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Eroica Fenice

La categoria Eventi nazionali contiene 64 articoli

Eventi nazionali

Premio Strega 2018: vince Helena Janeczek con Guanda

Il Premio Strega 2018 è stato assegnato a Helena Janeczek con l’opera “La ragazza con la Leica” (2017) della casa editrice Guanda. Il vincitore è stato proclamato ieri sera, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma dalla giornalista Eva Giovannini che ha condotto la trasmissione in diretta su Rai3. Erano 15 anni che il premio non veniva assegnato ad una donna, che con 196 voti ha superato i 144 voti di Marco Balzano con “Resto qui” (edizione Einaudi). Gli altri finalisti sono stati  Sandra Petrignani  “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” (Neri Pozza), Lia Levi con “Questa sera è già domani” (Edizioni E/O),  Carlo D’Amicis con “Il gioco” (Mondadori). Per la prima volta vince la casa editrice Guanda (fa parte dal 2005 del grosso gruppo editoriale Mauri Spagnol che comprende Corbaccio, Garzanti, Longanesi, Nord, Ponte alle Grazie, Salani, TEA, Vallardi)  interrompendo la lunga serie di vittorie della Mondadori e di altre grosse case editrici. Premio Strega 2018, l’opera e l’autrice “La ragazza con la Leica”, vincitore del Premio Strega 2018, narra della vita di  Gerda Taro, prima fotografa di guerra caduta sul campo di battaglia: è morta nel 1937 durante la guerra civile spagnola.  Gerda, compagna di Robert Capa, era una persona con una grande voglia di vivere, una ragazza degli Anni Trenta che respirava, come tanti, il clima nefasto di quegli anni. È l’epoca del nazismo e della crisi economica, ma anche quello della sua giovinezza e della sua passione verso la fotografia. Helena Janeczek nata a Monaco di Baviera da una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. Poetessa e scrittrice, ha esordito con la raccolta di poesie in lingua tedesca Ins Freie (Suhrkamp, 1989), mentre ha scritto in italiano il suo primo romanzo, Lezioni di tenebra (Guanda 2011, Premio Bagutta Opera Prima), che racconta del viaggio compiuto ad Auschwitz insieme alla madre, che lì era stata prigioniera con il marito. È inoltre autrice dei romanzi Cibo (Mondadori, 2002), Le rondini di Montecassino (Guanda, 2010), finalista al Premio Comisso e vincitore del Premio Napoli, del Premio Sandro Onofri e del Premio Pisa.  È redattrice di «Nuovi Argomenti» e di «Nazione Indiana». Premio Strega, la storia Il Premio Strega nacque nel dopoguerra con l’obiettivo di contribuire alla rinascita culturale dell’Italia con l’assegnazione di un Premio letterario. Da allora viene considerato il premio letterario italiano che gode di maggior prestigio. Il Premio Strega è stato istituito da Maria Bellonci e da Guido Alberti, proprietario della casa produttrice del liquore Strega, da cui la scelta del nome. Dal 1986 il Premio Strega viene gestito dalla Fondazione Bellonci. Gli Amici della domenica, quattrocento personalità del mondo della cultura nel senso più ampio (scrittori e giornalisti, studiosi, artisti, registi di cinema e teatro), si riuniscono ogni anno per scegliere in due successive votazioni il vincitore: la prima in casa Bellonci, in giugno; la seconda al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma, ai primi di luglio. Il primo scrittore a ricevere il Premio Strega, nel 1947, è stato Ennio Flaiano, con il libro Tempo di uccidere (Longanesi). Ogni anno vengono assegnati altri premi prestigiosi, quali “Premio Strega Giovani”, […]

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Pompei Pride 2018, in migliaia a difesa dei diritti LGBT

Un corteo di 30000 persone ha sfilato per le strade di Pompei, nel pomeriggio di sabato 30 giugno, in occasione del Pompei Pride 2018. La città mariana ha ospitato quest’anno la coloratissima manifestazione in difesa dei diritti LGBT. Un fiume di gente in festa, striscioni, carri, musica e costumi variopinti, dal centro agli Scavi, passando per il Santuario della Madonna del Rosario, al grido “R-esistiamo per tutti, per tutte”. “La nostra marcia è in nome della libertà, del rispetto, dell’uguaglianza”, spiegano gli organizzatori. In prima fila, come sempre, il sindaco di Napoli De Magistris, il quale ha affermato: “La lotta per le libertà civili bisogna farla sempre, indipendentemente dai governi. Questo è un momento buio con il governo più a destra della Repubblica dai tempi del nazifascismo, ma c’è voglia di lottare contro le discriminazioni di ogni tipo”. Alla sfilata ha preso parte anche i primo cittadino di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno, che proprio in mattinata aveva ricevuto una lettera con insulti e minacce a causa della sua omosessualità.   Presenti all’evento anche la senatrice Monica Cirinnà e il sottosegretario alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora. L’autrice della legge sulle unioni civili ha ribadito: “Siamo contro tutto ciò che è discriminazione, contro tutto ciò che non rispetta l’art.3 della Costituzione. Uguaglianza, libertà e laicità, tre argomenti su cui noi non trattiamo”. In riferimento alla polemica sollevata nei giorni precedenti dal ministro Fontana, il quale ha negato l’esistenza delle famiglie arcobaleno, la senatrice ha aggiunto:“Le famiglie esistono, se ne faccia una ragione il ministro Fontana, lo sancisce una legge. Una legge ancora incompleta, ma ci occuperemo dei bambini arcobaleno che sono ancora senza diritti”. Spadafora ha voluto precisare che gli sforzi fatti finora non saranno vanificati:“Sono qui per testimoniare il mio sostegno e quello del Governo. So che in una parte del Governo non c’è la stessa sensibilità ma l’Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati. Nel contratto di governo non ci sono questioni riguardanti il mondo LGBT, ma convocherò prestissimo le associazioni di settore per avviare un percorso di ascolto e confronto”. Pompei Pride 2018, tra mille polemiche Non si è fatta attendere la reazione di Giorgia Meloni alle parole di Spadafora. La leader di Fratelli d’Italia ha commentato scrivendo su Facebook:“Ha ragione a dire che ‘i diritti in Italia non si perderanno: il più importante di questi è il sacrosanto diritto di un bambino ad avere un padre e una madre”. La decisione di attraversare anche la piazza della Basilica, non ha mancato di scatenare forti critiche nei giorni scorsi. La mattina del 30, infatti, Pina Castiello e Gianluca Cantalamessa, entrambi parlamentari campani della Lega, avevano dichiarato:“Pur ribadendo il diritto a manifestare, la scelta di sfilare dinanzi al Santuario può essere interpretata come una mera provocazione, più che una manifestazione per rivendicare diritti”. Provocazione smentita, invece, dagli organizzatori del Pride:“Pompei è una città conosciuta in tutto il mondo – ha detto Antonello Sannino, Presidente di Arcigay Napoli – e oggi qui c’è l’Italia che difende […]

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Salerno Letteratura, al via il festival culturale più importante del sud Italia

Salerno Letteratura: presentata la sesta edizione che si svolgerà dal 16 al 24 giugno   Presentata ufficialmente venerdì in conferenza stampa a Palazzo di Città a Salerno, la sesta edizione del Salerno Letteratura Festival, che si svolgerà dal 16 al 24 giugno: l’evento culturale più importante del sud Italia, che prevede la partecipazione di scrittori, giornalisti, filosofi, artisti ed intellettuali nazionali ed internazionali, sarà itinerante e percorrerà vicoli e piazze della città. Dopo aver ottenuto l’“EFFE label”, attestato europeo destinato alle manifestazioni più valide dal punto di vista culturale ed artistico dell’intero continente, Salerno Letteratura quest’anno ha riscosso anche il riconoscimento #EuropeForCulture, collocando Salerno tra i Patrimoni Culturali 2018. Fortemente sostenuto dal presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca, il quale anni fa, aveva da subito ritenuto il progetto in grado di richiamare l’interesse di moltissimi appassionati di letteratura, il successo del laboratorio è il risultato di un lavoro attento e ben preciso. Infatti, come spiega la direttrice organizzativa Ines Mainieri, “quando si stanzia del denaro pubblico per un progetto, bisogna fare anche in modo che quel denaro pubblico poi torni in qualche maniera. Secondo me, a noi è tornato in termini di alto gradimento del pubblico. Investire eticamente in cultura significa restituire alla comunità almeno un po’ di quello che si è guadagnato. Inoltre abbiamo cominciato anche a costruire un nostro patrimonio immateriale, una sorte di ‘cassaforte’, come io la chiamo, che sono le collaborazioni artistiche che sono sempre in aumento”. Il sud Italia unito nel valorizzare la cultura Già associata ad altri festival del Vecchio Continente, come quelli portoghese, spagnolo, francese e irlandese, in questa sua ultima edizione la kermesse culturale acquista un altro importante partner, la Rete dei Festival del Sud. Tale progetto è frutto della collaborazione fra 25 manifestazioni che in questi anni hanno arricchito il panorama culturale di sei regioni italiane: Campania, Abruzzo, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia. Merito di questa partnership è, per esempio, una delle novità dell’edizione 2018, nella quale è previsto un grande percorso monografico dedicato alla Basilicata: musica, danza, letteratura, cinema, teatro di stampo lucano, tenendo conto che Matera sarà capitale europea della cultura nel 2019. Il direttore artistico Francesco Durante si è detto soddisfatto della partecipazione di ospiti di ben 14 nazionalità diverse: “La cultura è fatta di apertura, altrimenti non è cultura. Quest’anno ‘Salerno Letteratura’ segna il suo record internazionale: la condivisione è la nostra ricchezza più grande”. In città sono attesi infatti autori come André Aciman, scrittore del romanzo ispiratore del film di Guadagnino vincitore dell’Oscar “Chiamami col tuo nome”; Michael Imperioli, attore e sceneggiatore della serie tv “I Soprano”; autori tedeschi e austriaci come Harald Gilbers e Wolfram Fleishhauer e tanti altri. Tra gli artisti italiani invitati invece, per citarne solo alcuni, i registi Pupi Avati e Cristina Comencini, il best seller Diego De Silva, il giornalista e scrittore Marco Damilano, il quale aprirà un dibattito insieme al governatore De Luca sulla fine della Prima Repubblica. Anche il sindaco Enzo Napoli ha accolto l’idea con entusiasmo: “La […]

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Salone internazionale del libro di Torino 2018: alla kermesse libraria presente tutto il panorama editoriale italiano

“Un giorno, tutto questo…” è lo slogan del Salone internazionale del libro di Torino 2018, che partirà oggi, giovedì 10 maggio, e si concluderà lunedì 14. Un giorno, tutto questo sarà bellissimo, oppure sarà in pericolo. Un giorno, tutto questo sarà il migliore dei mondi possibili, dove poter vivere felici con in nostri figli, o magari sarà perduto. Obiettivo del salone sarà infatti “parlare della costruzione di un futuro comune in cui sia sensato vivere”. Il capoluogo piemontese ospiterà per cinque giorni editori, scrittori, scienziati, registi, premi Nobel e Oscar provenienti da ogni parte del mondo, a testimonianza della grande risonanza dell’evento. Risonanza frutto dell’impegno dell’Associazione Editori Amici del Salone Internazionale del Libro, che ha creduto nel progetto fin da subito. “Ci saranno sia gli editori indipendenti che i grandi gruppi. Chi sarà a Torino in questo periodo verrà a contatto con l’intera scena editoriale italiana. È un motivo d’orgoglio, nonché la conferma di 31 anni di storia e tradizione, che gli editori italiani abbiano scelto Torino per ritrovarsi tutti insieme sotto lo stesso tetto”, spiegano gli organizzatori. Salone internazionale del libro di Torino 2018 2018: cinque grandi domande sul mondo contemporaneo Il presidente Massimo Bray e il direttore Nicola Lagioia hanno pensato ad una manifestazione che non sia solo una vetrina di eventi, ma un grande produttore di contenuti culturali:“Abbiamo chiesto alle migliori menti del nostro tempo di rispondere a cinque grandi domande sulla contemporaneità, fondamentali per il tempo che ci attende”. Cinque le parole chiave attorno alle quali ruotano tali quesiti: identità, nemico, mondo, scienza/religione e arte. La prima domanda è “chi voglio essere?”: in quest’epoca del culto di sé, chi aspiriamo a essere? La seconda questione è “perché mi serve un nemico?”: i confini ci proteggono oppure ci impediscono di incontrarci e cooperare? Il terzo interrogativo è “a chi appartiene il mondo?”: tra cent’anni la Terra potrebbe essere meno accogliente: il divario tra ricchi e poveri sta diventando sempre più evidente e milioni di persone saranno costrette a lasciare la propria casa. Il quarto quesito è “dove portano spiritualità e scienza?”: scienza e religione hanno forgiato la nostra storia e il nostro pensiero. Ma sono state usate anche come strumenti di oppressione. Infine la quinta domanda è “che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione?”: la creazione artistica può bastare a se stessa o deve porsi l’obiettivo di cambiare le cose? Con testi, immagini, tracce audio e video, gli intellettuali interpellati hanno fornito le loro risposte che comunicheranno durante le giornate del Salone, grazie al contributo dei consulenti editoriali Paola Caridi, Ilide Carmignani, Mattia Carratello, Giuseppe Culicchia, Valeria Parrella, Fabio Geda, Alessandro Grazioli, Giorgio Gianotto, Loredana Lipperini, Giordano Meacci, Eros Miari, Francesco Pacifico, Christian Raimo, Lucia Sorbera, Rebecca Servadio, Annamaria Testa. Alle domande sarà destinato un luogo preciso: il Duomo delle Officine Grandi Riparazioni di corso Castelfidardo, recuperate e rilanciate come polo artistico e culturale dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, e le Ogr della Fondazione Crt , dedicate invece alla parte musicale. Lo scorso anno, con […]

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Carlo Verdone al Mann. Quarant’anni di carriera in un’ora

Intervistato da Andrea Scanzi, giornalista de Il fatto quotidiano, il regista e attore Carlo Verdone è stato ospite nella sala del Toro Farense del museo archeologico di Napoli, all’interno del Festival MANN. Gli inizi di Carlo Verdone In un’ora Carlo Verdone ha ripercorso quarant’anni di carriera riportando alla mente molti ricordi delle sue esperienze come i personaggi interpretati nel programma televisivo Non stop e poi riproposti nelle pellicole Un sacco bello e Bianco, rosso e Verdone. Si tratta di maschere che l’attore ammette di aver creato prendendo spunto dalla varietà umana che ha avuto modo di incontrare nei quartieri romani della sua giovinezza. Ma i ricordi più vivi sono legati alla figura del padre Mario, uomo di larghe vedute e primo critico cinematografico a essere insignito della docenza di storia e critica del film all’università. Di lui Verdone ricorda anche gli studi sul cinema e l’arte futurista, che da parte sua furono oggetto di scherzi e prese in giro. Gli incontri importanti La carriera di Carlo Verdone, come  molti sapranno, è passata anche per nomi importanti del nostro cinema. Il regista ricorda l’incontro avvenuto con Roberto Rossellini, a cui sottopose la visione del suo Elegia notturna , film astratto influenzato dai corti di Andy Warhol e Kenneth Anger, che gli valse un posto presso il Centro sperimentale di cinematografia di Roma. C’è anche spazio per ricordare Federico Fellini, grande amico della famiglia e confidente del regista. Verdone ammette la propria ammirazione nei confronti di pellicole come I Vitelloni, 8 ½ , Lo sceicco bianco e La dolce vita, ma ricorda anche la difficoltà del maestro riminese ad adattarsi ai tempi che cambiano. Non può mancare il ricordo di un altro maestro, Sergio Leone, che fu produttore di Un sacco bello del 1980 e che contribuì a portarlo al successo. Un incontro di successo L’intervista si chiude con una domanda significativa di Scanzi: «Quale ruolo ti è piaciuto di più?» Tra i vari personaggi interpretati, Carlo Verdone ne ricorda due in particolare: quelli di Bianco, rosso e Verdone e di C’era un cinese in coma. Si tratta di ruoli che il regista reputa i più sinceri e spontanei. Ha poi chiuso l’intervista ammettendo che, non poteva esserci luogo migliore per ospitarlo della sala Farense. Un incontro che ha riscosso grande successo, come dimostra la miriade di ammiratori del regista che, a fine intervista, hanno tentato di strappargli una foto o un autografo nonostante gli impegni che lo attendevano.  

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Book Pride 2018, al via la fiera nazionale dell’editoria indipendente

L’appuntamento è dal 23 al 25 marzo 2018 presso gli spazi di Base Milano (via Bergognone 34): è qui che si terrà la quarta edizione del Book Pride, la fiera nazionale dell’editoria indipendente. Ad ingresso gratuito per i visitatori, anche quest’anno promossa e organizzata dall’associazione Odei, Osservatorio Degli Editori Indipendenti, nata per sostenere proprio questo settore dell’editoria, affatto esiguo, anzi affollato se si considera che rappresenta una fetta compresa tra il 30 e il 40 per cento dell’ambito editoriale. Il Book Pride 2018 e il suo promotore: Odei L’editoria indipendente col tempo è diventata sempre più competitiva per ritagliarsi e conservare un proprio posto nel settore, e l’Odei non ha mai peccato di disattenzione per la causa. Dopo l’indebolimento del mercato editoriale registrato ai primi del 2017, è stata l’Odei insieme al Sil (Sindacato italiano librai), all’Alleanza delle cooperative e alla Lim (Librerie indipendenti milanesi) ad attivarsi per risollevare una situazione caratterizzata da numeri in calo sia di lettori che di librerie. Contro questa fin troppo duratura siccità culturale, le organizzazioni sopracitate hanno firmato e inviato una lettera al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, chiedendo un’improrogabile revisione della legge Levi, che prevede un tetto massimo del 15% per gli sconti applicabili ai libri, soglia più volte aggirata e di cui è stato chiesto un abbassamento al 5%. Il sostegno degli editori indipendenti non è mancato, ed è stato soprattutto in occasione del Book Pride che sono stati raccolti consensi e proposte. Contando che gli iscritti all’Odei sono un centinaio, la fiera nazionale dell’editoria indipendente rappresenta un luogo di incontro e un panorama ricchissimo per chi lavora in questo settore. Tantissimi saranno gli espositori nell’edizione di questo Marzo, la prima, per di più, ad avere un direttore creativo, lo scrittore e sceneggiatore Giorgio Vasta: dalla A di Ad est dell’equatore (napoletana, nata a Ponticelli) alla V della romana Voland, editori da ogni angolo d’Italia arrivano a Milano per prendere parte a quel grande progetto di scambio che è il Book Pride. Per rendere ancora più incisiva l’azione promossa dall’Odei, il Book Pride si fa anche “regionale”: dal 20 al 22 Ottobre, a Genova presso Palazzo Ducale, si terrà la prima edizione genovese della manifestazione. Innovativo, infine, il tema scelto quest’anno: “Tutti i viventi”, sintesi di tutto ciò che si auspica il libro possa tornare ad essere. “Il nostro desiderio è quello di far esistere la molteplicità̀ e il mutamento e di raccontare – non solo nei tre giorni della fiera ma anche prima e dopo, nel corso del tempo – le forme di tutti i viventi, le loro (nostre) idee, le azioni, le contraddizioni, i progetti, i legami, i contrasti, le solitudini: l’indipendenza, che è rischio, coscienza e incoscienza, visionarietà, e poi l’orgoglio, che non è idealizzazione di sé o compiacimento resistenziale, avendo a che fare, semmai, con una laboriosità strategica, con il bisogno di fare le cose con più scrupolo possibile: perché lo scrupolo – il prendersi cura – è il modo in cui l’orgoglio si esprime”, si legge […]

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Finale di Sanremo 2018, vincono Meta e Moro

E si giunse alla serata finale di Sanremo 2018. Un’edizione del festival che più che per le canzoni verrà ricordata per i continui cambi d’abito di Michelle Hunziker e per la psicotica tendenza del conduttore e direttore artistico Claudio Baglioni a voler cantare ad ogni costo, imponendo alle nostre povere orecchie tutta la sua discografia. Ma bando alle ciance e diamo un’occhiata a come è stata questa serata finale. Una finale con ospiti musicali e un toccante monologo La finale di Sanremo si apre con Luca Barbarossa e con la sua Passame er sale , a cui poi seguono Ognuno ha il suo racconto di Red Canzian e Mai mai mai dei campani The Kolors. È già giunto il momento del primo ospite, Laura Pausini, che scende dalla mitica scalinata. Su quel palco, dove nel 1993 vinse come giovane proposta con La solitudine, la Pausini presenta il suo nuovo singolo Non è detto. Poi, sotto esortazione di Fiorello in collegamento telefonico, la cantante duetta con Baglioni (e ti pareva !) sulle note di Avrai, per poi esibirsi sulle note di Come se non fosse stato mai amore e concludendo l’esibizione tra i fan fuori al teatro Ariston. La gara ricomincia con gli Elio e le storie tese e la loro canzone-congedo Arrivedorci, un vero e proprio epitaffio alla carriera del gruppo milanese. La mancanza di un microfono non ferma Ron che, con la sua Almeno pensami, sembra quasi cantare accompagnato dalla presenza del compianto Lucio Dalla, che è anche l’autore della canzone. Antonella Clerici e i giovanissimi cantanti di “Sanremo Young” sono i secondi ospiti della serata, i quali si esibiscono sulle note di Penso positivo di Jovanotti. Da notare la scenografia della performance, quella di un cantiere con operai che lavorano: insomma, una palese allegoria del futuro da precariati e disoccupati che attende il gruppo di adolescenti una volta divenuti adulti. Dopo questa inutile ospitata tocca a Max Gazzé con la suggestiva La leggenda di Cristalda e Pizzomunno, una storia d’amore mitologica con sfumature ovidiane, che l’accompagnamento d’arpa rende ancora più magica. È poi il turno di Annalisa con Il mondo prima di te anche se, più che sulla canzone, la nostra attenzione ricade sul vestito che sembra ricavato da dei sacchi di juta. Dopo l’ennesimo tentativo andato a male di Baglioni di risultare simpatico (si finge sosia di Marco Columbro, che ridere…), sale sul palco Renzo Rubino che “copia” l’idea dei ballerini anziani, che sono i nonni del cantante, a lo Stato Sociale. La nona performance è quella dei Decibel di Enrico Ruggeri e della loro Lettera dal Duca, il cui ritornello presenta le classiche due-tre frasi in inglese (perché l’inglese fa sempre rock, non scordiamocelo). Seguono Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico e i primi sbadigli: Imparare ad amarsi è la classica canzone piena di cliché e frasi fatte, su quanto è importante volersi bene. Se ne poteva fare a meno, in tutta sincerità. Eguale opinione vale anche per Eterno di Giovanni Caccamo: la tipica sanremese ballata d’amore […]

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Sanremo, recensione della quarta serata

Sanremo, quarta serata: si dà il via alle danze con una versione un po’ particolare di Heidi, e si proclama la vittoria di Ultimo col suo Ballo delle Incertezze Tremate, tremate, le streghe son tornate! Ah no, nessuna storia horror degna del miglior Stephen King, ma soltanto una versione un po’ particolare dell’innocente cartone animato Heidi, eseguita sul palco del festival di Sanremo da Claudio Baglioni, Pierfrancesco Favino e Michelle Hunziker che, abbigliati con giubbotti di pelle e borchie da rockettari sfegatati dell’ultima ora, hanno fatto registrare il più alto tasso di traumi infantili della serata. Così è iniziata la penultima serata del Festival di Sanremo, quella che, da tradizione, è dedicata ai duetti e alla proclamazione del vincitore delle Nuove Proposte. E sono proprio loro che danno il via alle danze: hanno calcato il palco, nell’ordine, Leonardo Monteiro, Mirkoeilcane, Alice Caioli, Giulia Casieri, Mudimbi, Eva, Lorenzo Baglioni e, ultimo ma non ultimo, Ultimo. Si perdoni il (forse) troppo facile gioco di parole, dal momento che poi Ultimo è arrivato primo. Romano, ventidue anni, si è aggiudicato la vittoria con il suo Ballo delle incertezze, sbaragliando il favorito Baglioni, che già spopolava sui social da mesi con il suo inno alla grammatica e anche Mirkoeilcane, che ha però vinto il Premio della Critica “Mia Martini”. Minuto, visionario e quasi stralunato, Mirkoeilcane (anche se un po’ tutti ci siamo chiesti dove fosse il suo amico a quattro zampe, preannunciato dal suo nome) ha presentato la sua Stiamo tutti bene, una sorta di recital o monologo trasposto in musica. I duetti dei big: Piero Pelù e la Nannini la fanno da padrone a Sanremo Dopo aver incoronato il vincitore delle Nuove Proposte di Sanremo, è la volta dei big e dei loro duetti. Chi avranno scelto? Interpreteranno al meglio le canzoni insieme agli ospiti? Ci terranno inchiodati al divano fino all’alba, visto che Baglioni, col suo savoir faire da Zio Fester della Famiglia Addams, ha preannunciato 64 ospiti a inizio serata? Mentre proviamo a ricordare dove abbiamo messo il thermos di caffè per riuscire a sopportare una sfilza pantagruelica di ospiti, o mentre escogitiamo metodi per tenere aperti gli occhi che ricordano un po’ Arancia Meccanica, ecco che appare Renzo Rubino, ricordato dai più solo come “quello che prese il posto di Moro e Meta la sera in cui non li fecero esibire”, e apre le danze insieme all’attrice Serena Rossi, da lui definita la sua attrice preferita, forse in un impeto di captatio benevolentiae. Dopo Rubino, è la volta di Sarcina e compagni: Le Vibrazioni portano a Sanremo Skin, energica e pimpante come in un concerto degli Skunk Anansie. Skin è capace di farci mettere in discussione la pubblicità di Clinians con Valeria Mazza che viene riproposta a tamburo battente in tutte le pause, giacché, più che la Mazza, è proprio Skin a sembrare sempre uguale, sempre così perfetta, eterea, androgina e imbalsamata nel suo fantastico universo rock e figo. Tocca poi a Noemi, duetto tutto al femminile con Paola Turci; Mario Biondi porta sul palco Ana Carolina e Daniel Jobim e Annalisa si fa […]

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Terza serata Sanremo 2018: ascolti record

Per la terza serata Sanremo 2018 continua a raccogliere ascolti record: dopo mercoledì, quella di giovedì 8 febbraio miete più di 10 milioni di telespettatori con uno share di oltre il 50%, superando gli ascolti delle serate di Carlo Conti, Fabio Fazio, dell’elezione del nuovo papa di alcuni anni fa e del primo contatto dei marziani con il pianeta Terra. L’essere mitologico che non guarda Il Festival della canzone italiana vive nelle profondità della Terra. Ma in Italia individui bugiardi trascorrono la settimana del Festival lanciando anatemi sugli spettatori e non vogliono ammettere di essere i primi a seguirlo: vergogna! Chi scrive appartiene alla terza categoria, gli estimatori di Sanremo, anche del Sanremo 2018 un po’ ingessato, tirato, controllato e “vittoriano” di Claudio Baglioni: una leggenda narra che se pronunci il suo nome, lui automaticamente cominci a cantare un brano del repertorio in modalità random. Canta: Claudio Baglioni! Sanremo 2018, alla sua terza serata, si apre ovviamente con un’esibizione fuori gara di Claudio Baglioni che, come tutti sappiamo, sa cantare. E canta una di quelle canzoni che, in un modo o nell’altro, conosciamo da quando avevamo otto anni. Arrivano poi gli artisti di Sanremo 2018 Giovani, disinvolti e carichi per l’esibizione all’Ariston. Il primo è Mudimbi con il brano Il mago, dal gusto un po’ rap, fra l’ironico e il fiabesco. Le luci passano su Eva con Cosa ti salverà, seconda concorrente della sezione Giovani, ex X-Factor: look forte, aggressivo, fra piercing e tatuaggi, una voce dolce velata di timidezza. Come terzo c’è Ultimo (grandissimi giochi di parole della Michelle internazionale, Ah-Ah), imberbe cantante che però con Il ballo delle incertezze ci fa sentire la sua voce calda. E il pubblico si infiamma per il giovane cantante. Chiude la sezione giovani di Sanremo 2018 Leonardo Monteiro che porta all’Ariston Bianca, con un tocco di soul che non guasta nei tipici accordi sanremesi. La classifica delle nuove proposte In attesa della classifica ci godiamo i veri conduttori di Sanremo 2018, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, che animano questa rassegna dichiaratamente nostalgica dei tempi andati. La giuria demoscopica si esprime sui Giovani: quarto Leonardo Monteiro, terza Eva, argento per Ultimo e medaglia d’oro per Mudimbi. Scopriremo il vincitore di Sanremo giovani proprio in occasione della serata di venerdì. La serata dei Big fra ospiti e (troppe) canzoni di Baglioni Tamburi, scala-robot che cala, violini, suspence, un nuovo cambio d’abito per i tre padroni di casa. Per fortuna Michelle Hunziker (vestita da Angela Merkel) interrompe un siparietto non-divertente fra Pierfrancesco Favino e Der Claudio Baglioni per annunciare il primo concorrente in gara! Giovanni Caccamo con il brano Eterno: la sua barba fluente-hipster è nuova, la delicatezza della voce già nota, con un brano sanremese-romantico e una manciata di stonature-pelle-d’oca. Arrivano in after dalle piazze di Bologna i componenti dello Stato Sociale con Una vita in vacanza: i ragazzi si sono fatti (su questo non c’è dubbio) notare con il loro pezzo fra serio e faceto sulla gioia di lavorare e non di vivere nel sacrificio. […]

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Festival di Sanremo 2018, la seconda serata tra ospiti e nuove proposte

Dopo il successo della prima serata, il Festival di Sanremo 2018 fa registrare ancora buoni ascolti. Tuttavia i dati registrano un calo rispetto alla serata di debutto: i telespettatori sono stati 9 milioni 687 mila (contro gli 11 milioni 600 mila spettatori della prima serata), pari al 47.7% di share. Lo scorso anno la seconda serata del festival condotto da Carlo Conti e Maria De Filippi aveva raggiunto una media di 10 milioni 367 mila spettatori, pari al 46.6% di share. Claudio Baglioni, dunque, supera Carlo Conti di un punto di share ma perde quasi 700 mila telespettatori. Ma veniamo al resoconto dell’infinita seconda serata sanremese. In apertura Michelle Hunziker, avvolta in un lungo abito fucsia (firmato Alberta Ferretti) stile fiabesco, intona il brano “Il pozzo dei desideri”, colonna sonora di Biancaneve e i sette nani; Baglioni l’accompagna al pianoforte posto al centro del palco. Al “siparietto” si unisce anche Favino che, insieme agli altri due conduttori,  gioca a imitare la vocina di Biancaneve. Potevamo farne anche a meno. Festival di Sanremo 2018: il debutto della categoria  giovani I conduttori – che appaiono decisamente più rilassati rispetto alla prima sera – danno il via alla gara delle nuove proposte. Si esibiscono i primi quattro giovani, i restanti quattro canteranno nella serata di giovedì. A rompere il ghiaccio è il toscano Lorenzo Baglioni (no, non è parente del Claudio nazionale)  che – accompagnato dagli “studenti per caso”, muniti di zaino e vestiti con look accademico – presenta quello che promette di diventare un tormentone: un esilarante inno al “congiuntivo”. Subito dopo si esibisce Giulia Casieri con “Come Stai”, bella voce, canzone orecchiabile, ma non ce ne ricorderemo a lungo, anzi ce ne siamo già dimenticati. Le risponde Mirkoeilcane con “Stiamo tutti bene”. Lui è un po’ Giorgio Faletti, un po’ Daniele Silvestri, ma il testo è uno dei pochi degni di nota, anzi, senza esagerare, forse il migliore del Festival. Chiude la gara dei giovani Alice Caioli con “Specchi rotti”, canzone fastidiosa e lagnosa, ma la giuria demoscopica inspiegabilmente la premia e si ritrova in cima alla classifica parziale finale, seguita da Lorenzo Baglioni, Giulia Casieri e, ingiustamente ultimo, Mirkoeilcane. La gara dei big Dopo la pausa pubblicitaria,  Michelle Hunziker si presenta sul palco con un nuovo abito della Ferretti, stavolta color cipria, ricamato con motivi floreali, con effetto nude look. Ci piace decisamente di più. Raggiunta dai suoi colleghi conduttori, dà il via alla gara dei big. In “campo” scendono solo dieci cantanti. Ad aprire le danze sono Le Vibrazioni, che nella prima serata avevano invece cantato per ultimi. Al secondo ascolto il pezzo “Così sbagliato” convince di più. Al termine dell’esibizione del gruppo milanese tocca alla Hunziker ufficializzare la sospensione del duo Meta-Moro per  presunta violazione del regolamento:  “sul caso Meta-Moro sono in corso tutti gli accertamenti del caso”, dice la presentatrice svizzera. In attesa di sapere quale sarà il destino dei due cantautori, la gara prosegue con la bella Nina Zilli che, fasciata in elegante e sontuoso abito nero, canta “Senza Appartenere”, un […]

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