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Eroica Fenice

La Tag: eventi in campania contiene 188 articoli

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Christmas Wine Fest: arriva il Natale nel borgo dei vini

È proprio in questi weekend che si sta svolgendo la prima edizione del “Christmas Wine Fest”, un evento che ha portato il Natale nel borgo del re dei vini, animando il caratteristico centro storico di Taurasi con i vivaci colori natalizi per poter ospitare grandi e piccini. Innumerevoli sono infatti le attrazioni proposte all’insegna del Natale e del buon vino. L’iniziativa, inaugurata lo scorso 6 dicembre, è stata organizzata dall’associazione Travelers in partnership con Visit Italy, la guida online dell’Italia, e patrocinata dal Comune di Taurasi. Per l’occasione il vino – rinomato prodotto della zona ormai di fama mondiale – fa sicuramente da padrone della festa, senza però rubare la scena al resto: è infatti possibile respirare l’aria natalizia che inonda il borgo cinquecentesco non solo assaporando i celebri vini del territorio irpino – tramite percorsi sensoriali, degustazioni e tanto altro – ma anche passeggiando per i pittoreschi vicoli tra artisti di strada, mercatini di Natale, piccole botteghe di artigianato e souvenir, stand gastronomici ricchi di prodotti tipici locali e il magico ufficio di Santa Claus. Non mancano neanche le luci: oltre le classiche decorazioni natalizie, una poesia illumina la strada principale del borgo, ricordando la tanto amata quanto caratteristica tradizione natalizia dei presepi di San Gregorio Armeno. Ad avere un ruolo centrale nel festival c’è anche il suggestivo castello di Taurasi che ospita al suo interno i Talks a cura del MAVV Wine Art Museum con la partecipazione di personaggi di spicco tra cui Beppe Vessicchio, Luigi Moio, Michele Scognamiglio, Piero Mastroberardino e tanti altri. Sono inoltre state adibite aree dedicate all’esposizione delle più antiche cantine irpine e alla mostra delle magnifiche tele di Davide Montuori, artista napoletano che dipinge con l’uso esclusivo del vino, e dell’originale e creativo progetto “Wine Masterpiece” di Petra Scognamiglio, che rivisita i capolavori della Storia dell’Arte, facendo assumere le sembianze dei protagonisti delle opere a dei calici di vino. Quanto all’esterno, il cortile del castello viene animato da spettacoli che vanno da rievocazioni medievali a show di collettivi circensi, dalle esibizioni dei Bottari di Macerata ai concerti di artisti come Robert Tiso e i suoi cristalli con cui ha fatto suonare per la prima volta il vino di Taurasi, fino ad arrivare al dj set di Marco Corvino che il prossimo weekend concluderà la kermesse con un esclusivo closing party all’interno del castello. Ormai il festival sta per concludere la sua prima edizione; il prossimo ed ultimo appuntamento sarà il 20-21-22 dicembre dalle ore 12:00 alle 24:00 ed avrà come tema centrale il Natale, con concerti gospel, zampognari, canti sacri e ben 21 cantine ospiti della “Biblioteca del vino” tra cui scegliere, guidati da sommelier qualificati. Il “Christmas Wine Fest” di Taurasi è quindi un entrelacement di tradizione, arte, cibo, cultura e buon vino; insomma un’attrazione adatta proprio a tutti! Per info più dettagliate riguardo l’evento e la programmazione del prossimo weekend basta consultare la pagina Facebook “Christmas Wine Fest” o il sito christmaswinefest.eu per prenotare i propri biglietti. Non perdetevelo!

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Pasticceria Baiano di Marano: il migliore panettone al mondo

Il Migliore panettone classico al mondo è della pasticceria Baiano di Marano di Napoli, premiata al concorso internazionale organizzato dalla FIPGC a Roma il 17 novembre. Giovedì 12 dicembre presso la Locanda del Profeta si è tenuta la presentazione alla stampa dei panettoni della Pasticceria Baiano di Marano di Napoli che il 17 novembre ha vinto a Roma al campionato FIPGC (Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria) il titolo “migliore panettone classico al mondo 2019“. Nella suggestiva locanda di via Satriano a Chiaia sono intervenuti i due pasticcieri vincitori, Vincenzo Baiano e Gianluca Cecere, che  hanno in primis espresso tutta la loro felicità per il premio rinomato, l’unico a essere organizzato da una federazione internazionale, composta da giudici competenti e senza la partecipazione di nessun “main sponsor” di sorta. Successivamente, hanno presentato, oltre al panettone classico, vincitore del concorso, tutte le altre varietà di panettoni speciali che sono delle vere e proprie chicche della casa, in cui ogni ingrediente è selezionato tra i migliori al mondo e la loro combinazione è un matrimonio di gusti originale che sfiora una ricercata estasi dei sensi. I panettoni, che sono  apparsi come corone orlate di speciali prelibatezze incastonate tra le pieghe dell’impasto in una esplosione di colori, sono stati posti agli angoli dei due lati superiori della tavola della locanda con al centro il sommo panettone classico che ha svettato in tutta la sua regale bontà tradizionale. I pasticcieri hanno offerto ai presenti degli assaggi di tutti i panettoni, dopo che la Locanda del Profeta ha aperto i battenti con un’iniziale e originale degustazione di  un “assaggio” salato da parte dello chef Simone Profeta: nello specifico, spaghetto di patate con cottura a vuoto, spuma allo scarpariello e basilico fritto; ciliegina di mozzarella di bufala campana con ragù San Marzano e salsa centrifugata di basilico. Dopo si è passati all’assaggio delle sei tipologie di panettoni proposte dalla Pasticceria:  Il Panettone classico vincitore del concorso;  panettone con cioccolato Guaranaja (VALRHONA) fondente 70% e fava tonka; panettone con pistacchio di Bronte, limone (della Costiera amalfitana) e cioccolato bianco Ivoire (VALRHONA) 35%; panettone con albicocca Pellecchiella del Vesuvio e marzapane; panettone con frutti di bosco; panettone “strudel” campano. A fine della presentazione il pasticciere Gianluca Cecere ci ha tenuto ad esprimere una personale considerazione: «Abbiamo raggiunto questo risultato non solo grazie alla scelta di ingredienti del territorio e di prima qualità, ma anche grazie alla nostra passione per il lavoro e all’attenzione che ci mettiamo nel processo di lievitazione del prodotto.» Immagine: Facebook

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Sapori e Salute: la cena evento nella location di Villa Diamante

La panoramicissima location di Villa Diamante ha ospitato, giovedì 28 novembre, la cena evento Sapori&Salute, un incontro tra cucina, benessere e sperimentazione L’evento Sapori&Salute è stato organizzato e fortemente voluto da Luigi Barone, neo Presidente APCI della provincia di Napoli proprio nella Villa Diamante, di cui è chef resident, un ex convento restaurato e riconvertito, incastonato in una delle balze di via Manzoni. Tema della serata Sapori&Salute è stato il connubio tra cucina sperimentale, sapore e benessere: gli chef campani dell’APCI, chiamati a rapporto dal neo presidente e amico Luigi Barone, si sono cimentati in una cucina innovativa, creativa, ma soprattutto salutare e gustosa. I piatti, prevalentemente a base di pesce, sono stati preparati con tecniche di cottura innovative e non invasive, come la cottura sottovuoto a basse temperature, capaci di lasciare inalterate i sapori, i colori, le proprietà nutritive e organolettiche proprie del pescato proposto. La cucina proposta è una cucina che mira al benessere, che lavora materie prime locali e di alta qualità, che non ricorre a conservanti, additivi, coloranti, addensanti, miglioratori, potenzialmente nocivi per la salute. A scandire le varie portate della serata Sapori&Salute, moderata da Angela Merolla, ci sono stati gli interventi di dottori e specialisti del settore della salute, della ricerca e della prevenzione: il Dott. Carmine Fonderico (medico specialista gastroenterologia ed endoscopia digestiva) che ha spiegato quali siano i benefici della dieta mediterranea, la Dottoressa Denise Orta (biologa nutrizionista) che ha fornito qualche piccola coordinata per una dieta più sana ed equilibrata, sfatando miti e false credenze su principi nutritivi tanto demonizzati come i carboidrati, i grassi e il colesterolo. Infine, la Dottoressa Bianca Coppola (dottoressa in informazione scientifica sul farmaco e ambientale) ha spiegato ha messo in guardia dal pericolo costituito dai metalli pesanti e quali siano gli effetti e le conseguenze di una loro eccessiva assunzione.   Il risultato di questo mix tra sapere e sapori è stato una cena godibile e raffinata, seppur leggera e salutare, in una location dal panorama mozzafiato e dagli arredi caldi, contemporanei e tremendamente chic, ma soprattutto una cena con un intento benefico: Villa Diamante, infatti, ha devoluto in beneficenza l’intero incasso della cena alla Fondazione Bambino Gesù Onlus. Il Menù proposto è frutto dello studio e della ricerca degli chef dell’APCI, provenienti dai più noti e rinomati ristoranti della Campania. Chef Rosario Dello Iacono, chef del Ristorante Blue Marlin Club-Boscotrecase, ha proposto un aperitivo in finger food, coloratissimo, estremamente fashion e dai sapori e dalle consistenze contrastanti.  Gli chef Pasquale Masullo e Rosa Barone, (Villa Diamante), hanno proposto come antipasto il loro baccalà rinforzato: un pesce cotto a basse temperature in sottovuoto con un’insalata rinforzata di verdurine colorate, in pieno tema natalizio.  Il primo piatto proposto dagli chef Giuseppe De Mare (Mirò Eventi Villa De Mare Castel Volturno CE) e Salvatore Andretta (Villa Sabella Bacoli NA) è un risotto con doppia consistenza di carciofi, seppie e crumble di olive nere. Chef Antonio Aniello (Tenuta Paino Sessa Aurunca CE) e Chef Antonio Grasso (Ristorante La Frescheria NA) hanno proposto un secondo […]

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Eventi/Mostre/Convegni

VitignoItalia 2020: anteprima all’Hotel Excelsior

Si è tenuta lunedì 25 Novembre una grande degustazione con la presenza di circa 100 aziende provenienti da tutta Italia e oltre 500 etichette. Un evento targato VitignoItalia 2020 che anche in questa anteprima è riuscita a soddisfare la richiesta di qualità ed eccellenza, rappresentando l’Italia del vino da Nord a Sud. Un viaggio variegato ed esteso che è riuscito ad appagare sia gli operatori del settore sia i neofiti appassionati. Nei banchi d’assaggio abbiamo naturalmente riscontrato un predominio numerico dei prodotti campani, con la presenza di oltre 40 realtà produttive: una giusta rappresentazione dell’aumento della presenza del patrimonio dei vitigni campani sui mercati nazionali e internazionali. La conferenza di presentazione di VitignoItalia 2020 La preview autunnale dedicata al vino italiano non si è però fermata qui. Infatti lo stesso 25 Novembre, presso la Sala Mascagni dell’Hotel Vesuvio (Via Partenope 45), ha avuto luogo il convegno “Sala e Vino: l’importanza del fattore umano” con ospiti di eccellenza quali Livia Iaccarino (Ristorante Don Alfonso 1890), il giovane Alessandro Perricone (Ristorante Relæ di Copenaghen), i giornalisti Eleonora Cozzella (gruppo Repubblica-L’Espresso) e Giuseppe Cerasa (Direttore de Le Guide di Repubblica). Infine Giuseppe Palmieri, maître e sommelier dell’Osteria Francescana di Modena, a cui è stata consegnata, durante il convegno, la nomina di Ambasciatore di VitignoItalia 2019/2020. Durante il talk show ciascun ospite ha avuto modo di riportare le proprie esperienze professionali nel campo della ristorazione, arricchendo specialmente il significato del servizio in sala. Interessanti le parole di Livia Iaccarino: «La sala è un luogo magico che deve avvolgere, travolgere. Perché se l’ospite non viene accolto nel migliore dei modi, non sentirà la necessità di ritornare. La sala è l’ambasciatore della cucina e, se è un lavoro fatto bene, permette all’ospite di poter carpire il gusto dei piatti al loro più grande potenziale. La sala è un lavoro che richiede comprensione e delicatezza» Ad arricchire questo messaggio ci pensa anche Alessandro Perricone, il quale afferma: «I clienti non si assomigliano mai, quindi la vera arte sta nel  saper adeguare il servizio in base alla persona che si ha di fronte. Questa è professionalità. La sala per me è amicizia, educazione ed empatia» Anche Giuseppe Palmieri si esprime in merito, ponendo specialmente l’accento sulla necessità di smettere di fare una distinzione tra sala e cucina ed evitare la ‘mostrificazione’ della sala. Aggiunge inoltre che l’umiltà è una caratteristica importantissima per far funzionare bene il lavoro in sala. In realtà è una caratteristica che lo ha accompagnato durante tutto il suo percorso professionale e che sta anche alla base del successo della Francescana. La grande versatilità del lavoro di Giuseppe Palmieri gli permette di poter comunicare con naturalezza con ciascuno utilizzando i linguaggi più disparati, da quello tecnico all’amatoriale. E la cosa più sorprendente è che gli switch e le commistioni di linguaggi non stonano, ma danno origine ad un ingranaggio che funziona alla perfezione. Immancabile un accenno da parte degli ospiti sull’importanza della carta dei vini. Possiamo dire che Livia, Alessandro e Giuseppe si sono ritrovati […]

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Napoli e Dintorni

Festival del cinema di Castel Volturno: la II edizione

Festival del cinema di Castel Volturno: la seconda edizione Nei giorni fra l’11 novembre e il 15 dello stesso mese, si è svolta la II edizione del Festival del cinema di Castel Volturno; alla rassegna è seguita una serata di gala – durante la quale sono stati assegnati i premi della stessa rassegna – svoltasi all’“IMAT” (Italian Maritime Academy Technologies). Così come da comunicato stampa, si riportano le parole di Fabrizio Monticelli, Amministratore Unico dell’Istituto IMAT: «L’IMAT ha sposato questo progetto dalla prima edizione; quando gli organizzatori ce ne hanno parlato, abbiamo subito intuito che potesse essere un’idea estremamente interessante per la valorizzazione del territorio. Non a caso anche il nostro progetto è basato sulla responsabilità sociale d’impresa che tende a valorizzare i contenuti migliori del territorio». La II edizione del Festival e il premio speciale “Carlo Croccolo” La rassegna del cinema di Castel Volturno, presentata per questa II edizione da Fabiana Sera, si è aperta con una proiezione di commemorazione verso l’attore (e direttore artistico – insieme a Daniela Cenciotti – della I edizione del festival del cinema di Castel Volturno) Carlo Croccolo e con l’organizzazione (allestita dagli studenti dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore di Castel Volturno) di una mostra a lui dedicata; ricordando l’attore, inoltre, è stato istituito un premio speciale, a lui intitolato, che è stato consegnato ad un giovane talento che, secondo il pensiero dello stesso Carlo Croccolo, maggiormente possa incarnare l’idea di artista “a tutto tondo”; in questa occasione, si è scelto di assegnare il premio “Carlo Croccolo” alla “cantattrice” Viviana Cangiano, giovane talento partenopeo conosciuta, tra le altre cose, per aver preso parte alla recentissima pellicola di Mario Martone Il Sindaco del Rione Sanità e per aver formato, insieme alla collega Serena Pisa, il fortunato duo Ebbanesis con cui le due artiste propongono particolari rivisitazioni (per arrangiamenti, stili, ritmi, contaminazioni musicali)  delle canzoni della tradizione canora e musicale partenopea; a consegnare il premio è stata la direttrice artistica della II edizione del festival, Daniela Cenciotti (moglie di Carlo Croccolo) che, come ricordato nel comunicato stampa, ha dichiarato: «Abbiamo scelto di dare questo riconoscimento a  Viviana  perché è una ragazza dai più talenti che si esprimono tanto su di un palcoscenico quanto dietro una macchina da presa. Siamo molto felici che questo primo premio dedicato a Carlo Croccolo lo riceva lei convinti che incarni perfettamente lo spirito artistico di Carlo e con l’augurio di una lunga, e sempre più florida, carriera».   Festival del cinema di Castel Volturno: la serata di premiazione Le premiazioni sono state intervallate da momenti musicali in cui si sono esibiti la cantrattrice Patrizia Spinosi e il musicista Michele Bonè. Di seguito l’elenco dei premi di categoria e dei premiati: –Miglior lungometraggio: The Uncle di Hiyoung-Yin Kim; -Migliore fotografia a Francesco Morra per Uocchie c’arraggiunate di Paolo Cipolletta; -Migliore sceneggiatura ad Alfredo Mazzara e Matteo Festa per Ragù noir di Alfredo Mazzara; -Miglior attore a Stefano Fresi per Nina di Sabina Pariante; -Migliore attrice a Svetalana Bukhtoyarova  per Because a little […]

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Ilario Esposito, sarto napoletano: la sua capsule collection

Venerdì 18 ottobre, nell’elegante location del negozio di arredamento Roche Bobois a Napoli, siamo stati invitati ad assistere al trunk show del giovane sarto napoletano Ilario Esposito, in occasione del lancio della sua nuova capsule collection. Grazie all’organizzazione accorta dell’azienda di fashion consulting Vicoli FC, ci siamo ritrovati immersi in un mondo che sembrerebbe ormai quasi perduto, ma che invece rappresenta il cuore pulsante dell’economia e dell’identità italiana, ovvero quello dell’artigianato, rappresentato in questa serata dal giovane sarto Ilario Esposito. Oltre alla presentazione della nuova capsule collection, vari altri corner espositivi erano stati organizzati lungo il percorso attraverso il negozio d’arredamento, che erano lì a mostrare, ancora una volta, piccoli e grandi capolavori dell’artigianato, come guanti in pelle, bretelle da uomo, gioielli, etc. In un mondo in cui i valori cardine, soprattutto del fashion e della moda, sembrano essere l’omologazione e la produzione in serie, spunta come un’oasi nel deserto l’ambizioso progetto di Ilario Esposito, la cui missione è creare, in maniera completamente artigianale, abiti di alta sartoria su misura per i suoi clienti. Approfittando di un momento di calma, abbiamo “sequestrato” il protagonista della serata, per farci raccontare la sua storia, le sue idee, i suoi progetti: laureato all’accademia di moda IUAD di Napoli, si accaparra poi il secondo posto al concorso nazionale “Forbici d’oro”, e da lì cominceria tutto un percorso che lo porta a lavorare prima duramente, per poter poi acquisire tutte quelle competenze necessarie per rendersi un esperto del suo settore e per potersi affermare in quest’ultimo, fino a diventare indipendente e decidere di aprire la sua sartoria, nella quale potrà esprimere la sua idea di moda e costruire il suo percorso di sarto. La creazione di abiti sartoriali come vero e proprio percorso sensoriale: l’esperienza di Ilario Esposito Gli abbiamo chiesto: «Perché una persona dovrebbe scegliere una sua creazione?» Ci risponde che chi si affida a lui sceglie prima di tutto di fidarsi di lui: non è una semplice compravendita tra acquirente e venditore quella che sta per avvenire, ma è l’inizio di un vero e proprio percorso sensoriale, come lo definisce lui stesso, che vedrà protagonista il cliente, guidato in questo cammino di scelta dei tessuti, dei bottoni e del taglio dal sarto. Il giovane Ilario sottolinea come il suo lavoro possa rivolgersi a qualsiasi persona, e di qualsiasi età: l’elemento necessario per l’inaugurazione e l’inizio di questa avventura è la voglia di mettersi in gioco, sia da parte del cliente che da parte dell’artigiano, e di scoprire nuovi abbinamenti, nuovi dettagli ai quali non si potrà più rinunciare per poter far brillare più forte ancora la propria personalità, anche e soprattutto attraverso l’abbigliamento. Dopo averci dedicato, dunque, una parte del suo tempo a rispondere alle nostre domande, Ilario sarà richiamato al vero obiettivo della serata, ovvero dare ai presenti una dimostrazione pratica di quella che rappresenta una parte del suo lavoro: dopo aver presentato la sua capsule collection, mostra ai curiosi ospiti una parte dei cosiddetti ferri del mestiere, attraverso i quali sarà […]

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La Shell di Eugenio Tibaldi per il restyling del Nabilah

In Nabilah affida a Eugenio Tibaldi il suo restyling: una Shell (conchiglia) per la Villa romana di Bacoli. Luca Iannuzzi mette nelle mani e nello sguardo di Eugenio Tibaldi il suo Nabilah: il risultato è una Shell, una conchiglia ultramoderna dal fascino vintage, incastonata nella sabbia e nel tufo della Villa romana di Bacoli.  Il 1956 è stato il nostro punto di partenza. L’anno in cui il lido è stato costruito. Siamo partiti da qui per compiere uno slittamento in una sorta di “disio”, di “nostalgia per il futuro”: costruire un ambiente possibile ma non reale fatto di dettagli che rimandano ad un tempo altro, ad un futuro mancato che poteva essere. Un futuro utopico che contempla il passato come bagaglio, che registra gli errori e le incertezze come momenti di costruzione preziosa rivisitandoli in un’atmosfera che, con un termine partenopeo unico al mondo, si potrebbe definire di dolce “pucundria”. Queste le parole dell’artista che ha fatto della nostalgia, della “pucundria” la sua cifra stilistica e l’ha declinata, nel lavoro fatto per il Nabilah, in un vintage ricercato e raffinato, in un’atmosfera calda, soffusa e vagamente malinconica. La conchiglia di Tibaldi rientra probabilmente in quella scuola di pensiero che vuole le strutture in piena armonia, se non addirittura fuse e confuse, nel territorio in cui si sviluppano: e in effetti la conchiglia per i materiali utilizzati, per i colori, per la forma e per lo stesso concetto che la anima si confonde con i colori e le forme della spiaggia romana di Bacoli. Acciaio, legno, vetro e PVC, tecnologia e design, arte e architettura modellano una tensostruttura pensata per resistere al violento vento di Ponente che sferza la spiaggia in ogni stagione. Ma Tibaldi riesce nel miracolo di dare un’anima alla materia, di dare calore al vetro e al PVC, di dare una lacca vintage all’ipermoderno acciaio, di far dialogare tecnologia e natura, mondanità e storia, passato e presente. L’ambiente diventa uno spazio surreale, una bolla sospesa tra tempo e spazio: la tela e il legno si fondono con la sabbia, tre alberi, una Sterlizia Nicolai detta Semi di Uccello del Paradiso, un  Ficus Benjamin, una Dracaena Drago, rompono le barriere che separano l’interno dall’esterno, accessori da donna vengono celebrati in teche come opere d’arte, raffinatissimi suppellettili trasformano il cibo da bisogno primario in lusso, pensiero, produzione culturale, piacere.

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Cafè Experience, il 13 ottobre al Riff Lounge Bar

Cafè Experience, il 13 ottobre la premiazione al Riff Raccontare il caffè, dove lo si vive ogni giorno. Questa è l’idea dietro Cafè Experience, contest fotografico in cui centrale sarà, appunto, la bevanda più amata al mondo. Ad ospitarlo sarà il Riff LoungebarVincenzo Lamagna sul contest Cafè Experience Perché come slogan del contest Cafè Experience è stato scelto “Mostraci il tuo caffè?” Lo slogan del contest sintetizza perfettamente la sua anima: l’idea è quella di mettere in mostra il talento, facendolo emergere da un elemento quotidiano, quasi mainstream, ma di sicuro iper personalizzabile. Da qui, appunto, “Mostrarci il tuo caffè”. È vero che immortalare in un unico scatto fotografico un caffè fumante non é impresa facile? Proprio perché di foto di caffè ne vediamo a bizzeffe ogni giorno – dalla fugace storia su Instagram per immortalare un pomeriggio al bar al post dello studente in crisi – essere originali e trasmettere se stessi attraverso un singolo scatto non sarà per niente semplice! Ma è proprio questa la sfida. Secondo gli organizzatori del contest quale elemento del caffè emergerà maggiormente dalle numerose fotografie di questa strong dark drink? Il trait d’union che vedremo per la maggiore sarà sicuramente il concept del caffè visto come pausa dalla realtà e dalle varie problematiche che ci affliggono ogni giorno. Secondo gli organizzatori del contest ci saranno giovani talenti che penseranno di immortalare il caffè non come bevanda ma come momento di convivialità? Dato che la creatività è l’unica vera richiesta che abbiamo fatto ai partecipanti del contest, ci aspettiamo davvero qualsiasi cosa. Il caffè è “solo” un input, speriamo di vedere davvero cose diverse e sorprendenti. Dai diversi scatti fotografici della tazzina di caffè può emergere una particolare impronta del carattere del fotografo? Analizzeremo con attenzione ogni scatto perché, ovviamente, anche dietro una “semplice” foto si cela sicuramente l’anima di chi l’ha realizzata o, quantomeno, ci si può leggere un messaggio. Cercheremo innanzitutto i messaggi più “forti” e d’impatto, poi ci focalizzeremo sulla realizzazione prettamente tecnico-artistica del lavoro. Significato e significante dovranno camminare di pari passo, per lasciare un segno marcato. Quale è il messaggio fondamentale che il contest Cafè Experience si prefigge di dare al pubblico? Il contest spera di trasmettere in prima istanza ciò che il documentario farà poi: l’importanza della tradizione e della condivisione, elementi che il caffè racchiude in maniera perfetta. Café Experience – il termine per l’invito foto chiude il… Al contest fotografico si può partecipare entro l’11/10/2019 e contribuire nel dare impulso alle diverse emozioni e sensazioni che l’aroma, il colore intenso ed il sapore del caffé possono suscitare. Che sia espresso, macchiato o americano non importa. Coffee is coffee everywhere! Fonte immagine : https://www.facebook.com/events/903020346745333/  

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BaccalàRe, la cultura Michelin approda tra i piatti del popolo

BaccalàRe, torna l’evento food al lungomare Caracciolo Dal 3 al 6 ottobre ritorna  BaccalàRe, l’attesa kermesse culinaria, al lungomare Caracciolo tutta dedicata al baccalà. Nel corso della conferenza stampa, tenutasi mercoledì 25 settembre, si è discusso lungamente su questo singolare evento, ideato da Vincenzo Varriale e che ha siglato la sua terza edizione, sulla tradizione di questa pietanza, dall’uso estremamente popolare e sull’idea, assolutamente avveniristica, di miscelare tradizione e cultura popolare con l’eleganza, la raffinatezza e la qualità della cucina gourmet. Hanno preso parte alla conferenza stampa il giornalista e  noto gastronomo campano, Luciano Pignataro, il presidente della Bcc di Napoli, Amedeo Manzo e il vicesindaco di Napoli, Ernesto Panini. A moderare la conferenza stampa è stato l’ideatore di questo evento, Vincenzo Varriale, la mente di una kermesse culinaria che ha saputo unire la tradizione popolare all’impresa e alla cultura Michelin. Alla conferenza si è posto l’accento sulla straordinaria eclettismo di questo piatto, contravvenendo in particolare sul modo superficiale e asettico di trattare il cibo nel mondo odierno, in un mondo in cui  è andata via via smarrendo la sana abitudine e la conoscenza a saper riconoscere la freschezza dei cibi, attraverso quella manualità e praticità necessaria al popolo che rientra in un’ampia categoria che potremmo definire la cultura della conservazione del cibo; in particolare quella di sapere, in assenza della tecnologia di oggi, dei congelatori, dei frigoriferi, le pratiche necessarie per mantenere in maniera naturale più a lungo possibile la freschezza e la qualità degli alimenti. Ecco che sembra quasi scomparire la pratica dei sottolio oppure l’uso assolutamente vitale che aveva il sale nella conservazione. BaccalàRe, dunque, è un evento che si pone proprio in questa direzione. La kermesse ripristina un modo di concepire la cucina basato esclusivamente sulla qualità, accostando la cucina di alta qualità odierna ad un recupero originale di un piatto che ha lambito del tavole del popolo per più di 500 anni ( apparso in Europa negli anni della Controriforma), considerato da sempre un piatto povero. L’evento food costituisce una kermesse totalmente ecocompatibile e, allestito sul favoloso lungomare Caracciolo, inebrierà l’animo dei visitatori con i sapori unici del filetto del miglior baccalà in circolazione, il Gadus Morhua proveniente dai mari del Nord. Ecco che con gli originali “aperibaccalà” ( aperitivi di baccalà e champagne ) la tradizione trova uno sbocco nel quale poter rifulgere in tutta la sua vividezza, vestendo i panni moderni dei nuovi modi di intendere la cucina sotto il luccichio delle stelle e avvolto dal profumo eterno del mare di Napoli. 11 stelle Michelin: un evento che unisce tradizione e innovazione Ben 11 stelle Michelin allieteranno i palati dei visitatori a partire da Peppe Aversa del buco di Sorrento, Francesco Franzese di Casa del Nonno 13 Mercato San Severino, Paolo Gramaglia del President Pompei, Domenico Iavarone del Josè Restaurant della tenuta di Villa Guerra a Torre del Greco, Giuseppe Misuriello della Locanda Severino Caggiano, Gianluca D’Agostino di Veritas Napoli, Fabio Pesticcio de Il Papavero di Eboli, Pasquale Palamaro di Indaco Regina Isabella […]

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Ibiza e il Flower Power in esclusiva al Nabilah

Il Flower Power è un evento ispirato al movimento hippie degli anni ’60 che da quasi 40 anni si svolge presso la discoteca più famosa di Ibiza. L’8 settembre, a partire dalle 11 del mattino fino a tarda notte, il party ha fatto tappa al Nabilah, una delle location più cool della movida campana, per festeggiare il suo 39° compleanno in anteprima esclusiva. La direzione artistica è di “Made in Italy Ibiza”, l’agenzia di eventi musicali italiana più famosa dell’isola spagnola, nota a livello internazionale per le feste che organizza. Il Flower Power: potere ai fiori! L’espressione “potere ai fiori” fu coniata nel 1965 dal poeta Allen Ginsberg, diventando lo slogan del movimento hippie, nato come rivoluzione pacifica contro la guerra in Vietnam, promossa dal governo USA. I giovani attivisti erano soliti mettere fiori nei fucili, protestare contro l’uso delle armi e promuovere l’amore come forma di dialogo per evitare guerre e conflitti, nella prospettiva di un mondo migliore in cui vivere. Le vere e proprie “capitali” di questa corrente socio – culturale furono San Francisco, Goa e Ibiza, dove il primo Flower Power del Pacha ebbe luogo nell’estate del 1980, grazie ad un’idea del DJ Piti. Il suo obiettivo era quello di “contrabbandare” dischi, portando negli altoparlanti del club un ampio repertorio di musica d’avanguardia che in quel periodo era raro ascoltare. In questi 39 anni, il Flower Power ha portato in pista al Pacha di Ibiza diverse generazioni unite dall’amore per la musica e dallo spirito di pace e gioia degli anni ’60. Una festa unica che si rinnova ogni estate e che continua a trasmettere la sua energia positiva, per celebrare la pace e l’amore! Festa e dress code da Ibiza Il Flower Power, nato come appuntamento estivo, grazie al suo successo è diventato un appuntamento settimanale al Pacha dove, a partire dal mattino, si vedono gruppi di hippie sfilare lungo le spiagge con chitarre e tamburi, rendendo l’atmosfera allegra e suggestiva. Per l’occasione, il Nabilah ha organizzato un evento esclusivo, allestendo la terrazza con drappeggi colorati, simboli della pace, il tipico yellow submarine dei Beatles e il logo con le ciliegie che contraddistingue il Pacha. Non potevano inoltre mancare il cosiddetto Hippie bus della Wolksvagen e gli stand con accessori e abiti vintage, tra cui giubbotti della Harley Davidson, camicie con colori sgargianti, stivali da cowboy in pelle e maglie con stampe di gruppi heavy metal. Il dress code era, infatti, quello tipico degli anni ’60 e ’70: stampe floreali, abiti bianchi, gonne ampie e lunghissime, pantaloni a zampa, maxi dress, sandali, occhialoni da sole, camicie in denim e ghirlande tra i capelli. Assolutamente vietato il nero! Oltre all’area bar c’erano anche punti ristoro, come lo stand di Panamar, dove era possibile gustare il panino Santantonno a base di tartare di tonno rosso, friarielli saltati alla napoletana, maionese alle acciughe e rucola croccante, e quello di Isabella De Cham, vincitrice dei premi “Miglior pizza dell’anno 2019” del Mattino e “Migliore proposta di fritti 2018” secondo la classifica di […]

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