieto, Ercolano); Opera Jazz a Donnaregina (19 gennaio 2020, Complesso monumentale di Donnaregina, Napoli); Altre date si aggiungeranno al fitto calendario di appuntamenti artistico-musicali proposti (anticipiamo qui Sax&Food, che si terrà il I febbraio al Palazzo Venezia, a Napoli, la serata romantica Love Candlelight  che si terrà il 14 febbraio alle ore 21:30 negli spazi dello stesso Palazzo Venezia e Colonne Sonore a Pietrarsa, in programma per il 16 febbraio). OperaJazz: una panoramica della serata Con OperaJazz (ospitato negli spazi sacri del complesso monumentale di Donnaregina a Napoli e interamente organizzata da NOMEA), si sono proposte esecuzioni di brani (eseguiti al pianoforte da Vittorio De Sangro) accompagnati dal canto di Romina Casucci, soprano, diplomata in canto e pianoforte presso il Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella” e laureata in canto e coralità presso lo stesso Conservatorio. Romina, che di recente è stata insignita del Premio Internazionale Cartagine 2.0 2019 (con la motivazione «[…] Punto di riferimento nel panorama musicale per la formazione di giovani cantanti lirici provenienti da diverse Nazioni, avviati alla carriera artistica attraverso un metodo innovativo che riconosce il corpo come strumento musicale […]»), è protagonista vivissima degli appuntamenti NOMEA arte a cui affiancano le sue intense lezioni ed attività presso l’Accademia Musicale Europea. Cos’è, quindi, […]

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Musica

Mezzosangue live con SVA CVIQVE PERSONA tour: Napoli ha il passamontagna

Si è tenuto giovedì 23 gennaio il live di Mezzosangue che ha portato il SVA CVIQVE PERSONA TOUR anche a Napoli, tramite il Noisy Club, presso il suggestivo Common Ground di Agnano. Mezzosangue desiderava mettere su un live che “spaccasse” e ci è riuscito. Il SVA CVIQVE PERSONA TOUR, che ha girato l’Italia e che culminerà sul palco di Roma, stasera, sabato 25 gennaio, è una vera bomba. Un ritorno all’underground che mancava da un po’. Mezzosangue live: si inizia con l’HURRICANE TOURNAMENT Stacchiamo il biglietto, entriamo nel locale e… sul palco un octagon (una gabbia di mma): ospiterà i partecipanti alll’Hurricane Tournament della tappa di Napoli. Prima dell’inizio del live, ad inaugurare il palco, entrano in gabbia, invitati da Squarta (producer dei Cor Veleno e spalla forte di Mezzosangue) i partecipanti alla battle: Varden, V, Refuse, Chico, Dabbol, Smile, Alton, Cheyenne. Non è una Battle di freestyle – ognuno ha già scritto una strofa su di una base scelta in precedenza – ma sarà comunque il pubblico a scegliere il vincitore, proprio come tradizione vuole. È questa la grande novità che accompagna il SVA CVIQVE PERSONA TOUR. Il progetto nasce nel settembre 2019, inaugurato dal singolo Out of the Cage: Mezzosangue dà la possibilità a giovani talenti selezionati di sfidarsi sul palco di ogni tappa del tour in una Live Battle per conquistare un posto in finale. I vincitori – tre cantanti e tre producer emergenti – saranno inclusi nell’Hurricane Mixtape Vol. 2. In un’intervista per Rolling Stones, Mezzosangue ha detto «Per me è quasi un modo per sdebitarmi con Capitan Futuro per la possibilità che mi ha offerto: l’idea è di portare in giro uno spettacolo in cui il pubblico e la giuria votano per dare accesso alla finale». Quasi inneggiando a lui, il pubblico sceglie Smile come vincitore supremo di questa Battle. Sembra avere la stoffa di un vero artista, ha flow e rime. Ci auguriamo di vederlo, ancora una volta vincitore, sul palco della finale di Roma. Ma la conquista di quel palco e l’abbraccio sincero scambiato con Mezzosangue, saranno per lui già una vittoria. Buona fortuna Smile! SVA CVIQVE PERSONA TOUR : Napoli ha il passamontagna Con alle sue spalle Squarta ai piatti e Luca Martelli alla batteria, Mezzosangue sale sul palco fedele al suo passamontagna e l’attesa si trasforma in adrenalina di fronte a un mostro da palcoscenico del genere. L’MCing  è nelle rime e nel flow, Mezzo ci intrattiene e ci riporta nell’atmosfera del vero Hip Hop. Più di un live, il SVA CVIQVE PERSONA TOUR ( che tradotto diventa: “A ciascuno la propria maschera”: «È il titolo di un quadro del XVI secolo esposto agli Uffizi, e rappresenta il concetto che ciascuno ha la propria maschera».) è una cerimonia collettiva. Sotto quel passamontagna non c’è semplicemente un viso, Mezzosangue ha detto «Sotto non c’è nessuna faccia, nessun nome, solo un’idea che parla». Il live di giovedì a Napoli è stato l’ennesima conferma che Mezzosangue e il suo pubblico sono un solo corpo, […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Suggestioni all’imbrunire torna a Napoli con l’XI edizione

Con la sua undicesima edizione torna a colorare il panorama artistico partenopeo il format Pausilypon. Suggestioni all’imbrunire. Un evento che annualmente si concentra in poche serate per dare tutto il meglio di sè e diffondere l’arte con grazia ed eleganza. Il Palazzo Reale di Napoli ha ospitato all’interno delle sue stanze la conferenza stampa dedicata a questo appuntamento che i napoletani hanno imparato ad amare ed aspettare. La manifestazione si svolge grazie al Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus insieme alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli. Dal 14 settembre al 6 ottobre saranno 4 gli appuntamenti da non perdere, ognuno comprensivo di un percorso attraverso la Grotta di Seiano, godendo del panorama che regala la posizione elevata dell’area e dei vini offerti dall’Associazione Ager Campanus. Gli spettatori verranno accompagnati fino all’area dei teatri dove si svolgeranno di volta in volta le performance. Il programma di Suggestioni all’imbrunire La rassegna si apre il 14 settembre con un ospite d’eccezione, Michele Placido, che insieme a Gianluigi Esposito ed Antonio Saturno condurranno i presenti in un viaggio poetico sulle note delle più belle canzoni napoletane. Serata d’onore è un recital in forma di dialogo con gli spettatori. Dalle opere dei grandi poeti nazionali a estratti di scrittori napoletani, si fa omaggio alla cultura italiana senza dimenticare le singole identità. L’appuntamento successivo si svolgerà il 22 settembre e sarà all’insegna dell’empatia e della passione. Storie di tango con la voce di Lello Giulivo, la fisarmonica di Rocco Zaccagnino e il contrabbasso di Aldo Vigorito darà vita ad un concerto-spettacolo che fa rivivere le atmosfere di Buenos Aires. Il tango argentino la farà da padrone attraverso le performance dei ballerini e la scelta musicale basata sui brani di Carlos Gardel e di altri famosi testi letterari inerenti al tango. Si prosegue con il 28 settembre che saluta il mese insieme ad Emanuele Giannini, Giovanni Di Giandomenico e Lihla. Paesaggi sonori coinvolge diversi artisti e cela inevitabilmente momenti di improvvisazione come filo conduttore tra le diverse discipline. Dal gong al violoncello, dal piano alla danza, ogni espressione troverà il suo spazio e la sua forma d’essere. Infine Suggestioni all’imbrunire saluta gli spettatori anche per quest’anno con l’ultimo appuntamento previsto il 6 ottobre con Prenda del alma. Si tratta del concerto di Luciano Biondini e Mauro De Leonardo, rispettivamente fisarmonicista e chitarrista. Il nome della serata riprende quello del loro ultimo disco, ma svela anche il fulcro della loro musica facendo riferimento ad una vecchia serenata messicana. Tra sonorità provenienti dal Sud America e omaggi ad Antonio Carlos Jobim, proseguirà il concerto che ingloberà al suo interno anche brani di autori jazz contemporanei. Suggestioni all’imbrunire tutti gli anni celebra insieme all’arte anche la bellezza, svolgendosi nel suggestivo Parco del Pausilypon. Un modo per tornare a contatto con i propri antenati romani ma anche con se stessi. Fonte immagine: suggestioniallimbrunire.org

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Musica

Giovanni Block in quartetto per il Sunset [email protected]

Il 16 giugno, il Sunset [email protected] (alla sua V Edizione), rassegna di musica al tramonto organizzata dall’Associazione Culturale Brodo, con la direzione artistica di Viola Bufano, porta sulla meravigliosa terrazza del Museo Nitsch, in Vico Lungo Pontecorvo 29/d, Giovanni Block in quartetto. Una visita libera alla mostra della sanguinolenta arte della complessa personalità di Hermann Nitsch- dinanzi alla quale è difficile restare indifferenti- e del buon vino offerto dal “Consorzio e Tutela Vini del Vesuvio” sono gli elementi che fanno da anteprima a quella che sarà una serata all’insegna della magia. Ci si ritrova in un puzzle di volti entusiasti e occhi incantati, dinanzi al panorama spettacolare di Napoli che vanta la terrazza del Museo con affaccio sul “Cavone”. Un panorama luminoso che dice ormai addio alla nebbia, all’umidità e al grigiore della fredda e lunga stagione trascorsa. L’emozione è palpabile nell’aria. Giovanni Block in quartetto, il concerto Giovanni Block. Laureato in Composizione e in Musica applicata ai Contesti Multimediali al conservatorio di Napoli, è un cantautore, chitarrista, compositore e produttore discografico napoletano, classe ’84. La sua è una storia ricca di riconoscimenti, importantissimi premi e collaborazioni con artisti del mondo musicale e teatrale italiano. Una storia ricca di passione e amore viscerale per la musica e il teatro. All’imbrunire, Giovanni imbraccia la sua chitarra e si fa spazio tra la gente. Viene raggiunto da Dario Maiello al basso elettrico, Giuseppe Donato alla batteria ed Eunice Petito al piano. La loro musica si srotola nell’aria e la serata si trasforma in un brindisi alla bellezza, con il naso all’insù, verso una luna piena bellissima che avvolge i presenti nel suo fascino silenzioso, per permettere alla mente di errare insieme alle note del sublime quartetto. È un sogno consapevole. Sembra di riuscire ad ascoltare il cuore pulsante di Napoli. Si chiude, così, il viaggio di S.P.O.T (Senza perdere ‘o tiempo), in attesa del nuovo album di Giovanni Block. Una chiusura impreziosita dalla presenza dei musicisti Roberto Trenca e Alessio Arena, con il quale Block emoziona tutti cantando “Tiempo e’Viento”. “‘O mare va truann’ ‘e forte”… a un certo punto riecheggiano queste parole, e hai la possibilità di tuffare letteralmente lo sguardo nel blu delle onde. Vai lontano. Cerchi quel gabbiano che sorvola le acque libero, finché un blues rugginoso non torna a prenderti per abbozzarti un sorriso spiritoso in viso e buttarti “Dint all’underground”. È tutto un ping pong tra lo struggente, l’irriverente, l’adrenalina e l’ironia. S’intrecciano originalità e freschezza in un vero calderone d’imprevedibilità, che tanto caratterizza la personalità inquieta di Block, autore e compositore lontano da ogni clichè. Attraverso le sue canzoni non si esplorano solo sentimenti e sensazioni, ma anche controversie attuali, dilemmi sociali e privati, e ideali. Giovanni Block racconta la solitudine degli artisti e dei folli nonostante viviamo in un mondo iperconnesso, e prende per mano chi lo ascolta per andare in una sola direzione, quella “Ostinata e Contraria”, così come i suoi maestri gli hanno insegnato a fare. Il terzo appuntamento del Sunset [email protected] sarà […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Sunset [email protected]: Sollo&Gnut in apertura

Sollo&Gnut in trio e L’orso ‘nnammurato sono i protagonisti della prima serata del Sunset [email protected], tenutasi domenica 2 giugno. Alessio Sollo. Napoletano nato nel quartiere di Bagnoli ai tempi dell’Italsider. Musicista e cantante di estrazione punk da sempre, scopre da qualche anno la vocazione alla poesia, sia in vernacolo che in italiano. Claudio Domestico (in arte, Gnut). Cantautore napoletano, chitarrista, produttore e compositore di colonne sonore. Spazia dal folk inglese al blues, dalla musica napoletana alle melodie africane del Mali. Insieme formano i SolDo, e si tratta del nome di una vera e propria fratellanza umana e artistica. Ad accompagnarli Michele Signore al violino, mandolino e mandoloncello. Sunset [email protected], il via alla IV Edizione La Salita Pontecorvo. Una passeggiata tra vicoli, chiese, palazzi e meravigliosi scorci. Un cielo che si colora di tonalità pastello. Il Museo Nitsch. Buona musica. È di questi elementi che qualcuno ha deciso di arricchire il momento più evocativo della giornata del 2 giugno, quello del tramonto. Una volta giunti sul terrazzo del Museo, lo sguardo è portato ad addentrarsi tra i palazzi e le stradine di un panorama napoletano spettacolare. Si riesce quasi a immaginare di sentire il vociare dei bambini che giocano nei quartieri, di captare l’odore del caffè dei bar del centro storico o il profumo del ragù fatto in casa, e di gustare la poesia di un “cuoppo” fritto, il cui profumo esala da botteghe, taverne e piccole bancarelle. Se a tutto questo ci aggiungiamo i suggestivi accordi di “Ciaccarella” (è questo il nome che Claudio Domestico ha detto di aver dato alla sua chitarra!) uniti alle voci dei due musicisti e a un po’ di vino, la sensazione che si prova è quella di diventare un tutt’uno con la folle armonia di sapori, voci, mare, palazzi antichi e chiese, che rende questa città magica e pazza di energia. Dopo la prima pioggerella, l’impasto di emozioni culmina presto in sette colori disposti in cielo, ad arco luminoso. È in quest’atmosfera incredibile che, inizialmente, Sollo e Gnut hanno modo di suonare le prime tre canzoni della scaletta. Illuminati da ben sette colori. Il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, il blu, il violetto, l’indaco. Sette colori in piena coerenza con le sette note della loro musica suggestiva, espansa dal terrazzo. Sollo&Gnut in trio: uno spettacolo di musica e parole Riprende a piovere e la magia si trasferisce, per forza di cose, all’interno del Museo. Un laboratorio aperto, affascinante tanto quanto inquietante, in perfetta coerenza con la misterica identità della città di Napoli, intrisa di peccato, speranza e redenzione. Ci si lascia nuovamente trasportare dalle note de L’orso ‘nnammurato di Sollo&Gnut, accennate poco prima fuori sul terrazzo, e dal ping-pong di canzoni di un artista prima e dell’altro dopo. Tutti a gambe incrociate, seduti sul pavimento ad ascoltarli. Tutti al cospetto delle opere di Nitsch, il messaggero di un pensiero che traduce il dramma umano in gioia di vivere ed esultanza, concetto strettamente connesso al volto labirintico della città di Napoli e alla sua esuberanza. […]

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Comunicati stampa

Take me to Church presenta gaLoni

Sabato 30 marzo alle 20.30 ritorna Take Me To Church, rassegna musicale organizzata da Apogeo Records in una secret location del Rione Sanità di Napoli. Ospite di questo secondo appuntamento è gaLoni che presenterà il suo ultimo disco Incontinenti alla deriva. “Nell’accezione dantesca gli incontinenti sono coloro che non riescono a contenere il desiderio morboso del vizio perché danno poco spazio alla ragione. Ed in questo cerchio abita la maggior parte di noi, me incluso.” (gaLoni) L’artista della provincia romana continua il percorso narrativo iniziato con Greenwich (2011) e Troppo Bassi Per I Podi (2014), affrontando tematiche attuali, questioni sociali e geografie sentimentali. Undici tracce folk che guardano alla tradizione del cantautorato italiano ed alle sonorità del nord Europa. Incontinenti alla deriva è un disco che tira le somme, riflette sulle anomalie del periodo storico attuale e sulla omologazione del tempo. “Difficilmente riusciremmo a distinguere un 2004 da un 2013. Oltre alla moda, al costume, all’arte, al cibo o al suo modo di vivere, l’uomo è riuscito a massificare anche il tempo. Contrariamente al secolo scorso, quando gli eventi storici particolari, le innovazioni artistiche, le resistenze culturali riuscivano a dare una identità ad ogni singola pagina del lunario.” Il disco si avvale della produzione artistica di Emanuele Colandrea con cui Galoni ha lavorato già nei dischi precedenti. Il sound attinge dalla matrice folk già presente in Greenwich e Troppo Bassi Per I Podi, mantenendo una radice sonora tipica della tradizione cantautorale italiana ma aprendosi anche a contaminazioni moderne di carattere nordeuropeo. Info evento Prenotazione obbligatoria compilando il form sul sito Apogeo Records Costo del biglietto €10,00 da pagare in loco. La quota include: ingresso al concerto + calice di vino e panino con soffritto della storica Macelleria Vittozzi + visita guidata della location La location sarà comunicata ai prenotati qualche giorno prima dell’evento

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Musica

“Je sto vicino a te” 64: l’amore senza fine

Martedì 19 Marzo, giorno in cui Pino Daniele avrebbe compiuto 64 anni, si è tenuto al Palapartenope la quinta edizione di “Je sto vicino a te”, l’evento in omaggio dell’immenso cantante partenopeo. Fortemente voluto dal sindaco Luigi De Magistris, ancora una volta regalato a cittadini e turisti dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Nino Daniele, il memorial è stato realizzato da Nello Daniele con la direzione artistica di Federico Vacalebre, giornalista musicale e amante della musica di Pino. In un’unica grande organizzazione confluiscono tante energie e tanti artisti pronti a celebrarlo in un omaggio sincero per forma e contenuto. Come Pino, inizialmente rifiutato dai signori della musica napoletana “perché sporco, brutto, coi capelli lunghi e di sinistra”, scommetteva su giovani talenti, così anche al Palapartenope artisti emergenti rileggono emozionati le canzoni del Nero a metà come in un rito laico, davanti ad un pubblico-famiglia. Anche quest’anno un cast di alto livello: artisti napoletani e del resto d’Italia che hanno lavorato o che semplicemente amano la musica di Pino Daniele si sono alternati sul palco intorno alla figura centrale dell’evento, il fratello dell’uomo in blues, Nello Daniele, che arriva sul palco vestito in nero e visibilmente emozionato. Je sto vicino a te,  la serata Apre la serata la figura del Pazzariello, simbolo di un forte legame con la tradizione napoletana, interpretato da Angelo Picone, che aveva aperto l’ultimo concerto di Pino Daniele. Sul palco Nello Daniele con la sua Band inizia a suonare, più che cantare, “Je so pazzo” e “Je sto vicino a te”. Dopo l’esibizione di Sara Tramma, carismatica cantautrice che aveva debuttato come voce solista nei Musicanova,  sul palco arriva una delle più grandi artiste poliedriche viventi, Lina Sastri. Una donna che non ha bisogno di presentazioni, un’ attrice che ha lavorato da giovanissima con Eduardo De Filippo e Peppino Patroni Griffi, una grande voce che portato in tutta Italia le canzoni della sua terra d’origine, vittima anche lei, come la sua città, di numerosi cliché. Canta infatti la canzone “Sud scavame ‘a fossa”, con un potente carico drammatico e “Assaje”, il brano scritto da Pino Daniele e affidato alla voce di Lina Sastri per la colonna sonora del film di Nanni Loy “Mi manda Picone”. Importante la presenza di un altro Uomo in Blues, Antonio Annona e di un rapper americano di Napoli nel segno della linea rossa che porta da Carosone a Liberato, passando per zio Pino: Speaker Cenzou con Il Nucleo, che portano sul palco un movimentato remake di “A testa in Giù” e tutta la riconoscenza della nuove generazione ad un idolo che ha toccato il cuore e steso la mano anche ai più giovani. E poi il trio Suonno d’Ajere, risultato di un progetto di tre giovani ragazzi nato dall’esigenza di conoscere e approfondire ciò che la città di Napoli ha prodotto nella sua storia musicale; Manuela Zero, in arte La Zero, protagonista di Sanremo Giovani 2019, canta tremante sul palco “Anna Verrà”. Problemi di audio, trascinati per tutta la serata, disturbano […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Orchestra Filarmonica conquista Benevento: “In punta di cuore”

Orchestra Filarmonica di Benevento: trionfo al concerto inaugurale della V stagione concertistica  L’Orchestra Filarmonica di Benevento (OFB) ha inaugurato mercoledì 23 gennaio, presso il Teatro Massimo di Benevento, la sua V stagione concertistica con lo spettacolo In punta di cuore, registrando il tutto esaurito ed un applauso della durata di cinque minuti che ne ha confermato il trionfo. Sul palco, l’Assessore alla Cultura, la Dott.ssa Rossella Del Prete, ha introdotto il concerto, leggendo il saluto del Ministro alla Cultura Alberto Bonisoli, che ha espresso un apprezzamento per l’importante lavoro svolto dall’OFB, con particolare riguardo ai giovani orchestrali, la cui passione ed entusiasmo rappresentano il «meglio del nostro futuro». L’Assessore Del Prete ha lodato i ragazzi dell’OFB per la scelta, da loro compiuta, di fare della musica un lavoro, ritagliandosi con tenacia ed entusiasmo, nonostante le difficoltà, uno spazio all’interno della nostra società, che non sempre consente di seguire le proprie passioni. Nasce così questa orchestra giovanissima, che si rinnova continuamente e con un curriculum invidiabile, che ha deciso di valorizzare la città di origine inserendola anche nella denominazione ufficiale di Orchestra Filarmonica di Benevento. Il concerto inaugurale dell’OFB ha permesso la divulgazione di un’altra iniziativa, questa volta sociale, impegnata, condotta e spiegata dal Dott. Scherillo, direttore del Reparto di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera “Gaetano Rummo” di Benevento, che si è detto emozionato, perché «vedere il teatro pieno a metà settimana toglie il fiato». Il Dott. Scherillo ha reso noto che, durante la settimana di febbraio in cui cade il 14, giorno dei cuori per antonomasia, si svolgerà una rassegna di prevenzione cardiovascolare denominata Cardiologie aperte-La settimana del cuore, realizzata grazie alla sensibilità dell’Azienda Ospedaliera “G. Rummo”, nella persona del suo Direttore Generale Renato Pizzuti. Il Dott. Scherillo ha concluso l’intervento, augurandosi che la cifra della grande partecipazione della comunità al concerto inaugurale dell’Orchestra Filarmonica sia da stimolo per una maggiore vicinanza ai giovani musicisti dell’Orchestra Filarmonica. In punta di cuore La serata inaugurale dell’OFB ha proposto l’unico “concerto per violino ed orchestra, in tre movimenti” (Allegro Moderato, Moderato assai; Canzonetta, Andante; Finale, Allegro vivacissimo), di Pëtr Il’ič Čajkovskij e la “sinfonia n.8 in sol maggiore” (Allegro con brio; Adagio; Allegretto grazioso, Molto vivace; Allegro ma non troppo) di Antonin Dvořak. Per l’occasione, l’OFB è stata diretta dal M° Francesco Ivan Ciampa. Il concerto di Čajkovskij, ad oggi forse il più famoso ed ascoltato per questo strumento, prevede la presenza di un solista che intrattiene un costante dialogo con l’orchestra, conciliando tecnica e virtuosismo, fino a raggiungere uno slancio di imprevedibile carica ed energia nel Finale. Ospite della serata, come solista d’eccezione, è stata Anna Tifu, talentuosissima musicista che ha legato la sua esistenza a quella del suo Antonio Stradivari “Marècheal Berthier” 1716 ex Napoleone della Fondazione Canale di Milano. L’illustre musicista sarda ha iniziato lo studio del violino a sei anni, sotto la guida paterna, e si è esibita con alcune tra le più prestigiose orchestre nazionali ed internazionali. Ha debuttato da poco in un duo col pianista Giuseppe Andaloro per la […]

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Cinema e Serie tv

Springsteen on Broadway, la voce del Boss

Springsteen on Broadway, storie per voce, pianoforte e chitarra Da pochi giorni è disponibile su Netflix un documentario imperdibile per tutti gli appassionati del rock’n’roll e non solo. Springsteen on Broadway, ovvero lo spettacolo che The Boss ha portato in scena al Walter Kerr Theatre di New York dal 12 ottobre 2017 fino allo scorso 15 dicembre. Un one man show estremamente intimo e riflessivo di uno dei cantautori e musicisti più apprezzati e amati del panorama musicale internazionale. “Sono qui per dimostrarvi che siamo ancora vivi”. Si apre così lo spettacolo di Bruce Springsteen, accompagnato sul palco, per le due ore e trenta di visione, solo da una chitarra e un pianoforte. Un uomo al centro del proscenio, le sue canzoni e i suoi ricordi, con quello spirito agrodolce che caratterizza da sempre la produzione del cantautore  di Freehold. Springsteen racconta così la sua infanzia così sofferta, in un paesino del New Jersey, desideroso di scappare sin dalla più tenera età. Proprio lui che, nato per correre, per citare una delle sue canzoni più famose, ora vive a dieci minuti dalla sua città natale. Emerge così lentamente il suo rapporto controverso con la famiglia, in particolare con un padre burbero e alcolista. Perché vedere Springsteen on Broadway Lo spettacolo concede poco alla spontaneità delle esibizioni. C’è infatti un vero e proprio copione, esaltando così le doti di intrattenitore e di comico di Springsteen. Il testo è basato sull’autobiografia del cantautore, uscita nel 2016 con il titolo Born to Run. Il filone è sempre dolceamaro, carico di una certa malinconia, ma non mancano gli aneddoti dotati di una forte autoironia. La prima chitarra comprata all’età di sette anni, i primi contratti discografici fino al successo planetario. Musicalmente Sprinsteen on Broadway è uno spettacolo fatto da voce, chitarra e pianoforte. Più che la spettacolarizzazione o la potenza sonora, viene così ricercata l’intensità emozionale. Springsteen commuove sulle note dei suoi più grandi successi, da Thunder Road a The Promised Land. Un pezzo da stadio come Born in the U.S.A viene così scavato fino all’osso, e ricondotto alle sue fattezze originarie, diverse da quelle di un successo radiofonico. Ovvero lo straziante racconto di un reduce del Vietnam che non riesce a trovare il suo posto, anche se è nato negli U.S.A. Come on with me, tramps like us Baby we were born to run Non mancano riferimenti all’attualità. Nell’introduzione a The Ghoast of Tom Joad, Springsteen, ricordando il dramma delle famiglie separate dalle famiglie razziste, cita Martin Luther King. ”L’arco dell’universo morale è lungo, ma inclina verso la giustizia”. Quasi a sottolineare l’amministrazione Trump non è altro che l’ennesimo capitolo per ricompattare l’anima di una nazione. Sono tanti i passaggi che emozionano e colpiscono di questo straordinario spettacolo, tra i migliori prodotti visibili su Netflix in assoluto. Il ricordo commovente di Clarence Clemons, il sassofonista della E Street Band scomparso nel 2011, a cui Springsteen dedica Tenth Avenue Freeze Out. La breve apparizione di Patty Scialfa, moglie del Boss. “Una delle voci più belle che […]

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Musica

Francesco Di Bella, un diavolo rock in dub style al Sannazaro

Si è tenuto mercoledì, 12 dicembre il concerto per la presentazione del nuovo album “O’ Diavolo” del cantautore napoletano Francesco Di Bella al Teatro Sannazaro. Il cantautore ha tenuto sotto scacco emotivamente il pubblico per un’ora e mezza, nella quale non si è potuto fare a meno di ballare e sciogliersi in un tripudio di ritmo e sonorità incalzanti. È stata l’occasione giusta per presentare, tra l’altro, i nuovi componenti della band: Salvatore Rainone alla batteria e Roberto Porzio alle tastiere. In scaletta anche i vecchi brani, tratti da “Ballads Café” del 2014 e “Nuova Gianturco” del 2016, che hanno avuto una forma diversa. Il nuovo album di Francesco Di Bella “O’ Diavolo” Il suono tagliente di una chitarra, un ballo tribale cadenzato, lo scoppio fulgido di luci rosse offuscate, in un’amalgama di atmosfere ancestrali, una maschera a sancire l’apertura di uno spettacolo al cospetto di Ade e i movimenti scomposti di un ragazzo che si appresta a condividere la sua catabasi in un clima di tragedia euripidea. È la tappa napoletana del “O’ Diavolo” tour al teatro Sannazaro del cantautore napoletano Francesco Di Bella che ha presentato il suo ultimo album “O’ Diavolo”. Il cantautore è salito sul palco con una maschera, ha dato vita ad una danza irregolare, rapito da un suono ritmico, ha sancito l’epifania di una nuova sonorità, un lavoro divergente rispetto ai suoi ultimi due album. I suoni affilati e secchi della chitarra hanno spezzettato l’atmosfera, hanno preso forma divenendo i caratteri di un manifesto di una nuova sonorità, una sonorità pungente, ma allo stesso tempo malinconica, anche un certo ritorno al vecchio sound dei 24 Grana. Il singolo ” O’ Diavolo”, il brano che apre l’album, ha aperto il sipario. Si sono manifestate, già dai primi battiti della cassa, emozioni velenose, grumi di emozioni che si sono fuse immediatamente in toni rabbiosi, in un messaggio chiaro: «O Diavolo sona, o’ diavolo canta, ‘o diavolo piace a tutte quanta». Ecco la tornada del brano che ci ricorda una presenza, senza tempo che scorrazza tra noi mortali. Il diavolo è emblema di questo ultimo lavoro di Francesco Di Bella. Il diavolo porta con sé la zavorra del piacere, la dona a coloro che vogliono fare di ciò una virtù. Ti invita ai suoi banchetti prelibati, si fonde nei meandri della esistenza di ognuno di noi divenendo fumo dolciastro, che ottenebra i cuori e l’amore e distilla odio, competizione, denaro, piacere nei beni materiali. Su ciò il cantautore vuole porre l’accento: sulla contemporaneità, sull’annichilimento dell’epoca contemporanea. Lungi dall’essere solamente figura negativa, il diavolo ha costantemente rappresentato nelle nostre esistenze anche il piacere sano della vita, incarnandosi, tuttavia, divenendo il corpo di tutto ciò che è piacere. In questo lavoro Di Bella, però ce lo presenta come la materializzazione di un certo nichilismo e dell’edonismo consumistico. Il diavolo striscia, è in una costante frizione con la nostra anima, crea solchi indelebili: non si può rinunciare al piacere dell’amore, della musica, dell’erotismo, ma il cantante ci ammonisce, bandisce un certo […]

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