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Eroica Fenice

viva frida

Frida Kahlo in Viva Frida! di Yuyi Morales

«¡Io sogno! / ¡Sueño!» (da Viva Frida! di Y. Morales)

Viva Frida! è un libro per bambini avente per protagonista la pittrice messicana Frida Kahlo, all’anagrafe Magdalena Carmen Frieda Kahlo y Calderón, ideato dalla mano e dalla creatività dell’illustratrice e autrice Yuyi Morales, compatriota della famosa artista.  

Frida Kahlo è rappresentata dalla Morales volteggiante in ambientazioni dai colori e dalle linee naïf e alcune efficaci didascalie in inglese e in spagnolo accompagnano i voli della piccola bambolina dai vestiti tradizionali sgargianti e con fiori e perline tra i capelli; una bambolina circondata da cerbiatti, cagnolini, fiori, burattini e scimmiette.

I disegni, che si susseguono nelle pagine di questo nuovo gioiellino della letteratura infantile, sono, nella maggior parte dei casi, foto scattate da Tim O’ Meara di disegni della stessa Yuyi Morales. Ma la pluripremiata Morales (che, ad esempio, a febbraio ha vinto il Caldecott Honor) crea le illustrazioni ricorrendo anche alla tecnica dello stop-motion, applicata a marionette e bamboline che ritraggono fedelmente il viso e le fattezze di Frida. Proprio l’unione di così tante tecniche, dalla fotografia al disegno fino ai burattini della pittrice, attraggono lo sguardo dei giovanissimi lettori catapultandoli in un mondo fiabesco e coloratissimo.

L’artista coglie la pittrice messicana in tutto il proprio amore per la vita, in tutta la sua libertà di movimento, quella stessa libertà di movimento che Frida aveva perso fin dalla sua infanzia quando, colpita da spina bifida (che i suoi genitori scambiarono per poliomelite di cui soffriva anche la sorella) a soli 6 anni, aveva smesso di correre e di camminare senza poche difficoltà e quando a 18 anni a seguito di un incidente letale (il 17 settembre 1925) dell’autobus su cui viaggiava, che le provocò numerose fratture, era stata costretta ad anni di riposo con il busto ingessato.

Questo impedimento ai normali movimenti del corpo aveva provocato un isolamento dell’artista e l’aveva fatta sempre più avvicinare all’arte della pittura e, soprattutto, della pittura che ritraesse sé stessa in ogni possibile sfaccettatura, in ogni minimo dettaglio (tanto che la Kahlo aveva dichiarato: «Dipingo me stessa perché sono spesso sola e perché sono il soggetto che conosco meglio»). Il libro ripercorre ogni tappa delle vicende artistiche e personali dell’artista di Coyoacán, una delle principali dell’arte novecentesca, perfino l’intensa e incostante storia d’amore con Diego Rivera (si sposarono, divorziarono e poi si risposarono non disdegnando entrambi degli amanti, anche di medesimo sesso), artista poliedrico dal talento internazionale, raffigurato come un ometto rotondeggiante e inseparabile dalla moglie, minuta e dal viso fiero. È raffigurata perfino la morte della Kahlo, resa in modo delicato e commovente grazie ad una frase di Diego: «Troppo tardi, mi sono reso conto che la parte più bella della mia vita era stato il mio amore per Frida» in cui si riconoscerà ciascun ammiratore dell’arte della Kahlo.

Ogni disegno mostra il costante e inesauribile bisogno di Frida Kahlo di creare, di dipingere, di trasferire su tela la realtà e infatti rese noto il proprio ideale artistico nella nota dichiarazione: «Pensavano che io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni». Infatti dipinse autoritratti, parti del proprio corpo martoriato, episodi della propria vita, e frammenti di un mondo guardato per tanto tempo dalla finestra di una stanza- prigione.

La Morales, cresciuta in Messico ma emigrata negli Stati Uniti dove, per imparare l’inglese, leggeva libri per bambini, nella postfazione ricorda l’orgullo della pittrice, il suo “orgoglio” che entrava prepotentemente nei dipinti all’inizio incomprensibili all’artista poi sempre più chiari conoscendone i trascorsi; di lei voleva esprimere sentimenti e passioni, ricostruire un’identità nota a tutti ma da un punto di vista del tutto personale.

Edito da Neal Porter Books e ispirato dalla lettura e dallo studio dei fumetti da parte dell’autrice, i critici internazionali hanno definito questo testo non solo un libro per bambini ma una biografia di Kahlo e Rivera. I due sono messi al centro di un’opera che ne mette in luce non solo le influenze artistiche ma anche le complesse e multiformi personalità, attraverso la narrazione visiva, tanto amata dalla Morales.

Viva Frida! E viva i sogni, parte della realtà di ogni piccolo e grande lettore!

Viva Frida! Di Yuyi  Morales