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Eroica Fenice

La Tag: cultura contiene 32 articoli

Teatro

Teatro Bellini e il suo Piano Be per la nuova stagione autunnale

Il Teatro Bellini riapre i battenti – in seguito ai lunghi mesi di lockdown – con un piano B (o, meglio, “piano Be”) per la nuova stagione autunnale. La presentazione è avvenuta in conferenza stampa, nel pomeriggio di venerdì 26 giugno, in presenza e in streaming – nel rispetto delle norme anti-Covid -. A fare gli onori di casa, i co-direttori artistici del Teatro, Daniele e Gabriele Russo. Come per gli altri teatri (e per il mondo dello spettacolo in generale), anche il Teatro Bellini ha dovuto reinventarsi nell’immaginare la “ripartenza” e affrontare non solo le difficoltà di gestione che le misure precauzionali e sanitarie impongono, ma anche il senso di incertezza e di immobilismo che caratterizza questa nuova fase della pandemia. « Mi piace guardare alla nostra proposta, Il “Piano Be”, a cui volutamente non segue il dubitativo “or not to BE” – spiega Gabriele Russo –  come se lo osservassimo dal futuro, come se fra vent’anni, guardandoci indietro, ci chiedessimo: cos’hanno fatto gli artisti, le maestranze, il pubblico, il teatro tutto per rispondere alla distanza sociale richiesta dalle misure sanitarie? » Quello che ha fatto il Teatro Bellini è, innanzitutto, annullare tutta la programmazione per la prossima stagione e, subito dopo, costruirne una nuova a partire dal “Glob(e)al Shakespeare” del 2017, chiamando il pubblico a partecipare ad un’esperienza complessiva fatta di spettacoli e artisti fra i più innovativi della scena contemporanea. L’obiettivo è, innanzitutto, rendere il teatro un vero e proprio rifugio e non un luogo tabù durante la pandemia.   « Per chi guida un’Istituzione Culturale – prosegue Daniele Russo – è difficile immaginare nuove prospettive che abbiano valore artistico e che, al tempo stesso, possano generare nuove opportunità sia lavorative che di incontro. » Per questo, il Teatro Bellini, ha scelto di ripensare i propri spazi, re-immaginare la presenza del pubblico in termini di orari e rafforzare le collaborazioni, arrivando ad un totale di 54 giorni di programmazione, con 15 spettacoli per 99 repliche in sala grande, 9 spettacoli per 40 repliche al Piccolo Bellini, 9 spettacoli di danza e 9 spettacoli per ragazzi, 8 concerti, 27 appuntamenti con il progetto “Adiacente possibile”, 2 teatri “ospiti” che gestiranno una sala e circa 150 tra artisti e tecnici impegnati nei lavori.   Teatro Bellini, i progetti: Adiacente Possibile, Be Jennifer, Piccolo Bellini, BeQui “Adiacente Possibile” sarà uno dei punti cardine della stagione autunnale, sotto la cura di Agostino Riitano, che spiega così il progetto: « L’adiacente possibile è una specie di futuro in sospensione dello stato delle cose, un insieme di nessi causali da intrecciare per reinventare il presente. Si sostanzierà in uno schermo che, come uno squarcio nello spazio fisico del teatro, darà libero accesso al tempo presente, accogliendo e restituendo immagini in presa diretta: un flusso di realtà che non imbriglieremo nelle convenzioni dei linguaggi performativi, ma proveremo ad utilizzare per verificare collettivamente le infinite possibilità di ricombinazione della realtà. » Nel “Piano Be” del Teatro Bellini sarà, inoltre, previsto lo spettacolo “Le cinque rose di Jennifer” […]

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Culturalmente

Baudelaire e i fiori del male: il viaggio immaginario tra vizi e virtù

Chi era Charles Baudelaire? La sua vita, la poetica, e curiosità sullo scrittore più emblematico di Parigi. «Scopriamo un fascino nelle cose ripugnanti, ogni giorno d’un passo, nel fetore delle tenebre, scendiamo verso l’inferno, senza orrore.» Charles Baudelaire Esponente del simbolismo, è Baudelaire lo scrittore che a Parigi ha anticipato il decadentismo.  Nato a Parigi il 9 aprile 1821, figlio di un sessantaduenne funzionario del Senato e di Caroline Archimbaut-Dufays, 27 anni. La grande differenza di età, inevitabilmente causerà la rapida scomparsa di suo padre, quando lo scrittore aveva ancora 6 anni. Sua madre, in seguito, sposerà un colonnello, che a causa della sua freddezza non sarà mai apprezzato dallo scrittore. Sembrerebbe nascere proprio da questi avvenimenti l’insoddisfazione di Baudelaire, la quale influenzerà tutta la sua vita e molte delle sue opere. Significativo è il rapporto con sua madre. Il giovane, infatti, influenzato dalla presenza del patrigno, penserà di non essere mai ricambiato da sua madre, e vivrà tutta la sua vita in una ricerca costante di amore. Nel 1833, frequenta controvoglia il Collège Royal, dove con molta fatica conseguirà gli studi. In seguito partirà a bordo del Paquebot des Mers du Sud, nave diretta alle Indie. Questo viaggio produce nel giovane la passione per l’esotismo, sentimento che riverserà in molte delle sue opere. Diventato maggiorenne, lo scrittore, decide di interrompere il suo viaggio e tornare a Parigi. In pieno possesso dell’eredità paterna, vive in maniera libera per un po’ di tempo. Dopo poco conoscerà Gautier, vedendo in lui una guida morale ed artistica. Grazie al fiorente patrimonio, Baudelaire, condurrà una vita dispendiosa nel quartiere alto di Parigi, sperperando in poco tempo, la metà dei suoi averi. Tale dissennatezza gli costerà cara: il giovane, infatti, dovrà abbandonare le sue libere scelte, per affidarsi a un curatore patrimoniale. Durante il periodo di dispendio economico, lo scrittore si trova a frequentare ambienti per niente raccomandabili, arrivando anche alla compagnia di prostitute. È così che probabilmente Baudelaire contrae la gonorrea e la sifilide, malattie che contribuiranno alla sua morte 27 anni dopo. Gli amori di Baudelaire erano i più disparati: nel 1840, intrattenne una relazione lunga con una prostituta ebrea di nome Sara. Ma il suo grande amore è senz’altro Jeanne Duval. Con lei il poeta intrattiene un’appassionata e duratura relazione d’amore. La giovane non è solo la sua amante, ma anche la musa ispiratrice di molte sue opere. La donna, rappresenta per lo scrittore, il senso erotico e passionale della vita, senza il quale, la vita stessa non sembra essere possibile. Secondo la madre di Baudelaire, “la venere nera” prosciugava suo figlio in ogni sua parte, sia per quanto riguarda il lato economico, che per le opportunità di vita. Con la Duval, Baudelaire visse una vita felice fatta di agi e ricchezze, alloggiando persino al centralissimo Hotel de Pimodan sull’isola di Sant-Louis, dove nel suo studio, permetteva alle tende oscuranti di coprire solo la parte inferiore della finestra che dava sulla Senna, lasciando la visuale limpida del cielo. Il suo esordio letterario […]

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Culturalmente

Filosofi famosi: da Socrate a Sartre, da Kant a Eco

I filosofi famosi sono tutti quelli che solitamente si menzionano nei manuali scolastici e che si studiano tra i banchi: da Kant ad Hegel, da Aristotele a Socrate, da Marx a Nietzsche, sono solo alcuni dei filosofi più famosi. Naturalmente la lista dei filosofi famosi, cresce anche in relazione all’area geografica di studio; ad esempio, se si prende in esame l’Italia, i filosofi più importanti non apparterranno all’epoca post rinascimentale, e saranno vari, tutti diversi tra loro. In riferimento al mondo, saranno altrettanto numerosi e soprattutto caratterizzati e conosciuti per le identità e i pensieri nettamente diversi rispetto a quelli italiani. Filosofi famosi: i pre-socratici Ricordiamo che la storia della filosofia occidentale ha inizio nell’antica Grecia, dove si avvertiva un forte bisogno di conoscenza e parecchie erano le cosiddette scienze, studiate. I filosofi del tempo, s’inserivano proprio in quel tipo di società, per provare a spiegare la realtà in modo scientifico, attraverso il pensiero e il ragionamento. Possiamo distinguere i cosiddetti filosofi pre-socratici, tra i quali, Talete, Pitagora, Eraclito, Empedocle, per citarne alcuni tra i più famosi. Nel pensiero dei pensatori citati, è evidente la necessità di una cooperazione tra retorica e dialettica, il cosiddetto “fare filosofico” che sarà poi ripreso successivamente da Leibniz. Il pensiero di Leibniz s’inserisce nel dibattito metafisico sulla sostanza, aperto da Cartesio. Talete, Pitagora, Eraclito, Empedocle, possono essere definiti filosofi famosi, poiché la loro ricerca dell’infinito ancora oggi si concentra su una serie di analisi e pensieri da parte di studiosi e scienziati. Particolarmente interessante la “dottrina dei contrari”: per Eraclito, infatti, la legge segreta del mondo risiede nel rapporto di interdipendenza di due concetti opposti, che, in quanto tali, lottano fra di loro ma, nello stesso tempo, non possono fare a meno l’uno dell’altro. Dai filosofi razionalisti agli empiristi Uno dei filosofi empiristi più famosi, è sicuramente Immanuel Kant; il pensatore, conosciuto ed apprezzato ancora oggi, si colloca in un’epoca di transizione tra Illuminismo e Romanticismo. Nel 1788 Kant pubblica la Critica della ragion pratica, all’interno della quale il filosofo tedesco descrive una realtà che si allontana da ogni possibile esperienza. Seguirà poi la Critica della ragion pura, nella quale Kant distingue tra “bellezza libera” e “bellezza aderente” per quel che riguarda il sentimento del bello. Con Kant, la ragione rappresenta lo strumento per sconfiggere ogni forma di dogmatismo per giungere all’autonomia dell’uomo. Il suo pensiero è considerato uno dei fondamenti del pensiero moderno, un’espressione di realtà moderna che però si ri-collega ai filosofi di cui precedentemente abbiamo fatto menzione e a quel carattere scientifico che li contraddistingueva. Quindi, la ricostruzione della vita, dall’infanzia in poi, è mirata a mettere in luce una matrice comune ai cammini storici dei diversi popoli, prospettiva che collega i vari filosofi in epoche diverse ma con pensieri fortemente collimanti. Freud: un filosofo neuroculturale L’idea della rappresentazione della realtà, trova spazio anche in un altro filosofo, spesso definito saggista, ossia Sigmund Freud. A lui si deve la nascita della psicoanalisi e l’idea che la parte più importante della psiche sia sommersa e […]

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Horcrux. Il simbolo più oscuro e affascinante della magia nera nell’universo di Harry Potter

Com’è noto, quella di Harry Potter è tra le serie di romanzi fantasy (poi cinematograficamente trasposta) più famose e remunerative. Nata dalla penna di J. K. Rowling e pubblicata tra il 1997 e il 2007, la storia del giovane mago ha affascinato adulti e ragazzi, grazie al sapiente intreccio narrativo e al racconto delle vicende sullo schermo ricche di colpi di scena, via via più complesse ed enigmatiche ad ogni successivo capitolo. Se ne contano infatti sette, un numero ricorrente e fortemente simbolico. In ciascuno dei sette capitoli della saga più seguita si affrontano le rocambolesche storie del protagonista Harry Potter, ambientate nella Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, che, insieme agli amici Ron, Hermione, Hagrid, l’elfo domestico Dobby e il Preside della Scuola Albus Silente, affronterà il suo destino, scoprendo e affinando le sue capacità per combattere e sconfiggere l’acerrimo rivale Lord Voldemort, il più grande Mago Oscuro di tutti i tempi. E uno dei misteri più interessanti della saga di Harry Potter riguarda proprio le magie oscure che Voldemort ha realizzato con lo scopo di diventare il mago più potente e temuto del mondo. Tra queste la creazione degli Horcrux, da sempre oggetto di fascinazione e oscurità, che ha incantato i fan della saga. L’argomento Horcrux è da sempre bandito alla Scuola di Hogwarts: è proibito parlarne, in quanto considerata tra le più terribili ed immorali delle magie. Gli Horcrux si palesano nella trama degli ultimi due capitoli della saga: Il Principe Mezzosangue e I Doni della Morte. Scovarne i misteri è tutt’altro che semplice. Occorrerà pazienza, capacità, intelligenza, coraggio e tenacia per disseppellirne i segreti, ma attraverso numerose ricerche e avventure il valoroso protagonista, con l’aiuto degli amici, riuscirà a far trionfare il bene. Horcrux: origine, significato e poteri Horcrux, unico termine, grande leggenda. Un tale mistero delle Arti Oscure che la maggior parte dei maghi non ne ha mai sentito parlare, e, tra i pochi che ne sanno qualcosa, una minima parte ne sa davvero abbastanza. La stessa etimologia del nome è controversa. Considerando che la Rowling si sia ispirata per altri nomi alla lingua sassone, la saggista Marina Lenti ha ipotizzato che possa derivare dal sostantivo horh, tra i cui significati c’è quello di “umore” quale fluido, e cruce, piccolo contenitore destinato a contenere liquidi. Dunque, da tale etimologia potrebbe derivare il significato di “contenitore di essenza”, intesa come “anima”. Vediamo perché, cosa sia in realtà un Horcrux e quali poteri sia in grado di sprigionare. Un Horcrux è un oggetto (o anche un essere animato) in cui un Mago Oscuro ha nascosto un frammento della propria anima con lo scopo di raggiungere l’immortalità. La sua creazione è considerata la forma più orribile di magia, in quanto viola le leggi della natura e della moralità, richiedendo per la sua realizzazione l’orribile atto di omicidio. Il primo Horcrux fu creato da Herpo, un abile Mago Oscuro dell’antica Grecia. I suoi reiterati e perversi esperimenti sulla Magia Oscura, nonché il suo chiaro squilibrio mentale, gli valsero […]

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Culturalmente

Laurearsi in Lettere: pro e contro di questa scelta

Lettere è una facoltà umanistica molto apprezzata, soprattutto dai tanti iscritti che ogni anno la scelgono; ovviamente, come ogni facoltà, anche laurearsi in Lettere espone a dei pro e a dei contro. Ricordiamo che in Italia il numero di laureati in Lettere è molto elevato. Tuttavia su questa facoltà si riversano ancora tante critiche e, spesso, pregiudizi. Facoltà di Lettere: una laurea non professionalizzante Uno dei pro relativi alla laurea in Lettere è, certamente, il forte spessore intellettuale e razionale che si crea nello studente iscritto a tale facoltà. Prevedendo esami di letteratura, storia, filosofia e pensiero linguistico, tra gli altri, lo studente, una volta laureato, sarà propenso al ragionamento. Saprà in che modo porsi dinanzi ad un certo argomento, esprimendo con cognizione il proprio punto di vista o opinione che sia. Tra gli studenti di Lettere, c’è chi erroneamente pensa di trovare subito una occupazione (ad esempio nel mondo della scuola): cosa sbagliata. Ricordiamo che le facoltà umanistiche non sono professionalizzanti e, dunque, laurearsi in Lettere abilita sì all’insegnamento ma occorrerà un lungo percorso post laurea per poter entrare, finalmente, nel mondo della scuola. Ovviamente è errato supporre che non ci sia, in assoluto, lavoro per i laureati in Lettere in quanto il problema, almeno in Italia, è dato dal numero di posti disponibili, nettamente inferiore rispetto a quello di coloro che terminano il percorso di studi. Ciò potrebbe configurarsi come un elemento a sfavore che però riguarda tutte le facoltà. Laurearsi in Lettere è una vocazione Studiare Lettere è una vocazione e non tutti possono comprenderne l’essenza, altri ancora si limitano a guardare dall’esterno, giudicando chi lo fa. Questo percorso universitario permette di interpretare, indagare, andando oltre ad una semplice lettura di libri che ogni studente appassionato possiede, avendo accesso ad una realtà che si colora di diverse sfaccettature, in un confronto continuo. Ovviamente la volontà e la passione sono due elementi importanti ma sempre rapportati alla realtà che ci circonda. Al di là della particolare inclinazione culturale che entusiasma gli studenti iscritti alla facoltà di Lettere, un elemento a sfavore può riguardare la confusione circa gli sbocchi lavorativi. Se si sceglie l’insegnamento, il percorso è lungo, se si sceglie l’editoria, si tratterebbe di una scelta di difficile realizzazione; uno degli ambiti può essere anche quello della ricerca o dei reperti antichi ma si barcollerebbe nel buio, con iter da seguire altrettanto prolungati. Ciò che motiva gli studenti e i laureandi in Lettere, oltre, naturalmente, alla volontà di studiare ed apprendere dai classici che hanno concorso, nel tempo, a determinare la cultura attuale, è anche il progresso tecnologico che, negli ultimi tempi, ha interessato e coinvolto anche le facoltà umanistiche. Infatti, i tanti contenuti presenti in rete impongono delle buone capacità critiche, da adottare in percorsi lavorativi specifici, per riuscire a selezionare le notizie utili e quindi veritiere dalle fake. Laurearsi in Lettere è un traguardo importante, soprattutto per quanti continuano, nonostante tutto, a scegliere tale facoltà, consapevoli dei pro e dei contro. Ecco perché diventa importante analizzare con […]

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Filostrato di Boccaccio, riflessioni su Pandaro

Il Filostrato di Boccaccio è fra le opere più “misteriose”: incerta storia filologica, incerta attribuzione delle fonti (intese in senso stretto), incerta identità dei personaggi. Il testo di seguito proposto è tratto, fortemente riassunto e rimodulato dal contributo assai più esteso e approfondito Le vie indiscrete della passione: riflessioni sul Pandaro del Filostrato (e proposte sul Filostrato del Decameron), presentato in occasione del seminario internazionale di Studi intorno a Boccaccio (Boccaccio e dintorni, quinta edizione). In tale contributo si è cercato di rintracciare alcuni fili genetici, che possano almeno in parte avvicinarci al canovaccio compositivo tenuto in mente dal Certaldese. Il Filostrato di Boccaccio: riflessioni su Pandaro Nell’economia delle ottave del Filostrato, il personaggio di Pandaro riveste un ruolo importantissimo per lo svolgimento dell’azione narrativa. Contraltare di Troiolo nella visione delle “mondane cose”, per certi versi prefigurazione – con le dovute cautele e differenze – del cortigiano ante litteram (fedele secretarium e confidente del suo amico-signore) e al tempo stesso carattere tipico da commedia, il personaggio di Pandaro resta tratteggiato dal suo autore – come del resto nella tecnica che lo contraddistingue – come non categorizzabile: immerso nelle “antiche istorie” (da cui l’autore, per sua stessa ammissione, ha tratto la materia del suo libello), ma lontanissimo dall’epos, Boccaccio lo dipinge come giovane dal carattere modernissimo, forgiato dall’esperienza; abile affabulatore, dote (o vizio) che lo innalza a ruolo di comprimario, sicuramente figura imprescindibile al fine della realizzazione, seppur breve, dell’esperienza amorosa di Criseida e Troiolo. Il personaggio ha origini misteriose; suggestive vicinanze sembrano intravedersi, invece, nel Pandaro dell’Iliade (per somiglianza di interessantissimi schemi psicologici) e – seppur con le chiarissime differenze naturali – nel Mercurio dell’Eneide (nel sensus circoscritto che assume nella vicenda amorosa del libro IV del poema). La collisione fra eros ed epos – fra passio e ratio – viene evidenziata proprio dal Certaldese, che, più tardi, nelle sue Genealogia deorum gentilium, parlando della poesia cita un esempio significativo: «[…] intendit Virgilius per totum opus ostendere quibus passionibus humana fragilitas infestetur, et quibus viribus a constanti viro superetur. Et cum iam non nullas ostendisset, volens demonstrare quibus ex causis ab appetitu concupiscibili in lasciviam rapiamur, introducit Dydonem generosi tate sanguinis claram, etate iuvenem, forma spectabilem, morbus insignem, divitiis abundantem, castitate famosam, prudentia atque eloquentia circumspectam, civitati sue et populo imperantem, et viduam, quasi ab experientia Veneris concupiscientie aptiorem. Que omnia generosi cuiuscunque hominis habent animorum irritare, nedum exulis atque naufragi, et in incognitam regionem deiecti atque subsidio indigentis. Et sic intendit pro Dydone concupiscibilem et attractivam potentiam, oportunitatibus omnibus armatam; Eneam autem pro quocunque ad lubricum apto et demum capto. Tandem ostenso quo trahamur in scelus ludibrio, qua via in virtutem revehamur, ostendit, inducens Mercurium, deorum interpretem, Eneam ob illecebra increpantem atque ad gloriosa exhortantem. Per quem Virgilius sentit seu conscientie proprie morsum, seu amici et eloquentis hominis redargutionem, a quibus, dormientes in luto turpitudinum, excitamur, et in rectum pulchrumque revocamur iter, id est ad gloriam.» Nel passo, Boccaccio spiega chiaramente come la vicenda di Enea e Didone serva […]

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Strumenti a corda: tipologie e sonorità

Strumenti a corda: cosa sono e quali sono? Gli strumenti a corda, definiti anche come cordofoni, sono strumenti musicali che permettono all’aria di trasformarsi in suono al passaggio attraverso le vibrazioni delle corde che li compongono; il corpo vibrante di tali strumenti è dunque un apparato di corde. Cordofoni: descrizione e alcuni esempi Gli strumenti a corda possono essere classificati, in base alla natura della vibrazione prodotta, in strumenti a corde sfregate, strumenti a corde pizzicate e strumenti a corde percosse. L’elemento principe dei cordofoni è, palesemente, la corda che vibrando tonicamente conferisce all’aria i caratteristici suoni; gli strumenti a corde si presentano di solito come formati da un insieme di corde – la cordiera – dalle cui vibrazioni complesse, il suono fuoriesce polifonico. Anticamente le casse degli strumenti muniti di corde erano costituite da gusci scavati e vuoti, da ossi, da testuggini e da legname derivato dagli archi da caccia; oggi esse sono soprattutto in legno, resine e materiali vari; oltre alle corde, lo stesso materiale delle casse contribuisce alla resa fonico-musicale dell’aria: in altre parole, la qualità del suono prodotto risente tanto della vibrazione tonica delle corde tonali quanto della struttura – forma, materiale – della cassa armonica. Fra gli strumenti a corde figurano, ad esempio, gli archi (cordofoni nei quali il suono è prodotto dallo sfregamento meccanico ottenuto con un archetto monoidiocorde o polidiocorde), il pianoforte (a percussione, in quanto il suono si produce attraverso la percussione meccanica delle corde attraverso i martelletti), le cetre, l’arpa, il cembalo, la ghironda, le viole, la tromba marina. Particolari cordofoni sono la cetra di Eolo, in cui le corde sono messe in vibrazione dal vento, e la mandochira (ideata dall’associazione La bottega del mandolino e venduta presso la storica Ditta di strumenti Giuseppe Miletti, sita in via San Sebastiano, a Napoli), strumento a tipiche corde pizzicate, “nato” dalla congiunzione di una chitarra e di un mandolino; la particolarità di questo strumento risiede nella cassa armonica che è rigonfia come nei mandolini ma segue la forma di quella delle chitarre: ciò consente la produzione idi suoni struggenti (come quelli del mandolino) e avvolgenti (come quelli della chitarra). Strumenti a corda: alcuni elementi costitutivi Fondamentale per la risonanza musicale è – per questo tipo di strumento – la parte concava dell’intera cassa; tali strumenti sono costituiti, inoltre, da martelletti (nel caso di cordofoni a percussione) e da tastiere; fra gli elementi caratteristici troviamo il capotasto (segmento su cui sono fissate le corde e posto al principio della tastiera dei cordofoni), il ponte (elemento su cui è possibile tener tese le corde), i pioli (elementi in genere in legno o in metallo attorno a cui è avvolta la corda e la cui funzione è quella di rendere abbastanza tesa la corda stessa, affinché essa possa permettere correttamente la produzione del suono), la paletta (porzione terminale degli strumenti a corda muniti di manico); fra gli arnesi di ausilio alla produzione di suono, ricordiamo l’archetto (tipico per la produzione di suono negli strumenti a corde […]

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Firenze: 5 imperdibili attrazioni della suggestiva città d’arte

Firenze: 5 imperdibili attrazioni. In questo clima di pandemia Covid-19 la cultura non si può e non si deve fermare. Descriviamo così una delle più belle città d’Italia che vanta una tradizione d’arte secolare: Firenze. Possiamo affermare con certezza che Firenze sia una città magica e ricca di monumenti e parchi naturali apprezzati e celebri in tutto il mondo. È la città d’arte per eccellenza ed evoca suggestioni. I monumenti, le chiese e i musei sono decisamente tantissimi, tra cui basiliche e palazzi storici davvero imperdibili. Firenze in 5 attrazioni Il Duomo di Santa Maria del Fiore  Considerato un emblema della città fiorentina, la cui cupola è stata progettata dall’architetto Filippo Brunelleschi, riconoscibile anche da lontano per l’alternanza di marmo color bianco rosso e verde. Questa chiesa è una fusione di stili: riprende al suo esterno lo stile romanico, gotico ed il tocco rinascimentale tipico dell’arte di Filippo Brunelleschi. All’interno della Cupola si possono ammirare gli splendidi affreschi del pittore Vasari e le vetrate della Cupola raffiguranti l’Incoronazione della Vergine di Donatello e la Resurrezione di Cristo di Paolo Uccello. Inoltre addentrandosi nel battistero del Duomo numerosi visitatori hanno l’opportunità di osservare e ammirare i mosaici raffiguranti le Storie della Genesi, la vita di Maria e Gesù, del Battista e il Giudizio Universale raffigurato all’interno della cupola del Duomo. Palazzo Vecchio Palazzo Vecchio è stato background storico dello scontro storico fra le due fazioni di Guelfi e Ghibellini,e ospita con orgoglio la copia della scultura del David di Michelangelo. Oggi è uno dei palazzi comunali più imponenti di Firenze in stile gotico ed è la sede del Consiglio Comunale. Al suo interno possiamo ammirare i grandi saloni affrescati dalle pitture del Vasari, si percorre il Salone dei Cinquecento, gli affreschi raffinati del Quartiere di Eleonora e del Quartiere degli Elementi. Si ricorda lo splendido Salone dei Cinquecento che accoglie il famoso dipinto di Leonardo da Vinci che riporta il nome La Battaglia di Anghiari.  Gli Uffizi di Firenze Rinomato museo famoso in tutto il mondo è la Galleria degli Uffizi che accoglie nelle sue sale straordinarie collezioni di pittura e scultura appartenenti il periodo del Quattrocento fino all’età moderna. Tra gli artisti italiani più celebri autori dall’importanza secolare ci sono: Botticelli, Mantegna, Correggio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio. Inoltre la Galleria degli Uffizi ospita anche capolavori della pittura europea, in particolar modo della pittura fiamminga come le opere dell’ artista Rubens. Si tratta di un punto di riferimento sia per gli artisti contemporanei che possono trarne ispirazione sia per tutti gli appassionati e cultori dell’ arte. Numerosi visitatori che registrano ingressi record ogni anno, adesso (periodo di Covid-19) possono svolgere un virtual tour online. Le pitture tra cui il Tondo Doni di Michelangelo e la famosa collezione di statue ellenistiche e le nuove sale dedicate a Correggio, Tiziano e Parmigianino,aspettano gli sguardi di tutti coloro che amano ammirare le opere artistiche. Firenze 5 imperdibili attrazioni: Gli esterni Giardini di Boboli Background che crea una scena naturale al Palazzo Pitti è il […]

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Attualità

Musei online e sui social: guida ai migliori tour virtuali

Il museo è online: visitare da casa la Cappella Sistina, l’Hermitage, mostre fotografiche imperdibili e scoprire l’eccezionale offerta del Museo Egizio di Torino, si può. In attesa di tornare a visitarli dal vivo, i musei italiani e del mondo hanno riprogrammato la loro offerta online e così tra tour immersivi, percorsi tematici e pillole di cultura sui social, Internet diventa uno scrigno d’arte. Ecco la guida definitiva ai migliori tour virtuali di musei e mostre d’arte in giro per l’Italia e per il mondo. Musei online d’Italia Musei Vaticani Visitare i Musei Vaticani deserti è un sogno che può avverarsi solo per Alberto Angela. Per tutti gli altri, c’è il link  con il tour in realtà virtuale delle più belle stanze, Cappella Sistina compresa, della galleria d’arte Vaticana. Galleria degli Uffizi Eike Schmidt, Direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, saluta i suoi “visitatori digitali” prima di iniziare il nuovo progetto #UffiziDecameron: ogni giorno sarà descritta e raccontata un’opera, una storia, un personaggio della collezione degli Uffizi, Palazzo Pitti e Giardino di Boboli. Museo Egizio di Torino Christian Greco, il Direttore del Museo Egizio, a 12 anni, durante un viaggio in Egitto con la famiglia, capì che avrebbe fatto l’egittologo, e così è stato. Nominato Direttore del Museo Egizio a 39 anni, ha dichiarato che lo avrebbe rivoluzionato, e anche stavolta così è stato: lo ha trasformato in un ente di ricerca, ha creato Rime, la rivista del Museo Egizio, ha firmato più di ottanta intese con università italiane e straniere, lo ha raddoppiato negli spazi, lo ha “aperto” ai detenuti della casa circondariale di Torino. Il sito del Museo Egizio non può che essere all’altezza della sua collezione e del suo Direttore. Per visitare il museo con la sua guida eccezionale ci sono le “Passeggiate del Direttore” ogni giovedì e sabato, mentre i curatori che compongono il Dipartimento si occupano delle “Istantanee dalla Collezione” per raccontare degli oggetti più speciali e curiosi della collezione. E per i bambini una sezione dedicata: i tutorial di “l’antico Egitto fai da te” e le interviste di giovani giornalisti di “Stelevisione” agli egittologi del Museo. I musei online del mondo Museo del Louvre Il Louvre mette a disposizione a questo link tour virtuali delle sale espositive e le gallerie del museo: il menu a tendina permette di scegliere l’itinerario tematico da seguire per visitare le stanze e le collezioni d’arte tra le più prestigiose al mondo. Tra le opere più rappresentative del Louvre c’è senza dubbio la Gioconda e il Louvre ha ideato una app che permette di ammirare il capolavoro di Leonardo da Vinci in realtà virtuale direttamente dal proprio smartphone e conoscere le ultime scoperte della ricerca sul processo creativo e sulle tecniche pittoriche di Leonardo. Museo del Prado Anche la collezione del Museo del Prado di Madrid, che ospita tutti i capolavori di Goya, si visita online scegliendo di ammirare le opere per autori, collezioni, secoli o tecniche d’arte. Museo dell’Hermitage Assolutamente imperdibile il sito dell’Hermitage di San Pietroburgo: è […]

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Culturalmente

Poesie Metropolitane, un e-book per sostenere il Cotugno

Poesie Metropolitane nasce a Napoli nel 2016. Lo scopo dell’Associazione Culturale è la diffusione sul territorio di poesie inedite, dando spazio a moltissimi autori emergenti. Ideatrici del progetto sono Rosa Mancini e Maria Concetta Dragonetto. In questi difficili mesi di contagio del nuovo virus Covid-19, Poesie Metropolitane ha deciso di dare vita a Io Resto Poesia – Calamità artistiche, il suo primo e-book con cui sostiene l’Ospedale di Napoli Domenico Cotugno e tutto il personale medico-sanitario. Un lavoro composto da 49 componimenti poetici e 49 opere artistiche inedite, per diffondere poesia e bellezza anche quando tutto sembra buio e irrecuperabile. Il procedimento per ricevere la raccolta è molto semplice: basta effettuare una donazione, a partire da cinque euro, alle coordinate bancarie del Cotugno e successivamente inviare la copia dell’avvenuto bonifico all’indirizzo e-mail dell’Associazione (poesiemetropolitane@gmail.com). Poesie Metropolitane, versi per migliorare la società Poesie Metropolitane si può considerare come un vero e proprio movimento poetico e culturale che opera per il sociale e per la cura dell’ambiente. Il lavoro dell’Associazione si dispiega prevalentemente sui social network e, in particolare, su Facebook, dove avviene la cosiddetta “raccolta poetica” con componimenti poetici inediti, aforismi, haiku di autori, scrittori e appassionati del genere, provenienti da tutta Italia. Riesce, in breve, a riportare un’importante tradizione poetica attraverso un linguaggio attuale, quello del digitale. Ogni mese vengono pubblicati dodici componimenti, allo scopo di donare poesia in una società sempre più vuota di valori e povera d’amore. Inoltre la poesia metropolitana non segue necessariamente regole, metrica e ritmo, ma nasce per smuovere le coscienze e le emozioni, per liberarsi e liberare il sociale dal peso delle difficoltà e migliorare l’ambiente in cui si vive. In tal senso l’associazione promuove diverse attività sul territorio. Un esempio è l’isola ecologica poetica, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su una corretta raccolta differenziata: un rifiuto riciclato in poesia. Tutti i gadget (calamite, segnalibri, calendari) sono realizzati con materiali certificati e recuperabili. Oltre alla raccolta poetica, Poesie Metropolitane, organizza spesso gare creative, allo scopo di premiare l’autore e l’artista. La prima silloge poetica Carnale, gocce poetiche di eros, edita dalla Casa Editrice Marotta & Cafiero, risale allo scorso anno. Infine, Poesie Metropolitane é una realtà che crede fortemente nella cooperazione e collabora con altre associazioni per la “riqualificazione poetica del degrado e del sociale“. Il 9 giugno scorso l’evento “SegninVersi”, attacco d’arte poetico, promosso con il Consorzio Antiche Botteghe Tessili e il supporto di sette associazioni e il collettivo artistico NaCosa ha permesso di dipingere, con poesia e pittura, venti saracinesche di attività commerciali in Piazza Mercato. Fonte imamgine copertina: Ufficio stampa

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