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Eroica Fenice

La categoria Eventi nazionali contiene 55 articoli

Eventi nazionali

Guido Catalano: Poesie al megafono al Tempio Valdese

Guido Catalano: Poesie al Megafono al Tempio Valdese di Torino, il 10 e 11 dicembre Il 10 e l’11 dicembre il Tempio Valdese di Torino ha ospitato il Reading di Natale di Guido Catalano, che ha declamato i versi delle sue “Poesie al megafono“, il libro sonoro uscito il 19 novembre per Rizzoli. Come un antro della Sibilla Cumana, o come una grotta illuminata da una penombra mistica ed eccitante al tempo stesso, il Tempio Valdese ha offerto il suo corpo di marmi e chiaroscuri a Guido Catalano: l’acustica della chiesa ha sublimato ogni sbuffo di voce del poeta, ogni mutamento impercettibile del suo tono e ogni guizzo della sua erre moscia, che ha avvolto le sue liriche come un involucro scanzonato e compiaciuto. Leggere una poesia di Guido Catalano, dalla carta stampata o sui display di uno smartphone, non restituisce le pause sincopate, gli umori, il ritmo dei respiri e il fiato che vibra, si innalza e si modula fino a creare delle vere e proprie spirali ipnotiche e capaci di catturare l’ascoltatore come una mosca intrappolata nell’ambra. L’ascoltatore rimane ingabbiato nelle spire delle poesie, intrappolato nei sostantivi e imbalsamato negli aggettivi e nei finali a volte buffi, drammatici o liberatori. Poesie al megafono ha una natura duplice, poiché non è solo un audiolibro, ma un oggetto tangibile, fatto di carta e inchiostro, è un oggetto a metà strada tra il regalo di Natale e il feticcio: feticcio perché cristallizza, per sempre, la voce del poeta, da ascoltare e riascoltare a proprio piacimento, che regala qualcosa di sé a chi ne fruisce. Gli regala il suo fiato, l’impasto della sua lingua e la sua voce, gli dona la chiave di lettura ideale per godere al meglio della poesia. Perché la poesia, si sa, è di chi gli serve, ma anche di chi sa come leggerla e come ascoltarla, per far sì che sprigioni pienamente le sue fragranze e la sua forza, spesso dirompente. Guido Catalano e il suo reading di Natale: un universo natalizio atipico L’universo natalizio, che Catalano ha evocato con uno schiocco di dita al Tempio Valdese, rasenta i toni di un bestiario moderno, in cui si affastellano personaggi costruiti con drammaticità e anche con ironia. Guido Catalano, vero e proprio guru dell’amore degli anni Duemila, ci invita con fare sornione nel suo antro, per lasciarci ammaliare e piantare in asso dalle figure che vorticano attorno al suo ideale albero di Natale. Se dovessimo pensare all’universo da lui evocato, penseremmo a una sfilata di amori abortiti, sentimenti dichiarati candidamente e spudoratamente, ex fidanzate che come fantasmi del Natale passato continuano a tormentare i protagonisti e Barbapapà che si tramutano in Barbamerda: ognuna delle comparse di questa parata entra in scena velocemente, si aggrappa alla saliva dell’autore e sparisce non appena la parola si è consumata nel soffio di una candela. Lo spettatore osserva, stupito e incuriosito come un bambino la mattina di Natale, la “luccicanza” dei personaggi di Catalano, che lampeggiano, volteggiano nella penombra come tanti spiritelli perversi […]

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Straordinario successo di Più Libri più Liberi 2019: il nostro report

Dal 4 all’8 dicembre, presso il convention center La Nuvola, è stata ospitata la fiera Più Libri, Più Liberi, uno degli eventi più importanti per il mondo della cultura e dell’editoria nostrana. Noi di Eroica Fenice abbiamo avuto l’occasione di testimoniare in particolare la giornata del 7 dicembre, quando abbiamo intervistato Daisy Johnson, autrice del momento per Fazi Editore (qui l’intervista). Il report di Più Libri Più Liberi 2019: la cultura non muore mai Più Libri Più Liberi festeggia i suoi diciott’anni archiviando un nuovo, straordinario successo. Ancora una volta il pubblico ha dimostrato il suo grande interesse – e il suo affetto – per la Fiera Nazionale della Piccola e Media editoria, organizzata dall’Associazione Italiana editori (AIE) e ospitata per il terzo anno dal Roma convention center – La Nuvola dell’Eur. Numeri in ulteriore crescita:  anche quest’anno superato il muro delle 100mila presenze. Nonostante spesso venga raccontata come una realtà sul punto di spegnersi, la cultura non sembra conoscere una reale battuta di arresto, soprattutto in giorni come questi. Come la fenice, a cui siamo tanto affezionati, puntualmente risorge dalle presunte ceneri, per dimostrare che essa è da sempre e per sempre motivo di piacere e gioia per gli esseri umani. Volendo mantenere un’ottica più concreta, parliamo un po’ dei numeri che ha raccolto questo evento: 3500 metri quadrati, su cui stati distribuiti più di 520 espositori. Alcune tra le maggiori case editrici del Paese (Sellerio, SUR, Adelphi, Treccani) tutte riunite nello stesso posto, sotto lo stesso tetto, con un fine comune: continuare a promuovere l’arte e la sua bellezza. Una partecipazione massiccia, soprattutto nel weekend, con uno straordinario risultato di vendite per tutte gli editori presenti. Circa un centinaio sono gli incontri, eventi, presentazioni che hanno visto la luce durante la fiera. Se numerosi sono stati gli avventori, bisogna far notare che, grazie anche all’ottima organizzazione alle spalle di ciò che si è visto, una fetta enorme di pubblico l’hanno portata le scolaresche provenienti da tutta Italia e che hanno invaso gli stand durante i vari giorni della fiera. Un dato che non stupisce particolarmente, poiché secondo l’ISTAT sono proprio i più piccoli, quelli in età da scuole medie, ad essere i lettori più assidui, più interessati e più voraci. Più Libri Più Liberi 2019: gli eventi e gli ospiti della fiera Moltissimi – più di 1800 – sono stati gli ospiti italiani e internazionali che hanno partecipato alla kermesse, che si conferma come uno degli eventi culturali più importanti della Capitale e dell’intero Paese. Tra gli appuntamenti più seguiti secondo i dati della fiera, quelli con la giovane attivista russa Olga Misik, con la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, con lo scrittore Yasmina Khadra e con Romano Prodi. Siccome sarebbe arduo trattare adeguatamente ognuno degli incontri e delle presentazioni avvenute durante questi giorni, terremo in considerazione quelli più “social”, che non saranno per forza di cose i migliori, ma che hanno sicuramente avuto un grande peso sulla pubblicità della cultura e dell’evento stesso. Come la puntata di Propaganda Live, trasmissione di LA7 condotta da Diego […]

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Nel Profondo, intervista all’autrice Daisy Johnson a Più Libri più Liberi 2019

Durante la fiera Più libri, più liberi svoltasi a Roma dal 4 all’8 dicembre, noi di Eroica Fenice abbiamo avuto l’occasione di incontrare e intervistare una delle autrici appartenenti alla fervente realtà dei Millennials più amate e conosciute del momento, Daisy Johnson. In Italia, la Johnson è pubblicata da Fazi Editore, che proprio qualche mese fa ha edito “Nel profondo”, suo ultimo libro. Daisy Johnson, tra scrittura e attualità Come nasce l’idea per questo libro? L’idea principale che avevo è quella di rinarrare qualcosa, mi piace l’idea di rubare qualcosa. Di distruggerlo e ricostruirlo in una maniera del tutto nuova. Ero interessata al mito dell’Edipo, l’avevo studiato a scuola e all’università. Questa storia mi tornava in mente spesso, questo mi ha portata a capire che era quello che volevo raccontare di nuovo. Alla fine è rimasta solo la trama più cruda, perché tutto il resto è cambiato. Sono cambiate la location, i personaggi e tutto il resto. La “questione Edipo”, l’hai vista più come una provocazione o una innovazione? Sì, c’è sicuramente un aspetto provocatorio in quest’opera, riguardo la classicità di Edipo. Ad esempio, il lavoro che ha fatto Roald Dahl sulle fiabe classiche, come quella di Cappuccetto Rosso. Questo modo di scrivere lo trovo molto affascinante e eccitante come prospettiva letteraria. Inoltre, penso l’idea che esista un testo classico sacro e intoccabile sia un problema, un tipo di convinzione che andrebbe discussa, perché in genere questi testi sono anche testi scritti da uomini bianchi, che dovrebbero essere messi in discussione perché non tengono conto di alcune differenze. Oltre a questo, amo moltissimo il mito di Edipo, penso che abbia una struttura perfetta. Quindi volevo agire con rispetto nei suoi confronti, ma anche con determinazione, proprio per mettere in luce gli aspetti dei miti greci che ritengo problematici. Come il ruolo delle donne in queste storie. Il problema dei Millenials di affermarsi, soprattutto viste le difficoltà messe in campo dalle vecchie generazioni, si propaga anche nel mondo della scrittura, tu come lo vivi? È interessante questo scontro, ci sono sia quelli che vogliono conoscere i nuovi autori, aprire a loro le porte di questo mondo, e allo stesso tempo ci sono quelli che vogliono, in un certo senso, conservare la memoria e tengono chiuse le porte di questo circolo. In UK c’è un grande dibattito sulla educazione creativa, riguardo alla possibilità di crescere come scrittori, visto che alcuni sostengono o nasci genio e hai già talento o niente mentre altri basano la loro idea di talento sul lavoro e sulla quantità di scrittura effettuata ogni giorno. Allo stesso tempo, la comunità inglese è amichevole, aperta ai nuovi scrittori.  Questo riguarda anche il realismo, come genere letterario, visto che molti pensano non ci sia un modo interessante di raccontare la realtà ed è per questo che finiscono con l’essere attratti dal genere fantasy, dove l’irrealtà è al centro dell’attenzione. Per la vecchia guardia, invece il realismo resta sempre quello migliore. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? A luglio uscirà […]

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Nous les Arbres, gli alberi come non li abbiamo mai visti

Noi Alberi (Nous les Arbres), un evento alla Fondazione Cartier per l’Arte Contemporanea di Parigi, mette in mostra opere artistiche e ricerche scientifiche che restituiscono nuove suggestioni e arricchiscono la nostra conoscenza di queste meravigliose creature viventi. Le piante sono intelligenti. Dimostrarlo è l’obiettivo dei partecipanti che, attraverso l’uso di diversi media, hanno raccontato ai visitatori le capacità sensoriali, mnemoniche e comunicative degli alberi. Particolarmente interessante, l’installazione ‘Symbiosia’ del botanico Stefano Mancuso, pioniere della neurobiologica vegetale, e l’artista Thijs Biersteker. L’opera intende dare letteralmente voce alle piante, rivelando attraverso segnali visivi la loro reazione alle condizioni ambientali circostanti. Alcuni display LED consentono ai visitatori di osservare in tempo reale come determinati fattori esterni, quali ad esempio traffico e siccità, influenzino la crescita degli alberi. Come? Una serie di sensori in grado di misurare la radiazione solare, livelli di anidrite carbonica, umidità, qualità dell’aria e temperatura, caratteristiche del terreno ecc., forniscono una preziosa quantità di dati che vengono rielaborati per mostrare visivamente la reazione dell’albero nello sviluppo degli anelli nascosti dalla corteccia. Infatti, questi fattori ambientali causano fluttuazioni nella fotosintesi degli alberi, che impattano la formazione degli anelli. Il display luminoso di Symbiosia genera un nuovo anello al secondo (corrispettivo di un anno di vita di un albero), lo spessore e la forma degli anelli consentono i visitatori di osservare l’impatto dei cambiamenti climatici nel breve e lungo periodo. Al link puoi guardare un breve documentario su questa installazione. Nous les Arbres e Symbiosia La finalità ultima di Symbiosia quindi è di sensibilizzare il pubblico riguardo i problemi legati ai cambiamenti climatici attraverso una rappresentazione visiva degli effetti che questi hanno sugli alberi e, conseguentemente, sull’uomo. Quest’ultimo anche artefice del cambiamento climatico o, quantomeno, responsabile della sua accelerazione vertiginosa. Questa installazione è lo spunto per la condivisione di altri strumenti e ricerche che usano la tecnologia per raccontare gli alberi in modo innovativo. Qualche anno fa Eroica Fenice ha intervistato i fondatori di Treedom, “una rivoluzionaria piattaforma nata nel 2010 che permette di acquistare e piantare alberi da frutto in Italia, Africa e Sud America per finanziare progetti ecologici, di rivalutazione territoriale e di volontariato volti a supportare comunità di contadini locali”. Il sito mette anche a disposizione un’originale applicazione che fa una stima della quantità di CO2 emessa in base alle nostre abitudini e scelte quotidiane. Se da un lato è fondamentale ridurre a monte la quantità di CO2 emessa cambiando le nostre abitudini, dall’altro piantare piú alberi rappresenta la scelta ottimale per catturare almeno una parte del gas. Nel 2050 si attende che il 70% della popolazione umana mondiale vivrà in aree urbane. Per le persone, vivere in un ambiente altamente urbanizzato e con poche opportunità di interagire direttamente con la natura può condizionare negativamente il benessere e la connessione emotiva con il mondo naturale. Oltretutto, una considerevole presenza di alberi in città contribuisce ad abbassare le temperature, creando microclimi più confortevoli. Gli alberi mitigano anche l’inquinamento atmosferico causato dall’ attività urbana ahimè più caratteristica: il traffico. In caso […]

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Festival delle Mongolfiere, a Paestum l’11esima edizione

Il Festival Internazionale delle Mongolfiere torna a Paestum dal 28 settembre al 6 ottobre per la sua undicesima edizione. Un evento che, in qualche modo, rappresenta la “fine” definitiva della stagione estiva nella Città dei Templi. Caratteristica del Festival delle Mongolfiere (tra i primi cinque dedicata alla mongolfiera più suggestivi al mondo) è il panorama unico che è possibile ammirare dall’alto: l’area archeologica con i suoi maestosi templi, il mare azzurro e il verde delle colline. Nel villaggio, si effettueranno sia il volo libero che il volo vincolato e i decolli avverranno in un’area antistante l’ex fabbrica Cirio, a pochi metri dall’antica cinta muraria e poi, a seconda del vento, si volerà verso il mare o la collina. Le mongolfiere saliranno a diverse centinaia di metri d’altezza, permettendo ai passeggeri di ammirare il promontorio di Agropoli che si apre fino alla Costiera Amalfitana. Generalmente, gli atterraggi avvengono in spiaggia oppure nella zona di Capo di Fiume, ai piedi del Monte Calpazio. Un Festival, dunque, al passo con il Festival di Mongolfiere della Cappadocia, nella Valle dei Camini e in quella delle Fate, considerate patrimonio UNESCO, con l’Albuquerque International Balloon, con decine di mongolfiere dalle forme più strane, o con il Festival International de Ballons de Chateau-d’Oex, tra le montagne innevate del cantone di Vaud, in Svizzera. Ogni anno il Festival delle Mongolfiere di Paestum attira migliaia di visitatori da tutto il mondo, con un trend in continua crescita e oltre trentamila visitatori nelle passate edizioni. Ha ospitato personaggi illustri del settore e campioni nazionali e internazionali, desiderosi di essere in prima fila durante questo importante raduno. Quest’anno saranno organizzati spazi per l’animazione dei bambini, esibizione di artisti di strada, laboratori didattici per le scuole, esposizione di prodotti di artigianato locale e giornate dedicate alla scoperta del territorio. Di forte riscontro è anche l’impatto mediatico che proviene dalla manifestazione: le immagini rimbalzano sui social di tutto il mondo, promuovendo i templi, ma anche l’intero territorio regionale come meta di un turismo particolare e di qualità. «Questo evento aggiunge valore a un territorio già caratterizzato da bellezze straordinarie di carattere archeologico e paesaggistico. – ha dichiarato il sindaco di Paestum, Franco Alfieri – Il Comune è al fianco dell’Associazione “Vivere Paestum” e dell’ideatore e organizzatore Michele Torlo, che da anni porta avanti la manifestazione, un tassello importante per puntare con decisione alla destagionalizzazione di un territorio che guarda ad un turismo che va anche oltre le attrattive tipiche dell’estate». Il Festival delle Mongolfiere gode del finanziamento Poc 2014-2020 – linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”.

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Premio Strega 2019: vince Antonio Scurati con M. Il figlio del secolo

Con 228 voti, Antonio Scurati è stato proclamato vincitore alla finale della settantaduesima edizione del Premio Strega, il più famoso premio letterario che ha inizio nel lontano 1947. Poco dopo gli eventi che l’autore racconta nel libro primo classificato, M. Il figlio del secolo (edito Bompiani), che racconta gli anni feroci del fascismo e di Benito Mussolini, tra romanzo e reali testimonianze di un Paese sotto dittatura. Si è tenuta ieri giovedì 4 luglio al Ninfeo di Villa Giulia a Roma, andata in onda tv dalle 23.00 su Rai 3, la cerimonia finale del premio letterario italiano che ogni anno crea maggior enfasi mediatica: a salire finalmente al primo posto sul podio lo scrittore e accademico napoletano Antonio Scurati, già dato vincitore nei pronostici, arrivato secondo nelle altre due edizioni passate a cui aveva partecipato, nel 2009 e nel 2014. Il romanzo vincitore, M. Il figlio del secolo edito da Bompiani, racconta dalla nascita dei fasci fino alla ascesa del dittatore Mussolini; attraverso eventi storici che segnarono l’Italia e soprattutto il popolo italiano, Scurati ammette di stare già lavorando alla seconda parte di una trilogia dedicata, per ricordare ancora una volta e in forma nuova il fascismo e una dolorosa parentesi della nostra storia. In un’intervista rilasciata da Antonio Scurati al Corriere della Sera, lo scrittore partenopeo ammette che, data la grande importanza del tema che andava ad affrontare, non avrebbe voluto partecipare a nessuna competizione. È stato proprio Francesco Piccolo, suo grande ex rivale, però, a convincerlo a dare eco ad una storia così fondamentale anche per la nostra letteratura Seconda classificata Benedetta Cibrario con “Il rumore del mondo” (Mondadori), al terzo posto l’apprezzato Marco Missiroli con “Fedeltà” (Einaudi), quarta invece Claudia Durastanti con “La straniera” (La nave di Teseo), e infine Nadia Terranova con “Addio fantasmi” (Einaudi Stile libero). La giuria era presieduta da Helena Janeczek, vincitrice della scorsa edizione con il fortunato romanzo “La ragazza con la Leica“. Dal 1947 fino alla vittoria di Antonio Scurati nel 2019: la storia del Premio Strega Dalla prima premiazione in cui trionfava Ennio Flaiano con “Tempo di uccidere” sono passati settantadue anni, e il premio Strega nel corso del tempo ha vissuto cambiamenti che però non le hanno fatto perdere il prestigio letterario che ancora oggi detiene. Nonostante le polemiche nel mondo culturale e dell’editoria delle quali è stata spesso oggetto di discussione, al premio hanno partecipato e vinto illustri scrittori che hanno fatto la storia della letteratura italiana, da Cesare Pavese con “La bella estate” a Elsa Morante con “L’isola di Arturo”, da Natalia Ginzburg con “Lessico Famigliare” a Umberto Eco con “Il nome della rosa”. Dal 1986 organizzato dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, il premio fu inizialmente istituito dai fondatori dell’azienda del famoso Liquore Strega, prodotto dalla Strega Alberti di Benevento. Ilaria Casertano Fonte immagine: ilpost.it

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Torna Salerno Letteratura Festival, il più grande evento letterario del Sud

Annunciata con la conferenza stampa tenutasi mercoledì 29 maggio nella Sala Francesco De Sanctis – Regione Campania in via Santa Lucia a Napoli, la settima edizione di Salerno Letteratura Festival: 200 partecipanti fra scrittori, musicisti, attori e artisti italiani e stranieri, dal 15 al 23 giugno, oltre ad un’anteprima prevista per il 14. Salerno riapre così le porte all’evento letterario più importante del Sud Italia, in cui l’arte, la letteratura, la musica, la cultura in generale, rappresentano il filo conduttore dei tanti appuntamenti in calendario. “È bello sapere di aver portato in sette anni questo festival ad un livello ormai da tutti riconosciuto. Si tratta ormai, in termini assoluti, della terza manifestazione letteraria in Italia: escludendo il Salone del Libro di Torino, dopo Mantova e Pordenone c’è subito Salerno Letteratura. È anche il festival più lungo in Italia, che si svolge in un periodo dell’anno durante il quale anche il turismo può trarne grandi benefici: in giugno, quando i prezzi tra l’altro sono abbastanza contenuti, oltre alle meraviglie della costiera amalfitana, dalle 17 fino alle 3 di notte si può godere di un programma ricchissimo di eventi e cose da fare”, spiega il direttore artistico Francesco Durante. A conferma del carattere multiculturale della manifestazione, in cartellone ospiti da 21 nazioni, dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Colombia all’Islanda, dal Canada al Regno Unito. Ospiti di grandissima caratura, come il premio Pulitzer Richard Powers, Chris Offutt, il nome più importante del noir americano, l’imprenditore Brunello Cucinelli, autore de “Il sogno di Solomeo: la mia vita e l’idea del capitalismo umanistico”. “Cucinelli ci è sembrato perfettamente adeguato al discorso che vogliamo fare, quello in cui imprenditoria e cultura si incontrano per un nuovo Umanesimo”, ha detto Durante. “Sono molto orgoglioso anche del fatto che quest’anno inoltre abbiamo raggiunto la parità di genere, nel senso che le autrici e gli autori si equivalgono numericamente – aggiunge – e sicuramente, per il secondo anno consecutivo, la prolusione inaugurale sarà tenuta da una donna”. Parliamo quest’anno di Eva Cantarella, che racconterà il “suo” Ovidio, ponendo l’accento sull’originalità del rapporto tra Ovidio ed il genere femminile. “Molti gli sponsor privati che hanno appoggiato la manifestazione, cosa per nulla semplice, come La Doria, D’Amico, BPER, la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, l’Università Telematica Pegaso e tanti altri”, annuncia il direttore organizzativo Ines Mainieri. Musica italiana e straniera, eventi per bambini e ragazzi, spettacoli, libri e tanto altro nella splendida cornice della città di Salerno Tanta la musica e tanti gli spettacoli organizzati nei quali si incontreranno, ad esempio, il fado e la canzone napoletana, o una serata dedicata alla poesia irlandese, a testimonianza del rapporto consolidatosi negli anni tra il festival ed altre manifestazioni europee: Portogallo, Irlanda, Spagna e Francia. Lo spettacolo di chiusura sarà affidato ad una coreografa colombiana, Klemcy Salza, ispirato a “Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez. Non mancheranno appuntamenti pensati per i bambini e i ragazzi, che avranno il loro spazio in incontri dedicati e nella Summer School. Tra gli ospiti, Christian […]

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FIM: una degna conclusione | resoconto del secondo giorno

Quasi come un oscuro e scaramantico presagio, la giornata di ieri, Venerdì 17, non è iniziata nel migliore dei modi. Se il primo giorno del FIM è stato accompagnato da una limpida atmosfera che ha rischiarato l’avveniristica struttura di Piazza Città di Lombardia, la seconda ed ultima giornata del Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale si è aperta con dei grossi nuvoloni ai quali sono inevitabilmente seguite piogge nel pomeriggio. Per fortuna la Piazza si trova sotto una struttura coperta e le avverse condizioni atmosferiche non hanno inficiato lo svolgimento dell’evento. Il racconto del secondo ed ultimo giorno del FIM Aprono l’evento a Casa FIM gli Genos Saxophone Quartet, quartetto di sassofoni formato da Elia Faletti, Tommaso Massardi, Matteo Tassano e Nicolò Gatti che hanno suonato con le legature senza viti autofissanti fornite dall’azienda Kyndamo. Le legature Kyndamo sono state inoltre tra le dieci invenzioni finaliste al “Premio Leonardo- Innovazioni per la musica” che ha visto vincere il progetto della tastiera ODLA per la trascrizione musicale per persone non vedenti ideata e prodotta della startup di Palermo Kermonia River. I rappresentati di Kermonia River, Renato Pace e Alessandro Pace, sono stati inoltre protagonisti di un interessante conferenza sulle prospettive future degli strumenti e delle innovazioni musicali. All’incontro hanno partecipato anche Salvatore Chindamo di Kyndamo- Legature Sax e Clarinetto e Mattia Davide Amico di Kodaly  con KIBO, tastierina midi che riproduce le note musicali attraverso delle figure geometriche. Durante il confronto sono emerse delle linee guida verso le quali devono propendere le innovazioni in campo musicale: maggior ricerca e sperimentazione di strumenti rivolti a tutte quelle persone portatrici di handicap e patologie che impediscono il normale utilizzo e fruizione della musica. Una ricerca in tal senso potrebbe aiutare tutto il mondo della musica e dei musicisti perché aiuterebbe a riscoprire modi di percezione e fruizione musicale spesso dimenticati, come quello tattile. Intervallati dalle esibizioni di alcuni artisti come Tony Liotta, Andrea De Paoli, Ilaria Pastore e Massimo Giuntoli, seguono altri interessanti incontri, possibilità di confronto e supposizioni di nuovi scenari. Esempio estremamente attinente l’incontro “Made in Italy. Le prospettive internazionali” curato da Claudio Formisano presidente del CAFIM Italia (Confederazione Europea delle Industrie Musicali) che ha auspicato a una maggiore unità nelle fiere internazionali tra i produttori ed espositori italiani. Senza collaborazione e unità di intenti si rischia di far venire meno il senso di un marchio, il “made in italy”, che ha grande prestigio nel mondo. Piuttosto che allestire stand singoli tra loro scollegati, gli espositori italiani dovrebbero cercare di esporre, per quanto possibile, nella stessa area, per esprimere una solida conferma di quella tradizione che rappresentano. Le discussioni e le innovazioni non animano soltanto Casa FIM però, anche il padiglione FIM Talks offre importanti conoscenze e spunti di riflessione: è il caso dei workshop “Professione musicista: dalla formazione all’attività professionale” e “La musica elettronica e i sintetizzatori” rispettivamente tenuti da Fabio Anicas di Live Musica Academy e Andrea De Paoli di MKI Modernkeyboards. Mentre Casa FIM e FIM Talks sono […]

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FIM, Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale | Resoconto primo giorno

«La musica forma il carattere di una persona, è arte, è cultura. Ha una storia quindi può essere molto importante se si vuole, si tratta di inserirla nei piani di studi e di farla diventare una materia al pari di tutte le altre». Queste sono alcune delle parole proferite da Verdiano Vera, fondatore e direttore del FIM, in un’intervista rilasciata per noi lo scorso 4 Aprile, nelle quali emerge la profonda passione per la musica che anima l’evento. Iniziato ieri, il Salone della Formazione e dell’Innovazione musicale (FIM) non ha infatti tradito le aspettative né lo spirito di cui è rappresentante. Uno spirito costituito da passione per la musica intesa come innovazione, creatività e crescita personale. Come abbiamo più volte annunciato, attraverso i nostri canali, quest’anno noi di Eroica Fenice siamo media-partner della manifestazione, questo è il resoconto della prima giornata. Il racconto della prima giornata del FIM Ore 9:00. C’è il sole su Piazza Città di Lombardia (Milano) e l’aria è un di un fresco pungente. Gli espositori terminano di montare e mettere a posto gli stand, qualche curioso già si affaccia oltre le transenne per dare un’occhiata. Nella grande piazza situata tra gli edifici che compongono l’imponente Palazzo della Regione Lombardia è quasi tutto pronto. Ore 9:30. Via le transenne, si aprono le porte al pubblico. Subito nutriti gruppi di scolaresche seguono con entusiasmo le dimostrazioni sperimentali tenute agli stand del Politecnico di Milano, ma anche le spiegazioni dei software digitali di musica tenute allo stand della Steinberg. Intanto sul palco prendono parola i tre rappresentanti della Biasin Strumenti Musicali che, in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo Da Vinci, presentano l’«Accordion di Leonardo», strumento costruito grazie a degli studi fatti su dei disegni del genio fiorentino. Alle 10:30 è poi l’ora dell’inaugurazione ufficiale. Al taglio simbolico del nastro presenziano il direttore del Salone, Verdiano Vera, e l’assessore allo sviluppo economico della Regione Lombardia Alessandro Mattinzoli che elogia l’operato dell’evento: esempio di autentica dialettica tra innovazione e rispetto della tradizione. Uno dopo l’altro, cominciano tutti gli eventi e la settima edizione del FIM può dirsi finalmente iniziata. La piazza è suddivisa in quattro zone di influenza: FIM Theater, Casa FIM, FIM Social e FIM Talks. Ognuna con la propria prerogativa. Gli eventi del FIM Theater si sono svolti nell’Auditorium Testori e sono stati dedicati alle esibizioni dei giovani allievi della scuola di musica Cluster. Casa FIM ha invece avuto un approccio più generalista, accessibile anche ai semplici curiosi ed occasionali fruitori di musica, offrendo loro anche la possibilità di osservare e ascoltare all’opera importanti musicisti come Christian Meyer e Cesareo, storici membri degli Elio e le Storie Tese. Dedicato invece ai partecipanti dei diversi contest proposti dal Salone il “box” del FIM Social dove hanno potuto esibirsi. Infine, di carattere decisamente più tecnico, i workshop proposti nell’area FIM Talks, dove si tenuti seminari come “Comporre editare e registrare musica con Cubase Pro 10. La notazione musicale con Dorico” e “5 tecniche per promuovere la musica online”. […]

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Attualità

Marcia per il clima, appuntamento il 23 marzo a Roma

Marcia per il Clima e contro le Grandi Opere Inutili: l’appuntamento lanciato dai comitati ambientali italiani è il 23 marzo a Roma. A lanciare la manifestazione nazionale, decine di movimenti, associazioni e singoli cittadini da sempre impegnati nelle battaglie contro le grandi opere (Tav, Tap, Ponte etc.). L’obiettivo è il lancio di una nuova stagione di mobilitazione contro i cambiamenti climatici e per la salvaguardia del Pianeta. Un percorso che parte da lontano, non solo dai lunghissimi anni di battaglie territoriali, ma da diversi incontri che hanno attraversato tutto il Paese: da Venezia e Venaus, in Val di Susa, per arrivare a Melendugno e Napoli, passando per Torino, Firenze, Sulmona, Niscemi. La Marcia per il clima metterà al centro del dibattito, innanzitutto, il modello di sviluppo legato alle Grandi Opere, ritenute non solo spreco di risorse pubbliche, sinonimo di corruzione, di devastazione ambientale dei territori, di danni alla salute, ma – appunto – l’incarnazione di un modello di sviluppo che sta conducendo il pianeta verso una vera e propria catastrofe ecologica. I cambiamenti climatici di cui oggi si discute nella società a tutti i livelli, dalle scuole, ai mass media, passando per le istituzioni, non sono più ormai un semplice e noioso argomento di studio, ma una realtà con cui tantissime persone nel mondo sono costrette a fare i conti. In Italia si declinano in modo drammatico: la mancanza di manutenzione delle infrastrutture, la corruzione e la cementificazione selvaggia seminano morti e feriti non solo con la venuta di catastrofi naturali, come i terremoti, ma ad ogni ondata di maltempo. Le catastrofi naturali colpiscono tutti allo stesso modo, ma chi vive ai margini della società ne paga doppiamente i costi, vista la mancata messa in sicurezza dei territori. La cementificazione e la devastazione ambientale colpiscono sia l’ambiente e la natura al di fuori dei grandi centri cittadini, sia i grandi agglomerati urbani, sempre più inquinati, in cui persino i rifiuti diventano un business redditizio. Molti dei migranti che vengono respinti ai confini dell’Europa, inoltre, sono migranti climatici, costretti a lasciare le proprie terre ormai rese inabitabili. Tra le Grandi Opere contestate dai comitati ambientali, oltre al TAV in Val di Susa e al TAP a Melendugno, le Grandi Navi e il MOSE a Venezia, l’ILVA a Taranto, il MUOS in Sicilia, la Pedemontana Veneta, le trivellazioni petrolifere che mettono a rischio lo Ionio, l’Adriatico, la Basilicata e la Sicilia. Le proposte della Marcia per il clima sono: la cessazione della contrapposizione tra salute e lavoro, come invece è avvenuto di fatto a Taranto; la riduzione dell’uso delle fonti fossili e del gas; lo stop al consumo di suolo per progetti impattanti e nocivi, gestendo il ciclo dei rifiuti in maniera diversa sul lungo periodo (senza scorciatoie momentanee) con l’obiettivo di garantire la salute dei cittadini; rigore e decisione nella costruzione di un modello energetico alternativo, in opposizione a quello centralizzato e spinto dal mercato; l’abbandono di progetti di infrastrutture inutili e dannose, con il finanziamento di interventi come la messa in […]

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