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Eroica Fenice

Eventi/Mostre/Convegni

My Selection 2019 al McDonald’s di Salerno

Tre ricette tutte da gustare, con ingredienti di prima qualità, scelti dall’imprenditore italo-americano Joe Bastianich: è quanto propone My Selection 2019, nuova linea di hamburger premium di McDonald’s Presentato in via Trento a Salerno, nel locale della catena di fast-food più famosa al mondo, questo particolare menù, che si annuncia come un vero successo, si compone di tre varianti. Le prime due delizie prevedono hamburger da 180 grammi di carne 100% bovina, bacon croccante, scamorza affumicata prodotta con latte italiano, pomodoro, cipolla croccante e senape delicata per il My Selection Smoky; salsa a base di cipolla rossa di Tropea Calabria IGP e aceto balsamico di Modena IGP con formaggio gouda stagionato, salsa coleslaw, bacon croccante e insalata per il My Selection BBQ. La terza ricetta, il My Selection Chicken, è invece a base di petto di pollo di allevamenti italiani con speck Alto Adige IGP, Fontina DOP della Valle d’Aosta, insalata, pomodoro, salsa ai funghi porcini e pane con semi di sesamo e papavero. Tra i partecipanti all’evento, l’assessore comunale al commercio Dario Loffredo e Luigi Snichelotto, licenziatario Salerno e Potenza. “Mi auguro che McDonald’s investa sempre più a Salerno e mi piacerebbe rivederla anche nel centro città. Molto presto, a Piazza della Libertà, avremo ulteriori 750 posti auto e ci saranno zone della city ripavimentate. La presenza di un marchio importante in città ha il gusto e il sapore d’Europa. È una moda evergreen”, spiega Loffredo. Inoltre, novità importanti in cantiere per il territorio, che andrebbero a creare nuovi posti di lavoro, come annunciato da Snichelotto: “In Campania ci sono 30 nostri ristoranti e abbiamo presentato un piano di sviluppo sul prossimo anno per ulteriori 16 ristoranti. A conti fatti, si tratta di 900 dipendenti, più altre 600 risorse in arrivo. Ci sono molte donne nel nostro organico ma soprattutto ci sono sviluppo e prospettiva”. Un piano di sviluppo glocal, cioè locale e globale insieme – spiega il consigliere regionale Enzo Maraio nel corso dell’incontro – che attraverso il cibo valorizzi le risorse del territorio ma in maniera esponenziale, dunque attraverso un circuito e ricadute internazionali”. My Selection 2019: materie prime di qualità e rigorosamente italiane “Da alcuni anni, abbiamo già esperienza con il Ministero della Salute e con i circuiti di valorizzazione dei prodotti italiani – commenta Snichelotto – La lista è lunghissima ma cito, a titolo esemplificativo, lo speck dell’Alto Adige ed i formaggi. L’insalata viene da Battipaglia; l’olio che si versa sull’insalata arriva dalla Calabria; abbiamo contratti di fornitura con tanti giovani del posto. Ci sarà, infine, un servizio al tavolo, quindi altre risorse, per l’accompagnamento del cliente”. McDonald’s e la città di Salerno: collaborazione ed impegno Impossibile non citare il valore dell’impegno dell’azienda all’interno del Comune campano: “Sono abituati – dice il consigliere regionale Franco Picarone, presidente della Commissione Bilancio – a restituire al territorio parte del successo che ricevono, reinvestendo tutto anche in termini di valorizzazione. Hanno ad esempio finanziato i lavori di ristrutturazione dell’aula multimediale didattica ai Giardini della Minerva”.

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Eventi/Mostre/Convegni

Bionisiaco 2019: alla scoperta del vino biologico

Unire il piacere del vino al benessere di chi lo degusta e dell’ambiente: è stato questo l’obiettivo di “Bionisiaco, il salone del vino biologico”, evento svoltosi a Salerno lo scorso weekend Tre giorni, da venerdì 11 a domenica 13 gennaio 2019, dedicati alla bevanda più amata, che la mitologia vuole protetta dagli dei (in primis dal dio Bacco per i Romani, Dionisio per i Greci) contro il passare inesorabile del tempo. Un brindisi con i calici colmi di vino è da sempre ritenuto un gesto che va a suggellare vittorie, amicizie, amori e passioni. Il nome dell’iniziativa, che ha avuto luogo in pieno centro storico, in Piazza Abate Conforti, tra la Chiesa dell’Addolorata ed il Convitto Nazionale di Salerno, fonde in maniera simpatica i termini “biologico” e “dionisiaco”, ed il programma, fatto di incontri e degustazioni con esperti ed appassionati, è stato messo a punto dagli organizzatori Franco Cappuccio e Danilo Donnabella. Venerdì 11, primo giorno del salone, è stato dedicato all’ambito economico ed alla filosofia green: un modo per analizzare la crescita del movimento e discutere con esperti e partner della manifestazione di possibili soluzioni tra politica ed operatori del settore. Il tema cardine della giornata di sabato 12 è stato invece il biologico in tutti i suoi aspetti: dati, certificazioni, incentivi, prospettive, sostenibilità. Domenica 13 si è discusso di turismo enogastronomico e sostenibile, riguardo al quale sono state raccontate varie esperienze professionali attraverso testimonianze dal vivo. Il biologico come tutela della qualità, dell’ambiente e della salute “L’intenzione è incentivare a guardare alla qualità del prodotto, ma al tempo stesso anche a riflettere su tematiche imprescindibili, quali sono quelle del rispetto dell’ambiente e della sostenibilità, che nel prodotto finale si traducono anche nel rispetto del consumatore. Per questo, la prospettiva a lungo termine dell’iniziativa è scientemente culturale, declinata sia nel salone di degustazione, sia negli incontri e nelle riflessioni”, spiegano Cappuccio e Donnabella. Turismo, innovazione tecnologica, ambiente, agricoltura biologica, economia green, sono i temi affrontati dalla manifestazione, patrocinata da Regione Campania e Comune di Salerno, in collaborazione con Legambiente Campania, AIS Salerno, Corso Wine Business dell’Università degli Studi di Salerno, Convitto Nazionale di Salerno, Panificio Montella e Consorzio 100% Campania. Protagonista assoluto di “Bionisiaco” è stato naturalmente il vino biologico campano: più di 20 aziende e 25 esperti del settore, tra giornalisti, rappresentanti istituzionali, produttori ed enologi, si sono incontrati scambiandosi le proprie opinioni, raccontando la loro esperienza, le motivazioni dietro la scelta di intraprendere la strada del bio. “Desideravamo dare un forte messaggio cultura, volto a proporre una nuova cultura del bere. Riteniamo di essere riusciti a compiere un primo passo lungo questa strada, sensibilizzando pubblico e operatori, attraverso le degustazioni e gli incontri, ad un discorso condiviso che qui inizia, ma che, nella nostra volontà, sarà continuato nel tempo”, annunciano gli organizzatori. Se non l’avete ancora provato, non vi resta quindi che gustare questa tipologia di vino, che offre l’opportunità di coniugare il gusto con la tutela dell’ambiente e della propria salute. Vi assicuriamo che non resterete […]

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Cucina e Salute

Zogan Massage: dal Giappone un rimedio naturale antiage

Dimenticatevi pure acido ialuronico, face-lift, bisturi, “punturine” ed altre diavolerie: dall’oriente arriva lo Zogan Massage, una soluzione facile ed efficace contro le rughe e non solo Una pelle del viso morbida, levigata, luminosa e giovane, senza quelle odiose occhiaie o quelle avvilenti rughe: un sogno? Pare proprio di no: arriva dal Giappone un massaggio che promette risultati sorprendenti, una tecnica facile ed accessibile a tutti, uomini e donne, senza dover ricorrere al bisturi e senza dover spendere una fortuna. Si tratta dello Zogan Massage, ideato dalla make-up artist ed esperta di bellezza giapponese Yukuko Tanaka, visagista delle più celebri stelle di Hollywood, seguitissima in patria ed anche oltreconfine: con soli pochi minuti al giorno, tutti i giorni, questo semplice ma rivoluzionario massaggio fai da te va ad eliminare le rughe e gli altri inestetismi che vanno a minare le bellezza del volto. Il nome “Zogan Massage” va tradotto letteralmente con “massaggio di costruzione del viso” ed il suo segreto consiste nella digitopressione basata sulla tecnica della MTC (Medicina Tradizionale Cinese) e nella stimolazione del sistema linfatico per agevolare la microcircolazione, eliminando così le tossine interstiziali della cute del viso, distendendo la pelle e tonificando i muscoli facciali (un ottimo approfondimento sulla cute lo si può trovare nella guida di Crema Viso sui tipi di pelle.) Zogan Massage: come imparare a praticarlo correttamente I movimenti da effettuare sono spiegati nel video di Yukuko, facilmente reperibile su Youtube. Innanzitutto, si comincia dalle clavicole per cercare di sciogliere i nervi: non tutti sanno, infatti, che i muscoli del viso si distendono solo quando spalle e collo sono rilassati. Si parte dalla fronte, si continua verso l’arcata sopracciliare e la palpebra dell’occhio. Poi si va a massaggiare il contorno delle labbra e quello del naso, infine si passa alle guance e alla mandibola. Ogni gesto va ripetuto tre volte, dall’interno verso l’esterno e al termine di ogni movimento è opportuno far scorrere le dita delle mani dalle tempie fino alla base del collo, proprio per espellere le tossine. Non solo le rughe dovute agli effetti del tempo, ma anche eventuali infiammazioni e gonfiori dovuti alla stanchezza verranno eliminati con questo rimedio applicabile comodamente a casa propria. Unica raccomandazione, la costanza di praticare lo Zogan ogni giorno e di accompagnare il tutto con una buona crema idratante o un olio per massaggi, preferibilmente quello di semi di cotone, per le sue note proprietà antiossidanti e la grande quantità di vitamine ed acidi grassi in esso contenuti, ottimi per rinforzare la barriera cutanea. D’altronde la millenaria cultura orientale ha sempre offerto una miriade di consigli e segreti di salute e bellezza: chissà quindi che non abbia ragione Yukuko Tanaka, che nonostante i suoi 60 anni, vanta ancora una pelle spettacolare, come numerose altre sue connazionali. E voi cosa aspettate dunque a provare questa sorprendente magia proveniente dal Paese del Sol Levante?

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Eventi/Mostre/Convegni

“Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli

In concomitanza con il trentennale della personale itinerante “The Perfect Moment”, inaugurata nel dicembre 1988 a Philadelphia, pochi mesi prima della dipartita dell’artista, il Museo Madre di Napoli apre le sue porte a “Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra”, un’esposizione fuori dagli schemi dove, ad arricchire l’impatto delle immagini, contribuiscono esibizioni live da parte di coreografi di fama mondiale. Oltre 160 opere intrecciate sovrapposte in un dialogo surreale dalle note antiche e moderne, un incontro tra fotografia e danza, in una mostra che intende omaggiare Robert Mapplethorpe, indiscusso maestro dell’arte fotografica del XX secolo. L’innovativa mostra, intitolata “Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra”, a cura di Laura Valente e Andrea Viliani, in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, è stata aperta venerdì 14 dicembre e si concluderà l’8 aprile 2019: ad introdurre la presentazione, Olivier Dubois, Direttore delle Compagnie Olivier Dubois ed ex Direttore Ballet du Nord, tra i venticinque migliori ballerini al mondo nel 2011, autore di una coreografia originale creata per il Museo Madre, dal nome “In Dialogue with Bob”, andata in scena durante l’opening del 14 e riproposta il giorno seguente. “Coreografia per una mostra” porta per la prima volta al museo d’arte contemporanea il progetto “Abballamm’!” di Laura Valente, che da tre anni vede la direzione artistica danza del Ravello Festival impegnare i migliori talenti del territorio in progetti che includono artisti come Dimitris Papaioannou, Marie Chouinard, Bill T. Jones. “Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra”: nell’originale connubio tra fotografia e danza, i ritratti prendono vita Un nuovo concetto di museo, un’inedita fruizione dello spazio espositivo, proposti dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, che si propone come collante fra diverse espressioni artistiche: «Le opere del fotografo americano non erano mai state poste in un confronto diretto, prima d’ora, con quell’evidente componente performativa che sembra animarle. Una ‘danza’ fra opere e azioni coreografiche, che propone un’esperienza conoscitiva nuova delle opere dell’artista newyorkese, reinterpretate alla luce del dinamismo che scaturisce dai corpi ritratti, dai riferimenti alla scultura e alla pittura, dal trasporto sensuale e immediato suggerito proprio dalla ricerca di quella proporzione e perfezione formale che è una cifra costante della sua produzione. Sono caratteristiche, queste, che si accordano con la rigorosa disciplina fisica e con le evoluzioni dinamiche proprie della danza», spiegano i curatori Laura Valente e Andrea Viliani. Obiettivo della mostra è coniugare l’aspetto espositivo e quello coreografico: vari artisti interverranno, infatti, in vari punti strategici del percorso in dialogo con le opere amplificando le suggestioni che investiranno il pubblico. I creatori e gli interpreti delle performance non perdono mai di vista i temi delle fotografie di Mapplethorpe: i canoni dell’arte neoclassica, l’attenuazione delle differenze fra generi e identità sessuali, l’incessante contrasto bianco-nero, il quasi impercettibile confine tra dolore e piacere, l’aspetto più glamour del jet-set newyorkese a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, di cui Mapplethorpe fu tra i massimi rappresentanti. Sullo sfondo, continui richiami ad una Napoli costantemente in bilico tra vita e morte. Un diario di vita “senza […]

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Cinema e Serie tv

Capri-Revolution, la ricerca della libertà attraverso la ribellione

Presentato mercoledì 19 al cinema Filangieri di Napoli in anteprima per la stampa, Capri-Revolution, nuovo film di Mario Martone, dal 20 dicembre è nelle sale cinematografiche e sembra proprio destinato a far parlare di sé Basato su un dato storico reale, e cioè sull’esistenza di una comune fondata a Capri dal pittore tedesco Karl Diefenbach tra il 1900 e il 1913, Capri-Revolution chiude la trilogia di Mario Martone sulle grandi utopie del secolo scorso e parla di un passato più che mai attuale. La vicenda è però elaborata in maniera molto libera: viene spostata nel 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale, e la figura del pittore spiritualista Diefenbach si trasforma in un giovane artista performativo, animato da principi che costituiranno la materia prima dei concetti elaborati molti decenni più tardi da Joseph Beuys. Capri-Revolution: la storia di una donna alla ricerca della libertà Capri, 1914. Alle porte della prima guerra mondiale, Lucia, una giovane capraia senza istruzione e sottomessa ad una famiglia maschilista, avrà il coraggio di esplorare una nuova realtà avvicinandosi alla comune guidata da Seybu. Qui scoprirà sé stessa e il suo inarrestabile desiderio di libertà. Nell’arte di Diefenbach, il rapporto con la natura è fondamentale. Oltre alla sua esperienza, si può citare quella di Monte Verità nei pressi di Ascona, in Svizzera, dove nacque la danza moderna. Tutte queste esperienze germoglieranno nel corso del Novecento per poi diventare una vera e propria rivoluzione negli anni ‘60 e ’70. In Capri-Revolution ciò che salta subito all’occhio è che i concetti, la filosofia, le convinzioni dei personaggi sono estremamente contemporanee: oggi più che mai, infatti, ci si chiede che senso dare al progresso e al rapporto dell’uomo con la natura. Mario Martone: “Da tempo progettavo un film che avesse come protagonista una donna” Nel corso della conferenza stampa il regista ha però precisato che quest’ultimo lavoro si differenzia per certi versi dalle due pellicole precedenti, “Noi credevamo” e “Il giovane favoloso”: “Nonostante Capri-Revolution vada a chiudere la trilogia, al tempo stesso è un film diverso dagli altri due, molto libero anche nei riferimenti storici. Intanto si è trattato di una scoperta, non tanto della pittura di Diefenbach, le cui tele si possono ammirare nella Certosa di Capri, ma quando ho visto il grande quadro in cui c’è Dio che ferma la mano dell’uomo che sta per uccidere un cervo, ho scoperto che era un quadro fondante del vegetarianesimo in senso culturale e ho capito che c’era un’idea di arte intesa in senso politico”, ha spiegato Martone. “Con Ippolita Di Maio volevamo da tempo fare un film che avesse come protagonista una donna. La dinamica maschile-femminile è un tema che mi ha sempre interessato. I temi sono tutti lì: l’organizzazione sociale, il modo di vivere tra le persone, il rapporto con la natura, la reazione ad un progresso che, come aveva profetizzato Leopardi, non avrebbe portato solo felicità. E, non ultimo, il vegetarianesimo, che comunque lo si veda, rappresenta un frontiera politica del futuro perché legata non solo a […]

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Napoli e Dintorni

Cosa fare a Napoli a Natale. Le attrazioni da non perdere

Cosa fare a Napoli a Natale? Scoprilo nel nostro articolo! È in questo periodo dell’anno più di ogni altro che il capoluogo campano sfoggia tutta la sua arte e creatività: l’intera città si veste a festa, con luci, presepi, mercatini ed iniziative di ogni genere A Napoli tutto è passione ed è vissuto col cuore, si sa. Qualunque ricorrenza ci si prepari a celebrare, di qualunque evento si tratti, che sia una partita di campionato o un concerto in memoria di Pino Daniele, l’entusiasmo dei napoletani è sempre unico e tangibile. E se quasi ovunque nel mondo il Natale è in grado di coinvolgere anche gli animi più disincantati con le sue atmosfere fiabesche e magiche, a Napoli la festività più amata dell’anno diventa una tradizione irrinunciabile in tutti i suoi aspetti. Dal cibo agli addobbi, dall’aspetto religioso a quello ludico, per un napoletano il folklore natalizio è una cosa seria e va rispettato. Vediamo cosa fare a Napoli per questo Natale 2018 e quali sono le attrazioni da non perdere assolutamente. Cosa fare a Napoli: visitare la fiera a San Gregorio Armeno Iniziata sabato 17 novembre e giunta alla sua 147ma edizione, la Fiera dei pastori di San Gregorio Armeno è un cult del Natale partenopeo: le statuette, insieme a tutto ciò che serve ad onorare la tradizione presepiale napoletana, regneranno incontrastate nel cuore del centro storico fino all’Epifania, continuando ad attirare migliaia e migliaia di turisti da tutto il mondo. Importante novità di quest’anno, il presepalbero, al civico 14: un tradizionale albero di Natale con le tipiche scene del presepe napoletano. Mostra di Arte Presepiale a San Severo al Pendino Poco lontano da San Gregorio Armeno, si svolge la XXXIII Mostra di Arte Presepiale che si terrà fino al 6 gennaio 2019 nel Complesso Monumentale di San Severo al Pendino in Via Duomo, 286 a Napoli. Con solo 1 euro, sarà possibile ammirare i presepi più belli dei Maestri dell’Associazione Italiana Amici del Presepio, nata nel 1953. L’ingresso è gratuito per i bambini al di sotto dei 12 anni. I migliori presepi di Napoli Sono due i presepi che si contendono il primato di miglior presepe napoletano: parliamo del presepe Cuciniello, esposto nel Museo di San Martino, e del Presepe del Banco di Napoli, il cosiddetto “presepe del Re” conservato a palazzo Reale a Napoli. Non solo Salerno: le fantastiche decorazioni luminose di Natale a Napoli Quest’anno le luminarie natalizie nelle zone di via Filangieri e di Chiaia saranno addirittura griffate: il progetto e il disegno sono di infatti opera di Bulgari. Dal Vomero all’Arenella, dal Rione Sanità a San Gregorio Armeno, la città sarà invasa da luci sfavillanti che renderanno impossibile non sentire la magia del Natale. Il grande “Presepio” di Frate Indovino a Santa Chiara Nel bellissimo complesso monumentale di Santa Chiara, dal 1° dicembre 2018 al 6 gennaio 2019, sarà possibile ammirare, gratuitamente, il particolare “Presepio Emozionale” di Frate Indovino, realizzato a grandezza naturale in cartone riciclabile, che riproduce un tipico villaggio medievale dell’Appennino umbro. Il Villaggio […]

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Notizie curiose

Le 5 più bizzarre news dal mondo: incredibile ma vero!

Abbiamo selezionato per voi 5 news dal mondo, 5 reali quanto assurde news dal mondo! Capita spesso, specialmente sul web, di imbattersi in notizie a cui facciamo fatica a credere, perché quanto leggiamo ci appare oltre ogni umana immaginazione. Eppure, molte di esse, per quanto bislacche, si rivelano essere inspiegabilmente reali. Come anticipato, è sicuramente la rete il serbatoio più prolifico da cui attingere fatti assurdi che ci restano impressi proprio per la loro straordinarietà. Ecco le news bizzarre, dalle più svariate parti del mondo, che più ci hanno colpito. News dal mondo, le più incredibili della settimana Nozze annullate, nozze regalate Kolbie Sanders, 24enne texana, ad una settimana dal matrimonio si è lasciata col fidanzato: un sogno sfumato, un idillio irrealizzato. Chiunque avrebbe ceduto ad un bel po’ di malinconia e di sconforto, e invece no: Kolbie ha deciso di approfittare di quanto le stava accadendo per fare del bene a qualcuno che ne avesse bisogno. La ragazza ha pensato, infatti, di donare un pacchetto da 3500 dollari ad una coppia che fosse disposta a sposarsi da lì a una settimana. Con un post su Facebook, sono state aperte le candidature e, tra le storie d’amore più belle raccontate dalle coppie “in gara”, Kolbie ha deciso con un sorteggio a chi sarebbe andato il regalo. La sposa vincitrice è stata Haley Hipsher, una ragazza il cui nonno era malato terminale di cancro. L’uomo ha così potuto realizzare il sogno di vedere l’amata nipote sposarsi prima di morire. Bimba di 5 mesi batte un record mondiale Figlia di una coppia originaria dell’Australia che vive in Canada, la piccola Harper Yeats, di soli 5 mesi, ha battuto un primato mondiale: essere la più giovane ad aver visitato ad uno ad uno tutti gli Stati Uniti. La mamma e il papà avevano intenzione di vedere le regioni dell’America del Nord, ma non tutte nello stesso viaggio. Quando è nata la figlia, però, hanno scoperto che fino ad allora la persona più giovane ad aver compiuto tale impresa aveva appena 2 anni ed hanno deciso di battere quel record. I genitori di Harper hanno così iniziato a documentare il viaggio pubblicando su Instagram foto della piccola accanto ai cartelli delle varie località ed in poco tempo la pagina ha ottenuto migliaia di followers. Con il Vermont, Harper ha appena terminato di visitare tutti i 50 Stati ed è entrata nei Guinness World Records. Minacciata di morte dalla figlia vegana Tornata a vivere con l’anziana madre dopo aver perso il lavoro, una 48enne di Modena, da anni diventata vegana, non sopportava che in casa si cucinassero piatti a base di carne e, per questa ragione, i litigi tra le due donne erano all’ordine del giorno. Addirittura, due anni fa la donna è arrivata a minacciare la madre di accoltellarla se avesse cucinato ancora una volta il ragù. A questo punto l’anziana ha denunciato tutto, ed ora la figlia dovrà pagare alla madre la somma di 400 euro, oltre ad una multa di 500 euro per […]

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Culturalmente

Storie romantiche: le 4 da conoscere assolutamente

Quali sono le storie romantiche da conoscere assolutamente? Tanto si è scritto sull’amore, ma si sa, le storie non sono tutte uguali. Le emozioni che riescono a farci vivere dipendono dal modo in cui vengono raccontate e da quanto riescono a coinvolgere chi le ascolta o chi le legge. “L’amor che move il sole e l’altre stelle” (Paradiso XXXIII, v. 145): basterebbe solo questo verso, l’ultimo della terza cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri, ed anche l’ultimo dell’intero capolavoro, ad esprimere pienamente la forza motrice del sentimento più intenso che possa travolgere l’essere umano ed ispirare le sue azioni. Raccontato in tutte le sue sfaccettature dalla letteratura italiana e straniera di tutti i tempi, l’Amore, quello con la A maiuscola, ha appassionato milioni di lettori che si sono emozionati con i protagonisti delle sue storie, fino ad immedesimarsi in loro, soffrendo delle loro sventure o gioendo della loro felicità. Molte sono, infatti, le storie romantiche che ancora oggi sanno condurre il lettore in un mondo di magia. Alcuni di questi amori, poi, si sono radicati talmente nella cultura collettiva da finire per rappresentare, ormai da secoli, la passione per antonomasia, diventando dei veri e propri miti. È dunque indispensabile dover conoscere i più suggestivi, i più controversi, i più emozionanti. 4 storie romantiche indimenticabili Vediamo quali sono le 4 storie romantiche più celebri ed i loro protagonisti. Romeo e Giulietta “Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre e rifiuta il tuo nome! O, se non lo vuoi, tienilo pure e giura di amarmi, ed io non sarò più una Capuleti!”. Con queste parole, la dolce Giulietta immaginava di rivolgersi al suo Romeo, quando affacciata al celeberrimo balcone della sua stanza sognava il suo amato, disperandosi per via dell’odio che le loro famiglie condividevano e che ostacolava il loro amore. Una passione talmente grande da resistere a tutto, anche alla morte, che purtroppo porta via entrambi proprio a causa della sua forza disperata. Tra le storie romantiche per eccellenza, i due veronesi incarnano la coppia più famosa, il mito assoluto. Il capolavoro shakespeariano ha ispirato tantissimi altri racconti letterari e cinematografici e ancora oggi Romeo e Giulietta rappresentano un’icona tra le storie più romantiche di tutte le epoche. Amore e Psiche Scritta nel II secolo d.C. da Apuleio nelle sue Metamorfosi, questa leggenda racconta di una bellissima fanciulla di nome Psiche e di Amore (Cupido), figlio di Venere. La dea della bellezza, invidiosa della ragazza, chiese a suo figlio di colpirla con una delle sue frecce affinché si innamorasse dell’uomo più brutto della Terra. Alla vista della giovane, però, Amore restò folgorato e, distratto dall’emozione, rimase colpito proprio da una sua freccia, innamorandosi perdutamente di Psiche. Essendo un dio, non poté rivelare la sua identità, ma quando la ragazza, spinta dalla curiosità, ne venne a conoscenza, l’amato fu costretto a fuggire e Venere, per punirla, la sottopose a varie prove. Di queste, l’unica che Psiche non superò fu quella della discesa agli inferi per chiedere alla dea […]

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Food

Genovese 7su7, a Napoli si festeggia la settimana della genovese

A Napoli sta per partire “Genovese 7su7”, sette giorni dedicati alla celebrazione della genovese, altro tesoro gastronomico della tradizione partenopea “Una ricetta mediterranea, amatissima dai napoletani, che forse ha avuto minor fortuna rispetto al famosissimo ragù, ma che a poco a poco sta prendendo un respiro internazionale”: con queste parole, la giornalista Santa Di Salvo ha introdotto la conferenza stampa di presentazione, tenutasi nel meraviglioso scenario dell’Eurostars Hotel Excelsior di Napoli, di “Genovese 7su7”. Ideata sulla scia di “Ragù 7su7”, altra manifestazione di grande successo svoltasi nel capoluogo campano alcuni mesi fa, l’iniziativa del LucianoPignataro Wine Blog e di Mysocialreceipe.com si presenta come la celebrazione di un’altra regina di Napoli, la genovese, un antico piatto la cui tradizione stava affievolendosi, ma che ora sta tornando alla ribalta nelle sue varianti di tonno, di polpo, di pollo, di cinghiale, di agnello. Genovese 7su7, tra ricetta classica e rivisitazioni Un evento lungo sette giorni, da lunedì 19 a domenica 25 novembre, dedicato ad uno dei più gustosi piatti napoletani, la genovese, che vedrà 55 locali della città, di tutte le categorie, annoverare nel menù questa prelibata pietanza in tutte le sue varianti. L’ingrediente classico, invece, resta la carne di vitello, la colarda, lasciata cuocere in una grande quantità di cipolle per molte ore fino a consumarsi, per ottenere quello che a Napoli è un rito quasi solenne: la perfetta combinazione tra cipolle, carne e pasta. Il formato di quest’ultima, deve rigorosamente essere tra quelli grandi: mezzanelli, mezzani e ziti spezzati a mano, sono l’ideale affinchè la poesia sia completa. A proposito del nome, il giornalista Luciano Pignataro ha spiegato che le sue origini sono tuttora misteriose: “Forse un monzù di Ginevra (Geneve) ebbe l’idea di proporla per prima, o forse si cucinava in una trattoria di genovesi al porto. Sia come sia, se il ragù è la salsa rossa, questa è la principale salsa bianca ma entrambe, se ben eseguite, si avvicinano al marroncino”. Durante la degustazione, lo chef Ciro Salatiello ha presentato i suoi “Elementi di Genovese”, una vasta gamma di rivisitazioni della classica ricetta, mentre Franco Gallifuoco ha stupito tutti i presenti con la sua Parigina alla Genovese. Si annuncia interessante e divertente la novità introdotta su MySocialRecipe: “Per decidere quale sarà la genovese più amata dal popolo del web – spiega Francesca Marino – MySocialRecipe lancia il primo sondaggio attraverso cui appassionati, buongustai e gourmet potranno finalmente dire la loro sulla ricetta che preferiscono. La nostra piattaforma è a disposizione per valorizzare la tradizioni napoletane che sono il simbolo della nostra città”. Sugo alla genovese, una bontà che conquista il mondo Oltre al grande entusiasmo suscitato tra i napoletani ed i ristoratori della città, Genovese 7su7 ha avuto una grande eco perfino oltreoceano: da New York arriva la ricetta dei “Paccheri alla Genovese” del ristorante “Ribalta”, e anche dallo “Scugnizzo” di Melbourne si comincia già a sentire il profumo del celebre sugo. Previste, inoltre, due masterclass, previo invito, per il 21 novembre al ristorante Veritas dedicata al Consorzio Tutela […]

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Culturalmente

Leggi razziali in Italia, cosa stabilivano e contro chi furono emanate

Leggi razziali in Italia, i 180 decreti che privarono gli ebrei di ogni libertà Quando si parla di leggi razziali, ci si riferisce a quell’insieme di norme legislative ed amministrative il cui comune denominatore è la discriminazione razziale: tali norme, varate per la prima volta nella Germania nazista a cavallo tra gli anni ‘30 e ’40 del Novecento, erano principalmente rivolte agli ebrei, agli omosessuali, ai disabili, ai Rom, agli afro-tedeschi ed ai Testimoni di Geova. Sarà questo il seme da cui avrà origine il genocidio messo in atto dalla Germania nei confronti delle minoranze “non gradite” dai nazisti per ragioni politiche o razziali, noto con il nome di Shoah. Sulla scia delle cosiddette “leggi razziali antisemite” tedesche, qualche anno più tardi furono applicate in Italia le leggi razziali fasciste: Benito Mussolini ne annunciò per la prima volta il contenuto il 18 settembre 1938 a Trieste, davanti al Municipio in Piazza Unità d’Italia. Il presupposto su cui si fondavano le leggi razziali era la teoria, rivelatasi priva di qualunque valore scientifico, dell’esistenza della razza italiana e della sua appartenenza alla categoria, tanto inesistente quanto assurda, delle cosiddette razze ariane. Il Regio decreto legge n. 880, entrato in vigore nel 1937, che vietava il madamismo (l’acquisto di una concubina) e il matrimonio fra italiani e “sudditi delle colonie africane”, fece da apripista ad altre leggi di stampo razzista promulgate dal parlamento italiano. Il “Manifesto della Razza”, base ideologica della legge razziale Pubblicato inizialmente in forma anonima sul Giornale d’Italia il 14 luglio 1938, con il titolo “Il Fascismo e i problemi della razza”, il Manifesto degli scienziati razzisti o Manifesto della Razza fu ripubblicato il 5 agosto del ’38 sul primo numero della rivista “La difesa della razza” e firmato stavolta da 10 scienziati. Il testo del manifesto era costituito da dieci punti in cui veniva analizzata la questione razziale secondo la politica fascista: si sosteneva l’esistenza delle razze umane e di grandi e piccole razze; si definiva il concetto di razza come concetto puramente biologico; si affermava che l’origine della popolazione italiana era per la maggior parte ariana; si sosteneva che, a differenza di altre nazioni europee, in Italia la composizione razziale di allora era la stessa di mille anni prima data la mancanza, dopo l’invasione dei Longobardi, di significativi movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione; si dichiarava l’esistenza di una pura razza italiana data da un’antica purezza di sangue; si esortava gli italiani a proclamarsi razzisti e a trattare la questione da un punto di vista puramente biologico senza intenzioni filosofiche o religiose; veniva fatta una netta distinzione tra i mediterranei d’Europa (occidentali) e quelli orientali e africani; si negava l’appartenenza degli ebrei alla razza italiana; era definita inammissibile l’unione degli italiani con qualunque razza extra-europea, portatrice di valori diversi rispetto a quelli ariani. Leggi razziali in Italia: cosa stabilivano? Il 5 settembre del 1938 il Regio Decreto Legge 1340, voluto da Mussolini e firmato dal re Vittorio Emanuele III, stabiliva l’allontanamento di alunni ed […]

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Food

Pizzeria Magma (Torre del Greco), premiata la migliore pizza dolce

Si è svolto lunedì 22 ottobre, il Pizza Dolce Contest: alla Pizzeria Magma di Torre del Greco, premiati gli ideatori delle migliori pizze dolci Da un’idea di Ciro Di Giovanni, proprietario della Pizzeria Magma delle Piscine Sakura di Torre del Greco (Na), nasce il Pizza Dolce Contest, che si è svolto lunedì 22 ottobre, in collaborazione con Azienda Agricola Giolì, Azienda Agricola Torretta e Fina Vini, alla presenza di diversi esperti del mondo food. Pizzaioli, blogger, pasticcieri ed altri professionisti del settore si sono riuniti in questo evento, divertente ma anche rilevante dal punto di vista culturale, perché testimone dell’evoluzione negli anni del piatto napoletano per eccellenza. La pizza diventa dolce: tutti i vincitori del Contest e le creazioni più originali La pizza nella sua versione pasticcera, infatti, è arrivata ad occupare ormai un posto di prim’ordine nell’offerta gastronomica di tutte le pizzerie, a dimostrazione della sua capacità di accontentare tutti i palati tanto che, da quest’anno, anche la Guida alle Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso ha istituito un premio per questa categoria. Il primo premio se lo sono aggiudicati ex aequo il pizzaiolo Giuseppe Maglione con la sua pizza “Innamorarsi sul Vesuvio”, preparata con confettura di albicocca, crema al burro e frutti di bosco su un impasto di cacao e la seguitissima blogger Ornella Buzzone, ideatrice della pizza Da Caserta a Cilento, con fichi cilentani, ricotta di bufala, confettura di fichi del Cilento, rosmarino e bucce di arancia candite, su impasto al cacao cotto al forno. Sul suo sito web, “Fatto in Casa è più Buono”, troverete ricette e racconti sul mondo food. Il secondo posto è andato alla pastry chef Anna Chiavazzo della pasticceria Il Giardino di Ginevra di Casapulla (CE) e alla food blogger Francesca Pace titolare di Francesca e il suo Blog. I pomodorini del piennolo del Vesuvio dell’Azienda Agricola Giolì canditi al pepe verde e limone, che troviamo sulla pizza ‘I te vurrìa vasà creata da Anna Chiavazzo, sono un’idea innovativa di grande successo, che da qualche anno produce ed etichetta in barattolo, con ganache di cioccolato all’olio extravergine di oliva delle Colline di Salerno dell’Azienda Agricola Torretta, ricotta di bufala, zeste di limone e foglie di malvarosa. Pizza dolce ai frutti rossi, invece, quella della food blogger napoletana Francesca Pace, con confettura di aglianico, uva, ribes, pera, pinoli e olio extravergine di oliva delle Colline di Salerno Torretta. Il premio ritirato per questa creazione è il logo per il suo blog, disegnato da Fa.Ma grafic design – comunicazione & eventi di Marina Alaimo. Il terzo premio è stato consegnato a Giovanna Voria, proprietaria dell’Agriturismo Corbella in Cilento, da sempre impegnata nel valorizzare la tradizione, recuperando le antiche ricette della sua terra, e nella coltivazione diretta di ceci e di una grande varietà di prodotti ortofrutticoli cilentani. E proprio cercando tra le antiche ricette di famiglia, nasce la Pizzaroce del Cilento di Giovanna, con pomodorini gialli e rossi cilentani canditi, limone e nocciole di Giffoni. Pizza Dolce Contest alla Pizzeria Magma, importante appuntamento per sponsor […]

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Eventi/Mostre/Convegni

A Napoli arriva Brikmania, viaggio nel mondo LEGO per tornare bambini

In corso a Palazzo Fondi a Napoli, Brikmania – Un mondo di mattoncini LEGO. Una mostra originale ed unica, un tuffo nella magia dell’infanzia Dopo la presentazione alla stampa il 12 ottobre organizzata dalla ADR Communication, è stata inaugurata il giorno successivo a Palazzo Fondi, a Napoli, la mostra Brikmania – Un mondo di mattoncini LEGO. L’esposizione promette un’avventura ricca di suggestioni, un’immersione totale nelle atmosfere giocosamente “belliche” di Star Wars, ricreate da più di un milione di mattoncini LEGO disposti ad arte. Un lavoro certosino, realizzato dal collezionista LEGO Wilmer Archiutti, fondatore dell’azienda LAB (Literally Addicted to Bricks), e ovviamente dalla sua squadra: l’allestimento è stato reso possibile anche dalla collaborazione della 2GM di Giuliamaria e Gianmatteo Dotto. Brikmania, milioni di mattoncini tra guerre stellari, pirati, motori, e anche Totò Il tema di Star Wars, con tanto di Homer Simpson e del perfido Joker nelle vesti di guest stars, è solo uno dei quattro scenari che fanno da sfondo all’esposizione: nella sezione Motori troviamo infatti i modelli di auto più rappresentativi del mondo delle quattro ruote; la sezione Pirati offre al visitatore la visione di galeoni curati nei minimi particolari; la strabiliante City & Fun è composta dalla rappresentazione delle metropoli più famose al mondo: la Statua della Libertà, il Taj Mahal, il Ponte di Brooklin, sono, in Brikmania, dei veri e propri capolavori in miniatura, interamente realizzati con mattoncini LEGO. Creato con la stessa tecnica anche il ritratto di Totò nell’ultima sala della mostra: un omaggio alla città di Napoli, che lo riceverà in dono quando l’esposizione sarà conclusa, il 27 gennaio 2019. Degno di nota, inoltre, l’eccezionale Yellow Castle, pezzo unico in quanto unico esemplare di castello LEGO giallo. Al termine del percorso, una sala ricreazione per i più piccoli, a sottolineare l’importanza dell’aspetto ludico che anche da adulti non dovrebbe mai essere dimenticato del tutto. LEGO, un successo senza tempo Il LEGO Group, messo in piedi da Ole Kirk Kristiansen, nasce nel 1932: i suoi celebri mattoncini sono sul mercato dal 1958 ed il loro fascino senza tempo si tramanda di generazione in generazione. Questo “paradiso dell’infanzia” che ha fatto parte un po’ della storia di tutti noi, ritorna oggi disponibile in Brikmania, a portata di mano di chiunque voglia tuffarsi in quei ricordi incancellabili. Ciò grazie alla creatività degli organizzatori, che hanno saputo fare della propria passione un lavoro, non senza riscuotere un notevole successo. Parte del merito va alle società organizzatrici, Time4Fun e Venice Exhibition, che hanno posto l’accento sul collegamento tra il collezionismo e la salvaguardia dell’Arte, che viene tenuta in vita anche da coloro che coltivano quest’hobby, spinti dalla curiosità, dalla passione, dal piacere della scoperta. Insomma, Brikmania è davvero una collezione adatta a tutti. Un’esperienza che sicuramente farà felici i bambini, ma forse ancora di più gli adulti. Anche se difficilmente lo ammetteranno. La mostra sarà a Napoli, a Palazzo Fondi, in via Medina 24, fino al 27 gennaio 2019. ORARI Lunedì – Venerdì dalle 15 alle 20 (ultimo ingresso ore […]

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Food

Sagra della Castagna di Calvanico, al via la 40esima edizione

Quest’anno giunge alla sua 40esima edizione la Sagra della Castagna di Calvanico, in provincia di Salerno Promuovere l’aggregazione sociale e le eccellenze del territorio, oltre a valorizzare il patrimonio storico-architettonico: queste le finalità della Sagra della Castagna di Calvanico (Sa), giunta quest’anno alla sua 40esima edizione. Un’edizione ribattezzata “Gold”, che è stata presentata mercoledì 3 ottobre, nella Sala Stampa “Biagio Agnes” dell’Università degli Studi di Salerno. L’iniziativa è promossa dalla Parrocchia del SS. Salvatore diretta da Don Vincenzo Pierri, con il patrocinio morale della Regione Campania e dell’Ept – Ente Provinciale di Salerno, in collaborazione con il Comune di Calvanico. L’incasso sarà devoluto al restauro del complesso ecclesiale, edificato nel Duecento ma distrutto dal sisma dell’80. La Sagra si articola tra questo weekend e il prossimo, quindi tra il 5/6/7 e il 12/13/14 ottobre 2018, tra esibizioni, laboratori didattici, sport, focus tematici, showcooking, musica etnofolk, turismo rurale e trekking. Sagra della Castagna di Calvanico, fra tradizione e futuro La manifestazione resta una festa contadina, ancorata alle tradizioni rurali, ma in questi quarant’anni si è anche evoluta, diventando un veicolo di promozione delle eccellenze locali e un’occasione per allargare gli orizzonti, parlando di turismo rurale, di trekking, di sana alimentazione. Un progetto che si può insomma definire “glocal”, ossia radicato al locale ma con lo sguardo volto al futuro. L’incontro è stato introdotto dal Magnifico Rettore, Prof. Aurelio Tommasetti, il quale ha dichiarato: “L’università è al fianco e al servizio dei territori. È essenziale che una manifestazione ponga al centro l’interesse delle comunità”. È poi intervenuto Don Vincenzo Pierri: “Il 40ennale è un evento eccezionale. Quest’anno sarà la festa della sagra della Castagna. Oltre ad essere un contenitore di aggregazione sociale, cultura, ambiente e territorio, ha una finalità importante, perché tutti i proventi della manifestazione saranno destinati alla ristrutturazione dell’antichissimo complesso parrocchiale di Calvanico che ha in sé, purtroppo, le ferite del terremoto. Purtroppo le nostre zone portano ancora le tracce, i segni del sisma del 1980. È un recupero importante, perché in un centro piccolo come il nostro, la chiesa diventa il cuore pulsante della comunità”. Due i percorsi di trekking organizzati, anche con il contributo di Legambiente Valle dell’Irno, tramite i quali si potrà ammirare la natura incontaminata del luogo e le bellezze architettoniche, giungendo fino a Pizzo San Michele a 1567 metri e al Santuario di San Michele di Mezzo, sempre accompagnati da guide. “Abbiamo accolto molto volentieri questo invito. È una manifestazione che si distingue dalle altre sagre per il recupero artistico della chiesa che assume un valore centrale. E poi c’è l’aspetto naturale, con gli itinerari del trekking per scoprire gli antichi sentieri e le bellezze paesaggistiche della Valle, tra cui l’Oasi di Frassineto. Valorizzazione e conoscenza, ma soprattutto salvaguardia dell’ambiente”, ha dichiarato Antonio D’Auria, presidente di Legambiente Valle dell’Irno. Elogi a Don Vincenzo e a tutto il comitato organizzatore da parte della senatrice Eva Longo: “Un grosso plauso va a Don Vincenzo e a tutto il comitato. Quarant’anni sono un traguardo importante per l’intera comunità […]

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Libri

Intervista a Maria Perillo, autrice di “Alice nel tè e quel che non accadde”

È prevista per questo mese di ottobre la pubblicazione di “Alice nel tè e quel che non accadde”, opera d’esordio dell’autrice, blogger e life coach napoletana Maria Perillo. Il libro, edito da Gruppo Albatros Il Filo, si presenta come una sorta di sequel del celebre romanzo di Lewis Carroll. Con la prefazione della critica letteraria Livia De Pietro e le illustrazioni dell’artista Neirus, il racconto promette un viaggio in un mondo fantastico dal tempo indefinito, ricco di allegorie, che conduce alla scoperta, ma soprattutto alla riscoperta della “meraviglia”. Abbiamo intervistato Maria Perillo per conoscere qualcosa in più di lei e per capire come, da un classico senza tempo come “Alice nel Paese delle meraviglie”, sia nata un’idea così innovativa e quali sono i messaggi in essa contenuti. L’intervista a Maria Perillo “Alice nel tè e quel che non accadde”, un libro spiccatamente originale, già nel titolo: perché proprio il personaggio fiabesco di Alice? Alice è il personaggio a cui più mi sono ispirata nel corso della mia vita. A volte, per gioco, dico che è ‘emarginata’; a differenza di tutte le principesse che popolano fiabe e racconti, Alice ha scopi diversi nella vita, per questo motivo, sembra far poco sfoggio di sé negli store, accanto alle principesse in tiro. Alice è curiosa, ha il coraggio di osare e sa trascinare gli altri oltre ciò che sanno. Maria Perillo, una scrittrice di origine napoletana, che si definisce innanzitutto curiosa: se dovesse definire la curiosità, quali parole userebbe? La curiosità è un’esigenza, è un impulso con cui veniamo tutti al mondo. Una dote che va allenata e che ci spinge a scoprire sempre cose nuove, capire il perché, conoscere, soprattutto, noi stessi. La sua Alice fa ritorno nel Paese delle meraviglie, ma ora è cresciuta, non è più la ragazzina ingenua di un tempo, ora si accorge che tutto ciò che sembrava meraviglioso non lo è più, ha perso il suo incanto: quanto c’è dell’Alice di questo racconto in Maria Perillo? Il racconto è inizialmente nato per gioco, mi divertivo a creare parallelismi tra me, i miei amici e le vicende di Alice. Un giorno, ho deciso di scrivere tutto ciò su cui avevo giocato. Alice nel tè è stato scritto prima a mano. C’è tanto di me in tutti i personaggi che affrontano la vicenda. Ognuno ha un aspetto diverso della mia personalità che ho sperimentato. La protagonista, però, decide di reagire a questa delusione, provando a far rivivere quella meraviglia insieme ai suoi amici: secondo lei, come si può reagire alla perdita dell’incanto in ciò che ci circonda? Come prova lei a rendere ogni giorno la realtà capace di sorprenderla? Questo è il fulcro del mio racconto, il messaggio che voglio far arrivare al lettore. La felicità è una scelta coraggiosa che parte dalla conoscenza di se stessi. Ci si può mettere in cammino per mezzo dello studio, dello sport, della spiritualità, della religione o delle moderne scienze che studiano l’uomo; l’importante è conoscere se stessi, partire da sé per […]

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Fun e Tech

InstaNovel, i libri a portata di click su Instagram

InstaNovel è un nuovo progetto della New York Public Library In principio era la fotografia: al suo esordio, Instagram, la piattaforma social nata il 6 ottobre del 2010, era improntata prettamente sulla passione per le immagini, che venivano scattate dagli utenti per immortalare un paesaggio, uno stato d’animo o il ricordo di un viaggio. Quest’applicazione, dal successo planetario inarrestabile, si è andata via via affinando sempre più negli anni, col suo corredo di hashtag, filtri e video da condividere con il resto del mondo, grazie anche all’acquisto da parte di Mark Zuckerberg che ne finanzia i vari miglioramenti per offrire funzionalità sempre nuove. Tra queste ultime, impossibile non menzionare le famosissime “Instagram Stories”: prendendo spunto da “Snapchat”, le cosiddette “Storie” danno la possibilità di condividere una foto o un video che spariranno 24 ore dopo. Con InstaNovel, la letteratura diventa digital E a proposito di “Instagram Stories”, ecco che un mese fa arriva un’altra novità, un progetto nato da un’idea della New York Public Library per dare impulso alla lettura dei grandi classici, sfruttando proprio le famose “storie”: le InstaNovel. In collaborazione con l’agenzia di comunicazione “Mother in New York”, la storica biblioteca dell’America del Nord, lo scorso 22 agosto, ha creato sul suo account Instagram (@nypl), la prima versione digitale di un capolavoro della letteratura mondiale, Alice’s Adventures in Wonderland di Lewis Carroll, con le illustrazioni del designer Magoz. Già previste per i prossimi mesi, le pubblicazioni di “The Yellow Wallpaper”, di Charlotte Perkins Gilman con le illustrazioni di Buck, e “ The metamorphosis” di Franz Kafka illustrato da César Pelizer. Basterà semplicemente andare all’account @nypl e, nella sezione Highligth, si potrà leggere tutto il libro. InstaNovel: istruzioni per l’uso e limiti Le modalità sono esattamente quelle di qualunque altra Storia di Instagram. InstaNovel pubblica romanzi e racconti in più parti che vanno a formare una Storia, permettendo la visualizzazione delle pagine (adatte allo schermo di uno smartphone) del libro. Per evitare di perdere anche solo una parola, vista la velocità con cui scorrono le Stories, basterà tenere il dito premuto in basso a destra del display, dove c’è un piccolo disegno animato, e la pagina resterà ferma fin quando non si vorrà passare a quella successiva. Caratteri di scrittura e colore dello sfondo non sono casuali. Infatti, Georgia è il carattere tipografico che si addice sia alla carta stampata che al formato digitale, in quanto carattere serif capace di rendere agevole la lettura di un testo piuttosto lungo; il bianco neutro dello sfondo poi, ha un effetto rilassante che riduce il fastidio della luminosità. Il debutto con “Alice nel Paese delle meraviglie” ha messo però in luce qualche difetto della funzione: non è possibile, infatti, riprendere la lettura da dove la si è interrotta ed è necessario scorrere tutte le pagine dall’inizio. Ad ogni modo, la New York Public Library ha annunciato che molti dei volumi pubblicati si potranno scaricare in formato e-book, oppure essere presi fisicamente in prestito. Cultura per tutti La Biblioteca ha lanciato l’iniziativa al fine […]

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Eventi/Mostre/Convegni

“Ritratti di territorio 2018”, l’amore per la propria terra

“È un eroe chi, in un contesto difficile, ha la forza, la capacità di non indietreggiare” diceva Dario Fo. Occorrono amore per la propria terra e per la verità. E qualcuno, in nome di questo amore, ha avuto il coraggio di non indietreggiare, di combattere restando nel proprio territorio sfidando i tanti venti contrari, pur di non mettere da parte il proprio sentimento di giustizia. E proprio al “sentimento” è stata dedicata la quinta edizione del “Premio Ritratti di Territorio”, svoltasi martedì 18 settembre 2018, come ogni anno presso il ristorante “Il Bagatto” di Pagani (Sa). La manifestazione, ideata nel 2014 da Nunzia Gargano in occasione dei suoi vent’anni di giornalismo, premia le personalità che si sono distinte nella loro professione conservando un legame speciale con la loro terra d’origine. Come nelle precedenti edizioni, due sono state le parti in cui si è diviso l’evento: nella prima, guidata da Roberto Ritondale, giornalista ANSA, c’è stata la consegna del premio vero e proprio; durante la seconda, invece, sono stati premiati chef, artigiani, produttori e ristoratori campani, il tutto accompagnato da un’ampia degustazione enogastronomica che ha messo in risalto l’eccellenza del nostro territorio anche in tale settore. “Rinascita a Sud”, tema di Ritratti di Territorio 2018 Ritondale ha sottolineato come il giornalismo sia “il cane da guardia” della democrazia, che quotidianamente affronta temi difficili e a volte scomodi, come il malaffare, la malasanità, la cronaca nera, ma in mezzo a tutto ciò non bisogna dimenticare le buone notizie, come quelle che mettono in risalto i sentimenti. Proprio per questo, quest’anno “Ritratti di Territorio” ha deciso di premiare chi ha valorizzato questo aspetto, immortalando un amore: parliamo di Giorgio Moffa, proprietario della pizzeria “Ciro” a Gaeta, che mesi fa ha fotografato il signor Giuseppe Giordano il quale tutti i giorni si reca al mare con la foto della moglie scomparsa sette anni fa. La foto è apparsa su giornali, tv e siti web e tutti ne hanno parlato proprio per la semplicità e la forza del sentimento che trasmette, quello di un uomo che continua ad amare la sua donna anche oltre la morte. “Ogni mattina, mentre eravamo intenti a lavorare, vedevamo Giuseppe che veniva ogni mattina di fronte al nostro ristorante, si sedeva sul muretto a guardare il mare del bellissimo golfo di Gaeta, poggiava la foto e restava ad osservare il mare. Ho ringraziato Giuseppe perché ha avuto il coraggio di mostrarsi nella sua semplicità, di vivere la sua nostalgia nel modo più genuino”, racconta Moffa. Anche il signor Giordano è stato premiato per aver dato valore all’amore, un sentimento oggi troppo spesso messo da parte per privilegiare altri interessi. Presente all’evento anche il giornalista del Corriere del Mezzogiorno, Gabriele Bojano, che ha portato a casa il premio Ritratti di Territorio sezione Giornalismo, “per la sua capacità di scrittura poliedrica che gli permette di affrontare temi diversi, mai a discapito della deontologia professionale”. Un riconoscimento anche a due esponenti della musica lirica, il tenore Luca Lupoli e il soprano Olga De […]

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Food

5 piatti tipici napoletani che il mondo ci invidia

I cinque piatti tipici napoletani che devi provare almeno una volta. Le nostre scelte! Quando si nomina Napoli è inevitabile che vengano alla mente, come è giusto che sia, i suoi panorami meravigliosi, il suo incantevole mare, la sua storia gloriosa e ricchissima attestata dai suoi tanti monumenti. E ancora, la sua musica immortale, la proverbiale ospitalità dei suoi abitanti, e così via. Ma c’è anche qualcos’altro che rende unica questa città e che fa sì che chiunque la visiti non possa più dimenticarla: parliamo ovviamente della sua strepitosa cucina, così semplice e allo stesso tempo così elaborata, tanto che si dice sia impossibile non mettere su qualche chiletto dopo aver trascorso qualche giorno a Napoli. Piatti tipici napoletani, ecco i cinque must dell’arte culinaria partenopea Quali sono i cibi tipici da mangiare a Napoli? Tanti sono i piatti tipici napoletani, dal salato al dolce, che sono entrati a far parte della tradizione culinaria nazionale ed internazionale, i cinque più famosi sono la pizza, la mozzarella di bufala, il ragu, la parmigiana di melanzane e il baba. La pizza, vera regina di Napoli Non potevamo cominciare la nostra lista dei migliori piatti tipici napoletani che con lei, la pizza! Riconosciuta dalla Comunità Europea come specialità tradizionale garantita, la pizza è il simbolo per eccellenza della creatività dei napoletani (anche) a tavola. La pizza per antonomasia è sicuramente la margherita, con pomodoro, mozzarella e basilico, inventata, secondo la leggenda, da Raffaele Esposito, cuoco della pizzeria Brandi, in omaggio a Margherita di Savoia che si trovava in visita in città nel 1889. Pare però, che questa pizza esistesse già da molto prima e che il suo nome fosse dovuto alla forma data alla mozzarella, che ricorda appunto quella del fiore. La mozzarella di bufala Questo grande classico della gastronomia campana non è esattamente originario di Napoli, bensì delle province di Salerno e Caserta. Eppure è considerato da sempre uno degli emblemi del capoluogo. Ottima sulla pizza, sulla pasta, ma sublime anche se mangiata come piatto a sé, a patto di non conservarla mai, ma proprio mai, in frigorifero! La mozzarella è una di quelle pietanze da mangiare a Napoli assolutamente, ma anche da portare e far assaggiare una volta tornati a casa. Il ragù, meglio conosciuto come “O’rrau” L’origine di questo sugo a base di carne tanto caro ai napoletani è abbastanza controversa ed ancora oggi è oggetto di contesa con i bolognesi. Circa la qualità della carne e dei pomodori indicati, ci sono diverse scuole di pensiero, ma su un punto si è tutti d’accordo: la cottura deve essere lunga, almeno di sei ore, altrimenti… non è ragù! La parmigiana di melanzane, prelibatezza inimitabile Anche per quest’altro capolavoro tutto italiano, esiste una certa rivalità riguardo l’attribuzione delle origini che vede Napoli rivaleggiare con la Sicilia. Nonostante ogni tanto qualcuno provi a proporre delle varianti light di questa meraviglia, non scherziamo proprio: le melanzane vanno fritte (e non una volta ma due!), non grigliate! Pomodoro, mozzarella, parmigiano e basilico completeranno l’incantesimo. Il […]

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