Natale alla Bottega Ferrigno, una tradizione napoletana

Natale alla Bottega Ferrigno

Il Natale alla Bottega Ferrigno è ormai una tradizione a Napoli: non si può andare a visitare San Gregorio Armeno, la famosa via dei pastori, senza far tappa presso i locali di Marco e Monica Ferrigno, proprio nel cuore della famosa stradina partenopea.

L’arte presepiale dei Ferrigno, con i loro 180 anni di storia, rappresenta l’eccellenza dell’artigianato napoletano; la loro fama è cresciuta nel tempo, soprattutto da quando il maestro Giuseppe Ferrigno iniziò a farsi conoscere in tutto il mondo con la sua produzione di pastori e presepi napoletani ispirati all’arte del Settecento.

Da quando il maestro è scomparso nel 2008, i figli, Marco e Monica, continuano con orgoglio a tramandare quest’arte con la stessa passione del padre e la stessa lavorazione artigianale nelle loro rispettive botteghe: ogni pezzo dei pastori in terracotta e/o in argilla e dei presepi è una vera opera d’arte, lavorata completamente a mano e con tecniche ben precise.

Ma dato che il Natale è ormai vicino, abbiamo attraversato le stradine del centro storico, piene di turisti, per arrivare da loro e subito abbiamo approfittato della loro gentilezza e disponibilità per porre loro qualche domanda.

In bottega c’è anche la loro amata mamma, la signora Anna, che da buona napoletana ci mette subito a nostro agio offrendoci un caffè e un dolcetto.

La Bottega Ferrigno (il suo laboratorio)

Saliamo al piano di sopra, dove c’è il loro laboratorio, riccamente addobbato per il Natale, e subito siamo rapiti dall’atmosfera calda e accogliente e dai loro splendidi manufatti (presepi, Natività, statuine raffiguranti i tradizionali personaggi del presepe, come l’oste, la lavandaia, Beniamino, ma anche quelli più attuali e famosi (tra politici, calciatori, artisti, intellettuali), oltre a corni scaramantici portafortuna di varie dimensioni).

Marco Ferrigno e  il figlio Giuseppe ci dedicano una breve intervista.

L’intervista a Marco della Bottega Ferrigno

Marco, a quando risale la vostra attività?

La nostra attività risale al 1836 con il trisavolo Carmine, poi con nonno Salvatore e Giuseppe, mio padre, che vedi lì in foto. Io e Monica siamo la quarta generazione.

Giuseppe, quindi, tu rappresenti la quinta generazione, continuerai l’attività di tuo padre?

Credo di sì, perché penso sia un peccato non farlo, perché questo lavoro rappresenta per noi più che una tradizione di famiglia, una vera responsabilità civica: una tradizione che non appartiene solo alla nostra famiglia, ma che riguarda tutta la nostra città: c’è l’orgoglio di portare con il nostro nome Napoli nel mondo. Anche se ora al momento sto pensando principalmente a studiare e solo nei momenti liberi ne approfitto per scappare qui a fare l’apprendista. Ma devo dire che mi piace, soprattutto in questo periodo, qui in bottega con il via vai di passanti, clienti, amici che vengono a trovarci, a chiederci l’ultima novità, è tutta una festa e il Natale acquista un altro sapore.

Ben detto Giuseppe, sono perfettamente d’accordo con te, sarebbe davvero un peccato interrompere questo magico ciclo generazionale.

Marco, invece tu, mi vuoi parlare di com’è iniziata la tua avventura professionale all’estero?

Tutto è iniziato con l’ex sindaco Bassolino che volle fortemente far conoscere  la nostra arte nel mondo. Sono stato a Francoforte, New York, ma anche in Messico, Giappone grazie alla collaborazione con gli istituti di cultura italiani all’estero.

Saresti contento se in futuro Giuseppe percorresse la tua stessa carriera?

Non ti nascondo che sarei felicissimo, ma non vorrei mai obbligarlo, questo mestiere si fa solo con passione e in cuor mio spero che se dovesse scegliere di proseguire quest’attività lo faccia di sua spontanea iniziativa. Uno degli ingredienti necessari è proprio l’amore e la passione per questo lavoro.

Marco, so che ogni anno pensate a un tema specifico per realizzare nuovi personaggi legati all’attualità. 

Sì, quest’anno il tema principale è dedicato al mondo femminile, abbiamo in primis la regina Elisabetta, passata a miglior vita e Giorgia Meloni, il neo presidente del Consiglio dei Ministri; invece tra i calciatori, e te lo dico con una certa contentezza da tifoso, quest’anno molto richiesti sono i calciatori del Napoli (principalmente KvaratsKhelia e Osimhen), rispetto a quelli della Juve, i più venduti a Napoli nei precedenti anni.

Vedo sulle mensole anche Maradona, Pino Daniele, Massimo Troisi…

Beh, loro sono gli immancabili, gli evergreen, sono sul presepe alla stessa stregua di Eduardo De Filippo e di Totò.

Avete altri punti vendita in Italia?

Sì, tre, di questi se ne sta occupando però mia sorella Monica. Abbiamo punti vendita a Roma presso la Rinascente a  Roma Tritone e Roma Fiume  e alla Rinascente di Milano al sesto piano.

Insomma ammirando in una vetrina anche un bellissimo Eduardo De Filippo e ricordando la sua celebre commedia “Natale in casa Cupiello” non possiamo che augurarvi per queste feste un magico Natale a casa Ferrigno!

Immagine in evidenza: Archivio personale ( “Dettaglio di un Presepe” della Bottega Ferrigno)

 

A proposito di Martina Coppola

Appassionata fin da piccola di arte e cultura; le ritiene tuttora essenziali per la sua formazione personale e professionale, oltre che l'unica strada percorribile per salvare la società dall'individualismo e dall'omologazione.

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