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Eroica Fenice

3union: Cammariere, Paoli e Rea in concerto

3union: Cammariere, Paoli e Rea in concerto

C’è una prima volta per tutto, anche ascoltare due cantautori come Sergio Cammariere e Gino Paoli per la prima volta insieme. La magia è accaduta all’Arena Flegrea ieri sera, nell’ambito della brillante rassegna estiva di quest’anno. A completare lo splendido quadro c’è Danilo Rea e il suo pianoforte, l’intensità del suono, il maestro del jazz.

Per aprire il concerto, l’Arena Flegrea offre ad ogni spettacolo l’ascolto di cantanti, più o meno emergenti, del panorama partenopeo; ieri sera è toccato ad un emozionato Gnut  e al suo Folk Quartet. Purtroppo solo pochi pezzi prima di introdurre i tre big: canzoni come L’ammore overo presente nell’album di Daniele Sepe, Semplice e Solo una carezza. Quest’ultimo, racconta Gnut, è un testo scritto per sua nonna, che sfregiata da un uomo disonorevole è costretta a sposarlo, ma otterrà il riscatto incontrando quello che sarà il suo futuro compagno di vita.

Subito a scaldare il pubblico è Danilo Rea, in un assolo coinvolgente e che promette sin dall’inizio di questa 3union grandi emozioni. Infatti, con note basse alternate da una musica ritmata, il jazz di Cammariere e l’inconfondibile voce di Gino Paoli accompagnano lo spettatore per un concerto di oltre tre ore. Senza un momento di cedimento, si ascolta e ci si lascia trasportare come se si fosse su di una soffice nuvola fluttuante. La poesia in musica identifica Paoli, uno sgabello e il microfono i suoi strumenti, e la voce che intona, recitando, Albergo a ore di Herbert Pagani, in una versione rivisitata più volte da lui stesso.

Sergio Cammariere e Gino Paoli incantano l’Arena Flegrea

Ti lascio una canzone da cantare, una canzone che tu potrai cantare a chi a chi tu amerai dopo di me, a chi non amerai senza di me”

A questa, seguono le intramontabili Una lunga storia d’amore e Il cielo in una stanza. Intanto sul palco un pianoforte che aspetta senza musicista: dopo l’intervallo è il turno di Sergio Cammariere. Le sue mani accarezzano i tasti come fosse una banalità suonare i capolavori che sono poi diventati le sue canzoni più apprezzate e per le quali si è fatto conoscere dal grande pubblico: Sorella mia, Tutto quello che è un uomo, Dalla pace del mare lontano, L’amore non si spiega.
Sulle note di Cantautore piccolino (anche questo pezzo accompagnato in maniera egregia dal gruppo di musicisti Amedeo Ariano alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabbasso, Bruno Marcozzi alle percussioni e Daniele Tittarelli al sax) è proprio Cammariere a dare di nuovo il benvenuto sul palco a Gino Paoli, e la magia ricomincia. Insieme cantano Napul’è del grande Pino, per omaggiare la città, e Io che amo solo te di Endrigo; e il coro degli ascoltatori si unisce alla bellezza di quei minuti.

Così Paoli continua ricordando il suo amore per l’antica canzone napoletana, e inizia ad intonare Passione di Libero Bovio. Cammariere lo segue con la sua musica, e anche se Paoli lo incita a cantare con lui, si trattiene, imbarazzato, sentendosi ancora un cantautore piccolino in “confronto a Paoli Gino”, come cita la sua canzone. Insieme a Rea e alla band, Senza fine conclude il concerto, meravigliosamente. La musica così si arricchisce a dismisura e respira a pieni polmoni in una sola notte d’estate.

Ilaria Casertano