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Eroica Fenice

La Tag: eventi in campania contiene 179 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

La Musica può fare, il festival promosso dal Club 33 Giri | Intervista

Club 33 Giri promuove l’ottava edizione de La Musica può fare | Intervista Il 16 giugno, giunge alla sua ottava edizione La Musica può fare, il festival musicale promosso dall’associazione culturale no-profit Club 33 Giri. La kermesse musicale, che attraverso la musica vuole offrire un’esperienza a 360 gradi come quella dei grandi festival, ritorna per il secondo anno nella suggestiva cornice dell’Arena Ferdinando II di San Nicola la Strada (Caserta). Il tema caratterizzante di quest’edizione sarà lo spazio, in occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna di Neil Armstrong. Uno spazio inteso come assenza di confini e agevole condivisione. Ispirandosi alle celebri parole del primo uomo sulla Luna, il Club 33 Giri vuole compiere un piccolo passo nel mondo dei festival che sia però un grande passo in quella che vuole essere un’idea diversa di condivisione e aggregazione: valorizzare il territorio attraverso attività musicali, artistiche e ludiche per tutti. Del programma e delle attività del festival abbiamo parlato con Roberta Cacciapuoti, direttrice artistica del Club 33 Giri. Intervista Roberta Cacciapuoti, direttrice artistica del Club 33 Giri La musica può fare giunge quest’anno alla sua ottava edizione, puoi parlarmi del percorso che vi ha portato fino a qui? Nel 2012 siamo stati invitati (Club 33 Giri, nda) dall’associazione Play for Africa che opera in Senegal insieme a un’altra associazione che si chiama I bambini di Ornella, ad organizzare un evento che supportasse le loro iniziative. Sulla spinta di questa proposta organizzammo la prima edizione del festival dove invitammo degli ospiti che erano “amici”, nel senso che li conoscevamo e che erano già stati all’associazione Club 33 Giri. Erano Riccardo Sinigallia, Ballads quindi Ciccio di Bella e Alfonso Bruno, e Sandro Joyeux. Poi il percorso è continuato perché la prima edizione andò molto bene, più di quanto ci aspettassimo. Ci sembrò dunque naturale continuare ad organizzare l’appuntamento, per cercare di farlo diventare un appuntamento fisso, ecco. Sia per i nostri soci che seguono le nostre attività durante tutto l’anno, ma anche per coinvolgere tante altre persone. Dal 2012 ad oggi il festival è cresciuto, ha cercato di allargare i suoi orizzonti, ha cercato di portare in Campania artisti che non riuscivano ad arrivare. Ad esempio, nel 2014 abbiamo ospitato gli Ex-Otago, i Joe Victor, i Fitness Forever… Tutte band che noi reputiamo fortissime ma che non avevano l’opportunità di suonare spesso nelle nostre zone. Oltre alla musica, il festival si arricchisce di mostre, mercatini ed altri tipi di attività per cercare di creare un’esperienza che non sia soltanto musicale ma un’esperienza “festival”, così come è concepita nelle manifestazioni più grandi e importanti. Un’esperienza a 360 gradi, dunque, che possa essere vissuta durante tutto l’arco della giornata e che sia quanto mai coinvolgente. Quest’anno il tema del festival è lo spazio, perché questa scelta? Ogni anno ci divertiamo a scegliere un tema che poi sarà il filo conduttore dei nostri allestimenti, delle nostre grafiche e chiaramente della promozione. Quest’anno, visto che ricorre il cinquantesimo anniversario del primo sbarco sulla luna di Armstrong, […]

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Sunset [email protected]: Sollo&Gnut in apertura

Sollo&Gnut in trio e L’orso ‘nnammurato sono i protagonisti della prima serata del Sunset [email protected], tenutasi domenica 2 giugno. Alessio Sollo. Napoletano nato nel quartiere di Bagnoli ai tempi dell’Italsider. Musicista e cantante di estrazione punk da sempre, scopre da qualche anno la vocazione alla poesia, sia in vernacolo che in italiano. Claudio Domestico (in arte, Gnut). Cantautore napoletano, chitarrista, produttore e compositore di colonne sonore. Spazia dal folk inglese al blues, dalla musica napoletana alle melodie africane del Mali. Insieme formano i SolDo, e si tratta del nome di una vera e propria fratellanza umana e artistica. Ad accompagnarli Michele Signore al violino, mandolino e mandoloncello. Sunset [email protected], il via alla IV Edizione La Salita Pontecorvo. Una passeggiata tra vicoli, chiese, palazzi e meravigliosi scorci. Un cielo che si colora di tonalità pastello. Il Museo Nitsch. Buona musica. È di questi elementi che qualcuno ha deciso di arricchire il momento più evocativo della giornata del 2 giugno, quello del tramonto. Una volta giunti sul terrazzo del Museo, lo sguardo è portato ad addentrarsi tra i palazzi e le stradine di un panorama napoletano spettacolare. Si riesce quasi a immaginare di sentire il vociare dei bambini che giocano nei quartieri, di captare l’odore del caffè dei bar del centro storico o il profumo del ragù fatto in casa, e di gustare la poesia di un “cuoppo” fritto, il cui profumo esala da botteghe, taverne e piccole bancarelle. Se a tutto questo ci aggiungiamo i suggestivi accordi di “Ciaccarella” (è questo il nome che Claudio Domestico ha detto di aver dato alla sua chitarra!) uniti alle voci dei due musicisti e a un po’ di vino, la sensazione che si prova è quella di diventare un tutt’uno con la folle armonia di sapori, voci, mare, palazzi antichi e chiese, che rende questa città magica e pazza di energia. Dopo la prima pioggerella, l’impasto di emozioni culmina presto in sette colori disposti in cielo, ad arco luminoso. È in quest’atmosfera incredibile che, inizialmente, Sollo e Gnut hanno modo di suonare le prime tre canzoni della scaletta. Illuminati da ben sette colori. Il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, il blu, il violetto, l’indaco. Sette colori in piena coerenza con le sette note della loro musica suggestiva, espansa dal terrazzo. Sollo&Gnut in trio: uno spettacolo di musica e parole Riprende a piovere e la magia si trasferisce, per forza di cose, all’interno del Museo. Un laboratorio aperto, affascinante tanto quanto inquietante, in perfetta coerenza con la misterica identità della città di Napoli, intrisa di peccato, speranza e redenzione. Ci si lascia nuovamente trasportare dalle note de L’orso ‘nnammurato di Sollo&Gnut, accennate poco prima fuori sul terrazzo, e dal ping-pong di canzoni di un artista prima e dell’altro dopo. Tutti a gambe incrociate, seduti sul pavimento ad ascoltarli. Tutti al cospetto delle opere di Nitsch, il messaggero di un pensiero che traduce il dramma umano in gioia di vivere ed esultanza, concetto strettamente connesso al volto labirintico della città di Napoli e alla sua esuberanza. […]

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Violante Bentivoglio Malatesta arriva a Telese Terme

Violante Bentivoglio Malatesta e il Palazzo Pretorio di Cittadella arriva a Telese Terme |  “Violante Bentivoglio Malatesta e il Palazzo Pretorio di Cittadella” è il docufilm incentrato sulla figura affascinante ma poco nota di Violante Bentivoglio Malatesta, signora di Cittadella, proiettato a Telese Terme, presso il Cinema Teatro Modernissimo, in occasione della serata-evento “Conosci Violante?”, che ha previsto anche la consegna del “Premio Modi Nuovi per la cultura”, in collaborazione con la società “Modi Nuovi” di San Martino di Lupari (PD) e con Confindustra- Benevento. Il film documentario, presentato in anteprima nazionale alla 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha riscosso grande successo di pubblico e critica, è stato proiettato nella città termale alle ore 10.00, con l’incontro-dibattito riservato agli studenti dell’IIS [email protected], ed alle 20.00, all’interno di una serata che ha visto, oltre alla proiezione, la consegna del prestigioso “Premio Modi Nuovi per la Cultura”, riconoscimento sostenuto dall’azienda Modi Nuovi, alla presenza delle massime autorità cittadine e imprenditoriali del territorio. “Violante Bentivoglio Malatesta e il Palazzo Pretorio di Cittadella”, ideato e realizzato dal regista ed attore Rocco Cosentino, presidente dell’associazione culturale “Officina delle idee”, è stato prodotto dalla Goldwing Films, sostenuto dal Comune di Cittadella (PD), in collaborazione con il Premio “Modi Nuovi per la Cultura”, si è avvalso del contributo della Regione del Veneto ed ha registrato l’accoglienza ed il patrocinio del Comune di Telese Terme (BN), la collaborazione della Pro Loco Telesia e di Confindustria Benevento, coinvolta nella tappa sannita del premio. Quella di Telese Terme rappresenta la prima data della tournée nazionale per divulgare l’ambizioso ma sicuramente innovativo progetto  “Conosci Violante?”. Come la giornalista Maria Grazia Porceddu, ufficio stampa e moderatrice della serata insieme a Rocco Cosentino, ha specificato, si tratta di un lavoro di squadra, arricchito dalla sinergia creata sul territorio sannita, che ha sostenuto l’iniziativa. Dopo i saluti del sindaco di Cittadella, Luca Pierobon, che ha sottolineato il gemellaggio virtuale originatosi tra Cittadella e Telese Terme ed ha invitato le autorità presenti ed il nutrito pubblico in sala a visitare la città murata veneta, la serata ha previsto i saluti del primo cittadino della città termale, Pasquale Carofano, il quale ha evidenziato quanto anche l’accoglienza sia stata una modalità di valorizzazione del territorio e quanto poco un’amministrazione possa fare senza stimoli da parte di associazioni e cittadini. La serata, per il sindaco Carofano, ha rappresentato un’iniziativa importante perché ha unito cultura, cinema, territorio ed imprese, mix di importanti ingredienti che può essere solo positiva per le comunità. In un momento in cui la frenesia del mondo virtuale fagocita tutta la componente umana, è importante fermarsi e godere appieno di progetti come quello di “Conosci Violante?”, che permettono di entrare in contatto con la bellezza di luoghi straordinari. Filomena Di Mezza, assessore alle Pari Opportunità di Telese Terme, ha lodato il progetto che, oltre ad avere un risvolto culturale, si sofferma sul ruolo di una donna, Violante Bentivoglio Malatesta, signora di Cittadella, riscoperta dopo molti anni ed all’avanguardia rispetto agli anni in cui […]

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Il Flower Power del Pacha di Ibiza in esclusiva al Nabilah

Il Flower Power è un evento ispirato al movimento hippie degli anni ’60 che da quasi 40 anni si svolge presso la discoteca più famosa di Ibiza. Il 2 giugno, a partire dalle 11 del mattino fino a sera, il party farà tappa al Nabilah, una delle location più cool della movida campana, per festeggiare il suo 39° compleanno in anteprima esclusiva. La direzione artistica è di “Made in Italy Ibiza”, l’agenzia di eventi musicali italiana più famosa dell’isola spagnola, nota a livello internazionale per le feste che organizza. Il Flower Power: potere ai fiori! L’espressione “potere ai fiori” fu coniata nel 1965 dal poeta Allen Ginsberg, diventando lo slogan del movimento hippie, nato come rivoluzione pacifica contro la guerra in Vietnam, promossa dal governo USA. I giovani attivisti erano soliti mettere fiori nei fucili, protestare contro l’uso delle armi e promuovere l’amore come forma di dialogo per evitare guerre e conflitti, nella prospettiva di un mondo migliore in cui vivere. Le vere e proprie “capitali” di questa corrente socio – culturale furono San Francisco, Goa e Ibiza, dove il primo Flower Power del Pacha ebbe luogo nell’estate del 1980, grazie ad un’idea del DJ Piti. Il suo obiettivo era quello di “contrabbandare” dischi, portando negli altoparlanti del club un ampio repertorio di musica d’avanguardia che in quel periodo era raro ascoltare. In questi 39 anni, il Flower Power ha portato in pista al Pacha di Ibiza diverse generazioni unite dall’amore per la musica e dallo spirito di pace e gioia degli anni ’60. Una festa unica che si rinnova ogni estate e che continua a trasmettere la sua energia positiva, per celebrare la pace e l’amore! Festa e dress code Il Flower Power, nato come appuntamento estivo, grazie al suo successo è diventato un appuntamento settimanale al Pacha dove, a partire dal mattino, si vedono gruppi di hippie sfilare lungo le spiagge con chitarre e tamburi, rendendo l’atmosfera allegra e suggestiva. Il dress code è quello tipico degli anni ’60 e ’70: stampe floreali, abiti bianchi, gonne ampie e lunghissime, pantaloni a zampa, maxi dress, sandali, occhialoni da sole, camicie in denim e ghirlande tra i capelli. Assolutamente vietato il nero! Per ulteriori info consultare il sito www.nabilah.it o la pagina Fb del Nabilah Beach Club

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Palazzo Forte di Cimitile: la mostra Policentrismo dell’Arte

La mostra d’arte contemporanea Policentrismo dell’Arte a Palazzo Forte di Cimitile Per tutto il mese di maggio sarà visitabile a Palazzo Forte di Cimitile la mostra d’arte contemporanea Policentrismo dell’Arte. Il tema dell’esposizione, organizzata con la collaborazione della Proloco di Cimitile e diretta da un team di artisti ed esperti d’arte, rievoca la molteplicità dei “centri d’arte”, intesi sia come fonti di ispirazione che come ambiti destinatari del messaggio artistico. Si richiama la varietà di contesti sociali e culturali da cui traggono ispirazione le opere esposte, nonché la molteplicità di temi che ciascun artista affronta. Dal sogno alla realtà, dall’astrazione alla narrazione realistica, sono piccoli universi di cui ciascun artista si fa portavoce ma che riconducono alla medesima realtà. Allo stesso tempo sono molteplici i contesti in cui il messaggio dell’artista si inserisce, quello culturale, sociale e politico. Sono tutti centri autonomi e reciprocamente funzionali da cui l’arte parte e a cui ritorna nella forma del pensiero dell’artista. Policentrismo dell’Arte a Palazzo Forte di Cimitile La mostra collettiva di Palazzo Forte comprende le opere di ventotto artisti italiani e internazionali uniti dal comune intento di condividere con l’osservatore un punto di vista nuovo sull’arte contemporanea, un nuovo modo di vivere e condividere l’espressione artistica. Attraverso le loro opere d’arte, gli artisti intendono riaffermare il carattere emozionale e comunicativo dell’arte contemporanea. L’arte in mostra a Palazzo Forte è una summa di emozioni, sensazioni e suggestioni diverse per sensibilità e ispirazione, ma unite a formare un messaggio unico comprensibile a tutti: l’arte è viva e parla a tutti di vita. Con questo messaggio semplice quanto efficace, la mostra Policentrismo dell’Arte intende riaffermare il valore sociale ed inclusivo che può nascondersi dentro un’opera d’arte. La “democraticità” dell’arte lega tutte le opere esposte e ricorre nelle parole degli artisti che accompagnano il visitatore nel percorso artistico (Aniello Martiniello e la professoressa Rosa Stingone, cui va un ringraziamento speciale). Nessuno è escluso dal messaggio artistico, e difatti accanto alle opere di artisti di chiara fama sono esposte le opere realizzate dagli allievi del Liceo Artistico E. Medi di Cicciano. Al contempo il percorso artistico accoglie chiunque abbia curiosità di avvicinarsi all’arte. Il visitatore è invitato ad intraprendere un viaggio in cui si susseguono emozioni ed esperienze di vita contrastanti, immagini che comunicano senza reticenze rompendo quel muro che spesso si crea tra artista ed osservatore, tra arte e territorio. L’esposizione di Palazzo Forte, lungi dall’essere un evento “esclusivo”, diventa luogo di incontro e scambio tra artisti e visitatori, occasione di interazione e reciproca valorizzazione tra le opere d’arte e i luoghi che le ospitano. La mostra rappresenta, nelle intenzioni degli organizzatori, una forma creativa per dare nuova vita ad un luogo caro ai cittadini, un’occasione per riaprire luoghi del passato restituendoli alla cittadinanza. Il legame con il territorio è forte ed emerge anche nella scelta di arricchire il percorso artistico con un programma di eventi in grado di mettere in contatto il visitatore con l’arte, la storia e la cultura locali. Eventi culinari, concerti, performance […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Ciak Irpinia 2019 – i vini irpini scendono in passerella

Ciak Irpinia apre le porte alla sua terza edizione Le eccellenze del vino irpino si riuniscono ad Atripalda, in provincia di Avellino, il giorno sabato 18 maggio 2019 nella terza edizione di “Ciak Irpinia”, evento di settore gestito dal Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia con il patrocinio del Comune di Atripalda, della Provincia di Avellino e del Gal Irpina-Sannio. L’appuntamento, svoltosi nll’Ex Dogana dei Grani di Atripalda, è stato aperto non solo all’intera filiera vitivinicola, ma anche ad appassionati e wine lover, i cui accrediti hanno raggiunto i 300 iscritti. Passione & Strategia  La giornata è stata ricca di appuntamenti. Un meeting introduttivo e  interessante ha visto la presenza in cattedra del Sindaco di Atripalda Giuseppe Spagnuolo, del Professore Piero Mastroberardino rappresentante dell’azienda vinicola Mastroberardino, l’endorser del consorzio di tutela Maurizio Petrarca, l’amministratrice ed enologa della Tenuta Cavalier Pepe Milena Pepe, ed in ultimo ma non per importanza il Professore ordinario di enologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II Luigi Moio. Ciak Irpinia dà un idea di cosa sia il consorzio di tutela: si tratta di un soggetto animato da una pluralità di persone della filiera del vino irpino, formato oggi da 530 soci. Esso rappresenta l’80% del vinificato in Irpinia, e ogni anno, ogni mese si aggiungono sempre nuove imprese. All’evento è legata una degustazione da parte degli ospiti, i cui campioni d’assaggio sono stati selezionati accuratamente da una commissione tecnica territoriale di enologi irpini, presieduta dal Professore Moio. Sarà lui a sottolineare l’importanza dei “retroscena” tecnici che condurranno il prodotto, attraverso la qualità, a diventare passione. Durante la conferenza il professore ha introdotto le annate presenti all’evento, spiegando l’importanza del clima, del territorio e della lavorazione dell’uva. Rivolgendo in primis l’attenzione ai vini bianchi, ha sottolineato l’interessante disponibilità idrica nell’anno 2018: l’annata ha avuto una primavera piovosa (aprile/ottobre quasi 500ml di acqua) insieme ad un altrettanta instabilità in autunno (850 ml) causata dell’escursione termica, evento positivo per le piante e i frutti. Mentre il 2017 è stata un annata maggiormente asciutta. Ciò che favorisce la terra irpina è il blocco appenninico delle perturbazioni mediterranee: grazie alla protezione della catena montuosa si generano copiose piogge. Dunque il consorzio è favorito da una posizione strategica nel territorio italiano. Ha sottolineato poi la differenza fra bianco e rosso: il clima piovoso favorisce qualità ai vini bianchi più acidi, ma non è lo stesso per i rossi, la cui qualità è prevista da un clima mite. Questo perché l’importanza nei vini rossi risiede nella buccia, e la pioggia causa il dilavamento del chicco con possibili danni sulla superficie. Dunque non esiste un’ottima annata per entrambe le categorie contemporaneamente. Dalle spiegazioni accennate si evince lo studio al di là della passione e l’esperienza dei tecnici per legare i clienti al consumo di un buon prodotto. Aziende vinicole di spicco La degustazione ha lasciato un impronta qualitativa molto forte, e con un parere personale, elenco le cinque aziende i cui vini mi hanno maggiormente colpito: Mastrobernardino  Tenuta Scuotto Tenuta […]

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Napoli e Dintorni

Un Eco per tutti: mostra su Umberto Eco alla casa di Bacco

Eco protagonista di una mostra itinerante a Guardia Sanframondi | Riflessioni Umberto Eco diventa la fonte di ispirazione per una mostra itinerante, intitolata  “Un Eco per tutti”, che ha fatto tappa alla Casa di Bacco di Guardia Sanframondi, con una grande risposta di pubblico ed appassionati. Dalle parole di Amedeo Ceniccola, fondatore della Casa di Bacco, ringraziamenti per la partecipazione dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo locale “Abele De Blasio”, in quanto “tutto il progetto della Casa di Bacco è legato al mondo della scuola” ed al presidente dell’associazione napoletana Tempo Libero Clorinda Irace che, con Tony Stefanucci, ha avuto l’idea della mostra, per aver permesso anche ad un piccolo comune dell’entroterra sannita di partecipare a questa straordinaria iniziativa, nata nel 2016. La Casa di Bacco “Non è sempre facile per i paesi dell’entroterra potersi avvicinare al mondo dell’arte, della cultura, troppo spesso solo prerogativa delle città” ha esordito Ceniccola. La Casa di Bacco è progetto culturale, economico e sociale, nato nel 2014, che valorizza Bacco e ciò che ha rappresentato per la storia dell’umanità, quale ispiratore del pensiero superiore dell’uomo, e si connota come un luogo dove poter celebrare questa divinità dalle mille sfaccettature. La Casa di Bacco è nata senza alcun tipo di contributo pubblico e vuole svolgere un ruolo propulsore dal punto di vista economico, in quanto a supporto dell’economia primaria della provincia, l’agricoltura, e come strumento di promozione della cantine del territorio; culturale, perché luogo dove promuovere la cultura del vino, vivificando nel contempo le nostre radici giudaico-cristiane, proprio a testimonianza di come la Chiesa cattolica, intorno all’anno Mille, sia stata l’artefice della rinascita di quel patrimonio vinicolo che oggi è forse la punta di diamante del made in Italy; sociale, perché nel parlare di cultura del vino, la Casa di Bacco intende farla diventare l’antidoto in contrapposizione alle culture dominanti dei drink, dei superalcolici, della birra, della droga, vera causa di tanti fenomeni di devianza sociale con cui fare i conti ogni giorno. Intenzione della Casa di Bacco è, quindi, quella di emulare ciò che negli anni ’30 avvenne negli Stati Uniti d’America, quando le strade d’America erano insanguinate da omicidi e su impulso del presidente Roosevelt si iniziò ad importare vino e coltivare vigneti, constatando, parallelamente al consumo di questo nuovo prodotto, una diminuzione della violenza delle strade, dovuta perlopiù all’uso ed all’abuso di superalcolici. “A questo progetto da 5 anni io sto dando tutto me stesso e mi fa piacere intersecare il mio agire con quella che è l’azione dell’associazione Tempo libero” ha concluso Ceniccola, nel suo intervento introduttivo. Il progetto Il secondo intervento ha visto Mario Lanzione,  grazie al quale l’evento è stato possibile a Guardia Sanframondi, raccontarne le varie tappe. Tutto è partito dalla morte di Umberto Eco, avvenuta il 19 febbraio 2016, che ha offerto l’occasione per la mostra itinerante, inaugurata al Museo Archeologico di Napoli, il 16 giugno 2016, con cui, attraverso l’arte, si è voluto ricordare Eco, uno dei Grandi della nostra letteratura, conosciuto in tutti il mondo soprattutto per […]

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Recensioni

Bruciati di Stefano Ariota, omosessualità e lutto allo ZTN

Venerdì, 3 maggio è andato in scena al teatro ZTN lo spettacolo “Bruciati” di Antonio Mocciola, con la regia di Stefano Ariota. Sul palco i tre attori Marina Billwiller, Ivan Improta e Simone Alfano hanno regalato agli spettatori una performance fuori dalle righe. La scena, segnata dalla virulenza della nudità dei corpi, ha infiammato un ambiente volutamente scarno in un’atmosfera lancinante e perturbante che ha guidato una concitata e doppia narrazione in un solo ed esile piano scenico. Un plauso va anche agli Assistenti alla  regia Massimo Di Stasio e Marco Gremito e all’arredamento scenico dell’arch. Tullio Pojero. “Bruciati” di Stefano Ariota, lo spettacolo dalle molteplici narrazioni come frutto di una realtà delirante Una donna dondola sotto le forti braccia di due uomini, vomita parole sconnesse, insensate come nenie maligne. Erompono tra la platea dei ghigni diabolici, risate schizzate come suoni stridenti in un silenzio assoluto. Dei suoni cadenzati e inquietanti di campane a lutto squarciano la tela del silenzio e si propagano tra gli interstizi della mura del teatro e scagliano pezzi di note di follia, dolore, morte. L’incipit di “Bruciati” è una ferita sanguinante, uno strappo lancinante che desta il sublime, una doccia di fuoco che sveglia dal sopore della quotidianità. Lo spettacolo di Antonio Mocciola è pregno e grondante di una forza primigenia. Un piano scenico diviso in due accoglie i tre protagonisti Anna, Ilario e Marco. Anna e Ilario sono due coniugi e hanno un figlio di nome Andrea che non compare mai nella scena. Tuttavia, La vita di coppia dei due è per Ilario una mordace copertura, poiché Ilario è omosessuale ed è da sempre innamorato di Marco. I due amanti sono costretti a vedersi di nascosto, in stanze d’albergo, poiché Ilario non ha il coraggio di lasciare sua moglie. Ilario teme il giudizio e vuole proteggere suo figlio Andrea da una situazione scomoda e decide di portare avanti una doppia vita. L’incontro dei due amanti è inserito in un angolo del palcoscenico. I due compaiono nudi sul piano scenico condiviso contemporaneamente con Anna, la quale appare congelata, obnubilata da una tetra immobilità, sfumata dall’ombra delle luci concupiscenti puntate sui due uomini. I due corpi si muovono sontuosi, avvinghiati in un unico corpo inscindibile, fusi dal sudore  bollente del piacere carnale. Le scena appare allucinata dalla passione più viscerale e si libera delle vestigia morali e moralistiche della società. Pur amando Marco, tuttavia Ilario è imprigionato nella sua gabbia domestica, condivisa con la moglie che non ama e odia con tutto se stesso. Le mura della casa sono pareti di una prigione di ipocrisia, un luogo infernale, dove la moglie si muove a scatti, come un carillon, quasi  fosse azionata da una cordicina. Proprio da qui che lo spettacolo sembra non completamente lineare, diviene insoluto. Proprio a partire dalle mura domestiche di Ilario e Anna che trapelano brandelli di inquietudine: Ilario risulta frustrato, oppresso dalla sua non vita, si scaglia contro la moglie che si comporta, tuttavia, normalmente, scoppia in fragorose risate isteriche che trapelano […]

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Libri

“L’Ultimo re di Napoli” di Gigi Di Fiore: l’esilio di Francesco II

L’ultimo Re di Napoli: il racconto dell’esilio di Francesco II | Presentazione L’Ultimo re di Napoli, edito DeA Planeta libri-Utet, e presentato ieri, presso la sala convegni del Castello medievale di Guardia Sanframondi, è il nuovo libro di Gigi Di Fiore. L’evento, patrocinato dal comune di Guardia Sanframondi, ha visto la partecipazione della Società di danza dell’800, un’associazione culturale nonché federazione europea, presente da più di 30 anni in varie città d’Europa, che approfondisce l’Ottocento in tutte le sue sfaccettature, permettendo l’apprendimento di danze tipiche del tempo, da tramandare alle generazioni future. Dopo una performance di danze ottocentesche, Leontina Alvano, presidente, insieme a Lucio Martino, delle sezioni di Napoli, Caserta e Guardia Sanframondi, ha inoltre allietato il pubblico con l’esecuzione di due canti dell’epoca,  Lu cardil e Palommella, e di un inno a Francesco II, ‘O Re. La presentazione Presenti all’evento varie amministrazioni, le associazioni “Lamparelli” di San Lorenzo Maggiore, “Giuseppe Maria Galanti” di Santa Croce del Sannio, “Pontelandolfo Città Martire” di Pontelandolfo e la Casa di Bacco del dott. Amedeo Ceniccola, che ha ospitato successivamente tutti per un assaggio del Pan del Re. La presentazione del libro, moderata dal vicesindaco ed assessore alla Pubblica Istruzione di Guardia Sanframondi, Elena Sanzari, ha approfondito le vicende che hanno accompagnato gli anni dell’esilio dell’ultimo sovrano di Napoli, Francesco II. Il primo cittadino di Guardia Sanframondi, Floriano Panza, durante i saluti istituzionali, ha sottolineato che l’evento è stato in realtà un appuntamento utile per impadronirci di una componente storica, oggi essenziale anche per fare marketing del territorio. Come lo storytelling, necessario per la promozione del territorio, nasce dal racconto della storia di un prodotto, di un luogo, così la presentazione del libro L’Ultimo re di Napoli può essere intesa come un’occasione per cogliere una ricostruzione storica e scientifica di quello che è stato, “perché credo che il sud sia veramente stanco di essere considerato attraverso la penna di coloro che hanno vinto. Non è un caso se c’è voluto del tempo per riportare la conoscenza storica a quello che effettivamente è avvenuto e se anche i soggetti, trattati all’epoca letteralmente come carne da macello, oggi vengono rivalutati e riletti: la storia la scrissero i piemontesi e quindi anche le efferatezze dell’epoca vennero impostate in modo forse non rispettoso di quello che effettivamente fu”. Panza ha evidenziato anche la delicatezza con cui l’autore de L’Ultimo re di Napoli offe una visione universale della storia dell’epoca, tempo in cui il Regno di Napoli era un centro culturale a livello europeo. La fertilità artistico-culturale del Regno delle Due Sicilie si respirava, a quei tempi, anche nei borghi dell’entroterra: la stessa Guardia Sanframondi, ricca di preesistenze storico-culturali come il Castello medievale,  l’Ave Gratia Plena e la Chiesa di San Sebastiano, vantava collaborazioni artistiche di altissimo pregio, indice del fatto che il territorio aveva una capacità economica tale da commissionare artisti che lavoravano in ambienti facoltosi. “Nella qualità di sindaco di questa città, oggi, come capofila dei comuni di Sannio Falanghina, capitale di Città Europea del vino 2019, ho […]

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Massimo Troisi e Ricomincio da 25: l’omaggio al genio

Nel venticinquesimo anno dalla morte di Massimo Troisi (4 giugno 1994) il magazine digitale Hot Corn si è unito a Casa Lavazza per realizzare l’evento unico Ricomincio da 25, con lo scopo di rendere omaggio a un attore senza tempo Mercoledì 17 aprile proprio a Casa Lavazza, a Palazzo Marigliano Frank Matano, star giovane dal web al grande schermo, ha raccontato la sua immensa passione per Troisi prima di presentare al Cinema Modernissimo la proiezione del film Ricomincio da tre. Il dibattito, moderato da Andrea Morandi, direttore di Hot Corn, è stato impreziosito dall’intervento dell’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele. «Massimo è la comicità, è vero, – dice Nino Daniele – ma per me è sempre stato la poesia. Penso che la comicità era per lui indispensabile per sdrammatizzare l’enorme emozione della vita. Massimo dice ai giovani: dovete essere voi stessi, cercare il vostro linguaggio». A Frank Matano il compito di raccontare, attraverso vicende biografiche e curiosi aneddoti, il «suo» Troisi, uomo e artista, poeta e filosofo in un confronto sul tema della comicità al cinema tra passato e presente. «La comicità di Troisi è meravigliosa perché fa ridere, ma non troppo e non diventa mai patetica. Ci sono personaggi che prescindono il tempo e lo spazio e si proiettano nell’infinito». Ricomincio da tre di Massimo Troisi torna sul grande schermo Subito dopo il talk, il ritorno sul grande schermo di Ricomincio da tre, film di esordio di Troisi con Lello Arena e Lorenza Marchegiani al Cinema Modernissimo. «Invidio molto chi vedrà il film per la prima volta» – dice Frank Matano. La risposta dei napoletani non tarda: è subito sold out, cinquemila mail in una settimana, tutto per rivedere un vecchio film datato 1981, praticamente un’era geologica fa. Ricomincio da tre fu un grande successo di pubblico e di critica, premiato con due David di Donatello per il miglior film e il miglior attore, diventato un film cult per la sua comicità irresistibile. Massimo Troisi ancora una volta tratta in modo leggero tematiche importanti, come il tradimento o la gelosia. Alcune trovate del regista e dell’attore hanno fato la storia del cinema, come la scena della corsa a perdifiato attorno al palazzo di Firenze per incontrare Marta, la ragazza di cui Getano era innamorato: scena che , infatti, è stata citata e ripresa anche la Roberto Benigni ne La Vita è bella. In sala si ride come fosse la prima volta, accompagnati da un pizzico di nostalgia per la scomparsa prematura di uno dei più grandi attori italiani. Una risposta prevedibile quella dei napoletani, ma non scontata. Massimo Troisi è un eroe popolare, riflesso di una città e di un popolo, ma non un fenomeno unicamente napoletano. Massimo Troisi non ha etichette, non ha confini, né limiti. Nella sua carriera, purtroppo breve (muore a 41 anni) ha giocato un campionato a parte , come top player assoluto, degno compare di altri due grandi fuoriclasse della Napoli degli anni ottanta: Diego Armando Maradona e Pino Daniele. Troisi non […]

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