Streghe di Benevento: storia e leggenda delle Janare

«Unguento unguento
portami al noce di Benevento
sopra l’acqua e sopra il vento
e sopra ogni altro maltempo»

Una formula magica, una confessione, una condanna. Un’imputata, donna. Un rogo, acceso. Migliaia di roghi in fiamme, migliaia di donne in piedi sull’altare della superstizione. Le streghe di Benevento, o Janare, sono figure leggendarie del folklore campano, donne accusate di praticare la stregoneria. La loro storia, intrisa di magia, superstizione e persecuzione, affascina e inquieta ancora oggi.

Quali erano le accuse contro le Janare?

Accusa Motivazione
Essere donna Considerata per natura più suggestionabile e incline al peccato.
Avere un difetto fisico Un neo, una voglia o un terzo capezzolo erano considerati il “marchio del diavolo”.
Essere anziana e sola Rispettava lo stereotipo della vecchia strega, bisbetica e isolata dalla comunità.
Conoscere le erbe La conoscenza delle proprietà curative delle piante era vista con sospetto.

Chi erano le Janare di Benevento?

La Janara è la strega per antonomasia del folklore beneventano e campano. Il suo nome deriva probabilmente da Dianara, ossia “sacerdotessa di Diana”, la dea romana della caccia e della luna. Secondo altre interpretazioni, il termine viene da ianua, “porta”, perché si credeva che queste figure potessero entrare nelle case passando sotto le porte. Erano donne accusate di compiere malefici, di volare su scope ungendosi con un unguento magico e di partecipare a sabba infernali. La prima testimonianza dettagliata sui loro presunti riti ci giunge dalle confessioni estorte sotto tortura a Matteuccia da Todi, processata per stregoneria nel 1428.

Le origini della leggenda: tra culti pagani e Longobardi

La leggenda delle streghe di Benevento ha radici profonde, che intrecciano storia e mito.

Culto di Iside, Diana ed Ecate: le radici pagane

Primo secolo – A Benevento si diffonde il culto di Iside, la signora della magia. Il suo culto assorbe spesso quello di Ecate, dea degli inferi, e di Diana, dea della caccia. Queste divinità femminili, legate alla notte, alla luna e alla natura selvaggia, forniranno la base iconografica per la futura figura della strega.

I riti dei Longobardi

Settimo secolo – I Longobardi dominano il sud Italia, portando con sé le loro tradizioni pagane. Lungo le rive del fiume Sabato, celebravano un rito singolare: appendevano la pelle di un caprone a un albero sacro, probabilmente il famoso noce di Benevento. I guerrieri galoppavano intorno all’albero, strappando brandelli di pelle con le lance per poi mangiarli, in un atto per assorbirne la forza. Sarà il vescovo Barbato di Benevento a far sradicare l’albero per porre fine a questa tradizione, che però sopravviverà nel folklore come rito demoniaco, come approfondito anche dall’Enciclopedia Treccani.

Il Malleus Maleficarum e l’inizio della caccia alle streghe

Era il tramonto del quindicesimo secolo quando nacque la caccia alle streghe. Nel 1487 i frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Kramer pubblicarono il Malleus Maleficarum (Il martello delle streghe), un manuale che insegnava a riconoscere, processare e giustiziare le streghe. Predicatori come Bernardino da Siena avevano già puntato il dito contro le “streghe” di Benevento, suggerendone lo sterminio e dando il via a secoli di feroci persecuzioni nella città campana.

I riti delle Janare: il noce, i sabba e l’unguento magico

All’ombra del noce di Benevento, che la leggenda vuole fatto rinascere dal demonio dopo l’abbattimento, avvenivano i sabba. Durante questi incontri, le Janare avrebbero compiuto orge e banchetti, unendosi carnalmente al diavolo, presente sotto forma di caprone. Altre testimonianze raccontano che le streghe si ungessero con un unguento magico per spiccare il volo da un ponte, poi detto ponte delle Janare (i resti dell’antico Ponte Leproso), recitando la famosa formula magica.

Come difendersi dalle Janare

La tradizione popolare ha sviluppato diversi metodi per proteggersi. Poiché si credeva che le Janare potessero assumere forma incorporea e passare sotto le porte, si lasciava del sale o una scopa di saggina sull’uscio. La strega, per una sorta di coazione a ripetere, avrebbe passato la notte a contare i grani di sale o i fili della scopa, venendo sorpresa dall’alba e costretta alla fuga. Per liberarsi di una Janara che perseguitava qualcuno, bastava urlarle contro: “Vieni domani a prendere il sale!“. E se si nominavano le streghe in un discorso, si scongiurava la sfortuna pronunciando subito la frase: “Oggi è sabato“.

La realtà dietro le accuse di stregoneria

Ma chi erano davvero le donne accusate di stregoneria? Spesso erano semplici guaritrici, levatrici, vedove o donne sole che vivevano ai margini della società. Come riportato anche da riviste come Focus, i pretesti per un’accusa erano futili e terribili, spesso basati su pregiudizi fisici o sociali che trasformavano la diversità in un marchio demoniaco.

Sulle tracce delle streghe: visitare Benevento oggi

Per chi vuole immergersi in questa affascinante storia, a Benevento è possibile seguire un itinerario a tema.

  • Janua – Museo delle Streghe: è il punto di partenza ideale. Un percorso museale multimediale e immersivo che racconta la leggenda delle Janare, situato nello storico Palazzo Paolo V.
  • Indirizzo: Corso Garibaldi, 1, 82100 Benevento BN.
  • Contatti e biglietti: Si consiglia di visitare il sito ufficiale del museo per orari e prezzi aggiornati. Il costo del biglietto è generalmente intorno ai 7-10 euro.
  • Ponte Leproso: Sebbene distrutto dai bombardamenti, i suoi resti evocano il luogo da cui le Janare spiccavano il volo.
  • Il “Noce Magico”: Non esiste più l’albero originale, ma in città e nei dintorni vengono organizzati tour e passeggiate narrative che identificano i luoghi legati al mito, spesso vicino alle rive del fiume Sabato.
  • Liquore Strega: Un’icona della città. Una visita allo storico stabilimento della Strega Alberti può essere un modo per concludere il tour, assaggiando il famoso liquore a base di 70 erbe la cui ricetta, ovviamente, è segreta.

Streghe di Benevento: realtà o leggenda?

Ovviamente, l’esistenza delle streghe di Benevento è una leggenda (come quella della città delle streghe), frutto di credenze popolari, retaggi pagani e della misoginia di secoli di persecuzioni. Chi potrebbe dar credito ad una storia così fantasiosa?
Noi certamente no. Tuttavia, oggi è sabato.

Scopri anche quali sono le streghe più famose nel mondo!

Fonte immagine: Di Guglielmo Della Porta – Questo file è stato donato a Wikimedia Commons come parte di un progetto del Metropolitan Museum of Art di New York. Vedi la Politica di accesso aperto per le risorse grafiche e per i dati (in inglese)., CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=60882628

Articolo aggiornato il: 23/12/2025

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