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Eroica Fenice

La categoria Culturalmente contiene 70 articoli

Culturalmente

Paola De Rosa e i suoi acquerelli (per Colour beginning)

Colour beginning è il titolo di un’esposizione artistica della pittrice (e architetto) Paola De Rosa, un’esposizione (inserita all’interno della III edizione della manifestazione artistico-culturale Rome Art Week) che ha visto come protagonista un ciclo di ritratti acquerellati a cui Paola De  Rosa si è dedicata con intensa profondità. Colour beginning (e non solo): un dialogo con Paola De Rosa Colour beginning non è che una parentesi del rapporto che Paola intrattiene con l’acquerello, intenso e produttivo: «un rapporto continuo, lunghissimo e profondo; il mezzo che ha coinvolto prima la pittura, come strumento intuitivo, e poi l’architettura, come strumento di pensiero. Perché l’acquerello ha una duplice caratteristica: può essere gestuale e rapido nel “macchiare”, riflessivo e lento nel “velare”. I due aspetti, però, possono fondersi; in questo senso Colour beginning è una “macchia” che “riflette” sul colore», ci dice. Un abbraccio felice e cangiante fra tinte immerse nell’acqua: un acquerello poeticamente può essere questo, un fluire dei sensi in volute armoniche, fino a che, intridendo – e gonfiando – le setole del pennello, le tinte si stendono sopra il supporto cartaceo che le accoglie. La tecnica della creazione ad acquerello è polivalente, poliforme, “improvvisa”, ma segue prassi ben definite: «è come dici tu; sulla macchia e sulla velatura c’è un margine di controllo, soprattutto sulla seconda, ma l’acquerello, a mio avviso, più di ogni altra tecnica artistica, fatta eccezione per la fotografia a cui io per altro lo assimilo, porta con sé molto degli stati ambientali, fisici e psichici del momento e questa sua contingenza e sensibilità lo rendono particolarmente vivace», ricorda l’autrice. Ma quali sono, per l’acquerello, i soggetti preferiti da Paola De Rosa? Quali gli elementi attraverso cui veicola il suo messaggio d’artista? È lo sguardo, lo sguardo dell’uomo e dell’artista – sia egli poeta, musicista, pittore – ciò che l’affascina; perché lo sguardo? In esso si cela l’immenso – e l’inconosciuto e (inconoscibile, forse) – mare del sé, dell’essere umano, del suo inconscio, della sua più profonda essenza creativa: «il Metronomo di Man Ray, uno degli artisti che ho ritratto in Colour Beginning, è diventato per me l’occhio che sente. Cosa intendo dire. L’occhio è l’organo che ci restituisce tutti i sensi: l’occhio vede, parla, sente, tocca, assapora e si fa sguardo dei sensi più interni, vale a dire dell’anima», soggiunge Paola. Una serie di suoi ritratti acquerellati sono corredati da alcuni versi, da alcuni pensieri e frasi, costruendo, così, un dittico fra parola e immagine: «la pittura è la poesia della visione», aveva ricordato l’artista riprendendo un pensiero del pittore James Abbott McNeill Whistler; un’altra serie di acquerelli è eseguita tutta sulla tinta del violetto: «ti stai riferendo al colore caput mortuum violet, il rosso-arancio-violaceo che ho scelto per una serie di ritratti ad acquerello: il punto dove il blu si brucia nel giallo come una sanguigna»; il più recente ciclo (formato dai lavori scelti per Colour beginning), segue norme cromatiche ispirate alla teoria dei colori di Goethe: «che si incardina sui due estremi, il giallo e […]

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Comunicati stampa

Premio Cartagine 2018: fra i vincitori Luciano Ruotolo

Il Premio Cartagine, istituito nel 2001, è un premio rivolto a personalità che, in diverse declinazioni della cultura e del sapere, si sono distinte – in Italia e all’Estero, indistintamente  – per le loro attività divulgative e intellettuali. Il Premio Internazionale Cartagine conferito a Luciano Ruotolo Il 19 ottobre scorso si è tenuta, presso la Sala Protomoteca in Piazza Campidoglio, a Roma, la cerimonia di premiazione del Premio Internazionale Cartagine 2.0 2018; alla cerimonia ha preso parte anche Luciano Ruotolo, maestro di pianoforte e direttore artistico (e curatore di interessanti manifestazioni ed eventi musicali fra cui il Mimas Music Festival, svoltosi a Procida dal 21 al 31 agosto scorsi) nonché cofondatore dell’Associazione Mousikè e dell’Accademia Musicale Europea («un circuito musicale basato sull’eccellenza e sulla valorizzazione di giovani musicisti, rendendoli protagonisti all’interno dello scenario nazionale ed internazionale attraverso l’ideazione di rassegne, laboratori, masterclass, corsi ordinari di alta formazione musicale ed è impegnata nella divulgazione della musica considerata come un mezzo necessario alla crescita ed alla formazione sociale», aveva lui stesso affermato in una piacevolissima ed interessante intervista pubblicata qualche mese fa, sempre qui, per Eroica Fenice). Luciano Ruotolo si è formato artisticamente presso il Conservatorio San Pietro a Majella, di Napoli, e presso l’Accademia del Teatro alla Scala, di Milano, e come si ricordava, affianca alla carriera pianistica, quella di Direttore Artistico rivestendo prestigiosi incarichi in ambito musicale. Luciano Ruotolo e il Premio Cartagine Ho avuto modo di conoscere Luciano al Palazzo Venezia di Napoli, dove il maestro tiene un corso di pianoforte; lì, in quella cornice storica ed artistica – e colma di pace e tranquillità, un locus amoenus in cui il fascino delle note del pianoforte fra il vento e lo stormire delle chiome degli alberi rievoca suggestioni profonde – Luciano si dedica alle sue lezioni di pianoforte con amore e dedizione, lì tiene concerti-saggio con i suoi allievi di pianoforte e concerti (fra cui una suggestiva serata fra il suo pianoforte e la voce del soprano Romina Casucci) e da lì sono partiti molti dei progetti e delle idee che hanno avuto risonanza internazionale. Da qui, da questo spirito internazionale della sua arte musicale, la motivazione del Premio Cartagine conferito a Luciano Ruotolo: “[…] La sua Arte Pianistica, viene acclamata in tour in Europa e negli USA. Ideatore di prestigiosi Festival a centri di Alta Formazione è impegnato nella divulgazione della Musica […] in virtù dei meriti acquisiti rappresenta uno dei massimi e più noti esponenti in Italia e all’Estero del Panorama Musicale […]”. Cosa significa per Luciano Ruotolo questo premio? «Il Premio rappresenta per me prima di tutto un’enorme sorpresa: è arrivato come un fulmine a ciel sereno; è un riconoscimento davvero importante considerando l’albo d’onore precedente ed il respiro internazionale. Mi ha molto emozionato, come primo impatto, alimentando la consapevolezza che il solco tracciato, con tanta passione,  è quello giusto. Viviamo in una società velocissima, a tratti cinica, dove l’Arte e la sua Bellezza vengono spesso piegate per logiche di mercato: noi proviamo, e parlo al […]

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Culturalmente

Mostre d’arte in corso, 10 da non perdere assolutamente!

Da Marc Chagall a Pablo Picasso, da Escher alla celebrazione del mito di Ercole, da Tintoretto  a Pollock: nell’autunno- inverno 2018-2019, c’è davvero l’imbarazzo della scelta per gli amanti dell’arte non solo moderna e contemporanea. Ecco, dunque, una selezione delle 10 mostre d’arte in corso da non perdere assolutamente negli ultimi mesi di quest’anno. Mostre d’arte in corso, quali non perdere in questo piovoso autunno Tintoretto 500 Nella splendida cornice del Palazzo Ducale e presso le Gallerie dell’Accademia a Venezia, dal 7 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 i visitatori potranno ammirare una grandissima esposizione dedicata al pittore cinquecentesco di origine veneziana in occasione dei 500 anni dalla sua nascita. Organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dalla National Gallery of Art di Washington fin dal 2015 nei luoghi più prestigiosi della città veneta, la mostra si immette in un più grande evento cittadino comprendente anche le chiese veneziane (dove Save Venice Inc.ha sostenuto il restauro di ben 18 dipinti e la tomba del Maestro), che conservano capolavori di Tintoretto (Tintoretto 1519-2019) dagli anni della formazione (“il giovane Tintoretto” nelle Gallerie) alla definitiva affermazione in Europa negli anni ’40 del 1500 (nel Palazzo Tintoretto 1519-1594). Dove e quando: Palazzo Ducale- Gallerie dell’Accademia, Venezia. 7 settembre 2018-6 gennaio 2019 Info: http://mostratintoretto.it/progetto-tintoretto-500 Warhol&Friends. New York negli anni ’80 Chi non conosce l’artista americano, noto per la sua opera ispirata alla produzione industriale e alla società non solo statunitense? Chi non ricorda il noto volto di Marilyn Monroe dai colori accesi o la riproduzione in serie della latta Campbell’s Soup? A Bologna sono esposte circa 150 opere che portano alle luci della ribalta la New York degli anni ’80 raccontando Warhol, ma anche Jean-Michel Basquiat (quest’anno ricorre il trentennale della sua morte), Francesco Clemente, Keith Haring, Julian Schnabel e Jeff Koons. Dove e quando: Palazzo Albergati, Bologna. 29 settembre 2018- 24 febbraio 2019 Info:http://www.palazzoalbergati.com/warhol-friends/ Per chi volesse conoscere ancora più approfonditamente la vita e le opere straordinarie di Andy Warhol segnaliamo anche un’altra esposizione di oltre 170 opere dell’artista, dal 3 ottobre nel Complesso del Vittoriano a Roma. Realizzata in occasione del 90esimo anniversario della sua nascita, parte dalle origini artistiche della Pop Art, dal 1962 quando Warhol inizia a creare serie usando la serigrafia. Qui al Vittoriano, dal 10 ottobre 2018 trovate anche “Pollock e la Scuola di New York” nell’Ala Brasini che accoglie opere della collezione del Whitney Museum di New York, anche di Mark Rothko, Willem de Kooning, Franz Kline e degli altri ‘irascibili’. Picasso e il mito Protagonista assoluto delle mostre d’arte in corso è sicuramente lo spagnolo Pablo Picasso tanto che sia  nel Palazzo Reale di Milano, dal 18 ottobre 2018 al 17 febbraio 2019, sia a Genova sono allestite due interessantissime e ricchissime esposizioni dedicate all’artista. A Milano, è celebrato lo studio delle forme (comparate a quelle rispondenti ai canoni classici), della bestialità e della scomposizione delle figure in un percorso museale che segue la rappresentazione compulsiva di esseri mostruosi, che affonda le proprie radici nella mitologia e […]

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Eventi nazionali

Impressionisti francesi da Monet a Cézanne, la mostra multimediale a Roma

Impressionisti francesi da Monet a Cézanne: un’occasione irripetibile e da non perdere nel magico quartiere di Trastevere, a Roma, vi porterà nel mondo dell’Impressionismo francese attraverso una suggestiva mostra multimediale. Nel caratteristico quartiere romano di Trastevere, in via G. Induno 4, il Palazzo degli Esami ospita la più grande mostra multimediale sugli Impressionisti francesi da Monet a Cézanne. Dal 5 Ottobre 2018 è possibile immergersi nell’esperienza che celebra uno dei più affascinanti periodi dell’arte moderna. Lo spettacolo, prodotto da Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi, in associazione con Grande Exhibitions SENSORY24, percorre un viaggio nel tempo che risale alla Parigi del XIX secolo, rendendo omaggio ai precursori di un nuovo modo di rapportarsi col mondo circostante, e soprattutto con la natura, attraverso i suoi colori, luci e contrasti. La visita consente allo spettatore di addentrarsi in ambienti in penombra, la cui sola fonte di illuminazione proviene dalle immagini delle opere dei grandi maestri, che attraverso un gioco di proiezioni e animazioni coinvolgono emotivamente il visitatore fino a sentirsi totalmente immerso nel contesto di immagini e suoni. L’atmosfera è resa ancora più suggestiva dalla colonna sonora, con le musiche di Debussy, Cajkovsij, Ravel e Offenbach.  Impressionisti francesi da Monet a Cézanne a Roma, tra riferimenti artistici e proiettori multimediali Le immagini della mostra Impressionisti francesi da Monet a Cézanne sono proiettate in due ambienti separati, mentre all’entrata è possibile ripercorrere la storia dell’arte dal 1860 al 1890 attraverso una linea del tempo piena di riferimenti artistici, storici e architettonici. Nella sala d’apertura è anche possibile informarsi sulle figure che hanno reso memorabile tale corrente artistica e ad avere un quadro più preciso di quel che si potrà osservare. Inoltre, le proiezioni di iconiche frasi e citazioni dei pittori più celebri rafforzano gli spazi didascalici di questo ambiente. Ripercorrendo qui brevemente il tema della mostra, l’Impressionismo è un movimento radicale del XIX secolo, che si discosta profondamente dalla tradizionale pittura europea per proporre una visione moderna e innovativa di scene di vita quotidiana. I pittori, eterogenei per approccio alla pittura, sono uniti da un chiaro rifiuto della tradizione dominante. Nonostante il duro rifiuto della critica, che giudicava i quadri come abbozzati e non finiti, il movimento divenne sempre più rinomato negli anni ’70 e ’80, grazie alle mostre indipendenti dei primi impressionisti, quali Renoir, Pissaro, Monet e Degas. Questi pittori catturano gli effetti transitori della luce dipingendo all’aria aperta, e si concentrano su scene semplici e tematiche ordinarie, raffigurando il movimento come elemento cruciale della percezione umana. L’Impressionismo rappresenta, dunque, un modo differente di esprimere l’immediatezza e la fluidità, che attraverso pennellate rapide e discontinue si concentra sulle luci e le ombre di ogni cosa. La mostra multimediale permette di superare la concezione di fruizione classica di un’opera d’arte e cambia il modo di interagire con i contenuti che vuole veicolare. Stimolando i sensi, i suoni e le immagini, combinati tra loro, regalano un’importante esperienza multisensoriale. Il sistema SENSORY4, sfruttando 40 proiettori ad alta definizione, suono in qualità surround e motion graphic, […]

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Eventi nazionali

Rome Art Week e gli acquerelli di Paola De Rosa

Rome Art Week è una manifestazione artistica (quest’anno nella sua III edizione) che si terrà dal 22 al 27 ottobre nella capitale italiana. Rome Art Week: una panoramica sull’iniziativa Rome Art Week è una prossemica sull’arte attraverso lo sguardo dei suoi protagonisti: oltre alla partecipazione di gallerie, fondazioni, curatori, critici d’arte, associazioni e musei, l’iniziativa vede protagonisti gli artisti che, aprendo letteralmente i loro studi ai visitatori, mostrano loro il luogo in cui sono concepite e nascono le proprie creazioni. Un viaggio al centro dell’arte, si potrebbe dire: un percorso – fisico e artistico – lungo cui entrare in contatto con praxis e ratio creativa degli artisti che espongono le loro opere proprio laddove sono state nutrite e curate. Colour beginning: gli acquerelli di Paola De Rosa alla Rome Art Week Fra gli artisti partecipanti all’evento, anche la pittrice Paola De Rosa che offrirà ai visitatori – aprendo loro il 27 ottobre il proprio studio – un proprio ciclo di affascinanti ritratti acquerellati dal titolo Colour beginning. Un titolo allusivo per questi suoi ritratti (acquerellati con delicatezza e al tempo stesso forza tecnica) se si pensa all’omonimo lavoro ad acquerello di William Turner, con cui l’autore si “immerge” nel colore come proiezione dell’intimo. Studio sui colori, loro intimo intreccio con le sensazioni umane, e profondità: è questo il sostrato da cui si muove l’intentio – e l’inventio – di Paola De Rosa, il senso da cui si dipana il tema ricorrente di questi suoi acquerelli; ed ecco la profondità di uno sguardo rapito dall’atto creativo, a sua volta “rapito”, colto, dalla mano di Paola De Rosa, attraverso l’abbraccio fluente delle sue tinte mescolate nell’acqua. Un ciclo di acquerelli su pittori – raffiguranti, fra gli altri, Amedeo Modigliani, Salvador Dalì, Marc Chagall, Andy Wharol – realizzati da una pittrice: un giro armonico di inizi e ritorni; un cerchio artistico che ha la capacità di offrire, all’osservatore, un duplice canale interpretativo di cui l’acquerello si fa mezzo attraverso due fuochi visivi: l’occhio di Paola De Rosa nel cogliere lo sguardo – e con esso quella caratteristica scintilla del fuoco creativo – del pittore che crea e l’occhio di questi, eternamente presente nell’essenza stessa della sua opera. Colour beginning: percorsi fra acquerello e jazz Itinerari di andate e ritorni, fra autori e opere, fra acquerello e tinte, fra arte e musica: «Così come la musica è la poesia del suono, così la pittura è la poesia della  visione» (come Paola De Rosa ricorda riprendendo un pensiero di James Abbott McNeill Whistler) e come sottofondo musicale ai propri ritratti, la voce di Tiziana Cavone (accompagnata dalla chitarra di Alessandro Cicala, dal basso elettrico e dal contrabbasso di Vincenzo Iantorno e alla batteria di Francesco Benedetti), che fra note jazz e partiture (tratte fra i repertori, fra gli altri, di George e Ira Gershwin, Eddie Jefferson, Bobby Timmons e Mongo Santamaria), si inscrive armonicamente nel percorso tracciato per Colour Beginning. Tiziana Cavone (docente di musica alle scuole elementari, membro di importanti formazioni corali e solista impegnata […]

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Attualità

Miss Italia 2018, come è oggi e come era ieri

Miss Italia 2018. La 79esima edizione del concorso nazionale di bellezza, la cui finalissima si è tenuta a Milano lunedì 17 settembre, si è conclusa con la vittoria della ventiseienne Carlotta Maggiorana, della provincia di Ascoli Piceno. Prima miss sposata ad essere eletta, non sconosciuta al mondo dello spettacolo per aver recitato nel film “Tree of life”, con Brad Pitt e Sean Penn, in “Un Fantastico via vai” di Leonardo Pieraccioni e nella serie tv  “Onore e rispetto”, ha saputo conquistare l’approvazione della giura e del pubblico con la sua bellezza tipicamente mediterranea. Seconda la napoletana Fiorenza D’Antonio, mentre la medaglia di bronzo spetta a Chiara Bordi, diciottenne nota per essere la prima partecipante con una protesi alla gamba. A condurre in diretta Francesco Facchinetti e Diletta Leotta su La7, mentre in giura si segnalano Massimo Lopez, Tullio Solenghi, Alessandro Borghese, il giornalista Andrea Scanzi, Pupo, Mariagrazia Cucinotta e l’ex nuotatore Filippo Magnini. Miss Italia 2018, origini e progressi Miss Italia esisteva anche prima del 1946, anno ufficiale della sua nascita. Suo antenato è il concorso “5000 lire per un sorriso”, progettato da Dino Villani nel 1939, che prevedeva  il solo invio di foto delle aspiranti al titolo di “Miss Sorriso”, senza che esse dovessero sfilare. Interrotto a causa della seconda guerra mondiale, è stato ripristinato nel 1946 con il nome corrente. I primi concorsi si tenevano a Stresa, in seguito le sedi furono varie. Contestato negli anni del femminismo, ha continuato a ricevere critiche e scetticismo da parte di una società in evoluzione. Tuttavia, il concorso di Miss Italia ha seguito tutte le tappe storiche del nostro paese. Nel 1950 Miss Italia giunge alla trasmissione Radio. Nel 1988 passa alla Rai, e solo nel 2013 a La7. Nel 1959 la direzione viene assunta da Enzo Mirigliani, che la detiene fino al 2013, anno in cui gli subentra la figlia Patrizia Mirigliani. Nel 1990 un ulteriore progresso vede l’abolizione delle misure fisiche canoniche, mentre dal 1994 la partecipazione è aperta anche alle donne sposate o con figli (dopo la squalifica avvenuta nel 1987 della miss neoeletta Mirca Viola, perché madre e moglie). Dal 2002 è consentita la partecipazione solo alle miss che saranno maggiorenni per la finale. In precedenza, invece, erano state elette anche miss quindicenni. Oltre al titolo finale di Miss Italia, molteplici sono i titoli che vengono assegnati durante il concorso (Miss Miluna, Miss Eleganza). Inoltre, dal 2018 sono istituiti titoli di rilievo come Miss Forme Morbide o Miss Sport Italia. Nel 2014 l’età massima di partecipazione delle miss slitta dai 26 ai 30 anni e nello stesso anno si sancisce l’ammissione al concorso di ragazze nate in Italia da genitori stranieri. Numerosi progressi, dunque, per un concorso di bellezza che, per quanto possa essere contestato da un punto di vista ideologico o etico, si annovera tra le tradizioni culturali d’Italia.

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Eventi nazionali

Festivaletteratura 2018: dal 5 al 9 settembre a Mantova

Correva l’anno 1997 quando nella città di Mantova si inaugurava con febbricitante entusiasmo Festivaletteratura, l’apoteosi della cultura che da allora riunisce nel capoluogo lombardo di storica fama i grandi della parola di ogni dove. Un’idea tipicamente anglosassone dello speakers’ corner amplifica il desiderio nato da un piccolo gruppo di residenti, il Comitato Organizzatore, di aumentare il volume della voce, coinvolgendo nell’iniziativa quelle menti affamate che volontarie dedicano se stesse al Festivaletteratura, e che già a partire dalla prima edizione hanno costituito l’Associazione Filofestival. Incontri con autori, cene letterarie, concerti, conferenze e molto altro si terranno ancora al Festivaletteraura nell’edizione 2018 da mercoledì 5 a domenica 9 settembre. All’aperitivo inaugurale delle 11.30, già dal primo giorno si renderà onore al senso dell’incontro, che coniuga la necessità di interfacciarsi con l’altro, come forma di riconoscimento dell’io, all’immersione nella città di Mantova, cornice ideale con le sue piazze, le chiese e i teatri. Nella parte più antica della città si erge la Tenda dei Libri. In questo spazio ad accesso libero saranno esposte opere disponibili alla consultazione, quest’anno con peculiare focus su una capitale di carta, la ceca Praga. Annessa all’invito di partecipazione al Festivaletteratura c’è sempre una richiesta: tocca con mano. Le iniziative non prevedono un passivo ascolto, ma promuovono un dibattito capace di spaziare dalle riflessioni letterarie, tra poesia e grandi nomi, a quelle ambientali, scientifiche, antropologiche. Da qui ancora la nascita del Scienceground, una piccola comunità scientifica temporanea che con il gioco e la sperimentazione incarna l’irresistibilità del desiderio tattile. Tutto ciò che si semina in ogni edizione è raccolto nell’archivio ufficiale e consultabile del Festivaletteratura, esperienze che danno sapore all’ordinario. Festivaletteratura 2018: un mondo di voci Una parentesi di cinque giorni che non può restare una parentesi. Il Festivaletteratura vanta della consapevolezza della rarità dell’incontro. Dal 5 al 9 settembre si animerà un giro di vite, che senza la partecipazione non avrebbe avuto luogo. Insieme ad autorevoli voci di autori ed esperti italiani si aprono le porte a una dimensione più che europea. Così, nello stesso giorno intervengono il dantista Riccardo Bruscagli, il nigeriano A. Igoni Barrett, e l’esperto mondiale di ghiaccio marino Peter Wadhams. I giorni successivi si articolano tra le riflessioni sul nichilismo attivo di Umberto Galimberti, il noto cartoonist Bruno Bozzetto, lo scrittore pluripremiato Guido Conti e molti altri ancora. La poliedricità dei linguaggi del nostro mondo si manifesta poi in proiezioni cinematografiche serali, in spettacoli teatrali in dialetto e sezioni collettive di giornalismo. Al Festivaletteratura anche la vita diventa una storia da raccontare, come dimostrerà in un incontro che lo vede protagonista lo scrittore Matt Haig, previsto da programma per giovedì 6 settembre. Il racconto del sé è fonte di giochi e laboratori per l’infanzia, previsti nel primo pomeriggio di ogni giornata di Festival. I sostegni affinché tutto questo avvenga superano le aspettative di un festival comune, raggiungendo le porte dell’Ambasciata del Canada e di altri ambiti sponsor. La pratica di avvicinamento di anime altrimenti distanti nel tempo e nello spazio ha fomentato il Festivaletteratura […]

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Eventi nazionali

Premio Strega 2018: vince Helena Janeczek con Guanda

Il Premio Strega 2018 è stato assegnato a Helena Janeczek con l’opera “La ragazza con la Leica” (2017) della casa editrice Guanda. Il vincitore è stato proclamato ieri sera, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma dalla giornalista Eva Giovannini che ha condotto la trasmissione in diretta su Rai3. Erano 15 anni che il premio non veniva assegnato ad una donna, che con 196 voti ha superato i 144 voti di Marco Balzano con “Resto qui” (edizione Einaudi). Gli altri finalisti sono stati  Sandra Petrignani  “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” (Neri Pozza), Lia Levi con “Questa sera è già domani” (Edizioni E/O),  Carlo D’Amicis con “Il gioco” (Mondadori). Per la prima volta vince la casa editrice Guanda (fa parte dal 2005 del grosso gruppo editoriale Mauri Spagnol che comprende Corbaccio, Garzanti, Longanesi, Nord, Ponte alle Grazie, Salani, TEA, Vallardi)  interrompendo la lunga serie di vittorie della Mondadori e di altre grosse case editrici. Premio Strega 2018, l’opera e l’autrice “La ragazza con la Leica”, vincitore del Premio Strega 2018, narra della vita di  Gerda Taro, prima fotografa di guerra caduta sul campo di battaglia: è morta nel 1937 durante la guerra civile spagnola.  Gerda, compagna di Robert Capa, era una persona con una grande voglia di vivere, una ragazza degli Anni Trenta che respirava, come tanti, il clima nefasto di quegli anni. È l’epoca del nazismo e della crisi economica, ma anche quello della sua giovinezza e della sua passione verso la fotografia. Helena Janeczek nata a Monaco di Baviera da una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. Poetessa e scrittrice, ha esordito con la raccolta di poesie in lingua tedesca Ins Freie (Suhrkamp, 1989), mentre ha scritto in italiano il suo primo romanzo, Lezioni di tenebra (Guanda 2011, Premio Bagutta Opera Prima), che racconta del viaggio compiuto ad Auschwitz insieme alla madre, che lì era stata prigioniera con il marito. È inoltre autrice dei romanzi Cibo (Mondadori, 2002), Le rondini di Montecassino (Guanda, 2010), finalista al Premio Comisso e vincitore del Premio Napoli, del Premio Sandro Onofri e del Premio Pisa.  È redattrice di «Nuovi Argomenti» e di «Nazione Indiana». Premio Strega, la storia Il Premio Strega nacque nel dopoguerra con l’obiettivo di contribuire alla rinascita culturale dell’Italia con l’assegnazione di un Premio letterario. Da allora viene considerato il premio letterario italiano che gode di maggior prestigio. Il Premio Strega è stato istituito da Maria Bellonci e da Guido Alberti, proprietario della casa produttrice del liquore Strega, da cui la scelta del nome. Dal 1986 il Premio Strega viene gestito dalla Fondazione Bellonci. Gli Amici della domenica, quattrocento personalità del mondo della cultura nel senso più ampio (scrittori e giornalisti, studiosi, artisti, registi di cinema e teatro), si riuniscono ogni anno per scegliere in due successive votazioni il vincitore: la prima in casa Bellonci, in giugno; la seconda al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma, ai primi di luglio. Il primo scrittore a ricevere il Premio Strega, nel 1947, è stato Ennio Flaiano, con il libro Tempo di uccidere (Longanesi). Ogni anno vengono assegnati altri premi prestigiosi, quali “Premio Strega Giovani”, […]

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Eventi nazionali

Pompei Pride 2018, in migliaia a difesa dei diritti LGBT

Un corteo di 30000 persone ha sfilato per le strade di Pompei, nel pomeriggio di sabato 30 giugno, in occasione del Pompei Pride 2018. La città mariana ha ospitato quest’anno la coloratissima manifestazione in difesa dei diritti LGBT. Un fiume di gente in festa, striscioni, carri, musica e costumi variopinti, dal centro agli Scavi, passando per il Santuario della Madonna del Rosario, al grido “R-esistiamo per tutti, per tutte”. “La nostra marcia è in nome della libertà, del rispetto, dell’uguaglianza”, spiegano gli organizzatori. In prima fila, come sempre, il sindaco di Napoli De Magistris, il quale ha affermato: “La lotta per le libertà civili bisogna farla sempre, indipendentemente dai governi. Questo è un momento buio con il governo più a destra della Repubblica dai tempi del nazifascismo, ma c’è voglia di lottare contro le discriminazioni di ogni tipo”. Alla sfilata ha preso parte anche i primo cittadino di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno, che proprio in mattinata aveva ricevuto una lettera con insulti e minacce a causa della sua omosessualità.   Presenti all’evento anche la senatrice Monica Cirinnà e il sottosegretario alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora. L’autrice della legge sulle unioni civili ha ribadito: “Siamo contro tutto ciò che è discriminazione, contro tutto ciò che non rispetta l’art.3 della Costituzione. Uguaglianza, libertà e laicità, tre argomenti su cui noi non trattiamo”. In riferimento alla polemica sollevata nei giorni precedenti dal ministro Fontana, il quale ha negato l’esistenza delle famiglie arcobaleno, la senatrice ha aggiunto:“Le famiglie esistono, se ne faccia una ragione il ministro Fontana, lo sancisce una legge. Una legge ancora incompleta, ma ci occuperemo dei bambini arcobaleno che sono ancora senza diritti”. Spadafora ha voluto precisare che gli sforzi fatti finora non saranno vanificati:“Sono qui per testimoniare il mio sostegno e quello del Governo. So che in una parte del Governo non c’è la stessa sensibilità ma l’Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati. Nel contratto di governo non ci sono questioni riguardanti il mondo LGBT, ma convocherò prestissimo le associazioni di settore per avviare un percorso di ascolto e confronto”. Pompei Pride 2018, tra mille polemiche Non si è fatta attendere la reazione di Giorgia Meloni alle parole di Spadafora. La leader di Fratelli d’Italia ha commentato scrivendo su Facebook:“Ha ragione a dire che ‘i diritti in Italia non si perderanno: il più importante di questi è il sacrosanto diritto di un bambino ad avere un padre e una madre”. La decisione di attraversare anche la piazza della Basilica, non ha mancato di scatenare forti critiche nei giorni scorsi. La mattina del 30, infatti, Pina Castiello e Gianluca Cantalamessa, entrambi parlamentari campani della Lega, avevano dichiarato:“Pur ribadendo il diritto a manifestare, la scelta di sfilare dinanzi al Santuario può essere interpretata come una mera provocazione, più che una manifestazione per rivendicare diritti”. Provocazione smentita, invece, dagli organizzatori del Pride:“Pompei è una città conosciuta in tutto il mondo – ha detto Antonello Sannino, Presidente di Arcigay Napoli – e oggi qui c’è l’Italia che difende […]

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Eventi nazionali

Salerno Letteratura, al via il festival culturale più importante del sud Italia

Salerno Letteratura: presentata la sesta edizione che si svolgerà dal 16 al 24 giugno   Presentata ufficialmente venerdì in conferenza stampa a Palazzo di Città a Salerno, la sesta edizione del Salerno Letteratura Festival, che si svolgerà dal 16 al 24 giugno: l’evento culturale più importante del sud Italia, che prevede la partecipazione di scrittori, giornalisti, filosofi, artisti ed intellettuali nazionali ed internazionali, sarà itinerante e percorrerà vicoli e piazze della città. Dopo aver ottenuto l’“EFFE label”, attestato europeo destinato alle manifestazioni più valide dal punto di vista culturale ed artistico dell’intero continente, Salerno Letteratura quest’anno ha riscosso anche il riconoscimento #EuropeForCulture, collocando Salerno tra i Patrimoni Culturali 2018. Fortemente sostenuto dal presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca, il quale anni fa, aveva da subito ritenuto il progetto in grado di richiamare l’interesse di moltissimi appassionati di letteratura, il successo del laboratorio è il risultato di un lavoro attento e ben preciso. Infatti, come spiega la direttrice organizzativa Ines Mainieri, “quando si stanzia del denaro pubblico per un progetto, bisogna fare anche in modo che quel denaro pubblico poi torni in qualche maniera. Secondo me, a noi è tornato in termini di alto gradimento del pubblico. Investire eticamente in cultura significa restituire alla comunità almeno un po’ di quello che si è guadagnato. Inoltre abbiamo cominciato anche a costruire un nostro patrimonio immateriale, una sorte di ‘cassaforte’, come io la chiamo, che sono le collaborazioni artistiche che sono sempre in aumento”. Il sud Italia unito nel valorizzare la cultura Già associata ad altri festival del Vecchio Continente, come quelli portoghese, spagnolo, francese e irlandese, in questa sua ultima edizione la kermesse culturale acquista un altro importante partner, la Rete dei Festival del Sud. Tale progetto è frutto della collaborazione fra 25 manifestazioni che in questi anni hanno arricchito il panorama culturale di sei regioni italiane: Campania, Abruzzo, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia. Merito di questa partnership è, per esempio, una delle novità dell’edizione 2018, nella quale è previsto un grande percorso monografico dedicato alla Basilicata: musica, danza, letteratura, cinema, teatro di stampo lucano, tenendo conto che Matera sarà capitale europea della cultura nel 2019. Il direttore artistico Francesco Durante si è detto soddisfatto della partecipazione di ospiti di ben 14 nazionalità diverse: “La cultura è fatta di apertura, altrimenti non è cultura. Quest’anno ‘Salerno Letteratura’ segna il suo record internazionale: la condivisione è la nostra ricchezza più grande”. In città sono attesi infatti autori come André Aciman, scrittore del romanzo ispiratore del film di Guadagnino vincitore dell’Oscar “Chiamami col tuo nome”; Michael Imperioli, attore e sceneggiatore della serie tv “I Soprano”; autori tedeschi e austriaci come Harald Gilbers e Wolfram Fleishhauer e tanti altri. Tra gli artisti italiani invitati invece, per citarne solo alcuni, i registi Pupi Avati e Cristina Comencini, il best seller Diego De Silva, il giornalista e scrittore Marco Damilano, il quale aprirà un dibattito insieme al governatore De Luca sulla fine della Prima Repubblica. Anche il sindaco Enzo Napoli ha accolto l’idea con entusiasmo: “La […]

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