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Eroica Fenice

La categoria Eventi nazionali contiene 51 articoli

Eventi nazionali

Festival delle Mongolfiere, a Paestum l’11esima edizione

Il Festival Internazionale delle Mongolfiere torna a Paestum dal 28 settembre al 6 ottobre per la sua undicesima edizione. Un evento che, in qualche modo, rappresenta la “fine” definitiva della stagione estiva nella Città dei Templi. Caratteristica del Festival delle Mongolfiere (tra i primi cinque dedicata alla mongolfiera più suggestivi al mondo) è il panorama unico che è possibile ammirare dall’alto: l’area archeologica con i suoi maestosi templi, il mare azzurro e il verde delle colline. Nel villaggio, si effettueranno sia il volo libero che il volo vincolato e i decolli avverranno in un’area antistante l’ex fabbrica Cirio, a pochi metri dall’antica cinta muraria e poi, a seconda del vento, si volerà verso il mare o la collina. Le mongolfiere saliranno a diverse centinaia di metri d’altezza, permettendo ai passeggeri di ammirare il promontorio di Agropoli che si apre fino alla Costiera Amalfitana. Generalmente, gli atterraggi avvengono in spiaggia oppure nella zona di Capo di Fiume, ai piedi del Monte Calpazio. Un Festival, dunque, al passo con il Festival di Mongolfiere della Cappadocia, nella Valle dei Camini e in quella delle Fate, considerate patrimonio UNESCO, con l’Albuquerque International Balloon, con decine di mongolfiere dalle forme più strane, o con il Festival International de Ballons de Chateau-d’Oex, tra le montagne innevate del cantone di Vaud, in Svizzera. Ogni anno il Festival delle Mongolfiere di Paestum attira migliaia di visitatori da tutto il mondo, con un trend in continua crescita e oltre trentamila visitatori nelle passate edizioni. Ha ospitato personaggi illustri del settore e campioni nazionali e internazionali, desiderosi di essere in prima fila durante questo importante raduno. Quest’anno saranno organizzati spazi per l’animazione dei bambini, esibizione di artisti di strada, laboratori didattici per le scuole, esposizione di prodotti di artigianato locale e giornate dedicate alla scoperta del territorio. Di forte riscontro è anche l’impatto mediatico che proviene dalla manifestazione: le immagini rimbalzano sui social di tutto il mondo, promuovendo i templi, ma anche l’intero territorio regionale come meta di un turismo particolare e di qualità. «Questo evento aggiunge valore a un territorio già caratterizzato da bellezze straordinarie di carattere archeologico e paesaggistico. – ha dichiarato il sindaco di Paestum, Franco Alfieri – Il Comune è al fianco dell’Associazione “Vivere Paestum” e dell’ideatore e organizzatore Michele Torlo, che da anni porta avanti la manifestazione, un tassello importante per puntare con decisione alla destagionalizzazione di un territorio che guarda ad un turismo che va anche oltre le attrattive tipiche dell’estate». Il Festival delle Mongolfiere gode del finanziamento Poc 2014-2020 – linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”.

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Eventi nazionali

Premio Strega 2019: vince Antonio Scurati con M. Il figlio del secolo

Con 228 voti, Antonio Scurati è stato proclamato vincitore alla finale della settantaduesima edizione del Premio Strega, il più famoso premio letterario che ha inizio nel lontano 1947. Poco dopo gli eventi che l’autore racconta nel libro primo classificato, M. Il figlio del secolo (edito Bompiani), che racconta gli anni feroci del fascismo e di Benito Mussolini, tra romanzo e reali testimonianze di un Paese sotto dittatura. Si è tenuta ieri giovedì 4 luglio al Ninfeo di Villa Giulia a Roma, andata in onda tv dalle 23.00 su Rai 3, la cerimonia finale del premio letterario italiano che ogni anno crea maggior enfasi mediatica: a salire finalmente al primo posto sul podio lo scrittore e accademico napoletano Antonio Scurati, già dato vincitore nei pronostici, arrivato secondo nelle altre due edizioni passate a cui aveva partecipato, nel 2009 e nel 2014. Il romanzo vincitore, M. Il figlio del secolo edito da Bompiani, racconta dalla nascita dei fasci fino alla ascesa del dittatore Mussolini; attraverso eventi storici che segnarono l’Italia e soprattutto il popolo italiano, Scurati ammette di stare già lavorando alla seconda parte di una trilogia dedicata, per ricordare ancora una volta e in forma nuova il fascismo e una dolorosa parentesi della nostra storia. In un’intervista rilasciata da Antonio Scurati al Corriere della Sera, lo scrittore partenopeo ammette che, data la grande importanza del tema che andava ad affrontare, non avrebbe voluto partecipare a nessuna competizione. È stato proprio Francesco Piccolo, suo grande ex rivale, però, a convincerlo a dare eco ad una storia così fondamentale anche per la nostra letteratura Seconda classificata Benedetta Cibrario con “Il rumore del mondo” (Mondadori), al terzo posto l’apprezzato Marco Missiroli con “Fedeltà” (Einaudi), quarta invece Claudia Durastanti con “La straniera” (La nave di Teseo), e infine Nadia Terranova con “Addio fantasmi” (Einaudi Stile libero). La giuria era presieduta da Helena Janeczek, vincitrice della scorsa edizione con il fortunato romanzo “La ragazza con la Leica“. Dal 1947 fino alla vittoria di Antonio Scurati nel 2019: la storia del Premio Strega Dalla prima premiazione in cui trionfava Ennio Flaiano con “Tempo di uccidere” sono passati settantadue anni, e il premio Strega nel corso del tempo ha vissuto cambiamenti che però non le hanno fatto perdere il prestigio letterario che ancora oggi detiene. Nonostante le polemiche nel mondo culturale e dell’editoria delle quali è stata spesso oggetto di discussione, al premio hanno partecipato e vinto illustri scrittori che hanno fatto la storia della letteratura italiana, da Cesare Pavese con “La bella estate” a Elsa Morante con “L’isola di Arturo”, da Natalia Ginzburg con “Lessico Famigliare” a Umberto Eco con “Il nome della rosa”. Dal 1986 organizzato dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, il premio fu inizialmente istituito dai fondatori dell’azienda del famoso Liquore Strega, prodotto dalla Strega Alberti di Benevento. Ilaria Casertano Fonte immagine: ilpost.it

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Eventi nazionali

Torna Salerno Letteratura Festival, il più grande evento letterario del Sud

Annunciata con la conferenza stampa tenutasi mercoledì 29 maggio nella Sala Francesco De Sanctis – Regione Campania in via Santa Lucia a Napoli, la settima edizione di Salerno Letteratura Festival: 200 partecipanti fra scrittori, musicisti, attori e artisti italiani e stranieri, dal 15 al 23 giugno, oltre ad un’anteprima prevista per il 14. Salerno riapre così le porte all’evento letterario più importante del Sud Italia, in cui l’arte, la letteratura, la musica, la cultura in generale, rappresentano il filo conduttore dei tanti appuntamenti in calendario. “È bello sapere di aver portato in sette anni questo festival ad un livello ormai da tutti riconosciuto. Si tratta ormai, in termini assoluti, della terza manifestazione letteraria in Italia: escludendo il Salone del Libro di Torino, dopo Mantova e Pordenone c’è subito Salerno Letteratura. È anche il festival più lungo in Italia, che si svolge in un periodo dell’anno durante il quale anche il turismo può trarne grandi benefici: in giugno, quando i prezzi tra l’altro sono abbastanza contenuti, oltre alle meraviglie della costiera amalfitana, dalle 17 fino alle 3 di notte si può godere di un programma ricchissimo di eventi e cose da fare”, spiega il direttore artistico Francesco Durante. A conferma del carattere multiculturale della manifestazione, in cartellone ospiti da 21 nazioni, dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Colombia all’Islanda, dal Canada al Regno Unito. Ospiti di grandissima caratura, come il premio Pulitzer Richard Powers, Chris Offutt, il nome più importante del noir americano, l’imprenditore Brunello Cucinelli, autore de “Il sogno di Solomeo: la mia vita e l’idea del capitalismo umanistico”. “Cucinelli ci è sembrato perfettamente adeguato al discorso che vogliamo fare, quello in cui imprenditoria e cultura si incontrano per un nuovo Umanesimo”, ha detto Durante. “Sono molto orgoglioso anche del fatto che quest’anno inoltre abbiamo raggiunto la parità di genere, nel senso che le autrici e gli autori si equivalgono numericamente – aggiunge – e sicuramente, per il secondo anno consecutivo, la prolusione inaugurale sarà tenuta da una donna”. Parliamo quest’anno di Eva Cantarella, che racconterà il “suo” Ovidio, ponendo l’accento sull’originalità del rapporto tra Ovidio ed il genere femminile. “Molti gli sponsor privati che hanno appoggiato la manifestazione, cosa per nulla semplice, come La Doria, D’Amico, BPER, la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, l’Università Telematica Pegaso e tanti altri”, annuncia il direttore organizzativo Ines Mainieri. Musica italiana e straniera, eventi per bambini e ragazzi, spettacoli, libri e tanto altro nella splendida cornice della città di Salerno Tanta la musica e tanti gli spettacoli organizzati nei quali si incontreranno, ad esempio, il fado e la canzone napoletana, o una serata dedicata alla poesia irlandese, a testimonianza del rapporto consolidatosi negli anni tra il festival ed altre manifestazioni europee: Portogallo, Irlanda, Spagna e Francia. Lo spettacolo di chiusura sarà affidato ad una coreografa colombiana, Klemcy Salza, ispirato a “Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez. Non mancheranno appuntamenti pensati per i bambini e i ragazzi, che avranno il loro spazio in incontri dedicati e nella Summer School. Tra gli ospiti, Christian […]

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FIM: una degna conclusione | resoconto del secondo giorno

Quasi come un oscuro e scaramantico presagio, la giornata di ieri, Venerdì 17, non è iniziata nel migliore dei modi. Se il primo giorno del FIM è stato accompagnato da una limpida atmosfera che ha rischiarato l’avveniristica struttura di Piazza Città di Lombardia, la seconda ed ultima giornata del Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale si è aperta con dei grossi nuvoloni ai quali sono inevitabilmente seguite piogge nel pomeriggio. Per fortuna la Piazza si trova sotto una struttura coperta e le avverse condizioni atmosferiche non hanno inficiato lo svolgimento dell’evento. Il racconto del secondo ed ultimo giorno del FIM Aprono l’evento a Casa FIM gli Genos Saxophone Quartet, quartetto di sassofoni formato da Elia Faletti, Tommaso Massardi, Matteo Tassano e Nicolò Gatti che hanno suonato con le legature senza viti autofissanti fornite dall’azienda Kyndamo. Le legature Kyndamo sono state inoltre tra le dieci invenzioni finaliste al “Premio Leonardo- Innovazioni per la musica” che ha visto vincere il progetto della tastiera ODLA per la trascrizione musicale per persone non vedenti ideata e prodotta della startup di Palermo Kermonia River. I rappresentati di Kermonia River, Renato Pace e Alessandro Pace, sono stati inoltre protagonisti di un interessante conferenza sulle prospettive future degli strumenti e delle innovazioni musicali. All’incontro hanno partecipato anche Salvatore Chindamo di Kyndamo- Legature Sax e Clarinetto e Mattia Davide Amico di Kodaly  con KIBO, tastierina midi che riproduce le note musicali attraverso delle figure geometriche. Durante il confronto sono emerse delle linee guida verso le quali devono propendere le innovazioni in campo musicale: maggior ricerca e sperimentazione di strumenti rivolti a tutte quelle persone portatrici di handicap e patologie che impediscono il normale utilizzo e fruizione della musica. Una ricerca in tal senso potrebbe aiutare tutto il mondo della musica e dei musicisti perché aiuterebbe a riscoprire modi di percezione e fruizione musicale spesso dimenticati, come quello tattile. Intervallati dalle esibizioni di alcuni artisti come Tony Liotta, Andrea De Paoli, Ilaria Pastore e Massimo Giuntoli, seguono altri interessanti incontri, possibilità di confronto e supposizioni di nuovi scenari. Esempio estremamente attinente l’incontro “Made in Italy. Le prospettive internazionali” curato da Claudio Formisano presidente del CAFIM Italia (Confederazione Europea delle Industrie Musicali) che ha auspicato a una maggiore unità nelle fiere internazionali tra i produttori ed espositori italiani. Senza collaborazione e unità di intenti si rischia di far venire meno il senso di un marchio, il “made in italy”, che ha grande prestigio nel mondo. Piuttosto che allestire stand singoli tra loro scollegati, gli espositori italiani dovrebbero cercare di esporre, per quanto possibile, nella stessa area, per esprimere una solida conferma di quella tradizione che rappresentano. Le discussioni e le innovazioni non animano soltanto Casa FIM però, anche il padiglione FIM Talks offre importanti conoscenze e spunti di riflessione: è il caso dei workshop “Professione musicista: dalla formazione all’attività professionale” e “La musica elettronica e i sintetizzatori” rispettivamente tenuti da Fabio Anicas di Live Musica Academy e Andrea De Paoli di MKI Modernkeyboards. Mentre Casa FIM e FIM Talks sono […]

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Eventi nazionali

FIM, Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale | Resoconto primo giorno

«La musica forma il carattere di una persona, è arte, è cultura. Ha una storia quindi può essere molto importante se si vuole, si tratta di inserirla nei piani di studi e di farla diventare una materia al pari di tutte le altre». Queste sono alcune delle parole proferite da Verdiano Vera, fondatore e direttore del FIM, in un’intervista rilasciata per noi lo scorso 4 Aprile, nelle quali emerge la profonda passione per la musica che anima l’evento. Iniziato ieri, il Salone della Formazione e dell’Innovazione musicale (FIM) non ha infatti tradito le aspettative né lo spirito di cui è rappresentante. Uno spirito costituito da passione per la musica intesa come innovazione, creatività e crescita personale. Come abbiamo più volte annunciato, attraverso i nostri canali, quest’anno noi di Eroica Fenice siamo media-partner della manifestazione, questo è il resoconto della prima giornata. Il racconto della prima giornata del FIM Ore 9:00. C’è il sole su Piazza Città di Lombardia (Milano) e l’aria è un di un fresco pungente. Gli espositori terminano di montare e mettere a posto gli stand, qualche curioso già si affaccia oltre le transenne per dare un’occhiata. Nella grande piazza situata tra gli edifici che compongono l’imponente Palazzo della Regione Lombardia è quasi tutto pronto. Ore 9:30. Via le transenne, si aprono le porte al pubblico. Subito nutriti gruppi di scolaresche seguono con entusiasmo le dimostrazioni sperimentali tenute agli stand del Politecnico di Milano, ma anche le spiegazioni dei software digitali di musica tenute allo stand della Steinberg. Intanto sul palco prendono parola i tre rappresentanti della Biasin Strumenti Musicali che, in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo Da Vinci, presentano l’«Accordion di Leonardo», strumento costruito grazie a degli studi fatti su dei disegni del genio fiorentino. Alle 10:30 è poi l’ora dell’inaugurazione ufficiale. Al taglio simbolico del nastro presenziano il direttore del Salone, Verdiano Vera, e l’assessore allo sviluppo economico della Regione Lombardia Alessandro Mattinzoli che elogia l’operato dell’evento: esempio di autentica dialettica tra innovazione e rispetto della tradizione. Uno dopo l’altro, cominciano tutti gli eventi e la settima edizione del FIM può dirsi finalmente iniziata. La piazza è suddivisa in quattro zone di influenza: FIM Theater, Casa FIM, FIM Social e FIM Talks. Ognuna con la propria prerogativa. Gli eventi del FIM Theater si sono svolti nell’Auditorium Testori e sono stati dedicati alle esibizioni dei giovani allievi della scuola di musica Cluster. Casa FIM ha invece avuto un approccio più generalista, accessibile anche ai semplici curiosi ed occasionali fruitori di musica, offrendo loro anche la possibilità di osservare e ascoltare all’opera importanti musicisti come Christian Meyer e Cesareo, storici membri degli Elio e le Storie Tese. Dedicato invece ai partecipanti dei diversi contest proposti dal Salone il “box” del FIM Social dove hanno potuto esibirsi. Infine, di carattere decisamente più tecnico, i workshop proposti nell’area FIM Talks, dove si tenuti seminari come “Comporre editare e registrare musica con Cubase Pro 10. La notazione musicale con Dorico” e “5 tecniche per promuovere la musica online”. […]

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Attualità

Marcia per il clima, appuntamento il 23 marzo a Roma

Marcia per il Clima e contro le Grandi Opere Inutili: l’appuntamento lanciato dai comitati ambientali italiani è il 23 marzo a Roma. A lanciare la manifestazione nazionale, decine di movimenti, associazioni e singoli cittadini da sempre impegnati nelle battaglie contro le grandi opere (Tav, Tap, Ponte etc.). L’obiettivo è il lancio di una nuova stagione di mobilitazione contro i cambiamenti climatici e per la salvaguardia del Pianeta. Un percorso che parte da lontano, non solo dai lunghissimi anni di battaglie territoriali, ma da diversi incontri che hanno attraversato tutto il Paese: da Venezia e Venaus, in Val di Susa, per arrivare a Melendugno e Napoli, passando per Torino, Firenze, Sulmona, Niscemi. La Marcia per il clima metterà al centro del dibattito, innanzitutto, il modello di sviluppo legato alle Grandi Opere, ritenute non solo spreco di risorse pubbliche, sinonimo di corruzione, di devastazione ambientale dei territori, di danni alla salute, ma – appunto – l’incarnazione di un modello di sviluppo che sta conducendo il pianeta verso una vera e propria catastrofe ecologica. I cambiamenti climatici di cui oggi si discute nella società a tutti i livelli, dalle scuole, ai mass media, passando per le istituzioni, non sono più ormai un semplice e noioso argomento di studio, ma una realtà con cui tantissime persone nel mondo sono costrette a fare i conti. In Italia si declinano in modo drammatico: la mancanza di manutenzione delle infrastrutture, la corruzione e la cementificazione selvaggia seminano morti e feriti non solo con la venuta di catastrofi naturali, come i terremoti, ma ad ogni ondata di maltempo. Le catastrofi naturali colpiscono tutti allo stesso modo, ma chi vive ai margini della società ne paga doppiamente i costi, vista la mancata messa in sicurezza dei territori. La cementificazione e la devastazione ambientale colpiscono sia l’ambiente e la natura al di fuori dei grandi centri cittadini, sia i grandi agglomerati urbani, sempre più inquinati, in cui persino i rifiuti diventano un business redditizio. Molti dei migranti che vengono respinti ai confini dell’Europa, inoltre, sono migranti climatici, costretti a lasciare le proprie terre ormai rese inabitabili. Tra le Grandi Opere contestate dai comitati ambientali, oltre al TAV in Val di Susa e al TAP a Melendugno, le Grandi Navi e il MOSE a Venezia, l’ILVA a Taranto, il MUOS in Sicilia, la Pedemontana Veneta, le trivellazioni petrolifere che mettono a rischio lo Ionio, l’Adriatico, la Basilicata e la Sicilia. Le proposte della Marcia per il clima sono: la cessazione della contrapposizione tra salute e lavoro, come invece è avvenuto di fatto a Taranto; la riduzione dell’uso delle fonti fossili e del gas; lo stop al consumo di suolo per progetti impattanti e nocivi, gestendo il ciclo dei rifiuti in maniera diversa sul lungo periodo (senza scorciatoie momentanee) con l’obiettivo di garantire la salute dei cittadini; rigore e decisione nella costruzione di un modello energetico alternativo, in opposizione a quello centralizzato e spinto dal mercato; l’abbandono di progetti di infrastrutture inutili e dannose, con il finanziamento di interventi come la messa in […]

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Eventi nazionali

Nutri-RARE: mostra che ci sei a fianco di chi è raro

Giovedì 28 febbraio è stata celebrata la 12° giornata mondiale dedicata alle malattie rare, organizzata da Eurordis Rare Diseases Europe, un’associazione no profit che raggruppa più di 800 alleanze di pazienti di 70 paesi affetti da malattie di questo tipo. Per questa occasione, nel museo interattivo Corporea di Città della Scienza si è svolto un incontro scientifico e divulgativo “Nutri-RARE: il cibo come medicina, ovvero uno sguardo nel passato remoto per immaginare il futuro prossimo”, con la finalità di aumentare la consapevolezza e dunque la sensibilità sulle malattie rare e il loro impatto nelle vite di chi ne è affetto e dei loro familiari. In Italia l’impegno delle Associazioni dei pazienti e delle loro organizzazioni nazionali e internazionali, come Uniamo Federazione italiana Malattie Rare ed EURORDIS Rare Deseases Europe, è di portare avanti proposte ed iniziative per lo sviluppo e l’implementazione di politiche di assistenza sociale ed economica, oltre che di sanità pubblica, per il supporto delle particolari esigenze di questa comunità. Le loro attività sono incentrate a stimolare decisori istituzionali e operatori del sistema ad attuare politiche e avviare servizi che rispondano ai bisogni trasversali dei pazienti affetti da patologie rare attraverso costanti azioni di sensibilizzazione e informazione. Nutri-RARE: un occhio alla scienza… Una malattia è definita rara in Europa quando colpisce meno di 1 ogni 2000 persone, ma la definizione cambia in altre parti del mondo. Si stima che nell’Unione Europea più di 30 milioni di persone potrebbero essere colpite da una delle oltre 6000 malattie rare oggi conosciute. Numeri che ci sottolineano l’importanza della divulgazione e della lotta per l’integrazione delle cure sanitarie e l’assistenza sociale delle famiglie colpite da queste problematiche. Il tema della Giornata 2019 è l’importanza del cibo come medicina e come fattore di integrazione, affinché curi il corpo e la mente del paziente ad allontanare il profondo senso di solitudine e il forte impatto emotivo che la malattia provoca. Durante l’incontro Nutri-RARE le voci del mondo accademico, della scienza e della ricerca sono state quelle di Marina Melone e Simone Sampaolo del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Avanzate & Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze, Università degli Studi della Campania e di Giuseppe Sorrentino del Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAFOM CNR). «C’è stata un’esplosione di interesse dei consumatori – spiega Marina Melone – per il ruolo di specifici alimenti o componenti alimentari fisiologicamente attivi, nel migliorare lo stato di salute, i cosiddetti alimenti funzionali. Chiaramente, tutti gli alimenti sono funzionali, in quanto sono dotati di gusto, aroma o forniscono valore nutritivo. Nell’ultimo decennio, tuttavia, il termine funzionale così come si applica agli alimenti, ha adottato una connotazione diversa: quella di fornire un beneficio fisiologico aggiuntivo oltre a quello di soddisfare i bisogni nutrizionali di base, e/o di entrare in una dieta con alimenti su misura per i pazienti con malattie rare». La professoressa Marina Melone dialoga con gli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per L’enogastronomia e L’Ospitalità Alberghiera “G.Rossini” spiegando loro l’importanza di una giusta alimentazione per […]

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Culturalmente

Paola De Rosa e i suoi acquerelli (per Colour beginning)

Colour beginning è il titolo di un’esposizione artistica della pittrice (e architetto) Paola De Rosa, un’esposizione (inserita all’interno della III edizione della manifestazione artistico-culturale Rome Art Week) che ha visto come protagonista un ciclo di ritratti acquerellati a cui Paola De  Rosa si è dedicata con intensa profondità. Colour beginning (e non solo): un dialogo con Paola De Rosa Colour beginning non è che una parentesi del rapporto che Paola intrattiene con l’acquerello, intenso e produttivo: «un rapporto continuo, lunghissimo e profondo; il mezzo che ha coinvolto prima la pittura, come strumento intuitivo, e poi l’architettura, come strumento di pensiero. Perché l’acquerello ha una duplice caratteristica: può essere gestuale e rapido nel “macchiare”, riflessivo e lento nel “velare”. I due aspetti, però, possono fondersi; in questo senso Colour beginning è una “macchia” che “riflette” sul colore», ci dice. Un abbraccio felice e cangiante fra tinte immerse nell’acqua: un acquerello poeticamente può essere questo, un fluire dei sensi in volute armoniche, fino a che, intridendo – e gonfiando – le setole del pennello, le tinte si stendono sopra il supporto cartaceo che le accoglie. La tecnica della creazione ad acquerello è polivalente, poliforme, “improvvisa”, ma segue prassi ben definite: «è come dici tu; sulla macchia e sulla velatura c’è un margine di controllo, soprattutto sulla seconda, ma l’acquerello, a mio avviso, più di ogni altra tecnica artistica, fatta eccezione per la fotografia a cui io per altro lo assimilo, porta con sé molto degli stati ambientali, fisici e psichici del momento e questa sua contingenza e sensibilità lo rendono particolarmente vivace», ricorda l’autrice. Ma quali sono, per l’acquerello, i soggetti preferiti da Paola De Rosa? Quali gli elementi attraverso cui veicola il suo messaggio d’artista? È lo sguardo, lo sguardo dell’uomo e dell’artista – sia egli poeta, musicista, pittore – ciò che l’affascina; perché lo sguardo? In esso si cela l’immenso – e l’inconosciuto e (inconoscibile, forse) – mare del sé, dell’essere umano, del suo inconscio, della sua più profonda essenza creativa: «il Metronomo di Man Ray, uno degli artisti che ho ritratto in Colour Beginning, è diventato per me l’occhio che sente. Cosa intendo dire. L’occhio è l’organo che ci restituisce tutti i sensi: l’occhio vede, parla, sente, tocca, assapora e si fa sguardo dei sensi più interni, vale a dire dell’anima», soggiunge Paola. Una serie di suoi ritratti acquerellati sono corredati da alcuni versi, da alcuni pensieri e frasi, costruendo, così, un dittico fra parola e immagine: «la pittura è la poesia della visione», aveva ricordato l’artista riprendendo un pensiero del pittore James Abbott McNeill Whistler; un’altra serie di acquerelli è eseguita tutta sulla tinta del violetto: «ti stai riferendo al colore caput mortuum violet, il rosso-arancio-violaceo che ho scelto per una serie di ritratti ad acquerello: il punto dove il blu si brucia nel giallo come una sanguigna»; il più recente ciclo (formato dai lavori scelti per Colour beginning), segue norme cromatiche ispirate alla teoria dei colori di Goethe: «che si incardina sui due estremi, il giallo e […]

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Comunicati stampa

Premio Cartagine 2018: fra i vincitori Luciano Ruotolo

Il Premio Cartagine, istituito nel 2001, è un premio rivolto a personalità che, in diverse declinazioni della cultura e del sapere, si sono distinte – in Italia e all’Estero, indistintamente  – per le loro attività divulgative e intellettuali. Il Premio Internazionale Cartagine conferito a Luciano Ruotolo Il 19 ottobre scorso si è tenuta, presso la Sala Protomoteca in Piazza Campidoglio, a Roma, la cerimonia di premiazione del Premio Internazionale Cartagine 2.0 2018; alla cerimonia ha preso parte anche Luciano Ruotolo, maestro di pianoforte e direttore artistico (e curatore di interessanti manifestazioni ed eventi musicali fra cui il Mimas Music Festival, svoltosi a Procida dal 21 al 31 agosto scorsi) nonché cofondatore dell’Associazione Mousikè e dell’Accademia Musicale Europea («un circuito musicale basato sull’eccellenza e sulla valorizzazione di giovani musicisti, rendendoli protagonisti all’interno dello scenario nazionale ed internazionale attraverso l’ideazione di rassegne, laboratori, masterclass, corsi ordinari di alta formazione musicale ed è impegnata nella divulgazione della musica considerata come un mezzo necessario alla crescita ed alla formazione sociale», aveva lui stesso affermato in una piacevolissima ed interessante intervista pubblicata qualche mese fa, sempre qui, per Eroica Fenice). Luciano Ruotolo si è formato artisticamente presso il Conservatorio San Pietro a Majella, di Napoli, e presso l’Accademia del Teatro alla Scala, di Milano, e come si ricordava, affianca alla carriera pianistica, quella di Direttore Artistico rivestendo prestigiosi incarichi in ambito musicale. Luciano Ruotolo e il Premio Cartagine Ho avuto modo di conoscere Luciano al Palazzo Venezia di Napoli, dove il maestro tiene un corso di pianoforte; lì, in quella cornice storica ed artistica – e colma di pace e tranquillità, un locus amoenus in cui il fascino delle note del pianoforte fra il vento e lo stormire delle chiome degli alberi rievoca suggestioni profonde – Luciano si dedica alle sue lezioni di pianoforte con amore e dedizione, lì tiene concerti-saggio con i suoi allievi di pianoforte e concerti (fra cui una suggestiva serata fra il suo pianoforte e la voce del soprano Romina Casucci) e da lì sono partiti molti dei progetti e delle idee che hanno avuto risonanza internazionale. Da qui, da questo spirito internazionale della sua arte musicale, la motivazione del Premio Cartagine conferito a Luciano Ruotolo: “[…] La sua Arte Pianistica, viene acclamata in tour in Europa e negli USA. Ideatore di prestigiosi Festival a centri di Alta Formazione è impegnato nella divulgazione della Musica […] in virtù dei meriti acquisiti rappresenta uno dei massimi e più noti esponenti in Italia e all’Estero del Panorama Musicale […]”. Cosa significa per Luciano Ruotolo questo premio? «Il Premio rappresenta per me prima di tutto un’enorme sorpresa: è arrivato come un fulmine a ciel sereno; è un riconoscimento davvero importante considerando l’albo d’onore precedente ed il respiro internazionale. Mi ha molto emozionato, come primo impatto, alimentando la consapevolezza che il solco tracciato, con tanta passione,  è quello giusto. Viviamo in una società velocissima, a tratti cinica, dove l’Arte e la sua Bellezza vengono spesso piegate per logiche di mercato: noi proviamo, e parlo al […]

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Culturalmente

Mostre d’arte in corso, 10 da non perdere assolutamente!

Da Marc Chagall a Pablo Picasso, da Escher alla celebrazione del mito di Ercole, da Tintoretto  a Pollock: nell’autunno- inverno 2018-2019, c’è davvero l’imbarazzo della scelta per gli amanti dell’arte non solo moderna e contemporanea. Ecco, dunque, una selezione delle 10 mostre d’arte in corso da non perdere assolutamente negli ultimi mesi di quest’anno. Mostre d’arte in corso, quali non perdere in questo piovoso autunno Tintoretto 500 Nella splendida cornice del Palazzo Ducale e presso le Gallerie dell’Accademia a Venezia, dal 7 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 i visitatori potranno ammirare una grandissima esposizione dedicata al pittore cinquecentesco di origine veneziana in occasione dei 500 anni dalla sua nascita. Organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dalla National Gallery of Art di Washington fin dal 2015 nei luoghi più prestigiosi della città veneta, la mostra si immette in un più grande evento cittadino comprendente anche le chiese veneziane (dove Save Venice Inc.ha sostenuto il restauro di ben 18 dipinti e la tomba del Maestro), che conservano capolavori di Tintoretto (Tintoretto 1519-2019) dagli anni della formazione (“il giovane Tintoretto” nelle Gallerie) alla definitiva affermazione in Europa negli anni ’40 del 1500 (nel Palazzo Tintoretto 1519-1594). Dove e quando: Palazzo Ducale- Gallerie dell’Accademia, Venezia. 7 settembre 2018-6 gennaio 2019 Info: http://mostratintoretto.it/progetto-tintoretto-500 Warhol&Friends. New York negli anni ’80 Chi non conosce l’artista americano, noto per la sua opera ispirata alla produzione industriale e alla società non solo statunitense? Chi non ricorda il noto volto di Marilyn Monroe dai colori accesi o la riproduzione in serie della latta Campbell’s Soup? A Bologna sono esposte circa 150 opere che portano alle luci della ribalta la New York degli anni ’80 raccontando Warhol, ma anche Jean-Michel Basquiat (quest’anno ricorre il trentennale della sua morte), Francesco Clemente, Keith Haring, Julian Schnabel e Jeff Koons. Dove e quando: Palazzo Albergati, Bologna. 29 settembre 2018- 24 febbraio 2019 Info:http://www.palazzoalbergati.com/warhol-friends/ Per chi volesse conoscere ancora più approfonditamente la vita e le opere straordinarie di Andy Warhol segnaliamo anche un’altra esposizione di oltre 170 opere dell’artista, dal 3 ottobre nel Complesso del Vittoriano a Roma. Realizzata in occasione del 90esimo anniversario della sua nascita, parte dalle origini artistiche della Pop Art, dal 1962 quando Warhol inizia a creare serie usando la serigrafia. Qui al Vittoriano, dal 10 ottobre 2018 trovate anche “Pollock e la Scuola di New York” nell’Ala Brasini che accoglie opere della collezione del Whitney Museum di New York, anche di Mark Rothko, Willem de Kooning, Franz Kline e degli altri ‘irascibili’. Picasso e il mito Protagonista assoluto delle mostre d’arte in corso è sicuramente lo spagnolo Pablo Picasso tanto che sia  nel Palazzo Reale di Milano, dal 18 ottobre 2018 al 17 febbraio 2019, sia a Genova sono allestite due interessantissime e ricchissime esposizioni dedicate all’artista. A Milano, è celebrato lo studio delle forme (comparate a quelle rispondenti ai canoni classici), della bestialità e della scomposizione delle figure in un percorso museale che segue la rappresentazione compulsiva di esseri mostruosi, che affonda le proprie radici nella mitologia e […]

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